Sergio Nucci

  contatti  rassegna stampa galleria

Banner - {Societą del progetto breve}

 

Benvenuti
Chi sono
Lo Studio Dentistico
L'Attivitą Politica
Rassegna Stampa
Galleria Fotografica
Interventi
Video
I Crucci di Nucci
Cosenza, la mia cittą
I Link

 

 

 

 

 

 

 
 
Le News

02/02/2012

 

LA SANITA' NEGATA

 

Ogni notizia riguardante la malasanità suscita sempre nell’opinione pubblica grande eco. Per tanti motivi, non ultimo, per il fatto che quando si parla della salute dei cittadini ci si sente direttamente coinvolti, quasi vivessimo in prima persona il dramma di chi soffre.

E’ successo anche stavolta per le indagini che vedono coinvolte alcune cliniche private molto note del tirreno cosentino.  Nulla da dire sulla legittimità degli accertamenti, come sempre sono convinto che la giustizia farà il suo corso e che i responsabili pagheranno mentre gli innocenti potranno provare la loro estraneità. Tuttavia, una considerazione devo farla relativamente ad una clinica, la “San Luca” di Praja a Mare, molto nota in ambiente odontoiatrico, e nella quale vengono eseguiti interventi notoriamente tabù nei nostri nosocomi. È un fatto che per prestazioni un tantino complicate di chirurgia odontoiatrica, nostri concittadini aventi diritto, ovvero che sono assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale, si siano rivolti in passato (ed auguro anche in futuro) a questo centro  dal quale sono arrivate risposte a legittime richieste di assistenza.

Ripeto, non conosco le carte e non so se ci siano e quali siano le responsabilità, ma la notizia in se, per la sua cruda drammaticità, impone a chi ne ha facoltà di interrogarsi e capire perché alcune degenerazioni siano frutto, molte volte, di una sanità negata nei nostri ospedali.

Se esistono centri che erogano prestazioni in regime di convenzionamento è perché lì, l’offerta pubblica o è assente, o è insufficiente, o è (dispiace dirlo) di qualità minore.

Solo ed esclusivamente per questo.

Fanno bene le autorità a vigilare che tutto avvenga secondo i crismi della legalità, ma chi ci governa farebbe bene a garantire un’assistenza sanitaria piena ed efficiente in ogni dove. Soprattutto, ad esempio, nel nostro ospedale regionale, dove branche come la cardiochirurgia o la chirurgia maxillo-facciale latitano.

Con il movimento Buongiorno Cosenza ho chiesto al Sindaco Occhiuto di diventare parte diligente nella realizzazione di cardiochirurgia a Cosenza. Bene! A questo punto lo invito a farsi portavoce di un’altra esigenza molto avvertita dalla popolazione, ovvero dell’istituzione all’Annunziata di un reparto di chirurgia maxillo-facciale dove curare con scienza e coscienza quegli sfortunati che per chirurgie odontoiatriche, anche banali, devono rivolgersi al privato di turno o al centro convenzionato sia esso la clinica “San Luca” o l’Ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti a Bari (sic!).

Ci sono tante malasanità nella nostra regione, non c’è che dire. Una è sicuramente quella che riguarda la sanità negata dei nostri ospedali.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


13/01/2012

 

E' TEMPO DI FATTI

 

Si sono riuniti ieri in assemblea a Cosenza aderenti e simpatizzati di Buongiorno Cosenza, il movimento che fa capo al consigliere comunale Sergio Nucci.
La riunione, fortemente voluta da quanti nelle ultime elezioni hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Nucci, ha avuto all’ordine del giorno, come unico punto, lo stato di attuazione dei punti programmatici proposti ed accettati dal sindaco Occhiuto nel turno di ballottaggio.
Nel corso del dibattito, tutti gli intervenuti hanno evidenziato come l’impegno nel turno di ballottaggio a favore dell’attuale sindaco sia stato sincero e determinato ma di come ad oggi, a più mesi da quegli accordi, non si abbia la benché minima traccia degli impegni assunti da Mario Occhiuto.
Le problematiche sollevate da Buongiorno Cosenza, come ad esempio lo spostamento delle autolinee a Vaglio lise, l’istituzione del sevizio notturno di polizia municipale, la realizzazione della cardiochirurgia a Cosenza, la linea veloce Vaglio Lise-Piazza Fera-Bilotti, sono questioni molto sentite dalla cittadinanza e che meritano l’attenzione e l’impegno promessi.
Ma non solo. Problemi come la carenza d’acqua determinata dai debiti milionari con SORICAL, o lo spinosa questione del personale del Comune, o le criticità di un settore come il commercio, tradizionalmente trainante per la nostra città, necessitano anch’essi di provvedimenti urgenti e non più differibili.
Intervenendo al termine dell’incontro Sergio Nucci ha dichiarato “Questo rinnovato entusiasmo da parte di donne ed uomini di Buongiorno Cosenza, mi inorgoglisce ed al tempo stesso mi responsabilizza ulteriormente a non abbassare la guardia ed a portare all’attenzione dei nostri amministratori i bisogni dei nostri concittadini. Lo farò, se necessario, con lo stile ed i modi che mi sono congeniali, senza tentennamenti e con continuità, nell’esclusivo interesse della nostra Cosenza.”.

 

UIfficio Stampa di "Buongiorno Cosenza"



02/01/2012

 

ANCORA UN SUCCESSO

 

Ancora un successo, l’ennesimo, domenica sera, nella città dei Bruzi, per la XIII edizione del Concerto di Capodanno.

Condotto da un’impareggiabile Anita Frugiuele, la kermesse di quest’anno, che ha visto la partecipazione dei pianisti cosentini Annachiara Muzzachi e Fabio Ciancio, si è arricchita della presenza della piccola Giada Borrelli, già nota al grande pubblico per le sue apparizioni a “Ti lascio una canzone” di RaiUno, accompagnata dal M° Paolo Luciani.

Dopo appassionante concerto a quattro mani sulle note di Faurè, Dvoràk e Barber, un crescendo di emozioni con la voce di Giada Borrelli che ha concesso per gli oltre trecento partecipanti più di un bis.

Soddisfatto il patron Sergio Nucci che a fronte della soddisfazione del pubblico ha garantito che per il prossimo anno l’impegno sarà quello di proporre il Concerto di Capodanno nel Centro storico proprio nel teatro Rendano.

Nel congedarsi dai presenti Sergio Nucci ha detto: ”Ringrazio quanti in questi 13 anni hanno collaborato alla realizzazione del Concerto rendendolo un appuntamento imperdibile per appassionati e non. La direzione artistica di Fabio Falsetta, la gratuità dell’evento, ma sopratutto la partecipazione offerta a titolo gratuito dagli artisti sono stati elementi fondamentali per la riuscita di un evento che ha come obiettivi il rilancio del nostro bel centro storico e la promozione di validissimi artisti locali”.

 


30/12/2011

 

ABBIAMO FATTO TREDICI

 

Il Concerto di Capodanno nel Centro storico spegne quest’anno 13 candeline. Sono tredici, infatti, gli anni che la kermesse musicale ideata da Sergio Nucci si tiene nel cuore del centro antico cittadino.

Programma ricco e pieno di sorprese quello di quest’anno.

Si inizia con un concerto a quattro mani dei pianisti Annachiara Muzzachi e Fabio Ciancio che interpreteranno pezzi di Faurè, Dvoràk e Barber. A seguire un cameo di un’artista cosentina, Giada Borrelli, già nota al grande pubblico per le sue apparizioni a “Ti lascio una canzone” di RaiUno, che sarà accompagnata dal M° Paolo Luciani. Il tutto nella stupenda cornice della Sala Maurizio Quintieri del Teatro A. Rendano.

Come sempre, la direzione artistica, affidata al M° Fabio Falsetta, ha puntato sulla gratuità e sulla cosentinità degli artisti nel pieno spirito dell’iniziativa: valorizzare talenti locali in una cornice tra le più suggestive del nostro Paese.

L’inizio è fissato per le ore 19,30 di Domenica 1 Gennaio 2012. Ingresso libero

 


22/11/2011

IL TEMPO E’ GALANTUOMO

 

Il tempo è galantuomo, ovvero basta aver pazienza e la verità arriva a galla puntuale, inesorabile, cruda.
Il comune di Cosenza è indebitato fino all'inverosimile. O meglio: non può indebitarsi più di così. Che significa? In soldoni, o si riducono drasticamente le spese combattendo seriamente gli sprechi, o il dissesto per Palazzo dei Bruzi diventerà improcrastinabile.

Ma in questi giorni, quello che più accalora il dibattito, non è su come fare ad uscire dalla crisi quanto di chi è la colpa.
Allora dico subito: sicuramente non mia e sicuramente neanche di Mario Occhiuto, al quale i milioni di euro di debiti iscritti nel bilancio dell'ente non possono essere addebitati. Ma giova davvero individuare le colpe o è più impellente rimboccarsi le maniche e capire da dove partire per risanare il risanabile?

Personalmente non credo, in questo campo, ai miracoli. Si deve applicare solo buon senso e rigore. Quel buon senso e quel rigore che devono albergare, in primis, in chi ha responsabilità di governo.

Mi spiego. Berlusconi per molto tempo, in maniera guascona e presuntuosa, ha affermato che le finanze dello Stato italiano godessero buona salute, lo diceva perché convinto di quelle affermazioni? Evidentemente no. Sperava, a modo suo e con la responsabilità del ruolo, di fermare gli effetti nefasti che, una pubblica dichiarazione di default, avrebbe generato nei mercati, innescando un clima generale di sfiducia e, quel che è peggio, di rassegnazione. Logico, vero? Nei cinque anni di giunta Perugini, mai, e sottolineo mai, il Sindaco, o un assessore, o un consigliere, ha espresso con crudezza e perentorietà un giudizio definitivo sulla crisi delle finanze comunali. Perché? Non certo perché le casse fossero piene e le risorse floride, solo per non creare nell'opinione pubblica, e soprattutto nei creditori, preoccupazione e diffidenza. Perugini non è certo colpevole né della congiuntura che ha vissuto, né della scarsezza di risorse dell'Ente. E' solo responsabile di aver cercato di avviare una fase di risanamento con uomini e modi sbagliati. E su questo Mario Occhiuto deve differenziarsi, ovvero sulle procedure necessarie a iniziare seriamente il risanamento e sull'establishment che deve mettere in piedi per uscire dal tunnel della crisi.

Enunciazioni? No, assolutamente. Nello specifico, a mio avviso, il Sindaco deve "rigenerare" completamente la squadra del Bilancio. La squadra non si cambia se si vince, e non si può certo dire che questa dirigenza ha vinto.
Un cambio radicale quanto dovuto, invocato da chi pensa che le responsabilità della politica vanno sempre di pari passo con quelle della burocrazia. Va costruito uno staff, utilizzando preferibilmente le risorse interne, e che
sappia ridare slancio ed entusiasmo ad un comparto ormai rassegnato.

Insomma, i musici vanno cambiati. Così come la musica. Più rigore e più regole. Stop a spese futili e improduttive.
Lotta all'elusione ed all’evasione in maniera seria, capillare ed equa e basta consentire nicchie di privilegio interne o esterne all'ente.

Si pretende, giustamente, che un amministratore, faccia il proprio dovere,  questo vale anche per chi lavora, da dipendente, per l'ente in ogni suo emanazione, considerato che non tutti (il proprio dovere) lo fanno. Se chi viene retribuito rende il servizio per il quale è pagato, allora è giusto che lo renda nel modo migliore e più produttivo per tutti.

E ancora, rendere fruttifero tutto il patrimonio comunale. Dallo stadio alle pubbliche vie, dai teatri alle aree comunali. Tutto, da oggi, deve far cassa. Gratis è un termine che per un po' di tempo deve sparire dal vocabolario dell'amministratore cosentino, con le dovute eccezioni, si intende.

Il rispetto delle regole serve a rendere migliore una società, non certo a penalizzarla o ad inibirne lo sviluppo.

Ricette banali, le mie, ma ahimè ancora non applicate. Il nuovo corso di questo Sindaco deve necessariamente partire da qui per dare la sensazione che qualcosa sia davvero cambiato.

Altrimenti sarà anche la sua, una agonia lenta e inesorabile, come quella vissuta dal suo predecessore.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


25/10/2011

 

ANCORA SULLA LAIRTE

 

Apprendo, con sincera soddisfazione, che in merito alla vicenda degli operai della LAIRTE, finiti nei giorni scorsi in cassa integrazione, la Telecom ha inteso assumere impegni ben precisi ed orientati a trovare soluzioni a tutela dei posti di lavoro oggi in predicato.

La querelle che vede coinvolte la LAIRTE e le sue maestranze merita sensibilità e attenzione da parte degli enti come la Telecom che devono, in ossequio ad una sana economia della nostra regione e al fine di garantire la sopravvivenza delle imprese calabresi, ricercare in ambito territoriale sinergie e collaborazioni, da parte della politica che deve farsi carico di supportare il made in Calabria volano di sviluppo per l’intera economia locale e, infine, da parte di chi ha il compito di assicurare principi di legalità in un settore come quello degli appalti nel quale il profitto, a volte, è a scapito di chi onestamente e diligentemente lavora.

Assieme alle donne ed agli uomini di Buongiorno Cosenza continuerò a seguire la vicenda della LAIRTE e di tutte le aziende che vivono analoghe situazioni, disponibile, se sarà necessario a far sentire ancora la mia voce.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


24/10/2011

 

ORDINARIA NON STRAORDINARIA

 

I pesanti tagli, imposti dal governo centrale, sottopongono le autonomie locali a enormi sacrifici. Il più delle volte, il mancato trasferimento di risorse comporta la riduzione o la cessazione di alcuni servizi, alcuni dei quali essenziali. Tuttavia, esistono alcuni settori che, almeno in teoria, non dovrebbero risentire della scure abbattutasi sulla finanza locale. Mi riferisco a quei servizi pagati direttamente dalla collettività (in realtà dai più indisciplinati) con i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie. L’articolo 208 del Codice della Strada sulla questione è chiaro: una quota compresa tra il 25 ed il 50% delle multe, deve essere impiegata per interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell'ente. Ciò significa che diverse centinaia di migliaia di euro - se non di più - che il comune di Cosenza incamera, a fronte delle tantissime sanzioni elevate devono, lo dice la legge, essere reimpiegate, ad esempio, nella manutenzione dei nostri impianti semaforici. Ciò da diversi anni non accade. Perché? Forse la somma raccolta per multe comminate è di scarsa entità o forse i nostri impianti semaforici non abbisognano di interventi manutentivi? Nulla di tutto ciò, eppure nessun semaforo in città si può definire efficiente. Sulla questione ho interrogato il nostro Sindaco. Si tratta, in realtà, di ordinaria amministrazione. Ordinaria non straordinaria, si badi bene, un po’ come tagliare l’erba, pulire le strade o riparare qualche cordolo, ma sufficiente a far maturare nell’animo del cittadino la sensazione di vivere in una città normale. Tornando al problema, non sta a me stabilire le cause di questa, ennesima, inefficienza, però è mio compito segnalare a chi di competenza quanto accade e sollecitare chi ne ha titolo, non solo a porre rimedio al disservizio, ma a chiarire una volta per tutte, che fine facciano i proventi delle multe che pur se incamerati prendono altre vie. Quali?

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


13/10/2011

 

SULLA VICENDA LAIRTE

 

Ne sono convinto, di questi tempi fa molto più rumore parlare dei privilegi della casta, ma non inseguo l’audience, e ossequioso del “de minimis non curat praetor” dei nostri antenati, mi occuperò di una questione per la quale la politica con la P maiuscola, dovrebbe avere ben altra attenzione.

Innanzitutto un plauso ad una certa stampa che ha fatto quanto ha potuto per non far cadere nell’oblio le giuste rivendicazioni, non già di chi il lavoro vorrebbe trovarlo, ma di coloro che avendolo se lo vedono scippare da comportamenti a dir poco incomprensibili da parte di aziende che forse ritengono la Calabria una mucca da mungere.

Sto parlando della cassa integrazione per alcuni lavoratori della “Lairte”, una società cosentina che impiega un centinaio di operai. Non siamo a Termini Imerese né a Mirafiori, siamo a Cosenza dove anche poche decine di operai in cassa integrazione sono un problema molto più impellente della parking card ai consiglieri comunali.

I fatti sono noti, più di dieci anni fa, sollecitati dalla ditta Ceit Impianti di Chieti che garantiva le commesse sul territorio, alcuni volonterosi lavoratori misero su una azienda, la Lairte appunto, che doveva svolgere in nome e per conto della CEIT lavori per Telecom.

Le cose hanno funzionato fino al 2009 quando la Ceit ha ridotto drasticamente le commesse all’azienda cosentina, nonostante mantenesse appalti milionari nella nostra terra. Se ciò non bastasse l’azienda chietina qualche mese addietro ha presentato agli operai della Lairte una liberatoria riguardante i compensi che venivano erogati, pena, alla mancata apposizione della firma, la sospensione dei pagamenti. Commesse ridotte, liberatoria sui compensi, alla Lairte non è rimasto altro che attivare la cassa integrazione per 30 operai, i quali altro non hanno potuto fare che protestare civilmente, e denunciare che, nonostante le commesse della Telecom non fossero diminuite, loro si ritrovavano in cassa integrazione e ad un passo dal licenziamento.

Ma c’è di più, secondo gli stessi operai, la Ceit ha mantenuto le sue commesse e si servirebbe per l’effettuazione dei lavori nella nostra provincia di ditte sub-appaltatrici non in regola, non in sicurezza, e con personale all’ottanta per cento in nero.

Accuse gravissime che se provate però, meriterebbero l’interessamento della magistratura ed anche della stessa Telecom, committente degli interventi, alla quale gli operai si sono rivolti per avere rassicurazioni sull’argomento.

Ed ecco, allora, il ruolo della politica , quella con la P maiuscola.

Quello che dinanzi a fatti come questo, si interroga ed interroga gli organi deputati a vigilare affinché si faccia chiarezza, ovvero si dica se le ditte che sostituiscono nelle commesse questa bella realtà nostrana lo stanno facendo rispettando orari, retribuzioni e prescrizioni o se la loro è in sostanza una concorrenza “sleale”.

Questo chiedono quei lavoratori, questo dobbiamo chiedere noi come operatori della politica a chi le risposte deve dare.

Poi ci sarà sempre tempo per parlare delle parking card, o dell’arroganza di coloro che pensano di evadere le tasse di affissione in questa città, imbrattandola in ogni dove per pubblicizzare iniziative che restano, purtroppo, solo belle ma vane parole.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

29/09/2011

 

NUCCI: MOLTE PROGETTAZIONI, POCHE OPERE

 

«Noto attorno al sindaco grande apprezzamento per questi primi mesi di amministrazione che dimostrano un dinamismo cui non eravamo abituati. In effetti non è paragonabile alla precedente consiliatura, ed ha restituito alla città una rinnovata fiducia nell'istituzione comune». Parla Sergio Nucci, capogruppo consiliare del Polo civico-Buongiorno Cosenza, schierato con Mario Occhiuto al ballottaggio dopo avere corso da solo al primo turno. L'intesa è stata siglata in virtù di alcuni punti programmatici sui quali all'epoca c'è stata piena intesa, e che ora Nucci rispolvera, chiedendone il rispetto per continuare a sostenere questa maggioranza: dalla Circolare veloce al servizio notturno dei vigili urbani, dalla manutenzione su richiesta al reparto di cardiochirurgia, dallo Sportello unico di prenotazione allo spostamento delle autolinee.

«Sicuramente – riprende Nucci – su tutte queste iniziative sono state dette molte parole, pure confortanti, ma i punti programmatici, invece, sono stati pochi. Sto aspettando la loro realizzazione ma io puntavo sui primi cento giorni per concretizzarli molti, perché è possibile. Cardiochirurgia, a esempio, in un ospedale hub come l'Annunziata, è un fatto automatico. La circolare veloce si può fare e infatti il sindaco ci sta lavorando. Per quanto riguarda lo spostamento delle autolinee – aggiunge Nucci – è una questione di poche ore, però bisogna crederci e avere il coraggio di farlo».

Il consigliere sottolinea che si sta lavorando molto sulle progettazioni: «Vedo che c'è molta voglia di realizzare quanto meno la parte progettuale di opere sulle quali nutro seri dubbi per quanto riguarda l'effettiva cantierizzazione considerate le ristrettezze economiche in cui ci dibattiamo. E che non sono certamente tutte ascrivibili ad Occhiuto. Le linee programmatiche parlano di un piano di opere pubbliche di 500 milioni di euro. Forse – sigilla Nucci con un filo di sarcasmo – io vivo in un altro mondo, oppure quando è stato proposto il piano la crisi non si faceva sentire in maniera così forte e cruda. Sinceramente credo ci sia un sovradimensionamento».

 

Domenico Marino

Gazzetta del Sud


26/09/2011

 

CERCHIAMO SINERGIE

 

Nei mesi scorsi, dopo essere stato adibito ad aula bunker, è ritornato nella disponibilità del nostro Comune, il bocciodromo di via degli Stadi.

Nato per consentire a tanti appassionati di bocce di praticare questo sport in un impianto sportivo all’avanguardia, il bocciodromo non è mai entrato in funzione, trasformato, fin da subito, in aula bunker per la celebrazione dei maxi processi tenuti in città.

Una trasformazione radicale che, aggiunta all’incuria dei suoi gestori, ne ha stravolto ruolo e funzioni.

Oggi, dopo anni e anni, torna nella disponibilità del nostro comune, ma ci torna, come detto, assolutamente privo dei suoi connotati originari.

Nel bocciodromo, infatti, non è più rintracciabile l’originaria vocazione, ma proprio per questo può oggi rinascere e diventare qualcosa di nuovo, di utile alla società cosentina. Per far questo però occorrono fondi. Tanti. Troppi per le nostre provate casse. Allora è necessario inventarsi qualcosa.

Pensare ad un qualcosa che serva a rilanciare tutta quella zona, proponendo un’idea che la trasformi in punto di riferimento per Cosenza ed il suo hinterland. Serve necessariamente qualcuno che, a fronte della spesa necessaria al suo recupero, tragga un profitto per sé e per gli altri.

Ecco l’interrogazione rivolta al Sindaco quest’oggi, con l’invito a coinvolgere, nel piano di recupero dell’ex-bocciodromo, la Camera di Commercio di Cosenza.

La città da qualche anno non ha più a disposizione il suo quartiere fieristico, che tante belle e proficue iniziative ha visto alternarsi all’ombra delle famose cupole geodetiche di viale Magna Graecia.

Il bocciodromo, in mano ad un ente serio e solido come la Camera di Commercio, potrebbe riprendere vita.

Potrebbe diventare area espositiva e surrogare il defunto quartiere delle cupole, in attesa che si realizzi una nuova area fieristica degna della nostra città.

L’ente camerale avrebbe i fondi per rendere la struttura funzionale e fruibile, avrebbe le energie per renderla appetibile e soprattutto avrebbe la spinta del mondo che rappresenta, per trasformare quell’area da anonima e desolante in importante e trainante realtà per l’economia cittadina.

E’ una opzione, forse non l’unica, ma certo una delle più praticabili, atteso l’interesse che l’ente camerale nutre verso iniziative che favoriscano lo sviluppo economico in un momento così carico di incertezze e problematiche. Un’area espositiva diventerebbe un volano per l’economia.

Cosenza vive di commercio ed aiutare il commercio significherebbe aiutare la città intera.

Una sensibilità della politica in questa direzione, a mio avviso, sarebbe auspicabile. E sarebbe un modo di aiutare concretamente quel terziario di cui si nutre la città. Più di una sagra e più di una passerella mondana.

Sono certo che il Sindaco Occhiuto saprà cogliere questa opportunità.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


09/09/2011

 

SENZA SOLDI NON SI CANTANO......

 

Ogni buon padre, nel mandare avanti la propria famiglia, non può non tener conto dei suoi averi ed amministrarli con oculatezza e responsabilità.

Un genitore prudente, rigoroso e lungimirante queste cose le sa e, per come può, le mette in pratica.

Nelle dichiarazioni dello scorso giugno, il Sindaco Occhiuto, ha dichiarato con apprezzabili tempismo e determinazione che per vederci chiaro nei conti dell’Ente, avrebbe dato incarico ad una società internazionale di revisione contabile.

Decisione saggia, doverosa, atteso che dei conti del comune se ne parla ormai da tempo e sempre con toni allarmistici.

E’ probabile, dunque, che in questi giorni verrà dato mandato per “capire” lo stato di salute dell’Ente e se esiste la possibilità concreta di salvare questo paziente agonizzante, al cui capezzale, fiduciosi, stanno coloro che da esso dipendono.

Per intanto, al fine anche di mettere un punto su questioni sulle quali le voci corrono i libertà, mi son preso la briga di chiedere al Sindaco la situazione debitoria del Municipio nei confronti di alcune importanti società che vanterebbero, a detta di molti, crediti astronomici, e dell’entità delle anticipazioni in corso dell’ETR e della Tesoreria Comunale.

Conoscere questi numeri, grandi o piccoli poco importa, può, a mio avviso, aiutare chi, a detta di tutti, si è assunto una autentica rogna nel guidare la nostra città.

Sono certo che nei quindici giorni che il regolamento prevede le mie domande troveranno risposta.

Anche questo sarà un modo per capire se la musica è cambiata.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


06/09/2011

 

IL GRILLO PARLANTE

 

Come ogni Consigliere ho il diritto, ed aggiungo io, il dovere, “di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno e risoluzioni e fare segnalazioni su argomenti di competenza dell'Amministrazione comunale”.

Questo è ciò che ho fatto nella scorsa consiliatura - a volte con piglio polemico, altre con fare collaborativo – sempre nell’esclusivo interesse dei miei concittadini

Con le mie oltre cento interrogazioni ho stabilito un record, ma, quel che è più importante, ho suscitato nell’opinione pubblica tante simpatie e solidarietà. Ho dato vita ad un movimento civico, Buongiorno Cosenza, coagulando tante belle e fresche intelligenze ed ho affrontato la tornata elettorale a viso aperto e senza uso di droghe leggere o pesanti.

Non intendo, anche per questo quinquennio, abdicare al mio ruolo di suggeritore zelante ma costruttivo del Sindaco pro-tempore.

Sono certo che Mario Occhiuto, neofita di cose comunali, possa trarre giovamento - almeno me lo auguro - dai consigli miei e degli aderenti a Buongiorno Cosenza.

E’ per questo che non gli farò mancare, con la puntualità che mi contraddistingue, osservazioni, soluzioni (e anche rimbrotti), al solo fine di fare, anche io, la mia parte in questo percorso che qualcuno già giudica il nuovo rinascimento di Cosenza.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


27/08/2011

 

QUESTIONE RIFIUTI: NOTA DI SERGIO NUCCI

 

La proposta avanzata in questi giorni dal sindaco Occhiuto sulla impellente necessità di realizzare, nella provincia di Cosenza, un termovalorizzatore, per porre rimedio all’emergenza rifiuti a Cosenza, non può che trovarmi favorevole. Proprio nella scorsa competizione elettorale, in un assordante silenzio, proposi come  soluzione all’annosa questione igienico sanitaria la costruzione di un impianto di smaltimento di ultima generazione, la torcia al plasma compatibile con i pregiudizi degli ambientalisti più convinti. Fu uno dei punti caratterizzanti il mio programma esposto ad impietosi e frettolosi giudizi, sopratutto da una parte ben precisa del mondo politico incline alla giubilazione senza appello. Tuttavia, con la schiettezza e la linearità dei comportamenti miei e del mio movimento affrontai la questione e indicai la terapia possibile. Oggi, a distanza di pochi mesi, il problema riaffiora in tutta la sua gravità e le soluzioni collimano con le mie. Soddisfatto? Non direi, ma orgoglioso si. Orgoglioso di aver dimostrato che si possono avere le idee giuste anche se queste idee a volte non incontrano subito il favore dell’elettorato.

Idee giuste ed appropriate come quelle relative all’ospedale cittadino ad esempio. La sollecitazione ad un impegno concreto e fattivo per la cardiochirurgia a Cosenza (al momento non se ne sa nulla…) serviva a ribadire la ferma intenzione di rilanciare il nostro l’ospedale. Le vicende di questi giorni legate al pericoloso depauperamento della ortopedia e della urologia, ancora una volta confermano che i punti programmatici della mia campagna elettorale erano quelli autentici sui quali assumere impegni precisi e risolutivi. E come sempre, con le donne e gli uomini di Buongiorno Cosenza, sono qui a sollecitare interventi e se il caso, come in questa circostanza, a plaudire ad iniziative volte in questa direzione.

La campagna elettorale ormai è finita, i veleni sopiti e le contrapposizioni rimandate. Resta solo la volontà (comune?) di affrontare e risolvere le grandi e piccole questioni della collettività. Saremo affiancati gli uni agli altri? Saremo tutti in grado di anteporre agli interessi dei singoli quelli della città? Io, noi, certamente si. E queste poche righe vogliono esserne testimonianza. 

L’ho detto e lo ripeto: se ci sarà da dire bravo lo dirò senza tentennamenti così come non mi tirerò indietro se ci sarà da difendere gli interessi degli ultimi e dei senza “compari”.

E’ stato questo il mio primo impegno nei confronti dei cosentini, assunto prima come uomo e poi come politico.

E gli impegni vanno rispettati  … sempre e comunque.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


28/07/2011

 

SUL RICORSO AL TAR

 

Può apparire banale, ma credo che la decisione del TAR, per quel che mi riguarda, non rappresenti altro che la certificazione del voto popolare e l’imprescindibile esigenza del rispetto delle sue volontà.
In questo senso fa realmente giustizia di un certo modo di intendere la competizione politica che talvolta pone a rischio il reale interesse dei cittadini che hanno chiaramente espresso le loro valutazioni.
Se mi è permesso, vorrei solo ringraziare pubblicamente l’Avv. Giuseppe Leporace, a me personalmente molto caro, espressione della migliore tradizione forense cosentina, esemplare per professionalità e signorilità.


Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 

11/07/2011

 

PER IL MOMENTO IN MINORANZA

 

Nella odierna seduta del consiglio comunale, Sergio Nucci, capogruppo di "Polo Civico- Buongiorno Cosenza" ha comunicato all'aula la sua appartenenza ai gruppi di minoranza. Nel suo intervento Nucci ha detto: "Ci sono tre buone ragioni per far parte oggi della minoranza : la prima sta nel fatto che Buongiorno Cosenza non ha alcuna rappresentanza in giunta, ma visto che neanche esponenti di primo piano come gli on.li Mancini e Chiappetta non hanno rappresentanza questa circostanza non è certo determinate per la mia decisione. Cosi come non è determinante la constatazione di non essere mai stato invitato ad alcuna riunione di maggioranza ne formale ne informale. Ripeto anche questa circostanza non è determinante atteso che ci sono consiglieri di maggioranza anch'essi mai invitati a tali riunioni. Esiste tuttavia un terzo motivo sicuramente più condizionante per la mia decisione ovvero la realizzazione di alcuni punti programmatici concordati in fase di ballottaggio con il sindaco Occhiuto. Ancora è troppo presto per chieder il conto al sindaco - ha aggiunto Nucci- ma quando i tempi saranno maturi ed i punti realizzati saremo pronti a sostenere questa amministrazione entrando in maggioranza. Fino ad allora saremo attenti osservatori e prolifici suggeritori di iniziative volte al bene della collettività. Siamo certi - ha concluso Nucci - che il sindaco onorerà gli impegni assunti perché siamo ossequiosi della massima latina "Promissio boni viri est obbligatio".

 

Ufficio Stampa di Buongiorno Cosenza


18/06/2011

 

ALTRI CINQUE ANNI DI IMPEGNO

 

Accompagnato da Lidia Chiodo e Giuseppe Guarascio, Sergio Nucci, Presidente di Buongiorno Cosenza e candidato a sindaco nelle passate elezioni amministrative, ha incontrato stamane, nella sua stanza di Palazzo dei Bruzi, il Sindaco Mario Occhiuto, nell’ambito degli incontri previsti prima del consiglio del prossimo lunedì.

Durante il confronto, durato circa quindici minuti, è stata ribadita la volontà di Buongiorno Cosenza di non far mancare i propri suggerimenti all’amministrazione guidata da Occhiuto nell’unico ed esclusivo interesse della città e dei cosentini.

“Cosenza – ha detto Sergio Nucci – ha necessità di uscire da un immobilismo che l’ha pesantemente condizionata in questi anni. Per far questo bisogna, da una lato impedire che lobbies e gruppi di potere continuino a condizionare uomini e scelte e dall’altro dar spazio a tutte le energie sane della città che ci sono ed hanno bisogno di essere messe in condizione di bene operare”.

Ed ha aggiunto: “In maniera leale abbiamo sostenuto Occhiuto nel turno di ballottaggio, non solo per le sintonie programmatiche registrate, ma anche per la prospettiva politica che ci è stata rappresentata. Saremo attenti nel valutare se ciò che è stato detto in campagna elettorale sarà realizzato e solleciteremo fin da subito l‘attuazione di quei punti programmatici che il Sindaco si è impegnato a concretizzare con la politica dei cento giorni, ovvero spostamento delle autolinee, circolare veloce e servizio notturno di polizia municipale per citarne alcuni”.

Nucci ha poi detto: “Noi non abbiamo sottoscritto alcun apparentamento tecnico ma saremo pronti a sostenere le scelte di questa maggioranza, se queste saranno condivise e indirizzate al bene non dei singoli ma della collettività”.

Alla fine dell’incontro Sergio Nucci ha rivolto un caloroso in bocca al lupo al Sindaco dichiarando “Ne ha bisogno perché visti gli scenari politici del Paese le nubi che si vedono anche qui all’orizzonte sembrano essere molto minacciose”.

 

Ufficio Stampa di Buongiorno Cosenza


25/05/2011

 

CONTRO I "SEMINATORI D'ODIO"

 

Per commentare le accuse rivolte in questi giorni a Mario Occhiuto dal suo avversario, potremmo utilizzare le parole usate da Pier Luigi Bersani, Segretario del PD, per stigmatizzare Letizia Moratti ed affermare che: il candidato a sindaco di Cosenza, sostenuto da una parte del centrosinistra, disperato, ha estratto la pistola e si è sparato sui piedi. Ma questa arroganza la pagherà, sono tentativi di colpi bassi come un pugile che non sa più dove colpire.

Ma noi andiamo oltre e diciamo, in maniera convinta, che non ci stiamo a questo clima che i “seminatori d’odio” stanno spargendo nella città che amiamo.

In questi mesi di campagna elettorale abbiamo parlato di idee, di progetti, di priorità e mai trasceso il senso di un impegno.

Anche oggi, fedeli a quella impostazione, riaffermiamo il nostro comportamento lontano anni luce da un modo becero di fare lotta politica e ci indigniamo che qualcuno ancora pensi che l’ingiuria paghi in termini di consensi.

Auspichiamo che gli ultimi giorni di campagna elettorale ci riservino solo confronti sui programmi e non attacchi velenosi che lasceranno sul campo una scia di rancori, dalla quale in futuro sarà difficile liberarsi.

A Mario Occhiuto, che sta coerentemente con la linea fin qui adottata di rimanere estraneo a queste bassezze, esprimiamo solidarietà politica ed umana vicinanza.

Siamo certi che i cosentini, col voto di domenica e lunedì, sapranno premiare chi, anziché alimentare un ingiustificato clima di caccia alle streghe, si ostina a spiegare come cambierà Cosenza.

 


02/03/2011

 

IL CONFRONTO CHE NON C'E'

 

Leggo dalla stampa che il sindaco Perugini e l’assessore Lucente hanno presentato alle organizzazioni sindacali il bilancio di previsione. Concertazione e condivisione o pura e semplice propaganda elettorale? Propendo per la seconda ipotesi, e a suffragare il convincimento porto all’attenzione dei lettori un episodio a dir poco illuminante.

Parto da una notizia delle ultime ore, ovvero dalla decisione di questa amministrazione di conferire allo storico (nonché ex deputato del PCI) Rosario Villari, la cittadinanza onoraria di Cosenza. Nulla da dire sullo storico. La formazione di molti di noi negli anni del liceo risente della sua visione dei fatti. Cattedratico insigne ha offerto al dibattito culturale italiano, anche in chiave meridionalistica, una lucida interpretazione dei fatti. Davvero un illustre figlio di Calabria (è nativo di Bagnara C.). Ma il metodo seguito per il conferimento, quello, è assolutamente contestabile.

Il fatto: senza la benché minima consultazione del consiglio comunale, che per chi non lo sapesse è l’unico organismo titolato al conferimento, si è annunciato ai quattro venti che il giorno 15 marzo il Consiglio avrebbe insignito lo storico dell’ambito riconoscimento. Ma come è possibile? I fatti ed i tempi parlano chiaro. Il Presidente del Consiglio con una conferenza dei capigruppo convocata ad horas, la mattina per il pomeriggio alle diciassette (si è poi tenuta alle 17,30) dello scorso lunedì 28 febbraio, ha sottoposto ai capigruppo presenti, Filice, Bartolomeo e il sottoscritto, l’intenzione di attribuire la cittadinanza al Villari.

Già in quella sede, con la chiarezza che mi contraddistingue, ho chiesto lumi sulle motivazioni, ovvero cosa spingesse l’amministrazione a cotanto interesse, ma nessun chiarimento a riguardo è arrivato, tanto da farmi esprimere forti perplessità su modi e tempi.

Assieme al collega Bartolomeo ribadivo che in presenza di forti ed inoppugnabili motivazioni avrei accolto di buon grado la proposta, soprattutto perché convinto della statura dell’insignito.

I chiarimenti purtroppo non sono arrivati. Ho invece preso atto e non senza grande disappunto, che l’amministrazione aveva già diffuso con un’ora di anticipo - alle 16,24 per l’esattezza - un comunicato con il quale annunciava il conferimento della cittadinanza onoraria per il 15 marzo allo storico Rosario Villari. Ma come era possibile tutto ciò?

La seduta dei capigruppo era stata interlocutoria, non si era raggiunto un accordo, come i colleghi Bartolomeo e Filice e lo stesso presidente del Consiglio possono testimoniare, e ciononostante con un’ora d’anticipo il Comune diramava, tramite il suo ufficio stampa, la notizia del riconoscimento. Un vero mistero. Doti di veggenza dell’amministrazione o presuntuosa sicurezza di poter convincere le intelligenze presenti in consiglio senza la benché minima discussione?

Forse entrambe le cose, resta però la considerazione che alla luce dei chiarimenti che non sono arrivati, la decisione di conferire una cittadinanza onoraria non sembra del tutto scontata. Addirittura il fatto di averla preannunciata senza aver avuto l’amabilità di ascoltare preventivamente il consiglio per bocca dei capigruppo potrebbe irritare quanti non accettano che sulla propria testa passino decisioni prese in via unilaterale e senza alcuna condivisione.

Spiace sinceramente dover constatare che decisioni che si traducono in gesti altissima valenza simbolica - perché attribuiscono ad un uomo di valore il massimo segno di appartenenza alla nostra comunità - siano assunte con questo stile irrispettoso nei confronti dei rappresentanti della città e in definitiva di noi tutti.

E se questi modi di falsa concertazione non dovessero trovare consensi in aula quel giorno potrebbero riaffiorare malumori e contrasti tali da spingere l’insignito a girare i tacchi e ritornarsene a casa privo del prezioso riconoscimento della comunità cosentina.

Vogliamo arrivare a questo?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

13/02/2011

 

DRITTI PER LA NOSTRA STRADA

 

Non provo più grande curiosità nel leggere le notizie di cronaca politica cittadina, o meglio, non mi aspetto più nulla perché so che nulla potrà accadere.

Le idee sulla città, i programmi, le ipotesi di sviluppo per Cosenza languono sulle pagine dei quotidiani, gli unici aneliti di speranza sono solo quelli che arrivano dalla società civile che vorrebbe, per una volta, recitare un ruolo da protagonista nella vicenda amministrativa cosentina.

Sono orgoglioso di guidare un movimento come Buongiorno Cosenza che da mesi incarna queste aspirazioni della cittadinanza. Sono orgoglioso di rappresentare, e non me ne voglia nessuno, quella parte sana e buona della comunità, che vuole scrivere la parola “fine” su un modo di amministrare ed intendere la politica.

Più volte ho detto che il fallimento dell’Amministrazione Perugini non poteva essere addebitato all’uomo Perugini quanto alla rete di interessi rappresentata da alcuni uomini dei partiti che ne hanno fortemente condizionato l’azione.

Ho detto che l’unica possibilità per il Sindaco di riprendere in mano le redini del Comune sarebbe stata quella di sganciarsi dalle logiche di chi vive la politica come raggiungimento di fini personali ed elettoralistici. L’ho detto, ma, ahimè, sono rimasto inascoltato.

I silenzi di questi giorni sull’idea di città da proporre ai cosentini, a destra come a manca, confermano che l’interesse non è per Cosenza ma per gli equilibri che si devono mantenere nello scacchiere degli incarichi, delle poltrone, del potere, che riguarda papaveri…e papere.

Io non ci sto a questa logica e non ci sono stato in passato quando ho rotto con questo modo infruttuoso di fare politica. Sono sceso in campo, ci ho messo la faccia, ho coagulato forze sane di questa città ed ho presentato la mia, la nostra, idea di città.

È paradossale che certa stampa si accalori ancora sul toto-sindaco dei vecchi e nuovi raggruppamenti, e non censuri il fatto che di Cosenza, tranne lodevoli eccezioni (la mia), nessuno parli di programmi.

Credo che ai cosentini poco importi chi guiderà Cosenza se non ha in mente un programma da realizzare e soprattutto se non propone soluzioni in grado di garantire sviluppo alla nostra comunità.

Tizio o Caio, magari scelti a ridosso del termine ultimo per la presentazione delle candidature, che cosa potranno fare per una città ormai in ginocchio senza avere pensato neanche per un minuto a come risollevarla?

Come in uno scacchiere gli uni aspettano le mosse degli altri, tessendo trame nelle oscure stanze del potere, per offrire cosa? Una nuova Cosenza o un nuovo patto di potere?

I cosentini hanno capito che questo tentennare non nasce con l’intento di avviare una fase di rilancio, sanno bene che i problemi delle nostre famiglie sono all’ultimo posto nella scala valoriale di chi decide. Ed è per questo che a maggio nelle urne, i Cosentini con la C maiuscola, faranno capire tutto il proprio dissenso verso questa vecchio, becero, inutile modo di fare politica, o almeno… me lo auguro.

 

Sergio Nucci

Candidato a Sindaco di Cosenza


11/02/2011

 

EGREGIO DIRETTORE...

 

...leggo in una nota a firma di Francesco Cangemi che alcuni non meglio identificati presidenti di cooperative "infuriati", avrebbero definito l'iniziativa di alcuni loro colleghi di sostenermi nella prossima competizione elettorale, con la lista "La Voce delle Cooperative", a titolo personale. Nulla di più vero.

I presidenti ed i soci delle cooperative che mi sosterranno lo faranno a titolo personale perché non sollecitati da prebende o chimere e non avendo alle spalle suggeritori o manovratori occulti pronti a guidare le loro mosse.
Lo faranno alla luce del sole, in linea con il costume cui mi sono uniformato e cioè senza mai nascondermi e mostrando sempre il petto al fuoco nemico.
E' pero strano dover rispondere ad anonimi interlocutori.

Chi sono? Quanti sono? Non intendono partecipare al voto? Vogliono puntare sul candidato con maggiore chanches di vittoria? Chissà...
Ma poi, su cosa dovrei rispondere? Nella nota diramata congiuntamente da Buongiorno Cosenza e La Voce delle Cooperative non ho scorto alcun cenno a coinvolgimenti tout court delle cooperative in quanto tali.

Nessuno ha mai millantato e nessuno ha mai inteso far di tutte le erbe un fascio. Perché di erbe ce ne sono tante, selvatiche, aromatiche, e perché no, anche nocive.
Di una cosa si può pregiare la lista La Voce delle Cooperative e cioè di annoverare tra i promotori tanti onesti lavoratori, ai quali altri ancora si aggiungeranno, che hanno come solo obiettivo quello di fare delle cooperative, nella loro interezza, un soggetto politico che acquisti dignità ed autorevolezza per gestire in autonomia la propria vicenda lavorativa. Per troppo tempo tante inutili promesse sono state fatte per carpire il loro consenso. Per loro credo sia arrivato il momento di andare a tutelare in prima persona sacrosanti diritti e doveri contrattuali.
Sempre per dovere di cronaca devo riferire che i presidenti delle cooperative che fino ad oggi hanno aderito a questo progetto sono quelli di: Arcobaleno, Valle Verde, Castello Svevo, Eva, Alarico, Multi verde, Italia, Colle Mussano, Liceo, La cometa (continua)....
Poche? molte? Non so ma ci sono e questo  è un fatto.

Il resto...sono solo chiacchiere.

 

Sergio Nucci

Candidato Sindaco di Cosenza



26/01/2011

 

NOI SIAMO DIVERSI

 

Quando con le donne e gli uomini di Buongiorno Cosenza ho deciso di scendere in campo, l’ho fatto con il chiaro intento di marcare in maniera inequivocabile la discontinuità con metodi ed abitudini proprie della politica con la p minuscola, dei giorni nostri.

