Sergio Nucci

  contatti  rassegna stampa galleria

Banner - {Societā del progetto breve}

 

Benvenuto
Chi sono
Lo Studio Dentistico
Galleria Fotografica
I Crucci di Nucci
Cosenza, la mia cittā
I Link
Disclameir
Informativa sui cookie

 

 

 

 

 

 

 
 
Le News

19/10/2017

 

BASTA ASPETTARE...

 

Non tende a placarsi la querelle tra comune e cittadinanza, nata all’indomani delle modifiche al traffico intervenute in città l’8 di settembre per il riverbero negativo che le scellerate decisioni, adottate con fantomatiche ordinanze, stanno tuttora arrecando alla comunità.

Forse a Palazzo dei Bruzi pensavamo che i cosentini, abituati ormai a tutto, dalle indagini senza seguito ai crolli del centro antico, avrebbero accettato passivamente anche queste sperimentazioni - perché di sperimentazioni si parlava - senza un mugugno e senza una protesta. Ma così non è stato. Anzi, il malcontento da quel giorno non si è fermato un attimo. I social sono pieni di immagini di file chilometriche, di macchine in doppia e terza fila, di controlli inesistenti, tutte condite da appelli alla ragionevolezza ed al ripensamento. Perché in fondo in fondo il cosentino medio non aveva perso le speranze di rivedere tutto tornare com’era prima di quel drammatico venerdì.

Sapeva che quei provvedimenti incardinati nelle ordinanze a firma del comandate pro tempore della municipale potevano in parte o totalmente essere rivisti “… in via sperimentale … dall’8 settembre 2017 al 31 gennaio 2018”, e tutto si sarebbe aggiustato. Ci sperava, ma così non è stato. La doccia fredda – ma non con l’acqua del comune che ancora latita nei nostri rubinetti - è arrivata puntualmente il 17 di ottobre a sconfessare quanto le ordinanze racchiudevano.

Ma quale sperimentazione? .. quale provvisorietà? In barba ad inesistenti PUT (Piano urbano del traffico) e PUSM (Piano Urbano di Mobilità Sostenibile) la volontà autentica dell’amministrazione si è disvelata in modo inequivocabile.

La  Delibera n° 131 dello scorso 17 ottobre parla chiaro:  nessuna prova, nessun monitoraggio, nessun confronto con commercianti e cittadini. Via Roma è e resterà chiusa per sempre, o almeno fino a quando non cambiamo sindaco.  L’atto di giunta, rivela l’arcano poiché approva la realizzazione di un‘area pedonale (una piazza) su via Roma tra la scuola elementare e quella media, con tanto di impegno di spesa per la modica cifra di trecentomila euro circa (che poi verrebbe da chiedere dove mai prenderanno le risorse atteso che il nostro comune, viste le tasse che paghiamo, è ridotto alla canna del gas in quanto ente in pre-dissesto).

Ma il tempo resta galantuomo. E stavolta in un lasso di tempo veramente breve ci ha restituito la verità.

Neanche la pazienza di attendere il 31 gennaio 2018 – termine conclusivo della fase sperimentate - ed ecco bello e pronto il pacco preconfezionato. Con un atto di giunta si notifica alla città che quelle modifiche sono quelle e basta.

Nessuna analisi sul traffico. Nessun rilevamento dei rumori e delle polveri sottili. Nessuna interlocuzione con i commercianti. Questo è e basta! Mi auguro che stavolta ci sia qualcuno, a Berlino pronto ad intervenire in difesa di cittadini oppressi ed indifesi.

Qualcuno che sanzioni questo modo di gestire la cosa pubblica e condanni questo atteggiamento dittatoriale.

Sposare cosi  supinamente tutto quanto viene deciso può sembrare naturale per chi ha scelto questo sindaco e per chi fa parte di questa maggioranza. Riesce però incomprensibile constatare che alcuni, che dovrebbero rappresentare l’opposizione in questa città, accettano con egual spirito queste decisioni calate dall’alto.

Ma poi verrebbe da chiedersi: ci fanno o ci sono?

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza

16/09/2017

 

 

LE NOSTRE BATTAGLIE

 

Ci sono battaglie di civiltà che devono essere combattute senza se e senza ma. Battaglie di libertà vere, non di convenienza o per aumentare i propri consensi. Di quelle che tutelano la gente che non ha voce, gli ultimi, gli invisibili.
Io ho deciso di combatterle queste battaglie e di schierarmi sempre dalla loro parte, costi quel che costi, anche una non elezione o anche il dileggio di chi non la pensa come me. E' questo il motivo per il quale sarò sempre a fianco di coloro che vorrebbero giustizia ed equità sociale e non riescono ad ottenerle. Di quanti chiedono che non esistano più figli e figliastri. Di quelli che la notte non dormono a Santa Teresa o di quanti abbassano le saracinesche perché questa amministrazione non ha una politica del commercio. Di coloro che vorrebbero poter vedere uscire dai propri rubinetti l’acqua che non c'è mai e di quelli che chiedono una città più pulita al centro come nelle periferie. Di quei genitori che pensano che i figli dei quartieri popolari abbiano gli stessi diritti dei bimbi del centro città e di quanti vorrebbero vedere un vigile nella propria zona per controllare il territorio e non subire i soprusi di chi non è controllato. Di quanti pensano che hanno un figlio disoccupato e non leggeranno mai il proprio nome in quelle determine che elargiscono soldi a destra e a manca e di quelli che vorrebbero che per le politiche sociali venissero spesi un tantino di euro in più magari togliendoli a feste e luminarie. Di quanti la mattina aspettano per prendere un mezzo pubblico che non si sa quando passerà e di quelli che vorrebbero che la città antica tornasse a splendere.
A fianco di tutti loro io ci sarò sempre e sarò anche al fianco di chi si farà promotore di queste legittime richieste nei palazzi della politica. Perche la cosa più atroce che alla fine vivono sulla propria pelle coloro che diventano portavoce di queste battaglie è la solitudine cui sono costretti dalla diffidenza, dall’appartenenza, dal’ottusità, dalla dietrologia di chi non li considera in buona fede.
L’armiamoci e partite, che tanti danni ha fatto perché ci ha relegato nel nostro “particolare”, consente a chi governa di non interloquire con una massa di gente esasperata ma con piccoli gruppi dei quali non tener conto e contro i quali aizzare persone e personaggi che hanno interessi eguali e contrari se non peggio.
Partendo dall’esperienza di via Roma piuttosto che dalla protesta per il degrado del nostro centro - e chi più ne ha più ne metta - alziamo la testa per rivendicare il rispetto dei nostri diritti. Nulla di più. Se queste cose saremo in tanti a chiederle forse riusciremo ad ottenerle. E tutto ciò ad una condizione: saper riconoscere a chi le realizzerà di averle fatte.

 

Sergio Nucci


 

02/04/2017

 

L'INTERVISTA SU CRONACHE DELLE CALABRIE

 

«Cosenza ha bisogno di riacquistare centralità e delle statue, belle o brutte che siano, non possono creare questa centralità». È quanto afferma Sergio Nucci che rilancia il movimento civico Buongiorno Cosenza, attraverso il quale ha combattuto tante battaglie politiche nella passata stagione amministrativa, e che oggi, dopo la sconfitta elettorale del maggio 2016, vuole proseguire aggiungendone di nuove. «In realtà - precisa Nucci - Buongiorno Cosenza non si è mai fermato. Addirittura potrei dire che è dalla scorsa campagna elettorale che continuiamo a riunirci e a discutere dei problemi della città. Da noi la sconfitta se vogliamo chiamarla così, ci ha ridato nuova energia e la consapevolezza che non si combatte per una postazione in consiglio comunale bensì per un ideale. Ed il nostro ideale resta sempre lo stesso: una città più a misura di cittadino e più vicina ai desideri ed ai bisogni di tutti, non di una sola parte. Dunque oggi acceleriamo, dopo un breve rallentamento. Abbiamo ripreso a pubblicare tutti gli atti prodotti dal Comune di Cosenza. In questo il supporto del consigliere Enzo Paolini è stato fondamentale. Abbiamo rimesso tutto online e rappresentiamo la vera trasparenza, atteso che gli atti in pubblicazione sulla pagina dell'ente, dopo pochi giorni, vanno nel dimenticatoio ». Nucci, ripercorre, quindi gli ultimi dieci mesi dei cosentini con il nuovo governo di Mario Occhiuto, trascorso tra l'inaugurazione di Piazza Bilotti e la grave crisi idrica che ha collassato la città. Un periodo che boccia senza se e senza ma. «Cosenza si è impoverita tantissimo - afferma l'ex consigliere comunale- E non solo sotto l'aspetto economico. 68mila abitanti sono davvero pochi e se si pensa che una piazza possa invertire una tendenza allora davvero non si è capito nulla. La città ha bisogno di riacquistare centralità. Credo che ci sia un percorso obbligato rendere i quartieri degradati fruibili e rilanciare il centro storico. Non farlo cadere a pezzi. Si potrebbe ripartire da qui e cercare di diventare attrattivi soprattutto per l'università che volere o volare crea economia. Se non si colgono queste opportunità perdiamo l'ennesima possibilità di risollevarci. Poi costruiscano quello che più ci piace, ponti, stadi, spiazzi, ospedali, senza però dimenticare per chi si costruiscono queste opere. Cosenza è in agonia. Si può staccare la spina o si può tentare di rianimarla. È una questione anche di amore per la città. Se lo si comprende bene, diversamente staremo tutti al capezzale ad attender l'ultimo respiro. Mi sembra davvero riduttivo pensare al superfluo e non pensare all'indispensabile come l'acqua appunto che dovrebbe essere nel terzo millennio un diritto acquisito. Ma si sa viviamo nella città delle luminarie. Feste, lustrini, divertimenti fanno voti. Poi se un palazzo nel centro storico va a fuoco nessuno se ne accorge».

Cinzia Gardi


 

28/05/2016

 

QUESTIONE DI COSCIENZA

 

La vicenda dei debiti di Mario Occhiuto non mi aveva entusiasmato cinque anni fa e non mi entusiasma adesso. Tuttaviaalcune cose vorrei dirle anche io, sulla scorta  della mia esperienza di pungolatore della trasparenza degli atti del comune.

A mio parere la questione deve essere considerata solo e soltanto sotto l’aspetto politico-istituzionale.

E’ questo l’ambito nel quale ci muoviamo e dal quale non dovremmo mai uscire.

Tutti si augurano, chi ipocritamente chi sinceramente, che Mario Occhiuto risolva i suoi problemi economici.

A leggere le cronache di questi giorni, quel che però emerge è l'opacità della struttura burocratica che pare non segnata da comportamenti trasparenti e lineari. Talvolta accantona le somme relative ai debiti dell’ex sindaco, talaltra si oppone, qualche volta non compare oppure manda documenti. E così produce contenziosi che non solo comporteranno danni per le casse comunali ma ingenera nel cittadino comune, oggi elettore frastornato, il sospetto di una funzione amministrativa sviata, dal potere politico, dai corretti criteri di gestione. E tutto appare finalizzato a tutelare interessi privati. Non è un problema giudiziario: è in questione un modo di amministrare che lascia interdetti e ci impegna a cambiare.

Osservo, infine, che la questione dell'incompatibilità non è un sofisma giuridico.

Il legislatore l'ha prevista - a quanto comprendo - per evitare possibili conflitti di interesse tra il sindaco e il Comune, sì  che debba escludersi la possibilità che il primo possa influire sulle decisioni del secondo nell'ipotesi di una lite giudiziaria.

Non è forse questo il caso dei giudizi nei quali si deve accertare se l'indennità di sindaco è pignorabile oppure no?

E non è evidente che la condotta degli uffici comunali susciti più di un sospetto in ordine a conflitti di interesse?

Su questi argomenti sarebbe stata – ed è ancora – auspicabile una parola chiara da parte degli organi competenti, evitando così la ridda di voci che si sono susseguite in questi giorni e che hanno avvelenato il clima di questa anomala campagna elettorale.

Tanti dubbi, tante domande che si susseguono e che lasciano in bocca un sapore amaro e in testa la sensazione di aver  tristemente sperimentato un modo di amministrare che non brilla per legalità e trasparenza.

Capiremo un giorno, forse troppo tardi per rimediare, e quando altri organi si occuperanno della questione, se questa querelle sia frutto di un equivoco o dell’abile regia di qualche losco figuro.

Concludo con due interrogativi.

Sono questi i presupposti dell'azione amministrativa che merita la mia città?

Hanno o no diritto i Cittadini della mia città di conoscere tutto ciò e formarsi così una opinione per poter scegliere?

La mia battaglia nel corso di questi anni è stata segnata dal tentativo di rendere trasparente ogni decisione. E non è stato facile. Ma questo so fare e questo mi impone la mia coscienza.

 

Sergio Nucci

Presidente "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


21/05/2016

 

INTERVISTA SUL CASINISTA NEWS

 

Ancora una volta in campo alle amministrative con Buongiorno Cosenza, la sua lista con la quale si candida per una poltrona di consigliere comunale. Guardando oltre, però, ci potrebbe essere la possibilità per Sergio Nucci, di ottenere un qualcosa in più, se Enzo Paolini, il competitor del Pse conquisti Palazzo dei Bruzi. Un compito non certo facile ma non impossibile. L'impegno contro l'ex esecutivo comunale, Sergio Nucci,  lo ha manifestato quotidianamente, soprattutto contestando la cementificazione del centro cittadino con la realizzazione del mega parcheggio di Piazza Bilotti. Ma anche notevole è stato il suo impegno profuso nel denunciare le presunte inadempienza della passata amministrazione comunale. Sergio Nucci intervistato dal Casinistanews


Stai condividendo l'esperienza di Enzo Paolini come candidato sindaco del Pse, appunto di Sc e dell'Ncd. Dove può portare questo cammino?

Intanto l’alleanza vede unite tra loro forze che assieme governano a Roma. C’era un mandato chiaro proprio della direzione nazionale del mio partito di ripetere il modello romano a livello periferico, e noi ci siamo attenuti pedissequamente a quella raccomandazione. Poi, per i fatti a tutti noti, a Cosenza si è deciso di agire in barba agli impegni e si è rotta l’alleanza. Questa violazione degli accordi ci ha motivato ancora di più ad affrontare la competizione con più grinta e determinazione. Il 6 di giugno sapremo se è stato un bene o un male.

 

Con una meticolosità certosina hai messo insieme le delibere relative agli appalti fiduciari che sarebbero stati affidati dalla giunta Occhiuto. Non si poteva agire prima, invece di avvelenare la campagna elettorale?

"Operazione Trasparenza", l’iniziativa ideata e realizzata da Buongiorno Cosenza, il movimento fondato nel 2010, aveva ed ha lo scopo di permettere a tutti di vedere cosa accade a Palazzo dei Bruzi attraverso gli atti prodotti. In poche parole, restando asettici, consentire a chiunque ne avesse voglia di conoscere nel dettaglio determine e delibere dell’amministrazione Occhiuto. Atti, che ci tengo a sottolineare, sono a disposizione dei cittadini, dei giornalisti, delle forze di polizia e della magistratura dal marzo 2014. Io sinceramente non so come mai, a parte le inchieste condotte da Camillo Giuliani e Gabriele Carchidi, nessuno abbia guardato con interesse questo materiale. Non chiedetelo a me, dunque.

 

Oltre a Mario Occhiuto, l'avversario da battere è Guccione, visto il trattamento riservato dal Pd a Paolini?
Dissento su questo. Tutti sono avversari e tutti devono confrontarsi sull’idea di città che hanno e su come vogliono realizzarla. Diciamo che Occhiuto lo conosciamo, lo abbiamo visto all’opera e per questo ci fa più paura. Battute a parte, noi crediamo in una Cosenza diversa. Stiamo andando in giro a dirlo e confidiamo nel fatto che la gente capisca la nostra passione e la bontà del nostro programma.

Ripeti spesso che per te la politica è un hobby. Potresti spiegarti meglio?

Nella misura in cui non devo fare politica per vivere. Vivo del mio lavoro. Ho una bella famiglia con sani principi e faccio politica per servire la mia città. Se questo è un hobby allora sono felice di avere questa forte passione. Ed io che pensavo fosse solo e soltanto amore per la mia diletta città…..

 

Ultima trovata del Pd è stata quella di presentare una interpellanza urgente ad Alfano in merito alla presunta incandidabilità di Occhiuto per debiti. Possibile rivolgersi al governo basandosi su indiscrezioni della stampa?

Non conosco le attività dei parlamentari del Pd, eccezion fatta per l’iperdinamismo a favore della candidatura di Presta. Mi rallegro del fatto che siano attenti ai problemi della città. Anzi, sono certo che, dopo avere letto della prossima apertura dell’A3, interrogheranno il ministro delle infrastrutture per sapere i motivi che hanno portato a cancellare nel progetto di ammodernamento dell’autostrada lo svincolo a sud di Cosenza. 

 

Cosa  propone Scelta Civica per cambiare lo status di Cosenza?

In poche battute: più attenzione al sociale, più attenzione alla periferie ed al centro storico, più attenzione verso chi produce ricchezza. Sembra poco ma se si riuscisse sarebbe davvero tanto.

 

Sei stato dal 1992 al 1993 assessore al Verde: secondo te, dal punto di vista ambientale cosa manca a Cosenza. C'è chi sostiene che si è cementificato troppo. 

Credo che ciò che ancora oggi manca è la visione complessiva della città. Negli anni ‘90 Cosenza era ancora una città in espansione,. Ancora non esisteva il viale parco, era una città in divenire. Forse allora si è pensato troppo al cemento e poco a creare occasioni di sviluppo reale. Sotto il punto di vista ambientale aumenterei le aree verdi e dedicherei ad esse magioni risorse. Almeno ci proverei.

 

Che ne pensi degli altri candidati sindaco e perché votare Paolini?

Ne conosco politicamente solo uno e sto dall’altra parte. Degli altri, a parte Gustavo Coscarelli che conosco personalmente e che stimo, onestamente non so molto. Di Paolini penso che abbia in se quelle doti che potrebbero, se eletto, renderlo indipendente dalle pressioni dei gruppi di potere. E a Cosenza dove di questi gruppi ne esistono diversi questo è un pregio, non un difetto.

 

Nelle ultime ore la magistratura si è mossa con perquisizioni e avvisi di garanzia. Il tuo giudizio

Non penserei ad una magistratura ad orologeria anche se le battute circa l’avvicendamento alla guida delle procura cosentina in queste ore non si contano. Diciamo però che tutte queste cose contribuiscono ad allontanare la gente dalla politica … sempre di più.

 

Astolfo Perrongelli


11/05/2016

 

CI SONO MOMENTI...

 

Ci sono momenti nei quali è necessario affermare le proprie idee mettendoci la faccia. Ci sono momenti nei quali è necessario testimoniare il proprio impegno scegliendo il percorso più accidentato. Quello attuale è uno di quei momenti motivo per il quale con le donne e gli uomini di Buongiorno Cosenza abbiamo deciso di partecipare a questa tornata elettorale e sostenere in maniera convinta e leale Enzo Paolini. 

Abbiamo scelto Enzo perché riteniamo sia davvero il sindaco ideale per Cosenza: per la conoscenza dei problemi, per il radicamento nella comunità, per la serietà dei comportamenti, per la linearità del percorso politico. Crediamo di rappresentare in una campagna urlata e, a volte, becera come quella attuale lo schieramento che parla dei programmi e della soluzione dei problemi rifuggendo la polemica spicciola o peggio il dileggio e l'offesa gratuita. Stiamo parlando dei nostri programmi e su come realizzarli. Stiamo incontrando i cittadini nei quartieri cittadini per ascoltarli.

Stiamo parlando di etica, di rispetto delle regole, di tolleranza, di competenza, di meritocrazia, di solidarietà. Siamo certi che così facendo raccoglieremo il consenso della nostra gente. Solo dopo il 5 giugno sapremo se i siamo riusciti a conquistare la fiducia dei nostri concittadini. Ma qualunque sarà l'esito continueremo il nostro impegno per la nostra Cosenza.

 

Sergio Nucci
Presidente "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


02/04/2016

 

OSPEDALE, VERITA' E PROPAGANDA

 

Su una cosa siamo d'accordo tutti: il Pronto Soccorso e l'ospedale di Cosenza presentano molte pecche da risanare al più presto se si vuole garantire il diritto alla salute di tutti i cittadini. Ben venga il nuovo ospedale, se non sarà la solita boutade, e non perdiamo tempo a litigare sul sito che dovrebbe ospitarlo. Mi sia consentito, invece, perdere un po' di tempo per rettificare alcune notizie pubblicate venerdì sui giornali locali. In merito alla grave situazione che ha vissuto il Pronto Soccorso cittadino nell'ultima settimana, ho letto l'intervento dell'ex sindaco che ricordava l'ordinanza, di circa due anni fa, con cui imponeva di assumere personale nel reparto più caldo dell'Annunziata. Occhiuto scrive che il suo ''atto è caduto nel vuoto'', ossia che l'ordinanza da lui emanata, contingibile e urgente per ordinare alla direzione generale dell'ospedale di assumere sette medici, non ha avuto un seguito. Occhiuto dimentica di aggiungere che la sua ordinanza è stata annullata dal Tar perché si trattava di un ''provvedimento illegittimo per difetto del presupposto della contingibilità e urgenza'' e insufficiente sotto il profilo delle motivazioni. I giudici fecero rilevare anche un ''difetto di potere'', visto che, in regime di Piano di rientro, ad assumere provvedimenti di questo genere sarebbero dovuti essere altri organismi.
É bene dare una informazione corretta e ricordare che non solo l'ordinanza è stata annullata, ma è costata ai cittadini la somma di 3500 euro per ognuna delle parti costituite in giudizio, oltre alla parcella del legale.
L'ordinanza, come in tanti hanno compreso già al tempo della sua emanazione, è stata un'azione di propaganda e purtroppo viene utilizzata ancora con questo scopo ancora oggi, in periodo elettorale.
Non si dica però che è caduta nel vuoto, come si vuol fare erroneamente credere, ma che il Tar l'ha annullata perché era un provvedimento illegittimo e che i cittadini hanno pagato una bella sommetta per la propaganda che l'ex sindaco ha cercato di farsi a spese degli altri.

 

Sergio Nucci
Presidente "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


02/03/2016

 

INTERVISTA A IL QUOTIDIANO DEL SUD DEL 2/3/2016

 

«Cosa significa per noi riaprire il tavolo? Azzerare tutto e ripartire. Noi siamo pronti a ritirare il nostro candidato, a patto però che lo faccia anche il Pd. Si ragiona sulle regole, si ragiona sui requisiti che dovrà avere il candidato, si stende anche un identikit e poi si decide insieme. Per farla breve, noi siamo pronti a recuperare le ragioni dell’unità del centrosinistra a Cosenza se il Pd riporta le lancette indietro».
Sergio Nucci, ex consigliere comunale e leader calabrese di Scelta civica, forse non credeva di dover spiegare così tante volte che senso ha riaprire al dialogo con il Pd dopo aver abbandonato il tavolo dieci giorni fa sbattendo la porta. Eppure, la diatriba tutta interna al centrosinistra cosentino ha innescato ora un cortocircuito da cui pare difficile uscire adoperando le sole armi dialettiche della politica.
Insomma, Nucci, ci pare che i toni con cui il Pd ha acclamato Lucio Presta in questi ultimi giorni non includano disponibilità ad un passo indietro. Perché accanirsi allora? Perché il Pd dovrebbe riprendere il dialogo?
«Perché se pensano che solo grazie al’unità della coalizione si vince non possono chiedere solo a noi di fare marcia indietro. E perché se c’è qualcuno che ha già derogato agli impegni presi quello è il Pd. Nel percorso che ha portato alla sfiducia del sindaco Occhiuto attraverso lo strumento delle dimissioni c’era anche un impegno preciso del Pd ad indire le primarie. Devono ancora spiegare perché hanno cambiato percorso».
Il vostro gruppo ha raccontato di un «tradimento» consumato al tavolo del centrosinistra, di un’accelerata improvvisa con un foglietto, citiamo da Enzo Paolini, eteroscritto da Roma, per imporre la candidatura di Presta. Se così è, le cose sono due: o cercavano una rottura, o pensavano che avreste ceduto...
«Forse pensavano di avere davanti degli “accontentabili”. E hanno sbagliato. Io, come anche Enzo Paolini, non viviamo di politica, ma della nostra professione. Quando sono state raccolte le firme per defenestrare Occhiuto, sono sceso di notte da Napoli perché credevo fosse un atto politicamente necessario e perché certo non mi preoccupava la rinuncia ai gettoni di presenza. Io non ho un prezzo. E faccio accordi, come Enzo e il nostro gruppo, solo sul rispetto delle persone. Su questo non deroghiamo».
Immaginiamo che il Pd convochi di nuovo il tavolo. Com’è che la candidatura di Presta da «imposta» diventa per voi condivisa?
«Le ho detto che bisogna azzerare tutto. Discutiamo del metodo e sui requisiti che deve avere il nostro candidato. Non serve ad esempio che risieda stabilmente a Cosenza? Secondo me sì, vediamo se riescono a convincermi del contrario. È necessario che sia un cosentino illustre? E perché non chiederlo ai rettori Eugenio Gaudio e Aurelia Sole o allo scienziato Arnaldo Caruso? E ad ogni modo esistono sempre le primarie. Se la cosiddetta Alleanza civica si sente così forte perché non si misura con le primarie?»
Forse perché Presta non vuole farle?
«Questo è un altro aspetto interessante, in effetti. Chi si sottrae alle regole della coalizione non può farne parte e le dichiarazoni che Presta ha reso nella sua ultima conferenza stampa per me sono anche risultate indigeste. Mi creda, però, io non ho nulla contro Presta. Sa qual è il paradosso?»
Quale?
«Magari Presta poteva anche essere una risorsa per il centrosinistra. Con altri metodi si poteva anche portare la candidatura al tavolo – non dico sceglierlo – per una discussione serena. I modi scelti però hanno vanificato tutto»

 

di MARIA FRANCESCA FORTUNATO


11/02/2016

 

LE MIE RAGIONI


Quell'anno era il 1576. L'anno della peste bubbonica a Cosenza. La popolazione era in ginocchio, la città alla rovina, intere famiglie devastate dal morbo, uno scenario apocalittico che faceva invocare l'aiuto del divino. E su quella icona, quella della Madonna del Pilerio, comparve come una macchia scura: un bubbone pestilenziale, interpretarono. La madonna si era accollata su di sé il male della città, dissero. Poi fu il 1783 e la terra iniziò a tremare forte, ma così forte che si pensò alla fine del mondo. Anche in quel caso sul volto della Vergine notarono una crepa, forse l'estremo tentativo di salvare i suoi protetti, i suoi cittadini devoti. Quelle screpolature poi scomparvero, ma non del tutto. La cicatrice degli eventi rimane sempre, bisogna saperla portare. Fu così ancora e ancora, negli anni, nei secoli. Per i bombardamenti della seconda guerra mondiale, per altri eventi traumatici che portarono la popolazione a voler proteggere quel simbolo, il simbolo di una Protettrice che per salvare i cosentini è disposta a prenderselo tutto su di sé, il male.
Ma perché questo avvenga, perché l'enorme significato simbolico arrivi a tutti, perché il miracolo si compia, c'è bisogno di un ingrediente fondamentale, imprescindibile: che i cosentini riconoscano quale sia il male del loro tempo. Il male di questo tempo, del nostro tempo. Che non è l'urto violentissimo di un terremoto, non è la peste, non sono le bombe, ma forse... forse qualcosa di ancor più devastante, perché corrode dall'interno, assottiglia il senso di giustizia, corrompe gli animi più nobili, fa perdere la memoria.
Per essere combattuto, il male, va innanzitutto conosciuto e riconosciuto, da tutti.
E forse in questo abbiamo peccato, non io e qualche sparuto altro che abbiamo denunciato tutto dall'inizio, ma ora che siamo insieme, compatti e risoluti, forse era il momento di mostrarli tutti ai cosentini questi bubboni così grossi e purulenti da far peggio della peste, da dover sperare che non esplodano mai.
Se oggi guardassimo il volto della nostra icona, della icona della città, quante macchie vedremmo?
Aziende pubbliche
Un buco da 800mila euro all'azienda dei trasporti pubblici cittadini. Martoriata, quell'azienda, utilizzata a proprio uso e consumo personale. Mentre sugli autobus la giunta si faceva i selfie, qualcuno cercava di drenare, se non altro di denunciare, la profonda emorragia. E poi la solita protervia: bus che possono girare solo in città fatti sconfinare anche nell'hinterland, con l'effetto che quelle corse, non rimborsabili dalla Regione, perché illegali, devono pagarle i cittadini. Spese fuori controllo, stipendi del cda mai ridotti, lauti premi auto-assegnatisi dal presidente, concorsi bloccati, acquisti di vettori (vecchi) senza alcuna gara, perdite per i servizi navetta al Lungofiume e persino per la Circolare veloce, scale mobili da 100mila euro all'anno: tutto questo è Amaco, sotto il sindaco Occhiuto.
Incarichi
Non quantizzabili. Questa la prima cosa che viene in mente pensando agli incarichi per affidamento diretto e a cottimo fiduciario affidati dalla giunta Occhiuto ai propri soci di studio, sodali, amici e parenti. Un ricorso alle procedure senza gara che non ha (volutamente) una regola e per il quale ci si nasconde dietro un dito: affido tutto a quelli di cui mi fido. Questi però sono discorsi che vanno bene con chi mastica poco di politica, con chi si fa offuscare da ottocentomila euro di luminarie, con cementificazione di piazze e piazzette, marciapiedi e piste ciclabili. Chi lavora a queste opere? Come si aggiudicano gli appalti? Forse partecipando in solitaria come per i 22 milioni di euro di Piazza Bilotti? Chi e perché ha deciso che la Curia di Cosenza dovesse avere un business a sei zeri sui loculi del cimitero, mentre la parte comunale frana? Tremila loculi cimiteriali su un'area che è stata oggetto di una ordinanza di sgombero per frane... mentre le bare aspettano per anni una loro giusta sepoltura. Il cimitero dei ricchi, con la filodiffusione e quello dei poveri, che cade in pezzi. E poi i vasi comunicanti con la Provincia: se non ho dato un incarico qui, lo posso dare lì, “guadagnando” la fiducia di questo o quello nei vari Consigli...
Debiti
Quanti sono quelli accumulati dal Comune? Mutui pluriennali accesi per finanziare le opere in cantiere, ma nessuno, nemmeno i consiglieri comunali, conoscono il reale stato dei conti pubblici. Sappiamo che i revisori hanno mosso pesanti rilievi, ma in una situazione di ignoranza complice e diffusa ognuno può dire ciò che vuole, come per esempio che i conti siano in attivo... Cosenza è stata a rischio dissesto economico, dopodiché come molti Comuni si è tentata la strada del pre-dissesto, 150 milioni di euro prestati dalla Cassa Depositi e Prestiti e che i cosentini pagheranno per i prossimi trent’anni. Ci sono stati i rilievi della Corte dei conti, poi magicamente rientrati ai primi aggiustamenti. Ma nessuno, ad oggi, conosce il debito del Comune di Cosenza. Due milioni e 700mila euro di debiti fuori bilancio vi dicono qualcosa? Un milione e 800mila dei quali derivanti da “accensione prestiti”. Sentenze esecutive per oltre 800mila euro eppure paghiamo per le cause del Comune fior di avvocati …. O meglio fior di avvocato.
Il concetto di città
Il Castello Svevo è il simbolo di quanto abbiamo detto finora. Diventato poco più che un lounge bar, un simbolo della movida, lambito da luci psichedeliche, le stesse che colorano la nostra città rendendola simile a una Las Vegas di provincia. La comunicazione, grande fiore all'occhiello di questa amministrazione uscente, ha preso lo scivolone dell'architetto della Soluzione finale. Ricordate Himmler? Ebbene non credo sia stato solo una svista, ma un concetto più profondo: la storia non si può cancellare, ci hanno risposto. Ma è con questa storia che vogliamo promuovere Cosenza? Con la ricerca di un tesoro che non c'è? Con la dichiarata pura illusione di cercare per il gusto di cercare. Le feste, le sagre, il popolo che deve dimenticare, distrarsi. Sono questi i concetti tipici della destra, che si è incarnata perfettamente nello spirito di questa amministrazione che abbandona il Palazzo.
Il concetto di libertà
Il controllo totale della comunicazione, delle fonti di informazione. Vi fa pensare a qualcosa? Le voci critiche spente, perseguitate, messe alla berlina. I siti di informazione chiusi, i giornali amici, le persone scomode fatte fuori. L'attività dei consiglieri completamente annullata dalla non risposta, dalle carte nascoste, dalle delegittimazioni personali, odiose e vigliacche. Una arroganza supportata da opportune protezioni, quelle che forse oggi sono saltate. Una scorta personale che costituisce un costo per i cittadini, in una città che però si reputa amica. Allora perché? L'uomo solo al comando non ammette repliche, non tollera critiche, tenta di stabilire legami dando qualcosa a questo e a quello. Non esiste altro metodo di dialogo. E chiunque prende qualcosa, passa dalla sua parte. Anche gli spiriti critici. Gli aperitivi tutti insieme all'ombra di Santa Teresa e le voci che piano piano si spengono, le critiche che si assottigliano, lasciando il posto agli aedi della santificazione dell'uomo solo al comando: colui che ha ridato linfa alla nostra spenta città. L'uomo che ha acceso le luci.
Conclusioni
Cos'altro avremmo dovuto fare, lasciare che ogni giorno la coscienza dei cosentini venisse drogata da luci e lucine? Vi siete mai chiesti da dove vengono quelle luci? Vi siete mai chiesti chi hanno messo nella stanza dei bottoni per accendere questo immenso lunapark che è diventato la nostra città? E noi, noi cosentini, cosa stiamo arrivando a pensare: che "almeno questo qualcosa la fa"? E dunque che sia lecito fare in qualsiasi modo, basta che qualcosa venga fatta. Sono anni che il radicamento mafioso nei territori si sostanzia con la criminalità che si sostituisce allo Stato. Lo Stato non da sicurezza, non da lavoro. E così le popolazioni si rivolgono ai padrini. Almeno loro qualcosa fanno. E' davvero così che ragiona la città di Telesio?
Se è questo che pensiamo non basteranno diciassette consiglieri, una consiliatura finita, un commissario prefettizio, una indagine della magistratura.  Rivolgiamoci alla Vergine, guardiamo il suo volto: è il simbolo della città. Se qualcuno deve prendere su di sé la peste, è necessario che ci sia però qualcun altro che la denunci, che la faccia vedere, che la renda riconoscibile.
Questo è stato il nostro ruolo. Non pretendiamo che qualcuno ce lo riconosca. Ma siamo sicuri che i cittadini di Cosenza, svegliatisi dall'incantesimo, sapranno alla fine da che parte stare.