Ho inteso fin da subito proporre ai miei concittadini una idea di città, ribadire alcune priorità programmatiche e far conoscere le persone che assieme a me avrebbero dato vita all’agognato cambiamento. Su questo ultimo punto sono stato inflessibile: ho raccolto consensi ed adesioni nella Cosenza onesta, laboriosa ma soprattutto stanca di elemosinare diritti.

A loro mi sono rivolto e con loro ho rivolto alle forze sane di questa città un appello ai liberi e forti, memore della mia, mai rinnegata, storia politica e mi sono rivolto anche a quelle forze politiche che sono stanche di intrecciare trame nelle oscure stanze del potere ma vogliono realmente dare vita al rinnovamento non solo della classe dirigente ma dei sistemi di acquisizione del consenso.

Abbiamo con il nostro agire marcato la differenza con gli “altri”. Del resto, la differenza, tra me e loro, tra noi e loro è lapalissiana.

Dal primo momento Buongiorno Cosenza, le liste, i partiti ed i movimenti che mi sostengono in questa avventura hanno detto con chiarezza le proprie intenzioni. Mettendo da parte tatticismi e strategie abbiamo detto, con l’onestà e la sincerità che ci contraddistingue, cosa volevamo e come lo avremmo realizzato. E lo abbiamo fatto con il largo anticipo che una idea forte e coraggiosa merita.

Senza pensare che il proporre in anticipo il progetto lo avrebbe “bruciato”. Come San Francesco di Paola sappiamo che il fuoco brucia chi non ha fede e a noi la fede nel nostro progetto certo non manca.

In una frase: ci siamo distinti dagli altri, da quello che succede in questi giorni, perché noi, in realtà, siamo diversi da coloro che pensano che conventicole, inciuci e macchinazioni alla fine producano il miglior risultato.

Stiamo incontrando tanti uomini, ominicchi e quaquaracquà, e sappiamo che tanti altri ne incontreremo. Siamo consapevoli che il cammino è impervio e la strada lastricata da tante insidie ma abbiamo chiaro l’obiettivo finale. Ridare dignità alla politica ed alla nostra gente.  Restituire fiducia nel prossimo e garantire a tutti, favorevoli e contrari, pari opportunità e regole certe.

Non sappiamo se e quando arriveremo, ma vogliamo ribadire a donne ed uomini di Cosenza senza distinzione di schieramento, che mai per un solo istante abbiamo illuso o mentito, ragionato per proprio tornaconto o imbastito trame disdicevoli, prediletto tatticismi o esercitato ingerenze. Questi metodi non ci appartengono e non ci apparterranno mai.

A me, a noi, appartiene soltanto un grande, sconfinato amore per Cosenza. Da questo amore traiamo entusiasmo ed incoraggiamento. Da questo amore, in un contesto difficile e pieno di insidie, solo lo sprone per dire alla città che un cambiamento non solo si può immaginare, ma si può realizzare: basta soltanto volerlo.

 

Sergio Nucci

Candidato a Sindaco di Cosenza


07/01/2011

 

DALLA PARTE DEI PIU' DEBOLI

 

Sono considerati ciechi civili i soggetti che, a seguito di visita medica presso la competente Commissione Sanitaria, siano riconosciuti affetti da cecità totale o abbiano un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi per causa congenita o contratta non dipendente dalla guerra, da infortunio sul lavoro o dal servizio. L’accertamento dei requisiti sanitari è di competenza delle ASP e la composizione delle commissioni ASP dal 1° gennaio 2010 è integrata dalla presenza di un medico dell'Inps quale componente effettivo. Inoltre, le Commissioni possono essere integrate anche da medici specialisti qualora si richiedano particolari competenze mediche.

Attualmente nella nostra città (ed in tutta la provincia), non è operante la Commissione per l’accertamento dei requisiti sanitari degli aventi diritto perché ciechi civili o ipovedenti, ed esiste un arretrato di un anno (tutto il 2010!) di pratiche inevase e questo perché ad oggi  l’ASP di Cosenza non avrebbe provveduto a rendere operativa tale Commissione.

Atteso che il Sindaco di un qualsivoglia Comune d’Italia è la massima Autorità Sanitaria del comune da lui amministrato e in questa veste, ai sensi dell'art. 32 della legge n. 833/1978 e dell'art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica, sarebbe opportuno un autorevole intervento del Sindaco di Cosenza affinché si scongiurino situazioni che possano implementare emergenze sociali nei cittadini e soprattutto nelle fasce particolarmente “fragili” quali i diversamente abili ed i non/ipo vedenti.

Dinanzi a tale condizione, il Primo Cittadino di Cosenza è chiamato ad assumere iniziative utili a “sbloccare”, con i poteri conferitigli dalla legge, la perdurante inefficacia del riconoscimento dei diritti dei suddetti cittadini aventi i requisiti per godere delle indennità, arrivando, se necessario, ad investire addirittura il Prefetto di Cosenza.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


02/01/2011

 

CONCERTO DI CAPODANNO

 

Grande successo sabato sera, nel capoluogo cosentino, per la XII edizione del Concerto di Capodanno.

Questa volta  l’evento di musica classica, organizzato come ogni anno da Sergio Nucci, ha fatto tappa nella sala Quintieri del Teatro Rendano. La sala gremita oltremisura ha ascoltato estasiata  l'impareggiabile esecuzione del maestro Fabio Falsetta. A lui, arrivato direttamente da Coimbra, l'organizzazione ha donato un prezioso monile di Gerardo Sacco.

Il concerto di quest’anno è stato dedicato ai 200 anni della nascita del compositore ungherese Franz Liszt, autore della famosissima “Rapsodia ungherese” e de” Il sogno d’amore”.

L'evento artistico si colloca nel solco di un percorso grazie al quale gli organizzatori, oltre a porgere alla cittadinanza l’augurio per un anno all’insegna della solidarietà e della tolleranza, attuano il tentativo di recuperare luoghi caratteristici del centro storico al cui rilancio questi appuntamenti sono dedicati.

In questo contesto ben si inserisce la presenza dei trenta studenti cinesi che, grazie al progetto denominato "Il Milione in Calabria", e sostenuto dagli istituti "Cosentino", "Tommasi" e ITG di Diamante, possono conoscere tradizioni e luoghi della nostra terra.

Plauso anche a Sergio Mazzuca della Gioielleria Scintille che, anche quest’anno, non ha fatto mancare il suo contributo inserendo nel contesto musicale un ulteriore gesto d’amore per Cosenza, stavolta da parte dell’orafo Gerardo Sacco, presente all'evento, che ha donato alla città l’opera “La Fontana di Giugno”.

Nel presentare l’edizione di quest’anno Sergio Nucci ha detto ”Ringrazio quanti in questi 12 anni hanno fatto di tutto affinché il Concerto di Capodanno nel centro storico diventasse una bella realtà. A loro va il ringraziamento dell’intera comunità cosentina che sa apprezzare gesti tanto spontanei quanto disinteressati che hanno come unica finalità il rilancio della nostra Cosenza”.


16/12/2010

 

BUONGIORNO COSENZA: BUONA LA PRIMA

 

Nonostante la città fosse bloccata imprigionata nella  morsa della neve, “Buongiorno Cosenza” riempie l’Holiday Inn e presenta le liste a sostegno della candidatura di Sergio Nucci a Sindaco di Cosenza.

In questa frase è riassunta la prima convention organizzata ieri da Buongiorno Cosenza nel noto albergo cosentino per presentare le liste civiche, diretta emanazione del movimento Buongiorno Cosenza, che nelle prossime elezioni amministrative sosterranno nella corsa a Palazzo dei Bruzi, assieme ad altre forze politiche, il consigliere comunale di Cosenza e capogruppo del gruppo misto.

Non è riuscita neanche la neve, dunque, che ha messo in ginocchio una città assolutamente impreparata a fronteggiare l’emergenza maltempo, a fermare i tanti sostenitori e curiosi che ieri non hanno voluto perdere  l’appuntamento con i candidati ed  i 10 punti programmatici che Nucci ed il suo Movimento propongono alla città e sui quali cercheranno di aggregare non solo cittadini ma anche forze politiche per una campagna elettorale che si preannuncia  infuocata  e ricca di colpi di scena.

Attualmente quattro sono  le liste a sostegno di Sergio Nucci: oltre a Buongiorno Cosenza,  Cosenza Siamo Noi, Obiettivo Cosenza e Orizzonti Democratici . Quattro compagini formate da gente libera e perbene , come viene sottolineato in tutti gli interventi, e determinate nel dare voce ad una città che sente l’esigenza di cambiare realmente le cose.

Negli parole di alcuni candidati, scelti per la circostanza (per la cronaca, oltre al segretario Claudio Macrì, Maurizio Barbiero. Adele Sammarro, Niky Pecora, Maurizio Lupinacci, Manuela Piccolo, Ciccio Calvano, Piero Filie e per chiudere Lidia Chido)  testimonianze ed impegni concreti ma soprattutto la convinzione che, per conquistare il consenso ed il sostegno, è necessario parlare al cuore della gente proponendo cose realizzabili e non libri dei sogni come si è fatto fino ad oggi.

 A condurre i lavori, il portavoce del movimento Alessandro Pasqua, che con una sapiente regia ha contribuito alla riuscita di un evento che partito sotto i peggiori auspici - considerate le condizioni climatiche - alla fine si è rivelato un successo sia sotto il profilo della partecipazione che dei contenuti.

Chiudendo i lavori  Sergio Nucci,  ha dichiarato: “Con una squadra così  qualificata e preparata è facile immaginare che Buongiorno Cosenza reciterà, nelle prossime amministrative, un ruolo da protagonista poiché sarà in grado di offrire al dibattito politico una contributo autorevole e competente”.  Ed ha aggiunto ”Siamo determinati ad andare avanti, ci vuole ben altro che le querele o la neve per poterci fermare”.

 


20/11/2010

 

IL BILANCIO "BREVETTATO"

 

Al Comune di Cosenza hanno escogitato un metodo perfetto per mantenere il bilancio comunale sempre in pareggio. Metodo brevettato che, probabilmente, visto il ruolo del Sindaco nell’ANCI e le ristrettezze nelle quali si affannano le amministrazioni locali, potrà essere esportato in tanti altri comuni della penisola. Il metodo “Cosenza” è semplice: consiste da un lato nel gonfiare le entrate, dall’altro nel non onorare gli impegni, ovvero nel non pagare i debiti.

La considerazione di quest’oggi, penosissima, parte dall’ennesimo episodio di strafottenza del potere nei confronti dell’onesto cittadino. Stavolta  si tratta di un imprenditore che a fronte di lavori di bitumazione effettuati per l’Amministrazione Comunale, già da diversi mesi, nonostante le sue continue e legittime sollecitazioni, non ha visto riconosciuto il dovuto pattuito (l’interrogazione a riguardo, la 112^, è stata presentata stamane). L’imprenditore in questione è persona seria ma, soprattutto, disposta a scoperchiare la pentola su un sistema che al Comune di Cosenza, dicono, è prassi. Fai un lavoro, eroghi un servizio, presenti una parcella, per farti “pagare” devi sudare sette camicie. E, se non bastasse, in qualche caso, devi anche accomodarti nella stanza del potente di turno che, a fronte di un assolutamente dovuto interessamento, ti ricorda che di qui a poco si voterà e questa “disponibilità potrà essere ripagata  con il voto a qualche congiunto o amico.

Triste ma vero. Questa è la realtà di questi giorni (o di questi anni?) a Palazzo dei Brzui. Non ce l’ho con dirigenti, funzionari o dipendenti del bilancio. Si arrampicano sugli specchi, tolgono qui e mettono li, proprio come con le vacche di Fanfani, sapendo bene che se la coperta è corta da qualche parte scoprirà.

Se non si paga l’IRAP per gli amministratori si spera che qualcuno (il sottoscritto) non lo scopra. Se non si finanzia il fondo di solidarietà si spera che qualcuno (il sottoscritto) non lo scopra. Se non si pagano le parcelle degli avvocati (il più delle volte giovani alle prime e retribuite esperienze professionali) si spera sempre che qualcuno (il sottoscritto) non lo scopra.

Il più delle volte va bene. Altre, come in questo caso, no. Allora prendo la penna e scrivo, interrogo, urlo la mia indignazione. L’ho fatto per cinque anni senza tentennamenti e senza cedere a lusinghe, minacce o indifferenze. L’ho fatto perchè lo dovevo alla mia città, l’ho fatto senza pensare ad elezioni o carriere. L’ho fatto perché era giusto farlo e se qualcuno ha apprezzato il mio impegno, un bravo sarebbe gradito.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


17/11/2010

 

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI BENITO FALVO

 

Con la scomparsa di Benito Falvo, se ne va una delle pagine più significative della storia di Cosenza. Abbiamo tutti perso uno dei protagonisti più genuini, per oltre mezzo secolo, della vita politica cittadina, che seppe interpretare con rigore, tenacia e coerenza i ruoli istituzionali ai quali di volta in volta la sua comunità lo ha eletto.

La sua vita, il suo rigore, la sua onestà dovranno essere esempio per le generazioni future così come lo sono da sempre per tanti che hanno condiviso le sue idee ed il suo impegno.

Al collega ed amico Fabrizio, alle sue sorelle e a tutti i suoi cari giungano le condoglianze mie e di tutto il movimento “Buongiorno Cosenza”.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


13/11/2010

 

HANNO PAGATO L'IRAP?

 

Il regolamento del Consiglio Comunale di Cosenza recita al comma 2 dell’art 29 “Le interrogazioni sono rivolte ad acquisire informazioni o spiegazioni in ordine ad un determinato atto o fatto. Esse vanno presentate per iscritto. Possono essere presentate al Sindaco e rivolte alla Giunta … (omissis)”, ovvero: il consigliere comunale per sapere deve chiedere.

In questi giorni, nel palazzo di città si sussurra che non sarebbe stata corrisposta nelle forme e nei tempi dovuti l’IRAP, cioè  l’imposta regionale sulle attività produttive. Anche le amministrazioni comunali devono versarla ed anche la amministrazioni comunali, se morose, vengono sottoposte a sanzione.

Il problema: se è vero che non è stata pagata l’imposta (ma per saperlo devo chiederlo), di chi è la responsabilità? Ribadisco: non so se si è adempiuto al versamento, e non ho altri modi per conoscere la realtà dei fatti se non chiederlo direttamente al Sindaco. Giova ricordare, a questo proposito, che quando ho rivolto agli uffici domande dirette, precise e inequivocabili, come quelle del lontano 16 marzo 2010 sui partecipanti al concorso per  dirigente, in svolgimento in questi giorni, non ho ricevuto risposta alcuna, circostanza questa che la dice lunga sulle possibilità che ha un consigliere comunale di svolgere compiutamente e senza ostacoli il proprio mandato.

Ma io non demordo. Ci sarà pure un modo per far si che i sordi sentano …

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


05/11/2010

 

PATTO FEDERATIVO TRA FLI E BUONGIORNO COSENZA

 

All’esito di un incontro svoltosi tra i dirigenti di Futuro e Libertà per l’Italia e del movimento Buongiorno Cosenza, alla presenza, per quest’ultimo, del Presidente Sergio Nucci e del Portavoce Alessandro Pasqua, e del coordinatore cittadino di FLI Valerio Zicaro, è stato siglato un patto federativo in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.

L’accordo rappresenta la naturale conseguenza di una comune visione sull’attuale situazione della città e sulle prospettive per Cosenza: la necessità di un reale e visibile ricambio della classe dirigente, a cominciare dal candidato alla carica di Sindaco.

E’ comune convinzione che gli ultimi decenni di cattiva amministrazione hanno portato Cosenza ad una situazione di degrado oggi sotto gli occhi di tutti; mentre, sulla pelle dei cittadini, i soliti oligarchi costruivano le proprie fortune, personali e politiche.

L’obiettivo di questo patto federativo è di restituire la città ai suoi cittadini: il Sindaco e le liste che lo sosterranno non dovranno essere funzionali alle polverose logiche trasversali che non hanno mai cambiato nulla e che non cambieranno mai nulla perché asservite agli interessi personali di quegli stessi oligarchi che da, ormai, troppo tempo governano questa città.

Il patto federativo rappresenta il punto di partenza di un percorso comune, fondato sulle succitate premesse, che intende offrire proposte e soluzioni concrete alle reali emergenze che affliggono la città di Cosenza.

Si può restituire dignità ai quartieri popolari, si può rilanciare il centro storico, si possono razionalizzare le spese e ridurre le tasse, si possono garantire servizi civili (acqua, raccolta rifiuti, pulizia) se per una volta si pone al centro dell’azione amministrativa la città e l’interesse collettivo.

Oggi la speranza che questo patto federativo ai allarghi a tutte quelle forze politiche, ai movimenti, alle associazioni, ai cittadini che intendono essere protagonisti di un cambiamento reale e non gattopardesco. Intendiamo aprire una nuova stagione politica con determinazione e con la certezza di essere in tanti.

 

Valerio Zicaro

Coordinatore cittadino FLI

 

Sergio Nucci

Presidente Movimento Buongiorno Cosenza


28/10/2010

 

 

LE ACLI INCONTRANO BUONGIORNO COSENZA

 

Nel quadro delle iniziative tendenti a definire i programmi per le prossime amministrative, si è tenuto presso la sede del movimento Buongiorno Cosenza mercoledì 27 ottobre, un incontro tra le ACLI (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani) e rappresentanti del movimento presieduto da Sergio Nucci.

Dopo un’attenta analisi relativa ai problemi della città si sono individuati nei temi del lavoro, della famiglia, della giustizia, della solidarietà tra gli strati sociali, del tempo delibero e tra le, generazioni, le basi per un impegno comune in direzione delle reali esigenze dei cittadini di Cosenza.

Si è evidenziata la volontà comune di condividere un progetto di rinnovamento della classe politica calabrese partendo dalle prossime amministrative di Cosenza.

Nel corso dell’incontro le ACLI, sentinelle del territorio, hanno o ribadito che la loro mission è quella di aiutare i cittadini a formarsi una propria capacità di scelta responsabile attraverso lo strumento prioritario della formazione delle coscienze cambiando i paradigmi e i protagonisti dell’amministrazione della cosa pubblica.

“E il tempo di dare voce ad istanze che partano dal basso, dal cuore della gente senza accettare le solite soluzioni preconfezionate imposte dall’alto sulla testa di chi non ha possibilità decisionale” hanno dichiarato all’incontro “in modo da non disperdere qual patrimonio di impegno e di qualità che viene dal mondo dell’associazionismo, delle professioni e dei mestieri  e che ha sempre rappresentato una inestimabile valore oggi, purtroppo, sottovalutato e vilipeso”.

Alla fine della riunione si sono decise una serie di iniziative congiunte tra ACLI e Buongiorno Cosenza  al fine di concretizzare l’impegno assunto.

 

Ufficio stampa "Buongiorno Cosenza"


20/10/2010

 

COMUNICATO STAMPA

 

Si è tenuto ieri presso la sede di  Buongiorno Cosenza in Via Fiume 27, un incontro dal tema La città del lavoro: quali problemi, quali proposte.  Il dibattito organizzato dal comitato promotore dello stesso Movimento nato per dare la possibilità ai cittadini di esprimere la loro opinione sul modo di fare politica nella città di Cosenza, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti della società civile e del mondo del lavoro. La professoressa Adele Sammarro coordinatrice provinciale dell’ANIEF  (Associazione Nazionale Insegnanti  e Formatori) ha parlato in merito al problema relativo alla legge 104/92 sulla invalidità civile evidenziando l’uso distorto che ne viene fatto con i relativi abusi stimolando un acceso dibattito in sala. E’ poi intervenuta  la signora Assunta Graziano dipendente della Cooperativa Multiservizi  di Cosenza che ha illustrato le difficoltà nelle quali si dibattono da tempo le 20 unità lavorative assunte. La dottoressa Lidia Chiodo  responsabile per le pari opportunità del Movimento Buongiorno Cosenza ha di seguito parlato sui problemi delle donne nell’ambito lavorativo nella città di Cosenza. Dopo numerosi e qualificati interventi dei cittadini presenti, Sergio Nucci presidente di Buongiorno Cosenza, ha concluso l’incontro illustrando le proposte del movimento sui temi  del lavoro.

 

Ufficio stampa "Buongiorno Cosenza"


11/10/2010

 

SICUREZZA IN OSPEDALE

 

La vicenda relativa al ridimensionamento della vigilanza negli ospedali cosentini, voluta dal commissario dell'azienda ospedaliera, lascia perplessi per due motivi facilmente comprensibili: da un lato perché tale decisione, come già abbondantemente segnalato,  priva le strutture sanitarie di personale idoneo alla sorveglianza ed alla prevenzione di reati di ogni tipo (minacce, lesioni, furti); dall'altro perché a causa del ridimensionamento, l'Istituto di Vigilanza cui è affidata la sorveglianza dell'azienda ospedaliera, ha proceduto al licenziamento di ben cinque guardie giurate ponendo, al contempo, le restanti unità in cassa integrazione

Concordiamo che i tagli debbano essere operati, ed anche in maniera radicale, tuttavia sarebbe più utile ridurre gli sprechi anziché tagliare i servizi grazie ai quali gli ospedali cosentini hanno mantenuto, fino ad oggi,  livelli minimi di vivibilità e per gli operatori sanitari e per quanti  - e sono molti - vi si rivolgono.

Il Sindaco può e deve far sentire la sua autorevole voce… del resto è o non è anche la massima autorità sanitaria della città?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


05/10/2010

 

IL PROBLEMA EDILIZIA POPOLARE

 

La questione della mancanza di fondi per l’edilizia popolare, da almeno dieci anni, in Calabria come nel Paese, è stata affrontata con decisione e chiarezza dal Presidente del Patto Casa, Tonino Perrelli, nel suo forte appello agli Organi Istituzionali regionali, provinciali e comunali.

Il problema sta venendo a galla in tutta la sua drammaticità acuito anche dalla persistente crisi economica che condiziona fortemente la capacità di investimento dei piccoli risparmiatori. In questo contesto il mercato immobiliare, pur in presenza di un gran numero di appartamenti di civile abitazione su piazza, accusa il brusco stop causato dall’eccesiva volatilità dei redditi delle famiglie e dalla mancata concessione di credito (mutui) da parte delle banche.

Per sopperire a tale congiuntura, i governi centrali e regionali, in mancanza di fondi, potrebbero, però, affidare la soluzione del problema ad un meccanismo privato/pubblico con la formula dell’housing sociale (costruzione di nuovi appartamenti da affittare a canone moderato a famiglie poco abbienti e a stranieri), soluzione questa sollecitata da Tonino Perrelli anche in passato.

Un’ulteriore alternativa a questa formula, che, statisticamente, è in grado di soddisfare non più del 20% del fabbisogno, potrebbe essere rappresentata dall’agevolazione, con incentivi, dell’offerta in locazione di diversi alloggi già ultimati o in fase di ultimazione, compresi i tanti uffici che sono inutilizzati.

In ogni caso, la disponibilità di alloggi liberi non dipende dai proprietari che non vogliono affittare ma da fattori quali la crisi economica, la redditività minima degli alloggi, i dubbi sulla possibilità di tornarne in possesso alla scadenza del contratto.

Nessuna penalizzazione, dunque, per i proprietari ma una politica di incentivazione e promozione della “cedolare secca” (tassazione separata del fitto e quindi non cumulabile con il reddito personale) che agevolerebbe anche la drastica riduzione del “nero”.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


28/09/2010

 

PERUGINI UN NOVELLO GHEDINI

 

E’ un Salvatore Perugini sinceramente soddisfatto quello che festeggia l’elezione di Antonio Ciacco a Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza. Non tanto e non solo per il cursus honorum del neo presidente quanto per avere, con un’incessante opera di mediazione, costruito, nelle segrete stanze di Palazzo dei Bruzi, una elezione che ai più, specie tra i suoi sostenitori, sembrava roba da fantascienza. C’è di che andare orgogliosi, non c’è che dire. Un successone quello conseguito nell’ultimo Consiglio Comunale: avere ricompattato sul nome di Ciacco (solo venti voti) la sua maggioranza.

Miglioramento prima della morte? probabilmente si. Si è trattato, quasi certamente, di uno di quegli aneliti di vitalità e lucidità che l’agonizzante ritrova prima di spirare, politicamente si intende. Perché, purtroppo per lui, la fine di questa esperienza amministrativa si avvicina a grandi passi (e nonostante quello che dice il Commissario Musi), segnata anche dall’arrogante decisione di cancellare con un voto illegittimo un O.d.G. costruito in questi anni da consiglieri di maggioranza e di opposizione, ed eliminato con un atto di imperio. La giustificazione? Gli argomenti vanno preventivamente discussi nelle commissioni. Giusto! se non fosse che i punti cassati erano iscritti da anni nell’agenda del consiglio. Ma da uomo di legge Perugini, novello Ghedini, propone e fa approvare una  legge retroattiva. Alla faccia del diritto.

Due i veri motivi del provvedimento: consentire al gettonificio di funzionare a pieno regime offrendo alle commissioni, convocate in quantità industriale e su argomenti risibili, di occuparsi di questioni più alte ed, al contempo, evitare il confronto in consiglio davanti la città che vede in tv le gesta dei suoi eletti.

Ma come umanamente dargli torto? Ogni volta che il sindaco di Gradinate in Scena si presentava in consiglio doveva, quando non impegnato in occupazioni più istituzionali (celebrazioni di matrimoni, navigazione su facebook), ascoltare un fuoco di fila di critiche e lagnanze provenienti non solo dai banchi dell’opposizione, fatto questo comprensibile, quanto dai suoi stessi sostenitori, alcuni dei quali sono già sul mercato pronti a salire sul carro del candidato con più chance di vittoria, di destra o di sinistra non importa, basta che vinca.

Con la decisione di cancellare più di trenta punti dall’agenda del consiglio e con la certezza di poter contare su un presidente spudoratamente di parte, Salvatore Perugini ed il suo sodale Franco Ambrogio sono certi che potranno condurre, nei pochi mesi che restano, una navigazione meno rischiosa. Non rinunciando a qualche intitolazione di strada o a qualche passerella mondana e riservando il taglio del nastro dei pochissimi lavori pubblici, (farina di altri sacchi), a tempi immediatamente preelettorali, perché il poco che si è fatto sarà bene farlo vedere e con tanto di pennacchi e banda in festa.

Dal canto nostro continueremo a dire le cose con la schiettezza che ci ha contraddistinto in  questi quattro anni e mezzo.

Diretti, puntuali ed impietosi verso chi aveva il dovere morale di governare con fermezza e trasparenza questa città per rimanere negli annali come esempio di buon amministratore ed ha finito, invece, per avere accomunato amici e nemici nel giudizio di aver guidato la peggiore amministrazione a memoria di cosentino.

Contento lui…

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


25/09/2010

 

LA NOTTE BRUZIA

 

L’iniziativa era lodevole, il programma pieno di attrazioni e attività, allora, che cosa non ha funzionato? Mi riferisco alla Notte Brutia della scorsa notte, la cosiddetta notte bianca cosentina.

Strade scarsamente affollate, negozi per la maggior parte chiusi e corrente elettrica che andava e veniva hanno caratterizzato questo evento notturno sul quale, a suo dire, l’amministrazione comunale aveva puntato per dare input all’economia cittadina.

Sicuramente, l’evento è stato poco pubblicizzato e, comunque, non per tempo; i commercianti non sono stati coinvolti nell’organizzazione del progetto (cosa, a mio parere, di primaria importanza), per cui hanno dato forfait.

Quello che affiora in modo impietoso è che la città ormai da tempo non segue più Perugini & Co.; ogni occasione è buona per boicottare iniziative e progetti seppur lodevoli.

Bisognerebbe prenderne atto e, molto semplicemente, avere il coraggio di mettersi da parte.

E’ un segno del destino che anche il tempo abbia fatto la sua parte con scrosci d’acqua altalenanti?

Piove sempre sul bagnato.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


23/09/2010

 

LA CITTA' OSTILE

 

La problematica della disabilità nella nostra città non trova, ormai da tempo risposte adeguate.
Chi dice di stare dalla parte dei più deboli e, al contempo, non fa nulla per risolvere le tribolazioni che ogni giorno affrontano gli ipodotati, è sicuramente molto peggio di chi scientemente decide di non occuparsi della questione. E’ quello che capita nella nostra città dove per proclami e promesse non si è secondi a nessuno ma in quanto a realizzazioni si è davvero all’anno zero.

Vivere la disabilità è un problema non solo per chi vi coesiste tutti i giorni ma per quanti sono a stretto contatto con i portatori di handicap, siano essi familiari, siano essi operatori del sociale.

Con questa amministrazione non è stato avviato nessun programma organico e coerente di lotta all’emarginazione dei meno fortunati, anzi. Prova ne è che le organizzazioni deputate ad alleviare, almeno in parte, i disagi di questi cittadini, il più delle volte, non sono state messe nelle condizioni di operare. A cominciare dalla mancanza di carburante per i mezzi adibiti trasporto dei disabili. Eppure sarebbero bastate piccole cose per rendere meno dolorosa ed angosciante l’attesa di vita di quanti hanno funzionalità ridotte.

E non esistono categorie più e meno fortunate. Cosenza è, di fatto, una città ostile per i potatori di handicap, anzi invivibile. L’elenco delle precarietà sarebbe lungo; dalle barriere, non solo architettoniche, di vie e piazze (scivoli inesistenti, passaggi pedonali ostruiti) ai mancati adeguamenti di mezzi e locali pubblici, all’insufficienza ed in alcuni casi all’inesistenza di strutture di supporto (segnalatori acustici ai semafori, strumenti di sollevamento e via discorrendo.). Su questi punti l’attenzione si sarebbe dovuta concentrare con intraprendenza e determinazione. Perché su questo argomento non c’è mediazione. Su questa battaglia non ci sono concessioni. O si adotta una politica per i portatori di handicap o non la si adotta, ed a Cosenza si è scelta la seconda via.

Vorrei, almeno su questo, essere smentito. Vorrei che qualcuno controbattesse con le realizzazioni a questa denuncia. Vorrei, che almeno per una volta qualcuno si alzasse e dicesse: per queste persone abbiamo adeguato le strutture comunali, predisposto un servizio di trasporti ed assistenza, dotato marciapiedi e strade di ausili alla deambulazione. Vorrei che qualcuno dicesse: abbiamo fatto.

Ma so che così non è stato e che quindi nessuno potrà smentirmi. Una scrollata di spalle e tutto sarà rimandato alla prossima tornata elettorale. Con tanto di fantasmagorici programmi e roboanti proclami.

Dico fin d’ora che questa sarà la buona battaglia di chi correrà per guidare Cosenza nei prossimi cinque anni. Questa sarà la battaglia di chi ama Cosenza ed i suoi figli meno fortunati.

Perché da questo impegno parte la nuova Cosenza che ci si attende dal prossimo Sindaco. Ben venga chiunque, e di qualsivoglia provenienza politica o partitica a patto che al centro di ogni ragionamento ponga davvero il cittadino ed i suoi diritti.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


06/09/2010

 

SAKINEH E' UNA DI NOI

In tutto il mondo la giovane iraniana  è diventata, suo malgrado, il simbolo della battaglia per i diritti civili e la propria autodeterminazione.

La condanna alla lapidazione per adulterio che ha subito e che potrebbe portare alla sua esecuzione nei prossimi giorni ha, per fortuna, smosso le coscienze in tutto il mondo e sta provocando reazioni forti da parte dei governi e dei popoli.

Di fronte ad eventi del genere poco può un ente locale, se non operare per sensibilizzare l’opinione pubblica del proprio territorio e inviare messaggi a livello simbolico. Così come tantissimi enti locali in Italia, credo che anche Cosenza possa e debba fare qualche gesto per dimostrare la sensibilità della popolazione, la solidarietà a questa donna e il disgusto verso forme così oppressive delle libertà personali.

Lo proporrò al prossimo Consiglio Comunale che si terrà giovedì 9 settembre.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


07/08/2010

 

UN AGOSTO SERENO

 

Per la giunta Perugini, quello che sta trascorrendo, doveva essere un agosto sereno. Sereno almeno nelle intenzioni dell'esecutivo che pensava, nell'ultimo anno che le resta, di poter inanellare, con una serie di operazioni che sarebbe giusto definire "ad orologeria", un qualche successo che potesse far risalire le quotazioni dell'amministrazione piú invisa a memoria di cosentino. Diverse le opportunità in mano a sindaco & co. e comunque idonee a modificare, almeno parzialmente, nell'immaginario del cosentino medio, un giudizio impietoso ma coerente con i risultati, inesistenti, conseguiti da palazzo dei Bruzi in questi quattro anni. A pensarci bene, peró, anche questa trovata di risevare a fine mandato i coupe de theatre si è rivelata un vero e proprio boomerang, se è vero che alle annunciazioni più che plausi sono seguite critiche. I 300 metri del viale Parco, ad esempio, restituiti alla città da pochi giorni, e dopo molti anni di chiusura, testimoniano di un “agitato immobilismo” proprio di questa amministrazione. Cosi come la presentazione della toponomastica cittadina, una manovra di chiaro stampo elettorale, che ha già sortito critiche feroci per assenze incomprensibili nel novero di tanti nomi illustri ed illustri sconosciuti, presentati seguendo la logica del doppio, e del triplo annuncio, lo stesso usato per la videosorveglianza più volte sbandierata ma nei fatti mai partita. Miracoli della comunicazione. Da noi le vacche di Fanfani qualcosa, in fondo, l’hanno insegnata. Tornando ai lavori pubblici nessuno ha ancora spiegato a commercianti e cittadini che senso ha avuto chiudere corso Mazzini dal momento che non si ha notizia circa tempi e modi sui lavori di completamento dell'area pedonale. A molti è sembrato più un dispetto che una reale esigenza. Chiacchere e distintivo. Chiacchere come quelle sul bando europeo per lo smaltimento dei rifiuti del quale non si ha traccia in Comune o come quello per l'affidamento della Città dei Ragazzi diventato una barzelletta da qualunque parte lo si guardi. Una vicenda che ha assunto i contorni di una sorta di demagogica ritorsione verso chi ha svolto con impegno e passione il proprio lavoro. Ma in realta tutte le situazioni lavorative presentano solo ombre e nessuna luce. Demetra e Multiservizi su tutti. E a nulla vale la solidarietà più volte espressa a questi lavoratori se nella stanza dei bottoni non si prendono le giuste decisioni ed a pagare si sa, sono i più deboli.... in questo caso operatori senza stipendio nè certezze sul proprio futuro.
Futuro che invece sembra garantito per i fortunati che vinceranno il concorsone per i dirigenti. Su questo a Palazzo dei Bruzi hanno le idee chiare. Soldi non ce ne sono ma caricarsi di ben 11 dirigenti fará solo bene alla macchina comunale. Tanti partecipanti, tante attese, forse anche tante promesse, di certo c'è che anche stavolta la tempistica l'ha fatta da padrone. A pochi mesi dalle elezioni ecco un bel concorso. A questo proposito devo ribadire di non aver avuto ancora i documenti richiesti molto tempo fa sui partecipanti ed i loro titoli. Vorrei fugare i sospetti che dietro questo concorso si possa celare una sorta di manovra clientelare in vista della prossima tornata elettorale.

Tanti, dunque, i problemi irrisolti per Salvatore Perugini. E pensare che questo agosto, l'ultimo, per la sua giunta, doveva esser un agosto sereno.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


06/07/2010

 

AMBROGIO E PAOLINI: UN PENSIERO COMUNE

 

Leggo sulla stampa un’interessante riflessione che l’avv. Paolini propone prendendo spunto dall’annuncio del vice sindaco Ambrogio che in città verrà realizzata la “Cittadella della cultura". Nel suo dire, articolato ed impietoso, Paolini passa in rassegna molte delle occasione mancate da questa amministrazione e, in particolare, stigmatizza il fatto che a lanciare l’idea della nuova opera è nientepopò di meno che il vicesindaco in persona che, abbandonata la sua proverbiale riservatezza, comunica alla città che l’amministrazione Perugini in quanto a proclami ed a promesse non è seconda a nessuno. Enzo Paolini non risparmia ai lettori considerazioni note, ovvero che Ambrogio naviga nelle acqua comunali, e sempre con invidiabile fortuna, da circa un ventennio. E che proprio per questo motivo può ritenersi comprimario di tante scelte, alcune azzeccate altre meno. Ma la critica più ferma è per aver iniziato, con un anno di anticipo, una campagna elettorale annunciando opere che serviranno solo a compensare, ove mai possibile, gli errori di questi anni, ovvero l’assistere inermi al progressivo impoverimento della città di ruoli e funzioni. Nonostante le critiche però, in una cosa Paolini ed Ambrogio sono sulla stessa lunghezza d’onda: entrambi immaginano una realtà nella quale il consenso passa per la proposizione di grandi opere. Su questa visione, però che entrambi sbagliano. Il perché? Presto detto: entrambi non intercettano i desiderata di una popolazione ridotta allo stremo vuoi per la cattiva amministrazione di questa giunta vuoi per le macerie che una gestione economica ed urbanistica del passato ha prodotto in città A tutti farebbe piacerei vivere in una città a dimensione europea piuttosto che nord-africana, a tutti farebbe piacere annoverare tra le proprie mura monumenti o opere o iniziative degni di interesse ed attrattiva, ma a tutti, oggi più che mai, farebbe piacere vivere in un a città nella quale i sevizi minimi non siano un privilegio ma un diritto acquisito. E’ a queste grida d’aiuto e di rabbia dei cittadini scontenti che l’amministrazione Perugini è rimasta insensibile. A questa richiesta di vedere realizzata almeno l’ordinaria amministrazione che Perugini Co. non hanno dato risposta. Pagare le tasse per una raccolta dei rifiuti a dir poco insufficiente è stata una delle cose peggio tollerate dalla cittadinanza così come mal tollerati sono stati tutti i servizi manutentivi non resi e comunque ben al disotto della decenza. Questo è mancato e di questo dovranno rispondere glia attuali amministratori, a cominciare dal Vice Sindaco che non può, come giustamente dice Paolini, iniziare una campagna elettorale sulle macerie da egli stesso provocate. Porto a suffragare la mia tesi quanto capitatomi proprio prima di accingermi a scrivere queste poche righe. Stamane, di buon ora, ho segnalato agli uffici comunali competenti, il disagio di alcuni cittadini di via Monte San Michele che, da più mesi, vivono al buio per un guasto alla pubblica illuminazione. Dalla voce del responsabile, cortese e rassegnata, ho ricevuto notizia che l’intervento non può essere realizzato perché mancano le lampadine. Io comprendo che chiunque si candidi a guidare una città debba volare alto, pensare a grandi progetti e vendere un po’ di sano fumo, ma mi chiedo e chiedo ai cosentini: in questi anni hanno sognato la luna o hanno chiesto di cambiare le lampadine fulminate? Di navigare il Crati o di riparare i marciapiedi sconnessi? Di costruire l’aeroporto o ripristinare l’asfalto danneggiato? Mi chiedo e chiedo: i cosentini pensano che in questa città ci sia davvero bisogno di inventarsi nuove chimere o c’è necessità di riqualificare l’esistente riportando decoro e vivibilità nei quartieri periferici come in quelli centrali? Non so se sbaglio a parlare di lampadine fulminate o di strade pulite, di verde curato e di rispetto delle regole ,so però che in questi anni mi sono accorto di una cosa: i cittadini di Cosenza non pensano né all’auditorium né al ponte di Calatrava, opere rispettabilissime ma che poco si conciliano con l’idea di tanti di una città vivibile ed accogliente. La campagna elettorale è cominciata, ha ragione Paolini, e con essa i proclami. Spero solo che stavolta i miei concittadini più che al fumo guardino alla sostanza . A parlare per ciascuno di noi sono i fatti, forse anche la capacità di vendere noi stessi, ma soprattutto i fatti. Il mago che non ci azzecca prima o poi viene smascherato e allora ha due possibilità: o si ritira dalla attività …. o si da alla politica.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


14/06/2010

 

AL PREFETTO ED AL PRESIDENTE DELL'ANCI

 

I sottoscritti Francesco Gaudio e Sergio Nucci, consiglieri comunali a Cosenza, espongono quanto segue.

Da circa sei mesi, Lei ricopre il delicato incarico di Prefetto a Cosenza e avrà acquisito già molti elementi relativi alla nostra realtà.

Nel Suo ruolo, ha subito impattato con delle situazioni dure, da sempre pesanti nei territori del Mezzogiorno ed oggi ancor di più a causa della fase di crisi che stiamo attraversando. Ci riferiamo in  particolare ai disagi sociali, alla perdita di posti di lavoro, all’emergenza abitativa, alle condizioni di vita di vecchie e nuove povertà e dei migranti; avrà avuto modo di rilevare la più totale assenza, in questa direzione, di ogni attività di contrasto dell’Amministrazione Comunale.

Ma oggi vorremmo sottoporre alla Sua attenzione un problema di democrazia violata e di assenza delle regole più elementari nella vita amministrativa della nostra città, che svuota di senso le istituzioni democratiche e rivela chiaramente una concezione proprietaria della cosa pubblica e autoritaria della politica e dell’amministrazione.

Sono mesi che l’Amministrazione non permette ai consiglieri di opposizione di svolgere il loro ruolo, istituzionalmente previsto, di verifica e controllo.

Non dà risposta alle interrogazioni, presentate con qualsiasi richiesta di modalità di risposta, nonostante si dovrebbe rispondere periodicamente in aula a quelle che la richiedono verbale, entro venti giorni a quelle che la richiedono scritta.

Non si evadono le richieste di documenti e atti da tempo. Ma gli atti, fatte salve le disposizioni previste dalla tutela della privacy, non dovrebbero essere tutti a disposizione pubblica? Ancor di più nei confronti di chi è stato eletto?

Per denunziare ciò, si è effettuato nel mese di settembre uno sciopero della fame di tre giorni con tanto di permanenza in tenda davanti al portone del Municipio in Piazza dei Bruzi. Senza esito alcuno!

Infine, le ultimissime determinazioni in merito ai consigli comunali. Giacciono negli ordini del giorno da molti mesi diversi argomenti proposti da consiglieri dell’opposizione; non vengono mai discussi sperando che poi siano ritirati in quanto superati ed inattuali o per pura e semplice stanchezza.

La cosa è formalmente possibile, ovviamente è rivelatrice della natura di questa Amministrazione. Formalmente, però, tutti gli argomenti non discussi devono apparire nell’ordine del giorno di ogni convocazione: non è possibile a nessuno cancellarli!

Invece, nella convocazione in seduta ordinaria del Consiglio Comunale di lunedì 14 (la prima organizzata dal nuovo Ufficio di Presidenza!), tutto il precedente ordine del giorno viene cancellato, ed anzi, con un modus operandi che sta diventando ancor più arrogante con l’approssimarsi della fine della consiliatura e della scadenza elettorale, non vengono inseriti neanche gli argomenti presentati all’Ufficio di Presidenza con le modalità ed i tempi utili. A cominciare da uno sul progetto di riconversione a carbone della centrale ENEL di Rossano, presentato a fine maggio e che evidentemente qualcuno ha inteso illegittimamente cestinare.

Tanto per metterLa a conoscenza di quanto avviene a Palazzo dei Bruzi a danno, a nostro avviso, del rispetto e della tutela degli organismi eletti e di ogni regola di funzionamento democratico delle Istituzioni. Ben saprà se i fatti raccontati meritano un intervento per il ripristino delle corrette regole e della impedita agibilità democratica.

Cordiali saluti

 

Francesco  Gaudio - Sergio  Nucci

Conisglieri Comunali di Cosenza

 


25/05/2010

 

CHE SIA LA VOLTA BUONA?

 

Presentata oggi, all'ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale di Cosenza, la richiesta di convocazione dell’assise cittadina per la modifica del comma che disciplina la corresponsione dei gettoni di presenza ai consiglieri.

La vecchia norma, votata lo scorso 14 Marzo 2007, con i soli voti contrari dei consiglieri Sergio Nucci e Carmine Vizza, prevede la corresponsione di un gettone di presenza per ogni commissione partecipata (decisione, questa, che ha incrementato enormemente sia il numero di commissioni convocate che i conseguenti gettoni corrisposti).

La modifica proposta dagli 11 consiglieri firmatari prevede, in sostanza, un ritorno al passato, ovvero l’erogazione di un solo gettone giornaliero a prescindere se si presenzia ad  una o a più commissioni.

In un momento di austerity e di crisi economica diffusa, anche la politica deve farsi carico di rinunciare a compensi che, per quanto legittimi, si rivelano slegati dalla realtà.

Se c’è davvero la volontà di offrire atti concreti alla pubblica opinione, questa è l’occasione giusta. L’appuntamento, dunque, è fissato per il prossimo consiglio comunale che dovrà essere convocato entro 20 giorni da oggi.

Diversamente avremo assistito ai soliti spot elettorali che, man mano che ci avviciniamo alle amministrative del 2011, si intensificheranno giorno dopo giorno.  Attenzione però, la città, questa volta, sarà vigile e saprà discernere chi fa le parole da chi fa i fatti.

Leggi la richiesta.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


21/05/2010

 

COME? QUANDO? PERCHE'?

 

Solidarizzo in maniera convinta con abitanti e commercianti di Corso Mazzini che a causa dei lavori di pavimentazione del tratto tra via Adige e via Isonzo stanno subendo e subiranno nei prossimi mesi una serie infinita di disagi ed inefficienze.

E’ innegabile che l’isola pedonale costituisca forse l’unico contrappeso nella dilagante opera di “desertificazione” cui la città di Cosenza è sottoposta (per meriti altrui e demeriti propri), e il suo ampliamento rappresenti un fatto importante per l’intera città, tuttavia la preoccupazione di commercianti e residenti circa la tempistica dell’intervento, e non solo,  utilizzata a Palazzo dei Bruzi è più che comprensibile.

Rispetto alla certezza dell’iniziativa restano, dunque, tantissimi dubbi. Provo ad illustrarli, se non tutti almeno una parte:

Primo: perché non si è rimandata di qualche settimana la transennatura dell’area atteso che i lavori non sono ancora iniziati mentre i disagi derivanti dall’interedizione si?

Secondo: perché non si sono scelti mesi “morti” come la fine di luglio o il mese di agosto per realizzare l’intervento?

Terzo: si è coscienti che l’attuale congiuntura economica penalizzerà oltremisura le attività commerciali presenti nell’area?

Quarto: si è comunicata alla popolazione la tempistica dell’intervento, ovvero si è certi dell’inizio e soprattutto della fine dei lavori?

Quinto: oltre a quest’area anche altre zone dell’isola saranno interessate e in quali periodi e per quanto tempo?

Pongo queste domande stavolta non come consigliere comunale ma come semplice cittadino che vorrebbe condividere le scelte di chi ci amministra e magari consigliare percorsi alternativi, qualora alcune decisioni fossero in evidente contrasto con la logica ed il buon senso.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 17/05/2010

 

LA CITTA' DEI FURBACCHIONI

 

Capita ormai da 4 anni che alle ore 20,30 in punto e fino al mattino successivo, si interrompa il servizio di controllo e vigilanza operato dalla nostra Polizia Municipale.

La sospensione fino al mattino successivo comporta, nelle ore di “interregno”, il verificarsi di episodi disdicevoli che non vengono in alcun modo sanzionati comportando per la collettività intera disagio e frustrazione.

Dalle 20,30 ogni sera, i furbi e i senza scrupoli prendono possesso della città, ed il cittadino coscienzioso ed ossequioso delle regole si trasforma in ostaggio di chi pensa solo ai propri comodi incurante dei diritti degli altri.

Se esistesse un controllo operato dai nostri Vigili anche negli orari morti, nel centro come in periferia le cose andrebbero certamente meglio

Della questione interessai con una interrogazione il Sindaco già nel 2007, ma l'appello cadde nel vuoto.

Oggi ritorno alla carica perché convinto che ad un anno dalle elezioni, qualcuno, almeno per far vedere un minimo di impegno, potrebbe rimboccarsi le maniche e dare le risposte che la città attende.

Sollecito, dunque, nell'imminenza della bella stagione (che notoriamente favorisce l'aggregazione anche in orari notturni) l'istituzione del servizio di vigilanza notturno anche dopo le ore 20,00.

I fondi, viste le tantissime multe elevate dai Vigili, dovrebbero esserci e a sufficienza (articolo 208 comma 4 del codice della strada), diversamente, rinunciando a qualche inutile boutade di questa amministrazione, si potrebbero facilmente reperire.

Basta con le prevaricazioni del sabato sera, quando la nostra città diventa ostaggio di quanti ritengono che gli spazi pubblici siano in realtà parcheggi privati o pertinenze di pubblici locali che non pagano concessione alcuna.

Questa indecenza deve finire una buona volta.

Se c'è controllo non ci sono abusi, se non ci sono abusi nella nostra città si vive meglio.

E per questi motivi che richiedo con forza che venga re-istituito il servizio notturno da parte della Polizia Municipale.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


29/04/2010

 

CHIUDE IL "GETTONIFICIO"?

 

Ho ricevuto dalla segreteria Generale la lettera allegata.

Come si evince, nell'ultimo Consiglio ho posto la questione sul "Gettonificio", ovvero l’opportunità o meno di convocare commissioni che non tengono conto delle attuali composizione e consistenza dei gruppi presenti in Consiglio Comunale.

Commissioni siffatte, in quanto non rispondenti ai requisiti regolamentari, producono evidentemente atti nulli.

Sempre che lo scopo di queste commissioni non sia quello di elargire gettoni…

A pensar male si fa peccato....

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 

28/04/2010

 

SCHELETRI DI LEGNO

 

Camminando per Cosenza, sopratutto di questi tempi, capita sempre più spesso di imbattersi in squadre di operai comunali che potano e scapitozzano le rigogliose alberature stradali.

Ciò che lascia perplessi non è sul tipo di taglio, sul quale ci sarebbe tanto da discutere, quanto sul momento - siamo in primavera inoltrata -  che è senza dubbio inopportuno

Come tutti sanno (lo si apprende fin dalle scuole dell'obbligo) il periodo giusto per potare è quello invernale, quando, cioè, la pianta va in letargo e l'attività vitale è notevolmente ridotta. Solo allora, chi ha cura delle piante, interviene con moderazione e competenza.

Da noi, però, queste doti non sono patrimonio comune e del Comune, anzi si fa di tutto per apparire peggio di come realmente si è.

Tempo addietro, con altra interrogazione, ero già intervento sull'argomento potatura ma evidentemente anziché sollecitare una riflessione più complessiva sulla manutenzione del verde pubblico, ho acceso una sorta di sacro fuoco che vede Palazzo dei Bruzi impegnato a sfregiare in maniera indiscriminata begli esempi di alberatura stradale che, ahinoi, dopo questi interventi manutentivi si trasformeranno in storpi scheletri di legno.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


15/04/2010

 

LE IPOCRISIE DELL'AREA URBANA

 

Le polemiche di questi giorni tra il rettore Latorre ed il sindaco Bernaudo sulle quali, ovviamente, non entro nel merito, testimoniano che i tempi per ragionare serenamente e costruttivamente di area urbana non sono ancora maturi.  La Grande Cosenza, un’idea di democristiana memoria, nata tanti anni fa, e comunque molto prima che facesse capolino nei suoi attuali sostenitori, non sembra godere buona salute. La gestazione lunga e dolorosa risente di malesseri riconducibili più che a divergenze di impostazione a interessi di campanile mal conciliabili con un progetto di questa portata.

Non serve alimentare polemiche e non serve neppure ricordare la primogenitura di quell’idea. Serve ora capire quanti sono davvero disposti a spendersi per quel progetto, dichiarando ora cosa si aspettano dall’area urbana e a cosa sono disposti a rinunciare. Perché di ciò si tratta: nessuno può illudersi che in un discorso di così ampio respiro ci sia da un lato chi prende e da un lato chi da. Non funziona così, non può funzionare.

Per prima cosa va messo da parte il campanile. Le scelte che guardano da qui a venti o trent’anni non possono essere condizionate da una linea di confine. La Grande Cosenza non può e non deve avere il respiro di una stagione, magari la prossima nella quale ci saranno le amministrative, ma essere modulata per essere goduta dalle future generazioni. Questo è immaginare e costruire il futuro. Questo è il compito della politica.

Con questa premessa vorrei rivolgermi a quanti, oggi, auspicano un cammino comune che disegni una grande area urbana. Con questa premessa immagino una seria riflessione sul nuovo ospedale sul quale il Consiglio Comunale di Cosenza sarà, spero a breve, chiamato a d interrogarsi.

Siete voi, signori, seriamente e credibilmente disposti a mettere da parte la vostra appartenenza e a ragionare scevri da pregiudizi su quale sia la miglior collocazione per il nuovo ospedale?

Siete voi convinti che il nuovo nosocomio debba essere patrimonio ed al servizio di una intera area urbana collocandosi lì dove la densità abitativa cresce sempre più in maniera esponenziale?

Siete voi certi che “consegnare” l’ospedale a Rende non significhi anche creare le premesse per realizzare la Facoltà di Medicina presso l’Università della Calabria?

Io le mie riflessioni le ho già fatte ed amando Cosenza, dal profondo dell’animo, penso anche che se voglio per la mia città immaginare un futuro devo costruire intorno ad essa condizioni di vivibilità ed appetibilità che purtroppo si stanno perdendo.

Penso che immaginare una grande area urbana rispettosa di vocazioni e peculiarità non significhi mantenere un ospedale, magari in una zona difficilmente raggiungibile e comunque non utile ad uno sviluppo sostenibile. Penso che la rinuncia ad una struttura importante, se razionalmente concordata, possa rappresentare un ulteriore  passo verso la costruzione di quelli idea che molti, strumentalmente, rilanciano a fasi alterne forse solo per questioni elettoralistiche.

Ho forte il sospetto che parlare di area urbana significhi fare tattica in vista delle amministrative del prossimo anno.

Sono sostenitore del ruolo di Cosenza, sono sostenitore dell’area urbana e sono convinto che lo sviluppo passi da una seria progettazione che non guardi da qui a due o massimo tre anni. Immagino, e ne sono fiero, una città-area urbana e sono tra i sostenitori di un nuovo ospedale che si interfacci con l’università di Arcavacata diventando centro d’eccellenza e facoltà  di medicina.

Se c’è coerenza nelle nostre parole, anche le scelte che disegnano il nostro territorio  devono essere compatibili con l’idea che propugniamo e non si riducano agli angusti recinti nei quali da quattro anni annaspa la nostra città.

Se c’è davvero la volontà di avviare un ragionamento su una grande, funzionale e armonica area urbana è necessario, davvero, ridisegnare i ruoli e le funzioni di ogni singola comunità, rivedere confini, vocazioni, e perché no ambizioni. Solo dopo, abbandonando le beghe da cortile, ragionare sul futuro … non il nostro ma di chi verrà dopo.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


17/03/2010

 

PERUGINI-TER

 

Il Perugini-Ter è peggio del Perugini-Bis.

E’ un esecutivo municipale che non nasce da un atto di amore per la città essendo del tutto evidente che per gli “ispiratori” della nuova giunta, Cosenza non viene prima di tutto.

Ci si attendeva, dopo tanto tentennare, un esecutivo autorevole, in grado di dare risposte efficaci ai problemi della città e di migliorare sensibilmente l’indice di gradimento, attualmente molto basso, dell’attività amministrativa.

Ma, alla fine, pur di assecondare l’altrui disegno e porre in esser un cinico e disinvolto organigramma di potere, di chiaro stampo elettoralistico, il sindaco ha sacrificato sull’altare delle convenienze la giunta di alto profilo che in tanti, me compreso, in questi mesi, gli abbiamo chiesto.

Dalle numerose critiche mosse in questi giorni da qualificati consiglieri comunali e dirigenti del PD, si evince, senza tema di smentita, che l’operazione rimpasto potrebbe danneggiare seriamente e la città e lo stesso Partito Democratico. A conferma che Perugini, alla vigilia di competizioni elettorali, pone in essere azioni o provvedimenti tanto impopolari da trascinare nel giudizio negativo non solo se stesso, ma tutta la coalizione che lo esprime, o meglio, che lo ha espresso.

E che si navighi senza meta lo si percepisce anche dalla indecisione a convocare un Consiglio con all’ordine del giorno, oltre alla surroga dei consiglieri nominati, anche il Bilancio di previsione del quale non si ha notizia né in giunta e men che meno in commissione bilancio.

Un caso o la perfetta consecutio di un’esperienza amministrativa iniziata male e che si concluderà peggio?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


13/03/2010

 

ELEZIONI E CONCORSI

 

E’ appena  scaduto il termine ultimo per la presentazione delle domande per la copertura di ben 11 posti di dirigente presso il Comune di Cosenza e se non interverrà alcun decreto “dilata-termini” nelle prossime ore avremo l’elenco di quanti ambiscono a dirigere - burocraticamente parlando - le sorti della città bruzia.

Al concorso per dirigenti ho già dedicato, ed in più occasioni, la mia doverosa attenzione ma ritengo sia opportuno rimarcare due aspetti perché nessuno un domani possa dire “tu dov’eri?”.

Il primo riguarda l’opportunità di bandire, proprio alla vigilia delle elezioni regionali, un concorso. E’ vero, nel nostro paese di elezioni ce ne sono una all’anno, ma sarebbe bastato posticipare la pubblicazione del bando di due o tre settimane per evitare che i “malpensanti”, che sono tanti e che a volte ci azzeccano, avanzassero sospetti sulla tempistica, ovvero immaginassero che qualche influente candidato al consiglio regionale potesse promettere a destra o a manca la propria autorevole intercessione, a chi di competenza, al fine di agevolare candidati degni di “attenzione”.

Nulla di più lontano dalla realtà, rabbrividisco al solo pensiero di una ipotesi del genere, ciononostante non ci provo neppure a convincere l’opinione pubblica, che alle nostre latitudini, i posti pubblici siano appannaggio dei più bravi, dei più titolati, dei più meritevoli.

E non vorrei in queste ore trovarmi nei panni del sindaco o di qualche suo sponsor-estimatore; perché, sempre alle nostraelatitudini, quando si sussurra la parola lavoro, la folla di questuanti, in virtù di un interessamento elettorale, si accalca pericolosamente sotto il balcone del potente di turno invocando, a torto o a ragione, il proprio posto, anche piccolo, di sole (in queste circostanze anche la luce riflessa fa miracoli).

E confuso tra la folla acclamante e postulante vuoi che non si riconosca anche qualche aspirante dirigente del Comune di Cosenza? Qualcuno che accampi pretese in virtù di una appartenenza piuttosto che di una sudditanza?

Proprio non vorrei trovarmi nei loro panni.

Il secondo aspetto concerne la legittimità del bando, ovvero quel comma e) dell’art. 1 secondo il quale al concorso possono partecipare “soggetti muniti di diploma di laurea in possesso della qualifica di dirigente in strutture o enti privati, con almeno cinque anni di effettivo esercizio nelle funzioni dirigenziali”, in spregio all’art. 28 del Dlgs n° 165 del 2001.

Sulla questione ho già nelle scorse settimane interrogato il Sindaco e pazientemente aspetto che mi fornisca una esauriente risposta. Ma sento anche l’obbligo di sollecitare quanti nel comma vedono rappresentata una violazione del diritto a far sentire la propria voce. Credo che più di qualche concorrente adirà le vie legali per ripristinare una norma violata.

Io, dal canto mio, nelle prossime ore mi procurerò l’elenco degli aspiranti e se è vero che da noi magia e politica vanno a braccetto, proporrò nelle prossime puntate il mio toto dirigente. E chissà che non ci azzecchi.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


26/02/2010

 

SE CAMBIA MUSICA DEVONO CAMBIARE ORCHESTRALI

 

La montagna non ha ancora partorito il topolino, ovvero Perugini non ha ancora consegnato alla città il nuovo esecutivo. La nuova giunta, che doveva già essere in piena attività da più mesi, è presente solo nell’immaginazione del Sindaco, e forse neanche in quella.

Troppi equilibri da mantenere, troppe aspettative da soddisfare. Non facile il compito e non facile conciliare  tra loro partiti o gruppi che nella prossima competizione si affronteranno l’un contro l’altro armati (leggi PD vs IDV) e che, miracolo della politica, tra qualche settimana riannoderanno le fila di un discorso mai interrotto. Come dire: si esce dalla porta e si rientra dalla finestra.

La situazione, dunque, desta qualche preoccupazione. Sicuramente negli esponenti del PD, impotenti verso  le manovre dilatorie del primo cittadino e consci che questo stillicidio svantaggerà in primis Loiero, già sotto assedio da parte di avversari di tutto rispetto come Callipo e Scopelliti.

Ma a preoccuparsi non sono solo i partiti - o meglio una parte del PD - sono anche i cosentini e a ben d’onde. La situazione in città è drammatica. Lo ha detto senza mezzi termini Piero Minutolo, uno che di città se ne intende. Non avere una giunta nel pieno delle sue prerogative e delle sue responsabilità penalizza fortemente la città ed i suoi abitanti poiché, di fatto, procrastina l’avvio di quella nuova fase annunciata ma mai decollata.

L’analisi impietosa e condivisibile che Piero Minutolo propone al suo partito è assolutamente fondata. Il giudizio spietato che la città ha di Perugini e dei suoi assessori può modificarsi solo con scelte radicali, coraggiose e soprattutto immediate. In un anno circa dalla scadenza del mandato, libero dai ricatti politici di questo o quel soggetto, assieme ad un manipolo di “eroi”, il Sindaco può avviare a soluzione alcune tra le emergenze più avvertite dalla collettività.

Per far questo però occorre coraggio. Avrà coraggio Salvatore Perugini nel liberarsi delle zavorre che per circa quattro anni hanno rallentato la sua marcia? Avrà il coraggio di rivendicare la sua autentica autonomia? Saprà resistere alle sirene ammaliatrici che in tutto questo tempo lo hanno distolto dal suo cammino? Vedremo.

Io, dal canto mio, garantisco coerenza con quanto già detto in Consiglio Comunale: sono interessato ad una fase di rilancio a patto che a interpretarla sia una giunta di alto profilo.

E confermo di non aver cambiato quella opinione.

Se Perugini vuole realizzare alcuni punti programmatici che prima che alla sua esperienza darebbero dignità alla città ha necessità,  nel più breve tempo possibile, di riproporsi in maniera credibile alla cittadinanza.

Per far questo occorre che oltre la musica cambino gli orchestrali. Se questo è il suo progetto, scevro da condizionamenti o da logiche elettoralistiche lo sosterrò con lealtà e convinzione, se così non sarà continuerò per la mia strada che, a volte, è meglio percorrere soli che male accompagnati.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza 


19/02/2010

 

SMOTTAMENTI

 

In mattinata ho presentato un'interrogazione sul pericolo di smottamenti e frane incombente su due aree della nostra città.

La prima in via Petrarca, nella zona adiacente il Liceo Classico Bernardino Telesio, dove la collina potrebbe cadere giù proprio sull'istituto scolastico.

L'incontro con alunni, genitori e studenti avuto ieri non ha tranquillizzato nessuno, anzi, l'assenza di documenti scritti la dice lunga sull'incertezza anche degli amministratori sulle reali condizioni dell'area.

La seconda riguarda il nostro cimitero, e precisamente un'ala che da oltre un anno è interessata da fenomeni di smottamento e per la quale l'amministrazione ha anche ricevuto fondi per lavori di consolidamento mai effettuati.

Per le due emergenze l'amministrazione dovrebbe fare qualcosa in più che un generico appello alla calma.

Vanno dichiarati tempi certi e modalità esaustive degli interventi e vanno rassicurate le popolazioni che i problemi sono continuamente monitorati.

Per brevità non dirò della mozione presentata ad ottobre sul rischio idrogeologico e, naturalmente, mai discussa in consiglio, né dell'assenza di risposte alle mie interrogazioni sui rischi idrogeologici presenti in città.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza 


16/02/2010

 

SOLIDARIETA' A BARTOLETTI

 

Esprimiamo la nostra convinta ed autentica solidarietà al collega Bartoletti al centro, in queste ore, di indagini riguardanti la sua attività professionale.

Nel corso di questa  consiliatura abbiamo avuto modo di apprezzare Sergio Bartoletti per doti umane, politiche ed etiche che difficilmente risultano compatibili con il quadro che emerge dalle accuse rivoltegli.

Siamo convinti che la magistratura farà in tempi brevissimi il suo corso e restituirà ai suoi cari ed alle sue occupazioni il professionista, il politico, l’amico.

 

Sergio Nucci - Ciccio Gaudio

Consiglieri Comunali di Cosenza


09/02/2010

 

IL CAPOGRUPPO DELL’UDC NUCCI LASCIA IL PARTITO

 

Con una comunicazione stringata il capogruppo dell’Udc Sergio Nucci ha comunicato sabato scorso via fax a Palazzo dei Bruzi le sue dimissioni dal gruppo e l’adesione al gruppo Misto. In più, coerente con la sua decisione, Nucci ha rassegnato anche le dimissioni da presidente della commissione Controllo e garanzia e dalle altre commissioni di cui era membro.

Perché ha deciso di abbandonare l’Udc? Quello che è accaduto a livello regionale c’entra qualcosa?

«Non è stato ininfluente, ma non per la scelta in sé. Piuttosto per tutto quello che è accaduto in questi mesi e che mi ha mostrato che il progetto al quale avevo aderito, la Costituente di Centro, non ha avuto corso. Dovevamo creare un soggetto che andasse aldilà dell’Udc e invece siamo rimasti fermi con le stesse logiche, lo stesso modo di gestire, la stessa leadership».

E le alleanze con le Regionali cosa c’entrano?

«I problemi partono dal ballottaggio alla Provincia. Il nostro slogan era stato “destra e sinistra, due facce della stessa medaglia” e il progetto portato avanti da Roberto Occhiuto era stato percepito dall’opinione pubblica come il vero rinnovamento. La logica che ci ha portato poi a scegliere una delle due parti non l’ho capita. Una volta fatta però una scelta di campo, dovevamo seguire la rotta tracciata anche alle Regionali».

Lei vuole dire che se non ci fosse stato il “congelamento” dell’alleanza con Scopelliti, il dialogo con il Pd e il ritorno poi dal Pdl, non avrebbe lasciato l’Udc? L’esito finale è stato lo stesso…

«Abbiamo dimostrato che non avevamo una linea. E oggi, tanto nel centrodestra, quanto nel centrosinistra ci etichettano come il partito dei due forni. Da democristiano non ho mai tollerato la strategia dei due forni di craxiana memoria e ora non voglio essere accomunato a chi declina quest’atteggiamento. In politica la coerenza con i principi che ci impone la coscienza deve esserci. Nell’Udc, non so per quali responsabilità, il progetto a cui avevo aderito non si è concretizzato: ci siamo comportati come un partito che non si allea per portare le proprie idee all’interno di una coalizione ma secondo criteri non comprensibili ai più. Quando non c’è interesse a far capire alla base scelte verticistiche, la base può ritenersi sciolta dall’impegno».

Lascia l’Udc con quale prospettiva futura?

«Ora devo onorare l’impegno con i miei elettori che mi hanno votato per portare avanti istanze e sollevare problemi. Continuerò le battaglie, alcune condivise anche insieme ai colleghi dell’Udc, con i quali ho instaurato un rapporto di leale condivisione. Non credo che la permanenza nel gruppo Misto indebolisca la mia azione e, sia chiaro, che non vado via perché certo utili collocazioni. Anzi, lascio l’Udc nel momento in cui tutti lo considerano destinato a conquistare il governo della Regione. Sosterrò le mie idee e cercherò convergenze: andrò dove si fa la politica che io auspico, quella dei cattolici democratici, della solidarietà, dell’individuo al centro del ragionamento».

 

Maria Francesca Fortunato

"Il Quotidiano della Calabria" del 9 Febbraio 2010


28/01/2010

 

PER L'ASSESSORE SALATINO

 

L’Assessore Salatino, in vece del Sindaco, pensa di fare per intero il proprio dovere fornendo, nei tempi previsti dal nostro regolamento, quelle che lui ritiene delle “risposte” ai quesiti posti lo scorso 12 gennaio, con un’interrogazione regolarmente depositata presso la Segreteria Generale.

Omettendo per carità di patria che tale risposta l’abbiamo appresa dai giornali, dal momento che nessuno si è degnato di notificarla, ribadiamo la nostra convinzione che in questa Amministrazione ci siano poche idee e decisamente confuse.

La riprova è che nelle dichiarazioni fornite dal suo delegato, il Sindaco aggira le domande poste ed elucubra su principi generali dimentico che prima delle parole contano i fatti, ovvero quanto scritto nelle delibere e nei verbali che abbiamo preso in considerazione.

Basterebbe una chiosa di questa natura per emettere un giudizio sulla qualità e la fondatezza delle argomentazioni addotte dal Salatino, ma correremmo il rischio di venire anche noi accomunati nel calderone dei pressappochisti, degli arruffoni, degli sprovveduti e dei fantasiosi.

Orbene ecco le nostre controdeduzioni:

a)        La richiesta dell’UDC riguarda la sottrazione di oltre € 445.000,00, dal fondo di produttività del personale, che avrebbe dovuto essere operata in nome dell’art 67 della 133/08 ma che nei fatti è stata sottratta perché “somme non utilizzate negli anni precedenti”. Non essendo possibile ridurre la spesa del personale riducendo gli stipendi, e quindi il fondo, è evidente che questa voce si può diminuire solo se si riducono consulenze e assunzioni dall’esterno e, in ultima analisi, non rimpiazzando i dipendenti che vanno in pensione.

b)       La sottrazione al fondo è stata effettuata non tenendo conto di quanto espressamente riportato nella sempre più richiamata legge 133/08 e comunque con motivazioni del tutto diverse da quelle per le quali sono state chiamate le OO SS, che non solo ci risultano essere assolutamente contrarie ma che hanno sottolineato, nell’ultima riunione di delegazione trattante (ma anche in quelle precedenti), che si sarebbero opposte con ogni mezzo ad una tale decurtazione salvo che, in questi giorni, siano sopraggiunti ripensamenti, ma della qualcosa nutriamo seri dubbi.

c)        Il fondo di produttività è stato ridotto soltanto al personale dipendente e non ai dirigenti. Ribadiamo che per un criterio di equità le somme dovevano essere ripartite eventualmente tra i due fondi.

d)       Il parere dei Revisori dei Conti è semplicemente un’adesione alla riduzione delle spese per personale, in ossequio alle osservazioni poste dalla Corte dei Conti, e si riferisce alla riduzione per “somme non utilizzate negli anni precedenti” (come si farà fronte ai decreti ingiuntivi e agli accordi sottoscritti dall’Amministrazione anche di fronte al Prefetto che comporteranno decine e decine di migliaia di euro di spese?).  

e)        E’ singolare che ai Revisori dei Conti non sia stato posto il quesito sulla legittimità delle spese legate all’assunzione di Dirigenti Esterni e di funzionari interni che, messisi in aspettativa, sono stati incaricati come esterni, pur in presenza di forti perplessità delle OO SS.

f)         Il richiamo alle osservazioni poste dalla Corte dei Conti, appare legittimo, tuttavia è difficile pensare che questa Amministrazione tenga in debito conto il parere dell’organismo contabile dal momento che le raccomandazioni, le censure, le richieste di chiarimenti che arrivano da quell’organismo vengono puntualmente disattesi.

g)        Ci sembra di ricordare che già nell’assestamento del bilancio, avvenuto a novembre, fosse stata già prelevata la somma dal fondo di produttività per coprire altre spese. Se così fosse, il parere dei Revisori fornito il 22/12/2009, così come questa querelle, sarebbero stati del tutto inutili.

h)       In quanto alla spesa per le verticalizzazioni, indicata in € 59.000 nella delibera dell’Assessore, ma non riportata nel dispositivo esecutivo, dove anzi si dichiara che l’atto non comporta spese per l’ente, l’Assessore omette colpevolmente di precisare che la verticalizzazione per dipendenti dell’Amministrazione deve necessariamente essere seguita da un concorso esterno per un pari numero di dipendenti che certamente aumenteranno, e di tanto la spesa per il personale. Inoltre le nuove assunzioni comporteranno automaticamente il reintegro del fondo di produttività saccheggiato, e saremo punto e a capo.

i)         Sollecitati dal Salatino abbiamo letto attentamente il parere delle OO SS;  orbene, dal verbale, non risultano le dichiarazioni contrarie espresse dall’UGL e successivamente pubblicate dalla stampa locale. Questo particolare pone nuovi interrogativi. Si tratta di una involontaria dimenticanza? Di una opportuna dimenticanza? Di una omissione? Di una dichiarazione falsa (ma ne dubitiamo) del rappresentante dell’UGL? Qualcuno dovrà chiarirlo.

j)         E’ bizzarro che con quelle somme il Sindaco, nonostante gli impegni assunti, non abbia provveduto a pagare le indennità ai funzionari che, a seguito del chiacchierato “concorsone”, hanno occupato i relativi incarichi.

k)       Sui lussi ai quali il Salatino si riferisce, c’è da chiarire che una posizione organizzativa costa all’ente € 15.000,00, esattamente un quinto di quanto costerà un dirigente esterno. Ovvero con il concorso messo in piedi l’Amministrazione rinuncerà a ben 50 posizioni organizzative per far posto a soli 11 dirigenti.

l)         E’ altrettanto strano che nonostante le osservazioni sulla riduzione della spesa per il personale espresse della Corte dei Conti, ci si è accaniti nel dar corso ad un concorso per dirigenti. Concorso che, si badi bene, per un ente che ha bisogno di nuove e riconosciute professionalità per i ruoli dirigenziali, consente, adducendo motivazioni risibili ed impugnabili nelle sedi opportune, la partecipazione  anche a quanti hanno maturato esperienza nei settori privati più disparati. Il che significa che potremo ritrovarci in ruoli chiave dell’Amministrazione dirigenti di attività nel settore agroalimentare, cosmetico e perché no ludico-ricreativo.

 

Il Gruppo Consiliare della “Costituente di Centro - UDC”


19/01/2010

 

COMUNICATO STAMPA

 

“Non siamo stati eletti in maggioranza e rimarremo in minoranza dal primo all’ultimo giorno”. Questo hanno ribadito Alessandra Lo Polito e Sergio Nucci, nell’incontro di questa sera con il Sindaco Perugini, svoltosi nell’ufficio del primo cittadino a Palazzo dei Bruzi.

L’incontro, franco e cordiale, è servito a ribadire la volontà dei centristi a svolgere per intero e senza tentennamenti il mandato affidato dagli elettori cosentini nella scorsa tornata elettorale.

Seppure in presenza di un centro-destra che non è stato in grado di costruire una seria proposta di governo per la città, l’UDC non intende, in questo momento,  dar vita ad un percorso politico senza avere chiara una strategia complessiva che prima che alle formule ed ai numeri guardi ai problemi dei cittadini.

Tuttavia, alla luce dell’impegno profuso fino ad oggi dall’intero gruppo consiliare, l’UDC non farà mancare a questa amministrazione il proprio stimolo ed i propri suggerimenti al fine di portare a soluzione le tante criticità che la città vive.

Nel congedarsi, Alessandra Lo Polito e Sergio Nucci hanno manifestato l’intenzione di confrontarsi su alcune questioni amministrative che meritano una più solerte e fattiva risposta.

 

Alessandra Lo Polito - Sergio Nucci


28/11/2009

 

IL PONTE SUL FIUME CAMPAGNANO

 

Nell’ultimo Consiglio, quello sulle linee programmatiche del 21 Dicembre, il Sindaco Perugini ha comunicato all’aula che entro primavera il viale parco (la parte sequestrata e quella di nuova realizzazione) sarà consegnato alla città.

Ciò significa che nella prossima primavera (ma sarà vero?) sarà possibile tagliare la città da piazza Matteotti a parco Nicola Green sull’asse nord-sud voluto da Giacomo Mancini.

A quel punto, per completare il grande boulevard che collegherà i viali parco di Cosenza e Rende, mancherebbe soltanto il ponte sul fiume Campagnano.

Per questa opera, di valenza strategica inestimabile, il Presidente Oliverio ha già stanziato 3 milioni di euro tuttavia, a fronte di questa generosa donazione, nulla si sta muovendo sia in casa cosentina che rendese.

Sarebbe bello se, per una volta, il Sindaco Perugini prendesse l’iniziativa ed avviasse un tavolo di concertazione, al quale invitare tutti i soggetti aventi titolo, al fine di rendere questo ponte non una boutade propagandistica ma un progetto concreto e realizzabile in tempi brevi.

E’ un dovere sollecitare un maggiore slancio nella realizzazione di un’opera strategica per l’intera area urbana.

E’ un diritto augurarsi che per una volta Cosenza diventi capofila di un progetto ambizioso quanto utile per la collettività.

 

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


23/11/2009

 

SIAMO ALLE SOLITE, CALIMERI...

 

Cosa avranno combinato stavolta al Comune di Cosenza? Nulla di più di quello che succede da tre e mezzo a questa parte, ovvero hanno perso l'ennesima occasione per dare un esempio di corretta ed efficiente amministrazione.

Il fatto: anche per l'anno 2009 il Comune aveva presentato progetti per il servizio civile. Una possibilità per alcuni giovani di entrare nel mondo del lavoro, partecipare ad iniziative sociali, avere la soddisfazione di guadagnare qualche euro. Senza entrare sui criteri di selezione, sui quali qualche altro organismo dovrebbe prendersi la briga di indagare, c'è da riferire che anche per quest'anno, in linea con quanto capitato lo scorso anno, i progetti presentati dal Comune di Cosenza sono stati bocciati.

Orbene, nessun dramma, una bocciatura ci può stare, ma due consecutive, e come qualcuno sussurra, su progetti identici per i due anni consecutivi, è veramente troppo.

Un ulteriore danno per la città ed anche per la giunta Perugini-Ambrogio, se si pensa che la politica in questo caso non ha grandi responsabilità se non circondarsi di collaboratori non all'altezza del compito.

Or dunque cosa fare? Per intanto attrezzarsi per i prossimi bandi (forse ce ne sarà uno a dicembre), trasferire ad altre mansioni coloro che hanno realizzato i progetti bocciati e, in ultimo, sollecitare il nucleo di valutazione del personale ad attribuire ai dirigenti punteggi in linea con i risultati raggiunti.

Immaginate se a presentare i progetti bocciati fossero coloro che nella valutazione dei risultati raggiungono il 100%. ...intelligenti pauca.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


21/11/2003

 

MEMORIA CUSTODE DI TUTTE LE COSE

 

“Memoria est thesaurus omnium rerum et custos”. La memoria è tesoro e custode di tutte le cose, ma la memoria in questa città a volte, viene cancellata dalle debolezze dell’animo umano che prevalgono sulle logiche della ragione.

Non so se compiacermi perché questa piazza diventa oggi ufficialmente il luogo del ricordo di un cosentino che amava la sua terra o perché, a 70 anni dalla morte, Cosenza ripara ad un errore perpetrato per così lungo tempo.

In realtà il tributo a Michele Bianchi era giunto già nel 1993 allorquando la commissione toponomastica presieduta da Paolo Veltri, sostenitore leale e deciso della mia richiesta al pari degli altri componenti, licenziava il piano della toponomastica cittadina poi approvato all’unanimità da un consiglio comunale che di li a qualche giorno si sarebbe sciolto.

Michele Bianchi è stato personaggio politico di primo piano nel paese ed è stato co-fondatore di un partito che dopo la sua morte si macchiò di colpe indicibili.

Qualcuno sostiene, e forse a ragione, che un Michele Bianchi in vita ed in attività non avrebbe consentito la deriva sanguinaria che il regime negli anni a venire intraprese.

Michele Bianchi è stato si fascista, e tanti lo furono per poi dimenticarlo, ma è stato soprattutto un figlio degno di questa terra e che alla sua terra ha donato ciò che ha potuto quando ha potuto.

Un meridionalista ante-litteram che guardò al meridione ed alla Calabria con l’occhio di chi deve rimediare alle ingiustizie di uno stato che aveva fino ad allora visto il sud del Paese non come una risorsa ma un problema.

Le realizzazioni di Bianchi furono tante, a Cosenza soprattutto. Opere delle quali la città tutta ancora oggi gode.

A 47 anni finì il suo percorso terreno e l’oblio degli sconfitti lo avvolse fino a quando la memoria che e tesoro e custode di tutte le cose lo ha riportato nel pantheon dei figli migliori.

Credo che il tributo odierno a Michele Bianchi sia solo un atto dovuto, tardivo certo, ma dovuto.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


18/11/2009

 

VUOI IL MIO POSTO? PRENDI IL MIO HANDICAP!

 

I parcheggi per disabili a volte sono occupati da autovetture abilitate alla sosta in base ad un contrassegno posto fuori uso dal Consiglio Comunale, giusta la delibera n° 20 del 14 Marzo 2007 .

Secondo la delibera, i contrassegni azzurri - diversi per forma, colore e diciture dai precedenti giallo-arancio - dovevano servire per adeguarsi a raccomandazioni del Consiglio Europeo e soprattutto per censire gli aventi diritti a questo tipo di servizio.

Ad oggi solo in pochi si sono dotati del nuovo contrassegno. Molti, invece, per le ragioni più svariate, usufruiscono del vecchio pass.

L’uso del vecchio contrassegno, per delibera consiliare mandato in soffitta, da un lato consente usi impropri del permesso (potrebbero non sussistere più le condizioni per il rilascio dello stesso come il decesso dell’avente diritto, il trasferimento dell’avente diritto, l’alienazione del mezzo da parte dell’avente diritto etc. etc,), dall’altro testimonia come questa amministrazione finanche sulle cose minime non riesce a offrire una parvenza di efficienza.

Vedremo se a quest’altra a pagina di cattiva amministrazione, mista a scarsissimo senso civico di chi usurpa un “doloroso” diritto, verrà posto rimedio.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza

 

 

Allego la foto di un cartello che potrebbe campeggiare benissimo anche sulle nostre strade.

Il consiglio è gratis ed è naturalmente usato in tante cittadine italiane:

 

cartello_handicap_723


10/09/2009

 

MEDICINA A COSENZA

 

Il dibattito scaturito in seguito alle dichiarazioni del Preside Andò circa l’istituzione ad Arcavacata della Facoltà di Medicina, mi spinge a ribadire una posizione già espressa nell’aula consiliare a più riprese circa la personale convinzione che il nostro ateneo, per i pregevoli risultati raggiunti in questi anni , ma soprattutto per l’innegabile ricaduta su tutto il territorio calabrese, è ormai maturo per l’istituzione della nuova facoltà.

Se si vuole imprimere alla nostra sanità una svolta epocale, ovvero se si vuole assurgere agli onori della cronaca non per il buco miliardario delle nostre ASP, o per la gestione clientelare e nepotistica di aziende ed ospedali o per le mille inefficienze, ascrivibili più che agli uomini alla politica di questi anni, è necessario cominciare a educare e “trattenere” le nostre belle intelligenze qui dove si formano. E affinché questo accada dobbiamo offrire strutture adeguate, centri di ricerca all’avanguardia e una classe politica incline più che al compromesso ed al piccolo interesse di bottega ai grandi e ambiziosi progetti che questa terra merita.

Certo, immaginare che una facoltà, di colpo, cambi le sorti della sanità locale, è troppo, ma è ragionevole pensare che, disponendo di ricercatori rigorosi, di strutture d’eccellenza, di personale motivato e gratificato, le magagne, i ricatti, gli “affarucci” che la politica oggi si consente, con arroganza e prepotenza,   subirebbero una drastica battuta d’arresto con il grave disappunto dei soliti burattinai.

Rimane tuttavia una considerazione. Per fare una facoltà di medicina, degna di questo nome, c’è bisogno di un dettaglio che non è né piccolo, né trascurabile: un nuovo ospedale.

Un ospedale, o meglio un policlinico universitario, è la condizione senza la quale non si può dar corso a questa legittima aspirazione. Il problema allora nasce se tra chi chiede la nuova facoltà ci sono anche coloro che ritengono che l’unico ospedale da realizzare nella nostra area urbana sia quello di Donnici.

Ora mi chiedo e chiedo: è compatibile la posizione di chi ritiene da un lato di volere la facoltà di medicina e dall’altro l’ospedale a Donnici?

Ammesso che la nostra area urbana avrà in futuro un nuovo ospedale, ed ammesso che verrà istituita la facoltà di medicina è pensabile un ospedale universitario a Donnici?

Non capisco come ci si ostini, e sempre per motivi di campanile (lo stesso campanile che privò la nostra università di Medicina, Giurisprudenza ed Architettura) a pensare che un ospedale fuori il perimetro cittadino indebolisca il ruolo del capoluogo.

Avere l’università a Arcavacata è stata una grande opportunità per l’intera area urbana, che chi meglio chi peggio ha sfruttato secondo le proprie capacità e secondo le proprie vocazioni. Se Cosenza ha perso quella grande occasione non è per colpa di altri ma solo per demerito proprio.

Non cadiamo nel solito becero vizio di demolire il prossimo per giustificare il nostro insuccesso.

Vorrei uscire da questa logica che ha fatto in tutti questi anni solo danni e ribadire con forza che se davvero si vuole una facoltà di medicina in primo luogo ci si unisce a destra come a sinistra e la si rivendica con convinzione ed consonanza, successivamente, ragionando scevri da personalismi, si individua la migliore collocazione, funzionale in primo luogo al compito (che è quello di centro di ricerca), infine, la si lega al territorio con infrastrutture degne di un paese civile.

Diversamente si fa un pessimo servizio alla collettività, a noi stessi ed ai nostri figli. E quel che è peggio si turlupinano, per l’ennesima volta, i nostri concittadini.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


05/08/2009

 

PALAZZI NEI GIARDINI

 

Ho letto con attenzione l’articolo del 4 agosto scorso dal titolo “Tutto in regola per l’edificio”, circa la costruzione di un fabbricato tra viale degli Alimena e via Parisio, iguardante la cronaca di un incontro tenutosi, sulla vicenda, nella terza circoscrizione.

Se fossi stato invitato, non avrei di certo fatto mancare il mio contributo alla discussione ma, avendo perso l’occasione, approfitto della vostra ospitalità per alcune semplici ma dovute riflessioni.

Partirei dalle considerazioni espresse dall’architetto Barresi, la responsabile del settore Urbanistica del nostro comune, nonché persona preparata, disponibile ed accorta, circa l’opportunità o meno di costruire un fabbricato in quel contesto. E in particolare mi soffermerei su un passaggio che credo sia attribuibile proprio alla dirigente: ”un abbandonato terreno privato nel centro della città, pieno di sterpaglia, quindi facilmente incendiabile e ricettacolodiinsetti e topi, per i quali l’ASL non poteva intervenire”. Non mi soffermerò sull’istituto della ”Ingiunzione a danno”, che, come

comprensibile, viene eseguita dal comune a danno del proprietario negligente - sarebbe fin troppo banale - ma sull’assioma introdotto con quel ragionamento: se esiste un giardinomaltenuto in area di pregio questo può certamente lasciare il posto ad un fabbricato. O sbaglio architetto Barresi? E con il pensiero raggiungo idealmente un altro giardino, mal tenuto e collocato in area di pregio anche questo.

Parlo del giardino Passalaqua in pieno corso Telesio, di fianco al palazzo della provincia. Non si può certo negare che l’area sia di pregio, (il centro storico di Cosenza a parte l’immondizia di questi ultimi tempi) è certamente di pregio, né è confutabile che il giardino sia mal tenuto e pieno di sterpaglie, dimora ambita per insetti e topi. Per la logica espressa nel consiglio della terza, appare chiaro che se qualche costruttore si prendesse la briga di proporre la costruzione di un fabbricato in quel giardino, per gli stessi principi, la concessione dovrebbe essere concessa.

Ma forse mi sfugge qualcosa, ovvero che in questa città si continua ad adottarela logica diunpeso e di due misure.Mi chiedo e chiedo: i reliquati di via Simonetta o di piazza Fera possono essere in qualche modo equiparati a quello di viale degli Alimena - via Parisio? E se si perché per gli uni si adotta un atteggiamento e per l’altro si consente addirittura l’edificazione di un fabbricato?

Così come aspetto una risposta al fatto che nel nostrocomune nonsiano stati attuati i piani particolareggiati di iniziativa pubblica, così come prescritto nel decreto regionale approvato amargine della variante al PRG, mentre si è fatto largo uso, ed a volte

abuso, degli stigmatizzati PUR, sebbene fossero preclusi dalla regione, al fine  di consentire a tanti lotti interclusi di diventare aree edificabili e nonostante la saturazione in termini di insediamento urbano conseguenza dell’applicazione degli indici fondiari

più elevati. E da tempo che affermo he sulla linea del rispetto dlle regole sarò sempre

dalla parte di chiamministra a patto, però, che chi amministra bbia ben chiaro il

principio che la legge è uguale per tutti.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza

 


 

06/07/2009

URBANISTICAMENTE PARLANDO

 

I mugugni che da più parti si sollevano sulla gestione dell’urbanistica nell’era Perugini non ci lasciano indifferenti.

In passato, e senza infingimenti, avevamo salutato fiduciosi la nomina, come dirigente dell’ufficio del piano, dell’architetto Barresi, a detta dei bene informati, persona irreprensibile e al di sopra ogni sospetto.

Pensavamo che con il tempo la professionista avrebbe fatto valere le sue “ragioni” sia all’esterno che all’interno del Comune. Per quello che registriamo, però, l’auspicio è rimasto tale.

Chi, con grande enfasi, si era candidato promettendo rinnovamento e ripristino delle regole, ben presto ha dovuto uniformare il proprio agire ad un modus operandi  ben noto in città e secondo il quale “gli amici degli amici sono amici”, favorendo circostanze che marchiano pesantemente non solo l’amministrazione ma quanti nell’urbanistica rivestono un ruolo di primo piano (escludendo, naturalmente, l’assessore al ramo che sembra ancora non essersi insediato tanto è evanescente il suo contributo). Alla faccia di chi accusava Mancini di aver cementificato indiscriminatamente Cosenza…

Ad additare al pubblico ludibrio questa gestione disinvolta dell’urbanistica, tuttavia, non sono consiglieri della o delle minoranze che potrebbero accampare ragioni di ogni tipo, quanto autorevoli esponenti della maggioranza, come l’ex presidente della commissione urbanistica Mazzuca, che svela altarini sospettati ma mai ufficializzati, circa presunte corsie preferenziali seguite da alcuni per il disbrigo “urgente” di pratiche delicate.