 

 

Sergio Nucci
Presidente "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


03/02/2016

 

GIOVANILISMO E NEOLOGISMI

 

Sopralluogando sembra il gerundio di un verbo da utilizzare quando si vuole indicare una visita su un luogo interessato da lavori, catastrofi o teatro di iniziative varie. Molto usato, anzi abusato, sui social da chi queste visite le esegue spesso in pompa magna, con tanto di fotografo al seguito e commenti-post che esaltano il visitatore e il visitato.

Alle nostre latitudini (Cosenza n.d.a.) è diventata la parola preferita da quegli amministratori che, nel normale e dovuto svolgimento dei loro compiti, vogliono dar prova alla cittadinanza, tramite ogni tipo di media, che lavorano alacremente, addirittura più del necessario.

Peccato che il verbo “Sopralluogare” non esista. Nei dizionari della lingua italiana non v’è traccia del termine “sopralluogare”, che anche il computer segna rosso perché non lo riconosce. Non esiste, così come non esiste per tanti amministratori l’intenzione di mettere al primo posto gli interessi e l’incolumità dei cittadini, però si prodigano per essere presenti sui cantieri con alti tacchi. Non ci spieghiamo, infatti, i motivi per cui, dopo i tanti sopralluoghi effettuati in piazza Bilotti, ad esempio, con foto e commenti encomiastici, non sia stato mai notato l’enorme mezzo giallo, troppo spesso presente sull’unica strada che era rimasta aperta, ma chiusa proprio per la gru, intorno alla piazza, che sposta travi e materiali pesanti penzolanti sulla testa dei passanti. Chiudono la strada, ma non il marciapiede.

In tutti questi mesi a nessuno è venuto in mente di impedire il traffico pedonale sotto il lungo braccio della gru per assicurare l’incolumità dei passanti e di delimitare l’area come previsto dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Questa amministrazione non vuole proprio rispettare le regole, devo però constatare che vengono usati due pesi e due misure. Mi riferisco al fatto che, visti i tempi stretti per la consegna dei lavori di piazza Fera/Bilotti, i lavori procedono a ritmi folli, senza considerare le esigenze di chi vive a vario titolo (residenti, commercianti) nella piazza. Anche nel periodo delle feste l’unica strada che consente il transito delle auto intorno alla piazza è stata chiusa per i lavori, come è accaduto ultimamente nonostante le proteste dei negozianti andati in crisi non appena sono iniziati i lavori.

La chiusura nel periodo natalizio non ha fatto altro che peggiorare la loro situazione. Per altre zone, invece, quelle in cui sarebbero dovuti partire i lavori di rifacimento come Piazza Riforma e Piazza dei Valdesi (lavori ad oggi solo sulla cartta), è stato deciso di rimandare il tutto a dopo le feste per consentire alle attività commerciali ivi situate di non perdere il consueto “volume” di affari, né rendere difficoltoso il transito agli acquirenti. Perché non è stato riservato lo stesso trattamento anche ai commercianti di Piazza Bilotti?

L’ansia provocata dall’incertezza di terminare i lavori non può, non deve ricadere sui cittadini. Non c’era bisogno di fare annunci che prevedevano di poter “calpestare” la nuova piazza il 16 dicembre (del 2015). Bastava essere più realisti, soprattutto alla luce dei tanti sopralluoghi effettuati dai nostri amministratori, specialmente se gli amministratori in questione sono anche “tecnici”, conoscitori della materia edile e non solo.

I casi ora sono due: o non si hanno le giuste competenze o pur avendole si gioca di fantasia per edulcorare una realtà che potrebbe essere amara. Noi vogliamo optare per la fantasia, la stessa usata per coniare la parola “sopralluogando” e per tante altre invenzioni vendute come realtà assoluta.

Il giudizio sulle competenze, invece, lo lasciamo ai posteri.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


20/01/2016

SI ALLE PRIMARIE

 

Sul metodo della scelta del candidato Sindaco prendiamo atto e rispettiamo le dichiarazioni di tutti. In particolare la prospettazione di qualche giorno fa dell’on. Bevacqua è condivisibile. Sarebbe auspicabile individuare un candidato che abbia certe caratteristiche coerenti con il civismo, indipendenza, autorevolezza ed esperienza. Tanto che noi, insieme ad altri abbiamo già da tempo individuato un candidato rispondente – secondo noi – ai requisiti indicati dall’on. Bevacqua, presentandolo agli elettori in una manifestazione pubblica al cinema Modernissimo lo scorso 21 dicembre.

Naturalmente auspichiamo che l’intero centrosinistra sia d’accordo ma non vogliamo imporre niente a nessuno. Né d’altra parte subiremo imposizioni. Per questo – e nella ipotesi che si individuino o si propongano altri nomi – siamo certi che si terranno le primarie, come è stato fatto in tutti i casi in cui si è dovuto scegliere, dal segretario PD, ai Presidenti di regione, ai Sindaci.

Peraltro, come si segnala ormai da più parti noi diciamo al PD che si sta perdendo tempo e ciò potrebbe essere alla fine l’ennesimo regalo del PD al centrodestra.

Le primarie sono nello statuto del PD, noi forze locali del centrosinistra le accettiamo, anzi le vogliamo, il segretario provinciale PD le chiede, due segretari di circolo PD le invocano, dieci consiglieri comunali le sollecitano, il sottosegretario all’economia Zanetti, nonché Segretario nazionale di Scelta Civica, ha detto che si devono fare e solo oggi oltre mille cittadini hanno firmato una petizione in tal senso per il segretario del PD.

Cosa si aspetta? Il PD ha paura delle primarie? Vuole imporre qualcuno alla città di Cosenza? Vuole far vincere il centrodestra?

Noi pensiamo e speriamo di no ma i fatti e la perdita di tempo fanno venire qualche pensiero.

 

Sergio Nucci

Coordinatore Regionale Scelta Civica Calabria


14/01/2016

 

UNO STADIO BOMBONIERA E UN OSPEDALE A PEZZI

 

La politica del fare del sindaco Occhiuto non poteva, in quest'ultimo scorcio del suo mandato, non mettere le 'mani' anche sullo stadio San Vito, per il quale è stato presentato un progetto di ristrutturazione (in realtà un rendering digitale) che impegna una cospicua somma che chissà in quale forziere nascosto del nostro comune è custodita.

Siamo alle solite, e davvero stavolta non per partito preso: si decidono lavori pubblici nel chiuso di una stanza, come sempre del resto, senza coinvolgere chi avrebbe titoli per esprimere una propria opinione e con l’obiettivo mal celato di accattivarsi le simpatie dei molti tifosi rossoblu, e si ripongono nel cassetto idee per le quali si erano guadagnati i titoloni dei quotidiani locali.

Non più piazza Riforma o piazza Europa, addio piazza XXV luglio e piazza Zumbini. Stavolta si punta in alto: addirittura lo stadio.

Rivengono alla mente quelle dichiarazioni sui fiumi navigabili che tanta ironia avevano suscitato in città. Walt Disney ha condizionato pesantemente l’infanzia di Occhiuto. Il motto se puoi sognarlo puoi farlo è la cifra della sua esistenza.

E tutto questo mentre la città è attanagliata da problemi che la rendono invivibile e che ne stanno progressivamente smorzando i residui di linfa vitale ancora presenti. Ma c'è di più: un paio di giorni fa il presidente Oliverio ha scritto una lettera al sindaco di Cosenza per convincerlo a cedere i terreni di Vaglio Lise per la costruzione del nuovo ospedale. Occhiuto ha pubblicamente detto di non essere d'accordo a concedere quei terreni perché, a suo parere, sarebbe opportuno ristrutturare il vecchio ospedale e unirlo al Mariano Santo.

Capiamo le ragioni del sindaco (quelle ufficiali e soprattutto quelle recondite), ma un siffatto progetto, che appare fattibile solo nella mente del nostro, risulta del tutto irrealizzabile ed inidoneo per quelle che sono diventate le esigenze dell’area urbana. Si parla di grande Cosenza, di conurbazione e poi non si ha la elementare disposizione a immaginare progetti che riguardino tutto il territorio e non una sola parte di esse. E per fare cosa? L’ennesimo spreco di denaro pubblico scomodo non solo per i cosentini ma soprattutto per la provincia che sull’Annunziata gravita.

E se qualcuno pensa che si tratti di uno scippo ai danni della città va ricordato non solo che Vaglio Lise è nel territorio cittadino ma che lo stesso Oliverio ha rassicurato il sindaco che il vecchio ospedale sarà riadattato alle esigenze dei cosentini.

Che fortuna per Cosenza avere un sindaco architetto che, contrariamente a tutte le nuove direttive urbanistiche, ha voluto realizzare un enorme parcheggio nel centro città e ora vuole costruire addirittura un ospedale a terrazzamenti! Aspettiamo che fornisca ai cosentini un paio d'ali o un elicottero ed i suoi sogni saranno realizzati.

 

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


06/01/2016

 

LUCI E ... OMBRE

 

La città delle feste ha bisogno di luci che l’amministrazione comunale definisce illuminazioni artistiche e per queste spende migliaia di euro. Fin qui nulla di strano se non fosse per un particolare di non poco conto: il comune di Cosenza paga più volte lo stesso servizio, ciononostante a Palazzo dei Bruzi affermano che si sta risparmiando.

È il sindaco in persona a spiegare, nel corso della conferenza stampa di ieri, “come si sta risparmiando con le procedure di affidamento: per questo motivo abbiamo deciso di chiedere a Enel Sole di fare pure le luminarie”.

E noi, comuni mortali, che pensavamo che la convenzione con ENEL sole riguardasse l’ammodernamento dell’illuminazione pubblica e l’istallazione dei nuovi impianti semaforici tenuti in piedi da improbabili imbracature di fil di ferro.

Ma torniamo alle luci artistiche: il Comune di Cosenza ha affidato a Enel Sole, mediante convenzione, la gestione delle illuminazioni pubbliche a un canone annuo che comprende anche la fornitura e la posa in opera delle luminarie natalizie e non, oltre € 850.000, in rate da € 120.000 ognuna, da estinguere in sette anni.

Ma se ciò è vero, perché affidare tramite determina alla ditta Med Labor (quella balzata agli onori della cronaca sul Tg di Rai1) la posa in opera dell’impianto di illuminazione artistica temporanea, per un importo di € 30.000, su via Dante Alighieri proprio per il Natale (determina 3170 del 2015)? Solito affidamento diretto per via della somma urgenza?

Forse, ma sarebbe bene ricordare al sindaco che il Natale ha, e non solo a Cosenza, una data certa, quindi si potrebbe, volendo, pianificare anche questo servizio entro i 365 giorni dell’anno senza ricorrere alla somma urgenza e affidando mediante gara questo servizio.

Giusto per non sperperare così il denaro pubblico. Sperperare, sì, perché la fornitura e la posa delle luminarie natalizie, come abbiamo già detto, rientrano nei servizi affidati a Enel Sole e l’affidamento mediante cottimo fiduciario vanifica i risparmi derivanti da una gara ad evidenza pubblica.

È vero che a Natale non si bada a spese, ma pagare due volte lo stesso servizio non ci sembra un’azione corretta nei riguardi dei cittadini che pagano le tasse e in cambio ricevono servizi insoddisfacenti.

Ma tutto questo giusto per chiarezza.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


01/01/2016

 

ENZO E' IN GRADO DI BATTERE OCCHIUTO

 

Sergio Nucci, come di consueto, con la sua associazione ha offerto uno spettacolo ai cittadini di Cosenza al teatro Rendano. L’occasione è stata propizia per porgli alcune domande. Dott. Nucci, come ha risposto la città al tradizionale concerto- appuntamento di inizio anno ormai alla XVII edizione? E un appuntamento che ha messo radici e che negli anni ha fatto incontrare quella parte della città che vive con maggiore sensibilità le occasioni artistiche e culturali. Come nasce l’idea di questo appuntamento di inizio anno? C’è chi festeggia l’anno nuovo con un veglione, un banchetto, un falò. Tutte tradizioni da rispettare ma io ho voluto fare omaggio alla mia città di un evento artistico-culturale che sia di augurio per la sua immagine esterna e il suo prestigio di capoluogo bruzio. E poi ce il Centro Storico che mi sta molto a cuore e che vorrei vederlo come location più frequente di manifestazioni culturali. Lei si muove fra cultura e politica. E consigliere comunale, fondatore del movimento civico Buongiorno Cosenza, si è candidato a sindaco nel 2011 e oggi è responsabile politico di Scelta Civica in Calabria. Come concilia tutto questo con la professione medica che la impegna non poco? La politica è servizio alla collettività, assunzione di responsabilità, passione per cambiare in meglio la realtà con una visione plurale della società, operando nella legalità nella prospettiva di poter rimuovere squilibri e ingiustizie. Il suo movimento Buongiorno Cosenza nasce fuori dai partiti. Si ritiene un precursore dell’antipolitica? No, assolutamente ma fare politica nei partiti tradizionali presuppone limiti e condizionamenti che confliggono col mio carattere e la mia natura. Nel suo parentato, almeno nel recente passato, non mancano ascendenze democristiane Ne sono ben consapevole ma non ho mai avuto problemi a fare scelte autonome rispettando le scelte altrui. Buongiorno Cosenza nasce comunque quando la Prima Repubblica aveva concluso la sua traiettoria storica lasciandoci nelle ambiguità e nelle incertezze che viviamo tuttora. Lei si considera di destra o di sinistra? Categorie politiche schematiche e ormai superate. Sono un liberal, un moderato se si vuole ma molto orientato nell’impegno sociale e civile. Lei nel 2011, al ballottaggio fra Occhiuto e Paolini, si schierò a favore di Occhiuto. Poi si è pentito. Se i numeri hanno un peso, potrei sentirmi responsabile di aver fatto vincere Occhiuto a danno di Paolini. Me ne sono rammaricato ben presto ma avevo agito sulla base di un accordo politico che Occhiuto, una volta eletto, non ha rispettato. L’accordo cosa prevedeva? Nessuna postazione di potere né collocazione personale ma l’accettazione nel programma del sindaco di alcuni punti qualificanti del programma di Buongiorno Cosenza. Riguardavano la città non le persone e cioè la valorizzazione del Centro Storico, il Rendano e le istituzioni culturali della città, il Museo all’aperto (MAB),il recupero e la cura del verde cittadino, la gestione del trasporto urbano, impegno dei vigili urbani non limitato soltanto all’orario diurno, i rapporti con l’UNICAL, il nuovo ospedale nel campus di Arcavacata nella prospettiva di una facoltà di Medicina e, soprattutto, la trasparenza degli atti amministrativi. Lei è intervenuto più volte criticamente sui criteri di assegnazione degli appalti da parte del sindaco Occhiuto... Anche nel suo interesse evidenziavo che i lavori pubblici sono politicamente un terreno minato per cui è necessario il massimo di trasparenza. Bisogna tenere conto che Occhiuto beneficiava del fatto di avere circa 200 milioni stanziati da spendere. Non entro nel merito di comportamenti ritenuti passibili di sanzioni penali, che spetta alla magistratura verificare, ma è un dato oggettivo che a essere protagonisti, ai vari livelli, erano sempre gli stessi nomi, tutti vicini al sindaco Occhiuto nella sua attività professionale. C’è chi sostiene che alla base della rottura con Occhiuto ci sia stata la scelta di rivoluzionare urbanisticamente Piazza Bilotti Resto tuttora convinto che realizzare un megaparcheggio nel cuore della città, nella piazza più panoramica, sia stata una scelta sbagliata, orientata più alla spesa in sé ed al suo indotto che al risultato, senza tenere minimamente conto dei danni economici arrecati al commercio e dei disagi creati a chi vive nella zona. Eppure si riconosce a Occhiuto di avere curato la manutenzione della città, intervenendo sui marciapiedi, creando aiuole, completando la pavimentazione dell’isola pedonale Ci mancherebbe che con quello che ha speso non facesse almeno questo ma non è sufficiente per chiedere un secondo mandato. Cosenza merita un ruolo diverso come capoluogo e centro direzionale. A Occhiuto è mancata una visione più alta del ruolo di Cosenza. Governare non è asfaltare, recita un vecchio detto noto a chi ha compiti di governo. Lei al Modernissimo ha portato il saluto di Buongiorno Cosenza alla discesa in campo di Enzo Paolini come candidato a sindaco. Per riparare ai voti negatigli nel 2011? No, ho già detto come hanno giocato i numeri nel 2011 e perché. Con Enzo Paolini il rapporto politico si è consolidato in 5 anni di opposizione in consiglio comunale dove abbiamo registrato sintonie e convergenze che vanno capitalizzate politicamente. Paolini è un candidato spendibile per tutto il centrosinistra in grado di battere Occhiuto e gli va dato atto di avere, con la manifestazione del Modernissimo, rotto il silenzio inconcludente che regna nel centrosinistra. Lei è a favore delle primarie? Anziché utilizzarle come una opportunità di chiarezza vengono usate strumentalmente per coprire ambiguità e contrasti fra gruppi politicamente organizzati e contrapposti. Il PD assicura che si faranno Bontà loro, speriamo che non sia troppo tardi dopo aver giocato a troppi tavoli. Se ne assumano la responsabilità. Ma se si faranno? Se non ci saranno trucchi e contestazioni il risultato dovrà essere rispettato da tutti. Senza defezioni, doppi giochi, mercanteggiamenti, accordi sottobanco, fuoco amico come nel 2011. Teme complotti? Non ho elementi per sostenerlo ma la partita si giocherà al ballottaggio e, per arrivarci, non mi sentirei di escludere nulla. Tutto è possibile. Retroscenisti senza notizie sostengono che la partita delle candidature si sta giocando a Roma. Lo ritiene possibile? E chi può dirlo o negarlo? E un vecchio gioco pensando alla vendita di copie in edicola. La sudditanza a Roma è storia vecchia, interrotta soltanto quando abbiamo avuto politici del rango di Mancini e Misasi. Oggi chi ha la statura e il peso per sottrarsi alle eventuali pressioni o indicazioni di Roma? Tutto è possibile, quindi, ma a votare saranno i cosentini. Saranno loro a decidere. Che previsioni fa? Le previsioni in politica contano poco. La partita si gioca e si vince sul campo. Occhiuto aveva detto che non si sarebbe ricandidato e invece si ripresenta col supporto di liste civiche e personali e altre mascherate. Il centrosinistra ha il dovere di trovare un punto di sintesi, convergere sul candidato che si ritiene in grado di battere Occhiuto ma, soprattutto, ha il dovere di non perdere ancora altro tempo. Fa bene Paolini a dire ai partener di centrosinistra: Vi aspetto ma non mi fermo.

 

Intervista alla Provincia del 2 gennaio 2016


11/12/2015

 

BABBO NATALE A COSENZA

 

Babbo Natale a Cosenza : Tasi, Tari, Imu, mutui ,anticipo IVA, i doni dei nostri amministratori per  far crescere il PIL, per creare occupazione! Il  Comune ha inviato in questi giorni i biglietti di augurio: acqua e tassa rifiuti (TARI) che non si paga  più in due soluzioni, ma in una soltanto perché la rata scadente il 30 novembre è stata in effetti negata essendo stati i modelli recapitati nei primi di dicembre mentre il tutto scade il 31 di questo mese. E poi, quale vantaggio economico alle nostre tasche hanno apportato i tanto reclamizzati successi conseguiti con la raccolta differenziata che a detta del Comune riscuotono premi e plausi in ogni dove? La tassa anziché diminuire è cresciuta! Felici i  Cosentini  ringraziano,contenti per i cantanti e per i contanti che scuciranno proprio sotto Natale..! Auguri di buone feste allora e speriamo che l'anno nuovo porti meno presunti tagli di nastro e foto trionfalistiche e più fatti e aiuti per una città che lentamente sta morendo.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


23/11/2015

 

INDIANA JONES A COSENZA

 

Mentre Cosenza si accingeva a diventare la città di Indiana Jones, che munito di frusta e cappello prometteva ai cosentini il ritrovamento del tesoro di Alarico, qualcuno e qualcosa, giovedì 19 u.s., hanno riportato tutti nell’alveo della realtà.

Dopo settimane di iniziative convulse, comunicati stampa, articoli sui media di tutto il mondo, indagini, droni e prime tracce già scovate (a detta dei geologi) è giunta a sorpresa la diffida della Soprintendenza. Stop agli scavi che verranno, ai rilievi con i geo-radar e con altri mezzi tecnologici, insomma stop al progetto in toto.

Solo una settimana fa, con una conferenza stampa organizzata in grande alla confluenza dei fiumi, il sindaco-presidente-architetto presentava al mondo, e non era la prima volta, “l’avvio per la campagna di ricerca” (come riporta il Quotidiano del Sud di martedì scorso) del tesoro di Alarico, con i geo-radar in funzione. E proprio in questa occasione, il geologo incaricato ha detto di essere “sicuro di aver individuato nella precedente fase del telerilevamento ambientale qualche traccia utile allo studio… che indicano particolari conformazioni del suolo causate da siti o manufatti sepolti”.

Giovedì, dicevamo, la Soprintendenza ha sospeso l’operazione Alarico perché mancano le autorizzazioni. Il Comune, infatti, ha omesso di richiedere i pareri della Soprintendenza prima di iniziare gli interventi sulla confluenza. Appare debole la replica della Provincia di Cosenza che ha risposto sostenendo: “I lavori in corso sono invece finalizzati al rafforzamento degli argini, con il posizionamento di massi naturali”. Se i lavori consistono davvero e solo in ciò, perché sono state organizzate due conferenze stampa, una a Roma alla presenza di giornalisti di tutto il mondo, come hanno fatto sapere, e un’altra a Cosenza lunedì scorso per annunciare la ricerca del tesoro? Se i lavori riguardano esclusivamente la riqualificazione della confluenza, che bisogno c’era di renderlo noto al mondo intero?

Come al solito il sindaco ha voluto, anche questa volta, agire come se fosse il padrone assoluto dell’intera provincia, delegittimando organi superiori quali la Soprintendenza, come già avvenuto nei mesi scorsi quando ha concesso che si effettuassero le riprese di un film nelle sale del palazzo della Provincia senza chiedere la preventiva autorizzazione della Soprintendenza. Sappiamo tutti che nel corso delle riprese, qualcuno ha danneggiato in maniera irreversibile un quadro dell’800. Ci saremmo aspettati delle spiegazioni e delle scuse, invece solo arroganza e pressappochismo nelle risposte degli interessati e nessun commento da parte della Provincia. E mi fermo qua, per ora, la lista è lunga e lo spazio è poco, quindi il seguito alla prossima puntata.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


19/11/2015

FIGLI E FIGLIASTRI

 

Ricordate la vicenda della Multiservizi? La società messa su dal Comune di Cosenza per l’esecuzione di piccoli lavori di manutenzione e che arrivò ad essere dichiarata fallita mettendo sulla strada decine di lavoratori? Da un po’ di tempo non se ne sente più parlare, da quando cioè, alcuni dipendenti di quella “esperienza” sono stati assorbiti da Ecologia Oggi dopo una trattativa proprio tra il comune e Ecologia Oggi, la società che gestisce l’igiene urbana in città . Una storia a lieto fine, dunque. No, assolutamente nessun lieto fine. Almeno per uno di questi dipendenti.

Ecco la storia: nel passaggio dal contratto dalla Multiservizi a quello Fise/Assoambiente, non tutti i soci (i dipendenti della Multisevizi) si sono dichiarati favorevoli alle condizioni proposte. O meglio, un solo socio su 24 è rimasto fuori dal nuovo contratto per essersi rifiutato di rinunciare alle spettanze arretrate. Con i nuovi contratti di lavoro, infatti, è stato prospettato ai dipendenti la rinuncia delle mensilità pregresse in cambio di un nuovo contratto di lavoro (Fise che ha sostituito il precedente Multiservizi). Dallo scorso mese di luglio, uno dei dipendenti, che non ha accettato di rinunciare agli arretrati, si trova a lavorare con il vecchio contratto, nonostante sia in essere il nuovo. Dopo vari incontri, tra cui quello tra la società Ecologia oggi, il consorzio Valle Crati e le OOSS dei dipendenti della società Ecologia oggi, nel verbale stilato si legge chiaramente che il cambio del contratto è subordinato, tra le altre cose, “all’espressa rinuncia da parte di tutti i lavoratori interessati ad ogni qualsivoglia pretesa connessa… con espressa dichiarazione di non aver nulla a che pretendere dalla società Ecologia spa a nessun titolo e per nessuna ragione in relazione al rapporto di lavoro intercorso sino alla data 30/6/2015.

Nei giorni scorsi, durante un incontro con il sindacato, quest’ultimo si è soffermato “sull’impossibilità di mantenere nella stessa unità produttiva un lavoratore con l’applicazione di contratti collettivi differenti, in questo caso Fise e Multiservizi, e pertanto chiede l’applicazione del contratto Fise anche all’unico lavoratore con erogazione di ogni spettanza arretrata e maturata. L’azienda ricorda al sindacato che trattasi di lavoratore ex borsista (borsa lavoro) assunto sulla base di un accordo con la stazione appaltante Valle Crati”.

L’accordo non è stato raggiunto ed è stato chiesto un incontro con il Prefetto. La domanda a questo punto sorge spontanea: ma con questo lavoratore che sta tenendo scacco ad Ecologia Oggi perché chiede il riconoscimento dei propri diritti non è che per caso, solo per puro caso, qualcuno sta mettendo in atto mobbing o peggio vessazioni e comportamento antisindacale? Questa è una vicenda che forse meriterebbe maggiore attenzione da parte di chi quell’accordo lo ha fortemente voluto, non fosse altro che per dire che tutti hanno pari diritti ed eguale dignità. Staremo a vedere.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

30/10/2015

 

BOCS ART, DOV'E' IL MUSEO?

 

“Quanta fretta, ma dove corri…” cantava Bennato negli anni ’80, una fretta che noi cosentini, notoriamente amanti della lentezza come quasi tutti i meridionali, aborriamo per nostra stessa natura. Ma c’è un cosentino che costituisce un’eccezione, forse per confermare la regola, e che di fretta ne ha parecchia. Non sarà un caso se il cosentino in questione è il primo cittadino che da qualche mese decide, agisce, amministra con una fretta che solleva diversi dubbi, visto che alcuni progetti già iniziati e pubblicizzati come opere all’avanguardia, si rivelano, invece, progetti a metà. Ci riferiamo alla Residenza artistica, sostenuta dall’associazione culturale “I martedì critici”, al cui direttore artistico Alberto Dambruoso è stata affidata la curatela del progetto.

Ricordo brevemente che il progetto di Residenza d'artista è stato voluto dal sindaco Occhiuto e prevede che “150 artisti si alternino - si legge sul sito del comune - all’interno dei 27 box realizzati dall’Amministrazione comunale, fino al 7 gennaio 2016, nel corso di 5 periodi di residenza”.

A conclusione  di ogni  periodo di soggiorno creativo, gli artisti lasceranno alla città di Cosenza opere che spaziano tra tutti i generi del linguaggio artistico contemporaneo  e che resteranno in dono alla città per l’istituendo Museo d’Arte Contemporanea. Un museo che, però, non esiste ancora, nonostante il progetto abbia avuto inizio quattro mesi fa e che sembra essere solo nelle ipotetiche mura della palazzina di Mancuso e Ferro, senza statuto, né regolamento o programma.

Le donazioni degli artisti alla città risultano tuttavia nulle: il Codice Civile recita che le donazioni devono essere effettuate mediante atto pubblico (preceduto da apposita delibera di giunta) pena la nullità, a meno che non si donino opere di modico valore che possono essere donate con scrittura privata. Ciò in contraddizione con la missione di ogni museo che espone come modello le massime espressioni delle produzioni artistiche. Ma quanti di questi artisti hanno opere esposte nei musei?

La legge prevede, inoltre, che gli atti di acquisizione delle opere da parte dell’amministrazione comunale siano inviati alla Soprintendenza entro 30 giorni, affinché vengano vincolate ope legis, ma la Soprintendenza a Cosenza non sa nulla e viene puntualmente ignorata dall’amministrazione comunale.

L’opera di Paolo Chiasera, uno degli artisti che ha partecipato al progetto, intitolata ‘’Prima pietra’’ è la sintesi emblematica dell’operazione residenziale d’artista: è un piccolo mattoncino di cenere, la prima pietra di un museo che non c’è. La cenere riflette lo stato d’animo degli artisti quando prendono consapevolezza di essere stati attirati a Cosenza con la falsa prospettiva di musealizzare le loro opere.

Insomma, manca il destinatario finale di un progetto ben pubblicizzato che appare sempre più il solito argomento che contribuisce ad aumentare le proprie chance elettorali. Adesso comprendiamo “dove corre” il sindaco e perché corre… da parte nostra vorremmo ricordargli che la gatta frettolosa ha partorito gattini ciechi.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


27/09/2015

 

PRO DOMO SUA

 

Non abbiamo niente contro il conferimento di onorificenze, cittadinanze e riconoscimenti di varia natura che l’Amministrazione di Cosenza sta assegnando a persone validissime e meritevoli siano essi benemeriti uomini di Chiesa, sportivi con un forte radicamento cittadino o semplici cosentini che si sono distinti per il loro senso civico.

Non solo non abbiamo niente da ridire, ma ci associamo nell’apprezzamento e nella considerazione rivolta loro dalle istituzioni della città. Solo censuriamo il metodo e lo stile seguito come al solito da sindaco e Giunta nello scegliere, decidere e approvare pratiche di interesse comune in totale autonomia e senza neanche degnarsi di informare il consiglio comunale se non investire una commissione consiliare a cose fatte.

Non è la prima volta che ciò accade ma in questo caso è stato superato un limite. La collegialità delle decisioni è una consuetudine (oltre che una norma) doverosa quando si tratta di assegnare riconoscimenti in nome e per conto della città di Cosenza che, è bene ricordarlo, è rappresentata dall’intero consiglio comunale e non certo da una sola, seppure maggioritaria, parte di esso.

Palazzo dei Bruzi ai tempi di Occhiuto è il dominio dell’autoreferenzialità e del paradigma dell'uomo solo al comando che pensa di potere utilizzare le istituzioni democratiche come accessori da impiegare o meno a seconda delle convenienze del momento e della sua personalissima scala di priorità, mortificando tutti i consiglieri anche quelli della sua maggioranza ridotti a semplici ratificatori di decisioni altrui.

Uno qualsiasi tra i suoi molti collaboratori dovrebbe farsi carico di spiegargli che democrazia significa governo del popolo e che proprio in forza di tale principio non gli è concesso di disporre a proprio piacimento della memoria storica dei cosentini, definendo in maniera del tutto arbitraria a chi rendere omaggio, quale piazza intitolare, quando e come farlo. E tutto senza minimamente interessare il consiglio comunale in decisioni dal forte valore simbolico che andrebbero per questo discusse, concertate e predisposte con la più larga partecipazione possibile. Siamo certi che non saranno molti i consiglieri disposti a mettere la faccia durante il prossimo consiglio comunale per ratificare scelte prese altrove senza neanche un confronto preliminare.

Anche quando non ci sono risvolti economici in gioco e i provvedimenti non sono riconducibili al suo programma politico, Occhiuto dimostra disinteresse per le procedure democratiche e indifferenza verso la città che ha scelto di farsi rappresentare da un consiglio comunale e non solo da un Sindaco.

 

Marco Ambrogio,  Raffaele Cesario, Giovanni Cipparrone, Sante Formoso, ,Giuseppe Mazzuca, Sergio Nucci, Enzo Paolini, Franco Perri, Giovanni Perri, Salvatore Perugini, Roberto Sacco, Cataldo Savastano

Consiglieri comunali di Cosenza


09/09/2015

 

"MA NESSUNO PENSA ALLA CITTA'..."


L'attuale stasi del centrosinistra bruzio angoscia Scelta civica,rappresentata a Cosenza dal consigliere comunale e leader del movimento Buongiorno Cosenza, Sergio Nucci, che preferirebbe che il tavolo delle trattative per la scelta del candidato da contrapporre al sindaco uscente Mario Occhiuto fosse già avviato e si cominciasse, finalmente, a ragionare del futuro della città, anziché assistere a querelle spesso sterili ed inutili.
«Sinceramente siamo preoccupati che a pochi mesi dalle prossime elezioni non si siano create le condizioni per aprire un confronto politico -programmatico tra le forze moderate e riformiste che ponga al centro del ragionamento la nostra città - afferma Nucci - Divisioni e distinguo non aiutano certo chi, a ragione, pensa che solo offrendo con largo anticipo ai cosentini programmi condivisibili e donne ed uomini spendibili si possa strappare a questo centro destra il capoluogo. Non credo che incertezza e litigiosità in questa fase aiutino, ma tant' è».
Fondamentale ed impellente per Nucci è, innanzitutto, capire «se si scende in campo per far perdere Occhiuto o invece, cosa che auspico, per offrire una opportunità nuova e migliore ai nostri concittadini. Come ha governato questa destra è documentato negli atti che Buongiorno Cosenza ha pubblicato sin dal primo giorno sul proprio portale. Chiunque può accedervi e giudicare se c' è stata o meno discrezionalità nelle scelte dell' amministrazione; se sono state favorite le stesse ditte o a quali professionisti siano stati affidati incarichi per migliaia di euro. Su questi punti va, a mio avviso, marcata la differenza. Il Comune non è il posto per prendere decisioni in solitudine e senza consultare i propri alleati, né il luogo dove favorire gli amici. È la casa dei cosentini dove tutti devono trovare uguale ascolto e nel quale ciascuno ha pari dignità».
Scelta Civica, invoca, dunque, unità, «condivisone delle scelte e lealtà. Che sono poi le cose che contestiamo ad Occhiuto che non ha condiviso le proprie scelte e non ha saputo essere leale con i propri alleati. Con noi, ad esempio, aveva convenuto in fase di ballottaggio su sei punti programmatici. Non ne ha rispettato neanche uno costringendoci ad uscire molto presto dalla sua maggioranza.
 Ma forse questo non è stato un male». Seppur consapevole, poi, che il rischio «trasversalismo è latente». Nucci sostiene, però, che «rispetto a cinque anni fa sarà molto più difficile lavorare nell' ombra. Sarà una competizione molto importante per la città, chi giocherà su più tavoli se ne assumerà in pieno la responsabilità».
«Scelta civica - conclude Sergio Nucci - ha nel Dna, oltre che nel nome, il civismo al quale ormai tutti, a torto o a ragione, si appellano. A ciò si aggiunga che, oltre a rappresentare Scelta Civica, guido in città Buongiorno Cosenza che ha presentato, nelle scorse Amministrative, un proprio candidato a sindaco.
Ben venga il civismo, ma quello autentico non quello taroccato che serve a mascherare chissà quali obiettivi. Perciò mi auguro che lo spirito civico premi gli originali e non le copie».

 

Intervista di Cinzia Gardi a Sergio Nucci

pubblicata su Il Garantista del 9 settembre 2015


02/09/2015

 

CASA E BOTTEGA

 

Sul concorso per dirigente del comune di Cosenza in questi giorni è stato detto tutto o quasi. Quasi perché nessuno ha detto una cosa non del tutto secondaria e che potrebbe, col tempo, avere risvolti, quanto meno onerosi per il nostro ente. Non si è detto che nonostante nella delibera di giunta n°66 del 6/8/2015 si parli di un solo anno di servizio, ovvero fino alla fine del mandato del sindaco, la legge, o meglio la Corte di Cassazione, preveda una durata minima degli incarichi pari a tre anni, anche in previsione della clausola “fino al mandato del sindaco”. Che significa in soldoni questa piccola precisazione? Significa che se il sindaco affida un incarico ad un dirigente, esterno in questo caso, quest’ultimo allo scadere del mandato del primo cittadino può legittimamente rivendicare il diritto che la Corte di Cassazione ha sancito con sentenza n. 478 del 13 gennaio 2014 che così recita: «in tema di affidamento, negli enti locali, di incarichi dirigenziali a soggetti esterni all’amministrazione si applica l’art. 19 del d.lgs. n. 165 del 2001, nel testo modificato dall’art. 14 sexies d.l. n. 155 del 2005, convertito con modificazioni nella L. n. 168 del 2005, secondo cui la durata di tali incarichi non può essere inferiore a tre anni né eccedere il termine di cinque, e non già l’art. 110, comma 3, d.lgs. n. 267 del 2000 (T.U. enti locali), il quale stabilisce che gli incarichi a contratto non possono avere durata superiore al mandato elettivo del Sindaco in carica. La disciplina statale integra quella degli enti locali: la prima, con la predeterminazione della durata minima dell’incarico, è volta ad evitare il conferimento di incarichi troppo brevi ed a consentire al dirigente di esercitare il mandato per un tempo sufficiente ad esprimere le sue capacità ed a conseguire i risultati per i quali l’incarico gli è stato affidato; la seconda ha la funzione di fornire al Sindaco uno strumento per affidare incarichi di rilievo sulla base dell’intuitus personae, anche al di fuori di un rapporto di dipendenza stabile e oltre le dotazioni organiche, e di garantire la collaborazione del funzionario incaricato per tutto il periodo del mandato del Sindaco, fermo restando il rispetto del suddetto termine minimo nell’ipotesi di cessazione di tale mandato» - e restare in carica un biennio in più.

A questo punto se dovesse vincere Occhiuto si troverebbe col suo dirigente, ma se dovesse vincere qualcun altro questa sarebbe l’eredità che Occhiuto lascia al comune ed al nuovo sindaco con onori (pochi) ed oneri molti ( ben due stipendi da dirigente). Sarebbe il caso che anche su questa questione Occhiuto si esprimesse, non fosse altro per non lasciare il dubbio che voglia mettere radici anche indirettamente in un ente che è stato, fin troppo, casa e bottega del sindaco e dei suoi amici.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


30/08/2015

 

PARLI CHI SA


Siamo così attenti alla trasparenza ed alla necessità di garantire ai cittadini un ampia e corretta informazione rispetto all’attività amministrativa che riguarda la città di Cosenza che abbiamo archiviato, sul sito di Buongiorno Cosenza, tutte le deliberazioni e le determine fin qui adottate dalla giunta Occhiuto. Non solo: ogniqualvolta abbiamo avuto sentore di illeciti e notizie di pratiche al limite del consentito, abbiamo sempre segnalato quanto di nostra conoscenza agli organi competenti, siano essi di natura penale, contabile e amministrativa, per le verifiche del caso. Così è stato per la perizia geologica “copia - incolla” di piazza Bilotti, per i lavori eseguiti in carenza delle autorizzazioni prescritte dalle leggi, per gli incarichi dirigenziali affidati arbitrariamente e solo sulla base di appartenenze politiche.
Pertanto, l’esplosione della bolla sui cottimi fiduciari non ci stupisce più di tanto: è la naturale prosecuzione del modus operandi di questa Amministrazione tanto attenta agli affari propri e dei suoi amici quanto distratta e assente difronte alle regole, alle prassi istituzionali e anche al controllo che i gruppi consiliari hanno il dovere di esercitare sull’attività di governo.
A poco valgono le scuse del sindaco e i tentativi di discolparsi accusando altri (e dimostrando la solita sprezzante ineleganza istituzionale) mentre del tutto inaccettabile risulta la macchina del fango messa in moto da esponenti della maggioranza Occhiuto per delegittimare avversari politici e precedenti amministratori con accuse strumentali e funzionali esclusivamente a creare un clima da tutti contro tutti.
Le insinuazioni rivolte contro l’ex sindaco Salvatore Perugini, a noi che siamo indiscutibilmente estranei ad ogni gestione amministrativa degli ultimi dieci anni, paiono niente altro e niente più che il tentativo di coinvolgere nel malgoverno di cui il centrodestra di Occhiuto e soci è protagonista riconosciuto, il Partito democratico e alcuni esponenti dell’opposizione con i quali abbiamo condiviso in questi anni battaglie di trasparenza e moralizzazione nei confronti di una gestione amministrativa e politica se non irregolare certamente opaca e poco trasparente. Siamo certi che gli esponenti del centrosinistra tirati in ballo dal sindaco sapranno dimostrare la loro estraneità alle contestazioni e agli addebiti loro rivolti attraverso atti e documenti inoppugnabili che serviranno anche a fare definitivamente chiarezza rispetto alle insinuazioni di un centrodestra che è il vero responsabile del malgoverno e della crisi profonda attraversata dalla nostra città.
Sentiamo il dovere di richiamare la classe dirigente e politica ad una assunzione di responsabilità collettiva finalizzata a mettere in atto ogni utile e necessaria iniziativa per ripristinare un contesto di regole e legalità intorno all’attività amministrativa del Comune e all’ingente numero di lavori pubblici tutt’ora in corso di affidamento con modalità e criteri che, a volere essere eufemistici, sono sfuggenti e indecifrabili.
Con la coscienza serena e pulita di chi non ha responsabilità negli scenari illeciti che stanno emergendo, e senza per questo volere eludere le responsabilità di vigilanza e controllo proprie di ogni consigliere comunale, crediamo sia necessario sgomberare il campo da dubbi, sospetti e controversie affinché possano emergere con certezza le vere responsabilità e si possa restaurare un sistema di regole e di pratiche burocratiche pienamente rispettoso della legalità ed eticamente inattaccabile.

 

Enzo Paolini - Sergio Nucci

Consiglieri comunali di Cosenza


28/08/2015

 

PREDICARE BENE E RAZZOLARE MALE

 

La risposta del sindaco in merito alle considerazioni circostanziate dei professionisti che hanno partecipato al concorso per dirigenti nel 2011, non mi ha assolutamente convinto. La norma citata (art. 110 Testo unico Enti Locali- L.267/2000) che rende possibile il ricorso a procedure per la selezione di figure dirigenziali esterne va letta tenendo in debita considerazione un’altra norma che, stranamente, il sindaco non cita. Si tratta del Testo Unico Pubblico Impiego (dlgs 165/2001) richiamato nell’avviso pubblico, come può evincersi dal sito del comune, che obbliga (articoli 30 e 34) le amministrazioni all’esperimento di una preventiva procedura di mobilità esterna, qualora all’interno dell’ente non fossero presenti figure idonee al ruolo, per acquisire la disponibilità di dirigenti già di ruolo nelle altre pubbliche amministrazioni.
In soldoni: si ricorre all’esterno solo se, dopo aver fatto idonea ricognizione tra il personale interno, non si riscontrano idonee professionalità a ricoprire il ruolo e se, a seguito di apposito avviso di mobilità esterna, nessuno dei dirigenti in forza presso altra amministrazione con profilo professionale richiesto faccia domanda. Chiaro ora? La suddetta legge, si badi bene, trova la sua applicazione sia per il reclutamento di figure dirigenziali a tempo indeterminato che a tempo determinato ovvero a mezzo dello spoil system.
Non mi pare venga citata dal sindaco alcuna norma che esclude il preventivo necessario esperimento di tali procedure. La perplessità nasce dal fatto che da un sindaco che richiama quotidianamente e affannosamente il suo agire improntato al rispetto della legalità non si colgano poi azioni dirette ad attuare quanto le norme impongono, paventandosi così il rischio di inutile e dannosa esposizione a contenziosi da parte dell’amministrazione. Come dire si continua a predicare bene ma a razzolare male.
A cosa serve chiedere la verifica della correttezza delle procedure eseguite al Dirigente del Personale avv. Sconza, illuminato da un lustro di esperienza nel settore, dal momento che per la sua nomina non solo non si è fatto alcun ricorso a procedure di mobilità esterna, non solo non si è proceduto a selezione con apposito avviso pubblico (come per quella dell’arch. Cucunato e dell’arch. Tucci), ma addirittura viene disattesa la norma di legge (circolare Madia) che vieta l’affidamento di qualsivoglia incarico a pensionati di altri enti e comunque oltre il limite massimo di età?
Ai posteri l’ardua sentenza.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


27/08/2015

 

«AI POLITICI TOCCA ABBASSARE I TONI AI MAGISTRATI SPETTA INDAGARE»

 

Più si avvicina la data delle elezioni per eleggere il nuovo sindaco di Cosenza, e più si infiamma il dibattito politico. Usando anche toni a volte molto violenti e crudi. Il motivo? Ognuno a modo suo cerca visibilità, spazio che altrimenti non riuscirebbe ad avere senza lanciare attacchi e invettive. Comunque, sempre nel mirino il sindaco Occhiuto, ritenuto responsabile dall’opposizione di avere gestito a suo piacimento la cosa pubblica. Come detto, in questi giorni, in tanti si sono fatti sentire, adesso è il turno di Sergio Nucci, leader di Buongiorno Cosenza. Il consigliere comunale, in qualche modo, prova a smorzare i toni, restando tuttavia critico nei confronti di Mario Occhiuto. “E la solita tiritera, tutte le volte che si è prossimi alle elezioni comunali, scatta la guerriglia. C’è chi interviene pacatamente e chi lo fa in maniera da esibizionista. Ricordiamoci, comunque - aggiunge Nucci - che è stato ridotto il numero dei consiglieri comunali e questo scatena i toni”. Argomenti presi di mira in questo periodo sono gli appalti per la pavimentazione di Corso Mazzini, la nomina dei dirigenti, le corsie preferenziali, la gestione dei trasporti urbani, il degrado del centro storico. “Molti sostengono che in alcuni di questi interventi, Mario Occhiuto abbia commesso delle illegalità. Non so se ciò sia vero o meno -aggiunge il leader di Buongiorno Cosenza - se il sindaco ha agito illecitamente tocca alla magistratura stabilirlo. A noi, invece, spetta il compito di abbassare i toni e riportare la questione sul punto di vista prettamente politico. Il sindaco ha commesso errori, si è rimangiato promesse fatte durante la campagna elettorale. Sono fatti evidenti, palesi davanti agli occhi di tutti i cittadini. Ma è inutile accusarlo di avere agito illegalmente se poi non spuntano le prove. Comunque, - prosegue Nucci - sarà un caso che in diversi appalti o incarichi compaiano sempre gli stessi nomi? Poi ha avuto il vantaggio, rispetto all’amministrazione Perugini, di avere a disposizione ben 250 milioni di euro per aprire cantieri - e aggiunge - Occhiuto si è sempre vantato di essere il sindaco che ama la mobilità, gli spazi: e cosa ti fa? Ti va a costruire un mega parcheggio nel cuore commerciale della città, (piazza Bilotti) bloccando strade e creando notevoli disagi ai commercianti. Questi sono gli argomenti su cui discutere. Se, per esempio sugli appalti di piazza Bilotti ci stanno delle irregolarità, queste vanno denunciate, ed è compito della giustizia capire se si tratta di illegalità da perseguire penalmente”. Infine Nucci affronta la questione delle prossime amministrative: “Mancano pochi mesi ed è necessario un confronto serio e costruttivo fra tutte le parti. Poi si deciderà in che modo e come scegliere l’avversario di Occhiuto. A proposito - ricorda Nucci - non aveva promesso che non si sarebbe ricandidato? Una cosa la posso assicurare: Mario Occhiuto non avrà vita facile, l’opposizione farà di tutto per dare a Cosenza il sindaco che si merita. E soprattutto che si meritano i cosentini che sono stufi di anni passati ad ascoltare discorsi futili e semplici inutili menzogne.”

 

Astolfo Perrongelli

La Provincia di Cosenza del 27 agosto 2015


25/08/2015

 

ERRARE E' UMANO...

 

La notizia della revoca della delibera che affidava alla Bilotti parking i lavori di completamento dell’isola pedonale di Corso Mazzini per un importo di circa 500mila euro, è la prova lampante ed evidente di ciò che tutti i consiglieri comunali responsabili che svolgono il mandato elettorale nell’interesse esclusivo della città, dicono da tempo a proposito delle modalità allegre e poco trasparenti con cui il sindaco Occhiuto gestisce i lavori pubblici e le risorse ad essi destinate. Il tema è esclusivamente politico e non ha niente a che vedere con inchieste della magistratura e possibili implicazioni giudiziarie.

Non ci stupisce la notizia della revoca in sé ma piuttosto il pervicace atteggiamento di Occhiuto nel continuare ad incolpare altri – quasi sempre la dirigenza del Comune – anche quando la responsabilità è incontestabilmente sua come si evince dalla deliberazione di giunta comunale n.64 del 4.8.15 con cui la Giunta comunale autorizzava  “con affidamento diretto la progettazione esecutiva e i lavori complementari di costruzione del tratto di pavimentazione di Corso Mazzini compreso tra via Piave e viale Trieste alla Bilotti parking srl”. In attesa di  spiegazioni sulle ragioni di una così repentina marcia indietro, torniamo a rimarcare la solita mancanza di stile e non solo. Anche una dimostrazione di irresponsabilità politica e istituzionale che la dice lunga su come Occhiuto intende amministrare  le risorse comunali e conferma quella brutta tendenza a non prendersi le responsabilità proprie del suo delicatissimo ruolo. Cosa già molto grave per un uomo politico ma se possibile ancora peggiore per chi si definisce un tecnico prestato alla pubblica amministrazione.

 

 

Sergio Nucci

Salvatore Perugini

Franco Perri

Consiglieri comunali di Cosenza


22/08/2015

 

CALMA E SANGUE FREDDO

 

E’ quantomeno singolare leggere in queste ore una nota del sindaco in persona con la quale il primo cittadino “striglia” il collega Ambrogio, colpevole di avere espresso perplessità sull’operato della sua amministrazione.

Occhiuto nel suo scritto rimprovera all’attento collega di aver posto l’accento su una questione comunale senza conoscerne i dettagli e definendo le parole di Ambrogio  addirittura “mistificazioni …disgustevoli”.

L’uso di tale frasario sarebbe già disdicevole se ad usarlo fosse un amministratore sempre pronto a condividere scelte o a renderne edotti gli eletti del popolo, ma se a farlo è proprio il “sostenitore” della gentilezza e dell’ascolto che non si è mai dato pena di rispondere alle tante interrogazioni alle quali, pur avendone l’obbligo regolamentare, non si è mai degnato di dar riscontro né in alula né per iscritto, allora la questione è seria.

Da un lato mi chiedo cosa avrebbe dovuto fare il buon Ambrogio per uscire da quella disinformazione che l’avrebbe colpito nella nota dei dissuasori stradali?

In verità, se uno chiede, e una e due e tre volte, e non riceve risposte, il pensiero che non si voglia rispondere per nascondere qualcosa verrebbe anche al più santo dei santi. Ma questo ad Ambrogio non è concesso! Pur facendo parte della minoranza, o meglio dell’opposizione, anche lui fideisticamente deve credere nel verbo, “subire” le decisioni che non si condividono ed accettare pure che qualcuno con fare saccente esca sulla stampa a bacchettare. Al posto del sindaco e dei suoi sodali, quindi, penserei di più alle risposte non date in questi anni, magari con un vero atto di contrizione, e mi impegnerei nello scorcio di consiliatura che ci resta a spiegare ai consiglieri ed alla città le tante cose che hanno destato tanti dubbi e perplessità in chi le osserva o peggio le subisce. E l’elenco, ahimè, sarebbe lunghissimo!

Ma mi chiedo anche come mai tanto livore in questa nota del sindaco. Toni che lasciano evidentemente intravedere un nervosismo ormai fuori controllo. Comprensibile in questi giorni, ci mancherebbe, sfido chiunque a finire nel gossip di intercettazioni e di pentiti e mantenere l’aplomb tanto sbandierato dal sindaco in questi anni. Tuttavia ritengo che, se si è a posto con la propria coscienza e soprattutto con i codici del nostro ordinamento, non dovrebbe essere né intaccato il sonno dei giusti e dei sostenitori delle buone pratiche né scalfito il garbo istituzionale e politico.

Questa serena riflessione per suggerire al sindaco di prepararsi ad usare ben altri toni e a conservare la lucidità e la serenità che l’autunno imminente merita. Sarà un autunno caldo, più caldo di questa estate che volge al termine.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


28/07/2015

 

CHI FA SBAGLIA ... E ANCHE TROPPO

 

Presentata stamane, assieme al collega Carmelo Salerno, interrogazione a risposta scritta per sapere se l’interruzione dell’erogazione dell’acqua nei giorni scorsi nel centro storico sia addebitabile a lavori sulla rete irrigatrice della villa vecchia realizzati da operai non del nostro comune.

Secondo i bene informati i lavori sarebbero stati realizzati da maestranze della Provincia, o da essa autorizzati, ed avrebbero provocato danni le cui conseguenze avrebbero determinato la carenza idrica.

Se la ricostruzione fosse verosimile sarebbe bene individuare i responsabili, ovvero chi ha ordinato i lavori e chi li ha eseguiti, affinché vengano presi i dovuti provvedimenti nei confronti di chi, con tanta leggerezza e superficialità, ha privato la comunità del centro storico del prezioso liquido, e senza alcun preavviso, in un momento di così grande  arsura.

Aspetterò pazientemente i regolamentari quindici giorni per la risposta che auspico arrivi anche prima dei termini regolamentari.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


28/05/2015

 

PASSATO IL SANTO...

 

Me la ricordo quella serata al cinema Citrigno. Era il 15 maggio, di esattamente un anno fa. E ricordo bene il sindaco che prometteva a Rocco Granata, emigrante cosentino in Belgio e autore della famosissima “Marina”, la cittadinanza onoraria. Ora che Sky trasmette in prima serata il film “Marina”, di un regista fiammingo e con nel cast personaggi del calibro di Luigi Lo Cascio e Donatella Finocchiaro, quell’ennesimo ”annuncio”  mi è tornato in mente. Perché Granata, così come rappresentato sulla pellicola, rivendica con forza le sue radici e richiama continuamente la sua cosentinità. Sarebbe davvero un'ottima cosa insignirlo di tale onorificenza, soprattutto per i consiglieri che sarebbero chiamati a conferirla, perché questo è noto a tutti: la cittadinanza è frutto di un voto in Consiglio comunale e non di una boutade del sindaco. Eppure pare che questa pratica, ad oggi, vaghi errante da ufficio a ufficio, senza trovare la sua conclusione . La cosa, va da sé, è finita un po' nel dimenticatoio, tanto che sarebbe più facile che Marina decida di sposare “al più presto” in nostro Rocco Granata (glielo chiede dagli anni Sessanta), che non che quest'ultimo diventi cittadino onorario di Cosenza.

Il sindaco promette, poi passato il santo... e a Cosenza si promette di tutto, persino la super cittadinanza, altroché. Ossia si propone che cittadini onorari vengano resi coloro che cosentini lo sono già. E' il caso di Sergio Giuliani, dell'omonima Fondazione che si occupa di energia sostenibile e di Arnaldo Caruso, il luminare che ha scoperto il vaccino contro l'Hiv.

Due personalità di assoluto orgoglio per la città di Cosenza, ai quali dovremmo dedicare, anziché il titolo di super eroe, un premio ad hoc, per aver dato lustro alle proprie origini con grandi azioni nei campi più diversi. Una sorta di “Ambrogino d'oro”, ma declinato alle nostre latitudini. E invece ad entrambi è stata promessa una cittadinanza onoraria, di modo che loro, che cosentini lo sono già, diventeranno due super-cosentini. Ma di che stiamo parlando? Si pensi invece ad un riconoscimento per questi due illustri personaggi che apra la strada a tanti altri omaggi a chi con il suo sapere, la sua azione, rende lustro alla nostra città.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


18/05/2015

 

LA MOVIDA SCOSTUMATA

 

Facendo seguito alle lamentele dei residenti di Santa Teresa e zone limitrofe, che da mesi chiedono una soluzione ai problemi causati nelle ore notturne da alcuni avventori dei locali che insistono sulla piazza, ho depositato stamane, assieme ai colleghi Cipparrone, Ambrogio, Mazzuca, Giovanni Perri, Lucente, Formoso, Sacco, Paolini, Francesco Perri e Frammartino, la richiesta di convocazione di un Consiglio comunale per discutere delle possibili soluzioni da adottare per risolvere una volta per tutte le problematiche lamentate a più riprese dai residenti di piazza S. Teresa, via Parisio, via Arabia e via Frugiuele.

Recentemente, gli stessi abitanti hanno presentato un esposto al Comune, e per conoscenza al Questore di Cosenza, per denunciare lo stato in cui sono costretti a vivere nelle ore notturne, lamentando che ad oggi, ad oltre un anno dalle loro legittime richieste, non è stato adottato alcun provvedimento idoneo a tutelare la sicurezza e il riposo notturno.

I residenti hanno più volte manifestato la volontà di addivenire a soluzioni condivise anche con i gestori delle attività che insistono sull’area, segnalando le criticità con assemblee pubbliche, raccolte firme e articoli di stampa, anche per ricordare gli impegni assunti dal sindaco in occasione dei lavori di rifacimento del sagrato di Santa Teresa.

Alla luce di quanto detto è quanto mai opportuno sollecitare l’amministrazione comunale a favorire la civile e sana convivenza tra cittadini e la quiete e la tranquillità dei residenti esercitando i poteri di controllo e la sanzione che la legge definisce.

Il mio auspicio, dunque, al pari di quello di tutti i sottoscrittori la richiesta, è che in Consiglio si avvii una franca e proficua discussione su un problema così delicato per la comunità cosentina.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


28/04/2015

 

NON E' UNA CITTA' PER INGEGNERI

 

Non è una città per ingegneri. L' Ordine sta, infatti, cercando una nuova sede. E nell'avviso pubblico per trovare un immobile si fa riferimento non solo al territorio di Cosenza, ma anche a Rende, intesa come area urbana. La sede dovrà essere localizzata nel territorio del Comune di Cosenza “o, comunque, solo in subordine, in caso di indisponibilità nel capoluogo, nell'ambito dell'area urbana Cosenza-Rende”, in una zona urbanizzata, facilmente collegata con la rete viaria esistente e con la rete di trasporti pubblici sia urbani che extra urbani, prossima a parcheggi pubblici. Accessibilità ai diversamente abili, efficienza energetica, sono altre caratteristiche richieste. Ma si è disponibili a sconfinare. Forse questa è la maggiore novità di questo avviso pubblico d'interesse. Che sia la parziale ammissione di doversi confrontare con una città sempre meno direzionale? Ci auguriamo che Cosenza – intesa come amministrazione comunale – non resti con le mani in mano. Altrimenti un pezzo dopo l’altro in città non resterà più nulla.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

 

Scarica l’avviso esplorativo dell’Ordine degli Ingegneri


10/04/2015

 

COME TI FINANZIO IL FLOP

 

Leggiamo che nei giorni scorsi sono stati stanziati 10mila euro per una pista di pattinaggio sul ghiaccio (Det. Dirig. 814/2015). L'importo, da iscrivere sul bilancio 2015 è frutto di un ennesimo affidamento diretto. La prima domanda è: diecimila euro per una pista di pattinaggio? La seconda: la destinataria della cifra con cui il Comune compartecipa alle spese, sulla base di cosa è stata scelta, amicizia personale, fiducia per esperienze pregresse, consiglio di un amico ? La terza: per avere investito tanti soldi, come sono andate le attività di pattinaggio su ghiaccio, in piazza XV Marzo e in piazza dei Bruzi? Perché a quanto ne sappiamo la seconda scelta (piazza dei Bruzi) è stata concessa proprio perché in centro storico gli affari alla signora non sono andati bene. La quarta: per questa attività imprenditoriale il Comune ha partecipato solo alle spese o ha condiviso gli utili?

La quinta e ultima ma la destinataria della cifra è la stessa persona che ha un contratto di collaborazione con il comune per l’incarico di supporto al Direttore del II Dipartimento Tecnico dell’Ente per il progetto integrato per la manutenzione e il decoro urbano (Det. Dirig. 2188/2014)?

Chi ci aiuta a chiarire tutto questo prima che torni l'inverno e penseremo di stanziare altre somme per questa attività e a questa signora?

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


30/03/2015

 

ORDINAMENTO OCCHIUTO

 

Sono stato in conferenza capigruppo l'altro giorno e la questione commissione speciale bilancio – quella, per intenderci, richiesta dal consigliere di maggioranza Francesco Caruso,  non è stata nemmeno dibattuta.

Si trattava di individuare la commissione che avrebbe aiutato il lavoro dei dirigenti nel dipanare la matassa dei debiti fuori bilancio che i revisori avevano giudicato non ammissibili, ritrovare le fatture perdute, ripianare le incongruenze tra le date di mandato di esecuzione dei lavori e gli atti successivamente protocollati, alcuni dei quali mancanti di documentazioni fondamentali. Ma della commissione speciale, in conferenza dei capigruppo, non ne ha parlato nessuno, e non per colpa del presidente Morrone E' evidente che a questo sindaco le regole stanno strette e che il controllo politico del Consiglio gli è particolarmente inviso. Forse bisognerebbe pensare a un “ordinamento Occhiuto”, un un nuovo codice in cui alcune delle sue trovate sarebbero considerate legittime: come l'ordinanza sull'ospedale, o quella che legittima l'occupazione del Ferrhotel. Dove non rispondere ai consiglieri e alle loro interrogazioni sia la norma, o nominare o meno una commissione decisa dal Consiglio sia un'opzione alla quale pensare con comodo, magari dopo le feste.

Per il momento non ci resta che sperare in una “resurrezione” di questo mandato del Consiglio per avviare una commissione speciale. Chissà che al terzo giorno non avremmo la sorpresa: ormai perché se ne riparli ci vorrebbe un miracolo.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


28/03/2015

 

COSTRUIAMO PURE, MA UN LUOGO DI CULTURA 

 

Questa decisione di vendere i 25mila metri quadrati del terreno dove insiste l'Istituto Tecnico Agrario Tommasi non è né una buona idea, né una costrizione, come la intende la Provincia, alla quale non si può che dare corso. Ha ragione la Coldiretti: la crisi segna un ritorno al green, all'agricoltura, alle produzioni biologiche, che mai come ora vedono riconosciuto un ruolo importante nel mercato globale. E la nostra terra, qual è la ricchezza primaria della nostra terra? Proprio l'agroalimentare, i prodotti sani, la ricerca sulla migliore trasformazione dei nostri frutti.

Il biologico sarà anche una moda, ma crea posti di lavoro e non possiamo fare finta di niente. Per cui ci appare debole la risposta dell'amministrazione Occhiuto secondo la quale la Provincia è costretta a dismettere il patrimonio non utilizzato a fini strumentali.

E anche se così fosse: allora utilizziamo l'Istituto agrario a fini strumentali, si tratta di scelte politiche. Non si potrebbe anche un domani pensare a una facoltà di Agraria nella città? Tutto si può fare, se si vuole.

Perché, mentre gli altri beni che saranno alienati non hanno né storia né vocazione, occorre tenere presente che l'Istituto Agrario ha tutto un background da tenere in considerazione.

Tra l'altro, pare che pur essendo la destinazione d'uso obbligata (terreni edificabili), su quegli stessi terreni gli eredi Mollo abbiano posto qualche vincolo, uno dei quali sarebbe quello di mantenere l'Istituto lì dove sta. Va da sé, che se ciò rispondesse al vero e la Provincia vendesse, gli eredi potrebbero esercitare qualche diritto.

Anche questa è una buona battaglia da portare avanti, che unirebbe lavoro, cultura e rispetto per i luoghi così come sono percepiti e vissuti dalla città, che in essi si identifica e si riconosce, e che ambirebbe a una loro sempre rinnovata valorizzazione

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


26/03/2015

 

LE BATTAGLIE CHE MERITANO DI ESSERE COMBATTUTE

 

I consiglieri comunali Sergio Nucci e Carmelo Salerno, con un documento sottoscritto dai consiglieri comunali di Cosenza, hanno fatto richiesta al presidente dell'assise Luca Morrone, di indire un Consiglio comunale specifico sull'istituzione di un dipartimento universitario nella città di Cosenza. Non il solito annuncio, dunque, ma un atto politico forte e bipartisan per creare materialmente le condizioni utili ad ospitare un presidio universitario che la nostra città aspetta da troppo tempo.

Secondo i firmatari, ovvero il Consiglio tutto, un polo universitario nell’ambito urbano contribuirebbe al rilancio della Città ed alla valorizzazione del suo ingente patrimonio storico, culturale ed architettonico.


24/02/2015

 

NUCCI COORDINATORE REGIONALE DI SCELTA CIVICA

 

Sergio Nucci è il nuovo coordinatore regionale di Scelta civica. Ieri pomeriggio, a Cosenza, alla presenza dell'onorevole Mariano Rabino si è riunito il coordinamento regionale che ha eletto Nucci all'unanimità alla guida del movimento calabrese. “Con questa nomina – ha detto Nucci – intendo lavorare per radicare sempre di più Scelta civica nel nostro territorio. Siamo una piccola forza, è vero, ma non per questo meno importante. E' necessario ripartire, a cominciare da questo territorio aspro e difficile, ma proprio per questo affascinante per chi vuole far valere i principi liberali e riformatori, entrambi cardini di Scelta civica. Lo dobbiamo fare per la Calabria e per l'intero Paese. Dal canto mio – ha detto Nucci – da coordinatore calabrese, sarò vigile sulle scelte del governo regionale, ma non meno delle città, a cominciare da Cosenza, nella quale già da tempo svolgo, come consigliere comunale, la funzione di controllo democratico degli atti politico-amministrativi”


16/02/2015

 

LA VERITA' E' FIGLIA DEL TEMPO

 

Si iniziano a intravedere i motivi per cui i lavori su piazza Bilotti vanno a rilento. Altro che pochi operai, altro che calcestruzzo scadente, altro che inchieste. Qui si tratterebbe di un problema di natura economico-finanziaria. Il Comune avrebbe richiesto indietro delle somme anticipate alla Bilotti Parking entro lo scorso dicembre, la quale non solo oppone di non dovere quelle somme così presto, ma chiede un ulteriore 10% dell'importo del contratto per potere andare avanti col cantiere (e da dove lo prendiamo?). E cita leggi e decreti secondo cui sarebbe nel giusto. E' così? Stiamo ritardando le anticipazioni recando danno al vincitore dell'appalto? Il sindaco su questo dovrebbe rispondere, perché se finiamo in contenzioso, saranno guai per i cittadini di Cosenza. La ditta è in forte ritardo, di almeno otto mesi, a quanto pare. Otto mesi di proroga significa superare abbondantemente il 31 gennaio 2015, data in cui tutte le spese devono essere rendicontate pena la perdita dei finanziamenti europei e, come sapete, la piazza avrebbe dovuto essere consegnata nel giugno di quest'anno. Perderemo quei fondi?

Il sindaco ci dia dei tempi e un calendario dei lavori. Dica tutto con chiarezza, prima che sia troppo tardi.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


10/02/2015

 

NUCCI NELLA DIREZIONE NAZIONALE

 

Sergio Nucci, consigliere comunale di Cosenza, è stato eletto nella direzione nazionale di “Scelta Civica” nel congresso celebrato a Roma lo scorso 8 febbraio.

Il partito, che in questi ultimi giorni è assurto agli onori delle cronache per gli otto parlamentari transfughi nel Pd, ha rinnovato le cariche, proprio in occasione del congresso, e affidato a Nucci il compito di rappresentare la Calabria in seno alla direzione (è, infatti, l'unico calabrese nel massimo organismo). 

Nell'assemblea del partito sono stati inoltre eletti altri tre calabresi: Claudio Mandoliti, Alessandra Infusino e Franco Agrusti.

E proprio sulla diaspora degli eletti si è espresso il neosegretario Enrico Zanetti, definendo il passaggio al partito di Renzi come “l'invasione degli ultracorpi”, ossia “sembravano di Scelta civica, ma erano del Pd”. 

Nucci, che in Comune, a Cosenza, non fa sconti a nessuno con le sue inchieste e le interrogazioni a cadenza settimanale su questioni spinose come appalti pubblici, affidamento degli incarichi, trasparenza e gestione della spesa pubblica, consolida la sua posizione all'interno del partito al quale di certo sottoporrà anche le questioni politiche calabresi e le dinamiche interne alle coalizioni che non hanno nulla da invidiare alle fibrillazioni di matrice parlamentare a cui stiamo assistendo in questi giorni.


01/02/2015

 

EST MODUS IN REBUS

 

Trasmessa stamani via posta certificata, indirizzata al Presidente del Consiglio comunale e p.c. al Sindaco, la richiesta di convocazione dell’assise consiliare, per dibattere nella sala Catera delle problematiche legate alla realizzazione del parcheggio di piazza Fera Bilotti.

I consiglieri tutti della minoranza, primo firmatario Sergio Nucci, chiedono che le notizie più ampie e dettagliate sullo stato dei lavori vengano fornite nella sede deputata a questo tipo di informative, ovvero al cospetto dei consiglieri comunali ossia della città.

La realizzazione di una infrastruttura così importante e che tanti disagi sta arrecando alla popolazione, non solo residente, deve essere monitorata proprio dai rappresentati della cittadinanza.

I consiglieri rivendicano la propria titolarità ad essere tenuti costantemente informati sull'andamento dei  lavori, sulle problematiche connesse e sui possibili correttivi da apportare in corso d’opera, e stigmatizzano il fatto che troppo spesso abbiano appreso dagli organi di stampa o, peggio, da indiscrezioni dei soliti bene informati, cosa stia succedendo nel cantiere di piazza Bilotti.

Ben vengano, quindi, tavoli tecnici o articoli giornalistici a patto però che le informazioni di prima mano passino preventivamente per il consiglio comunale cittadino.