Gli episodi sotto la lente sarebbero diversi. Tra i più eclatanti meritano menzione la riqualificazione della Centrale del Latte, operazione lampo sponsorizzata da un imprenditore della grande distribuzione e della quale oggi non si ha più traccia; c’è poi il famoso albergo a 5 stelle, giunto in Consiglio come un missile e sostenuto da un esponente del PD cittadino, che per pubblica utilità triplica la sua cubatura arrivando a 24000 m3; si continua con l’incomprensibile silenzio sulle denuncie del Comitato Città 2000, acclarate da una apposita commissione di inchiesta e finite nel dimenticatoio della burocrazia comunale, per arrivare,  infine, ai giorni nostri con il “palazzo a cinque piani su un giardino degli anni venti” che verrà costruito tra via Parisio e viale degli Alimena senza colpo ferire, se non il giustificato allarme  del Presidente dell'Ordine degli Architetti.

Saranno coincidenze, saranno fatti concreti, fatto sta che Perugini ed i suoi non sembrano proprio aver trascurato gli aspetti “urbanistici” della nostra città.

Se a ciò si aggiunge che alcuni mal pensanti ritengono che i concorsi per dirigente vengano espletati solo per ricompensare alcuni per la disponibilità dimostrata nella gestione di alcune pratiche scottanti, il quadretto che emerge è completo.

 

Sergio Nucci - Carmine Vizza

Consiglierì Comunalì di Cosenza Gruppo "Costituente di Centro - UDC”


24/05/2009

 

NON PERSONALIZZIAMO LA LOTTA POLITCA

 

Non ci piace personalizzare la lotta politica. Non lo abbiamo fatto in passato e vogliamo continuare a non farlo, più che per riguardo dei nostri interlocutori per il rispetto dovuto alle nostre persone che hanno storia e dignità da vendere.

Se avessimo voluto scendere al livello di chi scrive certe cose, definendo falsi i nostri legittimi interrogativi, avremmo potuto rivolgere al portavoce Zunino, estensore materiale della nota che ci riguarda, alcune considerazioni quanto mai opportune.

Avremmo dovuto ricordare al portavoce dell’amministrazione (ma è tenuto a conoscere le regole dell’ente che lo stipendia?) alcune prerogative dei consiglieri. Due in particolare, i commi 1 e 2 dell’art 29 del regolamento del C.C.:

1 - Ogni Consigliere ha diritto di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno e risoluzioni e fare segnalazioni su argomenti di competenza dell'Amministrazione comunale.

2 - Le interrogazioni sono rivolte ad acquisire informazioni o spiegazioni in ordine ad un determinato atto o fatto. Esse vanno presentate per iscritto. Possono essere presentate al Sindaco e rivolte alla Giunta. Può esserne richiesta risposta scritta. Il Sindaco o l’assessore delegato entro e non oltre quindici giorni, è tenuto a rispondere. Il Consigliere può richiedere che la risposta alle interrogazioni avvenga nella prima seduta di commissione utile

Avrebbe compreso, leggendo e rileggendo questi piccoli articoli, come eventuali violazioni alla norma siano state compiute da chi in sedi e tempi diversi da quelli da noi usati, ha fornito chiarimenti e commenti ad iniziative svolte nell’esercizio del proprio mandato. Ma chiaramente, uno stipendiato di un Ente, non è tenuto a conoscere le norme che ne regolano funzioni e compiti.

Allo stesso modo, avemmo potuto rispondere al Vice-Sindaco Franco Ambrogio, che ha la delega ai lavori pubblici,  e che presumibilmente è l’ispiratore della nota che in un passaggio riguarda, con piglio velenoso  il collega Piero Belmonte,  che fin quando quest’ultimo ha appoggiato questa Giunta (ma nessuno è perfetto) lo ha fatto con coerente correttezza ed in maniera del tutto disinteressata.

Ma quale colpa si addebita a Belmonte? Quella di far parte di quel novero di consiglieri che partecipano a riunioni lampo di commissioni consiliari per intascare qualche gettone di presenza? Certo che no. I dati sugli emolumenti percepiti dall’amico Piero la dicono lunga sulle se frequentazioni “disinteressate”.

O quella di essere componente la commissione elettorale e di dividersi anche con il vice-sindaco i 320  scrutatori per la prossima competizione elettorale? Assolutamente no . Oltre al buon Ambrogio fanno parte di quella commissione i colleghi  Bartolomeo, Ruffolo e Savastano.

Allora qual è la colpa? Aver richiesto notizie circa lo stato dei lavori del suo quartiere;  lì dove ogni giorno la gente lo ferma e gli chiede ” Consigliè, ma ‘sti lavori finiranno un giorno?”

Forse è questa la vera causa di tanto livore da parte del vice-sindaco Ambrogio che naviga, ormai indenne da più di trent’anni, nella vita politica cittadina incurante di tempeste, fortunali e maremoti.

Ecco, se avessimo  voluto personalizzare lo scontro politico avremmo potuto dire tutto questo, ma noi non vogliamo farlo e per questo aspetteremo pazientemente che qualcuno risponda ai nostri interrogativi nelle sedi opportune.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


16/05/2009

 

COMUNICATO STAMPA

 

L’indiscrezione secondo la quale il Sindaco Perugini auspicherebbe il sorteggio per la designazione degli scrutatori delle prossime elezioni amministrative ed europee, non può che trovarci d’accordo.

Ne l’aver dato disponibilità a seguire il criterio sino ad oggi adottato, e cioè la designazione diretta degli scrutatori da parte dei componenti la commissione elettorale, può rappresentare una sorta di  intralcio ad una richiesta che, prima che dal Sindaco, arriva dalla società civile che intravede in questo adempimento burocratico una sorta di spartizione elettorale che poco ha a che fare con la corretta e trasparente gestione della res pubblica.

E’ questa la ragione, dunque, che spinge noi dell’UDC, dalla nostra postazione di minoranza in Consiglio Comunale, a chiedere con fermezza che per queste nomine si proceda mediante un pubblico sorteggio, e di ribadire di non essere interessati a nessuna soluzione diversa da quella prospettata.

Siamo convinti che solo così i componenti la commissione elettorale, che giova ricordarlo, oltre al Sindaco sono i colleghi Bartolomeo, Ruffolo e Savastano (i primi due candidati nelle prossime elezioni provinciali, ed il terzo promotore di una lista nelle stesse elezioni), potranno dimostrare, ove ce ne fosse bisogno, l’assoluta imparzialità delle loro scelte e la trasparenza della loro condotta nell’esercizio di un compito affidatogli dal Consiglio Comunale.

 

Gruppo Consiliare “Costituente di Centro UDC”

Comune di Cosenza

 

Coordinamento Cittadino

Costituente di Centro UDC


23/04/2009

 

PERUGINI IL CONSERVATORE

 

Salvatore Perugini è un conservatore. Non c’è alcun dubbio. Ma conservatore nel senso classico del termine, cioè uno che tende a mantenere, a perpetuare, a non cambiare (Garzanti).

Ci sono voluti circa tre anni della sua sindacatura, ma ora ne sono assolutamente convinto.

Nel suo cammino amministrativo, Perugini non ha mai fatto il gesto o dato l’impressione di modificare lo status quo che questa città quotidianamente mostra. Non ha mai mosso un dito per rimuovere incrostazioni o abolire privilegi illegittimi. Anzi, con la sua completa acquiescenza, li ha assecondati e paradossalmente alimentati.

Questa è, probabilmente, agli occhi dei suoi elettori, la colpa più grave di Perugini: non aver saputo interpretare la legittima speranza di un ritorno alle regole che in molti che lo hanno votato, avevano quel 28 maggio. Gran parte del suo elettorato pensava che certe deprecabili consuetudini sarebbero state definitivamente cancellate, ma non è stato così. E, sotto gli occhi di tutti, rimane ben visibile il fallimento dell’esperienza Perugini.

Così come rimangono intatti i tanti “privilegi” di pochi fortunati. Di quelli che hanno il parcheggio riservato sulle strisce gialle perché loro vanno a lavorare (come se gli altri andassero a divertirsi), di quelli che occupano il suolo pubblico tanto nessuno dirà loro niente, di quelli che chiudono strade o costruiscono vetrine sui marciapiedi pubblici. Di quelli che parcheggiano in terza fila, con l’assenso dei vigili, perché i propri figli escono da scuola e devono avere l’auto pronta a riportarli a casa, di quelli che hanno in concessione lo stadio ma non si sognano di pagarne la manutenzione, di quelli che usano i teatri cittadini ma che di pagare il ticket non se ne parla proprio. Di quelli che possono costruire dove e quanto vogliono tanto una scappatoia la si trova sempre, di quelli che vedono le proprie pratiche passare in commissione consiliare e/o in consiglio comunale alla velocità della luce. Di quelli che la loro strada è sempre pulita, il marciapiede rifatto e l’asfalto nuovo di zecca perché loro hanno un amico al Comune. Di quelli che hanno un posto sempre in prima fila perché il biglietto omaggio poi si rimedia. Di quelli che rubano l’acqua comunale tanto chi li scoprirà mai. Di quelli che si arrangiano in piccole o grandi consulenze tanto a pagare siamo tutti noi.

Di tutti quelli che pensano che mantenere tali privilegi sia ormai un diritto acquisito e nessuno osi mai modificarlo.

Aver conservato tutte queste “cattive abitudini” di alcuni suoi concittadini fa, dunque, di Perugini un autentico conservatore e per questi motivi lo si può tranquillamente definire come il Sindaco più conservatore che Cosenza abbia mai avuto.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


22/04/2009

RICOMINCIO DA TRE

 

Stamane ho presentato alla Segreteria Generale del comune di Cosenza tre nuove interrogazioni su argomenti già segnalati e mai risolti nonostante i tanti, ma tanti, ma tanti, impegni assunti nel corso di questi tre anni.

Non mi aspetto onestamente risposte esaustive; non mi aspetto in realtà risposte. E sarebbe difficile anche averne viste le continue belle parole cui non seguono fatti altrettanto incoraggianti.

Ma io continuo con caparbietà per la mia strada: onorare l’impegno assunto rappresentando le istanze della mia gente e senza fare sconti a destra o a manca.

Interpretare un ruolo con dignità ed onestà significa non derogare ai propri principi. Significa non accettare compromessi e non cercare favori.

Ticket mai riscossi, privilegi mai rimossi, promesse mai mantenute sono una parte del bagaglio di inefficienze dell’amministrazione Perugini –Ambrogio.

Un bagaglio che ogni giorno che passa di arricchisce di nuovi insuccessi e che determinerà nella città, nella prossima competizione elettorale, una debacle di proporzioni inimmaginabili per il centrosinistra cosentino.

Non basterà a questa maggioranza un comunicato stampa che critica le precedenti giunte (ma quanti della “armata” Perugini ne facevano parte?) a riequilibrare le sorti della competizione. Non basterà la misera spartizione di qualche posto da scrutatore ad incrementare un consenso che giorno dopo giorno si va assottigliando.

Ormai il tempo a disposizione è finito. Con altri comportamenti e con altri uomini sarebbe andata diversamente. Così non è stato. Magari la prossima volta….

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”

 


17/03/2009

 

IL TEATRINO DELLA POLITICA

 

La scorsa domenica, allo stadio San Vito, mentre tutti erano intenti a festeggiare la meritata vittoria del Cosenza, si assisteva ad un simpatico teatrino tra il Sindaco della città e Fabio D’Ippolito, giornalista di una emittente televisiva cosentina, ideatore e conduttore de “Il Graffiatore”,  striscia serale nella quale vengono affrontati argomenti di cronaca locale e regionale.

Già dal titolo si intuisce lo spirito della trasmissione (nomen omen). Si consente alla gente, con interventi da studio e da casa, a volte in modo fin troppo colorito, di dire la propria opinione. In una società nella quale il consenso è costruito grazie al tubo catodico, non è cosa di poco conto trovare chi offra un pulpito a coloro che non hanno voce nelle stanze dei bottoni.

Ma non è solo la gente a dire la propria. Anche il “potere” legalmente costituito ha spazio per diffondere il pensiero di chi governa a patto, però, che si presenti a farlo.

Grazie a D’Ippolito, dunque, si ha la possibilità di ascoltare la voce di amministratori ed amministrati, consentendo ad entrambi di dire cosa pensano nel modo che ritengono più idoneo. E quando i modi travalicano l’educazione ed il rispetto, onestamente, non se ne può fare colpa al conduttore.

Ciò detto, sembra fin troppo chiaro ciò che il Sindaco addebitava nella sua “cazziata”, dai toni coloriti e dagli accenti esasperati, al giornalista di Telitalia: mi arrabbio con te perché fai in modo che le critiche al mio operato non vengano a galla.

Durante il ventennio le notizie di cronaca nera erano bandite dalle pagine dei giornali e non perché non ve ne fossero ma perché c’era l’ordine di far sembrare che tutto andasse bene.

Ora, è fin troppo comprensibile che in un’epoca che ha consegnato alla storia più imbonitori che statisti, la televisione possa fare e disfare, ma è altrettanto vero che l’impietoso giudizio sulla giunta Perugini sarebbe tale con e senza portare alla luce il malumore che regna fra i cosentini.

Anche a me, ad esempio, è capitato di non aver mai varcato la soglia di alcune emittenti televisive che operano sulla città e che dei problemi di Cosenza dicono di occuparsi, nonostante, in circa tre anni, abbia interrogato per più di 70 volte questa amministrazione. Ma mai e poi mai mi sono lasciato andare a critiche o eccessi di ira nei confronti di questi “signori” dell’informazione che mi censurano filtrando le notizie da dare in pasto all’opinione pubblica.

Ma io, non me ne sono mai curato. Vivo del mio lavoro e la politica la faccio come servizio. Orbene, credo che anche il Sindaco viva del suo lavoro e per questo motivo farebbe bene a non adombrarsi per cosa dice una televisione e per come lo dice, piuttosto, farebbe bene a curarsi di cosa lascerà alla sua città quando il suo mandato sarà finito.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


11/03/2009

 

COSI' E' SE VI PARE

 

Ad una lettura superficiale, la scorsa riunione di Consiglio Comunale potrebbe apparire come una ritrovata armonia all’interno dello schieramento che sostiene Perugini & Co.

Non è così, anzi. Perugini lo scorso lunedì, ha solo siglato una tregua fino al prossimo bilancio. Del resto, la volontà di non celebrare più consigli fino a quell’appuntamento, o almeno la determinazione di rimandare di volta in volta i lavori a data da definire, esprime solo che al momento c’è l’esigenza di mantenere ben distinte le vicende comunali da quelle provinciali, al fine di non condizionare irrimediabilmente l’imminente tornata elettorale nella quale Oliverio dovrà fare i conti con avversari di tutto spessore ed intenzionati a vender cara la pelle.

La manovra economica comunale, dunque, segnerà lo spartiacque tra l’esperienza avviata dal centrosinistra cosentino nel 2006 e quello che sarà  dopo l’appuntamento elettorale.

Per intanto alcuni sostenitori della prima ora cominciano, chi apertamente chi sommessamente, a chiamarsi fuori dal gioco.

Mentre Bartolomeo e Greco hanno già guadato il fiume, Sacco e Spataro, con la dichiarazione di fedeltà all’Udeur di Mastella, hanno preannunciato il proprio passaggio a destra che, ovviamente, verrà formalizzato solo dopo il bilancio.

Restano però ancora tanti interrogativi. E tutti dipendenti da quanto Perugini vorrà “spendere”.

Chi resta con lui, a parte lodevoli e coerenti eccezioni, ambisce a qualcosa in più di quello che già ha avuto.

Perché la fedeltà se viene in qualche modo, diciamo così, incoraggiata, è più … fedele.
Dal canto suo l’opposizione, quella vera, quella che non ha mai abbassato la guardia, insiste affinché i tanti problemi cittadini vengano affrontati e risolti.

E lo fa, ora con piglio duro ora con atteggiamento più dialogante, sempre in attesa che qualcosa alla fine si smuova.

Ma il vero problema sono gli “ondivaghi” del consiglio. Quelli che, per intenderci, non disdegnano di essere presenti alle numerose commissioni che vengono programmate nel corso della settimana - perche loro “lavorano per la città” - ma che al tempo stesso non amano discutere in consiglio le problematiche cittadine quasi si trattasse di segreti di stato.

Ma come possono questi stakanovisti delle commissioni d’un tratto decretare il rinvio dei lavori consiliari? Cosa li spinge? Che forse perdano di fronte alla città la favella che li anima in commissione? O che forse si emozionino dinnanzi alle imparziali telecamere che ne esaltano le capacità lessicali e oratorie? O che forse in commissione partecipino il tempo necessario a “guadagnarsi” il sudato gettone di presenza? Un mistero che non è dato svelare.

Nel frattempo, noi dell’opposizione continuiamo a fare il nostro dovere, a dedicare a questa città il nostro tempo, sottraendolo alle nostre famiglie, alle nostre occupazioni, ai nostri svaghi. Continuiamo ad intervenire sulla stampa, a presentare interrogazioni, a partecipare ai lavori del consiglio. Senza tentennamenti e senza paure. Perché abbiamo chiesto ai cittadini il loro voto per poterli rappresentare e perché noi in quello che facciamo ci crediamo.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”

 


03/03/2009

CHI CONTROLLA IL CONTROLLORE?

 

Lo stato in cui versano strade e marciapiedi cittadini è, ahinoi, sotto gli occhi di tutti.

E a poco vale i leitmotiv cui questa amministrazione ci ha abituato: vedremo, faremo, interverremo;  mero esercizio dialettico ma nulla di più.

E’ chiaro che molte delle precarietà sono diretta conseguenza di un’assenza colpevole di chi ci amministra. E’ da tempo immemore che non si vedono per la città squadre della manutenzione impegnate in lavori di ripristino. E’ da tempo immemore che le tante emergenze cittadine non trovano una risposta. Ma se questo è il dato ascrivibile direttamente alla gestione della giunta Perugini-Ambrogio, ce ne è un altro, forse ancor più grave, legato a lavori che non riguardano in prima persona il Comune,  bensì privati che intervengono sull’impiantistica sotterranea. 

Non esiste in città un solo tratto di strada o marciapiede che non sia stato interessato da lavori legati alle reti elettrica, telefonica, idrica, fognaria etc etc., che non conservi traccia dell’intervento pregresso, e questo per un semplice, banale, lapalissiano motivo: sono rarissimi i casi in cui gli interventi di ripristino vengono eseguiti a regola d’arte. Che significa? Significa che quando la società Pinco Pallino decide di scavare una traccia sulla pubblica via (sia che lavori per proprio conto che per terzi), deve, per legge, lasciare i luoghi nello stato ante, ovvero nello stato in cui si trovavano prima di quell’intervento demolitivo, ma raramente ciò accade. Nessuno, ad onor del vero, tra quanti lavorano sulle infrastrutture sotterranee cittadine può ritenersi indenne da critiche. Ma la cosa disdicevole è che la certificazione che il ripristino è stato eseguito a regola d’arte viene rilasciata dagli uffici comunali che hanno anche il dovere di controllare i lavori durante la loro esecuzione, e che di fronte ad evidenti inadempienze possono intimare, ai responsabili degli interventi, ulteriori lavori di manutenzione. Ciò però non accade ed il motivo, come sempre, va ricercato in chi ha la responsabilità di questo aspetto della vita amministrativa.

In città in molti si sono meravigliati che i controlli sul Viale Mancini non si fossero rivelati puntuali e rigorosi.

Io mi chiedo e chiedo: siamo sicuri che gli “scarsi” controlli riguardino solo viale Mancini?

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


17/02/2009

 

IL BANDO PER LA "CITTA' DEI RAGAZZI"

 

Questa mattina i consiglieri comunali della “Costituente di Centro – UDC”, del “Popolo della Libertà” e di “Alleanza Nazionale”, hanno presentato richiesta di convocazione del Consiglio Comunale con all’ordine del giorno “Valutazione del pesante contenuto del documento ufficialmente inviato dalla CGIL al Sindaco ed al Prefetto, necessità di revoca del bando di gara e di una immediata riapertura del confronto sindacale di merito sulla gestione dei servizi educativi territoriali per l’infanzia “Città dei ragazzi e Biblioteca dei ragazzi”.

La richiesta prende spunto dall’iniziativa tesa ad approfondire il bando di gara predisposto dall’Amministrazione, organizzata il 23 gennaio u.s. dalla CGIL cosentina, in collaborazione con la CGIL regionale e nazionale, e durante la quale sono stati evidenziati lacune, errori, anomalie e  incongruenze che potrebbero inficiare la validità del dispositivo e alimentare i sospetti che vi sia stata una palese volontà di penalizzare ed escludere qualcuno.

A seguito di detta iniziativa, la CGIL ha richiesto, per l’ennesima volta, l’apertura di un normale confronto sindacale di merito sull’argomento in questione, non ricevendo, tuttavia, ad oggi, alcuna risposta dall’Amministrazione.

Il 7 febbraio la CGIL ha inviato un documento ufficiale al Sindaco di Cosenza, e per conoscenza al Prefetto ed ai capigruppo in Consiglio, in cui si richiedeva formalmente la revoca in autotutela del bando di gara, evidenziando “imprecisioni, incongruenze, errori e violazioni di legge” contenuti in esso e chiedendo la immediata riapertura del confronto sindacale di merito sull’argomento.

Non si comprende la ratio che ha ispirato il bando (pubblicato il 23 dicembre 2008, sotto l’albero!), ma è forte il sospetto - come da qualcuno pubblicamente evidenziato – che vi sia stata la volontà di escludere da questa gara le cooperative che attualmente svolgono questo servizio.

Del resto, proprio lunedì scorso, Renato Pastore, presidente di Confindustria Cosenza, ha affermato che “troppo spesso si vedono bandi con requisiti che finiscono per escludere le imprese locali”, lamentando lo sbarramento del fatturato “illegittimo perché blocca la concorrenza”.

Nel bando in questione c’è tutto questo, e forse anche di più.

Questi, dunque, i motivi che hanno spinto alcune forze di minoranza a chiedere che sia l’assise consiliare a discutere e pronunciarsi su questa vicenda.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


04/02/2009

 

PIAZZA XV MARZO

 

"Il Comune di Cosenza ha risolto il problema dei parcheggi in un modo molto originale ma certo efficace. Ha deciso, infatti,  di trasformare tutte le piazze storiche della città in aree di sosta per autoveicoli al fine di deturpare, ancor di più, i pochi angoli suggestivi della nostra bella Cosenza.

Il progetto, iniziato qualche anno fa con la realizzazione di un comodo parcheggio sull'area antistante la scalinata dei Due Leoni, può oggi annoverare anche la piazza XV marzo (quella della prefettura) dove quotidianamente è consentita la sosta a quanti intendano lasciare la propria auto sotto il vigile controllo dell'incredulo Telesio.

Nei prossimi giorni verranno definitivamente aperti anche i parcheggi nella Villa Vecchia ed in quella Nuova dove oggi la sosta è consentita solo a pochi privilegiati.

Commento a questa notizia: al peggio non c'è mai fine ovvero abbiamo toccato il fondo e la giunta Perugini si accinge a .... scavare."

 

Il Gruppo Consiliare "Costituente di Centro - UDC"


30/01/2009

 

MICHELE BIANCHI, QUADRUMVIRO FASCISTA

 

Michele Bianchi è stato sicuramente uno dei figli migliori di questa terra. Il giudizio è frutto di fatti, documentabili quanto inconfutabili, che testimoniano quanto si sia speso per la sua Calabria e le sue popolazioni.

Così come è un fatto che alcune sue realizzazioni, ancora riconoscibili, abbiano rappresentato e rappresentino, a distanza di tanti anni, la politica delle cose concrete e non dei proclami, la politica di altri tempi, la politica delle strette di mano e del sincero e disinteressato sentimento di solidarietà.

Non c’è apologia in queste parole ma la voglia di recuperare una obiettività su uomini e circostanze che hanno riguardato Bianchi ed altri che, dopo di lui, hanno dato senza chiedere e, quando lo hanno fatto, hanno ricevuto amicizia e stima.

Al quadrunviro malitese, però, la sorte non ha riservato gli onori che avrebbe meritato. Finito nel dimenticatoio di quelli che non scrivono la storia perché hanno perso la guerra, è stato ostinatamente cancellato.

Ma può la “memoria onesta” esser cancellata? Credo di no. Tant’è che già nel 1994 la sua Cosenza gli dedicò una piazza, quella antistante l’acquedotto del Merone. Fu preparata anche la targa; ci si aspettava solo che la posizionassero. Ma quel rito, dovuto quanto meritato, non ci fu mai. Neanche dopo che a luglio scorso l’amico e collega Fabrizio Falvo interessò l’amministrazione Perugini.

Nulla. Dimenticanza? Livore ideale? Opportunità politica? Cosa mai sia passato nella mente dei nostri amministratori non lo sapremo mai. Sappiamo di certo che quella targa non c’è e che Cosenza non riesce ancora ad onorare il suo Michele Bianchi.

Non dispero. Anche stavolta, con l’interrogazione odierna, riaccendo le luci delle coscienze su questa storia. Speriamo sia la volta buona.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


28/01/2009

 

MA NON E' UNA COSA SERIA

 

Leggo di una riunione dei consiglieri di maggioranza nella quale sarebbe stata addirittura decisa l’espulsione di ben tre consiglieri comunali che sostengono Perugini  & Co..

A parte una comprensibile perplessità sulla legittimità dell’iniziativa, che del resto non avrebbe precedenti (i tre appartengono al gruppo misto: da cosa mai dovrebbero essere allontanati?), resta il modo con il quale questo manipolo di assediati nel fortino di palazzo dei Bruzi, che si compone e scompone come il volo di uno stormo d’uccelli nel cielo di primavera, cerca di resistere alle sempre più insistenti lamentele che l’opinione pubblica gli indirizza per il tramite dei suoi consiglieri: in questo caso anche Furlano, Greco e Bartolomeo.

Perugini sceglie la via peggiore per incassare solidarietà e sostegno da pezzi della sua, un tempo granitica, maggioranza. Ricorre, addirittura, alle minacce, ovvero: “Chi mi dileggia è fuori” che fa il paio con la frase che Mussolini pronunciò nel ’24: “Chi non è con me è contro di me”.

Ma mi chiedo e chiedo: è dileggiare portare all’attenzione dell’amministrazione le tante precarietà che questa maggioranza non riesce a fronteggiare?

Emergenza rifiuti, traffico caotico, manutenzioni inesistenti etc. etc., sono problemi reali o li inventano, artatamente, i consiglieri di Perugini?

Pretendere che i propri accoliti collochino nella sabbia testa e coscienze non migliorerà il gradimento di questa Amministrazione, ne risolverà le tante questioni aperte.

O pensa Perugini che se i suoi dovessero addivenire a più miti consigli, noi della minoranza, perderemmo il gusto di ricordargli, puntualmente ed impietosamente, le tante cose che non vanno?

Sempre che Perugini non pensi di espellere anche noi.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”

 

28/01/2009

 

CHI PAGA IL TICKET ?

 

Ha fatto molto riflettere la dichiarazione del promoter di Cariati Iacobino che, a proposito del concerto di Vasco Rossi del 7 Settembre 2007, ha affermato, con sorprendente candore, di aver  ricevuto un contributo da parte del Comune di Cosenza, ovvero di non avere pagato nulla per la concessione dello stadio San Vito per tutti i giorni in cui lo stesso è stato impegnato per l'organizzazione dell'evento canoro.

Giova ricordare che, in fase di approvazione della “Variazione di assestamento generale” al Bilancio di previsione 2008, l'Assessore Annamaria Nucci ha dichiarato, in maniera perentoria, che l'Amministrazione intende ricavare anche dalla riscossione dei ticket dovuti una fonte d’approvvigionamento per le casse comunali ovvero: chi usa strutture comunali deve pagare.

Ora delle due, o l'enunciazione di principio vale per tutti tranne che per Iacobino (anche per  Sabina Guzzanti dello scorso 11 Novembre 2008 Iacobino, che era associato nelle Pleiadi, non pago il ticket per il Rendano) o ci si è dimenticati di chiedergli il dovuto come avviene invece per altri organizzatori, come ad esempio il Ruggero Pegna.

Non aggiungiamo altro se non un dubbio: il concerto di Ligabue dello scorso 15 Luglio 2008, è stato organizzato dal promoter cariatese. In quel caso avrà pagato il ticket?

 

Il Gruppo Consiliare "Costituente di Centro - UDC"


26/01/2009

 

IL DILEGGIO MERITATO

 

E' stata presentata oggi al Sindaco di Cosenza, a firma dei quattro consiglieri della "Costituente di Centro - UCD" la preannunciata interrogazione riguardante il bando per la fiera di San Giuseppe.

Nucci, Bozzo Commodaro e Vizza hanno chiesto chiarimenti sulla circostanza, quanto mai atipica, che per la presentazione delle domande sia stato previsto un lasso di tempo di poche ore (delibera del 14 gennaio 2009 - scadenza termini 15 gennaio 2009).

I consiglieri comunali evidenziano che tale delibera ha generato nell'opinione pubblica più di un sospetto finendo con l'alimentare un sentimento di crescente sfiducia  verso l'amministrazione Perugini.

Il Sindaco, a questo opunto, farebbe bene a guardarsi, più che dal dileggio dei suoi componenti, dal dileggio continuo ed inesorabile che gli riservano i cittadini di Cosenza.

I consiglieri moderati, infine, invitano il Sindaco ad individuare i responsabili di questa incomprensibile decisione restituendo, a quanti volessero partecipare alla imminente Fiera di San Giuseppe, pari diritti e medesimi doveri in uno spirito di equità e trasparenza.

 

Il Gruppo Consiliare "Costituente di Centro - UDC"


24/01/2009

 

LA FIERA FANTASMA

 

Desta sconcerto la notizia che l'Amministrazione Comunale di Cosenza abbia deliberato i criteri di assegnazione degli spazi della prossima fiera di San Giuseppe, concedendo, a quanti avrebbero voluto presentare domanda di partecipazione, solo poche ore (la delibera è del 14 gennaio, la scadenza termini del 15 gennaio).

Ma desta ancor più sconcerto il fatto che da Palazzo dei Bruzi non sia arrivata una- parola-una per far chiarezza su quanto accaduto che, a pensar bene, testimonirebbe del  grado di approssimazione che regna nel palazzo di cittá ma, a pensar male.....

Non abbiamo motivi di ritenere la ricostruzione fatta dalla stampa fantasiosa o priva di fondamento ed è per questo motivo che, nei prossimi giorni, presenteremo una interrogazione al Sindaco per conoscere la versione dei nostri amministratori.


 

Il Gruppo Consiliare "Costituente di Centro - UDC"


12/01/2009

 

SULL'ADESIONE DI VIZZA

 

“Esprimo a nome dei colleghi Massimo Bozzo e Massimo Commodaro, e mio personale, la più sincera soddisfazione per l’adesione del collega Carmine Vizza al gruppo della “Costituente di Centro – UDC” che ho l’onore di presiedere.

L’ingresso dell’amico Vizza nel nostro gruppo consiliare segna un’altra tappa fondamentale nel percorso che porterà la “Costituente di Centro - UDC” a diventare, non solo nella città di Cosenza, punto di riferimento per quei cattolici e democratici che vogliono ritrovare passione per la politica.

Una passione che ha già contagiato tanti, a cominciare da Pietro Perugini, sul presupposto fondamentale ed ineludibile di rimettere al centro delle questioni l’individuo.

Con Carmine Vizza ho condiviso, personalmente, tante significative battaglie in seno al Consiglio Comunale di Cosenza. Di lui ho sempre apprezzato l’equilibrio, la modestia e la disponibilità a comprendere le ragioni degli altri. Sono certo che tutti assieme sapremo rappresentare, degnamente e compiutamente, le istanze di una comunità che ancora, su tante questioni, attende risposte.”

 

Sergio Nucci

Capogruppo "Costituente di Centro - UDC"

 


03/01/2009

 

L'ANNO CHE VERRA'

 

Il 2009 potrebbe essere per l’amministrazione Perugini l’anno della verità. Tanti sono, infatti, i nodi che il Sindaco Perugini, unitamente alla maggioranza che lo sostiene, proverà a sciogliere nei 365 giorni che lo separano dal prossimo mega concerto di capodanno, del quale, auspichiamo, possano godere tutti, anche quelli che decidono di essere ossequiosi dell’orario di inizio.

Ogni questione potrebbe rivelarsi per Perugini & C. esiziale. Si parte dalla prossima scadenza elettorale. Le voci secondo le quali alcuni consiglieri, oggi in quota Perugini, potrebbero passare nell’altro schieramento, in caso di candidatura a presidente dell’On. Pino Gentile, non sono del tutto infondate. Addirittura sono diversi coloro che ostentano la loro “intima” amicizia con l’esponente del PDL.

C’è poi un problema relativo alla rappresentanza in giunta. Alcuni assessori, ad esempio, non hanno consiglieri di sostegno, così come alcuni consiglieri non hanno assessori di riferimento. Perugini farà bene su questo aspetto ad assumere iniziative inequivocabili perché qualcuno sentendosi sottodimensionato potrebbe finire con l’estraniarsi dall’attuale quadro politico.

Le opere pubbliche per il Sindaco rappresentano una altra dolente nota. Qualche mese fa, quando vennero consegnati i lavori per il completamento di viale Mancini si parlò di appena un anno per la conclusione dell’intervento. Oggi, a qualche mese da quei giorni, si riparla ancora di un anno per la sua ultimazione: appare evidente che i tempi indicati difficilmente saranno rispettati e questo creerà non pochi malumori nella popolazione. Senza dire dell’ospedale a sud che potrebbe rivelarsi una “Mendicino2 “: ricordate l’ospedale di Mendicino mai realizzato e per il quale furono espropriati i terreni? Ed ancora. Le opere  pensate dalle vecchie amministrazioni come il planetario o il ponte di Calatrava: se ne parlerà nel 2009? Stesso discorso per l’urbanistica privata: il recupero della area dell’ex-centrale del latte ed il mega-albergo a 5 stelle, recentemente bocciato dalla Regione Calabria, che fine faranno?

Anche le vicende legate alla mobilità terranno sulle spine il centrosinistra. Il destino della stazione di Vaglio Lise, le problematiche relative al traffico cittadino sempre più caotico, il terzo svincolo autostradale e il Consorzio Cometra dovranno trovare improcrastinabilmente risposte.

Nota dolentissima ed aulentissima è quella delle spazzatura. Le ordinanze di sospensione, le proteste, i blocchi ed i disagi dovranno partorire una qualche nuova idea per offrire alla comunità risposte in linea con i costi che si affrontano, ed ai lavoratori certezze sul loro destino lavorativo. Noi ce lo auguriamo. Ma ci auguriamo in generale che vengano avviati a soluzione tutti i rapporti non ben definiti che l’Amministrazione tiene in piedi, in testa le cooperative di tipo A e B e la sfortunata Multiservizi per la quale l’unica elargizione generosa è costituita dai proclami sul suo futuro.

Nell’ambito squisitamente interno alla macchina comunale, Perugini dovrà fare i conti con i mugugni post-concorsone e con l’idea di concedere alla città un nuovo city-manager. I nomi degli aspiranti sono stati già pubblicati ed il “toto-city” è già partito. Su questa vicenda c’è la speranza, ma quella non muore mai, che le cose vengano fatte nel modo più trasparente e condivisibile possibile. Auguriamoci che non resti solo una speranza.

La lista è lunga e lo spazio concesso è poco. Concludiamo con un’espressione cara al Sindaco: “Chi vince le elezioni governa”. Giusto, ben detto. Concordiamo, almeno in questo, con il buon Perugini. Chi vince governa ma, aggiungiamo noi, ha il dovere, per mandato popolare, di risolvere  i problemi della comunità, altrimenti, ci chiediamo, cosa governa a fare?

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


20/12/2008

 

POTREBBE ANDAR PEGGIO

 

Fa parte del nostro carattere, questo pessimismo lamentoso che non ci porta a godere delle cose che ci stanno intorno.

Sono proprio del meridionale in genere, e del calabrese in particolare, lo sconforto e la prostrazione per ciò che accade e che viene percepito non come diretta conseguenza delle nostre azioni ma come una sorta di punizione divina.

Svogliati, rassegnati e inclini al peana liberatorio andiamo avanti ed imprechiamo contro il destino baro e bugiardo.

E’, indubbiamente, un rimedio stravagante per trovare consolazione ai nostri affanni, tuttavia resta un modo che varrebbe la pena correggere.

Sarebbe ora di cambiare atteggiamento. Sarebbe il momento di invertire la rotta e di pensare in positivo dando risalto alle cose belle che ci circondano.

Perché, tutto sommato, potrebbe andare peggio.

Basta! pensare alla spazzatura che inonda la città ed alle foglie sui marciapiedi che ci fanno scivolare con le gambe all’aria. Al traffico caotico che, anche quando non è Natale, ci soffoca da mane a sera.

Basta! pensare all’acqua che non sgorga dai rubinetti; al piccolo taglieggio del bullo di turno quando si parcheggia l’auto.

Basta! pensare ai marciapiedi sconnessi o alle buche per le strade. Alle occupazioni abusive degli spazi pubblici ed ai privilegi, mai contestati, di potenti e prepotenti.

Basta! pensare al Viale Parco che non si riaprirà o alla stazione di Vaglio Lise che verrà abbandonata. Ai lavoratori che non percepiscono lo stipendio o a quanti non solo non hanno lo stipendio ma neanche il lavoro.

Basta! pensare alla lenta agonia del centro storico e del suo amianto mai rimosso o ai quartieri ghetto che non vedranno mai un recupero autentico. Ai giovani che non hanno futuro e a quelli che il futuro non lo hanno mai avuto perché per loro è stato sempre passato.

Basta! pensare ai politici indagati e a quelli indignati. A quanti per far osservare un diritto chiedono un voto e a quelli che il voto devi darglielo “a diritto”.

Basta! pensare alle cose brutte che ci fanno il sangue amaro e che rendono le nostre giornate più buie e malinconiche.

Se davvero pensassimo alle cose belle, capiremmo che il traffico è una risorsa, perche la benzina che consumiamo testimonia che non esiste una vera crisi,. E le foglie sui marciapiedi? E’ l’autunno che non vuol andar via. E l’acqua che manca? L’invito ad un uso più razionale del prezioso liquido. Potrei continuare per ore in questo esercizio di positività rimarcando la necessità di guardare le cose da un’altra angolazione.

Perché sono convito: è sufficiente affrontare la nostra vita con piglio diverso.

Perché potrebbe andar peggio…. o no?

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”

 


15/12/2008

 

SULLE DIMISSIONI DELL'ASSESSORE PERRI

 

E’ mesto il commiato con il quale l’ex assessore Francesco Perri getta la spugna e lascia a qualcuno, cencellianamente riconoscibile, una poltrona d’assessore.

Ma non è soltanto mesto. La presentazione delle sue dimissioni, a noi che lo vedevamo quotidianamente in Comune - contrariamente a quanto accade con alcuni assessori che hanno finanche difficoltà a ricordare il proprio ufficio, tanto rare sono le visite al palazzo di città – ha destato il sospetto che questa decisione sia la risposta a comportamenti che di etico, di politico e di umano hanno veramente ben poco.

Quando gli assessori Carnevale, De Rose, Ferraro e Veltri, si videro “costretti” a firmare le proprie dimissioni, attribuimmo quella condotta ad un comprensibile istinto di sopravvivenza, e non certo degli assessori. Oggi, però, che di sopravvivenza non si tratta, riteniamo che questo ennesimo sacrificio “umano”, sia la ovvia conseguenza di un modo di amministrare non nuovo per la nostra città: non governo della “res publica” ma puro e semplice esercizio del potere.

E’ ormai assodato che, alle nostre latitudini, i governi si fanno e si disfano non secondo un principio meritocratico quanto per una convenienza del momento.

Serviva un posto in giunta? Bene, si è trovato il “volontario” di turno. Stavolta è toccato al buon Perri che, in sincerità, non può avere colpe per la drammatica situazione dei rifiuti in città.

La nostra solidarietà umana Perri se l’è conquistata, non fosse altro che per i suoi modi signorili, molto simili a chi, in passato, ha subito analogo trattamento: andar via senza sbattere la porta.

Comprendiamo la sua discrezione e la convinzione che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia, ma quando a fare le spese di queste camarille di basso livello è la nostra città, allora  pudore e riservatezza dovrebbero lasciar spazio a ben altri atteggiamenti.

 

Il Gruppo Consiliare “Costituente di Centro –UDC” al Comune di Cosenza

 


12/12/2008

 

SU CONFORTI

 

Giuro di non avere preconcetti sull’assessore Conforti. Ritengo sia un valido professionista, svolga correttamente il suo ruolo e dedichi sufficiente tempo all’attività assessorile, tuttavia, non posso non annotare che tutto quanto l’assessore Conforti propone viene puntualmente sconfessato per i più svariati motivi, dando la sensazione ai cosentini che le cose che presenta siano il frutto di estemporanee intuizioni e non di concordati e sinergici progetti dell’Amministrazione.

Tra gli assessori della Giunta Perugini, ribadisco, Conforti è uno di quelli  che, indubbiamente, ha prodotto il maggior numero di idee (alcune anche encomiabili) ma è anche quello che ha vanta il maggior numero di progetti miseramente abbandonati.

Chi non ricorda lo spostamento delle autolinee a Vaglio Lise: un  provvedimento sperimentale molto atteso dalla città che ha vissuto lo spazio di qualche mattino.

Chi non ricorda il progetto “Piedibus”: tanti bambini “portati al guinzaglio” (l’espressione è del collega Massimo Bozzo, lo stesso che sostiene che l’assessore per i suoi spostamenti usi il tappeto volante) che vanno e vengono dalle loro scuole, l’uno legato all’altro. Non se ne sa più nulla.

Chi non ricorda il “Piano della sosta”: presentato un anno fa con tanto di conferenza stampa e del quale rimangono, disseminati per la città, distributori di ticket mai utilizzati. Per arrivare all’ultima boutade: “Trafficosenza”, che ha abortito prima di nascere. E’ di queste ore, infatti, la revoca dell’ordinanza di chiusura a traffico di via Montesanto e di via XXIV Maggio.

Non un solo esempio, dunque, per suffragare questa teoria, ma una moltitudine di episodi che ormai sono regola: quando l’Assessore Conforti assume una decisione il problema non sarà “Vediamo gli effetti” ma “Fra quanto tempo farà marcia indietro?”.

Non ce l’ho con Conforti, ripeto, si impegna ma, o non è ascoltato perché non si ha fiducia nei suoi progetti o quando li assume lo fa senza concordarli, ne’ con la giunta né con la sua granitica maggioranza.

Visto, però, che l’Assessore, imperterrito, continua ad andare avanti per la sua strada, l’unico suggerimento che mi sento di dare, non ai suoi colleghi ma agli operatori della stampa, è quello, nelle prossime conferenze stampa che avrà la compiacenza di organizzare, di porgergli un quesito: “Tra la fase ideativa e quella abrogativa quanto tempo passerà stavolta?

 

Sergio Nucci

Capogruppo Costituente di Centro - UDC

 


10/12/2008

 

COMUNICATO STAMPA

 

E' stata ufficializzata stamane la costituzione del gruppo "Costituente di Centro - UDC" presso il Comune di Cosenza.

A darne notizia è Sergio Nucci che è stato eletto capogruppo della nuova formazione dei moderati in consiglio comunale

"E' un grande onore per me assumere la guida di un gruppo nel quale l’azione politica è stata contrassegnata da equilibrio, entusiasmo e competenza. Ed è un privilegio confrontarmi e collaborare con due consiglieri che hanno offerto a questa amministrazione un contributo valido e disinteressato in direzione della risoluzione dei tanti problemi che la città vive. Sono al tempo stesso inorgoglito per gli attestati di stima ricevuti da uomini politici del calibro di Roberto Occhiuto e Michele Trematerra, riconoscimenti che costituiscono un ulteriore stimolo a continuare nell’impegno politico al servizio dei cosentini.

Sono convinto – ha aggiunto Nucci – che con Massimo Commodaro e Massimo Bozzo intensificheremo ancor di più, ove mai questo fosse possibile, il nostro impegno e la nostra azione. Nei prossimi mesi ci attendono scadenze importanti; sono certo che con il nuovo soggetto politico che si sta delineando sapremo affrontarle.

Mi auguro – ha concluso Nucci - che questo contenitore dei moderati, che già può contare su nuove adesioni  e consolidate esperienze, ben presto diventi il punto di riferimento di quei cattolici che hanno ancora voglia di impegnarsi in politica”.

 


01/12/2008

 

NUCCI PER LA CORTE DEI CONTI

 

“Ho inoltrato stamane alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Catanzaro l’interrogazione sottoscritta da tre consiglieri comunali - Vittorio Cavalcanti, Saverio Greco e Sergio Nucci - ed avente per oggetto la concessione gratuita del Teatro Rendano per l’effettuazione dello spettacolo teatrale di Sabina Guzzanti dell’11 novembre scorso.

Dopo aver atteso, inutilmente, i quindici giorni che il regolamento comunale riconosce all’amministrazione per rispondere alle interrogazioni, in assenza di qualsivoglia notizia, ho ritenuto doveroso investire del problema la Procura della Corte dei Conti di Catanzaro.

Sono certo che l’organismo di controllo sugli atti contabili degli enti pubblici disponga di strumenti più “convincenti” dei miei per ottenere risposte sulla gestione del pubblico denaro”.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


22/11/2008

 

SULLE DIMISSIONI DALLA COMMISSIONE D'INCHIESTA SU VIALE MANCINI

 

«Esprimo il mio apprezzamento per la scelta operata dai componenti della Commissione di Inchiesta su Viale Mancini, Vittorio Cavalcanti, Massimo Commodaro e Giuseppe Mazzuca che non hanno inteso, nei giorni scorsi, rassegnare le proprie dimissioni dalla commissione nella quale con grande sensibilità istituzionale ed impegno hanno svolto il compito affidatogli.

La loro decisione, irreprensibile e condivisibile, tiene di fatto in piedi la verità emersa dai lavori della commissione su Viale Parco. Verità che qualcuno - forse lo stesso che ha violato gli atti secretati della commissione - bramava, utilizzando anche le dimissioni di qualche commissario, di cancellare, affinché non si facesse luce su scomode ma al contempo veritiere ricostruzioni di fatti sui  quali troppo spesso si è favoleggiato.

Un grazie convinto, dunque, a questi tre galantuomini; a questi tre signori dai quali mi aspetto ora più che mai una intensa azione di contrasto a comportamenti equivoci o addirittura perseguibili.

Al Sindaco, invece, l’invito a rivolgersi all’autorità giudiziaria affinché individui e punisca, non tanto i buontemponi di Facebook, quanto la “Gola Profonda“ cui va ascritto il merito di aver messo su tutto questo teatrino».

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


20/11/2008

 

PER UNA NUOVA STAGIONE POLITICA AL COMUNE DI COSENZA

 

E' stato pubblicato su internet, all'indirizzo http://www.sergionucci.it/pdf/Manifesto Politico Cavalcanti - Greco - Nucci.pdf , il documento politico programmatico redatto dai consiglieri comunali Vittorio Cavalcanti, Saverio Greco e Sergio Nucci "Per una nuova stagione politica al comune di Cosenza".
Il documento costituisce la proposta di delibera che i tre consiglieri intendono presentare nel dibattito sulle linee programmatiche del sindaco, previsto nella seduta del Consiglio Comunale di fine mese e convocato proprio su loro richiesta.
Il documento si conclude con un cronoprogramma delle misure amministrative che i tre consiglieri propongono di assumere per varare una nuova stagione politica in seno all'amministrazione comunale cosentina.
Tra i provvedimenti inseriti nel cronoprogramma i più rilevanti sono la riapertura di Viale Mancini, lo spostamento dell'autostazione, l'istituzione di una linea metropolitana Cosenza-Paola, la costruzione di un parcheggio pubblico lungo Via Misasi, l'abbandono dell'attuale sistema di raccolto dei rifiuti solidi urbani, l'istituzione della Casa della Salute, l'individuazione dell'area dove dovrà essere edificato il nuovo ospedale di cui parlano da anni gli amministratori in carica e diverse altre misure per la gestione ed il controllo del traffico urbano e per la regolamentazione delle attività economiche.
Il documento può essere scaricato nella sua versione integrale.

 

Vittorio Cavalcanti - Saverio Greco -Sergio Nucci

Consiglierì Comunalì di Cosenza “Gruppo Misto”

 


02/10/2008

 

I FACCITUOSTI 9

 

Avremmo gradito che i primi ad essere informati della decisione di intitolare ad Aroldo Tieri il Cinema Teatro Italia fossimo il collega Carmine Manna ed io che il 31 Dicembre del 2006 chiedemmo al Sindaco Perugini, con una interrogazione, di “rendere al compianto conterraneo il doveroso tributo intitolandogli il Cinema Teatro Italia affinché sia consegnato alle future generazioni l’imperituro ricordo di un figlio di Calabria che, con la sua tenacia ed suo impegno, ha onorato degnamente la terra che gli ha dato i natali”.

Oggi la stampa informa che quella idea, non accolta dall’amministrazione - a comunicarcelo in Consiglio Comunale fu il Vice sindaco ed Assessore alla Cultura del tempo Giancarlo Morrone - oggi è diventata, miracolo della “conversione”, realtà.

Non riesco a trovare una motivazione a questo improvviso dietrofront, o forse la spiegazione sta in quel tentativo di riavvicinamento “politico” messo in atto da Perugini qualche tempo addietro con Rifondazione Comunista, partito al quale il Nostro era molto legato.

Sono sinceramente compiaciuto della decisione ma, al contempo, mi rammarico che qualcuno non abbia avuto l’onesta intellettuale di dare a Cesare ciò che è di Cesare.

Fatto analogo mi capitò diversi anni addietro quando pretesi che questa città ricordasse Michele Bianchi. Nei processi di rimozione in molti avevano dimenticato quanto questo statista cosentino fece per la sua terra . Anche per quella intitolazione nessun riconoscimento.

Mi consolo ricordando a me stesso quello che scrissi qualche tempo fa: il ruolo che mi sono ritagliato è quello di segnare il cammino che il solerte ed onesto amministratore deve percorrere per ben governare. Che lungo la strada qualcuno dimentichi chi l’ha indicata non è un problema, mi accontento che quel qualcuno la percorra.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

18/07/2008

 

I GEMELLI DEL GOL

 

Che questa amministrazione, visti i risultati, avesse tra gli elementi di spicco Francesca Lopez e Salvatore Magnelli in molti lo pensavano. Che fosse dai due consiglieri condizionata qualcuno malignamente lo ventilava, ma che fosse totalmente nelle mani dei due esponenti dell’Udeur questo non lo avrebbe adombrato neanche Giannantonio Stella che di Perugini è diventato il fustigatore nazionale.

La prova di quanto scrivo è che, ad una mia interrogazione al Sindaco sulla gestione degli spazi pubblici, sul rispetto della quiete e via discorrendo, rispondono le due teste d’uovo della giunta Perugini. Sono loro infatti che lanciano strali sulla mia opportuna e legittima richiesta di far osservare in città le leggi. Comprendo che per loro formazione culturale e politica la dimestichezza con i codici non sia pretendibile, ma la conoscenza della lingua italiana, quella si, me la sarei aspettata da due eletti nel consiglio comunale di Cosenza.

Sarebbe bastato, infatti, seguire la logica articolazione del mio pensiero per comprendere che dietro la mia richiesta non c’era alcuno spirito vessatorio nei confronti dei commercianti onesti e che rispettano le leggi. Tutt’altro, c’era solo l’appello di tracciare una linea di demarcazione tra quanti sono ligi al dovere e quanti, in barba ai controlli, fanno ciò che gli pare.

Mi rendo conto, tardivamente, che sperare nel miracolo della comprensione da parte dei due sarebbe stato effettivamente troppo.

Oggi, con il senno di poi, mi dolgo di aver generato, anche se involontariamente, la loro reazione. Al contempo, tuttavia, mi compiaccio di aver fatto sorridere la graziosa signora Lopez. Prometto però, che per il futuro sarò più attento. Scriverò le mie interrogazioni in due versioni. Una ad appannaggio di  Sindaco e Assessori ed una per i consiglieri Lopez e Magnelli ai quali spero, di riservare la versione più semplice.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


16/07/2008

 

APRILE NON E’ UN MESE DELL’ANNO

 

Giuro solennemente di non essere stato tra coloro ai quali il capo della segreteria del Sindaco, Avv. Enzo Aprile, ha gentilmente elargito a piene mani ingressi di favore per il concerto di Ligabue tenutosi lo scorso martedì 15 luglio.

Ignoro se a fronte degli emolumenti che percepisce dalla comunità, ovvero dei 3000 euro netti mensili, l’avv. Aprile debba anche prendersi la briga di catalogare i consiglieri attribuendo loro meriti e demeriti e, quindi, premiare i più buoni e punire i più indisciplinati, ma tant’è.

Ma delle  mansioni  di Aprile chiederò conto in altra sede, oggi quello che mi preme è ragionare sul perché ad alcuni per la concessione degli spazi pubblici non sia richiesto alcun ticket mentre ad altri il ticket sia richiesto ed anche salato.

Comprendo che ogni amministrazione ha particolari “simpatie” verso categorie alle quali rivolgere i propri favori – un tempo erano i cocchieri oggi sono i promoter e le squadre di calcio - ma stabilire un criterio, o meglio, approvare dei regolamenti sulla concessione degli spazi pubblici libererebbe anche il buon segretario dell’incombenza di recitare il ruolo di capoclasse per il quale, se ne faccia una ragione, non ha né titoli né autorità.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 

15/07/2008

 

CAPITA

 

Capita in una città come la nostra, nella quale qualcuno si atteggia a paladino delle regole e del buon governo, che per alcuni, i più furbi, le regole siano meno regole che per altri.

Capita, in questa città, che chi è ligio al dovere, paga i tributi, non mette l’auto in seconda fila, rispetta pazientemente il proprio turno, si imbatta, a volte, in qualcuno, più furbo di lui, che fa del proprio divertimento, della propria comodità, della propria libertà una limitazione delle libertà altrui.

Capita, qui da noi,  che se hai la ventura di avere un appartamento sul “salotto buono”, ovvero su corso Mazzini – così come in altre zone “ben frequentate" di Cosenza - la notte tu debba sopportare gli schiamazzi ed i bivacchi di qualche nottambulo.

Capita, troppo spesso, che chi si lascia andare ad atti e comportanti al limite della civiltà e del decoro, e che si appropria indebitamente di luoghi della comunità, non venga in alcun modo sanzionato inducendo in chi subisce inerme, giorno dopo giorno, queste appropriazioni indebite a pensare che queste si sono la regola cui uniformarsi.

Capita che un consigliere comunale rigoroso, ostinato e, soprattutto, attento noti queste cose e le segnali a chi di competenza.

Capita, infine, che il destinatario delle segnalazioni, pur ritenendole giuste e legittime non sia in grado di porvi rimedio e volga lo sguardo da un’altra parte.

Capita.

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


05/06/2008

 

AUTORITA' ED AUTOREVOLEZZA

 

Non vorremmo vestire i panni del Sindaco, o meglio, vorremmo essere sindaci di Cosenza ma non vorremmo essere nei panni del Sindaco Perugini. Con questo non vogliamo negare meriti umani e professionali che indubbiamente Salvatore Perugini ha, ma diciamo solamente che non vorremmo essere al suo posto e interpretare questo ruolo, difficile ma gratificante al tempo stesso, con i suoi modi e con i suoi tempi. Certo, ognuno è fatto a modo suo e poco si può fare sul carattere quando questo è definito, ma certo che avere affrontato l’esperienza sindacale con il suo piglio, qualche problema, prima che a lui, alla comunità lo sta creando.

A due anni dall’elezione è indubbio che Perugini venga avvertito come un Sindaco del quale è impercettibile e l’autorità e l’autorevolezza. Un Sindaco che si scosta molto dai suoi predecessori, che quando c’era da scegliere sceglievano e che, a volte, sbagliavano. Un Sindaco che paradossalmente fa rimpiangere il passato per questa incomprensibile mancanza di carattere. Non ce ne voglia Salvatore Perugini se con schiettezza gli diciamo il pensiero di questa città, e non ce ne voglia se a suffragare questo deficit di autorità ed autorevolezza portiamo un esempio su tutti che è emblematico di quanto peso abbia un Sindaco nell’amministrazione di una città. Ci correggiamo, di quanto peso abbia questo Sindaco nell’amministrazione di Cosenza. Il fatto è questo: qualche mese fa, quando ancora si tenevamo i consigli comunali, il Sindaco, nel bel mezzo dell’assise del 28 settembre 2007, ci rivolgeva un pubblico plauso per aver sollevato con l’interrogazione presentata il 24 dello stesso mese, l’illegittimità di una concessione di spazio pubblico, per creazione di parcheggi privati nella piazzetta antistante la scalinata dei due leoni. Parcheggio privato, si badi bene,  con tanto di scivolo e sbarra elettrica.

E’ passato qualche mese da quel pubblico ringraziamento e dai sentimenti di civile indignazione. Solo qualche mese per far si che la situazione, sulla piazzetta antistante la scalinata, ritornasse allo stato ex ante. Macchine parcheggiate, sbarra privata in bella evidenza,  cittadini indignati per l’abuso ed il sopruso che assistono impotenti confidando nella magistratura che sulla questione ha aperto, e pare chiuso, un’inchiesta.

Ed ecco la conclusione: fatta salva la buonafede del Sindaco che ha cercato, per come ha potuto, almeno così è parso, di dare risposta ad uno dei tanti problemi di questa città, c’è da constatare come la sua decisione di ripristinare le norme di civile convivenza non abbia trovato il benché minimo riscontro in chi, per primo, dovrebbe dar seguito alle decisioni dell’amministrazione.

Quanto è successo è la cifra esatta che anche quando su una pratica il Sindaco si impegna in prima persona e prende iniziative queste non sempre arrivano a compimento.

Potremmo ragionare sul perché ed il per come ma il quesito è solo uno: questo Sindaco, che vorrebbe ripristinare legalità e trasparenza ma che non viene ascoltato da chi gli sta intorno può essere definito autorevole ed autoritario?

 

Sergio Nucci                                                                                    Carmine Vizza

Consiglieri Comunali di Cosenza


 

27/05/2008

 

SU TRENITALIA

 

Le denunce che periodicamente Tonino Perrelli, Segretario del Patto per il Sud, lancia sulla stampa locale sullo stato di abbandono in cui versano le ferrovie calabresi, cadono puntualmente ed impietosamente nel vuoto. Nessuna voce si è finora levata a sostegno delle tesi dell’esponente pattista. Eppure, la provincia cosentina può contare su eminenti personalità del mondo della politica. Persone di alto rango e di profonda cultura sempre pronte a mettersi sotto i riflettori per stare in piena luce.

Politici di spessore che sanno come trattare con amministratori delegati e direttori generali. Uomini e donne che possono con lo schiocco delle dita cambiare le sorti delle popolazioni che governano. E’ strano, dunque, che proprio i “sempre presenti” delle feste mondane, dei salotti bene, delle tavole rotonde celebrative, delle prime file delle autorità, delle divisioni cencelliane, non dicano una sola parola su quello che Perrelli con caparbietà e lucidità denuncia.

Sorge quasi il sospetto che parli di fatti estranei alla Calabria. Che riferisca dei servizi che Trenitalia eroga in qualche altra regione della nazione.

E no cari “nominati” dalle segreterie di partito, cari cooptati dal potente di turno, dovete sapere che quello che Perrelli sta scrivendo, e ormai da tempo, è la triste realtà di quanti, e non sono pochi, si rivolgono a Trenitalia per i propri spostamenti, lunghi o brevi che siano.

Voi, eletti dalla buona sorte, non potete ignorare che le tariffe praticate al nord per treni lindi, puntuali e moderni, sono assolutamente identiche a quelle che i vostri corregionali pagano per essere trasportati su veri e propri carri bestiame. E a poco vale ammettere che a volte, alle nostre latitudini,  non si ha la benché minima cura ed il giusto riguardo per le cose comuni, perché dovere morale di una classe politica è quello di far crescere la propria comunità,  magari mandando treni puliti ed efficienti fino alla noia, e non quello di continuare ad affossare le popolazioni che hanno come loro unico torto quello di avervi, loro malgrado, eletti a propri rappresentanti.

A questo proposito vengono in mente le levate di scudi che qualcuno della deputazione calabrese ha inteso portare avanti su Alitalia. Spiace a tutti che si perdano posti di lavoro per padri e madri di famiglia, ma non può certo partire dalla Calabria, la più penalizzata tra le regioni italiane dalla politica protezionistica della compagnia di bandiera di questi anni (le tariffe più alte del Paese), la campagna di sensibilizzazione “pro-Alitalia”.

Scelte coraggiose,dunque. Proteste coraggiose. Denunce coraggiose. Peccato che intorno a noi soltanto tanti, taciturni ed orbi Don Abbondio.

 

Sergio NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza “Gruppo Misto”

 


14/05/2008

 

AL DIRETTORE DI CALABRIAORA

 

Egregio Direttore,

non mi appellerò a leggi o regolamenti per chiedere ospitalità sul Suo giornale ma ad un gentlemen's agreement tra chi, da postazioni diverse, svolge o pensa di svolgere un ruolo nella società nella quale vive ed opera.

La mia richiesta di ospitalità, in realtà superflua visto lo spazio che ha sempre riservato ai miei Crucci ed alle mie iniziative, è indirizzata ad un Suo collaboratore (uomo o donna?) che a commento di una mia foto mi definisce “transfuga”.

Il Devoto-Oli, dizionario la cui consultazione per alcuni risulterebbe salutare, definisce transfuga colui che “diserta il proprio posto di combattimento per passare alla parte avversa”.

Non so a quale specifico episodio il senza nome (uomo o donna?) si riferisca, tuttavia è opportuno chiarire, ove mai facesse riferimento alla mia attività di consigliere comunale, che mai ho abbandonato le mie radici democristiane (CO del 3/5/2006), ne mai ho abbandonato il mio gruppo - semmai altri mi hanno abbandonato il 19 Novembre 2007 -, ne, ancora, ho mai abbandonato la mia postazione di irriducibile fustigatore di questa maggioranza (lunedì ero in aula affinché  il consiglio si celebrasse).

Ciò detto, se la definizione è stimolata dal fatto che io dica sempre la verità e che questo comporti, in chi la riferisce, un senso di comprensibile frustrazione, perché incapace di analogo comportamento, me ne dolgo. Se invece è la pedissequa applicazione del teorema andreottiano “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”, me ne compiaccio perché vuol dire che quarant’anni di DC non sono trascorsi invano.

In ultimo un suggerimento al responsabile (uomo o donna?) della definizione: se vuol sapere se sono passato in maggioranza mi consulti direttamente o mi cerchi al cellulare o visiti il mio sito www.sergionucci.it. Sarò lieto oltre che di dire la verità e di ribadire che CO è un buon quotidiano e non un giornale scandalistico. Per gli scoop deve cercare altrove.

Grazie

 

Sergio NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza “Gruppo Misto”


09/05/2008

 

SULLA BARRESI

 

Resto basito per le accuse che due degnissimi consiglieri della maggioranza che sostiene lo stimatissimo Sindaco Perugini  rivolgono oggi al dirigente dell’Ufficio del Piano di Palazzo dei Bruzi, reo, a detta dei degnissimi, di aver loro impedito l’accesso ad atti con un “comportamento che traduce una logica ed una visione privatistica delle funzioni assegnate”.

Francamente basito perché la presunta, e sottolineo presunta, colpevole risponde al nome di Sabina Barresi. Per chi non lo sapesse, Sabina Barresi è il dirigente esterno nominato per guidare il delicatissimo Ufficio del Piano, settore nel quale le ombre superano di gran lunga le luci; e che sta assolvendo al compito affidatole con l’onesta e la trasparenza che tutti unanimemente, io per primo, le riconosciamo. Non solo: Sabina Barresi gode della piena ed incondizionata stima di Perugini, al quale i degnissimi consiglieri non più di due giorni fa hanno rinnovato la piena ed  incondizionata fiducia “senza se e senza ma”. Sarebbe bastato trasferire alla Barresi un po’ di quella fiducia per evitare di iniziare una disputa la cui ricostruzione, sentite le parti, appare quantomeno controversa.

Sorge a questo punto un sospetto legittimo e cioè che dietro questa insinuazione si celi un qualche recondito pensiero. Che si voglia in qualche modo condizionare “l’incondizionabile” Architetto Barresi?

Al Sindaco il compito di verificare la fondatezza delle accuse e decidere chi tra la Barresi ed i suoi consiglieri supporters meriti più credito.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale “Gruppo Misto” di Cosenza

 


06/05/2008

 

PER GIUSEPPINA GAUDIO

 

Non sapevo che la Signorina Gaudio, così la chiamavano noi studenti del corso I del Ginnasio Telesio, fosse malata. Non sapevo che stesse combattendo la sua battaglia più importante in un letto d’ospedale. E pur sapendolo non avrei potuto far nulla, se è nulla testimoniarle l’affetto che insieme ai tantissimi suoi discepoli le ho sempre serbato.

Giuseppina Gaudio ha dato tutta se stessa a noi, suoi allievi. E lo ha fatto con la dedizione e la serietà di chi si sente investito del ruolo più importante che la società affida: l’educatore.

Ci ha insegnato i valori, prima del latino ed il greco. Ci ha insegnato il rispetto, prima dell’italiano. Ci ha guidati e quando ha potuto è stata al nostro fianco nelle ore più liete ed anche in quelle più tristi.

Come tanti della mia generazione ho lo scrupolo di non averle restituito tutto ciò che mi ha donato, ma come tanti so che, se oggi interpreto un ruolo in questa comunità, molto lo devo anche a lei.

 

Sergio Nucci

 


24/04/2008

 

COMUNICATO STAMPA

 

Comunico a quanti in queste ore si affannano ad attribuirmi una collocazione in seno al Consiglio Comunale di Cosenza che, alla riunione indetta per il pomeriggio - ed alla quale sono stati invitati tutti i consiglieri che sostengono l’amministrazione Perugini - lo scrivente non è stato invitato.

Tra le tante ragioni che potrebbero giustificare il mancato invito, sommessamente, ne suggerisco una che, seppur lapalissiana, fino ad oggi non ha goduto di alcun credito: che il sottoscritto non faccia parte della maggioranza?

Sono certo che il fiuto da Sherlock Holmes di alcuni giornalisti sarà determinante nel fare piena luce su una vicenda che sembra appassionare più dei tanti problemi che assillano quotidianamente la nostra città.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale “Gruppo Misto” di Cosenza

 


22/04/2008

 

PEGNA CHIARISCA MEGLIO

 

All’indomani del concerto di Sergio Cammariere, Ruggero Pegna si toglie alcuni sassolini dalla scarpa e dichiara “Se la mia rassegna dovesse ritornare a Cosenza farà tappa al Garden di Rende, che ha maggiore capienza e funzionalità tecnica, nessuna richiesta di biglietti omaggio e costa meno della metà del Rendano. E' stato fatto pagare il parcheggio anche al camion degli strumenti di Cammariere. Cosa che non succede in nessuna parte d'Italia”.

Queste poche ma significative parole gettano, inevitabilmente, discredito su persone e luoghi della mia città. Ed io, che di questa città sono Consigliere Comunale, ho sia il diritto che il dovere di chiedergliene conto.

Perché se è giusto vigilare su superficialità e inefficienze è altrettanto giusto non blandire la piazza forcaiola utilizzando generiche, ed a volte ingenerose, accuse.

E’ opportuno, dunque, che il Pegna, chiarisca meglio alcuni passaggi della sua dichiarazione. Che, in soldoni, risponda, con la schiettezza che lo contraddistingue, a queste poche e semplici domande. Nulla di più.

Primo. Pegna riferisce che è stata fatta pagare la sosta ai camion dell’artista Cammariere. Significa che qualcuno ha imposto il “pizzo” per la guardiana dei mezzi? Se così è stato Pegna doveva rivolgersi, senza indugio alcuno, alle autorità di Polizia e denunciare l’accaduto. L’omertà, Pegna lo sa bene, è l’alimento della criminalità.

Secondo. Pegna, non senza sorpresa, comunica che il fitto del Teatro Rendano è più caro del Garden di Rende. Qualcuno gli ha mai detto il contrario? E se si, chi è costui?

Terzo. Il Cinema Garden ha maggiore capienza e funzionalità tecnica del Rendano. Possibile che un promoter così esperto, e che conosce sia il Rendano che il Garden, se ne sia accorto solo dopo il concerto di Cammariere?

Quarto. Pegna parla di una presunta richiesta di biglietti omaggio. Questa richiesta da chi è stata fatta? E  per conto o in nome di chi? E dica: ha ritenuto di doverla soddisfare?

Risponda a queste domande il Pegna. Solo dopo, la gente potrà, se lo riterrà, condividere con lui le amarezze delle quali parla.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


11/04/2008

 

BRAVO PERUGINI

 

Trovo assolutamente opportuna e condivisibile la lettera che il Sindaco Perugini ha inviato nei giorni scorsi al Ministro dei Beni Culturali, on. Francesco Rutelli, circa l’esclusione della nostra città dal comitato nominato per celebrare il V centenario della nascita di Bernardino Telesio. Con garbo, ma con fermezza, Perugini sostiene ragioni incontestabili che dovrebbero essere sostenute, senza partigianerie, da tutta la classe politica ed in particolare da tutti i 40 consiglieri comunali di Cosenza. Quello che si è consumato nei giorni scorsi a Roma è la cartina di tornasole di quanta considerazione abbiano per la nostra terra i governanti romani e di come sia come non mai opportuna una levata di scudi unanime. A questo proposito, nei prossimi giorni, promuoverò proprio nel Consiglio Comunale di Cosenza una iniziativa atta a sollecitare l’Amministrazione a perseguire tutte le strade utili, e tra queste quella legale, a riaffermare non solo il diritto del capoluogo bruzio ad essere protagonista - e non comparsa - nelle iniziative telesiane, ma, soprattutto, ad impedire che le leggi vengano calpestate con logiche difficilmente comprensibili e poste in essere senza alcuna ratio. E’ inammissibile che proprio un organismo dello Stato non rispetti, per procedere ad una selezione, i termini previsti dalla legge e sono risibili le ragioni addotte per giustificare tale condotta. In ultimo, solo una amara considerazione: Rutelli esponente di spicco del PD corre in questi giorni per la carica di Sindaco di Roma; un cosentino, Alfredo Antoniozzi, è impegnato sempre nella capitale, ma per il PDL, per diventarne Presidente della Provincia. Che bella figura farebbe Rutelli con i cosentinti ed i calabresi trapiantati a Roma se si sapesse che proprio lui, a capo del dicastero incriminato, ha consentito questa ennesima razzia ai danni delle genti bruzie.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


06/04/2008

 

IO C'ERO

 

Egregio Direttore,

mi dolgo sinceramente di aver urtato la suscettibilità del prof Franco Calomino che oggi risponde ad alcune considerazioni espresse giorni addietro in un mio “trafiletto” e relative all’utilità, o meglio all’inutilità, della costruzione di ben tre piscine nell’ambito del progetto "Parco Acquatico del Crati" del quale il docente di Arcavacata è estensore, in virtù del mandato affidatogli direttamente dall’assessore ai lavori pubblici del tempo On . Franco Ambrogio.

Nel mio dissertare non facevo volutamente riferimento al progetto in quanto tale, poiché, oltre a non averne i titoli non ne avevo l’intenzione  ma, tirato per la giacchetta, ricordo, a Lei ed ai lettori, che il finanziamento del Parco Fluviale di Cosenza - progetto redatto su incarico diretto dell’amministrazione ad un equipe di tecnici, tra cui figuravano esperti della materia come i Prof.ri Versace, Principato e Mendicino -  fu comunicato proprio a me che a quel tempo -  era  il 1992 -  ero assessore all’ambiente della giunta Minutolo.

Ribadivo nel mio dire, se non avessi reso compiutamente il mio pensiero, che la passata amministrazione quei fondi li avrebbe potuti utilizzare non per piscine, ma per altri tipi di interventi. E, a questo punto, stimolato sull’argomento, chiedo e mi chiedo: come mai l’amministrazione non diede corso all’originario progetto che tanto interesse e consenso aveva ottenuto tra addetti e ai lavori e non?

Ma tornando a noi, mi stimola, e non poco, l'assunto con il quale il Prof. Franco Calomino conclude il suo argomentare e cioè che un regalo (il finanziamento a fondo perduto)  in quanto tale non si commenta, si accetta e basta. E magari si dice anche grazie. Un po' come se ad un barbone che non sa di cosa nutrirsi, si regalasse una raffinata cravatta di Marinellla. Il poveretto diventerebbe senza dubbio più elegante, ma continuerebbe a non sapere cosa mangiare.

 

Con immutata stima per i professori ordinari dell'Università della Calabria 

 

Sergio Nucci (estensore del trafiletto)

 

 


05/04/2008

 

SE IO FOSSI

 

Non mi cimenterò anche io nello sport del momento: dare consigli al Sindaco Perugini. Come più volte detto, Salvatore Perugini, valido e stimato professionista della nostra città, sa sbagliare da solo, e quando si impegna ci riesce pure bene. Offrire consigli, soprattutto quando non sono richiesti, è effettivamente uno dei piaceri della nostra vita, ma ne esistono anche altri altrettanto invitanti e meritevoli d’attenzione. Uno ad esempio, è il passatempo del… se io fossi.

Se, ad esempio, io fossi il Sindaco di Cosenza, tranquillizzerei senza meno l’incolpevole signor Carlo Guccione circa la possibilità di diventare assessore o vicesindaco della nostra città. Ma farei anche di più: tranquillizzerei il suo sponsor circa la possibilità non solo di salutarlo ma di frequentarlo ad ogni ora del giorno e della notte.

Se io fossi Sindaco non ascolterei, i saggi consigli di qualche interessato consigliere del PD che non solo aprirebbe  al partito  Partito Socialista ma sceglierebbe al suo interno improbabili assessori con un non troppo celato desiderio di tirare la volata magari a qualche compagno di merende dell’ultima ora. E se fossi il primo cittadino non andrei in giro per la città ad organizzare meste manifestazioni di supporto ad un partito che presenta tra i suoi candidati persone certamente rispettabili ma che esprimono, tutti assieme, i consensi di un solo consigliere comunale di Cosenza.

Se io fossi Sindaco inviterei Franco Sammarco ad entrare nella giunta che nascerà dopo il 14 aprile pregandolo di assumere, con il suo piglio deciso, deleghe di spessore e di grande impegno.

Se fossi Sindaco rincuorerei  quanti eletti al Consiglio Comunale, hanno abbandonato la poltrona di consigliere per quella più comoda di Assessore e che oggi tremano ogni qualvolta si parla di rimpasto.

Se fossi Sindaco sarei meno incline alla tolleranza con tanti accompagnatori della prima e della seconda ora, e inviterei più d’uno a visitare il paese di Pulcinella dove aria buona e cibi genuini sono la miglior cura per chi ritiene d’essere il centro dell’universo.

Se io fossi il Sindaco di Cosenza…. Ma ahivoi non lo sono.

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


03/04/2008

 

CCHIU' BEACH PPE TUTTI

 

Quando Cosenza un bel mattino si svegliò invasa da manifesti che enfaticamente annunciavano che anche la città di Telesio avrebbe avuto la sua beach, in molti, tra diffidenza e stupore, si domandarono cosa fosse mai questa avveniristica  “boutade” dell’amministrazione comunale.

Alcuni pensarono che grazie ad un sistema paragonabile per maestosità al Mose di Venezia il mar Tirreno (o in alternativa lo Jonio) avrebbe bagnato le sponde cosentine. Altri, ancora più futuristicamente, arrivarono a credere che grazie ad una sorta di magia ingegneristica la città sarebbe stata spostata addirittura in riva al mare, castello e sette colli compresi. Non passò molto tempo che l’arcano venne chiarito. Non si trattava di nessuna di queste azzardate congetture ma più semplicemente di un più ovvio progetto. Rendere i fiumi di Cosenza, o meglio le sue sponde,  idonee alla bagnabilità, ovvero rendere fantasie ed illazioni meno azzardate della realtà che si proponeva.

Perché, va detto, pensare di creare una grande beach sulle sponde del Crati è molto più impegnativo che non portare il mare a Cosenza (o Cosenza sul mare) e questo per i necessari accorgimenti, le dovute tecnologie e le opportune accortezze che siffatto progetto prevede.

Ma al Comune pensano in grande. O meglio, nella passata amministrazione, della quale facevano parte molti degli attuali esponenti di spicco della attuale maggioranza, si pensava alla grande.

Fortunatamente, prima che questa idea trovasse spazio, e peggio ancora sostenitori, avevo manifestato tutta la personale perplessità su questa opera per una serie di legittime motivazioni che molto semplicemente possono essere così riassunte. Primo: l’indispensabile risorsa. Creare una beach in riva ai fiumi (più precisamente tre piscine sotto S. Ippolito) significa disporre di grandi quantità d’acqua depurata e quindi idonea alla balneazione. Scartata l’ipotesi di depurare l’acqua del Crati ,che se non è il Sarno poco ci manca, sarà necessario sottrarre il prezioso liquido a quell’acqua  potabile che, come tutti sanno, sgorga copiosa dai rubinetti delle nostre case.

Secondo: la gestione. Provate a chiedere alla Cogeis, la società che gestisce la piscina di Campagnano, quanto costa la gestione della piscina comunale e provate anche a chiedere se sarebbero disposti a manutenere  e condurre una ulteriore piscina (o meglio tre). La risposta sarà perentoria: i costi sono proibitivi a fronte dei ricavi.

Terzo: sarà vera beach?. La città ha già la sua “beach” sia chiama Paola. E’ a 25 minuti di trenino ed eroga un servizio realmente democratico ed imparziale: l’acqua del mare che la bagna è uguale per tutti, ricchi e poveri. Con le dovute accortezze,  potenziando i trenini da e per la località del Santo, offrendo prezzi calmierati e servizi da nazione civile si disporrebbe di una risorsa ineguagliabile.

Quarto: la priorità. Anche quando si pensò a questa opera esistevano in città altre priorità. Si scelse questa perché era effettivamente di grande impatto (ma di poco costrutto).

Non credo che i cosentini, che hanno ben altri e più annosi problemi si strapperanno le vesti nel vedere come si spendono cinque miliardi di soldi della comunità. Ma tanto paga pantalone.

Fortunatamente i cosentini sapranno darsi una risposta.

Sono obiezioni di poco conto?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


03/04/2008

 

Cosenza 3 Aprile 2008

All’Assessore all’Innovazione
del Comune di Cosenza
Dott.ssa Matilde Ferraro
SEDE


Gentile Assessore,
nei giorni scorsi l’Assessore, nonché Vice-Sindaco, Giancarlo Morrone ha rassegnato le sue dimissioni dagli incarichi istituzionali affidatigli dal Sindaco Perugini.
Sempre nei giorni scorsi, ovvero il 15 marzo u.s.,  i Consiglieri Comunali Pietro Filippo, Stefano Filice e Michelangelo Spataro hanno aderito al gruppo misto in Consiglio Comunale.
Si tratta probabilmente di due notizie non degne di attenzione (nonostante l’ampio spazio che la stampa ha riservato loro) tuttavia, ritengo sia doveroso che almeno sul sito del nostro comune se ne tenga conto.
E un’operazione non troppo impegnativa: basta spostare i tre consiglieri ex Udeur li dove c’è il gruppo misto e cancellare la foto ed i dati relativi al vice-sindaco Dott. Giancarlo Morrone.
Spero che per l’aggiornamento non si debba acquisire un nuovo software in grado di produrre quei “vantaggi … operativi e di tempo ….., ma anche economici in termini di personale impiegato.”
Intelligenti pauca
Saluti


Sergio Nucci
Consigliere Comunale “eletto” del  Comune di Cosenza


P.S.: se serve, vi offro la mia consulenza gratuita



23/03/2008

 

NON SAREBBE UN MALE

 

Come gran parte degli elettori miei concittadini, anche io mi interrogo su quanto tempo dovrò aspettare prima che candidati alle prossime consultazioni ed esponenti di partito inizino a confrontarsi sui temi veri che interessano la gente comune.

Certo, è importante dissertare sul voto utile. E’ sacrosanto non tralasciare di dire la propria su quello che sarà il futuro stipendio del deputato ma se, ad esempio, si facesse capire a noi comuni mortali come verrà fronteggiata la crisi economica che ha azzerato nel nostro Paese il ceto borghese, non sarebbe un male.

Se qualcuno ci illustrasse gli strumenti per rilanciare l’economia nazionale o in che modo realizzerà   uno stato sociale veramente equo e veramente solidale, non sarebbe un male.

Se qualche politico nostrano ci spiegasse come verrà profuso l’impegno da parlamentare , una volta eletto, per rilanciare le azioni di governo delle giunte regionale, provinciale e, soprattutto, comunale non sarebbe un male.

Ma di queste cose, ingiustamente insignificanti, nessuno ne parla. Chi tra i nostri concittadini candidati ha posto Cosenza al centro del proprio impegno romano?

Le tematiche che interessano gli aspiranti onorevoli e senatori sono più terrene. E la stampa attenta ai sussurri ed alle grida dei nostri leader maximi relaziona sui “minacciosi” inviti a questo o quel consigliere, questo o quell’assessore a non risparmiarsi nel chiedere consensi. O sugli inviti, accorati e sentiti, affinché il male della politica, ovvero la nomina diretta degli scrutatori (sic!), venga scongiurato ricorrendo al mai troppo usato e totalmente imparziale sorteggio.

Sono questi i veri problemi? Sono questi i dilemmi che assillano i buoni padri di famiglia che, con quanto guadagnano, non arrivano a fine mese?

Ahinoi, stiamo eleggendo una rappresentanza parlamentare che puntualmente bacchetta su questioni minime e che, colpevolmente,  tace su questioni fondamentali.

Una classe politica nostrana che non vede l’imminente trasferimento della Banca d’Italia o la crisi informatica e la cassa integrazione per i lavoratori di Almaviva, o il pernicioso  impoverimento delle infrastrutture locali come la rete ferroviaria o quella autostradale.

Come è triste Cosenza. Se questa classe politica andasse a casa non sarebbe un male.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


18/03/2008

 

A ROSAMARIA

 

Cara Rosamaria,

mi dolgo innanzitutto se in questi due anni ho dato l’impressione di essermi defilato e di aver affrontato il ruolo di Consigliere Comunale di Cosenza intorpidito o, addirittura, addormentato.

Se altri consiglieri, in altri tempi, si fossero svegliati come ho fatto io (ma ho mai dormito?) probabilmente non dovresti oggi vestire i panni di Sherlock Holmes, per portare alla luce quello che definisci un “bando falso”.

Lungi da me, si badi, alcuna lezione di giornalismo. Non è mio compito l’estensione dell’articolo, né l’impaginazione né, tantomeno, il risalto da dare ad una interrogazione o ad una richiesta di condanna in un processo. A me solo la sottolineatura che non sono bastate le circa cinquanta interrogazioni, gli articoli, gli interventi ed anche le vignette di questi due anni – che in verità hanno sempre trovato adeguato risalto sul tuo giornale -, a far comprendere che non intendo affrontare questa stagione politica da spettatore.

Ma non ce l’ho con te. Piuttosto con chi non perde il vizio di tirare il sasso e nascondere la mano.

La mia concezione della giustizia e della legalità ha radici profonde, oserei dire familiari.

Non faccio l’investigatore, ne l’inquisitore ma ho una coscienza civica che mi impone, dinnanzi ad un reato, di rivolgermi alle autorità competenti uniformandomi all’ultimo comma dell’Art. 40 del Codice Penale che recita: “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo” .

O no?

 

Sergio Nucci


17/03/2008

 

VOGLIA DI VERITA’

 

Un paio di mesi fa sono stato contattato da alcuni cittadini, facenti parte del Comitato Città 2000, intenzionati ad illustrarmi alcune presunte incongruenze circa la realizzazione di fabbricati nell’area che da il nome al comitato.

Nel corso dell’incontro, con dovizia di particolari, mi sono state prospettate alcune problematiche e sollevati una serie di interrogativi per i quali gli stessi non hanno ancora ottenuto risposte.

Obbiettivo dei concittadini, dunque, sensibilizzarmi e sollecitare un mio fattivo interessamento al fine di ottenere parole chiare ed esaustive sull’intera vicenda.

Come è mio costume ho, prima informalmente, poi in via ufficiale, investito della problematica gli uffici competenti al fine di ottenere informazioni utili a chiarire, a me in primis, i termini di una questione a prima vista spinosa e comunque complessa.

Per la precisione, in data 7 febbraio del corrente anno (con largo anticipo sulle inchieste giornalistiche di questi giorni), ho chiesto (leggi qui) al Segretario Generale del Comune di Cosenza, dott. Grossi, di ottenere copia dei dispositivi (legali, urbanistici, contabili etc.) della transazione tra l’Ente Comune ed i privati relativamente all’alienazione di un’area di circa 16 mila metri in città 2000 di proprietà comunale.

Ad oggi, 17 marzo 2008 (quindi ben oltre i canonici 30 giorni previsti dalla legge), sono ancora in attesa che qualcuno produca gli atti richiesti e quindi impossibilitato a compiere per intero il mio dovere di cittadino e di amministratore (a questo proposito ho già investito del disguido il Presidente della Commissione di Controllo e Garanzia).

Stante così la situazione, con il collega Francesco Gaudio della Rifondazione Comunista, al pari mio informato dei fatti e come me interessato ad approfondire tutti gli aspetti della querelle, ho rivolto in data odierna al Sindaco una interrogazione (leggi qui) a risposta scritta per sapere se le denunce apparse sulla stampa e sostenute con sicumera da un consigliere di questa maggioranza sono reali, ovvero se dietro questa pratica si celi una qualche zona d’ombra o se, al contrario, c’è la volontà di impedire a degli imprenditori di realizzare un operazione trasparente e nel rispetto della legge.

Al momento l’unica cosa certa ed innegabile è che sulla ”famosa” piscina di città 2000 ora sorge un palazzo e che sull’area che ospita i campi da tennis è in itinere la costruzione di un nuovo fabbricato.

Ma ho fatto anche di più. Per meglio acclarare i fatti e renderne edotti gli altri colleghi consiglieri, sempre con il collega Gaudio, ho depositato presso il Gabinetto del Sindaco, addirittura una richiesta di istituzione di Commissione d’Inchiesta (leggi qui). Questo strumento, così utile a ricostruire fatti e circostanze, però, per essere attivato deve essere promosso da almeno quindici consiglieri comunali. Al momento siamo in due, Francesco Gaudio ed io naturalmente, ma sono certo che in tanti, interessati solo al buon governo ed alla trasparenza degli atti, sosterranno con la propria adesione l’istanza. Istanza, è bene chiarirlo, aperta a tutti con un’unica eccezione che riguarda proprio quel consigliere che sulla stampa ha già comminato la sua condanna.

In uno stato di diritto, per chi ha formazione e cristiana e garantista le sentenze arrivano solo dopo il processo. Giammai prima.

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


07/03/2008

 

A PENSAR MALE…

 

Il suggerimento del Sindaco di procedere al sorteggio per la nomina degli scrutatori e dei segretari che dovranno operare nei seggi in occasione delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile non può che trovarmi d’accordo.

Il richiamo ad operare scelte che garantiscano pari opportunità e massima trasparenza mi trova solidale con la sua odierna sensibilità.

Sono convinto che questa decisione non nasca dalla consapevolezza di non poter dar corso alle sollecitazioni che ben identificati settori della maggioranza stanno, in queste ore, esercitando sul Sindaco Perugini per racimolare qualche posto di scrutatore o segretario.

Sostegno, dunque, all'appello del Sindaco Perugini.

Peccato, però, che non più di qualche mese fa, in occasione della nomina dei revisori dei conti (innumerevoli gli aspiranti),  non si sia uniformato a questo singolare strumento di selezione.

Andrà meglio in futuro?

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

07/03/2008

 

SULLE DIMISSIONI DI SAMMARCO

 

La decisione di Franco Sammarco di abbandonare l’agone politico oltre a privare il Consiglio Comunale di Cosenza di una voce libera ed autorevole, tesa a spostare l’attenzione dei partiti e della politica sulle ragioni autentiche di un impegno, pregiudica, forse irrimediabilmente, la sindacatura Perugini per la quale due anni orsono si era speso senza risparmiarsi, finendo con il guidare la lista dei DS.

È improbabile che l’Avv. Sammarco ritorni sui suoi passi. Come non aveva ceduto in passato alle pressanti richieste di dirigere nuovamente il Consiglio in qualità di Presidente, non cederà adesso che ha contezza di come siano rimasti lettera morta gli innumerevoli appelli a ritrovare tra le forze di centrosinistra le tensioni di un comune sentire.

Non mi sento di condividere il suo gesto ma comprendo le sue ragioni riconducibili essenzialmente all’impotenza di chi vorrebbe ma non può.

Gli rinnovo i miei sentimenti di amicizia e di stima e mi auguro che, in un futuro non molto lontano, ci si possa ritrovare nell’esclusivo interesse della società cosentina.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 

04/03/2008

 

L'UNITA' DI MISURA DEL TEMPO

 

Il 21 Febbraio 2007 l’amministrazione comunale diramava il comunicato, di seguito allegato (clicca qui), sull’imminente restyling del sito internet del Comune di Cosenza o meglio su “un’operazione molto più radicale sia dal punto di vista contenutistico che tecnologico, al termine della quale il sito diventerà un portale con piattaforma open source”. Nel dispaccio era riportato, non senza enfasi e soddisfazione, che il lavoro sarebbe stato concluso dopo circa quattro mesi.