 


28/01/2015

 

OGNI LASCIATA E’ PERSA

 

E' bello inaugurare le opere, tagliare il nastro, ricevere applausi, cronache positive, tornare a casa con quel senso di concretezza che ti dà fare qualcosa di reale e fruibile per la tua città. Qualcosa di completo. Ecco, appunto, completo.
Abbiamo speso, come ormai molti sanno, trecentoinquantamila euro per l'allargamento del sagrato di piazza Santa Teresa. Un'opera salutata da tutti gli esercenti della zona e dai fruitori dei locali circostanti come meritoria di avere ridisegnato il volto di un luogo altrimenti dimenticato. Perfetto. Ma, di grazia, voi lo avete mai visto un cantiere inaugurato a metà? Che ne so, un grattacielo spezzato, un centro commerciale senza i parcheggi, una piazza senza le fontane, con la promessa che ci saranno, una strada che si interrompe a un certo punto? Non credo. Ed è per questo che mi sembra strano, e come a me a molti residenti di  Santa Teresa, che questo sagrato noi lo abbiamo inaugurato, ma a ben vedere è ancora incompleto. Manca l'illuminazione, mancano i cordoli alle aiuole tanto che quando piove viene giù la terra, non ci sono gli alberi che si era detto sarebbero stati ripiantumati, non è nemmeno stata asfaltata la strada, che pericolosamente si restringe nella rotonda a meno dei canonici cinque metri e mezzo.
Sappiamo che il sindaco è un uomo d'onore e che certe cose non le fa. Ma ci viene in mente un fatto che a Cosenza ormai non fa nemmeno più notizia: tutte le volte (e chi ha più il conto?) che è stato inaugurato il Dea dell'ospedale di Cosenza. Cambiavano le giunte, cambiava il direttore generale e vai con la nuova inaugurazione del Dea. A distanza di pochi anni.
Ma per questo sagrato, caro sindaco, quando tutto sarà completato... non è che faremo la stessa cosa? Perché se inaugurare colate di cemento la rende così felice, possiamo iniziare una campagna della serie: “Inaugurazioni a cantiere aperto!”. Così tagliamo il nastro al primo sbancamento, poi alla palificazione, poi un altro quando spargiamo la terra per le aiuole, un altro ancora quando la colata viene giù.
Inaugurare alla fine, lo dice la parola: si tratta di augurio. E allora per augurio facciamola un'altra inaugurazione a Santa Teresa appena si può.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

20.01.2015

 

'A MMASCIATA

 

Sarà capitato anche a voi di rivolgervi ad Enel Sole, la nuova società che cura la manutenzione degli impianti elettrici cittadini (compresi semafori e luminarie) per circa 2 milioni all’anno, per segnalare un guasto alla pubblica illuminazione. E sarà capitato anche a voi di vedere risolto il problema oppure di continuare a telefonare ad improbabili call-center per non riuscire mai ad ottenere la risoluzione della questione.

Sarà capitato e capiterà almeno per altri 8 anni. La convenzione con Enel Sole, infatti, ha la durata di 9 anni (rinnovabili), nove anni in cui se saremo fortunati potremo beneficiare dell’intervento di tecnici qualificati, in alternativa non ci resterà altro da fare che telefonare o telefonare o telefonare.

A me, ad esempio, è capitato con i lampioni di via Frugiuele . Sono diversi mesi che si accedono e si spengono senza che nessuno vi ponga rimedio. Ma questo accade anche in altri luoghi della città: via degli Stadi, via Popilia, centro storico, città 2000. Si telefona al numero verde, si riceve l’assicurazione che si interverrà e poi? In diversi casi si interviene in altri come nel mio e di altri sfortunati utenti non succede nulla, come se nulla fosse accaduto.

E qui si arriva al problema. Un tempo qualche solerte consigliere si prendeva la briga di segnalare guasti o richiedere interventi, e le cose magicamente funzionavano, ma oggi che a rispondere sono dei telefonisti dislocati chissà in quale parte d’Italia e, quel che è grave, senza alcun controllo da parte dell’ente interessato, l’esito non è certo scontato.

Non rimpiango i consiglieri delle “mbasciate” ma se ci fosse un call center al comune per smistare e rendicontare le telefonate dei cittadini forse le cose andrebbero meglio o quanto meno sapremmo se i nostri partner il servizio ce lo danno o se lo fanno solo pagare.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


13/01/2015

 

QUELLO CHE GLI ALTRI NON DICONO

 

Diciamocelo francamente. Sono in tanti a ritenere quantomeno paradossale l’offensiva del Pd nei confronti del sindaco Occhiuto. Tutti sanno che Nicola Adamo e tutti i suoi discepoli sono stati i “registi occulti” del trionfo di Mario l’architetto e dell’affossamento dell’avvocato Enzo Paolini. E tutti sanno che il Pd non ha mai fatto opposizione prestandosi spesso e volentieri al ruolo di “stampelle” della maggioranza. L’unico che ha sempre fatto opposizione coerente è stato ed è Sergio Nucci, capogruppo di “Buongiorno Cosenza”.

1. Lei è accomunato al gruppone che dopo le Regionali si è messo a chiedere la testa del sindaco Occhiuto. Ma fino ad ora questi dov'erano, quando lei si prendeva gli insulti (ipocriti, mistificatori) del sindaco? Eppure la minoranza è formata da autorevoli esponenti del Pd (tra cui l'ex sindaco) e della sinistra.

Non ho mai avuto problemi ad affrontare anche da solo l’avversario. Uno ci nasce in un modo, non ci diventa. Non ho problemi ad essere definito oppositore del sindaco, ma rifiuto l’appellativo feroce. Io sono tenace, non feroce. Non mollo se penso di essere nel giusto. Non so dove fossero i miei compagni di minoranza fino ad oggi, certo è che il sindaco non personalizzerebbe così come invece fa, se fossimo un gruppo più compatto. Per stare in silenzio o fare qualche denuncia spot fino ad oggi avranno avuto le loro buone ragioni...

2. In sostanza però la lasciano in una situazione di isolamento. Cosa risponde al fuoco amico che le imputa di fare opposizione solo perché non ha ottenuto una poltrona da assessore?

Chiariamolo una volta per tutte. Ad inizio consiliatura, dopo il sostegno al sindaco al ballottaggio, sostegno ottenuto a fronte dell’impegno di realizzare sei punti programmatici, mi è stato offerto, in presenza di altri amici del movimento Buongiorno Cosenza,  un assessorato che ho gentilmente rifiutato. Ero convinto che non avrei sfigurato in un ruolo meno politico è più istituzionale (presidente del consiglio), ma quel ruolo, inizialmente vacante, era diventato molto ambito proprio nei primi giorni della sindacatura Occhiuto. Quindi la balla dell’assessorato non avuto era è e sarà sempre una balla.

3. Si può secondo lei criticare il Comune e poi accettare delle consulenze?

Se chi ottiene gli incarichi li ottiene non perché vende la propria coscienza non trovo nessun problema. Diverso il discorso se chi accetta incarichi lo fa a scapito della propria indipendenza ed dei propri principi.

4. Facciamo un gioco: tre cose buone che ha fatto il sindaco e tre cattive.

Dunque, buone: il sottopasso di viale della repubblica certamente. Lo slargo della fontana dei due leoni e il restauro di statue e opere d’arte in città. Le tre cattive: la scorta personale: non solo è dispendiosa e limita la possibilità di avere un servizio di vigilanza notturno, ma è ingiustificata. Vedere dei vigili urbani in attesa del sindaco che pasteggia o sorseggia nei bar la sera fa davvero rabbia. E ancora la politica degli annunci e l’incapacità di ascoltare il prossimo riconoscendo che non si è depositari della verità.

5. Ma allora perché secondo lei questo sindaco gode di consenso popolare?

Una cosa è il consenso di Facebook, una cosa il consenso effettivo. Questo sindaco non dimentica certo le luminarie le feste i frizzi ed i lazzi, ma scorda le politiche sociali in questa città. E su questo sarà giudicato dalla Cosenza che soffre e che grida aiuto.

6. Su piazza Santa Teresa avete posto il problema delle priorità e della quiete pubblica. Avete i commercianti contro, secondo i quali non siete in linea con la “primavera della città”, come risponde?

Io credo che nessuno sia contro le attività commerciali ed il loro diritto di lavorare. Il problema si pone nei confronti di alcuni avventori assolutamente incivili che con la loro maleducazione limitano il diritto ad una pacifica e civile esistenza degli abitanti della zona. A ciò si aggiunga la assenza completa di controllo nelle ore notturne nelle zone della movida ed il gioco è fatto. Ha mai percorso via Caloprese la sera di sabato? Ha mai visto l’area pedonale di corso Mazzini invasa dalle auto? Il venerdì sera è passato da piazza santa Teresa?  Tutto questo è possibile se nessuno controlla. L’anarchia regna sovrana  e a pagare sono quelli che le regole le rispettano.

7. Cosenza si rifà il look. Ci sono decine di cantieri aperti. Lei è consigliere comunale, ha più facilità di accesso agli atti. A chi sono affidati questi appalti? Si fanno regolari gare o sono affidamenti diretti? Chi sta ridisegnando il volto della città?

Sulla facilità d’accesso agli atti ho qualche dubbio. Sono andato più volte in procura a denunciare che non me li davano, ma non è successo nulla. La cosa bella è che questa città viene disegnata in una sola stanza e senza che i consiglieri comunali ne sappiano qualcosa. Questo è triste non tanto per me o per noi che siamo minoranza, ma per i consiglieri di maggioranza che dovrebbero ben conoscere il futuro della propria città e sempre più spesso lo ignorano.

8. Caso Clini. Il sindaco dice a Report: è giusto affidare dei lavori a chi si conosce. Lei è d'accordo con questa linea di pensiero?

Se le persone che si conoscono sono oneste e si applica un criterio di sana rotazione, va bene. Diversamente no. Ma lei sa che i supporti al Responsabile unico del procedimento (ossia i consulenti esterni che “aiutano” i tecnici del comune magari a progettare tre gradini) sono affidati dai dirigenti senza avviso pubblico?  Ma lei sa che per combinazione i dirigenti scelgono sempre persone vicine all’amministrazione? Vede un po’ queste coincidenze. Basterebbe una volta ogni dieci un sorteggio... ma non capita mai.

9. Come giudica la politica delle feste? Trova qualche analogia con la "primavera reggina"?

In riva allo stretto c’era il modello Reggio, da noi il modello "peggio". Peggio perché qui non ci sono soldi, ma si spende come se le casse fossero sempre piene. E poi qualcuno ci viene a dire che in questa città negli ultimi decenni si è speso l'inverosimile. Chiariamo una cosa: prima dell’elezione di Giacomo Mancini il comune aveva un attivo di oltre sessanta miliardi di lire. Cifre certificate. Oggi il passivo dicono si aggiri intono a i 150 milioni di euro. Ora far di conto è facile: dopo Mancini c’è stato Mancini, poi la Catizone e poi Perugini. Se la Catizone è stata troppo poco e Perugini non ha fatto niente, il “colpevole” resta uno: Mancini. E allora perché non si dice chiaramente chi ha creato il buco nelle case comunali? Ma se poi si critica Mancini come si fanno ad inaugurare o completare tutte le opere che ha pensato o realizzato Giacomo Mancini? Questo sarebbe un bel problema.

10. Lei ha una banca dati delle determine dalla quale sono emerse alcune notizie poco edificanti per il Comune, ci fa un riassunto delle più eclatanti?

Incarichi sempre agli stessi nomi, lavori sotto soglia e quindi affidati senza gara, frazionamenti delle spese e via discorrendo. Materiale da corte dei conti. Faccio un esempio per capire: ci sono marciapiedi o bitume da rifare? Non si fa una gara unica da qualche milione d’euro, ma tanti piccoli affidamenti discrezionali. Secondo me tutto questo cozza violentemente con la politica della trasparenza e dell’equità. Ma come si dice: a pensar male si fa peccato.

11. Come procede piazza Bilotti? Quante inchieste ci sono sopra? E possiamo dire che la magistratura arriva dove si ferma la politica?

Molte zone d’ombra su piazza Bilotti. La perizia geologica copiata. Le mancate autorizzazioni del genio civile. Il cemento depotenziato. Piazza Bilotti sarebbe stata un’opera strategica venti anni fa. Oggi sinceramente appare anacronistica. Non si vogliono le auto in città ma si fanno arrivare in pieno centro. Dicono che non si potevano perdere 2 milioni di fondi europei, ma poi se ne perdono 160 per la metropolitana leggera. Sempre lo stesso discorso. Un principio vale per una cosa ma non per l’atra. Allora non è un principio, è una convenienza.

12. Ma secondo lei, oggi, chi comanda davvero in città? E' possibile, ora come ora, avere un'opinione diversa da quella dominante dell'amministrazione? Ci rivede un link con il clima della vecchia amministrazione Mancini?

Mancini con pregi e difetti era uno statista, oggi di statisti non ne vedo in giro: invece vedo sempre tanti nani e tante ballerine... purtroppo. Circa la domanda su chi comanda in città la risposta è facile: oggi comanda Occhiuto con il suo entourage consolidatosi al comune, alla provincia e nel suo nuovo partito. Altri fanno finta di comandare, ma in realtà sono comprimari utili alla bisogna. E che verranno scaricati se ritenuti inutili o scaricheranno il comandate prima che la nave affondi.

13. E i giornali come si collocano in questi rapporti di potere?

Sincero? Mi piacciono i giornali ma soprattutto i giornalisti che vanno a fondo. Che scavano, studiano, si informano non quelli che pubblicano le veline. Da noi qualche “eroe” c’è, ma sono davvero in pochi. Se ce ne fossero di più le cose andrebbero certamente meglio... ed io mi sentirei meno solo

14. Cosa pensa delle prebende distribuite dal sindaco-presidente tra Comune e Provincia per puntellare la maggioranza?

O tempora o mores. Se c’è chi si vende, c’è chi compra. Con questa crisi oggi più di ieri. Non è etico... ma è tanto conveniente per le parti.

15 Un po' meno per la città. Ma chi sono oggi gli amici del sindaco e quali i nemici?

Sicuramente tra gli amici coloro che riconoscono a questo sindaco la capacità di cambiar loro la vita. In meglio si intende e in tutti i sensi. Tra i nemici coloro che hanno chiesto e non hanno avuto nulla, coloro che non hanno chiesto e non hanno avuto nulla e coloro che pensano che qualcosa di meglio si possa pretendere.

16 Facciamo un altro gioco. Immaginiamo le prossime elezioni a Cosenza, chi butta giù dalla torre un politico avverso all'amministrazione come lei, Occhiuto o Nicola Adamo?

Nicola Adamo ha detto pubblicamente che non vuole candidarsi nè alle primarie nè a sindaco. Sto alle sue parole. Resterebbe solo Occhiuto sulla torre, ma questo non sarebbe un buon motivo per non buttarlo giù.

 

Intervista a La Provincia di Cosenza

del 13/01/2015


27/11/2014

 

VA BENE COSI'

 

Va bene, allora ditelo. E ditelo chiaramente: a questa amministrazione interessa affidare i progetti. Non costruire le opere, né tantomeno agire nel solco della buona amministrazione dei risparmi dei cittadini.
Ditecelo che ora, in Comune, è il tempo dei progettisti e bisogna che questi lavorino. Vi sembra assurdo quanto affermo? Ma allora come si spiega che abbiamo impegnato nel bilancio del Comune una spesa di 36.444 euro per progettazione preliminare prima ed esecutiva poi, relativa al "Rafforzamento locale/miglioramento sismico palazzo Ferrari", e che poi i soldi necessari per la realizzazione dell’opera siano spariti nel nulla? Possibile che nessuno si sia preoccupato, prima di spendere questi soldi, soldi dei cittadini, di assicurarsi che la Regione erogasse il milione di euro promesso con una lettera e che il mutuo di 400mila euro chiesto alla Cassa depositi e prestiti venisse concesso?
Non ci possiamo credere a queste negligenza ed imperizia di fior fiori di dirigenti comunali lautamente pagati. E non possiamo credere, anche stavolta, nella scusa: “Se ne occupano i dirigenti”. Perché con la delibera di giunta 128/2012 - Approvazione progettazione definitiva - si è deciso di far fronte alla spesa di 1.400 mila euro per la messa in cantiere dell'opera in questione ed alle riunioni di giunta non ci sono i dirigenti bensì sindaco ed assessori.
Poi allora non venite a dirci che qualcuno tanto tempo fa fece pagare profumatamente un progetto per piazza Fera pur senza copertura finanziaria (solo successivamente reperita dall’amministrazione…..). Perché qui pare che qualcuno predichi bene e poi razzoli malissimo. E qua stiamo parlando di una prassi che sembrerebbe coinvolgere più di un progetto in città (i bene informati parlano dell’oratorio di San Lorenzo e non solo).
La domanda più inquietante è, alla luce delle ultime elezioni provinciali: vogliamo utilizzare lo stesso paradigma per le altre opere in provincia?
Se così fosse, cari progettisti, iniziate a sfregarvi le mani. Non è importante che poi l'opera venga finanziata, progettate pure aeroporti, porti, edifici scolastici, quello che più vi pare, anche se rimarranno su carta, perché questi incarichi, in un modo o in un altro verranno pagati. Da chi? Ma da tutti noi.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


26/11/2014

 

E' TARDI PER L'OPERAZIONE VERITA'

 

Sergio Nucci, capogruppo di Buongiorno Cosenza, sta seguendo con attenzione gli sviluppi legati al riconoscimento dei debiti fuori bilancio.

Cosa pensa delle dichiarazioni di Luciano Vigna?
«Nell’intervista che ha rilasciato a La Provincia, il vicesindaco dice chiaramente che per questa mole di debiti la legittimità sta solo nei lavori
di somma urgenza. Ragion per cui mi sembra strano e preoccupante che un consiglio comunale possa prendersi responsabilità che non gli competono riconoscendoli. Inoltre, la tempisticacon la quale sono state comunicate le informazioni è ritardata e lacunosa. Mi auguro, quindi, che anche gli altri consiglieri possano adottare la mia stessa linea di ragionamento».

Vuole dire che c’è qualcuno che sta “aiutando” il sindaco? 
«Nella penultima seduta del Consiglio che riguardava il regolamento per la tassa sui rifiuti, ho responsabilmente abbandonato l’aula per evitare che si approvasse una praticarovinosa per tutti i cosentini. Purtroppo,però, il numero legale è stato assicurato da quattro consiglieri di minoranza. Non vorreiche si ripetesse la stessa cosa anche per idebiti fuori bilancio... Mi sembra chiaro che solo un organo esterno possa controllarecompiutamente la situazione debitoria del Comune. Ma c’è sempre qualcuno che non vuole assumersi le sue responsabilità. Tre anni e mezzo fa, quando Occhiuto si insediò, gli avevo chiesto di dirci la verità sulla situazione finanziaria del Comune. Oggi è quantomeno sospetto che il suo vicesindaco ci dica che c’è crisi e precarietà. L’operazione-verità andava fatta per tempo, oggi non è più credibile. Io propongo alla Giunta di evitare di produrre ricorso alla Corte dei conti.
Auspico invece che siano i consiglieri stessi a dichiarare il dissesto. Ma mi rendo conto che ci vuole coraggio…».

Sa qualcosa dei circa 100 milioni di euro che il Comune sta gestendo? 
«Conosciamo soltanto una parte delle carte e non conosciamo affatto l’utilizzo che è
stato fatto dei milioni che sono arrivati dalla Cassa Depositi e Prestiti. So solo quello che prevede la legge: entro un numero determinato di giorni, quei soldi andavano consegnati ai legittimi proprietari ma sinceramente non ho notizia di tale adempimento».

Come influiranno le ultime elezioni sugli equilibri del Comune?
«Le elezioni regionali modificheranno certamente gli equilibri politici in Consiglio. Il primo banco di prova sarà proprio la seduta su assestamento e debiti fuori bilancio. So bene che nessuno ha voglia di andare a nuove elezioni comunali ma ciò non significa che i miei colleghi vogliano per forza farsi carico di responsabilità sui debiti fuori bilancio che certamente non hanno...».

Sapeva che il Comune ha 13 milioni di debiti con la Regione e che sono da considerare fuori bilancio?
«Sì, ho letto di questo grosso debito con la Regione per i rifiuti che crea problemi al nostro bilancio ma sinceramente non so se questa posta sia stata inserita nella prossima seduta. Anzi, dalle carte in mio possesso posso dire certamente di no».

E se ve li facessero riconoscere al “buio”?
« L’ unico “buio” che conosco è quello che si fa giocando a poker. La Giunta potrebbe provarci, non lo nascondo, ma io sono un giocatore prudente e non d’azzardo e comunque lo capirei subito...».

 

Intervista di Gabriele Carchidi su La Provincia di Cosenza del 27/11/2014


22/11/2014

 

DAL MODELLO REGGIO AL MODELLO PEGGIO

 

Pare che il silenzio elettorale sia stato rispettato solo in parte, in questa città. Chiusura col botto, venerdì sera, in piazza Santa Teresa, dove quattro furgoni ricolmi di esponenti di Forza Italia hanno fatto il loro ingresso trionfale davanti a uno dei locali pubblici più frequentati della movida bruzia. Come dire, ci piace vincere facile: si va dove c'è più gente e, con fare ammiccante e new friendly, si stringono mani, si fanno promesse, si strizza l'occhio a nuovi futuri percorsi post elettorali. E candidati al consiglio ed alla presidenza, e pare addirittura Mara Carfagna, sono comparsi con tutti i loro codazzi vari davanti all'esercizio commerciale, mettendo in grande imbarazzo coloro che lo gestivano, poiché – di solito – quando si organizzano appuntamenti elettorali (cos'era quello, altrimenti, un gruppo di amici che andava al bar?) tocca avvisare i proprietari dei locali, per concordare con loro modi, tempi e persino l'opportunità di un happening pre-voto, che rischia inevitabilmente di colorare politicamente un luogo, anche se solo per una sera. Ma questo è il rispetto che Forza Italia e in particolare questa amministrazione hanno di questi nostri esercenti commerciali. Basta solo andare a chiedere quanto oggi paghino di Tari, la nuova tassa sui rifiuti, questi commercianti. Il massimo della percentuale, oltre tremila, anche cinquemila euro. Ebbene, la gente le tasse le paga pure, ma che almeno a queste tasse corrispondano i servizi. E invece? E invece ci ritroviamo con decine di sacchetti ammonticchiati davanti ai negozi e le abitazioni, perché i controlli sono del tutto inesistenti. A fine mese, però, le tasse bisogna pagarle! Eccome se bisogna pagarle. Capiremo meglio perché, come e quanto, il 28 ottobre, quando è stato convocato il prossimo Consiglio comunale per le variazioni di assestamento di bilancio e il riconoscimento dei debiti fuori bilancio. Documenti che noi consiglieri non abbiamo mai letto, poiché non ce n'è stata mai data la possibilità. E che ci toccherà votare al buio, come si fa con certi appuntamenti rischiosi, dove non sai quello che ti aspetta. Il tutto mentre la Corte dei conti boccia le carte di Palazzo dei Bruzi, già interessate da “visite” ministeriali e mentre – stando a quanto dice il Testo unico sugli enti locali – se non verranno applicati d'urgenza i doverosi correttivi, la dichiarazione di dissesto sarà una conseguenza inevitabile per il nostro Comune. Quanto rispetto, allora, non solo per i commercianti, ma per tutti i cittadini di Cosenza? A che serve progettare grandi opere o perdersi in luminarie se poi non si ha la solidità finanziaria di affrontare le spese? Forse perché si considera che i soldi entreranno con le accise al loro massimo grado? Basta vedere come si regolarono a Reggio durante il pre dissesto... e farsi un'idea dell'enorme rischio che stiamo correndo come cittadini e come contribuenti. Come dire dal Modello Reggio al Modello .. Peggio.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


07/10/2014

QUESTI FANTASMI

 

C'è uno spettro che si aggira per il Comune, è lo spettro dei debiti fuori bilancio. Gli enti li evocano, i documenti li pretendono, le previsioni di bilancio fanno finta di non vederli, ma loro sono lì che aleggiano pesanti come quelle presenze sinistre che sembra sia meglio non materializzare. Eppure il vicesindaco ci aveva promesso, pur fuori tempo massimo, che il 10 ottobre questi “fantasmi” sarebbero stati smascherati, che ne avremmo discusso e opportunamente compreso la loro collocazione nei conti comunali... il dieci ottobre è alle porte, ma di quegli spiriti funesti nemmeno l'ombra.

Come già dovetti fare a luglio, quando sentivo l'incombere di queste “presenze”, ma rispetto a cui nessun ufficio mi diede le carte relative, ho dovuto fare un altro esposto alla Procura, stavolta però a quella della Corte dei conti, nella speranza che almeno quest'organo si metta a indagare.

C'è una lettera della Prefettura che parla chiaro: i Comuni che approvano il bilancio di previsione in settembre, potranno attestare la verifica degli equilibri nella stessa delibera di approvazione di bilancio. Voi, quel 29 settembre scorso, in Consiglio comunale, avete visto qualcosa? Che so, una visione, un'apparizione, un fuoco fatuo? Niente.

Poi leggi la relazione dei revisori dei conti e a pagina 37 ti imbatti in una breve ma intensa segnalazione, messa così, tra le pieghe del discorso, ma a me pare abbastanza spaventosa: nella delibera di giunta avete dato atto degli adempimenti per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, ora è necessario che portiate a conoscenza di questo collegio di revisori, con urgenza, eventuali debiti fuori bilancio esistenti. Voi ne avete sentito parlare? Ne avete udito le voci spettrali di notte, tra le stanze di giunta e uffici? Io ancora niente.

Ed è per questo che ho evocato la Corte dei conti, perché mi sono ricordato di quando lasciai il Comune come amministratore nel '93, con più di 60 miliardi in attivo. Poi sono andato a spulciarmi le carte di oggi e vedo che ci stiamo indebitando per più di 90 milioni, un mutuo trentennale che i cittadini dovranno onorare non si è capito ancora bene per sanare cosa, se “questi fantasmi” o opere in cantiere, spettri futuri di cui non conosciamo (perché nessuno ci da le carte) provenienza ed entità.

Cosa fare rispetto a tutto questo? Se nemmeno la Corte dei conti risponderà? Propongo una veglia davanti a Palazzo dei Bruzi, con tanto di tavolino a tre piedi: “Oh debiti fuori bilancio, manifestatevi, fatevi vedere in tutta la vostra interezza, cosicché noi amministratori e politici possiamo capire quale futuro per questa città in pre-dissesto, per i prossimi trent'anni.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


18/08/2014

 

CITTA' UNICA: FUORI I SECONDI

 

Questa sperimentazione di trasporto pubblico locale integrato Cosenza-Rende, in barba al dettato regionale e in favore dei cittadini è semplicemente geniale! Se lo lasci dire, sindaco. Un protocollo d'intesa, quello siglato da lei e dal sindaco Manna che crea un precedente storico non solo nei rapporti tra le due realtà comunali, mache può essere paradigmatico per altre buone pratiche nell'area urbana. A questo punto, avendo rotto il primo mattone del muro, buttiamolo giù tutto, sindaco! Penso agli altri settori dei servizi pubblici in mano ai privati, sui quale far valere il principio di sussidiarietà sul quale la nuova sinergia Manna-Occhiuto fa leva in questi giorni. Pensiamo ai costruttori che spesso tengono vacanti i loro immobili una volta realizzati, al di qua e al di là del Campagnano. L'emergenza casa è una delle questioni all'ordine del giorno della nostra città. Perché non pensare, allora, ad applicare il principio di sussidiarietà anche su quelli? Si potrebbero destinare edifici nella disponibilità del Comune di Cosenza all'accoglienza di studenti Unical, e con un colpo di spugna spazzare via le speculazioni sugli affitti. Se dobbiamo usare il pugno di ferro, sindaco Occhiuto, usiamolo con tutti. Chi ha impedito lo sviluppo armonico dell'area urbana fino ad ora? La sussidiarietà dovremmo utilizzarla con tutti coloro che remano contro un'unione possibile. Penso a chi ha impedito che a Cosenza si realizzasse una facoltà universitaria, che a nostro avviso sarebbe il collante principale tra i due Comuni, dal quale poi verrebbe a cascata la sinergia su tutto il resto. E poi ci sono i servizi alla città e l'antica diatriba Rende-meglio-di-Cosenza. Ancora è in voga la critica che la differenziata a Cosenza non funzioni e a Rende invece sì. Allora perché non integrare anche questo servizio, abbattendo i confini del porta a porta o imitando dalle buone pratiche rendesi una soluzione che vada bene anche per Cosenza? E che dire dei lavori pubblici? Perché continuare ad affidare micro appalti alle ditte di fiducia, evitando gare per favorire la tempestività degli interventi, quando a Rende abbiamo la Multiservizi pronta ad assurgere allo stesso ruolo? Giardini, strade e altri lavori di piccola entità, potrebbero essere integrati tra i due Comuni, in modo da evitare, anche in questo caso, che sia il privato a dettare i suoi costi e i suoi tempi alla comunità dell'area urbana.
Sindaco, con questo suo agire nel senso dell'integrazione dei servizi tra Rende e Cosenza, lei ha iniziato un percorso che potrebbe davvero rivoluzionare l'azione dell'amministrazione nelle prassi di spesa pubblica dell'area urbana. Non indugi oltre, allora, e agisca nel senso della costruzione della città unica. Era questo che prospettava nella sua campagna elettorale. Cosa manca, oggi, per andare in quella direzione? Proprio nulla, ci pare. Specie ora che in una persona seria e per bene come Manna, ha trovato un ottimo interlocutore e, possiamo dirlo, un valido alleato. Vada con coraggio verso questa direzione, quella di un unico Comune che gestisca i servizi di una comunità che si sente unita e indica il referendum sulla città unica Cosenza-Rende. In una battaglia del genere, nel senso della città unica, noi potremmo persino stare al suo fianco. Perché quando si dice una cosa di solito la si porta avanti, non è questo il filo conduttore di tutta la sua azione?

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


25/07/2014

 

CAMBIARE TUTTO PER NON CAMBIARE NULLA

 

Ci risiamo. Così come già avvenne su piazza Bilotti-Fera, ecco di nuovo una marcia indietro in un'opera pubblica cittadina per una questione burocratica non rispettata. Disattenzione, fretta di iniziare i lavori, leggerezza degli uffici, non ci importa tanto questo, che pure qualifica un'amministrazione nella cura di quello che fa. Ma la rimozione-non rimozione delle ringhiere delle aiuole di piazza Santa Teresa, ci da lo spunto per fare qualcosa di più, per avviare cioè finalmente una discussione aperta col sindaco su cosa stia realmente accadendo in città.

E prenderemo proprio il caso di questo ultimo cantiere avviato-non avviato (l'ennesimo) per iniziarla nel modo più chiaro e – si spera – esaustivo per tutti. Oggi in città sono in via di attuazione diverse opere, altre ne verranno, secondo programma del sindaco.

Nulla da eccepire, un'amministrazione ha tutto il diritto e persino il dovere di disegnare il futuro di una città. Ma disegnare, ecco dove sta il punto. Disegnare. Credo che il primo punto da cui partire, la prima domanda da cui cominciare sia: chi? Abbiamo visto più volte i comunicati del sindaco corredati dai progetti che disegnano le nuove prospettive di piazza Bilotti, delle piste ciclabili, della piazza Santa Teresa, così come delle fontane di via Arabia eccetera. Anche se profani, siamo comunque cittadini osservatori e per cui ci chiediamo: come mai lo stile di queste opere è tra loro così simile? E, per estendere ancora meglio la discussione al quesito che realmente ci interessa: chi disegna le nuove prospettive della nostra città? Un nucleo di progettisti? Un pool di esperti? Il nostro sindaco urbanista? Sarebbe un ottimo punto da cui cominciare, questo dei progetti.

C'è una città che sta cambiando volto e vorremmo sapere chi ne sta dipingendo i contorni. Con molta chiarezza, con nessuna polemica. Dire infatti, nel caso di piazza Santa Teresa, che la nuova piazza disegnata e presto realizzata “sarà in pratica il sagrato della chiesa”, in qualche modo condisce l'opera di una sacralità che fa a pugni con la laicità del progetto originario: la piazza che diventa il sagrato di una chiesa. Si è chiesto, sindaco, se questo va bene a tutti? Se lo è chiesto chi disegna oggi la nuova piazza? Chi, materialmente, ha progettato l'opera? E come lo ha fatto: seguendo i suggerimenti della Curia? Quelli di un gruppo di cittadini cattolici? O a seguito di uno studio del sindaco sull'integrazione tra chiesa e piazza?

Abbiamo chiesto le carte agli uffici, ma sono passati 47 giorni. Posso fare un esposto in Procura per omissione di atti d'ufficio ogni volta? Vorrei risolvere le cose politicamente, ma non mi è concesso. Stiamo sempre a denunciarci tra di noi. Perché le denunce vanno fatte sindaco, ma anche quando sono politiche, è necessario fare i nomi e lei i nomi non li fa. E qui si arriva inevitabilmente al secondo punto, ossia alla seconda domanda: come? Il sindaco faceva riferimento, in una sua precedente nota, al sacco di Palermo. Migliaia di concessioni edilizie che negli anni Sessanta, sotto la guida di Lima e Ciancimino, portarono alla demolizione di edifici storici e alla speculazione edilizia più selvaggia, tanto da fare storia. Ma soprattutto, il sacco di Palermo, quel sacco, fu la prima gigantesca testimonianza dell'infiltrazione mafiosa negli appalti della città.

Quasi duemila permessi concessi a prestanome, parenti di mafiosi o esponenti di zone non tanto grigie riconducibili a Cosa nostra. Ebbene, senza andare troppo lontano nei tempi e nei luoghi, la relazione della commissione d'accesso che ha portato allo scioglimento del Comune di Reggio Calabria racconta una storia che a quel sacco va molto vicina. Di chi parlava il sindaco nel suo comunicato? Chi sono gli omologhi del sacco di Palermo qui a Cosenza? Sono suoi vecchi alleati? Sono la sua opposizione? Occhiuto i nomi non li fa, ma certo ciò che dice è allarmante. Non può lasciarci indifferenti.

Chiediamo dunque al sindaco di operare il massimo della trasparenza e di indicare volta per volta quali ditte partecipano e vincono le gare, quanti soldi verranno impiegati per l'opera e quali siano i tempi per la realizzazione delle stesse. E questi due ultimi tasselli non sono cosa da poco, caro sindaco. Perché la storia recente di Reggio Calabria, guidata dall'allora sindaco Scopelliti, che su quel modello tanto declamato ha improntato la sua azione alla guida della Regione, racconta di tasse triplicate con le quali i cittadini pagano i debiti di servizi scadenti, di aziende comunali al collasso, di emergenze sociali talmente lievitate da mettere a rischio persino le spese fisse del Comune.

A proposito, come stanno le finanze di quello di Cosenza? Già perché le opere devono farsi, sindaco, ma bisogna capire se li abbiamo i soldi per farle e per completarle... Il terzo punto è invece: perché? E qui si accende la discussione a mio avviso più interessante, ossia quella sulla scelta della destinazione dei fondi pubblici su questa o quella opera, su questa o quella emergenza. Mi chiedo, le chiedo, ci chiediamo quindi: perché piazza Bilotti e non il centro storico? E ancora perché piazza Santa Teresa e non Piazza autolinee? Perché piazza XXV Luglio e non invece Vaglio Lise?