Atteso che di mesi ne sono passati non quattro, bensì dodici e del tanto pubblicizzato  “restyling  grafico” (e anche di più) neanche l’ombra - semmai si è assistito ad uno scadimento nella tempestività e nella qualità delle notizie riportate - è lecito chiedersi se a Palazzo dei Bruzi utilizzano un’unità di misura del tempo differente da quella adottata per convenzione in tutte le altre parti del mondo.

Facile ironia a parte, è giusto chiedersi se il dover puntualmente disattendere gli impegni assunti con la collettività sia una regola programmatica non scritta ed alla quale ciascuno deve uniformarsi.

Il piano del commercio, l’ultimazione del cinema Morelli, il sito Internet, la riapertura di viale parco in tempi brevissimi e via discorrendo sono solo alcune delle iniziative annunciate ma mai portate a compimento.

Nei corridoi di Palazzo dei Bruzi qualcuno, a propria discolpa, addebita agli uffici preposti le responsabilità di tutti questi ritardi. Sarà vero?

Sinceramente non so rispondere. Non so se hanno più responsabilità gli Amministratori o i Dirigenti. Comunque delle due l’una: o gli uffici non rispondono adeguatamente alle sollecitazioni dell’Amministrazione ed in questo caso vanno assunti provvedimenti esemplari nei confronti di chi non fa il proprio dovere o gli amministratori non seguono opportunamente e con sufficiente impegno le pratiche di loro competenza.

Per intanto rivolgo al Sindaco l’ennesima interrogazione per conoscere i perniciosi ritardi su questa pratica.

A chi il compito di far luce?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza “Gruppo Misto”

 


 

28/01/2008

 

ADDIO ALDO

 

Aldo Di Giorgio era un dipendente comunale. Non era nè funzionario nè dirigente nonostante doti non comuni come la serietà e la discrezione. Non aveva cercato scorciatoie, nella vita come ne lavoro. Per quei suoi modi signorili e mai sopra le righe aveva conquistato il rispetto e la stima di quanti lo conobbero. Tra questi anche io che nei mesi in cui ressi l'assessoato all'ambiente ebbi la fortuna di rinsaldare un'amicizia nata nel cortile di via frugiuele dove giocavamo da bambini.

Oggi a Palazzo dei Bruzi non ci saranno bandiere a mezz'asta nè commemorazioni per Aldo. Solo un vuoto incolmabile per la sua immatura ed ingiusta scomparsa.

 

Sergio Nucci

 


 

30/12/2007

 

IL FURTO DI CAPODANNO

 

E fu così che una fredda mattina di dicembre, il 30 per la precisione, Cosenza perse anche l’elisoccorso. L’ennesima ruberia di chi, in questi anni, ha ritenuto che per esaltare il ruolo direzionale di Catanzaro fosse necessario impoverire il capoluogo bruzio, colpevole di aver avuto nel passato la lungimiranza di organizzare un servizio così utile, così essenziale, per la provincia più estesa d’Italia.

Le responsabilità di questo ennesimo scippo, oltre che dei soliti “predoni” catanzaresi, vanno ricercate nei comportamenti di una classe politica locale inconsciamente convinta che la rimozione delle buone opere cancella la memoria di chi le ha realizzate, e per questo insensibile, per molti mesi, al grido d’aiuto urlato dagli operatori cosentini dell’ elisoccorso.

Perché è un fatto che di elisoccorso se ne parla e con toni preoccupati  da almeno due anni, da quando qualcuno pensò di metterci sopra le avide mani al fine di consentire non l’organizzazione di una efficace ed efficiente cabina di regia quanto un nuovo piccolo centro di poter da poter utilizzare chissà per quali scopi.

L’intuizione di Giacomo Mancini viene così d’un tratto rimossa come se la storia potesse essere cancellata con un semplice tratto di penna.

Noi, dal canto nostro, siamo tornati in trincea a combattere questa ennesima battaglia di progresso e di diritto affinché qualcuno apra finalmente gli occhi ed esca dal torpore che nasce, più che dalle festività, da un  modo incomprensibile ed infruttuoso di far politica.

I nostri politici, stavolta, dovranno levare alta la loro voce. E fin da subito dovranno pretendere con atti concreti che l’elisoccorso rimanga a Cosenza. I nostri politici dovranno, almeno per una volta, dimostrarci di volere bene alla loro città rimanendo uniti perché su questioni così importanti non può divedere né l’appartenenza né la fede politica

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

04/12/2007

 

CONCORSI ALL'AMACO?

 

Per come dichiarato dal sindacato UGL, l''AMACO, municipalizzata dei trasporti, dal gennaio 2008 dovrà rinunciare a diversi dipendenti che, causa pensionamento, lasceranno l'azienda.

Questa circostanza provocherà una serie di disservizi dal momento che all'azienda non è affidato solo il trasporto pubblico cittadino, bensì la rimozione coatta, il controllo dei parcheggi etc.: tutti servizi che vengono garantiti proprio dal personale della municipalizzata.

Ad oggi, non c'è notizia di concorsi per coprire i posti che si renderanno disponibili in pianta organica.

E' opportuno che il Sindaco solleciti gli amministratori dell'AMACO ad indire al più presto i concorsi per la copertura dei posti vacanti. Ed è ancor più giusto che ribadisca che le procedure concorsuali dovranno essere ispirate a criteri di legalità, trasparenza ed equità.

Questo si aspettano i cosentini.

Noi,come sempre, saremo qui a vigilare.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


22/11/2007

 

ZUCCHERO FILATO

 

Il carretto passava e quell’uomo gridava..…zucchero filato. Almeno fino ad ieri.

Vado contro corrente e dico che l’intervento dei vigili che hanno sanzionato un commerciante abusivo è in perfetta linea con l’applicazione della legge. Ovvero: dura lex sed lex. Se quel commerciante non aveva i requisiti, le licenze, i permessi e quant’altro gli consentisse di esercitare, secondo legge, l’adozione dei provvedimenti sanzionatori è un fatto assolutamente ineccepibile. Ma se ciò è vero, ed è vero, è anche sacrosanto il principio che la legge è uguale per tutti, ovvero che chiunque violi le norme, i regolamenti, la legge, deve essere sanzionato.

L’ambulante con  il carretto dello zucchero filato non aveva i requisiti? Ribadisco: doveva essere multato. Ma alcuni commercianti di via Alimena, di via Misasi, di viale Trieste, di via Padre Giglio di via Monte Baldo e di via Luigi Maria Greco hanno tutti i permessi in regola per occupare il suolo pubblico e senza che qualcuno dica loro qualcosa?

Se così non è, e parrebbe che così non sia, anche il provvedimento nei confronti dell’ambulante si uniformerebbe all’asserto dominante in città: deboli con i forti e forti con i deboli.

Vorrei sbagliarmi. E vorrei che almeno le mie segnalazioni, diversamente da quelle inoltrate dalla Questura di Cosenza, avessero un seguito.

E’ chiedere troppo?

 

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


20/11/2007

 

IL LUPO E' ARRIVATO...

 

Apprendo con sincera soddisfazione che la Fondazione Rotella ha consegnato ai proprietari la documentazione attestante l'autenticità della scultura "Il Lupo della Sila" che, in tal modo potrà essere collocata, a giusta ragione, nel museo all'aperto della città dei Bruzi.

Auspico che i dubbi sollevati da alcuni cittadini, che in più di un'occasione mi misero al corrente circa le proprie perplessità sulla paternità dell'opera, siano in tal modo definitivamente fugati.

Il cammino seguito per avere tale documentazione è stato assai tribolato: basti ricordare che è più di un anno che si attende tale certificazione, tuttavia, potremmo essere ad un passo dallo scrivere la parola fine a questa tormentata vicenda.

Sarà la volta buona?

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza


19/11/2007

 

GRUPPO MISTO

 

Dal 19 Novembre 2007, giorno della ridenominazione del gruppo consiliare da Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno in Partito Soclialista, aderisco al Gruppo Misto in Consiglio Comunale.

Le motivazioni sono contenute nella lettera inviata al Presidente del consiglio in pari data.

 

Leggi la lettera al Presidente del Consiglio

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza


14/11/2007

 

GRANIERI PROCURATORE

 

Esprimiamo viva e autentica soddisfazione per la decisione della commissione competente del CSM di indicare nella persona del Dott. Dario Granieri il nuovo Procuratore della Repubblica di Cosenza.

Il Dott. Dario Granieri, in tutti questi anni che l’hanno visto impegnato nella lotta alla criminalità, si è sempre distinto per doti non comuni di serietà, professionalità e sobrietà di comportamenti.

La scelta del CSM, appare quanto mai azzeccata se si pensa che per svolgere compiti delicati come quelli affidati alla magistratura bisogna fare affidamento oltre che su inquirenti con grande esperienza e solida preparazione su uomini che abbiano senso dello stato, equilibrio ed inflessibilità.

Al Dott. Dario Granieri, dunque, giunga anche il nostro caloroso in bocca al lupo per il prossimo passaggio nel plenum del CSM.

 

 

SERGIO NUCCI E VITTORIO CAVALCANTI

Consiglieri Comunali di Cosenza


08/11/2007

I HAVE A DREAM

 

 

Stamane mi sono svegliato come sempre di buon ora e come sempre ho ascoltato in tv i titoli dei giornali locali.

Con grande sorpresa, ed un tantino di orgoglio, ho constatato che tutte le testate riportavano in prima pagina la notizia dell’anno: la nostra regione ha chiuso la stagione turistica estiva con uno strabiliante incremento delle presenze che si sono addirittura decuplicate. Merito dell’invidiabile mare pulito, dell’efficientissima rete dei trasporti, e soprattutto, dell’assoluta assenza di fatti delittuosi che fanno della Calabria un’oasi felice nel panorama nazionale.

Uscito di casa, sinceramente incuriosito, ho fatto tappa all’edicola di quartiere per acquistare i giornali e leggere approfonditamente gli articoli in tv solo segnalati. Nello sfogliare le pagine, sono venuto a sapere pure di come le tante inchieste iniziate su infondate accuse e perniciose illazioni, si siano concluse tutte e felicemente sia per gli indagati che per l’inquirente. Le cronache riportavano, infatti,  che alla festa organizzata dal togato napoletano, per la fresca nomina a procuratore generale di Catanzaro, fossero presenti, tra gli altri, il Ministro della Giustizia e gli inquisiti di ogni tempo e di ogni inchiesta, i quali  festosi, e sinceramente commossi per cotanta promozione, inneggiavano al loro procuratore prediletto.

Proseguendo la lettura mi sono imbattuto nelle notizie provenienti da via Massara, sede della giunta regionale. Se da un lato grande risalto era riservato al piano sanitario approvato con il voto unanime e convinto di tutti gli assessori, presidente in testa, dall’altro, pari evidenza, conquistava l’annunciato rimpasto che ha riguardato non certo le persone, tutte degne e riconfermate, ma le deleghe. Tra gli “spostamenti” eccellenti, i più importanti ed azzeccati sono stati quelli che hanno interessato l’assessore alla cultura passato all’urbanistica, l’assessore al turismo dirottato alla innovazione tecnologica e, in ultimo, quello alla sanità destinato al patrimonio.

A quel punto, convinto una giornata iniziata così piacevolmente dovesse, necessariamente, riservare tanto altro ancora, sono andato svelto svelto alle pagine di cronaca cittadina.

Su tutti i quotidiani, nessuno escluso, la prima del capoluogo riferiva dell’aperitivo consumato tra il Sindaco di Cosenza ed il parlamentare del PSE, ad un bar del viale Giacomo Mancini, per l’occasione interamente riaperto e completato fino a Rende (ed anche di più). Argomenti dell’incontro, oltre all’ormai consueto briefing tra vecchi amici, il porto fluviale, la metropolitana underground ed il nuovo aeroporto (con annessa pista per lo shuttle). Stante alle cronache, ad un certo punto, con evidente e comprensibile soddisfazione dei due, si sono aggiunti il vice presidente della giunta regionale, la di lui consorte e l’assessore ai lavori pubblici del comune di Cosenza.

La notizia dell’incontro, propagatasi in un battibaleno, ha costituito un fortissimo richiamo per tanti. Del resto era comprensibile che a sublimare un momento di così grande afflato non potessero mancare figure di primo piano della politica non solo nostrana. Ed eccoli arrivare in coppia,  la segretaria regionale dei verdi e l’assessore alle pari opportunità, il segretario di Italia dei Valori ed il consigliere di Italia di mezzo, l’assessore all’ambiente della provincia ed il sottosegretario alle politiche agricole, un quasi consigliere comunale ed il nipote del sindaco di Piane Crati, due ex presidenti del consiglio comunale di Cosenza, il parlamentare dell’Udeur unitamente al capogruppo degli amici di Mastella, l’ex segretaria del PDM al braccio di un consigliere provinciale autodefinitosi “oppositore pentito”, e per ultimi, mano nella mano, due teneri consiglieri comunali autosospesi.

C’erano davvero tutti, in un tripudio di effusioni, strette di mano, pacche e sorrisi. Non mancava nessuno, o meglio, mancavo solo io. E mentre sto a pensare sul perché proprio io non sono lì tra loro …..  suona la sveglia.  

Peccato …. era solo un sogno.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

06/11/2007

 

REGOLE O NON REGOLE

 

Falvo, Vizza ed io abbiamo presentato questa mattina una interrogazione al Sindaco sullo stato del commercio in città. Abbiamo in sostanza chiesto di sapere se questa Amministrazione intende mettere un freno agli abusi ed ai soprusi che si consumano quotidianamente in città da parte di chi si ritiene più furbo - o più "raccomandato" -degli altri.

In un anno e mezzo l'amministrazione Perugini si è distinta in questo settore per non aver prodotto nulla di rilevante. Ed a poco vale ergersi a paladini della legalità se si sanziona chi ogni giorno calpesta le leggi che son fatte per essere rispettate e non violate.

Non ci aspettiamo che qualcuno chieda scusa per ciò che non ha fatto, ci aspettiamo, semmai, che qualcuno cominci a fare. Sarebbe ora.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 

Leggi l'interrogazione


27/10/2007

 

I FACCITUOSTI 8

 

Lo scorso 11 Luglio presentavo al Sindaco Perugini un'interrogazione per sapere come mai nella nostra città non fosse partita la raccolta differenziata finanziata dalla Regione Calabria.

Da quel giorno aspetto una risposta ed ho motivo di ritenere che questa non tarderà ad arrivare visto che stavolta, a sollecitare, con tanto di interrogazione, è  un autorevole esponente della maggioranza, e più precisamente Francesco Rovito, che a palazzo dei bruzi è capogruppo dei verdi. Verdi, che ricordo, partecipano attivamente alla giunta Perugini con un assessore.

Che soddisfazione... Anche stavolta le mie sollecitazioni hanno colto nel segno stimolando finanche un leale sostenitore di Perugini a chiedere lumi sulla misteriosa pratica della differenziata.

E come direbbe Einstein: "La ricerca della verità e della conoscenza è una delle più alte attività umane, anche se spesso ne menano più vanto quelli che meno vi partecipano.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


25/10/2007

 

L'UOMO D'ONORE

Non ho alcun motivo di dubitare della parola del Vice-Sindaco di Cosenza, soprattutto perché giudico il Vice-Sindaco uomo d’onore. E non dubito neanche che nel nostro comune si registrino disguidi interni tali da non consentire alla posta di arrivare per tempo sulle scrivanie di assessori e dirigenti. Di questi tempi, a Palazzo dei Bruzi può accadere di tutto, e nessuno può meravigliarsene.

Sull’interessamento poi che il Vice-Sindaco dichiara di manifestare nei confronti della biblioteca non dubito minimamente, nonostante stia aspettando ansioso, quanto in Consiglio vorrà riferire in relazione proprio ad una mia interrogazione sulla biblioteca.

Ma se io mi fido e confido nel suo interessamento, evidentemente qualcun altro non si fida in eguale misura. E pur non comprendendo tale diffidenza – dal momento che il Vice-Sindaco è uomo d’onore- invito pubblicamente Giancarlo Morrone a convocare egli stesso, entro una settimana, le parti in causa per discutere proprio delle sorti della nostra beneamata Biblioteca Civica.

A questo punto sono convinto che la convocazione non si farà attendere perché il Vice-Sindaco…. è uomo d’onore.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


24/10/2007

 

VE L'AVEVAMO DETTO

 

Non scivolano via le notizie che quotidianamente leggo sulla stampa locale. Mi lasciano, al contrario, un vago senso di impotenza misto ad amarezza per ciò che poteva e doveva essere e non è stato. E questi stati d’animo non riguardano, purtroppo, solo me, ma i tanti che ogni mattina si svegliano e sperano che quel giorno sarà diverso, migliore.

Da “eletto” di questa città non posso sottrarmi ad un sentito, forse eccessivo, mea culpa. Voglio anche io accollarmi una parte di quelle responsabilità che la gente, giustamente, attribuisce alla classe politica, per come le cose vanno nella città di Telesio.

Piccole o grandi, bisogna ammetterlo, le responsabilità sono di tutti, ed assumersele può solo testimoniare la buona fede di un impegno.

Il rammarico o la contrizione, tuttavia, non eliminano i problemi ma possono, se ben orientati, spingere ciascuno di noi ad individuare rimedi, o quantomeno a provarci.

Se a qualcuno oggi può bastare dire “l’avevamo detto”, a chi come me, ha affrontato l’esperienza consiliare con il solo spirito di servizio, ciò non basta ed è per questo che, accoratamente, rivolgo al sindaco Perugini l’invito a correre ai ripari prima che sia troppo tardi, prima, cioè, che la barca affondi trascinando con se tutti noi.

Certo, noi che viaggiamo in terza classe, senza gioielli e vestiti scintillanti, perderemo meno nel naufragio, ma sempre di naufragio si tratterà.

Quando la Corte dei Conti fa rilievi così mirati ed incontestabili, quando si assiste alla dismissione della stazione di Vaglio Lise o alla chiusura della Banca d’Italia,  vuol dire che anche il tempo dei proclami e della propaganda è finito. I faremo, i diremo, i protesteremo non servono più a nulla.

Il gruppo nel quale svolgo con scienza e coscienza il mio ruolo di consigliere comunale ha in questo anno e mezzo posto con determinazione alcune questioni. Si sono sbagliati i toni? Gli animi a volte sono sembrati esasperati? Non è stata usata l’amicizia civica alla quale il sindaco uniforma i suoi comportamenti? Chiedo io umilmente scusa. Ma ciò detto, parliamo, per favore, della città.

Si vuole capire che se non si da vita ad un coinvolgimento autentico di tutte le forze sane di questa città, che stanno a destra come a sinistra, si è destinati a diventare spettatori di un inesorabile declino?

Qualcuno pensa che la logica del giorno dopo giorno, dell’inciucio e delle camarille, possa rappresentare per Cosenza “il nuovo corso”. Non è così.

Miseramente stanno fallendo i tentativi di cooptare questo o quel consigliere per sopravvivere un giorno di più. E miseramente falliranno gli sforzi di coloro che ritengono che per amministrare serva il voto in più. Nel gruppo al quale appartengo, o meglio, in tutta la minoranza, ci sono idee, progetti, amore per questa città. Basta, una buona volta, con le guerre personali. Basta con il dispetto e la vendetta. Cosenza non può più perdere tempo. Ha già perso tanto di quello che aveva e tanto altro lo perderà se non si inverte una buona volta la rotta.

E sinceramente, sono anche stanco di ripetere che l’avevamo detto.

 

SERGIO NUCCI

un Consigliere Comunale che ama Cosenza

 


 

20/10/2007

 

SOLIDARIETA' A CAMPANELLA

 

Il commissariamento del CORECOM, scaturito dall'approvazione di un emendamento all'assestamento del bilancio, la dice lunga sui metodi “bulgari” adottati da chi governa la nostra Regione.

Tra le vittime sacrificali c'è, stavolta, anche un giornalista, Mario Campanella, colpevole non solo di non chiamarsi Biagi, Santoro o Luttazzi, ma, sopratutto, di aver scritto senza reticenze di vicende scabrose di questa nostra regione.

Vorremmo che anche per lui si registrassero tante e qualificate solidarietà. Le merita lui e le meritano le inchieste che fin qui ha condotto con coraggio e senza condizionamenti.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


18/10/2007

 

I FACCITUOSTI 7

 

La stampa locale da notizia dell’iniziativa congiunta del Presidente della Regione Loiero e del Sindaco di Cosenza Perugini di intitolare al compianto Aroldo Tieri il cinema teatro Italia.

Un bel gesto. E’ forte però il sospetto che l’intitolazione sia dettata, più che dalla statura dell’artista e dalla sua calabresità, da motivazioni di ordine politico: a sollecitare l’intitolazione sarebbe stato il segretario regionale di Rifondazione, partito al quale l’attore era ideologicamente vicino.

Sono sinceramente contento di questa decisione perché convinto - io si -, e del valore artistico dell’attore e del sincero legame che questi ha sempre mantenuto con la sua terra d’origine

Ma io, più di altri, ho un motivo di soddisfazione in più: proprio il 31 Dicembre del 2006, infatti,  assieme al collega Carmine Manna ho rivolto un’interrogazione al Sindaco, peraltro ampiamente riportata proprio dalla stampa locale, per sapere se non ritenesse giusto rendere omaggio a questo illustre figlio di Calabria intitolandogli proprio il Cinema Italia.

In quell’occasione, un anno fa dunque, il Vice-Sindaco Morrone, in Consiglio Comunale, mi spiegò, non senza difficoltà, le ragioni insormontabili che non consentivano all’amministrazione di aderire a quella legittima richiesta.

Oggi, ad un anno di distanza, apprendo che quanto detto allora non contava, forse perché a dirlo era stato il Vice-Sindaco Morrone, e che, anzi, la decisione di intitolare il cinema Italia rappresenti un atto sentito e condiviso.

Non me ne vogliano il Vice-Sindaco se rimarco quanto poco valore abbiano le sue parole e il Sindaco se gli ricordo questa mia ennesima primogenitura.

Il ruolo che mi sono ritagliato è quello di segnare il cammino che il solerte ed onesto amministratore deve percorrere per ben governare. Che lungo la strada qualcuno dimentichi chi l’ha indicata non è un problema, mi accontento che quel qualcuno la percorra.

 

Sergio Nucci

 

 

Leggi l’interrogazione

 


11/10/2007

 

I PALADINI DELLA LEGALITA' E IL DIRITTO AL LAVORO

 

I Paladini della Legalità negano il diritto al lavoro di un disoccupato cosentino. Questo, in sintesi, è quanto sta accadendo allo sfortunato signor Claudio Falcone, che per vivere gestisce una scuola di ballo, e che dallo scorso giugno, nonostante la delibera della III Circoscrizione, non può svolgere la sua attività nella palestra affidatagli, perchè il dirigente scolastico ritiene che la prerogativa della concessione spetti al consiglio di istituto e non  già a quello circoscrizionale.

Nonostante il Falcone da diversi mesi abbia interessato della cosa l'Amministrazione, e nonostante si siano espressi favorevolmente l'Avvocatura Comunale e il Presidente della III Circoscrizione, nessuno fino ad oggi si è preso la briga di dirimere l'intera questione. 

La gestione delle palestre in orari extra-scolastici è affidata alle circoscrizioni o ai consigli d'istituto?

I nostri paladini vorranno, dopo l'interrogazione odierna (che è allegata), dire una parola definitiva sulle reali competenze?

Vedremo.

Nel frattempo qualcuno continua a non sapere come portare a casa un tozzo di pane.

 

 

CARMINE VIZZA - SERGIO NUCCI

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


 

30/09/2007

 

LA VERITA’ TRIONFA SEMPRE

 

Mentre la città attonita si interroga sulla autenticità delle botte tra il “lui e il lei” della sinistra cosentina, noi, modesti operatori della politica comunale, maturiamo il convincimento che l’aggressione alla signora Tartoni, così reclamizzata e stigmatizzata, in verità non ci sia mai stata.

Diciamolo, la ricostruzione fornita dai tre presunti “aggressori”, onestamente, ci convince un po’di più di quella circolata in Consiglio Comunale e che ci ha indotto - previa autorizzazione scritta del “padrino” di riferimento - a sottoscrivere un documento di condanna verso atti che, per come riferiti, non potevano che essere biasimati.

Alla fine, però, come in ogni bella storia, la verità trionfa ed assegna ad ognuno il ruolo che merita..

Non vorremmo certo essere nei panni della Tartoni che ha messo su questo bel teatrino, ma non vorremmo neanche vestire i panni dei dirigenti della Sarcone che, anziché attardarsi sull’aggressione “inventata”, avrebbero potuto condannare quella, che per bocca di molti, sarebbe stata l’aggressione autentica.

Nessuna violenza, dunque, almeno alla signora Tartoni, ma solo lo sfogo di elettori del Sindaco, esasperati dalle reali condizioni del nostro centro storico.

Crediamo che ai tre decisi critici non mancheranno i modi e le forme per riaffermare la loro signorilità, recapitando alla gentile presidentessa un mazzo di fiori accompagnati naturalmente da un biglietto di … lagnanze e  proteste.

E vissero tutti felici e contenti … tranne, naturalmente, coloro che le botte le hanno prese davvero.

Due firmatari “ pentiti” del documento di solidarietà.

 

SERGIO NUCCI CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


24/09/2007

 

GRADINATE … OSCENE

 

Che strano destino riserva la vita non solo alle persone ma anche alle cose. E’ il caso stavolta delle gradinate cittadine che, a seconda delle circostanze, diventano, nel migliore dei casi, palcoscenico di spettacoli o, nelle peggiori,  parcheggio d’autovetture. Alludiamo evidentemente da un lato alle scalinate di via Calabria, sulle quali si sono da poco spente le luci della tradizionale kermesse settembrina,  e dall’altro a quelle ben più suggestive dette “dei due leoni” sulle quali insiste, da qualche anno, un parcheggio d’autovetture gentilmente concesso, ad alcuni privati, dall’amministrazione Catizone con l’avallo degli uffici preposti.

Ma andiamo ai fatti. Da solerti e attenti consiglieri di questa città, ci siamo imbattuti in una situazione che dire sconcertante è dir poco. Sulla centralissima via Vittorio Veneto (ora Via Misasi) proprio sopra la scalinata “dei due leoni” che finisce sulla via Sabotino, abbiamo verificato, evidentemente con grande meraviglia, l’esistenza di un parcheggio, con tanto di sbarra elettrica, nel quale solo pochi eletti (una dozzina di autovetture circa), hanno il privilegio di parcheggiare con un esborso annuo di circa 2,50 € per auto.

Senza entrare nel merito dell’esiguità della cifra che nella città delle parking card gratuite ai consiglieri comunali può non far notizia, quel che più ci indigna è l’aver constatato con quanta “generosità” e quanta “disponibilità”, per non dire evidentemente altro, si è consentita la creazione di un parcheggio, violentando  paesaggisticamente ed architettonicamente, uno degli scorci più suggestivi di Cosenza. Nella città che si rizela perché “u’ milunaro” invade l’aiuola di piazza 25 Luglio non si è assistito a nessuna levata di scudi per il parcheggio (questo né temporaneo né stagionale) su uno slargo un tempo grazioso e attraente.

In verità, un petulante cittadino aveva pensato bene di opporsi al provvedimento comunale richiedendo addirittura l’azione della Procura, ma evidentemente i solerti giudici cosentini hanno ritenuto la cosa fin troppo misera per dedicare l’attenzione che meritava, ignorando così il proverbio che recita che è con piccoli passi che si scalano le montagne.

Poi siamo arrivati noi. Abbiamo cominciato a fare domande a destra e a manca; abbiamo chiesto documenti e visto progetti e, alla fine, abbiamo presentato al Sindaco la nostra interrogazione per sapere se conosce quanto riferito, se lo giudica come noi raccapricciante e, in caso affermativo, se non ritenga utile aprire sull’intera vicenda un indagine interna per acclarare i fatti e ricostruire tutto l’accaduto per come lo abbiamo ricostruito noi.

Perché una cosa è certa: i dipendenti comunali che non fanno per bene il proprio lavoro non sono solo quelli che non vigilano sull’esecuzione dei lavori ma anche coloro che ritengono che la cosa pubblica a volte possa diventare “privata”.

 

SERGIO NUCCI CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno


 

19/09/2007

 

QUESTI FANTASMI

 

Come dare torto ad Annamaria Nucci. Condivido in pieno le sue critiche: in questa amministrazione latita la politica intesa come esigenza di dare risposte concrete ai cittadini. Ha ragione quando dice che questi problemi non trovano risoluzione negli uffici preposti. Questa maggioranza continua ad avvitarsi su se stessa dentro e fuori il Palazzo. fuori, con le critiche degli stessi compagni del PD e dentro per alcuni consiglieri comunali impegnati nell'affannosa ricerca di posti al sole.

Comprendo il suo sfogo: perdere ore ad ascoltare le proposte che questa maggioranza è in grado di formulare farebbe perdere le staffe pure a un santo.

L’augurio che mi sento di fare da cosentino è che qualche assessore smetta il lenzuolo bianco del fantasma per dedicarsi ai problemi che affliggono la comunità.

In queste ore di ulteriore riduzione dell'erogazione idrica, nessuno che si prenda la briga di istituire un servizio di approvvigionamento con autobotte per gestire l'emergenza. L'ho detto in Consiglio: questa sindacatura somiglia all’opera di De Filippo "Questi fantasmi", che pure se conteneva una parte ironica, ne nascondeva un'altra ben malinconica e a volte tragica. E' quanto stiamo vivendo nella città. Piena solidarietà dunque al duro j’accuse di Annamaria Nucci. Anch'io al suo posto non risparmierei nessuno della mia parte politica, se mi accorgessi che è fatta di queste persone.

 

Sergio Nucci


 

05/09/2007

 

VASCO ROSSI A COSENZA. UN BUSINESS PER CHI?

 

Da più giorni lo stadio San Vito è occupato per l'allestimento delle strutture necessarie allo svolgimento del concerto di Vasco Rossi previsto per il prossimo 7 Settembre.

L’impianto sportivo è presidiato come un fortino e le possibilità di accedervi sono del tutto inesistenti.

Gli spogliatoi, secondo i bene informati, vengono utilizzati come dormitori e una società di catering preparerebbe sul posto il vitto degli operai, dei tecnici e di tutti quanti sono impegnati nella preparazione dell'evento.

La presenza del palco sul manto erboso, dal canto suo, ha comportato il momentaneo l'allontanamento della squadra di calcio cittadina che proprio in questi giorni ha iniziato il campionato di serie D.

Fin qui nessun problema se non fosse che a detta dei bene informati lo stadio sarebbe stato concesso, e per diversi giorni, all'organizzazione a titolo gratuito.

Dopo avere contattato informalmente Assessori, Dirigenti ed anche l’ufficio del Sindaco, abbiamo fatto richiesta al Segretario Generale di tutti gli atti relativi alla concessione dello stadio.

In ultimo, non contenti, abbiamo presentato l’interrogazione allegata .

Come sempre attendiamo fiduciosi.

 

Sergio Nucci

 


 

20/08/2007

 

SULLE INDENNITA’ DEI CAPI SEZIONE

 

L’Amministrazione Perugini, per salutare i dipendenti comunali andati in pensione dall’aprile del 2000 fino al 2007, nello scorso mese di gennaio, ha predisposto una cerimonia di saluto, al Ridotto del Teatro Rendano,  ripristinando una manifestazione rimasta sospesa per quasi sette anni.

L’intento era evidentemente quello di manifestare l’apprezzamento del Comune e della cittadinanza  verso dei dipendenti che avevano prestato per tanti anni servizio presso la casa comunale. Addirittura, il Sindaco Perugini ha voluto consegnare una medaglia-ricordo personalizzata al titolare o, in assenza, a un familiare come segno tangibile di affetto e riconoscenza.

Tanto affetto e tanta riconoscenza, però, mal si coniugano con il problema irrisolto delle indennità di funzione riconosciute ad alcuni capi-sezione ma corrisposte con grave ritardo e senza considerare gli interessi legali maturati; fatto questo che ha spinto i capi sezione ad adire le vie legali proprio contro l‘Amministrazione.

Diritto, quello dei capi sezione, riconosciuto finanche dal TAR Calabria e contro il quale l’Amministrazione cosentina ha fatto ricorso al Consiglio di Stato.

Non riteniamo Perugini e la sua giunta responsabili di questa spiacevole situazione, siamo convinti, però, che perseverare in questo comportamento, verso dipendenti che hanno onorato con il proprio lavoro tanti anni di servizio, vada a disdoro proprio dell’amministrazione.

Con l’interrogazione odierna, cerchiamo di far luce sulla vicenda e di orientare in senso risolutivo un contenzioso che si trascina da tempo e che non può essere certo ascritto a merito di chi non vi pone rimedio.

Aspettiamo fiduciosi che il Sindaco Perugini o l’assessore Ambrogio riferiscano in Consiglio di avere dato mandato all’Uufficio Legale di desistere nell’azione dinanzi il Consiglio di Stato. Confidiamo che verrà posto rimedio ad una decisione che a molti è sembrata addirittura irriconoscente per l’opera svolta in tanti anni di servizio proprio da quei capi-sezione. Siamo altresì certi che si vorranno sanare anche situazioni analoghe che possono costituire, se gestite in talmodo, addirittura un danno patrimoniale per l’Ente.

 

Sergio Nucci

 


 

17/08/2007

 

SULL’AREA URBANA

 

E’ fuori discussione che in questi ultimi mesi l’idea di area urbana abbia subito numerose battute d’arresto. L’ambizioso progetto di costruire un unico grande comprensorio rispondente alle esigenze della collettività tra Cosenza ed i comuni contermini, enfaticamente propagandato non più tardi di un anno fa in occasione delle elezioni amministrative, si è pericolosamente arenato prima che potesse prendere definitivamente il largo.

Individuare le responsabilità di quanto è accaduto e sta accadendo non è tuttavia semplice né può bastare la riduttiva semplificazione secondo la quale, se l’aerea urbana non decolla, la colpa può essere cercata solo oltre Campagnano dove si manifestano preoccupanti visioni dirigistiche.

Non siamo stati, e non lo siamo tuttora, in sintonia con la visone ristretta e particulare che qualcuno a Rende cerca di contrabbandare come una strategia proponibile, ma siamo altresì convinti che se non si pone mano ad un progetto di Grande Cosenza attribuendo a Rende le proprie  funzioni di guida in alcuni settori si corre il rischio, serio, di vedere mortificate le aspettative di un territorio che potrebbe essere ad un passo da un definitivo ed auspicabile decollo.

Rende non potrà, e lo sanno anche i suoi amministratori, diventare il centro decisionale dell’area urbana cosentina, ma Rende è e rimane, ad esempio, la sede dell’Università della Calabria che tanto prestigio ha ottenuto dentro e fuori i confini regionali.

La vita di una comunità, chiaramente, non ruoterà mai intorno ad un solo grande volano di sviluppo come l’ateneo, ma deve essere proprio la presenza concomitante di tanti volani, non slegati tra loro, a fare la fortuna di Cosenza e del suo hinterland.

La vera questione consiste però nel non attardarsi nel difendere interessi di parte punzecchiandosi in sterili polemiche con il solo obiettivo di procrastinare il momento della decisione.

In questi mesi anziché assistere alla concertazione su quale possibile sviluppo offrire alle nostre popolazioni ci siamo fatti intrappolare nella logica del campanile, che se a volte è frutto di un sano amore verso la propria storia, a volte è conseguenza di potentati economici attenti più alle proprie che alle altrui fortune.

Che senso ha, ad esempio, pensare ad un nuovo ospedale senza immaginare una sua dimensione di policlinico universitario, che senso ha immaginare una stazione ferroviaria senza uno scalo merci utile ad uno sviluppo organico del contesto nel quale insiste. Che senso ha non prevedere nell’ideazione e nella realizzazione dell’area urbana cosentina l’integrazione di comuni come Mendicino e Zumpano. Si tratterebbe, per il primo, di riconoscere quella vocazione residenziale che già Castrolibero, con ottimi risultati in termini di servizi e opportunità ha realizzato, per il secondo  di legittimare il ruolo industriale sviluppato in questi ultimi anni e che tanta parte dei nostri concittadini coinvolge.

Ragionare in termini di area urbana vuol dire pianificare le grandi opere interagendo. Vuol dire pensare ad un viale parco funzionale e soprattutto senza soluzioni di continuità; ad una metropolitana che si sia al servizio di tutta la popolazione e senza “percorsi preferenziali”. Vuol dire creare sinergie per fare di Cosenza, ad esempio, un grande polo turistico visto l’ingente patrimonio storico ed artistico di cui dispone.

Esaltare le possibilità e le potenzialità dei singoli territori per alcuni fino ad oggi ha significato marcare le differenze. Crediamo sia arrivato il tempo di invertire questa tendenza.

E’ in questa ottica che immaginiamo la costituzione di una grande coalizione a sinistra. Un raggruppamento che sappia fare squadra, che sappia far lavorare fianco a fianco persone con storie e culture differenti ma con obbiettivi credibili e condivisibili. E’ per questo che ci siamo imposti di guardare al costituendo Partito Democratico con l’ottimismo che solo la volontà può suscitare, consapevoli però che il pessimismo della ragione è sempre in agguato.

 

Sergio Nucci

 


 

06/08/2007

O GALLO 'NCOPPA...

 

Il Sindaco di Rende non perde occasione per marcare la differenza con il collega di Cosenza.

Bernaudo, per l’ennesima volta, sottolinea alla stampa, in occasione della conferenza  per il primo anno di attività, come lui, al contrario del collega Perugini, possa ritenersi soddisfatto del lavoro amministrativo compiuto dall’insediamento ad oggi.

Sembra quasi che i buoni risultati, o presunti tali, raggiunti nel comune di oltre Campagnano vengano sbandierati non con l’orgoglio di chi ha fatto, ma con l’arroganza del primo della classe che non perde occasione per dividere sulla lavagna i buoni dai cattivi.

Bernaudo è stato “pizzicato” in più di una occasione in questa pratica canzonante – ovvero dileggiare gli amministratori cosentini - e, ciononostante, i suoi distinguo sono passati senza suscitare una schietta e liberatoria reazione da parte degli interessati. Già dai banchi del Consiglio ci siamo permessi di suggerire agli amici di oltre Campagnano di occuparsi più delle proprie travi che delle altrui pagliuzze. Cosenza, e questo lo sta riconfermando con i fatti (e che fatti!), ha un Sindaco che sa sbagliare da solo, e senza suggerimenti .

Ognuno pensi a far bene il proprio lavoro, a compiere la propria mission, poi come qualcuno ha ricordato, fra quattro anni ci penserà il popolo ad esprimere il proprio giudizio sui fatti e sulle persone. E se qualcuno (Beraudo n.d.a.) pensa che Cosenza possa costituire il trampolino di lancio per qualche nuovo e più importante incarico politico stia ben tranquillo, perché anche su questo stanno confrontandosi in estenuanti riunioni gli strateghi del costituendo partito democratico.

Varrebbe la pena ricordare al Sindaco di Rende che non è passato molto tempo da quando gli amministratori rendesi si rivolgevano con assoluta deferenza nei confronti dei Sindaci cosentini. Quel tempo, ahinoi,  è passato ma fa male chi pensa che non possa tornare E fa peggio chi per autoesaltarsi  si confronta con una amministrazione disastrata come quella di Cosenza.

Ci verrebbe voglia di chiedere a Bernaudo, che gusto c’è a sparare contro la Croce Rossa, che gusto c’è  a fare “‘o gallo ‘ncoppa a munnezza”.

 

Sergio Nucci

 


28/07/2007

 

SAMMARC…ANDA

 

Sarà il gran caldo, saranno le imminenti vacanze, ma di questi tempi non c’è proprio voglia, in questa maggioranza, di parlare del “caso Sammarco”. Nessuno intende commentare le accuse dell’ex presidente per paura di svelare il clima che si respira nella coalizione che sostiene Perugini a Palazzo dei Bruzi.

Questo silenzio, così assordante perché proviene proprio dalla parte politica di Sammarco, non può che stimolarci a ritornare, e con maggior vigore, sulle questioni sollevate dall’ex presidente.

Questioni che nessuno ha criticato o condiviso, almeno apertamente.

Perché tanto silenzio? Perché tanta omertà? Eppure l’ex capogruppo dei DS si è lasciato andare, nell’ultimo consiglio ad inaspettate concessioni verso l’ex collega di partito: “Sammarco pone questioni serie delle quali bisognerà discutere!”. E quando?

Ad ottobre in occasione dell’assemblea del Partito Democratico? Tra quattro mura per decidere da chi devono essere riempite le varie caselle che man mano si stanno liberando? Chi sarà il Capogruppo del PD o chi siederà sullo scranno di Presidente del Consiglio o chi entrerà in giunta al primo rimpasto?

Questi sono i veri interrogativi che spingono i colleghi della maggioranza a non parlare, a non prendere posizione, tranne, naturalmente qualche sporadica eccezione.

Se ciò è vero, ed è vero, nei prossimi giorni non ci sarà alcun dibattito sull’elezione del Presidente del Consiglio. Con buona pace del Sindaco Perugini - che nulla fa, prendendo a pretesto le parole di Sammarco, per liberarsi dalla morsa oppressiva e paralizzante dei sui “tutori” che ne stanno condizionando l’azione amministrativa - si rinvierà la discussione a tempi migliori e solo dopo aver “cencellianamente” redistribuiti incarichi, prebende, onorificenze  e cotillons.

Il rinvio lascerà irrisolto il nostro dubbio: questa maggioranza non è pronta a confrontarsi sul dopo-Sammarco, o non è pronta a discutere sulle cose dette dal penalista cosentino?

Sammarco, e questo lo sanno anche le pietre, ha guidato da capolista i DS nelle ultime elezioni amministrative. Ha camminato in lungo e largo, al fianco di Perugini, a rappresentare un modo “diverso” di far politica. Si è speso senza riserve nel sostenere e difendere un progetto nel quale ha pensato non di essere comparsa ma primo attore, ed ha messo in conto che poche, e comunque ininfluenti, sarebbero state le “pressioni” del mondo esterno sulle scelte amministrative cittadine. Poi, dopo aver rifiutato un posto in giunta, è stato eletto a gran voce presidente del Consiglio (incarico da 3500 € al mese e senza lasciare il Consiglio che alimenta più di una speranza). A questo punto ha affrontato il nodo della forze “sorelle” all’opposizione. Per lui, i socialisti e rifondazione dalla parte avversa hanno significato l’”anomalia” da sanare e contro la quale si è speso in prima persona attirando i mugugni di quelli che pensavano che un allargamento della maggioranza avrebbe ridotto le poltrone da spartire. A latere, ha condotto, vanamente, le battaglie contro l’aumento delle indennità e a favore di una politica urbanistica non condizionata da interessi forti. In sostanza, è stato sui grandi temi in sintonia con le nostre battaglie.

Ma ad un certo punto qualcosa si è rotto. Sammarco si è stancato di assistere inascoltato al disfacimento del “suo” ambizioso progetto politico. Quando ha realizzato che a lui si chiedeva di metterci solo la faccia si è tirato fuori dal gioco. E a parer nostro, anche se in ritardo, ha fatto bene.

Lui che ci aveva creduto stava pian piano diventando il testimonial del fallimento.

Oggi, sull’Aventino, aspetta che qualcuno riprenda le cose che ha detto. Che gli dicano se ha torto o ragione. Che sviscerino con chiarezza ed acume politico se le cose che da tempo afferma sono condivisibili o meno.

Lui vuole saperlo, lo pretende. Ed anche noi vogliamo capire se la sue opinioni trovano sponde in questa maggioranza.

Ma, più di lui e più di noi, vogliono saperlo i cosentini che un anno fa, carichi di speranze ed attese, hanno eletto Perugini alla guida di Cosenza.

Non rispondere oggi a Sammarco non significa ignorare il compagno di avventura, isolare una voce fuori dal coro, vuol dire tradire l’impegno preso con i cittadini che ci avevano creduto, e che oggi, supponiamo, si pentono di averlo fatto.

 

Sergio Nucci

 


 25/07/2007

 

I FACCITUOSTI 6

 

Apprendiamo dalla stampa locale che la Regione non disporrebbe dei fondi necessari a far partire Co.Me.Tra, il tanto reclamizzato, tranne che nel Consiglio Comunale di Cosenza, Consorzio del Trasporti Meridionali, nato dall’aggregazione di AMACO, Ferrovie della Calabria, Consorzio Autolinee ed altre sette aziende regionali con l’obiettivo di integrare e prolungare le reti urbane.

La notizia, rilanciata dai sindacati di categoria, non sorprende, semmai è la riprova di come “funziona” la tanto decantata filiera istituzionale di centro-sinistra comune-provincia-regione.

Un funzionamento messo sotto accusa anche da Francesco Cribari - definito dal buon Perugini “un presidente capace e che lavora” – e che, in barba alla regola non scritta “mai mordere la mano di chi ci sfama”, non evita commenti al vetriolo verso i governanti regionali. Perchè è un fatto che il Consiglio d’Amministrazione dell’AMACO (del quale Cribari è presidente), voluto a suo tempo dalla giunta Catizone, venga ora sostenuto e mantenuto proprio da quella stessa classe politica che dopo aver spinto per la sua costituzione oggi abbandona ad un misero destino, invocando scarsità di fondi, Co.Me.Tra., il consorzio nato per servire l’area urbana.