Ferme restando le scelte strategiche dell'amministrazione, quali sono le reali emergenze che il Comune individua come imprescindibili per un buon governo della viabilità, dell'ambiente, dell'urbanistica cittadina? Sono tutte opere che rientrano nel centro città quelle che sanano le emergenze? Perché se è così lo si dica chiaramente e i cittadini sapranno almeno quali sono i reali intendimenti del Comune: abbellire il centro città, abbellirlo al massimo e in fretta.

Occhiuto infine parlava dei beni comuni, che non sono la sommatoria delle istanze dei singoli, ma qualcosa che va oltre le proprie individuali aspirazioni. Ebbene, sindaco, noi saremmo anche disposti a sacrificare i nostri piccoli privilegi da singoli, come quello di circolare liberamente in una piazza senza rotatorie per la circolazione, come godere degli alberi secolari e anche perché no, della memoria dei luoghi.

Ma ad una condizione: che a tutte quelle domande (chi, come, perché e altre ancora) venga data risposta. Perché come dimostrano altri esperimenti cittadini, di questa e altre città, dare la parola alla comunità che in quei suoi rendering dovrà poi viverci nella vita vera, è un valore aggiunto dell'opera, non un bieco interesse personale frutto della sindrome “non nel mio giardino”.

La sindrome di cui siamo affetti noi cittadini, visto che le piace sempre mettere etichette cliniche a ogni critica alla sua amministrazione, è quella della buona politica. Quella fatta di partecipazione, senza deleghe in bianco. Quella fatta di trasparenza e di azione condivisa. Quella che distingue dei sudditi passivi da membri attivi di una comunità.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


29/05/2014

 

ATTENDERE ... PREGO

 

Sembra che l’obiettivo del Comune di Cosenza sia quello di perdere alcuni tipi di  finanziamento. Ci sta provando con quelli destinati al cimitero così come con quelli legati al collettamento ed alla depurazione degli scarichi fognari (attualmente l’impianto esistente conferisce tutti i liquami nel Crati senza particolari trattamenti).

Su quest’ultimo, è significativo il fatto che il nostro ente, tra i comuni aderenti al consorzio Vallecrati estensore del progetto, è l’unico a non aver fatto approvare lo studio di fattibilità, mettendo a rischio anche i posti di lavoro legati alla depurazione, sia quelli esistenti sia quelli che potrebbero concettizzarsi all’interno della struttura che dovrebbe nascere a fronte del finanziamento.

I termini per far partire  la realizzazione dell’opera, che prevede un project-financing,  scadranno il 30 giugno. Se per quella data non ci saranno proroghe, Cosenza si troverà fuori da questa opportunità, ma ciò che è ancor più grave, trascinerà nel baratro anche gli altri comuni consortili che invece hanno già provveduto ad approvare lo studio.

Un ritardo colpevole, dunque, e del quale non si capiscono le motivazioni.

E pensare che l’approvazione definitiva spetta al ministero dell'Ambiente dove, fino a qualche giorno fa, era direttore generale proprio quel Clini, assurto in questi giorni agli onori della cronaca, notoriamente molto vicino al sindaco di Cosenza.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


22/05/2014

 

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO

 

Le problematiche del nostro cimitero hanno origini lontane e fino ad oggi i provvedimenti adottati sono serviti solo a tamponare le emergenze anziché risolverle. Eppure basterebbe poco per mettere in sicurezza l’area e consentire ai cosentini la piena fruibilità di questo luogo a loro così caro.

Più che basterebbe però, sarebbe opportuno dire sarebbe bastato poco.

Pochi infatti sanno che nell’ottobre 2011 è stata firmata una convenzione per ottenere 2 milioni di euro del FERS Por Calabria (Programma operativo regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale) 2007/2013. Convenzione che solo due anni dopo (sic!), ovvero nel 2013, ha prodotto un progetto esecutivo che andato a gara, ancora oggi, maggio 2014,  non è stato aggiudicato.

Ecco, questa è la domanda: con a disposizione due milioni di euro per intervenire sul dissesto idrogeologico del cimitero, perché si è perso del tempo prezioso per l’indizione della gara? Perché non è stata ancora aggiudicata? Perché alla luce di una rendicontazione da fare obbligatoriamente entro il 31 dicembre 2015, pena la perdita del finanziamento, si continua a perdere tempo? Perché? Domande semplici, risposte semplici.

E’ chiaro che il problema a questo punto è capire se esiste un modo per recuperare il tempo perduto. Al momento la situazione è davvero critica, al limite del non ritorno, infatti bisognerebbe, aggiudicare l’appalto, sperare che nessuno faccia ricorso, confidare in procedure fulminee e realizzare il tutto alla velocità della luce.

Impresa titanica se si pensa che è già un anno che si lavora in città per fare quattro marciapiedi. Speriamo non sia l’ennesima beffa per i cosentini e che a nessuno venga in mente di dare le colpe  alla burocrazia, alla farraginosità delle leggi, alla malasorte e chi più ne ha più ne metta.

Niente di più falso. La colpa di questo ritardo è solo ed esclusivamente di una classe politica insipiente, che non sa programmare, che ritiene “non utili” opere che non generano consenso, che non sa interfacciarsi con la burocrazia, che, in una frase, non riesce a fare le cose per il sol motivo che è giusto farle. Si fosse trattato di realizzare un parcheggio sotterraneo o di demolire un ex albergo si sarebbero superati ostacoli insormontabili, ma si tratta del nostro cimitero ed i morti, si sa, non votano.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


20/05/2014

 

NON C'E' PACE PER I NOSTRI MORTI

 

La sistemazione del cimitero di Cosenza non rientra nei piani di questa amministrazione. Il dato emerge dal completo abbandono in cui versa l'area cimiteriale tanto cara ai cosentini. La strada d’accesso franata, alcune cappelle interdette per pericoli di crolli, manutenzione inesistente e degrado generalizzato sono dati inoppugnabili. A ciò si aggiungano le condizioni di fatiscenza nelle quali versano  alcune cappelle pubbliche e private ed il quadro è completo. Ma se per gli interventi manutentivi (smottamenti) occorrerebbero diverse centinaia di migliaia d’euro -che seppure erogati dalla Regione non si sa dove siano finiti -per le cappelle ammalorate basterebbe ingiungere le proprietà affinché curino la loro mesa in sicurezza ed il loro decoro.

E’ chiedere troppo evidentemente. Il cimitero non deve essere una priorità di Occhiuto ed i suoi. Meglio dedicarsi a lustrini e paillettes che di questi tempi fanno più audience.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


13/05/2014

 

PASSAVO QUI PER CASO

 

La vicenda delle statue del MAB riprodotte illegittimamente ha riportato l’attenzione sulla gestione complessiva del Museo all’Aperto da parte del Comune.
Carte alla mano sembrerebbero essere presenti numerose inadempienze da parte dell’ente reo di aver disatteso, in più punti, le clausole contrattuali delle donazioni modali delle opere d’arte.
Si correrebbe il serio pericolo di pagare salate penali se non addirittura la rimozione delle sculture da Corso Mazzini.
Val la pena ricordare che attualmente il Museo all’Aperto è una delle poche attrazioni artistico culturali della città di Cosenza visto che le altre versano in condizioni tali da non consentire la fruizione da parte di visitatori e turisti.
Un altro capitolo della saga: passavo da qui per caso.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


10/05/2014

 

SIAMO ALLE SOLITE

 

L’approssimazione e la non conoscenza delle leggi sembrano regnare sovrane a Palazzo dei Bruzi. Stavolta la gaffe riguarderebbe la decisione dell’amministrazione di realizzare (e prontamente pagare) le riproduzioni delle opere del MAB per la modica cifra di 21 mila euro. Non sono bruscolini soprattutto se corrisponde al vero la notizia che la riproduzione non sarebbe stata autorizzata dai titolari dei diritti delle opere. Ed è qui che comincerebbero i guai: più di quaranta milioni delle vecchie lire per le riproduzioni, cui si aggiungerebbe la beffa della loro distruzione da parte delle autorità competenti se l’attività non fosse stata preventivamente autorizzata dai titolari dei diritti delle stesse, ed in ultimo un’eventuale azione risarcitoria di colui o coloro dovessero sentirsi danneggiati da tale iniziativa.

Ora non ci resta che attendere la risposta dell'amministrazione Occhiuto.... e vedere cosa tireranno fuori dal cilindro.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


29/03/2014

 

PANEM ET CIRCENSENS

 

I nostri antenati dicevano “panem et circensens” … concedi oltre al cibo un po’ di divertimento ai tuoi sudditi e tutto andrà bene. Ai giorni nostri la vicenda si complica un tantino, il cibo scarseggia, ma si può fare tanto con i divertimenti, i frizzi, i lazzi, le fiere e le feste che, per pochi attimi della nostra vita, riescono a tenerci lontano dall'amara realtà del quotidiano. Questa lezione l’ha capita fin troppo bene il sindaco Occhiuto, ormai diventato un esperto in donazioni di fumo e di proclami.

E lo sanno bene i cosentini che, ad esempio, del ponte di Calatrava, o del castello svevo o del recupero di Gergeri ne sentono parlare ormai da tempo immemore ed ogni volta come se fosse la prima. Forse perché qui da noi la continuità amministrativa non viene percepita come il compimento solo e soltanto del proprio dovere.

Strano, se un sindaco fa quello per cui è stato eletto, dalle nostre parti, diventa un eroe. Come se il poliziotto che arresta il ladro o il medico che salva la vita in ospedale facessero più di quello per cui sono pagati. Stranezze del nostro quotidiano.

Ma torniamo ai divertimenti, alle feste, alle pure esercitazioni del superfluo e dell’effimero, per dire del lento inesorabile declino di uno di quegli elementi che facevano della nostra amata Cosenza, la culla della cultura calabrese. Quante volte avremo sentito dire: Cosenza, l’Atene della Calabria. tante...troppe. Oggi il pericolo di sentirsi ancora individuati in quell'analogia che ci inorgogliva tanto non c’è più. Non c’è  perché culturalmente Cosenza non rientra più nel novero di quei piccoli centri della nostra penisola dove si era molto attenti non solo alle effervescenze politiche del paese ma anche alle tante sollecitazioni culturali da ogni parte esse provenissero. Una sorta di “Deserto dei Tartari” è diventata la nostra città, dove la buona volontà di alcuni, pochi, di fare cultura si scontra quotidianamente con le esigenze di visibilità e consenso della classe politica cittadina.

Ho avuto per le mani in questi giorni le delibere autorizzative delle spese affrontate dall'amministrazione per il Capodanno 2014 in città (determine dirigenziali n° 4 e 5 del 2014). Un Capodanno che tutti immaginavano, stante le ristrettezze del periodo, improntato alla massima sobrietà ed economicità. Nulla di più lontano dal vero. Un Capodanno che ai cosentini, a quelli in piazza ed a quelli a casa, è costato circa 130 mila euro. Un’enormità. Uno schiaffo non solo alla buona amministrazione ma soprattutto alle famiglie che non arrivano alla fine del mese. Non è demagogia, questa è l’amara constatazione di chi pensa che con questi soldi, bruciati in una notte, per gloriarsi su qualche Tg locale, si sarebbe potuta magari costruire una stagione di prosa degna di questo nome. O magari, aggiungendo qualche altra decina di migliaia di euro, si sarebbe potuta programmare anche la lirica nel teatro di tradizione della città, in concorso con quanto lo Stato prevede per queste iniziative meritorie sotto il profilo artistico-culturale.

Perché spendere 130 mila euro per una notte? Perché non badare una volta sola alle buone pratiche amministrative anziché vendere ghiaccio agli eschimesi? Questi interrogativi non vogliono suonare come critica tout court a questa amministrazione che per mille altre cose ormai è alla canna del gas. Vuole essere soltanto l’ultimo appello a raddrizzare una rotta che solo pochi occhi riescono a non vedere, porterà al naufragio. I “modelli” delle feste e dei lustrini sono stati bocciati. Andiamo al sodo, riprendiamoci il nostro orgoglio di essere cosentini e di esportare cultura come si faceva fino a qualche lustro fa, altrimenti corriamo il rischio di esportare solo modelli non ripetibili e destinati ad essere giudicati non dalle generazioni future ma nelle aule di qualche tribunale.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

22/03/2014

 

OPERAZIONE TRASPARENZA

 

Presentata oggi alla stampa, presso il Palazzo di Città, l’“Operazione Trasparenza” di Buongiorno Cosenza. L’iniziativa, illustrata da Sergio Nucci, ha lo scopo di mettere a disposizione, sul sito www.buongiornocosenza.it, tutte le determine e le delibere, passate presenti e future, dell’amministrazione Occhiuto. “Abbiamo fatto quello che avrebbe dovuto fare questa amministrazione da sempre: praticare la trasparenza e far conoscere a tutti, non solo e non tanto i titoli degli atti pubblicati quanto il loro contenuto” ha detto Sergio Nucci. “Grazie a questa iniziativa di Buongiorno Cosenza, tutti ne avremo un vantaggio: i cittadini, i consiglieri, la stampa e gli stessi amministratori ai quali, da ora in avanti, non sarà più consentito dire “non ne ero a conoscenza”. “Il nostro lavoro – ha aggiunto Nucci - è un altro passo verso quella buona politica che in molti praticano solo a parole. Buongiorno Cosenza ancora una volta ha fatto i fatti”. Nel corso della partecipata conferenza stampa, sono stati forniti i dettagli dell’operazione e di come in futuro si cercherà di implementare sempre di più la quantità e la qualità delle notizie da fornire ai visitatori. “Abbiamo messo in piedi, con il nostro impegno ed il pieno e costante supporto del settore Archivio, un database facilmente consultabile e a disposizione di chicchessia in tempo reale. Basta con i fatidici trenta giorni per ottenere un atto. Da oggi sul nostro sito determine e delibere sono accessibili a tutti”. Sergio Nucci ha poi concluso: “Oggi è un grande giorno per la trasparenza e la democrazia in città. Se nelle stanze del comune c’è un po’ di luce in più, è merito delle donne e degli uomini di Buongiorno Cosenza”.

 


10/03/2014

 

CINGHIALE FA RIMA CON LEGGE ELETTORALE

 

Il cinghiale ferito è ancora caldo e già ci chiediamo quale sarà la sua prossima mossa. Davvero ammazzerà tutti? Ma alla fine, che importa? Per un cinghiale colpito ne restano in giro a decine. Si aggirano, fiutano, si fiondano sulla preda, che spesso non ha strumenti per difendersi adeguatamente, o peggio rinuncia a difendersi divenendo complice di un sistema che molto somiglia alla giungla e poco a una società civile. Per dire, fuor di metafora, che il caso Gentile non è caso isolato. La cronaca ha dato conto di ramificazioni vere o presunte, ma tutti sappiamo bene che nelle Asp, negli appalti più o meno importanti, negli incarichi che contano non vale la meritocrazia ma l’appartenenza Quanti cinghiali, in queste corsie d'ospedale, quanti nelle cliniche private, quanti ai vertici dell'editoria eseguono gli ordini, quanti si inchinano in segno di rispetto nei Comuni, nelle Questure, nei tribunali. Quanti signorsì si contano, ancora, a Cosenza? E Cosenza assurge agli onori della cronaca nazionale per il familismo amorale, le corsie preferenziali, per i favori che diventano imposizioni, per lo Stato assente e per il para-Stato che occupa porzioni di democrazia, che sostituisce il favore al diritto e condanna i cittadini a subire in eterno. Sappiamo che ce ne sono ancora molti, di cinghiali affamati, sappiamo che in Calabria si pone, rovente, un problema di agibilità democratica che molto ha a che fare con telefonate come quelle che tutta Italia ha ascoltato e di cui ora tutti sanno, sassi compresi. Di fronte a questo, che fare? Denunciare. Senza se e senza ma. E' tempo di fare i nomi, anche da parte di chi si è nascosto dietro l'alibi del sistema che non si può scardinare. E la stampa, anche grazie al moltiplicatore web, può e deve in quest'ondata di denuncia rivestire un ruolo cruciale. Il ruolo che le compete. Che ne è più intimo ingrediente. Quattro direttori, uniti, hanno chiesto e ottenuto la rimozione di un sottosegretario. A mia memoria un fatto senza precedenti. Molto ancora possono dire, anche i nostri organi locali, sulla tracotanza e prepotenza degli altri animali selvatici rimasti nell'ombra, guardandosi bene dal commentare la fine del cinghiale per non rischiare di doversi guardare allo specchio e trovarsi ricoperti di un ispido manto nero e sembianze porcine. A livello nazionale si potrebbe iniziare da una discussione sulle preferenze. Quattro direttori uniti per far dimettere un politico, ma nessuno che sposi convintamente il tema delle preferenze, nonostante la chiarezza del pronunciamento della Consulta. Una vergogna inaudita! Qui da noi potrebbe allora partire una riflessione sulla possibilità che in Calabria le preferenze non siano applicabili dal momento che hanno significato, per anni, lo scambio scellerato di pacchetti di voti per favorire le carriere dei soliti noti. Ma la Calabria non è paradigma dell'intera Italia e anche su questo bisognerebbe iniziare a discutere: cosa siamo noi, una zona franca della democrazia? Principi sacrosanti come la scelta di un candidato da eleggere, da noi sono veramente agibili come in Piemonte? Non abbiamo tutte le risposte, ma mai le avremo se non iniziamo a farci delle domande. A Cosenza come a Roma, a Catanzaro come a Milano, a Reggio come a Napoli la musica cambierà solo e soltanto quando la stampa si renderà davvero libera tanto da condizionare le scelte della politica, smettendo di fare il gioco del potere, rispetto al quale è comunque soccombente. Se ne faccia una ragione. E si riprenda il ruolo che le spetta.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

28/02/2014

 

L'ALTRO SMOG

 

Mi riesce facile scrivere delle problematiche ambientali del Comune di Cosenza e non tanto e non solo perché coinvolgono un settore a me particolarmente caro, quanto per il fatto che di argomenti sul tema ce ne sono a iosa e quindi il materiale non manca mai per dire la propria.

Stavolta la questione riguarda le emissioni elettromagnetiche di un ponte radio che la Vodafone ha potenziato in via Russo (zona viale Cosmai), nonostante un parere negativo dell’Arpacal trasmesso, per come prescrive la norma, agli uffici comunali titolari delle autorizzazioni.

Ci sono due questioni che destano perplessità: la prima è che il richiedente (Vodafone) fosse a conoscenza del diniego dell’Arpacal, la seconda che lo fosse anche il comune di Cosenza che, nonostante la nota n° 7497 del 9/12/2013, ha consentito il potenziamento di via Russo.

Ma in soldoni cosa sono queste emissioni elettromagnetiche? Le radiazioni elettromagnetiche sono alla base dell’elettrosmog, un particolare tipo di inquinamento determinato da radiazioni elettromagnetiche, elettriche e magnetiche. Secondo lo IARC esposizioni considerevoli a queste radiazioni possono indurre l’insorgenza di leucemie infantili e altre patologie tumorali.

Senza generare facili allarmismi e sottolineando la controversia esistente tra scienziati sulla effettiva pericolosità di tale inquinamento, sarebbe di buonsenso affermare che nel dubbio è sempre consigliabile evitare l’esposizione a radiazioni elettromagnetiche. Se questo vale come regola generale figurarsi nei casi come quello descritto dove un ente preposto al monitoraggio – ARPACAL - rifiuta il permesso e scrive: “da una simulazione del campo elettromagnetico prodotto da tutte le stazioni presenti nella zona, è emerso un probabile superamento dei limiti di legge in materia di emissioni elettromagnetiche”.

Orbene, l’autorizzazione negata dall’ARPACAL e concessa dal comune di Cosenza in quale ufficio è partorita? Nel settore ambiente (delega Hauser) o in quello urbanistica (delega Occhiuto)? Già sarebbe un bene appurare se i pareri ambientali vengono dati dall’urbanistica. Il che equivarrebbe a dire che di lavori pubblici se ne può tranquillamente discutere nel settore cultura. Ma battute e a parte, visto che parliamo della salute dei cittadini di via Russo e delle zone limitrofe, il fatto, per come descritto, va sicuramente verificato ed eventualmente vanno individuati coloro che hanno autorizzato ciò che chi poteva non ha autorizzato.

Con l’occasione potremmo anche capire, una volta per tutte, chi gestisce la politica ambientale della città… ad oggi un vero mistero.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

24/02/2014

 

CI MANCAVA LEGAMBIENTE

 

La clamorosa bocciatura della città di Cosenza da parte di Legambiente, venuta fuori dai dati sul monitoraggio effettuato in città dal treno dell’associazione, rivela nella sua modestia tutta la politica ambientale portata avanti dalla giunta Occhiuto. Sia chiaro, non si tratta del giudizio di qualche oppositore invidioso ed ipocrita di Occhiuto, bensì di una delle più accreditate e neutre associazioni che di ambiente si occupa ormai da qualche lustro.

Chiamati in causa stavolta il benzene, le polveri sottili ed il biossido di azoto, presenti nella nostra città a livelli allarmanti, senza contare poi i roghi che, in questi giorni, arricchiscono l’atmosfera di ulteriori elementi inquinanti. Eppure, la città di Cosenza doveva proprio sulle politiche ambientali essere all’avanguardia. La nomina di nientepopodimeno che la dottoressa Hauser avrebbe rappresentato, a detta del sindaco, la garanzia di una svolta in un settore abbandonato e bistrattato come quello delle politiche ambientali.

Ma per Legambiente evidentemente non è così. Per l’organizzazione no-profit proclami e passerelle, che questa amministrazione elargisce a piene mani, non sono sufficienti a ribaltare la realtà monitorata nella nostra città. Hai voglia di parlare di una città all’avanguardia sui temi ambientali se poi, alla prima verifica, da parte di chi è terzo e neutrale, i risultati sono questi. Verrebbe davvero voglia di verificare se tutto quello che dice questa amministrazione a questo punto sia affidabile. A partire dai dati che il comune propone sulla raccolta differenziata, secondo l’ente già al 40 %, (ben lontano dal 65% che impone la legge entro il 2012, ma siamo nel 2014) ma secondo le stime degli enti preposti al 36,26 %.

Ma se tanto mi dà tanto non sarebbe meglio verificare se tutte le belle parole di questi tre anni abbiano un reale fondamento o se in realtà si tratta solo di evanescenti promesse fatte tanto per? Eppure, nel programma politico programmatico del sindaco Occhiuto, cose anche semplici da realizzare e delle quali si è persa traccia, ce n’erano a iosa: dal vigile di negozio, al Wi-Fi gratuito, dall’abbattimento delle barriere architettoniche alle consulte cittadine, dallo sportello informativo sociale alla casa della solidarietà, dalle politiche culturali (leggi Teatro) a quelle informative (leggi trasparenza).

L’elenco sarebbe lungo e forse ingeneroso per chi ha speso fino ad oggi tanta energia per pubblicizzare più che le realizzazioni gli intenti. A discolpa del sindaco la considerazione che il suo quinquennio non sia ancora concluso, restano ben due anni per realizzare la Occhiuto-utopia da 500 milioni di euro (sic!). Mai perdere la speranza e la fiducia nel futuro, del resto, se rinunciamo ai sogni, che altro ci rimane?

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

17/02/2014

 

DALLA PARTE DI VIA POPILIA

 

Presentata questa mattina al sindaco Occhiuto, a firma dei consiglieri comunali Sergio Nucci e Francesco De Cicco, una interrogazione a risposta scritta sul centro di stoccaggio dei rifiuti da realizzare, tramite ordinanza, sull’area ex mercatale di Vaglio Lise.

I consiglieri, nell’interrogazione, esprimono forte preoccupazione sulla decisione di individuare nella zona di via Popilia, su un tessuto già fortemente penalizzato e degradato, un’area di stoccaggio che non avrebbe alcun beneficio per l’intero quartiere ma rappresenterebbe l’ennesima beffa ai danni di una comunità da sempre bistrattata ed abbandonata. E quel che è peggio é che l’area in questione sorgerebbe a ridosso della comunità ROM ivi presente e senza alcun impegno circa l’effettivo controllo da parte delle autorità preposte sulle attività poste in essere all’ interno dell’area.

I consiglieri auspicano che l’amministrazione fornisca alla popolazione tutte le rassicurazioni del caso e l’impegno a coinvolgere nelle operazioni di vigilanza e controllo, una volta partito lo stoccaggio, il Nucleo Operativo Ecologico – NOE dell’Arma dei Carabinieri.


16/01/2014

 

SEMPRE PEGGIO

 

Quest’oggi sono venuto in possesso di una lettera dei docenti dell’Istituto "Tommasi" di Cosenza.

Si tratta dell’ennesimo scippo ai danni della città di Cosenza

Non si può rimanere insensibili ed è per questo che ho inoltrato una interrogazione al sindaco per sapere se intende far sentire la voce della sua città sulla vicenda.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

12/12/2013

 

PER PAGARE E MORIRE...

 

C’è un detto che recita: “Si possono nascondere i debiti non i creditori”. E’ quanto accade al Comune di Cosenza dove i creditori aumentano di giorno in giorno.  Stavolta creditrice sembrerebbe essere la Regione Calabria, titolare di un credito con il comune di circa 20 milioni di euro relativi alle somme destinate allo smaltimento di rifiuti.

Il condizionale, anche in questo caso, è d’obbligo, tuttavia riteniamo che solo le autorevoli parole del sindaco potranno confermare o smentire questa notizia. Proprio per questo, stamane, abbiamo depositato presso la segreteria generale del comune una interrogazione (allegata), rivolta proprio al primo cittadino, per sapere se questo debito sia reale o si tratti di notizie diffuse da male informati.

L’augurio è che nei tempi previsti si ottenga una risposta.

 

Sergio Nucci, Giuseppe Mazzuca, Enzo Paolini, Luigi Formoso e Giovanni Perri

Consiglieri comunali di Cosenza


09/12/2013

 

DUBBI LEGITTIMI

 

L’ art. 29 del “Regolamento del Consiglio comunale di Cosenza” recita al comma 1 che “Ogni Consigliere ha diritto di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno e risoluzioni e fare segnalazioni su argomenti di competenza dell’Amministrazione comunale”, ed al comma 2 “Le interrogazioni sono rivolte ad acquisire informazioni o spiegazioni in ordine ad un determinato atto o fatto. Esse vanno presentate per iscritto. Possono essere presentate al Sindaco e rivolte alla Giunta. Può esserne richiesta risposta scritta. Il Sindaco o l’assessore delegato entro e non oltre quindici giorni, è tenuto a rispondere....”

Seguendo pedissequamente queste poche ma fondamentali norme del nostro regolamento, abbiamo  presentato una interrogazione al sindaco su questioni legate al progetto di "Riqualificazione e Rifunzionalizzazione Ricreativo - Culturale di Piazza C. BILOTTI e Realizzazione di un Parcheggio Multipiano Interrato".

Domande che nascono da una attenta disamina di quanto riportato nelle determine 2515 e 2704 del 2013 e nel contratto stipulato tra il comune di Cosenza e la Bilotti Parking s.r.l..

Siamo convinti che nei tempi previsti i nostri dubbi saranno fugati.

 

Sergio Nucci, Giovanni Perri e Lugi Formoso

Consiglieri comunali di Cosenza


 

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE

 

Una “rivoluzione culturale” è in atto a Cosenza. Così ci hanno detto. Una rivoluzione culturale che ha al suo centro la “politica del fare”. Di fare in fretta, soprattutto, ma talmente in fretta da dimenticarsi qualche cosa per strada. Questo sembrerebbe di leggere nella dichiarazione del dipartimento dei Lavori Pubblici regionale, che deve dare il nulla osta alla prosecuzione dei lavori di piazza Bilotti.

Il dipartimento, suo malgrado, si è scontrato con la “rivoluzione culturale” cosentina e non essendo aggiornato sull'avanguardismo dell'amministrazione comunale a guida Occhiuto, ha deciso di mettere uno stop ai lavori sulla piazza che, a conti fatti, sono fermi dall'inizio di ottobre.

Uno stop non politico, come precisa, ma meramente tecnico, avendo il Comune presentato agli uffici regionali un progetto “non autorizzabile e parzialmente eseguito abusivamente” (sic!). Si aveva molta fretta di fare, su quella piazza, a quanto pare. Tanto da presentare il progetto con una “procedura sbagliata” che non comprende i dettagli sull'esecuzione della palificata, né quelli sul parcheggio sotterraneo e che integra e reintegra giorno dopo giorno, fino a far decidere alla Regione di inviare le carte in Procura.

Sono parole e atti che pesano quelli della Regione Calabria che, almeno sulla carta, è guidata da persone dello stesso schieramento del nostro sindaco. O qualcosa è cambiato? O alcuni dirigenti messi nei posti chiave in Comune tradiscono la tendenza a passare dall'altra parte? La storia di piazza Bilotti, iniziata con la perizia copincollata da perizia più antica e finita sotto la lente della procura che non ha potuto procedere non perché non fossero state commesse irregolarità, ma perché -  citando il decreto di archiviazione sventolato come una coppa dal sindaco - “le polemiche scoppiate a seguito della scoperta del ‘plagio’ (…) hanno consentito agli indagati, pronti alla consumazione del disegno criminoso, di arrestarsi in corso d'opera ed eliminare eventuali tracce dell'illecito in itinere”, è il simbolo di quella “rivoluzione”. Una rivoluzione che si serve di uomini nuovi, ma che ha radici lontane. Ce lo racconta il criterio di assegnazione degli incarichi comunali, frammentando gli importi al di sotto dei 40mila euro per evitare di procedere a gara, ce lo racconta il modus operandi degli attori principali del Lungofiume boulevard e dei loro novelli difensori.

Ce lo racconta la politica dei lustrini e delle feste, della differenziata senza strumenti, dell'imposizione di una discarica all'unico territorio - combinazione - che ha conservato la sua destinazione agricola e non può essere oggetto di speculazione edilizia. E, infine, ce lo racconta piazza Bilotti, che della politica di facciata e della propaganda poggiata sul nulla è l'emblema indiscusso e palese. E' la sua stessa genesi a ricordarcelo. Una sola ditta che partecipa a una gara. La gara vinta da quella stessa ditta, ma poi frettolosamente ritirata. La gara riproposta, alla quale partecipa sempre una sola ditta, sempre quella.  Ditta che stranamente, pur vincitrice della prima tornata, non presenta ricorso. Per “il bene della città”, venne scritto. Ditta che poi puntualmente vince anche la seconda gara. Poi le indagini della Procura, l'archiviazione che evidenzia come il dirigente dell'epoca fosse “protagonista indiscusso nella gestione delle notevoli quantità di denaro pubblico destinate al settore delle infrastrutture” e che alcuni incarichi venivano affidati a voce, senza numeri di protocollo e null'altro potesse lasciare traccia di quella attività. E' dall'otto di ottobre che sto denunciando un fatto gravissimo: sui cartelli di quel cantiere in piazza Bilotti non esiste alcuna data che certifichi l'inizio né la fine dei lavori. Nessuna data che parli del permesso di costruire. Spazi vuoti che probabilmente fanno parte di questa nuova politica, la politica del fare, del fare in fretta come “rivoluzione culturale” vuole. Il nove ottobre mi accorgo che nonostante il traffico che congestiona la città, su piazza Bilotti le ruspe sono ferme. Il dieci, insieme ai consiglieri Cesario, Paolini, Mazzuca, Cipparrone, Ambrogio e Perri, chiedo al sindaco se fosse vero che i lavori erano iniziati senza che il Genio Civile avesse rilasciato il nulla osta. Nella città della “rivoluzione culturale”, quando un cittadino, un consigliere, chiede lumi su una procedura che sembra sfuggire al controllo prima di tutto della logica, la risposta che viene data è sempre la stessa: quel cittadino, quel consigliere, è sempre un mestatore, un nemico della città, della politica del fare e della rivoluzione culturale in atto. Ma i fatti sono ostinati. E così, nemmeno un giorno più tardi arriva la notizia che uno dei consulenti pagati lautamente dal Comune per vigilare sui lavori, è finito nella maxinchiesta sui lavori della Tav insieme all'ex governatrice dell'Umbria Lorenzetti. Un membro della commissione d'alta vigilanza per intenderci, ma su cosa doveva vigilare?

“Tutto bene, i lavori riprenderanno tra una settimana”, ha rassicurato il sindaco, tirato per la giacchetta dai commercianti della zona, gli stessi estenuati anche dai tempi biblici per i lavori sui marciapiedi del centro città. Era il sei novembre scorso, ossia due giorni dopo che il Comune aveva ripresentato il suo terzo progetto in Regione. Già perché, questa storia dei progetti integrati in corso d'opera, va avanti da luglio scorso. Il sei agosto il Comune presenta un'alternativa, ma il quattro ottobre la Regione chiede altre integrazioni. Occhiuto ci riprova il quattro novembre e il cinque la integra nuovamente. La politica del fare, si sa, ha delle scadenze molto strette.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


05/10/2013

 

CHIEDERE NON COSTA NULLA

 

In merito alle voci circa una presunta mancanza di autorizzazione dei lavori, da tempo iniziati, per la realizzazione del parcheggio di piazza Bilotti e delle opere connesse, questa mattina i consiglieri Sergio Nucci, Raffaele Cesario, Giuseppe Mazzuca, Enzo Paolini, Giovanni Perri, Giovanni Cipparrone e Marco Ambrogio, hanno presentato l’allegata interrogazione urgente al Sindaco per sapere se quanto appreso da fonti ufficiose corrisponda al vero, ovvero se gli uffici competenti abbiano o meno rilasciato le autorizzazioni richieste.


05/10/2013

 

CLIENTES


 

Da consigliere comunale che frequenta le piazze, quelle intitolate ad illustri mecenati ma anche e soprattutto quelle virtuali, di questa città, non posso certo tacere sulle tante sollecitazioni che provengono dalla cittadinanza cosiddetta “attiva”, la quale, per etimologia, si può definire tale solo se le istanze da essa prodotte trovano risposte e riscontro nei fatti.
In tal senso, chi scrive ha scientemente assorbito e fatto propri i quesiti che la suddetta citta...dinanza attiva da più parti ha sollecitato, cercando quindi di stimolare l’attuale esecutivo a fornire quelle risposte che potrebbero tranquillizzare i cittadini sul buon operato della giunta Occhiuto.
La questione che nello specifico intendo portare all’attenzione dell’opinione pubblica (poco informata su iter e norme procedurali), riguarda la figura del Responsabile Unico del Procedimento (RUP), figura prevista dalla L. 241/90 e dal Dlgs. 163/2006 - Codice dei Contratti Pubblici, che ha la responsabilità dell’iter amministrativo degli appalti di lavori, servizi e forniture, tutte cose che, in un periodo come quello attuale, caratterizzato da una forte crisi economica, dalle nostre parti non sembrano risentire in alcun modo delle contingenze del momento.
In merito è necessario riferirsi ad autorevoli pareri resi dall’AVCP (Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici) che in più adunanze (cfr. adunanza del 25-27 settembre 2007) ha approvato le seguenti inequivocabili considerazioni:
“L’introduzione della figura del Responsabile Unico del Procedimento per ogni intervento da realizzarsi con contratto pubblico risponde alla duplice esigenza di facilitare i rapporti esterni con il cittadino attraverso l’individuazione di un unico referente e di dare impulso all’efficacia e all’efficienza dell’azione amministrativa con l’attribuzione ad un’unica figura della responsabilità dell’intero procedimento. L’unicità della responsabilità, quale garanzia della efficienza e della tensione al risultato, è un elemento caratterizzante dell’istituto e si deve ritenere non ammissibile l’adozione di provvedimenti organizzativi volti a suddividerla tra più soggetti. Il RUP non può nominare dei sub-responsabili cui delegare parte delle proprie funzioni, proprio per evitare la frammentazione delle responsabilità e la conseguente, nonché inevitabile, deresponsabilizzazione”.
Parimenti inequivocabile la norma che riguarda il ricorso a soggetti esterni: il comma 5 dell’art. 10 del Codice dei contratti pubblici prevede che il RUP, per lavori e i servizi attinenti all’ingegneria e all’architettura debba essere un tecnico e per le amministrazioni aggiudicatrici debba essere un dipendente di ruolo; il comma 7 dello stesso articolo consente di affidare all'esterno le "attività di supporto" ai compiti del R.U.P., fermo restando le sue responsabilità non delegabili, qualora l'organico presenti carenze accertate o non consenta il reperimento delle adeguate competenze professionali, in relazione alle caratteristiche dell'intervento.
Orbene, il comune di Cosenza, in barba a tutte le norme sopra richiamate, fa costantemente ricorso a figure di supporto al RUP, individuandole tra professionisti esterni lautamente incaricati.
Non c’è stata opera pubblica grande o piccola che non si sia avvalsa di uno o più assistenti esterno/i al R.U.P., a conferma della poca considerazione di cui godono funzionari e dirigenti comunali, inidonei a controllare il benché minimo lavoro che l’ente appalta o affida.
E allora la domanda nasce spontanea: si tratta davvero di opere ed interventi di tale importanza da richiedere il ricorso a figure professionali esterne?
Secondo alcuni assolutamente no. Ricorrere a professionalità esterne anche per compiti istituzionalmente assegnati all’organico interno, senza far distinzione alcuna tra appalti semplici o complessi, consentirebbe di assegnare a soggetti esterni ruoli e mansioni, pagati dal contribuente, con finalità non del tutto nobili. E a poco vale se i nominativi sono individuati tra i professionisti di fiducia dell’ente se in quell’elenco poi si iscrivono amici ed amici degli amici.
Ed aggiungo: è veramente così carente l’organico interno? Avevano ragione coloro che pensavano ci fosse davvero bisogno di reclutare forze fresche e competenti nei ruoli dirigenziali dell’Ente?
Sono domande cui è necessario dar risposta, nel rispetto doveroso di quella “cittadinanza attiva” che mi continua a sollecitare.

Sergio Nucci
Consigliere comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


18/09/2013

 

LE STRANEZZE DEL COMUNE DI COSENZA
 

Le stranezze del settore "Programmazione Risorse finanziarie - Bilancio - Tributi" del comune di Cosenza non finiscono mai. E pensare che il settore è retto, ormai da tanto tempo, da un dirigente di innate capacità, tanto da riuscire nell'ardua impresa di guidare, contemporaneamente, anche altri settori che dell'ente sono vitali.

La stranezza di questa volta riguarda una determina, n° 2069 del 2013 con la quale si autorizza il pagamento di una ditta, tra le tante in credito con l'ente, adducendo come motivazione il "grave disagio economico" nel quale essa versa.

Non ho motivo di dubitare che la ditta citata nella determina 2069 non viva il grave disagio economico del quale parla il dirigente plenipotenziario; del resto, chi di questi tempi non ha difficoltà?

Ma riportare nel corpo dell'atto la frase "accertato che la ditta xxxx si trova in grave disagio economico" stimola una considerazione banale quanto ovvia: di quali strumenti sarà dotato il buon dirigente per accertare se e in quale misura taluno versi in situazioni di grave disagio economico?

E quale grado di gravità è quello che consente di derogare alla necessaria par condicio?

Ripeto, con molta probabilità la ditta della determina attenzionata soffre particolarmente della grave crisi che attanaglia ormai gran parte della popolazione, ma per un criterio di equità e trasparenza mi chiedo e chiedo: non sarebbe stato più opportuno estendere a tutti i creditori presenti nell'elenco dei debiti fuori bilancio approvato con  delibera consiliare n. 43 del 11/07/2013, l'indagine in ordine al loro disagio?

Non sarebbe stato un gesto di gentilezza, come la definisce il sindaco, dare una boccata d'ossigeno a quelle ditte che non hanno avuto la fortuna di poter certificare il proprio disagio, atteso che anche per loro il pagamento avverrà, se avverrà, dopo l'approvazione del bilancio di previsione e comunque dopo il prossimo 30 novembre?

I miei dubbi credo siano legittimi, a fronte di comportamenti che mi paiono rasentare l'illegittimità.

Alla faccia dei principi della trasparenza, della lealtà e della chiarezza di comportamento....

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


15/09/2013

 

DIFFICILE RISPETTARE LE REGOLE NEL COMUNE DI COSENZA

 

Desidero riproporre all’attenzione della cittadinanza la vicenda che avevo già denunziato nello scorso mese di agosto riguardo all’esorbitante costo sostenuto dal Comune di Cosenza per il noleggio di un palco e del gruppo elettrogeno di alimentazione  per “l’evento Lungo Fiume Boulevard 2013”; avevo allora rilevato come la spesa complessiva – pari nel complesso ad Euro 95.832 – apparisse del tutto sproporzionata, visto che con ben minor spesa addirittura si sarebbe potuto procedere all’acquisto delle attrezzature.

Per questo avevo chiesto al Sindaco del Comune di Cosenza se intendesse avviare accertamenti sulla legittimità dell’operato degli uffici comunali.

Il giorno dopo la pubblicazione della nota e il deposito dell’interrogazione, la stampa locale ha dato notizia delle precisazioni dell’Ingegner Pecoraro sulla vicenda.

Ho allora chiesto di sapere se quanto riportato dalla stampa dovesse ritenersi la risposta ufficiale dovuta; ho atteso pazientemente che nei termini fissati dal Regolamento del Consiglio Comunale venisse fornita la richiesta risposta scritta – 15 giorni ai sensi dell’art. 29 – e nulla è accaduto.

Difficile rispettare le regole al Comune di Cosenza ….

Devo dunque presumere che quella formulata dall’Ing. Pecoraro sia la risposta ufficiale fatta propria dal Sindaco.

E vediamone allora il contenuto.

Mi è stato risposto che occorreva “chiarire che le somme a cui fa riferimento il consigliere Nucci non sono state spese, così riduttivamente come lo stesso vorrebbe che apparissero, per un palco ed un gruppo elettrogeno”,  ma afferivano invece al noleggio di ben sei palchi e di un gruppo elettrogeno da 250 kw e non da 60 kw  come da me “imprecisamente” denunciato, e per una durata di circa 60 giorni.

Mi sia premesso dire che al Comune di Cosenza si fa fatica a rispettare anche la sintassi …

Ma non è questo il problema: viene in rilievo il merito delle scelte adottate e pervicacemente difese.

Mi chiedo di che cosa si stia parlando: nelle determine che sono state rilasciate dietro mia richiesta e che le allego in copia è chiaramente indicato che:

 

I

a)      si doveva procedere alla istallazione di 1 palco modulare, in acciaio zincato, delle dimensioni di mt. 12 per mt.  10 e che tanto veniva disposto ( determina n. 1153 del 2013);

b)       la ditta affidataria aveva presentato “per la messa in opera e l’assistenza tecnica del palco” un’offerta di importo pari ad euro 39.600, oltre IVA;

c)       è stato disposto il pagamento della somma di euro 47.916 (pari ad 39.600 + 8.316 per IVA) per il  “nolo del palco per la manifestazione Lungo Fiume Boulevard 2013” (determina n. 1888 del 2013);

 

II

a)      “era necessario installare un gruppo elettrogeno della potenza di 60 kw in modo temporaneo, per alimentare il palco” e che tanto veniva disposto(determina n. 1152 del 2013);

b)      la ditta affidataria si era “dichiarata disponibile ad eseguire immediatamente il servizio richiesto”, avendo altresì presentato un’ offerta pari ad euro 39.600, oltre accessori;

c)       è stato disposto il pagamento della somma di euro 47.916 (pari ad 39.600 + 8.316 per IVA) per il servizio di noleggio del gruppo elettrogeno (determina n. 1887 del 2013);

III

        Le fatture presentate all’incasso alla ditta affidataria recano riferimento al “noleggio in opera del palco per gli spettacoli e gli eventi” … giusta determinazione dirigenziale n. 1153 del 13 giugno 2013 (fattura n. 7) e “noleggio di un gruppo elettrogeno dal 14 giugno 2013 al 28 luglio 2013” giusta determinazione dirigenziale n. 1152 del 13 giugno 2013 (fattura n. 8)

 

Detto in parole semplici, dalla documentazione formale del Comune di Cosenza e dal riscontro con le fatture presentate dalla ditta affidataria, emerge senza margini di dubbio che, contrariamente a quanto affermato dall’Amministrazione, i provvedimenti adottati afferivano al noleggio di un solo palco e di un gruppo elettrogeno di potenza pari a Kw 60.

Ancora, sulla scorta della documentazione offerta dalla ditta affidataria, si rileva che il noleggio del gruppo elettrogeno non si è protratto per 60 giorni – per come sostenuto in altra parte della nota di replica  – ma per un periodo inferiore.

Il testo della risposta dell’Amministrazione non corrisponde affatto alla documentazione ufficiale.

Anzi, suscita una serie di dubbi:

  1. ma quanti sono i palchi noleggiati: 1 o 6?
  2. e perché non  50?
  3. l’Amministrazione Comunale rispetta quanto deliberato oppure procede arbitrariamente come meglio le aggrada?
  4. consegna nei suoi atti la volontà provvedimentale oppure prescinde dal rispetto delle forme?
  5. e se così facesse, come si può garantire il rispetto delle norme ed escludere la possibilità di scelte arbitrarie?
  6. come può essere sostenuto quanto dichiarato dall’Amministrazione se confligge con gli atti formati dallo stesso Comune di Cosenza?

Ma questa vicenda impone una ulteriore considerazione.

Il modus procedendi suscita gravi dubbi in ragione del fatto che è stata operata una frammentazione della fornitura in maniera tale da ricondurre ogni spesa sotto il tetto dei 40.000 Euro, così legittimando il ricorso all’affidamento fiduciario ed escludere la indizione di una gara pubblica.

In altri termini, il Comune di Cosenza – che aveva bisogno di un palco e di un gruppo elettrogeno posto dichiaratamente a suo servizio – piuttosto che procedere alla indizione di una regolare e trasparente gara di appalto e senza che sussistesse alcuna urgenza, ha deciso di dividere in due “la commessa” e di superare quindi tutte le norme di trasparenza assegnando con assai minori garanzie l’incarico.

È noto, sotto questo profilo, che l’ordinamento non consente tutto ciò; d’altro canto, mi sembra evidente che l’incarico fosso unitario, così come desumibile dal suo oggetto – il noleggio di un solo palco e di un gruppo elettrogeno a suo servizio – e in una certa misura confermato dal fatto che affidataria dello stesso è risultata essere la medesima azienda.

Motivi tutti che hanno imposto non solo questa risposta ma anche la presentazione di un esposto alla Procura della Corte dei Conti per l’accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità.

I cittadini di Cosenza ricorderanno che in occasione del ballottaggio ho sostenuto alla luce del sole la candidatura di Mario Occhiuto; ciò non mi impedisce di denunciare quello che, ai miei occhi di consigliere comunale, suscita dubbi e perplessità in ordine alla correttezza delle scelte operate dall’Amministrazione che egli guida.

Amicus Plato, sed magis amica veritas.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


27/08/2013

LE RIVELAZIONI

 

Ho presentato stamane al Presidente del consiglio, unitamente ai consiglieri, Andrea Falbo, Massimo Bozzo, Roberto Bartolomeo, Giovanni Cipparrone, Giuseppe Mazzuca, Enzo Paolini, Giovanni Perri, Marco Ambrogio e Domenico Frammartino, una richiesta di Consiglio comunale per discutere delle problematiche che i cantieri aperti in più punti della città arrecano ed arrecheranno a residenti e non.
E’ auspicabile che in consiglio venga fornita una informativa dettagliata su tutte le misure che l’amministrazione ha in animo di adottare per il rientro in città dei cosentini e per l’imminente apertura dell’anno scolastico, atteso che gran parte del centro risulta interdetto alla sosta ed alla circolazione sia pedonale che automobilistica.
Ad oggi, infatti, le poche auto ed i pochissimi cosentini presenti in città hanno avuto un bel da fare a districarsi tra transenne e divieti posti in ogni dove.
Cosa succederà quando, finite le ferie, la citta si riempirà?
In consiglio la “rivelazione”.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


14/08/2013

LA STRANIERA

 

Quando Mario Occhiuto scelse la Hauser come assessore, probabilmente voleva dare un tocco di internazionalità alla sua giunta. Con un cognome così, avrà pensato, intimorirò fin da subito i miei avversari politici Nulla di più sbagliato. Gli stranieri non sempre hanno fatto la fortuna della squadra che li ingaggiati. Ne so qualcosa io, interista da sempre, che di stranieri brocchi ne ...ho visto a iosa. E’ stato, così anche con la Hauser. la quale, pur disponendo di un procuratore di grande spessore (Corrado Clini), sul tipo di Moggi per intenderci, non è riuscita sul campo a dimostrare il suo valore.
Ma torniamo alla mia vicenda. Devo innanzitutto ringraziare i tanti (davvero!) che mi hanno espresso solidarietà e vicinanza, in primis Ciccio Gaudio e Fabiola Cenisio. Da loro affetto e immeritata stima. Tanti sms, email e telefonate. Tutti con una richiesta: rispondile per le rime. Ma che significa davvero per le rime? Usare la stessa violenza stilistica? O, invece, continuare nel prendere lei e le sue parole per quello che sono, ovvero semplice emissione di fiato attraverso la glottide?
Preferisco di gran lunga la seconda via, atteso anche che in realtà la Hauser (in Clini) grandi colpe, evidentemente, non ne ha. Che colpe ha una che ha sempre vissuto e lavorato fuori dalla nostra città, e che prima di questa esperienza non avrebbe saputo indicare, neanche su una cartina geografica, la nostra benamata Cosenza?
Può mai conoscere la mia intensa attività politica fatta, nella scorsa consiliatura, di ben 114 interrogazioni su argomenti che, solo ora, lei si affanna a considerare? Può mai sapere i veri problemi che assillano la nostra comunità non conoscendo, neanche parzialmente, la storia politica nel nostro territorio? Sinceramente, credo che non possa, e che, quindi, questa ignoranza debba essere compresa e giustificata. Non può invece esser compresa e giustificata l’arroganza di chi sceglie un assessore non in base alla capacità di risolvere i problemi, (che si conoscono), quanto alla possibilità di dirottare, tramite amicizie o frequentazioni o ménage altolocati, fiumi di denaro per progetti che certamente porteranno danaro pubblico, ma anche pericolose tentazioni per coloro che quei fiumi di denaro vedranno scorrere.
E mi fermo qui.
Alla ancora più gentile e leggiadra Sig.ra (un tempo signorina)  Hauser vorrei dare solo un suggerimento, e sempre se lo accetta. La prossima volta, prima di scrivere su qualcuno delle nostre partii, si documenti e bene. Io sono a disposizione per offrire le mie conoscenze gratuitamente. Senza contratti, stage, vitalizi, prebende e quant’altro. Vivo, fortunatamente da molti anni, del mio lavoro (il mio studio dentistico è riportato finanche sui navigatori satellitari) e posso permettermi anche il lusso di dedicare qualche minuto ad “illuminare” chi ha visto solo le luci del nuovo sistema di illuminazione della città (anche questo un bel progetto da tenere d’occhio).
Per il resto si goda le vacanze li dove è stata finora, ovvero lontano da qui.
Con formale cordialità.


Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


09/082013

 

GIUSTO PER CHIAREZZA...

 

Quando abbiamo appreso della nota a firma di Martina Hauser ci siamo molto rallegrati per aver suscitato un moto di partecipazione nella G.ma Sig.ra Hauser, il cui operato, siamo convinti, sortirà, sin da questo momento, una stagione politica memorabile per la nostra città con il compimento di tutte le enunciazioni fattive della prima ora.
Ma torniamo ai fatti. La dichiarazione firmata dall'assessore, ci dicono, avrebbe provocato tra i giornalisti, per qualche attimo, incredulità e sorpresa. Ma dopo i primi momenti di comprensibile stupore tutti ne hanno ricordato la figura.
Nella sua nota la Hauser dice di ritenere la nostra interrogazione una boutade, e che Lei alle boutade preferisce il lavoro, e che lavora quando viene a Cosenza. Allora, laconicamente, ci chiediamo: che lavoro fa? Verificato dagli atti di giunta che l'assessore non viene mai a Cosenza vuol dire che non lavora? E dato che non è a Cosenza, e quindi non lavora, perché percepisce un lauto stipendio dall'amministrazione?
E ancora, perché dispone di una segreteria composta prevalentemente da soggetti esterni al Comune di Cosenza? Chi paga questo esercito di collaboratori? Ergo ci chiediamo: chi è l'autore delle boutade? Chi dice che lavora senza essere presente? Chi ha uno stuolo di collaboratori, graziosamente retribuiti con denaro pubblico, per assistere un "fantasma"? Chi afferma con sicumera che renderà il Crati navigabile?
Chi risponderà stavolta a queste poche ed innocenti domande?
Noi speriamo lei stessa.
Cara Martina, si riappropri delle sue prerogative e facoltà per dimostrarci cosa è capace di fare.
Saluti cordiali.

 

Sergio Nucci e Giuseppe Mazzuca
Consiglieri comunali di Cosenza


30/07/2013

GLI ASINI CHE VOLANO 

 

Leggendo le ultime dichiarazioni dello stimato assessore Geppino De Rose, ho avuto la sensazione di trovarmi dinanzi i comunicati che un tempo diramava Bonaiuti (portavoce di Berlusconi) quando si vedeva costretto, per la gravità delle dichiarazioni, a rettificare il "verbo" del suo capo.

Lo spunto lo traggo dalla precisazione che proprio De Rose fa in merito ad un presunto coinvolgimento di Mario Bozzo, il presidente della fondazione CARICAL, mai avvenuto in realtà, nel rivolgere critiche all'amministrazione Occhiuto e per questo apostrofato con un corposo pensiero che riporto: "almeno così sembrerebbe da alcuni resoconti giornalistici peraltro non smentiti, esponenti vintage delle fondazioni bancarie che, dopo anni di ininterrotto monopolio politico-familistico, sotto mentite spoglie, adesso indossano i panni degli innovatori. Quasi ridicoli, anzi spaventosi nel loro nullismo ideologico". Frase pesante e indiscutibilmente rivolta all'incolpevole Bozzo, reo solo di essere stato scambiato, su un quotidiano cittadino, con altro Mario Bozzo di altra storia politica e di altro ruolo.

Una volta chiarito che Bozzo (Carical) era davvero incolpevole, il buon De Rose si è affrettato a battere una precisazione nella quale si legge "nella mia nota non esiste alcun riferimento diretto e specifico alla sua persona, né alla Fondazione Carical, né tanto meno alle sue attività. Il giudizio reso si riferiva alla relativa inconsistenza e lontananza delle fondazioni bancarie e delle banche dai processi di innovazione e sviluppo sociale della città". Come dire: parlavo di cipolle e a un certo punto mi è venuto di parlare di patate. Scuse risibili. E' chiaro che quelle parole De Rose le rivolgeva proprio a Bozzo, "esponente vintage delle fondazioni" e, accortosi della figuraccia, è corso ai ripari, emulando però proprio Bonaiuti che delle smentite e delle rettifiche è diventato maestro.

Ma il punto è un altro. De Rose, nel suo scritto, se la prende con una minoranza che fa secondo lui disinformazione. Tra tutti gli argomenti a disposizione per confutare l'assunto di De Rose, ne ho scelto uno per far comprendere ai cosentini, tutti indistintamente, che dinanzi ad un asino che vola c'è solo una possibilità: dubitare di chi diffonde la notizia.

E veniamo al mio ragionamento: in un comunicato di qualche giorno fa, l'amministrazione ha ventilato la possibilità di andare in canoa sui fiumi cosentini.

Leggete, è il Comune che scrive: "E poi i fiumi Crati e Busento riqualificati, attraverso un processo di sicurezza idraulica che ne consolidi le sponde fino a renderli navigabili almeno alla loro confluenza, immaginando la possibilità di farli percorrere da canoe o da piccoli battelli turistici, sull’esempio dei bateaux mouches francesi".

Questo è davvero troppo. Possiamo credere alle favole, che tra gli studi legali di fiducia di questa amministrazione ne esistano solo due in grado di rappresentare adeguatamente l'ente, possiamo credere al super dirigente capace di essere uno e trino, agli architetti onniscienti e sempre presenti, alle imprese "sempre quelle" per i cottimi fiduciari, possiamo finanche credere che la perizia geologica per piazza Fera-Bilotti non sia mai stata copiata, ma arrivare a credere che il Crati diventi navigabile con le canoe fino ad arrivare ai bateaux mouches parigini è davvero troppo. Chiariamolo, una volte per tutte, ai cosentini e non: attualmente i fiumi che attraversano Cosenza trasportano anche liquami inquinanti, dal momento che gli scarichi nei due fiumi non sono correttamente depurati né censiti. E ce ne sono a iosa. Per rendere navigabile i fiumi sarebbero necessari finanziamenti per diversi milioni di euro (che non ci sono) per la realizzazione delle chiuse e in più bisognerebbe garantire la depurazione dei corsi d'acqua, opera anche questa titanica e che non dipende solo dal comune di Cosenza.

Il punto è questo: se si vuole realizzare una fogna a cielo aperto, con acqua stagnante e puzzolente, l'idea di rendere i fiumi navigabili può essere presa in considerazione, diversamente è meglio abbandonare roboanti enunciazioni (asini che volano) e dedicarsi ai quei marciapiedi nel centro città che il sindaco Occhiuto avevo promesso di realizzare entro la fine di agosto. Mi riferisco ai marciapiedi di viale degli Alimena, di corso Fera, di via Simonetta, di via Caloprese e dell'ultimo tratto di corso Mazzini per come prevede l'appalto di piazza Fera-Bilotti.

Esponenti autorevoli dell'amministrazione, anziché, dunque, inalberarvi per le critiche (legittime) della minoranza, lavorate, o meglio iniziate a lavorare perché la città è stanca delle enunciazioni, dei progetti, degli incarichi diretti ed indiretti, delle feste e delle fiere, delle scorte e degli asini che volano: vorrebbe vedere i fatti.

Con viva riconoscenza.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

28/07/2013

 

SULLA SCOMPARSA DI TONINO PERRELLI

 

La notizia della scomparsa di Tonino Perrelli, il Dottore Perrelli, oltre che addolorarci profondamente per un’amicizia familiare lunga mezzo secolo, ci priva di una figura che, nella nostra regione, ha rappresentato la cifra dell’impegno coerente e tenace. 
Tonino Perrelli è stato un uomo buono, leale e disponibile…con tutti, e con la sua dipartita, va via un fiero lottatore ed al contempo un romantico sognatore. 
La politica dei giorni nostri mal si confaceva al suo carattere, tuttavia, il suo impegno era quello di individuare sempre il candidato più vicino alle sue idee e sostenerlo strenuamente. 
Sarà nostra cura chiedere all’amministrazione comunale di Cosenza di ricordare Tonino Perrelli, al pari di altri figli illustri, per come merita e per come si aspettano i tanti che lo hanno conosciuto ed apprezzato. All’adorata moglie, al figlio Lello, alla nuora, al giovane Antonio ed a tutti i suoi cari, giunga il sincero cordoglio del movimento Buongiorno Cosenza e mio personale.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


18/07/2013

 

COME ALBERTO DA GIUSSANO

 

Ho letto del rimpasto dei dirigenti del comune di Cosenza. Prevedibile. Scontato. Dovuto, per alcuni, ma non per tutti. Sicuramente non per uno di loro, uno speciale, uno provvisto di superpoteri, uno e trino con i doni dell’ubiquità e della scienza infusa. Un fenomeno. Agli occhi del sindaco architetto un novello Alberto da Giussano, di carducciana memoria che, rispett...o ai suoi omologhi, ”Di ben tutta la spalla egli soverchia”.
Forse è davvero questa l’impressione che il pluri-dirigente suscita nel sindaco architetto e non solo a lui. Talmente imponente per preparazione, competenza, cultura che, rispetto agli altri, svetta altissimo verso cime inarrivabili.
Eppure non me ne ero mai accorto - colpa mia - in questi anni che frequento il comune di Cosenza. Anni in cui le vicende del nostro ente sono state fin troppo legate alle gesta del dirigente massimo, non fosse altro che per una semplice circostanza: proprio a
lui, fin dal 2008, sono state affidate le sorti delle casse comunali. E scusate se è poco. Bistrattate casse comunali aggiungo, spesso saccheggiate da spese sconsiderate, ma non per questo non avallate e corroborate da robusti pareri di legittimità...
Scoperto dall’ex sindaco Perugini, che da saggio talent scout aveva capito di avere tra le mani un autentico fuoriclasse, il “nostro” ha avuto una carriera costellata da successi e trofei. E come dare torto al sindaco architetto: trovarsi tra le mani un fuoriclasse e farlo stare in panchina sarebbe stato un delitto. Meglio esagerare: raddoppiare o triplicare. Controllore e controllato, o meglio: entrate ed uscite.
Ma che avrà mai questo dirigente più degli altri? Quale sarà il suo segreto?
Sarà la preparazione o la disponibilità? Sarà per i suoi pareri illuminati e risolutivi o per la penna sempre pronta a firmare gli atti che la politica pensa per lui?
Un mistero, per gli altri! Per me cui i pochi capelli rimasti son diventati bianchi, una conferma. La conferma che l'andazzo del comune di Cosenza rimane immutato e a me questa cosa non può che dolermi. Pensavo che la musica fosse cambiata. Nulla di più lontano dal vero; stessa musica e, ahimè, stessi musici.
E gli altri dirigenti? A vedere gli spostamenti nulla di speciale... nulla di trascendentale... solo normalità, al massimo piccoli dispetti nell'amministrazione della "gentilezza". L'unica che sembra non subire scossoni, da sempre, è la dirigente dell'ufficio stampa... forse perché non sanno che il nostro supereroe, se dovesse cimentarsi nella scrittura, sarebbe capace di liriche irraggiungibili, altro che il Sommo Poeta!
Eppure la concezione del superuomo non dovrebbe stare nel credo uddiccino. Nietzsche e D’Annunzio dovrebbero essere lontani anni luce dall'Unione Di Centro, a patto che il sindaco non si ritenga egli stesso un superdotato e giudichi col suo metro i suoi simili... similia cum similibus.
Misteri di questa amministrazione! E sempre che qualche giudice solerte non si metta a spulciare nei provvedimenti adottati, scoprendo che questa rivoluzione non poteva farsi; che qualcuno appellandosi alla giustizia italiana, non a quella dei superuomini, faccia notare la clamorosa topica. Allora si, ci sarà da divertirsi e, nell'attesa, vediamo un po' se si materializza qualche nuovo dirigente, magari proveniente dall'esterno... e magari architetto... chissà!

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


05/07/2013

 

LA CARDIOCHIRURGIA NEGATA

 

In questi giorni si sono succedute una serie di notizie riguardanti un argomento che per Buongiorno Cosenza riveste particolare importanza, è infatti uno dei punti più rilevanti del suo programma. Si tratta della realizzazione del reparto di cardiochirurgia nell'ospedale"hub" dell'Annunziata. Ricordiamo, “per coloro che hanno dimenticato” e per i disinformati” che Buongiorno Cosenza ha sostenuto, in fase di ballottaggio, l’attuale primo cittadino Mario Occhiuto anche per la comune visione delle priorità da realizzare in città e tra queste proprio la cardiochirurgia.
Cosa è successo? Recentemente si è appreso che la città di Cosenza ha subito un torto (l'ennesimo) da parte del governatore Scopelliti. Cosenza, la nostra città, nonostante possieda una vasta provincia, nonostante abbia le carte in regola anche in base al decreto Balduzzi, nonostante sia dotata di uno svincolo autostradale, è diventata trasparente, impercettibile, addirittura inesistente, nella vicenda della redistribuzione dei reparti di cardiochirurgia nella regione.
Ovvio, non c’era nessuno che la difendesse, che la tutelasse nella sede e nei tempi opportuni. Quale autorità locale poteva meglio rappresentarci? E quale vantaggio si è conseguito dall’assenza? O il bussare alle porte del presidente della Regione si limita solo alla richiesta di un aiuto in relazione alla questione Giunta Comunale? Giova ricordare che Scopelliti si occupa della nostra città solo per "custodire" dimissioni ed imporre logiche spartitore.
Buongiorno Cosenza è lieta di constatare che non è l’unica a ragionare in tal guisa in materia di cardiochirurgia. Ha trovato, infatti, conforto nelle parole dette dal presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola, quando questi (vedi strill.it del 24 giugno 2013) focalizza l’attenzione sulla densità della popolazione cosentina, nonché sulla difficoltà dei pazienti cosentini di sopportare un viaggio in condizioni di salute non ottimali e sulla opportunità di abbattere il campanilismo, gestendo l’intera Regione Calabria come un’unica, grande e coordinata azienda in materia sanitaria.
Se poi continuiamo a documentarci, si legge, nell’articolo pubblicato sul Quotidiano del 29 giugno, la nota diffusa dal Consigliere regionale Naccari, che dichiara che ”il presidente Scopelliti ha effettuato, escludendo Cosenza, una non-scelta che penalizza l’organizzazione sanitaria regionale e quindi i cittadini, mantenendo 2 cardiochirurgie a Catanzaro, mezza a Reggio, nessuna a Cosenza”.
Addirittura, continua la nota, andando contro i decreti da lui stesso firmati in precedenza (vedi decreto n. 106 del 2011 – decreto n. 136 del 2011. – decreto n. 112 del 2012). Cosa vuol dire tutto questo? Che Reggio, con i soldi dei contribuenti calabresi, ha realizzato, negli anni e con diverse amministrazioni, un’unità di cardiochirurgia per 20 posti letto e adesso invece se ne trova 10 di posti letto. Catanzaro si ritrova ben due cardiochirurgie e Cosenza neanche mezza....complimenti!!!!! Anche questa è materia da discutere!!! Ma quello di cui ci si rammarica in tutta questa vicenda è l’assenza della competenza locale che non sì è seduta al tavolo delle decisioni importanti, ma che ha girato lo sguardo verso altri obiettivi. Qui in gioco non ci sono luci o potature, piazze da rifare o lungofiumi festanti. Qui è in gioco un bene di valore primario, la salute dei cittadini.

Ufficio Stampa Buongiorno Cosenza


01/07/2013

 

DISTRIBUZIONE LIBERA

 

E’ stata inoltrata oggi, al Sindaco Occhiuto, una interrogazione per conoscere quale sia l’iter per installare nelle strutture di competenza comunale (suolo pubblico, uffici dell’ente, scuole di pertinenza comunale) le macchinette distributrici di cibi e bevande.

La questione, sollevata già diversi mesi orsono, non ha ad oggi trovato risposte adeguate. Non esiste un regolamento specifico, non si capisce quali criteri vengano adottati per concedere i permessi ne se sono, per quelli esistenti e posizionati, stati pubblicati bandi o manifestazioni di interesse.

Una questione apparentemente banale, ma in verità spinosa e sulla quale l’amministrazione è chiamata a far chiarezza, per evitare che sorgano dubbi o perplessità.

Del resto, se per il lungofiume boulevard viene pubblicato un bando di partecipazione, non si capisce come per un’attività imprenditoriale come quella delle macchinette non si possa procedere in modo analogo.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


20/06/2013

 

VERSIONE ORIGINALE

 

Tra poche ore (chissà'?) potrebbe essere varata la giunta Occhiuto bis. Più che una nuova giunta si tratta di un piccolissimo aggiustamento resosi necessario per la defenestrazione di Katya Gentile e le dimissioni di Carmine Vizza. Nulla di più se è vero che i dimissionari "impropri" (Vigna e Machì) continuano a partecipare alle giunte convocate a palazzo dei Bruzi firmando atti e documenti.

Prima però che si consumi l'atto finale è necessario fare chiarezza su alcuni passaggi che non sono ben noti all'opinione pubblica e che riguardano il percorso intrapreso da più mesi a questa parte da otto consiglieri: De Cicco, Lo Gullo, Manna, Morrone, Nucci, Salerno Spadafora F., Spataro.

Il primo: nel corso della consiliatura gli otto hanno con disagio e preoccupazione verificato un assoluto distacco tra il sindaco e la maggioranza che lo sosteneva. Assenza di dibattito, nessun coinvolgimento, totale scollamento tra esecutivo e consiglio

Secondo: alcune forze che avevano sostenuto lealmente il sindaco non erano state adeguatamente coinvolte nell'esecutivo rimanendo del tutto estranee alla vita dell'ente.

Terzo: i dirigenti esterni, tutti di stretta fiducia del sindaco, poco si interfacciavano con gli assessori di loro riferimento, primo tra tutti il dirigente del settore lavori pubblici.

Quarto: sulla metropolitana leggera, opera sponsorizzata da tutto il PDL regionale e locale, il sindaco manteneva un atteggiamento interlocutorio e pericoloso per la sorte dell'imponente finanziamento, tanto da non partecipare neppure alla presentazione dell'opera del Presidente Scopelliti in quel di Rende.

Queste considerazioni avevano convinto i firmatari del documento allegato a chiedere a Mario Occhiuto di accogliere alcune richieste nell'ottica di quella collaborazione che a parole richiedeva ma che nei fatti non concedeva.

Nel documento riservato, che forniamo alla stampa e nel quale volutamente mancano le firme di Katya Gentile e Luca Morrone, presenti alla firma ma rappresentati dai loro riferimenti in consiglio (De Cicco, Lo Gullo, F. Spadafora), il passaggio fondamentale riguarda la posizione dell'anello debole della catena: Katya Gentile, la quale, incurante del rischio cui era sottoposta (l'estromissione che è puntualmente poi arrivata) sostiene la posizione degli otto e le loro legittime rivendicazioni, in un’ottica non di contrapposizione bensì di ennesima mediazione.