Ed a proposito di quest’ultima, siamo proprio curiosi di vedere se i sindaci di Cosenza e Rende, chiamati alle loro responsabilità dai sindacati, guideranno la protesta nei confronti delle regione rea di non premiare iniziative come il Consorzio, nate per collegare il comprensorio cosentino. Perugini e Bernaudo sfileranno fianco a fianco, come un anno fa in campagna elettorale, per chiedere i soldi a Loiero? O le vicende del viale parco incompleto, della squadra calcistica,  delle “Invasioni” dimezzate, freneranno gli impeti di riavvicinamento tra i due sindaci del PD?

Intanto, consoliamoci con le rassicurazioni sull’AMACO dell’assessore Conforti: “l’azienda dimostra di essere competitiva anche sul piano della trasparenza”, nonostante proprio sulla vicenda Co.Me.Tra. tanta trasparenza non si sia registrata. Ricordiamo che sul consorzio nessuno ha ravvisato la necessità di informare nei tempi e nei modi opportuni il Consiglio Comunale di Cosenza che detiene la proprietà dell’AMACO.

Forse, in questo caso, Conforti ha esagerato. Lui che nelle vicende della municipalizzata non entra mai, e non per sua volontà, adesso afferma che l’azienda è “competitiva”. Verrebbe da domandargli se sa grazie a chi e perchè l’AMACO debba ritenersi competitiva.

Speriamo che d’ora in avanti, anziché curarsi di vicende dalle quali è escluso, Conforti si occupi dei tanti problemi a lui segnalati, perché, dopo un anno, pensare che il suo assessorato, come atto di concreto e di innegabile interesse per il territorio, ha varato il numero verde per la rimozione delle auto abbandonate è veramente un po’ poco. Sempre che, la sull’onda della politica della segnalazione dei disservizi, a Palazzo dei Bruzi non decidano di istituire il numero verde per la rimozione degli assessori.

 

SERGIO NUCCI - CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


 

16/07/2007

 

LO SCANDALO DELLE PROROGHE E DEI PROGRAMMI SENZA SOLDI

 

In un modo o nell’altro l’elisoccorso conquista l’interesse della stampa. Le gravi eccezioni mosse nei confronti della procedura adottata dalla regione Calabria  nel prorogare contra-legem la gestione del servizio, in capo all’originario assegnatario, ci ha scandalizzato. Non crediamo che tutto ciò collimi con i principi di legalità  e trasparenza  sbandierati dal presidente Loiero. Gli stessi che hanno promosso la costituzione della centrale degli acquisti regionale. La moralizzazione più che essere un obiettivo strategico della P.A. sembra essere diventata un elemento marketing, da vendere sui mercatini della politica. Tutto sembra farsi per autocompiacersi.

Francamente non ci saremmo aspettati da parte degli attuali amministratori  regionali, la continuazione di vecchi metodi, volti persino a favorire proroghe di appalti, anche miliardari, peraltro in palese violazione di legge. Cosi come non ci saremmo aspettati scelte disgregative della filiera ospedaliera regionale. Un PSR divenuto funzionale a soddisfare gli appetiti di amici, cugini o vicini di casa. Non si può pensare di rendere eccessive, sproporzionate alcune realtà specialistiche rispetto alla utenza potenziale (es .trapianti, polo oncologici,ecc) e poi trascurare l’essenziale.

L’economia,quella più reale inizia con l’ottimizzazione delle risorse umane già insediate sul territorio. Pensiamo a specializzare e a perfezionare quelle che abbiamo, anche per il dovere morale nei confronti degli operatori sanitari che hanno speso la loro vita al servizio del cittadino.

Le risorse finanziarie vanno ottimizzate, seguendo percorsi logici e razionali.  Cominciamo con l’evitare le proroghe multimilionarie dell’elisoccorso (certamente da sindacare da parte della Corte dei Conti!), ripristinando la legalità con le procedure per evidenza pubblica. Non si può prorogare un servizio per milioni di euro dal 2002 con leggi fatte apposta e con semplici delibere regionali, così come ha imposto nel dicembre 2006 l’assessore Lo Moro. Così siamo un po’ lontani dal diritto, quello vero. Da un assessore, peraltro magistrato, è naturale pretenderlo.

Quanto al servizio sanitario, progettiamolo insieme secondo i bisogni dei cittadini. Coinvolgiamo nel progetto i sindacati, le istituzioni, le categorie.  Emarginiamo quelle inutili presenze, direttamente responsabili di tante disarmonie create. La Calabria non ha bisogno dei Faillace di turno e degli altri abili scopiazzatori. Ha più bisogno del protagonismo di quegli operatori sanitari attenti conoscitori della nostra realtà. I medici e gli operatori sanitari tutti devono reclamare il buon diritto a partecipare concretamente alla elaborazione definitiva del PSR, apportando quel contributo necessario a rendere credibile il futuro sanitario calabrese.

Eviteremo così la spoliazione di Cosenza che in tanti stanno tentando di realizzare. Le recenti critiche al Piano degli interventi e dei servizi sociali, le dichiarazioni fatte dal ministro Ferrero rendono necessario un coinvolgimento severo in tutta la progettazione del welfare. Pensare che in Calabria vengano spesi meno di 10 euro a cittadini per i servizi sociali a fronte di 400 delle regioni del nord, ci incute paura. Ci obbliga però a sostenere le giuste battaglie. Noi abbiamo cominciato.

                                                                                         

CARMINE VIZZA - SERGIO NUCCI

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno


13/07/2007

 

SULLE DIMISSIONI DI FRANCO SAMMARCO

 

Le dimissioni di Franco Sammarco da presidente del consiglio comunale di Cosenza sono il fallimento di questa amministrazione e di questa maggioranza su aspetti fondamentali della politica.  L'avevamo detto che questa maggioranza era il frutto di precisi assetti e che non aveva come obiettivo fondamentale la crescita della città e la cura degli interessi generali dei cosentini, bensì soprattutto quello di coltivare la pregiudiziale antisocialista. Sarebbe, però, un commento assai parziale e sbrigativo alle dimissioni del Presidente Sammarco, la cui denuncia e' assai più ampia sul piano politico e della dimensione locale.  Il gesto politicamente estremo di Franco Sammarco, apprezzabile in un contesto in cui le dimissioni si e' soliti riceverle, e magari goderne, piuttosto che rassegnarle, testimonia il fallimento di questa amministrazione e di questa maggioranza su aspetti fondamentali della politica, che egli indica e conferma con cruda eppur rassicurante certezza in un quadro desolante e desolantemente condivisibile: l'assenza di autentica democrazia partecipativa; il ruolo distorto dei partiti, meglio delle oligarchie che ne hanno il controllo; l'incuranza degli interessi generali ed il prevalere di quelli clientelari e particolari; l'immobilismo, figlio di precise logiche conservatrici, cui consegue l'evidente incapacità di dare risposte concrete; l'irrispettosa considerazione del ruolo del consiglio comunale, relegato ad essere non il luogo del dibattito e delle decisioni, ma della informazione di scelte altrove compiute, in tal modo sfuggendosi ad un vero confronto con la città sui temi principali dell'azione amministrativa.  E che la denuncia di Sammarco abbia toccato nervi scoperti e' facile desumerlo dalle prime reazioni, soprattutto da quelle del Sindaco Perugini, che vorrebbe minimizzare il problema disconoscendo che l'unanime giudizio dei cittadini e' che la città non e' amministrata e pensando di riparare a questo spettacolo indecoroso con la burocratica sostituzione del presidente dimissionario.  Il vero problema e', invece, in quel sistema di potere che domina la vita sociale e politica di questa regione (altro che virtuosa filiera istituzionale), che i socialisti denunciano, da tempo ed in perfetta solitudine, per stimolare una riflessione che porti ad una politica davvero al servizio dei cittadini, prima che l'antipolitica ed altri fattori esterni spazzino via quel poco di buono che ancora resiste al di là di ogni ragionevole limite. A Cosenza si aggiunge l'anomalia di una maggioranza che ho trovato la sua ragion d'essere ed il suo collante nell'assurda pregiudiziale antisocialista, così indebolendo le potenzialità del centro sinistra e che sta portando la città al declino e all'abbandono.  Più che continuare a descrivere una città virtuale assai diversa da quella che percepiscono e vivono quotidianamente i cittadini, Perugini farà bene, così come ha messo in evidenza il Presidente Sammarco, a riconoscere gli errori commessi ed a trarne le conseguenti conclusioni in coerenza con il giudizio negativo della città.

 

Il Gruppo Consiliare della GARNP


 

11/07/2007

 

I BANDI "ELASTICI" DELLA REGIONE CALABRIA

 

Nei giorni scorsi, organizzata dalla Vallecrati, si è tenuta la conferenza stampa sulla raccolta differenziata “porta a porta” finanziata dalla Regione Calabria.

All'iniziativa, come è noto, ha aderito anche il Comune di Cosenza che, seppur tra mille difficoltà, è riuscito ad aggiudicarsi un cospicuo finanziamento regionale di circa cinquecentomila euro (decreto n° 11028 del 6/9/2006).

Una parte di questa cifra, e più precisamente € 168.444,00, sarebbe stata a già erogata all'Amministrazione di Cosenza nel mese di Maggio 2007.

Il fatto che sconcerta è che, a fronte della sottoscrizione della convenzione e del trasferimento della prima tranche di finanziamento, nessuna  raccolta differenziata sembrerebbe partita in città (circostanza facilmente riferibile da circa settantamila cosentini nonché dai vertici della Vallecrati).

A questo punto la domanda, anzi le domande nascono spontanee:

  • I bandi della Regione Calabria prevedono termini e norme "generici"?
  • La mancata partenza della raccolta nella città, nonostante la sottoscrizione della convenzione, è un fatto grave o è un particolare trascurabile e del quale non tener conto?
  • L'inadempienza riferita, sempre se verificata, crea un danno alla comunità?
  • Esiste qualcuno in grado di spiegare perchè a fronte di termini perentori si operi con il metodo della "approssimazione"?
  • C’è qualche uomo o donna di buona volontà disposto a far chiarezza e a dire se questi atteggiamenti sono corretti e/o addirittura legali?

Anche su questa vicenda occorrerebbe fare piena luce.

 

Di seguito alcuni documenti sui quali approfondire le notizie riferite:

 

L'interrogazione al Sindaco

 

Il BURC del 14 Marzo 2006

 

Il Decreto n° 18208 del 7 Febbraio 2007

 

La graduatoria definitiva dei comuni calabresi

Sergio Nucci

 


09/07/2007

 

CONFERENZA STAMPA PER VIA FRUGIUELE

 

Si è tenuta la conferenza stampa del Consigliere Nucci sui problemi di via D. Frugiuele. Il comunicato stampa diramato dal Comune di Cosenza è consultabile qui.

 


 

03/07/2007

 

PER PERUGINI NOTTE FONDA

 

L’autorevole distinguo dei giorni scorsi operato dal Presidente Sammarco non può, come qualcuno vorrebbe, passare sotto silenzio.

Senza troppi giri di parole Sammarco, con la schiettezza che lo contraddistingue, dice ciò che pensa: questa amministrazione, ad un anno dal suo insediamento, non ha realizzato i tanto auspicati cambiamento e rinnovamento promessi in campagna elettorale.

Le riflessioni di Sammarco fanno il paio con i reiterati appelli che vengono da sparuti settori della maggioranza come dell’opposizione a dar vita ad un governo della città realmente condiviso che ponga fine alle tante emergenze presenti e trasferisca alla gente, in modo inequivocabile, un progetto per la città ed i suoi abitanti. Un progetto nel quale prevalgano gli interessi collettivi, le proposte di sviluppo, l’affermazione dei diritti e dei doveri di ognuno.

Non c’è l’intenzione di tirare Franco Sammarco per la giacchetta, voglio però ribadire che in più occasioni la mia parte politica, forse sbagliando nei modi e nei tempi, il dialogo lo ha cercato.

In diversi, nei nostri interventi, nelle nostre esternazioni, nelle nostre attività consiliari abbiamo provato a rappresentare il disagio della gente comune nel vedere un certo ceto politico impegnato più nell’autoreferenziarsi che nel costruite sviluppo per la comunità

In diversi abbiamo evidenziato come la gente percepisca i consiglieri: impegnati a pensare solo agli onori della politica - ed il capitolo dell’indennità è un esempio -  che non agli oneri da essa derivanti. Un ceto politico che ha interpretato l’appartenenza ad un gruppo non come confronto sulle cose da fare ma come mera contrapposizione di schieramenti dove chi ha il voto in più impugna lo scettro del comando o esegue le aprioristiche chiusure che il signorotto di turno impone.

Ma le critiche non possono non coinvolgere quanti  avendo più importanti responsabilità di governo hanno consentito tutto ciò. Chi doveva e poteva prodigarsi affinché le cose andassero in un altro verso ha forse più responsabilità degli altri. Chi doveva sul ragionamento e sulla dialettica imbastire il nuovo corso, e si è lasciato trasportare dalla convenienza del momento, non può non essere additato come responsabile di questo stato di cose.

Sammarco fa capire nel suo jaccuse che nessuno può chiamarsi fuori. Lo fa dall’alto della sua storia personale per non confondersi con chi fa della politica una scorciatoia per la notorietà e il successo. La professione lo ha già gratificato e chi, come lui, vive condizioni simili sa bene cosa si prova a dover prender atto che le cose non vanno come dovrebbero e che poco o nulla si fa per cambiarle.

Il Presidente intravede anche il rischio latente che queste contrapposizioni finiscano con il minare inesorabilmente la fiducia dei cittadini verso l’istituzione comunale, perché se chi non ha nulla da chiedere alla politica si piega ai suoi compromessi, la residua speranza che un giorno qualcosa possa cambiare si spegne definitivamente.

Noi, come lui, avvertiamo questo amaro disagio. Noi, come lui, alziamo la testa per gridare che occorre cambiare per non restare omologati in questa rappresentazione farsesca della politica.

Questo disagio forse avrebbero dovuto rappresentarlo i suoi amici di partito o di coalizione. L’invito a restare presidente sarebbe dovuto arrivare da chi lo ha voluto capolista dei DS nella scorsa competizione elettorale promettendogli chissà quale impegno a favore della città.

Ma il silenzio assordante che accompagna la decisione di Franco Sammarco di lasciare il prestigioso incarico, svolto ad onor del vero con equilibrio e imparzialità, lascia sgomenti quanti pensano che cambiare si può.

Non nascondiamoci. Le dimissioni da presidente del penalista cosentino arrivano al momento giusto per soddisfare l’appetito di qualcuno del costituendo Partito Democratico che nel gioco delle spartizioni si candida fin d’ora al suo posto.

Noi, in cuor nostro, speriamo che Franco Sammarco possa ritornare sui suoi passi, anche se ci intriga molto immaginarlo al nostro fianco in trincea. E allora, per Perugini, sarà notte fonda.

 

Sergio Nucci

 


 

29/06/2007

 

IL COMUNE E IL COSENZA CALCIO

 

Il Gruppo Consiliare della Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno ha chiesto al Presidente Sammarco la convocazione di un Consiglio Comunale per discutere circa il "fattivo" interessamento dell'Amministrazione Comunale di Cosenza per la costituzione di una società calcistica che dovrebbe competere, dal prossimo anno, sotto il vessillo rossoblù.
Considerato che nel passato analogo interessamento, anziché favorire la nascita di una società calcistica seria e duratura, ha comportato la definitiva scomparsa del calcio cosentino è il caso di affrontare davanti alla città l'argomento affinché in futuro non si registrino ricostruzioni parziali e non veritiere.

Dal dibattito dovranno anche emergere le motivazioni che, dopo un'iniziale assenso, hanno determinato l'esclusione dell'amministrazione rendese dal progetto di squadra unica.

"Perchè nessun dica che non l'avevamo detto"

 

La richiesta di Consiglio

 


 

18/06/2007

 

"GOLA PROFONDA" SVELA AFFARI E INTRECCI: 20 INDAGATI


(Adnkronos) - Avrebbe raccontato di come agiva il 'comitato d'affari'. Nonché gli intrecci politici, economici e finanziari che avrebbero permesso di portare a termine business rilevanti, truffe e frodi. 

Sono queste le dichiarazioni fatte da una donna, la cui identità è ancora top-secret, alla base dell'operazione "Why Not", che ha portato ad una raffica di perquisizioni e informazioni di garanzia notificate oggi dai carabinieri del comando provinciale di Catanzaro su ordine del sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris, a politici, militari, agenti segreti e imprenditori. Le ipotesi di reato sono quelle di truffa, violazione della legge sul finanziamento ai partiti politici, associazione a delinquere, violazione della legge Anselmi sulle organizzazioni segrete, corruzione. 

Le perquisizioni hanno riguardato gli uffici del consiglio regionale di Reggio Calabria, ma anche le abitazioni e gli uffici di alcuni consiglieri, assessori regionali, imprenditori e uomini delle forze dell'ordine. Successivamente si sono estese anche a Milano, Padova e Roma. Le persone coinvolte, in base al decreto di perquisizione emesso dal sostituo procuratore De Magistris, sono 20, ma non è affatto escluso che nell'inchiesta possano essere presto coinvolti personaggi politici di livello nazionale con incarichi ministeriali.

Sulla base delle dichiarazioni della donna, soprannominata 'gola profonda', De Magistris ha individuato attraverso l'attività investigativa ''la sussistenza di condotte criminose finalizzate alla consumazione di truffe e corruzioni con riferimento, in particolare, all'erogazione di fondi pubblici''. Reati che, secondo il magistrato, sarebbero stati ''consumati, soprattutto, attraverso la costituzione di schermi-societari che consentono di spostare il denaro con maggiore facilità e creare condizioni per la realizzazione del prezzo del reato attraverso assunzioni di persone che rappresentano, in taluni casi, anche la controprestazione del delitto''.

Dall'analisi, scrive il sostituto procuratore De Magistris, ''delle compagini societarie e dei flussi economico-finanziari emerge uno scenario devastante circa la gestione di denaro pubblico e della pervicace volontà di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali''.

Secondo il pm, dall'inchiesta ''è emersa la costituzione di vere e proprie lobby affaristiche, costituite con modalità tali da rimanere occulte e non consentendo di individuare i partecipanti alle stesse (tenuto anche conto dell'appartenenza a ramificazioni significative delle istituzioni di taluni solidali), svolgendo attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di istituzioni, amministrazioni pubbliche e di servizi pubblici esenziali di interesse nazionale''.

La Procura di Catanzaro, sulla base delle valutazioni finora acquisite, è convinta che ''artificiosamente siano state costituite una serie di societa', create ad hoc, per fare profitto illecito ed ottenere commesse nell'ambito degli appalti e delle gare e per perpetrare ingenti truffe ai danni della comunità europea nell'ambito dei finanziamenti pubblici di volta in volta confluiti presso le casse della Regione Calabria da parte dell'Unione Europea, utilizzando spesso le societa' per piazzare, quale controprestazione sinallagmatica, persone che hanno prestato loro opere in favore dei vari solidali''.
Nel frattempo, in attesa di clamorosi sviluppi, le persone che oggi hanno ricevuto le informazioni di garanzia sono Francesco Bonferroni, 69 anni, consigliere d'amministrazione di Finmeccanica; Pietro Macrì, 43 anni, presidente della società Met Sviluppo, dirigente del settore terziario della Confindustria di Vibo Valenzia; Luigi Filippo Mamone, 57 anni, dirigente della Regione Calabria; Francesco De Grano,40 anni, dirigente della Regione Calabria; Maria Angela De Grano, 37 anni, sorella di Francesco De Grano con cariche in diverse società.

Informazioni di garanzia anche al gen. Paolo Poletti, 51 anni, capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza; Valerio Carducci, 59 anni, indicato quale punto di riferimento di Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere in Calabria, con ambienti parlamentari; Gianfranco Luzzo, 67 anni, ex assessore regionale alla Sanità della giunta Chiaravalloti e attuale presidente del consiglio del comune di Lamezia Terme e ora esponente dell''Italia di Mezzo''; Mario Pirillo, 62 anni, assessore regionale all'Agricoltura nell'attuale giunta Loiero; Massimo Giacomo Gennaro Stellato, 44 anni, gia' ufficiale della Gdf, in forza a Padova nell'intelligence; Gian Mario Stellato, 38 anni, fratello dell'ufficiale in servizio a Padova; Vincenzo Bifano, 46 anni, indicato come persona vicina ad Antonio Saladino; Gerardo Carnevale, 42 anni, collaboratore del consigliere regionale dei Ds Antonio Acri, 65 anni, anche lui raggiunto da un'informazione di garanzia.
A completare l'elenco, Nicola Adamo, 50 anni, già segretario regionale dei Ds e attuale vicepresidente della giunta regionale della Calabria; Brunella Bruno, 31 anni, in forza al Cesis; Armando Zuliani, 45 anni, imprenditore; Francesco Indrieri, 48 anni, commercialista; Salvatore Domenico Galati, 40 anni, collaboratore del senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli; Piero Scarpellini, 57 anni, imprenditore che avrebbe la sua attivita' nella Repubblica di San Marino.
Non risulta indagato, ma ha subito una perquisizione, l'ex presidente delle Compagnia delle Opere Giorgio Vittadini.

 


11/06/2007

 

PERUGINI E IL DISSENSO "RUMOROSO"

 

Nell’ambito dell’operazione “Diamo un nome ai sette colli di Cosenza”, dobbiamo riferire delle tristi condizioni in cui versa uno dei sette simboli della nostra città.

Parliamo di Guarassano, colle posto alla sinistra del Crati (un po’ più su del nuovo liceo Telesio) e da tempo abbandonato e da Dio e dagli uomini. Ma mentre per l’abbandono divino possiamo confidare nella preghiera, per l’intervento umano dobbiamo necessariamente ricorrere all’inflazionato strumento dell’interrogazione che, ad onor del vero fino ad oggi, ha prodotto poco o nulla se non la presa d’atto che, in questa città, qualcuno i problemi li vede e li segnala.

Ed allora, armati di tanta buona volontà e di penna e foglio di carta, abbiamo pensato bene di sollecitare il Sindaco – Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo ripoi - e l’amministrazione affinché si dedichino con più lena, tra l’inserimento di Cosenza tra le città d’arte ed un festival cinematografico di fama internazionale, a rispondere alle tante domande che la cittadinanza insistentemente pone ed alle quali ahinoi ed ahivoi nessuno risponde (per carità di patria non riferiremo, ad esempio, di come in tempi non sospetti ci fossimo già occupati di un altro colle, il Mussano, alla destra del Crati, e dell’annesso cimitero abbandonato).

Non riteniamo che a Guarassano abitino cosentini di serie B. Né pensiamo che si annidino “pericolosi” sostenitori di schieramenti politici avversari. Al contrario siamo convinti che anche in questa parte così abbandonata della città vivano persone che meritino rispetto ed attenzione anche se nessuno penserà bene di costruire lì né un ipermercato ne due palazzi di otto piani. Ed allora chi penserà ai cari concittadini di Guarassano? Chi pulirà la mulattiera, perché tale è la strada che attraversa il colle? Chi taglierà l’erba? Chi provvederà all’illuminazione? Chi costruirà finalmente le fognature? Chi?

Conveniamo con il Sindaco e con l’amministrazione che il Consiglio Comunale debba occuparsi di altre e ben più importanti pratiche: l’adesione al CIDAC (sic!), la concessione di graziose premialità a questo o quel costruttore, ma se per una volta ci si occupasse anche dei problemi veri della città non sarebbe un male.

Se il Sindaco, uscito dalle sue stanze, facesse un giro per Cosenza si accorgerebbe che le cose non vanno per come si ostina a dire in Consiglio, e non si lascerebbe andare a perniciose denigrazioni di consiglieri perché corre il serio rischio di prendere alcune bordate di quel rumoroso dissenso ben rappresentato da Eduardo De Filippo ne “L’Oro di Napoli”.

Caro Sindaco, per concludere prendiamo a prestito le sue parole “la gente ci conosce, sa chi siamo e da dove veniamo”. E aggiungiamo noi: e meno male.

 

SERGIO NUCCI-VINCENZO ADAMO-VITTORIO CAVALCANTI-CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


06/06/2007

 

LA RICHIESTA ATTI

 

Al Sig. Segretario Generale

del Comune di Cosenza

 

 

Cosenza 06.06.2007



Ai sensi della legge n° 241/1990 e s.m.i., e dell’art. 6 del Regolamento per l’accesso agli atti ed alle informazioni del Comune di Cosenza, in qualità di Consigliere Comunale, chiedo in copia conforme:

·        l'elenco di tutte le Concessioni Edilizie, oggi Permessi a Costruire, rilasciati dagli Uffici preposti di questa Amministrazione, a far data dal 1 Gennaio 2002 al 31 Maggio 2007, indicando l'avvenuto incasso dei relativi Oneri di Urbanizzazione, ovvero le eventuali motivazioni del mancato introito;

·        le somme complessive incassate, anno per anno, identificate come voce Oneri di Urbanizzazione, a far data dal 1 Gennaio 2002 al 31 Maggio 2007;

·        l'elenco di tutte le Opere di Urbanizzazione Primaria e Secondaria attuate dagli Uffici preposti di questa Amministrazione, comprensive di importi e capitoli di spesa, a far data dal 1 Gennaio 2002 al 31 Maggio 2007, indicandone, alla data del 31/05/2007, lo stato dei lavori;

·        l'elenco dei Servizi, quali incarichi con Società e/o professionisti esterni, in essere al Comune di Cosenza, periodo 1 Gennaio 2002 - 31 Maggio 2007, specificandone l'avvenuto espletamento ed il relativo saldo delle spettanze, indicando importi e capitoli di spesa, nonché eventuali attinenze, motivandole, con rilascio di Permessi a Costruire.

 


Distinti saluti

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


04/06/2007

 

CONSIGLIO DEI MINISTRI. LE DELEGHE DI VISCO

 

"Ieri è stata una giornata delicata e importante perché, prima del Consiglio dei Ministri, c'è stato un incontro tra i segretari dei partiti della maggioranza cioè una verifica della coalizione.
Dopo le amministrative, anche se qualcuno fa finta che non sia vero, sono cambiate molte cose. Per noi di Italia dei Valori sono cambiate in positivo: abbiamo triplicato i nostri voti, a dimostrazione che la politica del fare è stata apprezzata.
Dal punto di vista della coalizione è stata una Caporetto, specialmente il Partito Democratico che ha dimezzato i consensi. Ieri mattina si è discusso su come fare per rilanciare la credibilità di questa coalizione.
Abbiamo anche parlato della vicenda Visco: all'inizio sembrava che fossi io l'imputato. Io, invece, stavo denunciando l'accaduto. I fatti li conoscete: dopo le elezioni politiche Visco chiese di trasferire quattro alti ufficiali della Guardia di Finanza che stavano lavorando su delicate indagini come Antonveneta, scalata al Corriere, Parlmat. E' scoppiata adesso, sotto elezioni, la polemica ma, tuttavia, bisogna capire il motivo di quelle richieste di trasferimento. Bisogna dare una spiegazione, non si può insabbiare tutto.
Noi abbiamo presentato un Ordine del Giorno al Parlamento in cui chiedevamo spiegazioni oppure le dimissioni del viceministro Visco. All'inizio ci hanno deriso, poi si sono arrabbiati: ieri mattina ci hanno fatto presente che sarebbe potuto cadere il Governo, io ho fatto presente che il punto è la credibilità del Governo.
Si è così data delega al Presidente del Consiglio di valutare una soluzione e, evidentemente, le argomentazioni che ho portato avanti erano convincenti se è vero, com'è vero, che ha accettato le dimissioni alla delega sulla Guardia di Finanza presentate da Visco.
Il Consiglio dei Ministri, poi, ha deciso di rimuovere il Comandante della Guardia di Finanza. E' chiaro il concetto? C'è un Corpo, la Guardia di Finanza, che sente di subire un torto, lo denuncia, c'è un accertamento, tutto viene sospeso e il responsabile del torto rimette le deleghe. Viene però anche trasferito il Comandante di quel Corpo.
Se fosse un avvicendamento dovuto alla rottura del rapporto di fiducia tra i massimi organi della politica e i massimi organi della Guardia di Finanza, si potrebbe comprendere. Ma se fosse una ritorsione?
Non si è potuto trasferire i subalterni del comandante Speciale quindi si è rimosso lui stesso. Staremo a vedere, Italia dei Valori vigilerà su questa Vicenda.
La questione, più in generale, è però un'altra: noi di Italia dei Valori siamo leali ma non staremo solo a guardare. Vogliamo una totale discontinuità rispetto alla politica berlusconiana in materia di Giustizia. Invece è stato fatto l'indulto; ogni giorno vengono negate le autorizzazioni a procedere nei confronti di parlamentari ora di destra ora di sinistra, le ultime due settimana scorsa; se non ce ne fossimo accorti noi, si sarebbero ridotte a metà le pene per la bancarotta; i provvedimenti sulle intercettazioni telefoniche sono diventate censura; nel conflitto di interessi viene inserita la norma per vietare la candidatura ai condannati; il falso in bilancio non è stato ripristinato; le leggi ad personam fatte dal Governo Berlusconi sono ancora tutte lì.
Insomma, bisogna darsi una regolata. L'Italia dei Valori non può stare ancora molto ad aspettare provvedimenti su questi temi.
Il caso Visco è l'ultimo nell'ambito di un problema più delicato di rapporti tra magistratura e politica che il centrosinistra non ha in alcun modo modificato rispetto alcentrodestra.
Ve lo ricordate il caso Abu Omar? La magistratura di Milano indaga su quel sequestro di persona, il Governo dice di aver messo il Segreto di Stato quando non è vero e, presso la Corte Costituzionale, accusa la magistratura di fare pressioni!
Ieri io mi sono fatto sentire e ho detto che mi attendo delle risposte per capire se il percorso che vuole compiere Italia dei Valori è compatibile con la coalizione.
Come dicevo, una prima risposta c'è stata e, in attesa del chiarimento che ci dovrà essere, Visco ha rimesso la delega alla Guardia di Finanza, dimostrando responsabilità, e noi abbiamo ritirato l'Ordine del Giorno. Restiamo in attesa delle motivazioni per cui è stato rimosso il comandante Speciale: un atto di ritorsione nei suoi confronti non possiamo accettarlo."

 

tratto dal sito: www.antoniodipietro.com

 


30 Maggio 2007

 

LE LEGGI SON, MA CHI PON MANO AD ESSE

 

Le leggi son, ma chi pon mano ad esse. Così scriveva il Sommo Poeta, richiamando un problema che, evidentemente, rimane attuale a distanza di secoli.

Una cosa è, dunque, creare e definire delle regole, altra è applicarle, dando un senso compiuto all’azione normativa.

Nella totale inefficienza della maggioranza consiliare e nella assenza di qualsiasi idea di città, l’amministrazione guidata dal Sindaco Perugini, ed il Sindaco in particolare, un messaggio chiaro e forte lo avevano comunque lanciato: quello di lavorare ad un sistema in cui la regola, ovvero la disciplina, costituisse il punto di riferimento indispensabile dell’azione di governo, di quella dei singoli assessori, dei dirigenti, dell’ultimo impiegato comunale.

E’ stato, oggettivamente, un messaggio forte che poteva comunque costituire un elemento significativo dell’azione di governo.

Peraltro, mancando ogni altra prospettiva di carattere amministrativo e politico di questa amministrazione, veniva esaltata la visibilità del messaggio ed, in via di principio, apprezzata la direttrice.

E, però, anche su questo aspetto è prevalsa l’impostazione di chi assume che una cosa è la dichiarazione di principio, altra cosa è la pratica di governo.

Abbiamo così assistito ai proclami sulle regole a proposito della nomina dei rappresentanti del comune negli enti, ed al contempo abbiamo dovuto constatare che le prime nomine avvenivano mentre si stavano definendo le regole stesse in consiglio comunale.

Abbiamo assistito alle roboanti affermazioni sulla istituzione di un sistema di controllo della qualità dei settori e dei servizi attraverso un nucleo di valutazione dei dirigenti ed a tutt’oggi non risulta neanche che sia stato concluso il concorso per la nomina dei membri.

Abbiamo registrato l’intento dell’amministrazione a dare regole certe sull’urbanistica e poi abbiamo assistito al “crucifige” di un dirigente, costretta a subire le pressioni di chi, anziché pensare ad uno sviluppo ordinato e sostenibile, auspica forse una edificazione selvaggia che non è certo nei desideri dei cittadini.

Assistiamo oggi, con la delibera sulle indennità dei consiglieri, all’apoteosi del principio esattamente contrario a quello declamato, vale a dire all’assoluto disinteresse verso il rispetto di quelle regole, che i dirigenti comunali avevano indicato, esprimendo parere sfavorevole alla pratica licenziata dal consiglio comunale.

E’ francamente incomprensibile che nella discussione in Consiglio e soprattutto da parte del Sindaco non si sia avvertita l’esigenza istituzionale, prima ancora che politica, di rappresentare il proprio punto di vista (alla cui esternazione presumibilmente è stato indotto dagli interventi della minoranza) sulla legittimità della delibera da approvare; ed è ancora più grave che, senza spendere una sola parola, sia stato espresso un voto convintamente favorevole.

Tale indifferenza non può che condurre ad una riflessione e ad un’alternativa: o il Sindaco era ed è convinto che i pareri fossero del tutto infondati, ed allora, egli ha nella sostanza delegittimato l’operato dei suoi dirigenti.- Oppure – ciò che non vorremmo neanche pensare ma che purtroppo i fatti ci costringono a prendere in considerazione – il rispetto delle regole rimane una mera affermazione di principio, cui, poi, non seguono comportamenti coerenti.

Noi apprezziamo l’intento acchè “le leggi sian”, ma apprezziamo ancora di più che “si pon mano ad esse” e riteniamo anche che la volontà del Sindaco, su questo come su tanti altri aspetti, sia oggi fortemente condizionata da una maggioranza inidonea ad amministrare la nostra città.-

Volere, perciò, a tutti i costi preservare la “tranquillità politica” facendo uso di pratiche che nulla hanno a spartire con l’interesse generale e che addirittura si presentano come illegittime per affermazione esplicita dei principali collaboratori amministrativi del Sindaco, costituisce l’ulteriore riprova di una deriva che condurrà al degrado della città e ne impoverirà il tessuto sociale ed economico, accentuando le differenze tra i cittadini sul piano della ricchezza collettiva.

 

VITTORIO CAVALCANTI            SERGIO NUCCI      CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


28 Maggio 2007

 

MI SONO DIMESSO DA TUTTE LE COMMISSIONI

 

Ecco il testo della lettera che ho inviato al Presidente Franco Sammarco:

 

Egr. Avv. 

Franco Sammarco

Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza

Sede

Cosenza 28.05.2007 

 

OGGETTO: Dimissioni da componente le Commissioni Consiliari: Politiche dei trasporti, mobilità urbana, mobilità extraurbana, traffico, polizia municipale; Politiche giovanili e pari opportunità, innovazione tecnologica immigrazione, città multietnica e cablata, economia sociale, informazione e comunicazione; Politiche urbanistiche e di sviluppo dell’area urbana, toponomastica; Affari generali, legali, contenziosi ed istituzionali; decentramento e partecipazione, sicurezza e legalità, diritti dei cittadini e servizi connessi; attuazione statuto e politica dei regolamenti, protezione civile  

 

Egregio Presidente,

con la presente intendo rassegnare le mie dimissioni da componete delle Commissioni Consiliari in oggetto, nelle quali ero stato nominato in nome e per conto del Gruppo Consiliare al quale appartengo ovvero della Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno. Non Le nascondo che l’istituto delle dimissioni provoca in chi le rassegna una comprensibile amarezza, ma motivazioni di natura personale mi impongono un momento di approfondimento per il rispetto che porto alla mia Cosenza, al Consiglio Comunale ed al gruppo nel quale a pieno titolo porto avanti la mia azione consiliare. La prego di rivolgere i sensi della mia gratitudine a quanti in questi mesi hanno con scienza e coscienza onorato con dedizione e competenza gli impegni assunti. A quanti cioè, tra gli assessori, i consiglieri, i dirigenti e i funzionari  hanno lavorato nel solo interesse della collettività, nonostante contro la classe politica alla quale tutti apparteniamo, si sia scatenata un’offensiva mediatica molto poco rispettosa del valore, della moralità e della dedizione delle singole persone. Nel rivolgere anche a Lei il ringraziamento per il fattivo supporto, Le porgo i miei più cordiali saluti.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale

Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 

 


 

25 Maggio 2007

ESCI CHE TI ABBIAMO VISTO

 

Caro Consigliere Comunale di Rende,

ti abbiamo letto nei giorni scorsi sulla stampa mentre provavi a rispondere citando cifre, eletti, consensi, ad una nota che non aveva preso di mira sicuramente il gruppo politico al quale appartieni ma che, notoriamente, conta in termini di cifre, eletti, consensi, qualche punto in meno rispetto a DS e DL (e forse anche rispetto al PDM il cui leader è tra i 45 promotori del Partito Democratico).

Non era, lo ribadiamo, nostra intenzione offendere ne te ne i socialisti di oltre Campagnano che in tutti questi anni avete lavorato solo nell’interesse della vostra comunità.

Tu ed i tuoi colleghi, in tutti questi anni, avete sapientemente operato per l’espansione edilizia del centro rendese, per il proliferare delle attività commerciali, per l’ampliamento dell’area universitaria, per l’incremento delle abitazioni per tantissimi studenti universitari in cerca di alloggio, per il benessere delle tante imprese edili che operano a Rende e che tanto lavoro danno a tanti lavoratori e tanto benessere ai propri titolari.

Se tutto ciò non bastasse, saremmo anche pronti a riconoscere a te ed ai tuoi colleghi anche il grande merito di aver dato voce, nel vostro consiglio comunale, a tanti costruttori – notoriamente più liberal che riformisti - che hanno, e da tempo immemore, abbracciato la causa socialista portata avanti dai vostri tutors.

Concludiamo con una domanda: se i colleghi che "avete", da pochi giorni, a Cosenza non nascono politicamente da "una forza o partito che detiene tanti consiglieri e tanti consensi nell'area urbana" da chi, o meglio, da cosa nascono?

Non tenerci sulle spine. Rispondici al più presto.

Con il giusto ossequio, i tre consiglieri comunali distratti ovvero

 

Sergio Nucci, Carmine Vizza e Vincenzo Adamo

 


 

24 Maggio 2007

 

I FACCITUOSTI 5

 

L’Amministrazione risponde via stampa

 

E’ al sicuro la statuina di “San Giorgio e il Drago”

 

Niente paura per il “San Giorgio e il Drago” di Salvator Dalì e, in particolare, per la minuscola donna che era ai piedi della statua e che da tempo è uscita di scena.

Alla preoccupazione di un consigliere comunale, l’Amministrazione comunale risponde ricordando che la statuina venne rimossa non appena si constatò che, fissata al resto dell’opera solo con un perno alla punta del piede, sarebbe stata facilmente asportabile da qualche malintenzionato. Quindi, solo per ragioni di sicurezza non si trova al suo posto.

La statuina è stata custodita per qualche tempo dal rappresentante della famiglia  donatrice delle opere del Map, Enzo Bilotti, il quale ha poi affidato il pezzo a tecnici della Sovrintendenza perché si studiasse il metodo migliore per riproporla in piena tranquillità alla fruizione del pubblico. Non appena possibile farlo in piena sicurezza, dunque, la piccola donna verrà rimessa esattamente dove fu pensata dal genio di  Dalì.

 

Ufficio Stampa del Comune di Cosenza

 

 

Ed io controrispondo ai Faccituosti

 

Dice il proverbio: “Male non fare, paura non avere". E fra i miei stati d’animo non c’era certo la paura per la sorte della statuina del Dalì. Al massimo la preoccupazione che qualcuno l'avesse persa. Ma così non è, e ne sono felice. Per quello che è costata....

Passo invece, se questo può interessare, dalla gioia alla rassegnazione. Gioia, incontenibile, per aver avuto risposta ad un mio quesito in tempi rapidissimi, nonostante in una nota dell'ufficio stampa del Comune mi si chiarisse, lo scorso 26 ottobre,  che "Ad interrogazioni e interpellanze si risponde in Consiglio comunale… per come recita l’art. 29 comma 2 del Regolamento dei lavori consiliari”. Rassegnazione se penso che è più di un anno, da quando cioè è stata rimossa per ragioni di sicurezza, che valenti tecnici chiamati all'abbisogna, si arrovellano su quale sia il metodo migliore per riproporla in piena tranquillità alla fruizione del pubblico.

Confido che un giorno ci diranno come.

 

Sergio Nucci

 


 

22 Maggio 2007

 

ECCO COME E' CAMBIATA LA VALLECRATI

 

Un’altra sconfitta. L’ennesima per il Sindaco Perugini e per tutta l’Area Urbana. Stavolta a castigare il primo cittadino di Cosenza ed i colleghi di Rende, Castrolibero e Montalto, ci hanno pensato i sindaci dei piccoli comuni che fanno parte anch’essi del consorzio Vallecrati.

Oggetto della contesa l’elezione del Presidente del Consorzio. Nella tenzone il riconfermato De Rose ha avuto la meglio sull’aspirante Orlandino Greco, ma il vero sconfitto in tutta l’operazione è lui, il buon Perugini che nei giorni scorsi si era speso senza risparmio nel sostenere la candidatura di rinnovamento e discontinuità di Greco, ostentando anche certezza sull’esito del voto.

De Rose, ex sindaco di Lappano, da oggi è il “nuovo che avanza” nonostante sia al suo terzo mandato e nonostante non sia ben digerito da lavoratori e sindacati che addebitano anche alle sue gestioni le responsabilità dei gravi problemi che assillano il Consorzio.

De Rose, da esperto e navigato politico della prima repubblica, ha lavorato con giudizio ed intelligenza mettendo alle corde i quattro comuni che da soli rappresentano oltre il 70% del fatturato del Vallecrati e incassando l’appoggio incondizionato del partito dei DS e del suo segretario Franchino. Una brutta vicenda per tutta l’area urbana, un pessimo esordio per il costituendo Partito Democratico. Alla prima poltrona: zac! e riappare quella strana maledetta insopprimibile voglia di potere.

Sarà dura pensare ad una nuova formazione con questi chiari di luna. Sarà dura far capire a diellini e diessini (e ai pochi principiani) le regole del nuovo partito.

Per intanto verifichiamo che la spaccatura politica si ripercuoterà inevitabilmente anche sulla gestione della S.P.A. nella quale pari pari saranno riportati le diffidenze, i contrasti ed il clima che hanno generato l’elezione di De Rose.

Eppure c’era da aspettarsi scelte responsabili che prevedessero una politica di risanamento, guidata  da un presidente forte e condiviso sganciato da vecchie logiche. Invece il futuro che aspetta Vallecrati non sembra dei migliori. E difficilmente si registrerà una gestione innovativa e responsabile del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani. Una politica che in sostanza individui fin da subito siti idonei e disponibili nella stessa area urbana per avvicinare il luogo di smaltimento a quello di produzione.

Difficilmente con questa presidenza si realizzerà una riorganizzazione delle strutture operative volte ad una migliore efficienza del sevizio percepibile dai cittadini. Difficilmente vedremo in giro nuovi automezzi o nuovi cassonetti o l’inizio di una seria raccolta differenziata

Ma se Vallecrati piange il Partito Democratico non ride e si lecca le ferite per la falsa partenza dell’elezione del Consorzio.

Se su questioni come quelle riferite si registrano divisioni così nette e pericolose cosa succederà quando si tratterà di affrontare ben altri temi?

I segretari di DL e DS le lettere farebbero bene a spedirle prima che ad altri, ai propri iscritti spiegando con parole semplici, comprensibili, inequivocabili, che stanno tutti per confluire nel PD.

E per finire verrebbe voglia di dire: evviva il Partito Democratico, evviva l’Area Urbana.

 

Sergio Nucci

Carmine Vizza

Vincenzo Adamo

Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


 

18 Maggio 2007

 

NUCCI E VIZZA SULLA FACOLTA’ DI MEDICINA

 

La volontà politica volta a limitare le occasioni di dibattito e di confronto, sembra rappresentare una malattia epidemica che colpisce, a Catanzaro come a Cosenza, i vari livelli di responsabilità politica.

A Catanzaro, sul banco degli imputati c’è il Presidente della Provincia, Michele Traversa, che animato da sacro furore si è speso, giorni or sono, e senza autorevoli repliche, a demolire l’idea che anche Cosenza possa avere la sua facoltà di Medicina. Sull’argomento, e sempre in difesa del campanile, è intervenuto ieri il consigliere regionale Giuseppe Guerriero per il quale la classe politica regionale avrebbe ben altre urgenze sulle quali attardarsi e non certo l’istituzione di una nuova facoltà in riva al Crati.

Siamo stupiti, soprattutto per il fatto che uguale impeto e impegno ce li saremmo aspettati dal consigliere dello SDI, in virtù del suo ruolo di presidente della Commissione antimafia regionale, su altre e ben più importanti questioni.