A leggere bene queste poche righe si capisce di come proprio la Gentile sia stata vittima dell'infedeltà di alcuni sottoscrittori di quel documento, che alla sua revoca nulla hanno fatto se non rivendicare con più forza personali posizionamenti in giunta.

Eppure, proprio Katya Gentile, con Luca Morrone e Carmine Manna aveva sottoposto il documento degli otto al sindaco chiedendo maggior coinvolgimento.

Che non sia stata quella aperta richiesta di ascoltare le voci della sua maggioranza a determinare la sua fuoriuscita dalla giunta e non i paragoni con Schettino e/o Paperino? Noi pensiamo di si ma nessuno potrà mai confermarlo.

Alla luce della verità esposta e documentata, chiederemmo a Scopelliti ed ai coordinatori provinciali, di non accontentarsi dei piccoli aggiustamenti offerti dal sindaco, bensì di una più ampia rivisitazione dei ruoli, e solo dopo aver propedeuticamente e "realmente" azzerato le posizioni di ciascuno (Vigna, Machì e Morrone.... per intenderci).

Solo così, con lealtà e schiettezza, con incontri collegiali e senza preclusioni strumentali (nessuno escluso), Mario Occhiuto potrà ritrovare la sua maggioranza e rilanciare l’azione amministrativa.

Diversamente il cammino sarà sempre più impervio ed i prezzi da pagare, ai singoli ed ai gruppi, per ritagliarsi scorci di tranquillità, aumenteranno di volta in volta e in maniera esponenziale.

 

Sergio Nucci e  Michelangelo Spataro (due degli otto)


14/06/2013

 

CHI VIVRA' VEDRA'?

 

Leggiamo di improbabili quanto fantasiose soluzioni per uscire dalla crisi politico-istituzionale che ha investito la giunta Occhiuto al comune di Cosenza.

Improbabili e fantasiose perché, a nostro modesto avviso, non tengono conto in alcun modo della vera ragione che ha portato ad un progressivo deterioramento dei rapporti tra le forze politiche che governano Palazzo dei Bruzi: l’assenza di collegialità e condivisione.

Lo abbiamo detto in ogni occasione e con ogni mezzo; la vicenda del comune di Cosenza deve tornare ai partiti di maggioranza usciti dal voto del 2011, e solo con un confronto serrato ma leale si potrà dare nuovo smalto e nuovo impulso all’azione amministrativa di questa coalizione.

A questo proposito giungono chiarificatrici le parole pronunciate da più esponenti del PDL, secondo cui le decisioni spettano ai partiti a patto che tutti facciano un passo indietro ed ogni posizione venga debitamente azzerata.

In questa direzione sono state positivamente valutate le dimissioni di Vigna e della Machì prima e di Morrone poi. Riportare tutto nell’alveo naturale dei partiti senza ruoli preassegnati o peggio rendite di posizione.

Non vogliamo passar come i primi della classe, ma ci teniamo a ribadire che non siamo interessati a scenari nuovi e non validati dal voto popolare. In questo convincimento siamo in perfetta sintonia col Capogruppo del UDC quando afferma che Cosenza ha votato per una colazione e che questa e solo questa deve governare. Diversamente è meglio andare tutti a casa.

Tuttavia, restiamo fiduciosi: le parole di Katya Gentile e di molti esponenti di maggioranza da un lato, le dimissioni degli assessori e del presidente dall’altra la dicono lunga su quale sia il canovaccio da seguire per offrire una nuova opportunità alla nostra città.

Sappiamo bene che Cosenza vive tra mille difficoltà questa fase. Dalle cooperative sociali, al rifiuti. Dalle politiche sociali ai piani di sviluppo urbano.

Noi ci crediamo almeno fino a quando a qualcuno non verrà in mente di ricondurre la vicenda del comune di Cosenza a d antiche e superate logiche anacronistiche.

 

Massimo Lo Gullo

Carmien Manna

Sergio Nucci

Carmelo Salerno

Michelangelo Spataro

Conisglieri Comunali di Cosenza


02/06/2013

 

IL TURN OVER

 

Sono di queste ore le notizie di avvicendamenti dirigenziali in settori chiave di Palazzo dei Bruzi. Se per alcuni di questi illustri e ben remunerati dirigenti il turn-over più che dai risultati è imposto da motivazioni “giudiziarie”, per altri, mi riferisco al Settore Tributi, il restyling sembra essere legato a cause molto meno nobili.
Da sempre, o almeno da quando io lo ricordi, il settore tributi, per le eccellenti professionalità presenti, nonostante gli scarsi mezzi a disposizione, ha assicurato e continua ad assicurare concreti risultati con correttezza, competenza e rigore morale. Da sempre, pur operando in un contesto economico e sociale complesso e difficile, accentuato negli ultimi anni dalla imperante crisi economica del Paese, la condotta adottata è stata orientata al confronto ed al dialogo con i cittadini.
In particolare, la capacità e la serietà del dirigente in carica trova riscontro nella storia e negli atti compiuti nel corso della propria esperienza in questo Settore.

Ma ciò che colpisce è la contraddizione in cui finisce per cadere l’amministrazione che, da un lato, per bocca dell’assessore al ramo Vigna, afferma in Consiglio Comunale che sono aumentate le entrate tributarie e che sono stati raggiunti gli obiettivi programmati sul fronte del recupero dell’evasione tributaria, anche dovuti alle vittorie del contenzioso tributario direttamente curato dal medesimo Settore, dall’altro annuncia la rotazione del dirigente.

Strano. Molto strano. Se c’è un settore che va bene che fa la giunta Occhiuto? Lo smembra, lo snatura, lo rende improduttivo. Non voglio pensar male ma ho il fondato sospetto che dietro questa decisione ci siano motivazioni non condivisibili: si vuol consentire a chi oggi cura il bilancio di mettere le mani sull’unica gallina dalle uova d’oro del comune (il settore tributi).
Con quale intento? Piegarlo probabilmente al credo della finanza creativa che, in questi anni, tanti guasti ha prodotto alla città ed all’ente.

Sarò come sempre vigili anche su questa vicenda. L’ho fatto in passato, lo farò anche in futuro.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


29/05/2013

 

FACILE PROFETA

 

C'è grande preoccupazione tra i dipendenti comunali e non solo. Gli stipendi del mese di maggio non sono stati pagati e secondo i bene informati ci vorrà lunedì prossimo per il loro pagamento. Forse.

Era capitato un'altra volta, e sempre con questa amministrazione, che la corresponsione non fosse puntuale.  Ma ora che il fenomeno si ripropone qualcuno paventa il peggio, ovvero che ci si debba abituare a questo stato di cose.

E comunque è strano che un comune capoluogo non ottemperi puntualmente agli impegni. Una volta a lamentarsi erano solo le ditte "meno fortunate" che venivano saldate (quando succedeva) con grande ritardo. Ora l'andazzo sembra, con grande imbarazzo, coinvolgere anche gli impiegati comunali , che fino a qualche tempo fa avevano la certezza della busta paga.

E a poco vale la messa in mora "verbale" della CARIME. Anche in questo caso si tratta di arrampicarsi sugli specchi. Avevo in passato denunciato il pericolo che, una volta smobilitata la direzione, l'ex istituto di credito calabrese avrebbe allentato la presa sulla regione e, conseguentemente, ridotto le attenzioni e le premure per il nostro territorio. Ma a fare la Cassandra non ti crede nessuno o poi, puntualmente,  i nodi arrivano al pettine.

Né addossare ad altri scelte proprie, inopportune quanto inappropriate, porta giovamento. Lo avevamo detto per  tempo che la politica della cicala non avrebbe pagato. E siamo stati, anche in questo caso, facili profeti.

Ma se Atene piange, Sparta non ride. Anche i soldi vincolati con la Cassa Depositi e Prestiti sembrerebbero prendere vie diverse da quelle consentite e gli aventi diritto hanno voglia a reclamare il dovuto. Insomma, nel comune di Cosenza la coperta è sempre troppo corta e se copre di qua scopre inevitabilmente di la.

A questo proposito, venuto a conoscenza di evidenti sperequazioni nei pagamenti per prestazioni fornite, avrei in questi giorni voluto chiedere conto all'assessore al ramo dell'elenco cronologico dei pagamenti ma, vista la situazione penso di riservare la mia domanda a tempi migliori. Sempre che in futuro ci siano i tempi migliori.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


24/05/2013

 

LA CENISIO SEGRETARIO DI BUONGIORNO COSENZA

 

Il Consiglio Direttivo di Buongiorno Cosenza si è riunito nei giorni scorsi per procedere alla nomina del nuovo segretario del movimento civico.

All’unanimità è stata eletta Fabiola Cenisio. Farmacista, sposata e madre di una ragazza, segretaria nazionale dell’associazione delle parafarmacie, è da sempre impegnata con il gruppo che fa capo a Sergio Nucci. “La scelta di Fabiola Cenisio - ha detto proprio Nucci - è un segnale importante. Abbiamo scelto una donna. Attiva nella famiglia come nel lavoro, che intende spendersi senza secondi fini per la città e per il movimento. Di queste persone, persone perbene, è fatta oggi Buongiorno Cosenza e queste intelligenze vogliamo valorizzare e portare avanti”.

Nel corso della riunione, sono state evidenziate alcune tematiche in settori e in campi diversi della vita cittadina.

Nei prossimi giorni si procederà ad implementare la nuova struttura organizzativa e verranno affidate le responsabilità nelle aree tematiche individuate.

“Ognuno sarà chiamato a collaborare – ha detto la Cenisio – con quella voglia e quel disinteresse che hanno fatto importante il nostro movimento. Chiedo l’aiuto di amiche ed amici e sono certa che con loro a fianco faremo crescere sempre più Cosenza e la nostra associazione”.

 


10/05/2013

 

SULLE COOPERATIVE

 

Apprendiamo con stupore e preoccupazione, dalla stampa locale, che a ben nove cooperative sociali di tipo “B”, su quindici richiedenti, la Prefettura di Cosenza ha negato il rilascio del certificato antimafia. Ricordiamo che la creazione delle Cooperative  risale al lontano 1997 con lo scopo di integrare e reintegrare soggetti svantaggiati, tra i quali persone che hanno avuto problemi con la giustizia.

 Stupore perché pensavamo che il tavolo di concertazione presieduto dal Sindaco avesse posto in atto tutti i possibili accorgimenti per arrivare a salvaguardare gli oltre 400 posti di lavoro delle cooperative sociali, preoccupazione perché questa evoluzione della vicenda apre scenari inaspettati e certamente non positivi anche  per le tensioni sociali  che potrebbero scaturirne.

Nel nostro agire, abbiamo ininterrottamente solidarizzato con i lavoratori delle cooperative credendo che la difesa del posto di lavoro sia, per chi fa politica, il primo obiettivo, ed abbiamo ritenuto che il mandato affidato con fiducia e convinzione al Sindaco, che ha avocato a se la questione, servisse ad arrivare a soluzioni condivise e comunque in direzione  dei più deboli e dei meno tutelati.

Sollecitiamo, a questo punto con forza, il Sindaco, l’assessore di riferimento ed i dirigenti, ciascuno per quanto di competenza, affinché avviino un proficuo percorso per individuare adeguate soluzioni al problema.

 

I Gruppi Conisliari di:

Polo Civico - Buongiorno Cosenza

Popolo della Libertà

Lista Scopelliti

Popolari e Liberai Cosenza

 


03/05/2013

 

IL PIANO "B"

 

A Cosenza partono le grandi opere. Questi i titoli dei manifesti che campeggiano in città in riferimento al restyling di piazza Fera-Bilotti. Una grande opera non c'è che dire, che avrà positive ricadute socio-economiche ma che, al contempo, potrà arrecare seri problemi al sistema urbano cittadino, sempre che.... sempre che l'amministrazione non decida, per tempo, di adottare i provvedimenti necessari a annullare o lenire disagi e ritardi che una grande opera pubblica inevitabilmente comporta. Va in questa direzione -spiegano i firmatari della nota- l'appello a voler considerare il nostro piano B: rivisitare l'area dell'autostazione cittadina. Da sempre la stazione dei pullman, così si chiamava un tempo, è croce e delizia per la città. Cuore pulsante per la gran mole di viaggiatori che vi accedono da un lato e fonte inesauribile di problemi di varia natura dall'altro. Secondo la nostra proposta, l'intera area dovrebbe essere ridisegnata per diventare in parte (piccola) scalo passeggeri per il solo trasporto urbano (AMACO) con due al massimo tre pensiline, ed in parte (grande) area parcheggio per surrogare il parcheggio di piazza Fera che sarà inevitabilmente interdetto alla sosta. A ciò si aggiunga l'istituzione della linea veloce che colleghi l'autostazione, ovvero il centro città, all'area di Vaglio Lise, nuovo scalo passeggeri da e per la provincia e nuova porta commerciale cittadina secondo i progetti dell'amministrazione. E' bene chiarire che questo tipo di approccio non penalizzerebbe nessuno e non comporterebbe alcun esborso per l'Ente, anzi avrebbe una serie di innegabili vantaggi. Eccone alcuni: l'area dell'autostazione non perderebbe la funzione di snodo importante per i pendolari che arrivano dalla provincia, da ciò ne conseguirebbe che il depauperamento umano, così paventato dai commercianti, non si registrerebbe; Vaglio Lise verrebbe finalmente valorizzata e con l'arrivo e la sosta degli autobus provenienti dalla provincia, diventerebbe lo snodo viario più importante dell'area urbana potendo l'utenza usufruire di varie offerte di mobilità: Ferrovie dello stato, Ferrovie della Calabria, AMACO, linee private etc.; il centro cittadino interessato da lavori così imponenti risulterebbe meno intasato con una mole di traffico decisamente inferiore; il problema dei parcheggi sottratti a piazza Fera si risolverebbe con uno spostamento di poche decine di metri; la città acquisterebbe una dimensione del tutto nuova ed in linea con i desiderata di questa amministrazione. Sembra l'uovo di Colombo, ma al momento nessun passo è stato fatto dal sindaco Mario Occhiuto in questa direzione. Se è vero che tra qualche giorno l'area sarà consegnata alla ditta aggiudicataria sarebbe cosa buona e giusta valutare questo suggerimento. Del resto proprio questo si chiede alla politica: pensare ai problemi ed offrire soluzioni. In ultimo una chiosa, quanto mai opportuna e di stringente attualità: alcune opere pubbliche, quando avviate, a volte non vedono il loro completamento. Si pensi al Ponte di Calatrava, al planetario, al Castello Svevo (solo per citarne alcune di casa nostra), tutte opere iniziate ma per le quali le ristrettezze economiche del momento da un lato e gli immancabili imprevisti in corso d'opera dall'altro, non consentono di scrivere ancora la parola fine. Se capitasse anche per piazza Fera-Bilotti che ne sarebbe della nostra città senza aver predisposto un piano B?"

 

Francesco De Cicco
Massimo Lo Gullo
Carmine Manna
Luca Morrone
Sergio Nucci
Carmelo Salerno
Francesco Spadafora
Michelangelo Spataro

28/04/2013

 

L'INTERVISTA CON MASSIMO CLAUSI

 

D. Nucci cosa non condivide dell'azione amministrativa del sindaco?
La scarsa collegialità. Molte decisioni sembrano piovute dal cielo e non frutto di un ragionamento che veda tutti coinvolti. Penso che il Comune non sia un'azienda e che si amministri sentendo le posizioni di tutti, e alla fine, chi guida fa la sintesi politica che deve soddisfare tutti.

D. Lei da tempo lamenta un ritardo nella realizzazione di alcuni punti programmatici concordati con il Sindaco. A quali punti si riferisce?

Intanto i sei concordati in fase di ballottaggio con il mio movimento, che non ricordo per carità di patria. Poi i punti concernenti i rifiuti, la manutenzione ed i tagli agli sprechi. La politica dei rifiuti non soddisfa né i cittadini né noi. La città e sporca, cumuli di spazzatura a parte. Penso che i saccheti di rifiuti che coronano i nostri cassonetti siano un fatto transitorio. Quello che mi preoccupa è la pulizia urbana. Riscontro che vi sono strade quasi dimenticate dal servizio di spazzamento. Nonostante gli sforzi di Vizza, non vi è poi la benché minima manutenzione, marciapiedi e strade sono perennemente sconnessi. E le  tasse ormai sono insopportabili. Penserei a spendere meno per chiedere meno alla collettività. Bisogna capire che la crisi incide in maniera incredibile sulla gente.

D. Come mai proprio oggi è esplosa la contestazione? Vi trova un nesso con il fatto che stanno per partire i grossi appalti come la metropolitana leggera e piazza Bilotti?

Non mi pare. L'appalto della metropolitana leggera sarà gestito dalla Regione, non da Palazzo dei Bruzi. La gara di piazza Bilotti è stata già aggiudicata. Dopo, invece, due anni era normale che i nodi arrivassero al pettine. Oggi abbiamo compreso che siamo dei comprimari, a volte scomodi perché diciamo ciò che pensiamo. Vogliamo essere utili per la nostra città. Se dobbiamo essere sopportati è meglio farsi da parte. Per quanto riguarda poi le grandi opere tengo a dire che si realizzare perché qualcuno, come il sottoscritto, con senso di responsabilità, pochi mesi fa,ha votato il decreto anti dissesto salvando il comune, le grandi opere e i lavoratori delle cooperative.

 

D. Sul progetto di piazza Bilotti non vi siete risparmiati polemiche

A proposito di piazza Fera, vorrei sottolineare, che quando inizierà l'opera sarà un trauma per l'intera città sotto il profilo della viabilità. Si potrebbe prevenirlo prendendo a prestito due idee del movimento Buongiorno Cosenza: lo spostamento a Vaglio Lise dell'autostazione e la sua riconversione in grande parcheggio, con una circolare veloce si potrebbero collegare i due siti in una manciata di minuti ed il gioco è fatto.

D. Non è strana l'alleanza dtra lei ed il centrodestra. Si sente strumentalizzato dal Pdl?
Non ho mai avuto contatti con il PDL. Ho avuto invece interlocuzioni con colleghi consiglieri comunali che aderiscono a quel partito. Con loro c'è rispetto e pari dignità. Anche loro ritengono che Buongiorno Cosenza non può essere mantenuta ai margini della vita politica. E' un problema anche di equilibri politici.

D. Ma  cosa chiede Buongiorno Cosenza?
Abbiamo donne ed uomini in Buongiorno Cosenza in grado di svolgere con competenza e passione ruoli di rilievo nella compagine amministrativa. Chiediamo solo di essere messi alla prova.

D.  E' possibile secondo lei un cambio di maggioranza come pure si prospetta da diverse parti?
Il sindaco è stato eletto alla guida di una colazione di centrodestra. Se decide di cambiare maggioranza dovrà renderne conto agli elettori. Del resto ognuno di noi sarà chiamato a spiegare i propri comportamenti al cospetto dei cittadini. Non credo, quindi, convenga a nessuno un'operazione simile, né al sindaco, né ai colleghi dell'opposizione cui riconosco coerenza politica.

D. In cosa contesta la gestione Amaco?
Bisogna metter mano e con urgenza alla municipalizzata del comune. Ci sono obblighi di legge che non possono più essere disattesi. Non ce n' è ragione.

D. Come si comporterà oggi pomeriggio: voterà il bilancio?
Non ero in commissione bilancio nella scorsa riunione. Sto studiando i documenti consegnatimi e ritrovo la stessa impostazione del passato. Non ero soddisfatto allora...

 

Intervista di Massimo Clausi a Sergio Nucci Il Quotidiano della Calabria 29/04/2013

 


17/04/2013

 

IL POLO SANITARIO

 

E’ stato presentato quest’oggi, primo firmatario Sergio Nucci, un ordine del giorno avente per oggetto: "Istituzione della Facoltà di Medicina presso l'Unical - Atto di Indirizzo"

L'ordine del giorno sottoscritto anche da Marco Ambrogio, Pierluigi Caputo, Giovanni Cipparrone, Massimo Commodaro, Francesco De Cicco, Fabio Falcone, Domenico Frammartino, Maria Lucente, Giuseppe Mazzuca, Claudio Nigro, Francesco Roberto Sacco, Cataldo Savastano, Giuseppe Spadafora, Francesco Spadafora e Michelangelo Spataro, ha come obiettivo quello di far deliberare il Consiglio Comunale di Cosenza sulla istituzione della Facoltà di Medicina presso l’UNICAL per come proposto in queste settimane dall’associazione COMUNICALMED.

"Non un richiesta contro la facoltà di medicina di Catanzaro" ha sottolineato lo stesso Nucci "bensì a favore di un opportuno potenziamento dell’ateneo cosentino nel quale proprio medicina, ad oggi, è l'unica facoltà mancante".

Nucci ha aggiunto: "In sede di discussione quanti non hanno potuto firmare, perché fisicamente assenti, avranno modo di sostenere questa lodevole azione portata avanti con caparbietà da molti esponenti della società civile cosentina. Cercheremo di coinvolgere l’intero panorama politico locale affiche diventi promotore di questa legittima richiesta. Non solo l’'Università della Calabria, ma tutta la popolazione del nostro comprensorio, meritano la Facoltà di Medicina".

 


30/03/2013

 

LE CONVERGENZE PARALLELE

 

Aldo Moro resta uno degli statisti più apprezzati e conosciuti del nostro Paese. E non solo per il doloroso epilogo del suo cammino terreno, quanto per l'acume politico, la visione delle cose, la capacità di dialogo e la ricerca di condivisione dell'azione politica.

Ma Moro si ricorda anche per un ossimoro che a volte ritorna nella vicenda politica nazionale e locale: le "convergenze parallele". Un preambolo doveroso, se si vuole analizzare la vicenda del comune di Cosenza, nella quale le convergenze parallele sono, tra i due partiti maggiori dell'alleanza che guida il comune di Cosenza, la regola. Non deve questa analisi essere letta come una critica, ma fatti e circostanze vanno meglio analizzati per comprendere alcune dinamiche comunali, ai più sconosciute, ma invece ben chiare agli addetti ai lavori.

A questo punto è importante capire, per il destino della città, quanto i percorsi siano davvero paralleli e quanto invece siano convergenti. Per farlo basta leggere le note politiche, le dichiarazioni, gli atti e capire se si tratta di vero amore o se è un menage dettato dalla convenienza più che dal sentimento.

E' bene partire dal primo nodo gordiano della vicenda Occhiuto-PDL: la metropolitana leggera. Se da una parte il partito di Berlusconi spinge con veemenza sulla realizzazione dell'opera più attesa degli ultimi trent'anni, adducendo motivazioni di rilancio dell'economia dell'area urbana con oltre 100 milioni di euro da investire, dall'altro il sindaco ci tiene a ribadire, ad ogni piè sospinto, che di fare la metropolitana, per come si intende in casa PDL, non se ne parla proprio. Ed hai voglia a dire che le posizioni sono concilianti e compatibili, se è vero come è vero che pochi giorni fa proprio il primo cittadino si è rifiutato di firmare l'accordo regionale per la realizzazione di un'opera che non teneva conto, a suo dire, delle richieste del Comune.

Stessa "convergenza" si riscontra sullo spostamento delle autolinee a Vaglio Lise - punto programmatico condiviso con il Sindaco Occhiuto - che, non più tardi di un paio di giorni fa, ha incassato dall'assessore regionale ai trasporti Fedele un niet convinto sull'ipotesi: "Non è nei nostri progetti (della regione n.d.a.) trasferire le autolinee altrove". Il virgolettato è proprio riferibile a Fedele, lo stesso che poche settimane orsono, a bordo del trenino da Cosenza per Reggio, si esprimeva compiaciuto del servizio offerto ai pendolari calabresi; gli stessi che, una volta si ed una volta no, restano intrappolati con lo stesso trenino nella galleria tra Cosenza e Paola. Chissà Fedele dove avrà fatto le sue valutazioni sulla rete ferroviaria regionale.

E ancora. Occhiuto reclama, stavolta con tutto il consiglio comunale di Cosenza, maggiore attenzione per l'ospedale dell'Annunziata e l'istituzione di branche come la cardiochirurgia che renderebbero davvero, e non a parole, ospedale hub il nosocomio cosentino. E Scopelliti che fa? Consegna in pompa magna il DEA glissando su tutti gli impegni presi prima, durante e dopo la campagna elettorale.

Ma c'è di più, di fronte ad una precisa presa di posizione del sindaco in favore della facoltà d Medicina a Cosenza, il Presidentissimo non ha meglio che affermare: "Medicina a Cosenza? Una barzelletta".

Se in base a queste poche considerazioni (ma se ne potrebbero certo fare altre), ci si trova di fronte a delle convergenze allora non abbiamo capito davvero nulla. Se invece si rinvengono percorsi paralleli che mai si incontreranno allora il dato diventa più preoccupante.

Ed ecco il soccorso che Aldo Moro, anche da morto, può dare a questa fase della politica cittadina: si tratta di convergenze parallele.

In questi giorni si fa un gran parlare di nuovi assetti, di rimpasti, di rivisitazioni, di allargamenti e chi più ne ha più ne metta.

Per quanto riguarda il sottoscritto e la componente che rappresenta e con i quali Occhiuto ha stipulato accordi che gli hanno consentito in minima o in massima parte di diventare Sindaco di Cosenza, chiarisco subito che la prima condizione che esigo si rispetti sono i punti concordati. Il resto si vedrà. Non bramiamo poltrone perché ci troviamo nell'invidiabile condizione di esprimere con serenità e senza assillo, valutazioni non secondo convenienze ma secondo coscienza. E' ottimistico pensare che tutti comprendano questo approccio alla politica, ciascun dal proprio cor l'altrui misura. Del resto per cinque anni abbiamo fatto opposizione ad un galantuomo come Salvatore Perugini e non abbiamo rincorso nulla, possiamo benissimo per altri cinque reclamare solo e soltanto quanto concordato. E nulla di più.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


27/03/2013

 

CONDIVISIONE E TRASPARENZA


Nei giorni scorsi, con una cortese lettera del Presidente del Consiglio, è stato richiesto a noi tutti consiglieri, il proprio curriculum vitae in formato europeo, giusto D. Lgs. n. 150 del 27 Ottobre 2009, art.11 comma 8. Con eguale cortesia abbiamo risposto che avremmo volentieri aderito a tale invito ed al contempo chiesto su come mai, a due anni dall...'insediamento della giunta Occhiuto, non si è ancora data ampia pubblicità alla situazione patrimoniale dei singoli consiglieri ed a tutte le spese sostenute nella campagna elettorale per le amministrative del 2011, essendo vigente il D.P.R. n. 445 del 28 Dicembre 2000 che prevede ampia pubblicità di queste notizie.
Ci accingiamo a fornire quanto richiesto ma, ad oggi, a quella richiesta non ha fatto seguito alcun riscontro .... ma tant'è.
Questa breve premessa per dire che l'esigenza di trasparenza dell'amministrazione appare essere formale e non sostanziale, e non se ne capisce il motivo. Se i consiglieri ed i candidati a sindaco hanno fornito le notizie richieste, perché non pubblicarle sul sito del Comune?
Sarebbe, ad esempio, buona norma che il Consiglio non fosse chiamato solo a ratificare, a volte senza la benché minima conoscenza degli atti (vedi pratiche di bilancio), quanto deciso in altre stanze.
Sarebbe buona norma che le pratiche di giunta venissero, prima del varo definivo, vagliate dalla commissioni e, solo successivamente, deliberate. Si potrebbero in commissione apportare utili ed intelligenti correttivi o emendamenti tali da renderle digeste a tutti.
Ad esempio, se la pratica del bocciodromo fosse arrivata preventivamente in commissione, avremmo fatto sapere al dirigente che una manifestazione d’interesse sulla sua alienazione, sarebbe stata cosa più saggia anziché l’affidamento diretto. O che il canone di locazione concordato di soli ventimila euro, a fronte dei centomila riscossi negli anni scorsi dal Ministero di Grazia e Giustizia come aula bunker, non avrebbe fatto rabbrividire alcuno. Avremmo anche potuto dire che la locazione di ben venticinque anni avrebbe dato la sensazione di un’ipoteca per ben tre generazioni di cosentini. Tutti particolari che, se discussi preventivamente e collegialmente, avrebbero evitato mugugni e possibili azioni legali, tanto disdicevoli per una amministrazione che professa equità e trasparenza.
E' evidente che sulla linea dell'equità, della trasparenza e della condivisione si può e si deve fare di più.
Si potrebbero, ad esempio, portare preventivamente nelle commissioni permanenti, tutte le determine dirigenziali. Ci sarebbe un maggior controllo da parte degli eletti e si eviterebbero maldicenze, presunte o autentiche, come quelle sulla pista da sci dello scorso anno, o sull'avviamento allo sci dell'anno in corso, o sul bus ScopriCosenza, o sulla gestione del Giro d’Italia, solo per citarne alcune.
Maggiore trasparenza equivale a maggiore condivisone, ovvero a maggior sostegno di atti ed iniziative che potrebbero diventare degni di un supporto corale e non di forma. Perché in queste cose, e questo è un fatto, quando la partecipazione è autentica e non fideistica, l'appoggio è incondizionato e sincero, ma quando la partecipazione è solo nelle enunciazioni, si arriva alla fine ad ottenere tanti distinguo, inizialmente isolati, poi, col passare dei giorni e delle settimane sempre più condivisi, tanto da far montare un'onda di malcontento e di dissociazione che ci si chiede se esistano ancora le condizioni per andare avanti.

Sergio Nucci e Michelangelo Spataro

Consiglieri Comunali di Cosenza


20/03/2013

 

IL GIRO DI BOA

 

La giunta Occhiuto si avvia al suo giro di boa. In questi due anni, tanti ne sono trascorsi dal suo insediamento, sono state avviate lodevoli iniziative. Importanti progetti sono stati messi in cantiere ed alla città è stata data una nuova impronta. Merito di giunta e consiglio, tuttavia, per quanto riguarda Buongiorno Cosenza, il movimento civico che ho l'onore di rappresentare nell'assise comunale, c'è da rilevare che i punti programmatici sui quali è stata trovata un'intesa in fase di ballottaggio, non hanno, ad oggi, ancora trovato realizzazione. Molteplici e anche comprensibili i motivi di questo ritardo ma, a due anni da quell'intesa, è logico, in questa fase, chiedere al sindaco Occhiuto un'accelerazione e il mantenimento degli impegni assunti e non realizzati.

Molte delle urgenze e delle emergenze affrontate in questi mesi sono diventate priorità condivise ed al manovratore è stata lasciata la tranquillità necessaria alla loro risoluzione, ma adesso che si intravede la possibilità di imprimere con maggior vigore e fermezza una svolta all'azione amministrativa, l'impegno deve divenire necessariamente corale e condiviso.

I punti proposti a suo tempo da Buongiorno Cosenza sono ancora più stringenti e degni di attuazione. Lo spostamento delle autolinee è una necessità, atteso che si vuole dar corso all'opera di piazza Fera. La circolare veloce AMACO piazza Fera Vaglio Lise, nuovo scalo passeggeri per gli autobus da e per Cosenza, è condizione sine qua non per realizzare il collegamento autostazione - città, decongestionando al contempo il centro, teatro di un'opera pubblica che non pochi problemi porterà al traffico cittadino.

Il servizio di polizia urbana notturno, così indispensabile in una città che vive anche la notte, non ha più ragioni per essere rimandato, così come non più differibile diventa il potenziamento dell'Annunziata con reparti come la cardiochirurgia, per il quale tutto il consiglio ha più volte espresso una posizione unanime.

Punti quelli citati, che seppur proposti dal nostro movimento, hanno la piena approvazione di gran parte della popolazione cittadina e del Consiglio Comunale di Cosenza.

Una sollecitazione opportuna, dunque, la nostra, l'ennesima. Del resto, in consiglio abbiamo sempre espresso il nostro voto secondo coscienza e continueremo ad esprimerlo sempre per il bene della città, ma è fin troppo chiaro che, in un'azione di governo condivisa, nella quale ciascuno ha ruolo e cittadinanza, si finisce per approvare e sostenere anche decisioni che possono apparire di parte o inopportune....solo se l'azione di governo è condivisa e le parti hanno ruolo e cittadinanza

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


17/03/2013

 

CIAO ALESSANDRO

 

Di ritorno su Facebook il mio pensiero non va certamente alle questioni politiche romane....sinceramente mi interessano poco. Va, invece, ad un giovane e preparato giornalista cosentino che ha deciso con un gesto estremo di riempire vuoti che questa vita non aveva colmato. Non conosco le ragioni del suo gesto, ne alcuno può avere la capacità di interpretare i suoi pensieri. A me resta il ricordo di una persona perbene che incontrandomi nella sala del consiglio comunale di Cosenza con un sorriso dolce e complice mi salutava con un inconfondibile: "ciao dottò". In quelle due semplici parole c'era tutto. La confidenza, l'apprezzamento per le battaglie politiche, l'affetto familiare riconducibile al papà Francesco Paolo, tutto. 
Caro Alessandro mancheranno ai tuoi cari, ai tuoi amici, ai tuoi colleghi ed ai tuoi lettori le tue doti umane e professionali che ti avevano fatto tanto apprezzare. 
A me mancherà qualcosa in più .... il tuo "ciao dottò"

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza - Italia Futura Calabria


27/02/2013

 

2700 VOLTE GRAZIE

 

"All'indomani del risultato elettorale intendo ringraziare quanti hanno creduto alla proposta di Scelta Civica. Ringrazio la città di Cosenza che ha risposto con ampia eco a questa nuova lista che, nel solo capoluogo, è riuscita ad ottenere ben 2.689 preferenze, attestandosi come quarta forza politica cittadina. Un risultato inaspettato, visto che Scelta Civica si è costituita poco più di un mese prima delle elezioni. Un risultato però, che è anche frutto del lavoro svolto in questi anni dal movimento civico Buongiorno Cosenza, impegnato a dare voce alle istanze dei cosentini.

Come Presidente del movimento, già un anno fa decisi di aderire ad Italia Futura, divenendo fondatore di Italia Futura Calabria e componente del direttivo calabrese.

Convinto del programma del Presidente Monti ho deciso di “salire in politica” proponendo la mia candidatura a sostegno di una lista nuova il cui obiettivo è la crescita del Paese attraverso riforme necessarie e virtuose. Oltre la mia candidatura, Buongiorno Cosenza ha espresso quella di Fabiola Cenisio, valente professionista cosentina. Un percorso naturale ha portato entrambi a sposare in tutto e per tutto le proposte di Scelta Civica con grande convinzione, che è diventata sempre più decisa con la candidatura come capolista del prof. Beniamino Quintieri, cosentino illustre, che sarebbe potuto essere un'ottima risorsa come rappresentante calabrese in Parlamento, ma che, a causa di una legge elettorale insulsa, risulta escluso nonostante la cospicua messe di voti raccolta.

Oggi rimane la soddisfazione di avere avuto un largo consenso. Cosenza non era una “piazza facile”, nonostante tutto siamo riusciti a rompere le barriere dello scetticismo e a portare in città una nuova proposta politica, che non si esaurisce con questa tornata elettorale ma punta al rinnovamento partendo appunto dai governi locali".