Possibile che Guerriero con i mille problemi urgenti e gravi, come le faide per le Asl, il rapporto tra etica e politica, (vedi gli avvisati che siedono in Consiglio), le questioni di trasparenza (Burc), senta la necessità e trovi il tempo per discutere e decidere sui grandi progetti che riguardano Cosenza?

A livello regionale, si approvano maxiemendamenti che ridisegnano il volto delle ASL,  e quindi della sanità calabrese, senza la minima concertazione, con il rischio, concreto di una inevitabile confusione e disorganizzazione nella erogazione dei servizi primari e Guerriero cosa fa? Ci dice che non c’è il tempo per discutere del futuro di Cosenza.

Diciamolo francamente: quelle di Traversa e di Guerriero sono indebite ingerenze.

Noi, ad esempio, non pensiamo mica di parlare delle tribolazioni, delle ingenti risorse impegnate, del grave squilibrio costi–benefici, delle guerre tra baronie locali che hanno interessato ed interessano la struttura universitaria di Germaneto.

Noi, ad esempio, non riferiamo delle omissioni politiche che hanno permesso l’istituzione di due cardiochirurgie  a Catanzaro penalizzando la città di Cosenza, i cui cittadini sono costretti, ancor oggi, alla emigrazione sanitaria.

Ma se Catanzaro piange ,Cosenza non ride.

Qui da noi, sotto accusa, ed ancora una volta, il Sindaco Perugini colpevole di aver presentato, tramite il suo assessore all’urbanistica, e solo sulla stampa, un mega progetto (un centro commerciale e tre palazzi) che dovrebbe interessare l’area dell’ex centrale del latte. Usiamo il condizionale perché ad oggi della cosa non si è mai discusso nelle sedi opportune come, ad esempio, nella commissione consiliare competente.

L’amministrazione Perugini, che tanto aveva sbandierato la partecipazione e la condivisione, ancora una volta chiede al Consiglio Comunale, in maniera frettolosa e sospetta (come nella vicenda Comac e sul nuovo ospedale) un voto su una soluzione preconfezionata chissà dove e sulla quale pesa, come un macigno, l’assenza di un sereno e costruttivo confronto nella città sull’utilità o meno di questa iniziativa commerciale-residenziale.

Tanto interesse verso via degli Stadi nasce dalla recente delusione per la bocciatura del progetto dei contratti di quartiere, o da più prosaici interessi dei quali non si capisce la natura?

Siamo fortemente preoccupati di questa deriva. Preoccupati perché  il divario che divide sempre di più la società civile  dalla classe politica,  tende ad aumentare lasciando intravedere una dirigenza politica incapace  di darsi regole di sana ed efficace amministrazione.

 

Carmine Vizza e Sergio Nucci

Consiglieri Comunali di Cosenza

 


 

17 Maggio 2007

 

C’E’ NESSUNO?

 

Apprendo dalla stampa che il Sindaco Perugini sta pensando di affidare all’esterno del Comune l’incarico di portavoce.

Poco o nulla avrei da ridire se non fosse che proprio questa amministrazione lamenta gravi ed ingiustificate carenze che l’assunzione di un portavoce non può certo colmare.

Non me ne voglia alcuno se anche stavolta assumo, e in gran solitudine, il ruolo di fustigatore del buon Salvatore, ma mi chiedo e lo chiedo soprattutto all’amministrazione: erano queste le urgenze da risolvere, i vuoti da colmare negli uffici del Comune?

Riecheggiano ancora nelle mie orecchie le parole dell’assessore Ambrogio a proposito dell’inserimento in pianta organica di uno o più geologi al fine di frenare la pesante emorragia economica cui è costretta l’amministrazione ogni qualvolta deve acquisire pareri tecnici su opere da realizzare in città (la Geocal ne sa qualcosa).

Ma penso anche alle continue e comprensibili lagnanze di qualche assessore che non dispone nel proprio assessorato neanche di un dirigente in grado di concretizzare le tante iniziative, i tanti progetti che rimangono, per questo, solo nei suoi desiderata.

Va sottolineato che la pratica relativa al portavoce se da un lato colmerà (speriamo) il deficit comunicativo del Sindaco - anche se mi è difficile pensare che potrà far meglio dell’ufficio stampa che in questi mesi ha vicariato egregiamente il ruolo scoperto - dall’altro, inevitabilmente, aprirà un pernicioso problema sull’insistente e mai sopita questione relativa ai costi della politica.

Il portavoce in pectore è persona degna e capace e, quindi, presterà la sua opera dietro lauto compenso. Per qualcuno la somma che percepirà potrà essere considerata spropositata se si pensa che da sola ammonta a quanto ha in bilancio un singolo assessorato come le politiche giovanili per tutto il 2007, per altri assolutamente irrisoria se consentirà a questa amministrazione di contrabbandarsi agli occhi degli amministrati come capace, efficiente e rispondente alle necessità della collettività.

Ma questa nomina, fa nascere anche altri interrogativi circa il tempismo con il quale il Sindaco ha commentato, ad esempio, la querelle relativa alle indennità dei consiglieri.

Mi chiedo, e lo chiedo all’amministrazione: se il buon Sindaco era così convinto che il lavoro dei consiglieri dovesse essere adeguatamene retribuito, perché all’indomani dell’insediamento di questo Consiglio non ha fatto revocare la “famigerata” delibera commissariale sul taglio dell’indennità?

Mi chiedo, e lo chiedo all’amministrazione: a tutti questi dubbi che assillano le ormai calde giornate in città, qualcuno darà mai una risposta?

 

Sergio Nucci


 

8 Maggio 2007

 

APPROVATO UN ODG DELLO SDI SULLA "QUESTIONE COSENZA"

 

ODG

Il Direttivo Provinciale dello SDI di Cosenza

 

PREMESSO CHE,

 

a quasi un anno dalla elezioni comunali di Cosenza emerge in maniera sempre più drammatica lo stato di profonda crisi amministrativa della città capoluogo.

Il sentimento di insoddisfazione dei cittadini è percepibile in ogni quartiere della città.

L’amministrazione comunale non riesce ad affrontare e risolvere i problemi ed è assente sia nelle grandi strategie sia nei piccoli interventi di ordinaria amministrazione.

A quasi un anno dalle elezioni appaiono confermate e ampiamente condivise dai cittadini le  analisi e le considerazioni che hanno ispirato la candidatura di Giacomo Mancini a sindaco e delle nostre liste al consiglio comunale.

In più la verità che sta emergendo su trame oscure tra settori del centrosinistra e settori del centrodestra e anche l’indebita ingerenza che ha avuto l’azione della DIGOS di Cosenza nella libera determinazione del consenso aumentano il sentimento di indignazione nell’opinione pubblica.

Il partito provinciale e cittadino e il gruppo consiliare al comune di Cosenza nei rispettivi interventi hanno sempre fatto prevalere sul pur legittimo interesse di parte nel far evidenziare lo stato di crisi, quello generale di preoccupazione per le sorti della città capoluogo che sta rapidamente dilapidando quei risultati conquistati con le guide socialiste soprattutto nell’ultimo decennio, che aveva fatto guadagnare livelli di ottima amministrazione apprezzati anche oltre i confini regionali.

L’attività del gruppo in consiglio comunale è sempre stata caratterizzata da spirito costruttivo con interventi qualificati ed approfonditi indirizzati all’amministrazione comunale con l’obbiettivo di risollevare la città dallo stato di crisi.

Ciononostante in consiglio comunale, a parte qualche intervento di apprezzamento di alcuni dirigenti con ruoli istituzionali nell’Amministrazione, il gruppo consiliare ha visto sempre e comunque respinte le proprie proposte e ha registrato anche ostilità sulle proprie posizioni,

CONSTATA POSITIVAMENTE

Come il sentimento diffuso di insoddisfazione rispetto ai risultati ottenuti da questa amministrazione stia provocando una serie di riflessioni critiche da parte degli organismi di alcuni partiti che pur facendo parte dell’attuale compagine di maggioranza ne evidenziano i limiti e le difficoltà e auspicano l’inizio di una nuova fase di governo con un ruolo centrale dei socialisti

 

CONDANNA FERMAMENTE

 

I continui e reiterati atti di ostilità perpetrati contro i socialisti provenienti dal partito dei Democratici di sinistra che da ultimo per bocca del segretario regionale hanno continuato ad insultare la nostra storia gloriosa e a ingiuriare  il comportamento dei nostri dirigenti. 

AUSPICA

 

constatato il fallimento dell’attuale fase amministrativa, l’avvio di un percorso amministrativo nuovo che consenta a  Cosenza di risollevarsi dalla crisi attuale e di tornare a occupare ruoli importanti.

 


 

7 Maggio 2007

 

INDIGNAZIONE A VIA FRUGIUELE

 

I cittadini di via Frugiuele questa mattina erano indignati. Il Comune aveva promesso una pulizia generale di marciapiedi ed asfalto con spazzatrici ed idranti ma al risveglio gli abitanti si sono resi conto che si trattava soltanto di...proclami.

A parte una banale spazzata (ma non si dovrebbe fare ogni giorno???) le condizioni di erbacce e terriccio erano le stesse dei giorni passati. Gli automezzi non preventivamente spostati sono rimasti al loro posto senza alcuna sanzione e le condizioni igieniche hanno subito un lievissimo miglioramento.

I cittadini continuano a chiedersi quando si metterà fine a questo stato di incuria.

 


 

17 Aprile 2007

 

IL DUBBIO E' IL LIEVITO DELLA CONOSCENZA

(ovvero lettera al Presidente Sammarco)

 

Caro Presidente,

stavolta ci rivolgiamo direttamente a Lei che è così incline ad affrontare i problemi a muso duro e senza infingimento alcuno (ne sa qualcosa il buon Perugini).

Come certamente saprà, dal primo giorno della consiliatura, abbiamo optato per il regime retributivo tradizionale, ovvero l’indennità di funzione (300 € lordi che l’Amministrazione corrisponde ai consiglieri comunali di Cosenza se sempre presenti, qualunque sia il numero delle sedute alle quali  partecipano).

Una decisione ponderata, in linea con la nostra condotta politica, che non abbiamo rinnegato neanche quando il Consiglio ha deciso (con il nostro voto contrario) di abrogare la norma che prevedeva la corresponsione di un solo gettone giornaliero (€ 30) qualunque fosse il numero di sedute alle quali si partecipava.

Lo abbiamo fatto per una questione di stile? Di dignità? Di coerenza? Faccia un po’ lei.

Eravamo convinti che quella modifica non andasse approvata per scongiurare deprecabili esagerazioni. Oggi, calendario delle convocazioni alle mani, possiamo dire: avevamo ragione.

In verità, questa maggioranza aveva sbandierato l’intento di evitare le sovrapposizioni dei lavori per consentire, a quanti lo volessero, la partecipazione alle sedute di commissione, ma così, purtroppo, non è stato.

Ad esempio, per giovedì 19 aprile prossimo venturo le commissioni convocate sono ben cinque (al mattino Ambiente, e nel pomeriggio, nel giro di un’ora,  Trasporti e Attività Economiche, Affari Generali e Bilancio) e addirittura dieci i commissari impegnati contemporaneamente nelle stesse commissioni.

La domanda nasce spontanea. Se non siamo dotati del dono dell’ubiquità (e pur essendo Consiglieri Comunali di Cosenza non lo siamo), come possiamo esser presenti ed allo steso tempo in più commissioni?

Ora delle due l’una: o i problemi sono talmente tanti che è necessario convocare a questo ritmo i commissari, o i Presidenti non concordano tra loro i lavori, impedendo di fatto il confronto costruttivo ed efficace sui problemi della comunità. In realtà, ci sarebbe anche una terza ipotesi, e cioè che le commissioni si convocano perché servono a racimolare qualche gettone in più, ma per decenza e per pudore ci siamo astenuti dal formularla.

In conclusione, non ce ne voglia se sottoponiamo a Lei la questione, ma sappiamo con quanta grinta saprà tradurre questo nostro sentimento di amarezza e di impotenza nel dovere ogni volta scegliere a quali lavori partecipare e quali disertare.

Per evitare che qualcuno di noi possa, suo malgrado, dover affrontare questi amletici dilemmi, trovi Lei, che è così ascoltato e tenuto in considerazione, un valido rimedio a questo stato di cose.

Si attivi. Noi la seguiremo.

Tanto per sua opportuna conoscenza.

 

 

Sergio Nucci e Carmine Vizza

Consiglieri Comunali “GARNP” in regime di Indennità di Funzione

 


15 Aprile 2007

 

UNA GIORNATA PARTICOLARE

 

Non c’è alcun dubbio che sabato 14 aprile ha rappresentato per il Sindaco Perugini uno dei giorni più brutti del suo mandato di primo cittadino.

A renderlo così negativo una serie di cause che possono, in breve, essere così riassunte.

Per iniziare la triste constatazione nell’apprendere, dalla lettura dei giornali, che ben tre quotidiani locali su quattro hanno “bucato” la notizia relativa al suo messaggio in ricordo di Giacomo Mancini, nell’anniversario della scomparsa. Ma come!? Lui, il Sindaco della rottura con il passato, che si lasciava andare ad un condivisibile quanto sentito ricordo di Giacomo Mancini, “in spregio ad accordi ed alleanze e con tutto quello che quel messaggio avrebbe significato” (n.d.a.), che non veniva neanche citato dai quotidiani per questo riconoscimento postumo. Neanche se a mandare il comunicato fosse stato l’ultimo degli uomini politici di questa regione.

Ripresosi dallo stupore, deve esser sobbalzato nel prender nuovamente coscienza che nella maggioranza che lo sostiene non tutti hanno un  “comune sentire” sulle vicende amministrative di Palazzo dei Bruzi. Del resto come è possibile condividere con siffatti compagni di viaggio una strategia se proprio questi, e ad ogni piè sospinto, annunciano ed a gran voce le proprie diversità (politiche) senza neanche sentire il dovere di rispettare l’accordo non scritto di lavare in famiglia i propri panni sporchi? A tenere banco, stavolta, l’ “affaire” Barresi secondo il quale, almeno a leggere le cronache locali, frange autorevoli dei DS avrebbero già defenestrato il Dirigente dell’Ufficio del Piano fortemente voluto proprio dal Sindaco.

Ma la lettura delle brutte notizie non è certo finita lì. Infatti, dopo un po’, Perugini ha  dovuto fare i conti con quelli che potrebbero essere definiti “i pizzuluni” che  i parenti/serpenti, ovvero i cugini di Rende, non perdono tempo di rivolgergli. Qualche giorno fa ci ha pensato addirittura il Sindaco Bernaudo, compagno-amico-alleato nella scorsa campagna elettorale, frenando bruscamente sul progetto dell’area urbana. Sabato, a rincarare la dose, è intervenuto un fedelissimo di Principe, Pietro Ruffolo, che ha ricordato ai cosentini che vent’anni prima, a Rende, l’allora sindaco Cecchino Principe, aveva già introdotto, per il controllo e la sicurezza del territorio, l’uso delle telecamere. A voler rimarcare che se Perugini è a corto di idee può andare a Rende a farne una scorpacciata.

Qui il Sindaco ha veramente perso la pazienza e mentre rimuginava su un’improbabile risposta al vetriolo (che non è nel suo stile) è arrivata la ciliegina sulla torta, ovvero il dichiarato forte dissenso espresso dal Presidente del Consiglio Sammarco, in Commissione Bilancio, che ha censurato, senza mezzi termini, l’atteggiamento di Sindaco ed Assessore al Bilancio rei di non averlo coinvolto nella stesura dello strumento contabile del Comune di Cosenza.

A questo punto si sono perse le tracce di Salvatore Perugini, anche se i bene informati riferiscono di averlo visto di fronte l’altare della Madonna del Pilerio, nel Duomo di Cosenza, nell’atto di accendere un cero alla patrona della città.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

Gruppo Consiliare della “Grande Alleanza con RNP”

 


6 Aprile 2007

LA VERITA’, NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’

 

Le paventate “lacrime e sangue” sbandierate dagli amministratori comunali di Cosenza lentamente si materializzano nei portafogli dei cosentini.

E’ la logica conclusione di una campagna mediatica che, scagliandosi contro un passato reo, secondo alcuni, di aver portato le casse comunali sull’orlo del baratro, prova al contempo a cancellare dall’inconscio collettivo le imbarazzanti connivenze che gran parte degli amministratori attuali hanno con quelle esperienze da rimuovere.

Se bastassero solo le parole a creare la, o le verità, ognuno costruirebbe la propria ragione a piacimento. Ma la realtà è cosa ben diversa. La memoria arriva in soccorso di chi si vorrebbe annientare, e i tentativi di cambiar solo il nome ai padroni del vapore miseramente falliscono sotto il peso delle bugie.

E chi ha fardelli meno pesanti dei quali render conto, come ad esempio il sindaco Perugini, diventa suo malgrado, per accordi presi e riconoscenze dovute, colpevole al pari di coloro i quali per i loro trascorsi sono responsabili di questo presente.

Nel gioco delle parti, è bene chiarirlo, Perugini ha un ruolo da comprimario. Avrebbe potuto, se ne avesse avuto la voglia e la forza, liberarsi di quel tempo che ritiene scomodo, ma non può rinunciare, né agli entusiasmanti progetti ereditati dall’era Mancini, né alla squadra di governo che è figlia dell’epoca del leader socialista.

Ma i cosentini sono stufi di queste estenuanti polemiche. Non comprendono se le responsabilità del passato alle quali Perugini allude siano di natura giudiziaria o meramente politica.

Perché a seconda dell’una o dell’altra ipotesi gli scenari sarebbero inevitabilmente diversi.

Innanzitutto: c’è del dolo in questa “voragine” che condiziona così pesantemente la vita di ciascuno di noi?

Se la risposta fosse affermativa, l’attenzione dovrebbe rivolgersi più che verso i politici verso i burocrati, intendendo in questo senso i dirigenti del Comune che per legge esprimono il proprio parere sugli atti amministrativi. Fino ad oggi Perugini non ha mai tirato in ballo il personale dell’ente, ergo, parlando di responsabilità è evidente che si riferisca a quelle politiche.

Ed allora parliamo dei protagonisti delle compagini politiche che hanno sostenuto le giunte Mancini prima e Catizone poi, non prima di aver fatto una doverosa premessa: non si può giustificare la propria inattività amministrativa addossando le colpe ad altri. E soprattutto, non si può addossare la colpa a chi non può più difendersi. In questo concordiamo con Giacomo Mancini Junior. Perché non si è scelto di criticare ed attaccare Mancini quando era ancora in vita?

Eccoli, dunque, i “fieri oppositori” che con tanta solerzia approvavano con pareri tecnici, voti in giunta o in Consiglio bilanci e decisioni.

L’elenco dei “pentiti” è lungo ma è necessario.

Non possiamo non partire dal Sindaco Perugini, Consigliere Comunale dal 1997 e successivamente Presidente del Consiglio. Perugini sotto la Catizone passò addirittura dall’opposizione alla maggioranza nonostante il “responso elettorale” avesse parlato chiaro. Roberto D’Alessandro, Consigliere e Assessore della Giunta Catizone. Maria Francesca Corigliano Assessore di Mancini  e Vice-Sindaco con la Catizone.

Salvatore Dionesalvi, Consigliere ed Assessore con la Catizone ed il suo capogruppo Carlo Salatino, per un periodo Presidente del Vallecrati.

Tra i DS Maria Lucente Consigliere di maggioranza e Assessore con la Catizone, Enrico Carnevale già Presidente del Consiglio, Damiano Covelli Consigliere. L’indecisa Carmencita Furlano e per l’Udeur Salvatore Magnelli, Francesca Lopez  e l’attuale Vice-Sindaco Giancarlo Morrone.

E ancora, Amedeo Pingitore ed Agostino Conforti. Menzione a parte merita l’On. Franco Ambrogio che a fianco di Giacomo Mancini ha trascorso gran parte della sua parabola politica comunale degli ultimi17 anni (sic!). Presidente Amaco, poi assessore con la Catizone. Un esempio di rara longevità “politica”.

E senza dire dei tanti che hanno beneficiato negli anni di consulenze o incarichi pagati con quei soldi che oggi si scopre non essere più nelle casse del Comune.

Questa è la verità per dirla tutta.

Chi scrive non ha avuto né chiesto nei dodici anni di giunte Mancini prima e Catizone poi né incarichi, né consulenze, né contributi, né altro che possa accomunarci a coloro che pur avendo ricoperto ruoli di primo, secondo o terzo piano, oggi demoliscono una stagione che fu tra le più significative per la nostra città.

Una città che paga un prezzo altissimo per rancori e veleni che non si placano.

Nel “Rapporto alla città”, atto di coraggio ed onesta intellettuale avrebbero imposto al Sindaco un intervento di altro tenore.

Avremmo gradito proposte di spessore: più soldi alle manutenzioni per dare più risposte ai cittadini. Nessun aumento delle imposte che potranno essere incrementate solo dopo aver offerto ai cosentini i servizi per i quali già pagano ingenti somme. Nessun posto di lavoro perso nel rispetto anche di tutte le situazioni lavorative che oggi sono presenti in città, perché individuare ruoli diversi per cooperative sociali non può significare mettere per strada chi oggi, ad esempio, cura la pulizia dei palazzi comunali.

Più soldi ai dipendenti comunali ed ai Vigili Urbani per straordinari che a volte si rendono necessari per garantire una qualità vita migliore.

Azzeramento delle costose consulenze (non ce ne vogliano gli amici Franco Santo ed Enzo Aprile o la Dirigente esterna Capo Sabina Barresi) e riduzione del numero di assessori per dare un seguito concreto alla sbandierata politica del rigore.

Avremmo voluto sentir parlare di una filiera istituzionale già in moto per il rilancio di Cosenza o, grazie ai buoni uffici di qualche “prezioso” alleato, del reperimento di nuove forme di finanziamento per opere e attività nella città.

Avremmo gradito che non si parlasse di discontinuità o fine di un ciclo ma di come l’esperienza Mancini poteva e doveva diventare il punto di partenza di una nuovo percorso che proiettasse Cosenza verso traguardi ancora più ambiziosi.

Avremmo gradito che queste cose il Sindaco le dicesse ma non le ha dette. Tuttavia, siamo fiduciosi che a breve possa dirle, il che significherebbe consentire anche a noi di sostenere la sua azione di governo con quell’amore e quel disinteresse che fino ad oggi hanno caratterizzato la nostra attività politica.

 

Sergio Nucci                                                                           Carmine Vizza

 

Consiglieri Comunali di Cosenza

Gruppo Consiliare della “Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno”

 


 

5 Aprile 2007

 

MINACCE A MANCINI

 

"Se parli ancora per te sono guai. Conosciamo l'asilo di tuo figlio". Questo il testo anonimo recapitato per lettera al deputato dello Sdi Giacomo Mancini, capogruppo della Rosa nel Pugno in commissione antimafia. A rendere noto l'episodio e' stato lo stesso parlamentare calabrese al quale sono giunte numerose attestazioni di solidarieta'. (AGI) 

 



23 Marzo 2007

 

I CITTADINI FANNO RAPPORTO AL SINDACO

 

 

Il Sindaco Salvatore Perugini ha finito da pochi minuti la rappresentazione dell'atto unico del dramma (o era una farsa?) "Rapporto alla città". I pochi spettatori presenti non hanno risparmiato critiche alla mediocre performances del primo attore che ha palesato le carenze a tutti noi note.

C'è da augurarsi che dopo una fiasco così clamoroso il capo compagnia della Regione vorrà rivedere e l’ attore e il dramma (o era una farsa?).

Per il futuro sarebbe opportuna la rappresentazione di un nuovo soggetto “I Cittadini fanno rapporto al Sindaco”. Ad interpretarlo i tantissimi cosentini “pentiti” di aver votato questa maggioranza.

 


 

22 Marzo 2007

 

LETTERA AL DIRETTORE DI CALABRIAORA

 

Egregio Direttore,

la stampa ha dato ampio risalto all’iniziativa dell’Amministrazione Comunale di incontrare la cittadinanza presso il Cinema Italia per quello che è stato chiamato “Rapporto alla città”, ed al quale prenderanno parte il Sindaco Salvatore Perugini ed il Presidente del Consiglio Franco Sammarco.

A parte l’inusuale tempistica (non è trascorso neppure un anno dalle elezioni) e la presenza del Presidente del Consiglio Comunale (che sia una iniziativa dell’intero Consiglio che della questione non ha mai dibattuto?), la cosa che sembra ai più strana è la grande incertezza sulle comunicazioni che Salvatore Perugini rivolgerà alla città.

Confesso che anche io, che sono un po’ più addentro di altri sulle questioni “comunali”, poco o nulla so di cosa si discuterà. Ho cercato, ripercorrendo i 10 mesi di sindacatura Perugini, di trovare le ragioni per fare “Rapporto alla città”, ma non ho trovato nessun elemento che mi venisse in aiuto per comprendere una simile iniziativa.

Del resto, in questi mesi nulla di rilevante né è stato avviato né ha trovato conclusione, (leggi traffico, igiene urbana, manutenzione, lavori pubblici) ma allora perché parlare alla città? Per ribadire una “imbarazzante” continuità con il recente passato?  L’allora Sindaco Mancini ci aveva abituato a questi incontri, ma lui aveva molto da dire ai suoi concittadini. Perugini cosa mai potrà dir loro?

Le ipotesi che si fanno sul tema del giorno sono diverse ma alcune sembrano più suggestive di altre. E se mi permette Le sottoporrei a Lei ed ai Suoi lettori.

Partirei certamente dall’ipotesi fantasiosa. Sulla scia della scarsa produttività dell’Amministrazione, il Sindaco, sua sponte, ha deciso di azzerare l’attuale giunta procedendo ad un rimpasto. Vista l’importanza del gesto, a nemmeno un anno dall’ elezione, l’atto così dirompente ha bisogno del sigillo popolare che a gran voce reclama la risoluzione dei tanti problemi.

C’è poi l’improbabile. Perugini confessa  che non ha né la voglia né, soprattutto, la forza di realizzare il programma elettorale votato dai cosentini, motivo per il quale, a muso duro, affronta l’uditorio al quale candidamente dichiara che, contrariamente a ciò che si fa nella vicina Rende, procederà all’aumento dell’ICI anche e soprattutto sulla prima casa.

Esiste poi la teoria drammatica.  Accompagnato dal Presidente del Consiglio, in qualità di alter ego, il Sindaco comunica che viste le condizioni di cassa, che naturalmente né lui (consigliere comunale da 10 anni) né chi sta con lui (Assessori e Consiglieri presenti nelle giunte passate) potevano conoscere, e “riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta contro la soverchiante” congiuntura economica, “nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla” città annuncia il dissesto e si dimette.

L’ultima, infine, che definirei l’auspicabile con la quale Perugini con slancio e determinazione afferma che per governare Cosenza c’è bisogno di tutte le forze sane della città, soprattutto di quelle che fino ad oggi hanno dimostrato, anche se all’opposizione,  intelligenza e preparazione. A questo punto colpo di teatro con Perugini che ufficialmente apre alla Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno ed invita i consiglieri dalla GARNP, presenti in sala, a salire sul palco tra le ovazioni dei presenti.

In verità, egregio Direttore, non credo che nessuna di queste ipotesi troverà conferma, e probabilmente, oltre all’autocelebrazione e ai crudi  appelli ai sacrifici lacrime e sangue poco altro ascolteremo. Anche se…. vorrei tanto sbagliarmi.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

Gruppo Consiliare “Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno”

 


12 Marzo 2007

 

CHE BELLA CALABRIA!

 

Che bella Calabria quella che emerge dalle inchieste di Rai 3.

In verità è la Calabria che tutti conosciamo e contro la quale ognuno di noi fa qualcosa, o pensa di fare. La morale è sempre la solita: da noi c'è una classe politica che non riesce neppure più ad autoreferenziarsi e che trova solo puerili scuse per giustificare l'insipienza, il pressapochismo, l'inettitudine che ne caratterizzano l'azione.

 


 

23 Febbraio 2007

SI E' DIMESSO

 

Si e' dimesso Franco Sammarco. Ora vedremo cosa succederà al Comune di Cosenza.

 


16 Febbraio 2007

 

IL DUBBIO DI PERUGINI

 

"Al fine di migliorare la produttività degli uffici dei lavori pubblici e del personale, è meglio scorporare l’Assessorato al Personale dalla delega ai Lavori Pubblici, o scorporare dall’Assessorato ai Lavori Pubblici la delega al Personale?"

 


 

13 Febbraio 2007

 

DOCUMENTO DEI GRUPPI DI MINORANZA

 

I gruppi di minoranza del Consiglio Comunale di Cosenza:

 

  • preso atto dell'indecoroso comportamento dei consiglieri di maggioranza che in data odierna hanno disertato l'aula al momento della fase finale della discussione sulla petizione popolare in favore della istituzione di una facoltà universitaria nel centro storico di Cosenza;
  • considerato che il Presidente del Consiglio, con la sua decisione di sospendere la seduta, togliendo la parola ad un consigliere cui era già stata concessa, si rendeva di fatto garante degli interessi della maggioranza,venendo meno al suo ruolo istituzionale "super partes";
  • verificato che ai consiglieri di maggioranza interessano più le questioni interne al loro raggruppamento anziché la risoluzione dei problemi della città;

 

tutto ciò premesso:

 

occupano simbolicamente l'aula consiliare e decidono di non partecipare alla seduta del 14 Febbraio 2007 in segno di protesta contro la maggioranza che sgoverna  Palazzo dei Bruzi.

 

 

Fabrizio Falvo A.N.

Sergio Bartoletti Gruppo Misto

Massimo Bozzo e Massimo Commodaro UDC

Vincenzo Adamo, Sergio Nucci e Carmine Manna GARP

Francesco Gaudio RC



9 Febbraio 2007

 

VORREI DIRE LA MIA

 

Pregevole il lavoro svolto per l’onomastica cittadina dalla commissione di saggi nominata dal Sindaco Perugini. Per alcuni versi assolutamente innovativo. Salta agli occhi però, la constatazione che in una ricognizione così certosina siano assenti alcuni personaggi non del tutto estranei alla storia della città.

Non me ne vogliano gli esimi commissari se mi permetto di suggerire anch’io alcuni cosentini ai quali è giusto che la nostra comunità tributi un riconoscimento.

Ricordo che già in passato, con una mia decisa presa di posizione, feci intitolare una piazza ad un cosentino caduto nell’oblio un tal Michele Bianchi che aveva come unico torto quello di essere finito sui libri di storia.

Fiducioso per il precedente, dunque, mi accingo a sottoporre alle autorità competenti le mie indicazioni.

Comincerei con il segnalare Orlando Mazzotta, illustre avvocato del foro cosentino, che  rappresentò nel corso della carriera un esempio di probità e correttezza.

Mi farebbe piacere venisse ricordato Fausto Lio, sindaco della città negli anni settanta, che guidò il comune con serietà e passione.

Prendendo spunto da una dichiarazione del Sindaco Perugini di qualche mese fa, terrei a mente Francesco Gallina, importante giornalista cosentino recentemente scomparso.

E vado oltre, ricordando due figure (per le quali è agli atti una richiesta di intitolazione firmata da tutti i consiglieri comunali) la cui assenza nell’elenco presentato suona quasi come oltraggiosa per la comunità che li ha visti protagonisti sempre nel bene ed a favore della propria gente. Parlo di Guglielmo Nucci e Pasquale Perugini. Direttore dell’Ufficio Regionale del Lavoro e più volte membro del governo il primo,  Presidente della Regione Calabria e successivamente parlamentare il secondo.

Di loro il ricordo in città è ancora vivo tanto che in molti hanno notato che in un elenco così articolato non abbiano trovato ospitalità persone di questa moralità e di questa statura.

Che gli esimi commissari fossero certi che questa città avesse già tributato loro il dovuto riconoscimento?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

5 Febbraio 2007

CHI SA, PARLI!

 

Covelli ha indubbiamente ragione: si faccia finalmente luce su quanto è avvenuto nella città di Cosenza negli ultimi anni.

L’appello del capogruppo diessino non deve cadere nel nulla nonostante ci sia forte il dubbio, ma di questo non c’è conferma, che Covelli chieda l’intervento della Commissione Antimafia perché consapevole che questo organismo parlamentare non ha alcun potere di indagine su questioni che poco hanno a che fare con la mafia.  Al massimo, nella nostra città, potrebbero configurarsi reati di associazione a delinquere semplice, consumata tra ingordi politici in cerca di consensi e/o finanziamenti e spregiudicati operatori di natura tanto varia quanto pericolosa, ma sicuramente non di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Tuttavia, ragionando in positivo e prendendo il meglio dalle parole di Covelli, è indubbio che il forte richiamo alla legalità va colto e girato paro paro, se non alla Commissione Antimafia, almeno alla magistratura cosentina inquirente che farebbe bene, innanzitutto, ad ascoltare Covelli, che da come parla sembra essere persona informata sui fatti, ed eventualmente, se ce ne fosse la volontà, a rileggere un po’ di interrogazioni che la Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno ha presentato fino ad oggi al Sindaco Perugini e dalle quali (interrogazioni) potrebbe venire fuori qualche utile spunto per un volenteroso magistrato in cerca di fatti e non di scoop. Il tutto, naturalmente, in tempi ragionevolmente brevi, prima cioè che qualche furbetto del quartierino confonda a tal punto le carte da rendere vano l’intervento perfino del più astuto degli investigatori.

E allora,  tutti con Covelli e la buona amministrazione a conferire con i magistrati che vorranno mettere le mani in questi ultimi spinosi anni di vita politico-amministrativa della nostra città, Noi il nostro lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo e probabilmente, visto come vanno le cose, continueremo a farlo. Non ci fermeranno certo le allusioni, le velate minacce e le accuse dette e non dette. Andremo avanti come carri-armati pronti a far valere le ragioni dei concittadini che ci hanno consegnato un patrimonio di voti considerevole.

Orsù, dunque, che si faccia chiarezza. Chiarezza anche sui candidati inquisiti alle scorse elezioni amministrative, su quelli inquisiti successivamente e, con un po’ di “fortuna”, su quelli che inquisiti…. lo saranno.

 


31 Gennaio 2007

 

I FACCITUOSTI 4

 

La stampa locale ci conferma che in una trasmissione televisiva nazionale, un deputato cosentino ha affermato che sullo stemma della città di Cosenza è raffigurato un Castello.

La notizia, rapidamente diffusasi in città, ha creato un po' di scompiglio sopratutto a Palazzo dei Bruzi dal momento che  sembra che il Sindaco Perugini, per non smentire il buon amico nonché alleato, stia pensando di modificare il comma 9 dell'articolo 1 dello Statuto nel quale lo stemma della città viene espressamente descritto così: "Sette Colli su fondo azzurro attraversato in basso da un fiume".

La nuova versione, secondo i bene informati, dovrebbe essere la seguente: "Sette Colli, di cui uno con castello, su fondo azzurro attraversato in basso da un fiume".

C'è solo un piccolo problema: se poi il Castello non lo mettono sul Pancrazio?


Leggi l'articolo 

 


 

23 Gennaio 2007

 

IL CONSIGLIERE TEMPISTA

 

Credo che il mio tempismo sia incontestabile. Lo dimostra il fatto che  diverse mie interrogazioni vengono ripresentate, anche se a distanza di mesi (Aroldo Tieri – Cimitero etc.), da colleghi del consiglio a riprova, se ce ne fosse bisogno, che i problemi li conosco e li affronto con la dovuta determinazione.

Solo un appunto: qualche giornalista nel ri-pubblicare le notizie dovrebbe, quantomeno, fare riferimento a chi i problemi li ha sollevati per primo.

Ciononostante nessun problema. Se in questa città la cooperazione è necessaria per eliminare le situazioni di disagio che ben vengano i "rinforzini" e poi, come si dice…repetita juvant.

 


 

13 Gennaio 2007

 

I FACCITUOSTI 3

 

Il pesante j’accuse di Gianluca Greco Presidente della Commissione Bilancio del Comune di Cosenza, che la stampa riporta con giusto risalto, testimonia il perdurare di una tragicomica navigazione a vista che l’amministrazione Perugini sta conducendo in città.

Ad una analisi superficiale, l’amarezza e lo scoramento per lo scarso attaccamento ai lavori di commissione da parte dei rappresentanti della maggioranza, potrebbero apparire come alla base dello sfogo che Greco consegna all’opinione pubblica, ma non è così, o meglio, non è solo così.

L’esponente diessino non ha peli sulla lingua quando nel constatare nessun interesse, da parte dei suoi alleati, verso il Bilancio di Previsione, invoca, quasi a dispetto, una serie di provvedimenti, tutti politicamente rilevanti, come la chiusura della Multiservizi, il dimezzamento delle indennità ai consulenti esterni ed, in ultimo, la revoca della convenzione alla Maggioli, società che dal 2004 cura la riscossione dei tributi in nome e per conto del Comune di Cosenza.

Proprio su quest’ultima richiesta, però, si sono addensate le nubi più cupe. Il perchè è presto detto: è comprensibile che si invochino provvedimenti sulla Multiservizi, società in perdita e difficilmente risanabile; è auspicabile un maggior rigore economico nei confronti dei consulenti esterni vista anche la condizione delle casse del Comune di Cosenza, ma perchè inserire nel  ragionamento anche la Maggioli?

C’è qualche passaggio che evidentemente sfugge ma che, siamo certi, Greco, sollecitato, vorrà prontamente chiarire.

Al momento si possono azzardare solo ipotesi. Ad esempio che la Maggioli non svolga con solerzia ed efficienza i propri compiti. O forse che non ottemperi alla riscossione nei tempi o nelle modalità concordate. O che non sia del tutto chiara la natura dei rapporti esistenti tra esponenti politici e vertici societari.

Non si sa. Non rimane altro che attendere che il Presidente della Commissione Bilancio motivi la sua uscita e faccia capire anche a noi, comuni mortali, cosa c’è veramente dietro il suo intervento.

Per intanto una cosa la rileviamo: questa maggioranza qualche problemino ce l’ha.

Se alcuni presidenti di commissione decidono di rimettere il mandato o se alcuni consiglieri di maggioranza esprimono seri dubbi sull’operato di esponenti di Giunta, qualcosa che non va nel verso giusto deve esserci. I distinguo così decisi che di tanto in tanto fanno capolino tra le pagine dei quotidiani qualcosa vorranno pur dire.

Una spiegazione potrebbe forse trovarsi in una delle tante leggende metropolitane, che al Comune abbondano, secondo la quale questa maggioranza sarebbe composta da due categorie di persone: quelli che eletti dal popolo vogliono realizzare il programma per il quale hanno chiesto voti alla cittadinanza, e quelli che, forti di posizioni di privilegio, di giuste amicizie e di non meglio definibili pressioni, riescono a contrattare assunzioni in supermercati o cooperative, incarichi per parenti o amici o, magari, attenzioni particolari da parte di società che lavorano per il comune.

Al momento sono solo voci. Voci maliziose certo, ma che vale la pena di verificare se è vero che compito degli eletti è anche quello i vigilare sulla trasparenza e l’imparzialità dei comportamenti e degli atti.

Ma se a controllare sono i controllati?

 


 

9 Gennaio 2007

 

I FACCITUOSTI 2

 

Quello che mai ci saremmo augurati si sta avverando: toccato il fondo stanno cominciando a scavare.

La pericolosa deriva dell’amministrazione di Palazzo dei Bruzi si è concretizzata già fin dai primi giorni dell’anno nuovo.

Le danze le ha aperte l’assessore D’Alessandro che anziché rispondere ai rilievi mossi dal giornalista di Calabriaora circa presunte minacce proferite al telefono, ci ha comunicato con una disarmante dichiarazione che “Uno degli aspetti ai quali questa Amministrazione Comunale riserva maggiore attenzione è quello di garantire alla cittadinanza i servizi minimi essenziali, tra questi il buono stato di manutenzione del manto stradale della rete viaria cittadina”.

Sempre nella stessa nota stampa diffusa dal comune ci informano che “in attesa che ciò si realizzi (e cioè il buono stato del manto stradale) il settore manutenzione ha compiuto un dettagliato sopralluogo delle “buche” esistenti in città”.

Ma quanto siamo fortunati. A Palazzo dei Bruzi dopo circa sei mesi di attività sanno quante e quali buche sono presenti in città.

La domanda nasce spontanea: adesso che conosciamo ubicazione e numero quanto tempo ci vorrà per coprirle? Vedremo.

Ma non finisce qui. A pensar bene di gettare benzina sul fuoco ci pensa la Befana della Giunta, alias la collega Lopez che, in un simpatico siparietto a Palazzo dei Bruzi il 5 di gennaio, da regali e voti ad amministratori e collaboratori con ironica severità.

A ben leggere le note recitate c’è da capire che la consigliere Lopez ed  suoi compagni di cordata (leggi UDEUR n.d.a.) non sono affatto teneri nei confronti della Giunta se è vero che l’assessore Veltri è introvabile nel suo ufficio (regalo: manette per legarlo al posto di lavoro), che l’On. Ambrogio è uno che pensa solo a salvarsi il posto in qualsiasi condizione (regalo: un salvagente per restare a galla con ogni mare), che l’assessore D’Alessandro racconta favole (regalo: un flauto magico incantatore) e che addirittura il segretario particolare del sindaco non svolgerebbe adeguatamente i suoi compiti (regalo: agenda per tener conto degli impegni del Sindaco).

Ogni commento è superfluo …e poi dice che uno si compromette…

 


5 Gennaio 2007

 

DI PIETRO A MASTELLA

OVVERO: ANDARE D'AMORE E D'ACCORDO

 

"Se Mastella dice che sono una zavorra morale haragione. Ne sono onorato. Vuol dire che tengo fermo chi, nella maggioranza, vuol realizzare cose immorali. La mia posizione non è quella di sommo moralizzatore. Io sono solo un politico che ha ricevuto un mandato. Ma mi sto rendendo conto che nella coalizione mi ritrovo sempre in solitudine quando si tratta di difenedere la questione morale. Una questione che non è stata ancora affrontata come si dovrebbe, né durante il governo Berlusconi, né con questo esecutivo di centrosinistra. Il fatto che si discuta ancora di questione morale, infatti, è la prova che non è stata risolta. La nostra maggioranza è divisa tra chi la vuole affrontare e chi no. Basta vedere le dichiarazioni di Prodi sull'indulto: prima ha detto che è una legge che non condivideva, poi che la rifarebbe. Una schizofrenia dettata dalle contraddizioni interne.
Il nodo non è Clemente Mastella. Lui è solo uno abituato con spregiudicatezza a cavalcare nicchie di consenso per tornaconto politico. Nella difesa del comma Fuda sulla prescrizione dei reati contabili, il suo tentativo è stato quello di ingraziarsi Fuda stesso e la miriade di amministratori locali chiamati a restituire davanti alla Corte dei Conti quello che hanno sperperato per negligenza o imperizia. Mastella conta di fare cassetta elettorale. Un mercimonio della politica che lascio a chi lo pratica. Ho chiesto a Prodi di convocare al più presto una riunione programmatica sui temi della giustizia e della questione morale dove decidere cosa realizzare e soprattutto come.
In merito al comma Fuda rivendico di aver chiesto l'intervento della magistratura. Perchè non è una questione politica: ci troviamo di fronte a un falso in atto pubblico. Al Consiglio dei ministri che si è tenuto prima del deposito del maxiemendamento quel comma non c'era. Quindi è stato inserito dopo l'approvazione. E solo un funzionario governativo poteva fare una roba del genere. Il mandante politico, poi, è da scoprire. Intanto voglio il nome del funzionario che ha tradito Parlamento e Governo. E che va cacciato subito via. Ho sventato il colpo di spugna che si voleva realizzare con quel comma. Il Premier è con me e lo ha dimostrato eliminando il comma all'ultimo Consiglio dei ministri. Ha fatto una scelta di campo che gli fa onore. Il problema, semmai, è per Mastella. Se dice che la prescrizione Fuda è giusta si sta opponendo al Premier e al Consiglio dei ministri. Li sta offendendo ipotizzando che sono tutti sotto il mio ricatto, mentre è lui a porsi sempre in termini ricattatori. Vada via dalla maggioranza, se non è contento. Perchè io, invece, ho intenzione di restare e di vigilare sulla questione morale"

 

Antonio Di Pietro

Ministro della Repubblica

 


30 Dicembre 2006

 

DICHIARAZIONE DI SERGIO NUCCI

 

Preoccupa fortemente il grave atto intimidatorio perpetrato ai danni del Procuratore Antimafia Luberto del quale si conoscono l'impegno e la costanza nella lotta alla criminalità organizzata.

Luberto in un momento così delicato non può essere lasciato solo, né possono essere lasciati soli coloro i quali svolgono il proprio lavoro per costruire una Calabria migliore per noi ed i nostri figli.

Auspico che al più presto nel Consiglio Comunale di Cosenza si possa dibattere sui temi legati all'emergenza criminalità e che anche l'assise cosentina possa far sentire la sua autorevole voce di condanna verso inqualificabili gesti come quelli che colpiscono oggi Vincenzo Luberto

 


29 Dicembre 2006

 

CONCERTO DI CAPODANNO IN CATTEDRALE