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza - Italia Futura Calabria


12/02/2013

 

SULLA BARZELLETTA DI SCOPELLITI


 Abbiano appreso, non senza disappunto, che l'idea di istituire a Cosenza presso l'UNICAL, la facoltà di medicina e chirurgia, secondo il governatore Scopelliti, è più o meno una barzelletta.

E' proprio vero "ciascun dal proprio cor l'altrui misura" ed il governatore della Calabria, da tempo abituato alle boutade del suo líder máximo (leggi Silvio Berlusconi), evidentemente pensa che tutto in questa vita sia una barzelletta.

Purtroppo non è così, o almeno il grande progetto di medicina a Cosenza sicuramente non lo è. E non lo è per molteplici ragioni.

Primo: perché in quanto seria e non attribuibile a Berlusconi (quello del ponte sullo stretto o dei 4 milioni di posti di lavoro) l'idea ha già un suo nutrito gruppo di sostenitori, non solo nel mondo accademico e civile, ma in quello politico, con in testa nientepopòdimenoche il sindaco Mario Occhiuto. A questo proposito consigliamo vivamente al sindaco, subito dopo l'imminente tornata elettorale, di verificare la tenuta della maggioranza che lo sostiene, atteso che il voto favorevole al piano antidissesto si è reso possibile non certo grazie alla componente pidiellina, in gran parte assente in aula al momento della votazione.

Secondo: perché le materie del biennio di medicina sono già coperte dagli insegnamenti presenti in altre facoltà dell'UNICAL, ovvero che l'operazione, almeno inizialmente, sarebbe a costo zero o quasi.

Terzo: perché la facoltà di Cosenza non nascerebbe in alternativa a Catanzaro ma a latere di quella esistente a Germaneto. I promotori della sottoscrizione non hanno alcuna intenzione di avviare una guerra tra poveri, bensì iniziare una costruttiva azione sinergica per migliorare il servizio didattico e sanitario.

In ultimo, perché realizzare medicina a Cosenza significherebbe completare l'offerta formativa dell'ateneo cosentino, già adesso importante riferimento culturale per l'intero meridione d'Italia.

In conclusione, un consiglio al governatore Scopelliti: prima di emettere giudizi lapidari sarebbe il caso di conoscere fatti e circostanze, sapere gli orientamenti e comprendere le finalità. Si eviterebbero figure barbine e repentine retromarce, elementi questi che creano disaffezione negli elettori, ma quel che è peggio rendono la sua attività politico-istituzionale un'autentica barzelletta.

 

P.S.: Buongiorno Cosenza ha deciso di scendere a fianco di COMUNICALMED promuovendo centri di raccolta firme in tutta la città.

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza - Italia Futura Calabria


05/02/2013

 

MONTEZEMOLO IN CALABRIA

 

"Come candidato di Scelta Civica, ma soprattutto come fondatore di Italia Futura Calabria sono onorato ed al tempo stesso compiaciuto per la decisione di Luca Cordero di Montezemolo di testimoniare in Calabria il fattivo coinvolgimento del nostro movimento in questa tornata elettorale". E' quanto afferma Sergio Nucci, leader di Buongiorno Cosenza e membro del direttivo di Italia Futura Calabria, che ha aggiunto: "La sua presenza al fianco del capolista Beniamino Quintieri e di tutti noi candidati è la prova che tutte le componenti di Scelta Civica, sono fortemente impegnate a dare impulso e supporto ad una competizione elettorale dove i programmi devono prevalere sulle contrapposizioni personalistiche. Luca di Montezemolo è il testimonial di un'Italia che produce e non si arrende, di una Nazione che vuole andare avanti e rimboccarsi le maniche, di una Paese che vuole ritornare ad essere credibile sulla scena mondiale".

Nucci ha poi concluso: "Non faremo mancare a lui ed a Floriano Noto, che sarà al suo fianco, il calore e l'affetto della nostra regione e con questi sentimenti siamo pronti ad accoglierlo a Cosenza come a Reggio, tappe importanti del suo tour calabrese".

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza - Italia Futura Calabria


17/01/2013

 

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI FRANCO SANTO

 

Grande tristezza ha suscitato la notizia della scomparsa di Franco Santo.

Con lui va via un pezzo importante di una stagione politica cittadina che ha coinciso con l’ingresso in politica di tanti di noi.

In queste ore il mio pensiero va ai suoi ultimi anni trascorsi come capo gabinetto di Salvatore Perugini. Anche in quel periodo, pur se su postazioni diverse, non mancarono momenti di stima ed affetto, sentimenti che caratterizzarono sempre i nostri rapporti.

Ai suoi familiari giunga il sincero cordoglio mio personale e delle donne e degli uomini di Buongiorno Cosenza.

 


12/11/2012

 

LA METRO IN CONSIGLIO

 

Registriamo, che intorno alla realizzazione della metropolitana leggera, si sta sviluppando un dibattito sempre più articolato al quale però, fino ad oggi, è mancato il contributo del consiglio comunale di Cosenza.

La massima assise cittadina, infatti, fino ad oggi, non ha licenziato alcun documento riguardante la propria posizione né sul tracciato, né su quella che è la volontà autentica della cittadinanza espressa per il tramite dei suoi rappresentanti.

Percorso, opportunità, prescrizioni, possono arrivare solo dal consiglio comunale cittadino, unico soggetto abilitato alle modifiche delle quali tanto si parla ma che restano ancora sulla carta.

Per ovviare ad un vulnus che inficia l'intero progetto della metropolitana, abbiamo richiesto quest'oggi, sostenuti dalla gran parte dei consiglieri, comunali, senza distinzione di appartenenza, la convocazione di un consiglio comunale con all'O.d.G.: "La metropolitana leggera dell'area urbana - atto di indirizzo".

Siamo convinti che sviscerando sotto ogni suo aspetto il progetto, il percorso, le ricadute, le opportunità, il consiglio comunale di Cosenza potrà licenziare con cognizione di causa la miglior proposta possibile e comunque ossequiosa della volontà dei cittadini di Cosenza.

 

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza - Italia Futura Calabria


02/11/2012

 

PLUTARCO E LA MOGLIE DI CESARE

 

Ho partecipato, lo scorso martedì, ad una riunione congiunta delle Commissioni Consiliari Lavori Pubblici e Sport, convocate su mia richiesta, per discutere della delibera di giunta 101 del 3/10/2012 avente per oggetto “Immobile denominato "ex Bocciodromo" (in disuso) ed area attigua. Istanza dell'Associazione "Cosenza Guida Sicura" per la cessione in locazione. Atto di indirizzo.”

Tengo a sottolineare il fatto che il bocciodromo comunale, ora “ex”, dopo essere stato utilizzato, per molto tempo, come aula bunker in un maxi processo di mafia è stato riconsegnato alla fine del 2009 in condizioni che dovrebbero far vergognare coloro che lo hanno restituito in tale stato.

Durante i lavori delle commissioni, arricchiti tra le altre cose, da un accurato parere di legittimità rilasciato dal Segretario Generale, che, giova ricordarlo, aveva già con  la sua firma in calce attestato la liceità della delibera, sono state sviscerate in lungo ed in largo le finalità del progetto, la ricaduta sociale, il ritorno economico per la collettività e, non ultimo, il principio cardine del provvedimento, ovvero quando un comune non ce la fa a gestire in proprio una struttura di sua proprietà, per evitarne il degrado e l’oblio, è legittimato a concederlo a terzi, liberandosi così di responsabilità gestionali e giuridiche.

In termini procedurali una sorta di rivoluzione epocale nel nostro municipio perché il principio applicato, se ripetibile, apre una serie infinita di possibilità per tanti semplici cittadini, o associazioni all’uopo costituite, che possono con buona pace dell’amministrazione diventare gestori e al contempo benefattori liberando l’ente da onerosi balzelli e fornendo servizi di inestimabile valore.

In soldoni qual è il senso della delibera? Se uno ha una bella idea ed individua uno spazio, un fabbricato, un qualcosa di proprietà comunale mal  gestito o peggio destinato alla distruzione, può rivolgere una semplice domanda al comune che a fronte della promessa di ritorno di immagine,pur di liberarsi di costi e responsabilità, si disferà del bene con buona pace dei suoi amministrati.

Come dire: se la scuola "Pisani" di serra spiga va in malora, un qualche imprenditore dell’istruzione o della sanità può chiederne la concessione per qualche decina d’anni, ristrutturare il bene, assumere qualche decina di giovani, magari con borse lavoro, e fare un business utile prima che a lui all’intera comunità.

E meglio ancora se il bene ha potenzialità recettivo turistiche …. come il castello di Cosenza, che potrebbe diventare facilmente location per matrimoni e battesimi, o la villa vecchia, che a fronte delle sue pessime condizioni potrebbe trasformarsi in un vero parco divertimenti.. soprattutto in estate.

Questo il principio emerso. Legittimo? Certamente. Opportuno? Sinceramente non so.

Ma il mio interessamento per la struttura del bocciodromo ha stimolato anche altri interrogativi nei presenti, ovvero di come non avessi rivolto le mie attenzioni a situazioni nelle quali la sperequazione è forse più evidente. Ora, se una cosa non mi su può imputare è di non aver svolto in questi anni, e per intero, il mio dovere di consigliere comunale. Ho stimolato l’istituzione di commissioni di inchiesta ho interrogato, interpellato senza soluzione di continuità, e sono entrato con attività quasi inquisitoria in tante vicissitudini dell’ente come nessuno ha mai fatto, ciononostante se qualcuno ha potuto pensare che dietro le mie iniziative esistesse un pensiero viziato da preconcetti o a corrente alternata, è mio preciso dovere sgombrare subito il campo dal  benché minimo dubbio.

E ricordando Plutarco e la moglie di Cesare, chiedo da queste pagine ed in via ufficiale di conoscere tutti i contratti di gestione degli impianti sportivi comunali, tutte le concessioni di aree o locali pubblici, tutti  gli affidamenti di somme urgenze o cottimi fiduciari, chiedo che si illustrino criteri per gli affidamenti delle consulenze esterne, e si pubblichino gli elenchi degli incarichi conferiti, e finanche i criteri che regolano la realizzazione delle opere pubbliche in città. Ad abundantiam chiedo si pubblichino le graduatorie per i pubblici alloggi ed anche la situazione patrimoniale degli amministratori e le spese sostenute in campagna elettorale.

Se la mia richiesta di chiarimenti sull’atto di indirizzo del bocciodromo di Cosenza alla società “Cosenza guida sicura” significava anche chiarire in via definitiva quale e quanta sia la discrezionalità dell’amministrazione sono davvero felice di aver letto quel giorno le delibera 101.

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza - Italia Futura Calabria

23/09/2012

 

DE GUSTIBUS

 

Abbiamo letto con particolare interesse la nota del coordinatore provinciale del Pdl che definisce“una parte della burocrazia comunale: interdittiva, ostruzionistica e, francamente … non dotata di capacità manageriali di alto profilo”.

L’accusa, generica quanto inaspettata, è rivolta a dirigenti “che tardano a rendere efficaci le scelte politiche e che interpretano la divisione dei ruoli che la legge assegna - come una sorta di ducato all’interno del quale fare il bello e il cattivo tempo”.

Più che un tocco di fioretto, un vero e proprio colpo di clava assestato con particolare violenza a Mario Occhiuto, alla vigilia della seduta del 27 settembre prossimo nella quale importanti pratiche di bilancio verranno portate all’attenzione dell’assise di Palazzo dei Bruzi.

Ma perché tanta violenza (verbale, si intende) e perché questa tempistica? Noi, almeno noi, vogliamo andare a fondo in questo scambio di amorosi sensi. 

Dobbiamo capire il perché ecomprendere cosa intendesse il rappresentante di una forza politica che non è marginale nella conduzione di Palazzo dei Bruzi in questi 15 mesi.

Il PDL, per bocca del suo coordinatore, a chi si riveriva quando parlava di burocrazia comunale “non dotata di capacità manageriali di alto profilo”?

Deve intendersi “interdittiva, ostruzionistica e…non dotata di capacità manageriali”  la dirigenza nominata dal Sindaco o quella della pianta organica del comune di Cosenza?

Ci  si riferiva alla dirigenza comunale o a quella, ad esempio, delle municipalizzate (Amaco) o delle partecipate (Consorzio Vallecrati)?

Ed ancora: perché questi legittimi rilievi sono arrivati agli onori della cronaca?

Esistono precedenti sollecitazioni private rimaste inevase?

E perché non si è pensato ad indire una (forse meno clamorosa) riunione di maggioranza per fare il punto sull’azione amministrativa di questi 15 mesi?

Siamo, inguaribilmente, curiosi ma anche convinti che a questo punto la chiarezza su cosa voglia fare questa maggioranza e con chi farlo debba essere chiaro a tutti, in primis per chi ne è artefice principale per i voti espressi in campagna elettorale e per quelli che si esprimono nell’assise consiliare.

Confidiamo in risposte celeri ed esaustive … la seduta del 27 si avvicina a grandi passi.

 

Sergio Nucci e Michelangelo Spataro

Consiglieri Comunali di Cosenza


10/09/2012

 

UN SILENZIO ASSORDANTE

 

E' assordante il silenzio della politica locale sullo smantellamento della Carime nella  nostra regione. Se non fosse per qualche voce isolata, si potrebbe dire che la morte dell'istituto di credito più importante della storia calabrese non interessa davvero nessuno.

Eppure non è così. La Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania ha segnato nel bene (e qualche volta nel male) più di cento anni della nostra storia. Ha contribuito alla crescita ed allo sviluppo di un mondo professionale ed imprenditoriale di discreto livello, ha dato da mangiare a tante migliaia di famiglie e soprattutto ha costituito un volano di iniziative importante per il meridione e fondamentale per la nostra collettività.

Eppure il lento ed inesorabile declino degli ultimi anni è stato sopportato supinamente da politici di alto, medio e basso rango, senza una piega, senza una protesta, rassegnati tutti assieme al capezzale del morituro. Ed ora che la fine, quella definitiva, è alle porte non si ode alcun singhiozzo per cotanta perdita.

Ma ci siamo abituati. Tagliano i treni in Calabria e a Cosenza: silenzio assoluto. Chiudono la Banca d'Italia: silenzio assoluto. Smantellano la Ubi-Carime ex Cassa di Risparmio: silenzio assoluto.

Qui non si tratta di essere dalla parte dei dipendenti. Qui non si reclama la centralità di una banca un tempo fiore all'occhiello del meridione. Qui si rivendica la propria storia perché la Carime è la storia della Calabria e di Cosenza in particolare.

In altri tempi una banca come la nostra avrebbe dato slancio ed impulso all'economia del territorio. Dalle nostre parti l'inizio della crisi non è stato segnato dal tracollo della Lehman Brothers bensì dalla "svendita" della Cassa di risparmio.

Oggi non si intravedono soluzioni. O almeno questa nostra politica non sembra in grado di suggerirne alcuna, tuttavia, potrebbe avere il merito, se lo facesse, di indignarsi al cospetto di un atteggiamento arrogante e menzognero da parte di chi travisa gli accordi e disonora i patti.

Quando la Carime si fuse con Caripuglia e Carisalerno, era ben chiaro che a Cosenza sarebbe rimasto un ruolo direzionale, decisivo nell'ottica di un auspicabile rilancio, ma le scellerate decisioni di questi giorni dicono un'altra cosa: gli impegni assunti erano solo carta straccia e che oltre allo smembramento degli uffici ed alla riconversione delle agenzie, ben 1500 posti di lavoro saranno definitivamente cancellati.

Ecco cosa può fare la politica: ricordare a chi ha la memoria corta gli impegni e farli onorare. A costo, anche, di rivedere tutte le collaborazioni che gli enti locali calabresi intrattengono con la UBI Carime (Tesoreria della Regione Calabria in primis).

Per un ente, grande o piccolo che sia, conviene avere a che fare con una banca locale, con la quale interfacciarsi in tempo reale, o servirsi di una banca che ha la propria direzione a due o trecento chilometri di distanza?

 

Sergio Nucci

Buongiorno Cosenza - Italia Futura Calabria

27/07/2012

 

SOLIDARIETA' A ROSAMARIA AQUINO

 

Mi riesce difficile immaginare la giornalista Rosamaria Aquino impegnata in gesta terroristiche, non fosse altro che per la conoscenza maturata in questi anni di una professionista mite ma decisa, solare ma responsabile e, soprattutto, consapevole di esercitare un ruolo nel quale sagacia e meticolosità fanno il paio con equilibrio e distacco.

Mi riesce difficile immaginarla con passamontagna e mitra in mano e non nascondo che sarò profondamente appagato quando questa vicenda sarà chiusa e Rosamaria “riabilitata”.

Quel giorno, che spero arrivi presto, Rosamaria ritornerà con ancor più determinazione ai suoi affetti ed al suo lavoro. Perché entrambi non l’hanno tradita.

Un’ultima cosa: io abito difronte quella cabina…e se fossi stato io il vero destinatario delle molotov? Agli inquirenti l’ardua sentenza.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

14/06/2012

 

NUCCI ADERISCE A ITALIA FUTURA

 

Com’è nato il rapporto con Italia Futura?

«I primi contatti risalgono al maggio dello scorso anno, durante la campagna elettorale. Il movimento civico che ho guidato come candidato sindaco ha preso coscienza del fatto che c’era un movimento culturale, nato sui grandi temi, in predicato di estendersi sul territorio. Questo ci ha spinto a contattare Italia Futura e a presentarci come realtà operante sul territorio. Un movimento, il nostro, fatto dalla società civile, nato fuori dalla politica e che si presentava alle elezioni con una serie di liste civiche. Da lì Italia Futura ci ha seguito con attenzione. Quando hanno capito che c’era serietà d’intenti hanno iniziato ad invitarci alle riunioni. Poi è arrivata una vera e propria convocazione. È stato un matrimonio spontaneo tra due sensibilità che considerano la politica come un servizio. Italia Futura – è utile precisarlo – non  è un partito. È un laboratorio di idee ed è un posto di moderati, ovvero di persone che non amano i toni forti e che quando individuano il problema si impegnano per studiare una soluzione. Se critichi e basta diventi il qualunquista di turno che vive una sola stagione».

Il polo civico “Buongiorno Cosenza” sarà traghettato in Italia Futura?

«”Buongiorno Cosenza” ha l’ambizione di dare una speranza alla città, Italia Futura, se dovesse diventare un partito – ma non è detto – vuole offrire una speranza al Paese. Tutta “Buongiorno Cosenza” ha condiviso passo dopo passa questa marcia di avvicinamento e gli iscritti sono pienamente convinti che questo sia un percorso obbligato. I partiti tradizionali hanno fallito, le forze moderate non riescono a coagularsi attorno ad una proposta».

Il terzo polo, quindi anche l'Udc suo vecchio partito, non si è mostrato insensibile a Montezemolo. Il fatto di non allontanarsi troppo dall'area centrista ha influito sulla sua scelta?

«Ho aderito in passato all’Udc perché credevo nel progetto della Costituente di centro. Non è andato in porto e lo scoramento mi ha indotto a lasciare l’Udc. Oggi il movimento che nasce, e che potrà diventare qualcosa di più o restare quello che è, mi appassiona. Lo concepisco come un luogo d’incontro di chi non ha fatto una scelta verso la socialdemocrazia né verso  il conservatorismo che tutela i poteri forti».

E in Calabria che effetti può avere il movimento?

«La Calabria ha bisogno di mettere insieme persone di buona volontà. E noi, che non cerchiamo né pennacchi né medagliette da appuntare sulla giacca come testimonia la nostra storia, vogliamo spenderci per una generazione che pensi davvero di essere stata fortunata a nascere qui».

Domani incontrerà il suo movimento al cinema Italia. Come mai questa convocazione?

«Dopo un anno sentivo il bisogno di ritrovarmi con chi ha condiviso con me un percorso esaltante e dir loro che non abbiamo perso nulla del consenso riscosso alle amministrative. Anzi, oggi potremmo raccogliere di più. Il cinema Italia segnerà l’inizio di una nuova stagione di “Buongiorno Cosenza”. Il patrimonio che abbiamo messo insieme così faticosamente non andrà disperso e la politica questo deve saperlo».

Tra poco in Consiglio voterete il bilancio preventivo. Ha deciso se si collocherà in maggioranza o in minoranza?

«Guardiamo con molta attenzione alle scelte dell’amministrazione e siamo consapevoli che il momento non è dei più felici. La volontà del movimento è quella di realizzare i punti programmatici condivisi con il sindaco. Abbiamo le giuste energie per farlo. Aspettiamo che si creino le condizioni per realizzare quello che ci siamo detti un anno fa».

 

Maria Francesca Fortunato

Il Quotidiano della Calabria


05/06/2012

 

E' NATA ITALIA FUTURA CALABRIA

 

Si è costituito il comitato direttivo di Italia Futura Calabria, declinazione territoriale dell'Associazione Nazionale presieduta da Luca Cordero di Montezemolo.

Il comitato direttivo è presieduto da Floriano Noto, imprenditore di Catanzaro.

Gli altri membri del comitato direttivo di Italia Futura Calabria sono: Ilaria Campisi, imprenditrice (Reggio Calabria); Paolo Zagami, avvocato (Reggio Calabria); Paolo Naccarato, manager della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Cosenza); Sergio Nucci, medico, consigliere comunale “Buongiorno Cosenza” (Cosenza); Francesco Lopez, Presidente Banca Credito Cooperativo Due Mari (Cosenza); Giuseppe Frandina, medico, consigliere provinciale indipendente (Crotone); Matteo Tubertini, imprenditore (Catanzaro); Saverio Nisticò, imprenditore, (Catanzaro).

La costituzione del nucleo fondatore, che lavorerà nelle prossime settimane per coinvolgere e mettere in rete i numerosi aderenti già presenti in Calabria, rappresenta un primo passo importante per il radicamento di Italia Futura nelle diverse città della regione. L’associazione calabrese si propone di essere, così come Italia Futura Nazionale, un luogo di aggregazione per promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del paese e si impegnerà per formulare le idee e le soluzioni che possono nascere dalla conoscenza dei problemi reali del territorio.

Il sito dell'Associazione è consultabile all'indirizzo: www.calabria.italiafutura.it

La sede di Italia Futura Calabria è a Catanzaro, Via Assanti, 13.


16/05/2012

 

TUTTI IN FILA PER TRE

 

Le accuse che una parte del PDL rivolge quest’oggi al collega Andrea Falbo sono ingiuste ed inopportune. Ingiuste perché rivolte ad un consigliere che, al contrario di tanti Soloni da sottoscala, ha manifestato il proprio pensiero senza lasciarsi irretire da presunte appartenenze che non possono e non devono condizionare la propria condotta politica; inopportune perché aprono un fronte tutto interno alla maggioranza che, oltre ai mille problemi quotidiani, dovrà ora anche affrontare a tutti i livelli i distinguo di questo o di quello su questa o quella decisione.

Andrea Falbo, nel rispondere all’assessore ai Lavori Pubblici, a mio avviso, ha chiarito ciò che era scontato: le commissioni affrontano i problemi, individuano le responsabilità e propongono le soluzioni. Solo e semplicemente questo. Va da sé che a nessuno è consentito attribuire patenti senza correre il rischio di essere a propria volta giudicati.

Ma c’è di più: Falbo è stato addirittura accusato di aver ricercato facile visibilità aprendo ai giornalisti la sua commissione, “dimenticando” il regolamento, ma quel che è peggio omettendo di dire che altri erano i commissari che avevano inteso dare clamore a quel sopralluogo, e aggiungo io giustamente, per rendere edotta la stampa sulla situazione del Cimitero.

Che doveva fare allora il buon Falbo per alcuni? Secretare la commissione. E perché mai? Se i cittadini di Cosenza vanno al cimitero non si rendono conto con i propri occhi di eccellenze e deficienze? O vogliamo secretare il Cimitero?

Ho partecipato anche io a quei lavori ed ho appreso dalla bocca di dipendenti e funzionari quali sono le precarietà che si registrano.

In tutta onestà devo dire che né nelle parole dei comunali né in quelle dei commissari presenti, si è palesata la benché minima critica all’assessore ai lavori pubblici. La situazione riscontrata è la seguente: assenza di igiene nei locali del cimitero, quattro bare ancora in attesa di tumulazione di cui una con problematiche logistiche, loculi ultimati e non consegnati per insolvenza del comune e sala autoptica priva dei requisiti richiesti dalla normativa vigente (626/94 e s.m.i. per i neofiti).

Questi i fatti, né una virgola in più né una virgola in meno. Allora di cosa ci si lamenta? Che in una commissione presieduta da un consigliere di maggioranza si sia detto che vi sono cose che non vanno?

Ma davvero c’è bisogno del sigillo di una commissione per capire le cose che non vanno?

Noi siamo consiglieri comunali e come tali vediamo tutto quello che va e quello che non va, quali sono i lavori ai quali è stata data priorità (vedi cortile interno del comune) e quelli che ancora aspettano soluzione (vedi i marciapiedi, gli impianti semaforici, le perdite idriche, le buche sull’asfalto, la sosta selvaggia, gli addobbi natalizi ancora montati etc. etc.).

Forse i solerti colleghi avrebbero dovuto spostare il tiro e pretendere quello che Falbo (a questo punto “il coraggioso”) ha avuto l’ardire di chiedere in piena assise comunale a Sindaco ed Assessori, ovvero maggiore collegialità in maggioranza con piena condivisione di strategie e programmi.

Ma a volte si sa, lo spirito di corpo si chiede a chi nella scala gerarchica sta un gradino più giù dimenticando che “anche la regina ha avuto bisogno della vicina”.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


27/04/2012

REDDE RATIONEM !!!

 

Si è tenuta ieri l’assemblea degli aderenti a Buongiorno Cosenza.

Tema dell’incontro i primi 8 mesi di attività consiliare di Sergio Nucci, presidente del Gruppo “Polo Civico - Buongiorno Cosenza”.

Nel corso del dibattito numerosi gli interventi che hanno evidenziato come l’azione intrapresa fino ad oggi, rispettosa di patti che se anche non scritti mantengono uguali valori etici e morali, sia stata improntata alla collaborazione ed alla lealtà con l’amministrazione in carica.

E’ emerso  tuttavia, che il vero banco di prova dell’alleanza tra Buongiorno Cosenza e Mario Occhiuto, sarà il prossimo bilancio di previsione che a giugno dovrebbe essere portato nell’aula di Palazzo dei Bruzi.

In quella occasione si potrà avere la riprova se le proposte avanzate dal Polo Civico hanno trovato concretizzazione, ovvero se questa collaborazione può continuare e produrre risultati utili nell’esclusivo interesse dei cosentini.

Molto risalto, infine, è stato dato alle iniziative intraprese da Sergio Nucci come ad esempio quella sull’ospedale o la proposta di modifica della legge regionale per il taglio dei costi della Regione Calabria, con un O.d.G. che deve ancora essere discusso in Consiglio, o quella a sostegno delle fasce più deboli che ben presto sarà portata all’attenzione delle forze politiche.

Alla fine dei lavori, Sergio Nucci, dopo aver ringraziato i partecipanti per le espressioni di stima e di condivisione ha detto “Gli scenari politici del Paese stanno cambiando, e noi non possiamo rimanere indifferenti alle sollecitazioni dell’opinione pubblica sul grande tema della questione morale, sul rinnovamento della classe politica, sulla facoltà per gli elettori di scegliere i propri “eletti”, sulla riduzione dei costi della politica e sopratutto sulla individuazione di quelle forze sane capaci di interpretare la voce della gente nel rispetto dell’etica, dell’onesta e della passione”.

 

Ufficio Stampa di “Polo Civico-Buongiorno Cosenza”


27/03/2012

 

L'ANELLO AL NASO

 

Non ci scandalizza la decisione di dotare l’ospedale di Catanzaro “Pugliese-Ciaccio” di un Centro Pediatrico Regionale “Bambin Gesù”.

La nostra regione e, soprattutto, tutti i calabresi hanno titolo e diritto di rivendicare la migliore sanità possibile. Ben vengano, dunque, nuovi reparti, eccellenze e fiori all’occhiello disseminati in ogni dove nella nostra regione. Ciò che però ci lascia perplessi è di come, ancora una volta, venga realizzata la pratica dei “due pesi e due misure” da chi dovrebbe essere imparziale nelle decisioni.

Ci riferiamo all’annosa vicenda della cardiochirurgia negata al nostro ospedale.

Da più tempo si parla dell’istituzione di cardiochirurgia a Cosenza, e da più tempo si risponde che è inutile duplicare un servizio che è già presente a Catanzaro e Reggio Calabria.

Allora ci chiediamo, prima che come consiglieri, come cosentini: è mai possibile che quando si pensa di istituire un nuovo reparto nell’Annunziata la risposta è che non si possono duplicare le strutture, ma quando le strutture esistenti a Cosenza (vedi chirurgia pediatrica) vengono duplicate in altre parti della regione queste diventino normale routine?

E ancora: l’apertura del nuovo reparto di chirurgia pediatrica, non inciderà pesantemente sui già provati bilanci della sanità calabrese?  E se la logica è quella di ridurre la spesa di 230 milioni per l’emigrazione sanitaria non sarebbe più opportuno dotare i maggiori ospedali regionali di strutture di eccellenza per la gran parte delle discipline medico-chirurgiche?

Che qualcuno ritenga che nella città di Telesio gli abitanti portino ancora l’anello al naso?

 

Sergio Nucci “Buongiorno Cosenza”

Michelangelo Spataro "Lista Scopelliti”

Massimo Bozzo “Unione di Centro”


16/03/2012

 

SULL'ANONIMO CONSIGLIERE

 

Il mistero del consigliere alla ricerca del loculo gratuito anima, in questi giorni, il dibattito politico cittadino.

Eppure di cose di cui discutere ce ne sarebbero tante: dalla polemica per le ferie forzate nelle scuole cittadine per la fiera di San Giuseppe alla realizzazione del parcheggio di piazza Fera-Bilotti. Dalle condizioni in cui versa l’ospedale cosentino al dissesto idrogeologico che non risparmia cozzi e vallate del nostro comprensorio.

Ciononostante a tenere desta l’attenzione su Palazzo dei Bruzi ci pensa il rebus sull’identità del consigliere che reclamava un loculo per un presunto avente diritto.

Ma è davvero così importante sapere chi ha osato richiedere quel loculo? Si pensa davvero che dietro questa vicenda si celino oscure trame?

Francamente riteniamo di no. Che non ci sia nulla che meriti gli onori della cronaca, nulla di che scandalizzarsi. Sembra quasi una querelle montata ad arte nei confronti di un assessore, Katia Gentile che, ad oggi, sta affrontando senza reticenze e con piglio deciso le tante problematiche che il suo predecessore le ha consegnato insolute.

Facciamo, dunque, dire all’assessore le condizioni del nostro cimitero. Cosa ha trovato al suo insediamento. Se i fondi per il dissesto che lo minaccia perennemente sono arrivati e se si quando e se sono stati impiegati per le finalità per le quali erano stati erogati.

Queste sono le cose che dovrebbero interessare operatori del settore e non. Queste le domande alle quali vanno date risposte. Non quelle, a nostro avviso forzate ed impuntuali, che sviano il discorso da un tema che sta a cuore alla collettività.

Dalla conferenza stampa tenuta proprio da Katia Gentile, l’assessore ai lavori pubblici che fortunatamente non fa rimpiangere il passato, emerge la volontà di intervenire e di fare anche presto. Di colmare un gap che viene ereditato per intero dalla passata amministrazione e di procedere a rendere “civile e decorosa” l’abitazione perenne di tutti i cosentini.

Basta, allora, con questa infruttuosa polemica. La morte, che arriva per tutti, ha bisogno di essere trattata con ben altro rispetto ed altri toni.

Vogliamo accapigliarci? Cerchiamo altri argomenti…ce ne sono a iosa.

 

 

Sergio Nucci e Michelangelo Spataro

Consiglieri Comunali di Cosenza


13/03/2012

 

I COSTI DELLA POLITICA

 

Sulla scia dell’iniziativa avviata a Lamezia Terme dai consiglieri della lista civica “Progetto Lamezia”, è stata presentata questo pomeriggio, nella conferenza dei Capigruppo di Palazzo dei Bruzi, a firma dei Consiglieri Comunali Sergio Nucci, Sante Luigi Formoso,  Marco Ambrogio,  Giuseppe Mazzuca,Cataldo Savastano,Domenico Frammartino, Giovanni Cipparrone ,la modifica della Legge Regionale 14/2/1996 n.3: “Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale” ed alle altre fonti ad esse collegate.

Pur avendo la Regione Calabria, in questi giorni, apportato tagli alle spese sostenute dall’ente regionale, la gran parte dei quali decorrenti dalla prossima legislatura, appare lapalissiano che questi risultano insufficienti ed insoddisfacenti rispetto all’accorato richiamo all’austerità ed alla sobrietà dei costi della politica.

Al Consiglio Comunale di Cosenza, città capoluogo, è attribuito l’esercizio delle funzioni di iniziativa legislativa in ambito regionale previste dall’articolo 39 dello Statuto della Regione Calabria. Ciò significa che il Consiglio di Cosenza può proporre delle modifiche legislative al Consiglio Regionale, e che a quest’ultimo è demandata la potestà di accogliere o respingere le modifiche proposte.

D’intesa con colleghi di altri Consigli Comunali calabresi, i consiglieri firmatari, dunque, hanno inteso avvalersi di tale facoltà e chiedere in sintesi, di discutere delle seguenti modifiche:

1.      Riduzione del trattamento economico dei consiglieri regionali per i quali, senza distinzione di ruolo, è previsto solo l’80% dell’indennità prevista dall’art. 1 l.reg. n. 3/96.

2.      La soppressione dell’assegno vitalizio con effetto, però, dalla legislatura in corso. Per coloro che hanno già maturato il diritto al vitalizio, esso sarà corrisposto al compimento di sessantasette anni di età, invece degli attuali sessanta. E’ prevista, inoltre, la non cumulabilità con l’assegno vitalizio previsto per i membri del Parlamento italiano.

3.       La soppressione delle strutture speciali in favore dei membri dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, dei Presidenti delle Commissioni, del Presidente del Comitato regionale di controllo contabile e di quei consiglieri che ne potevano godere.

4.      La destinazione delle risorse finanziarie ricavate dalla riduzione dei costi conseguiti (almeno otto milioni di euro) dall’applicazione delle presente legge, in favore delle politiche pubbliche a sostegno della famiglie.

 

La palla passa ora al Consiglio Comunale. Staremo a vedere come la proposta verrà accolta e come intenderanno determinarsi sul punto i consiglieri comunali di Cosenza.


29/02/2012

 

PARLIAMO D'OSPEDALE

 

E' stata depositata oggi, presso la presidenza del Consiglio Comunale di Cosenza, la richiesta di convocazione di un Consiglio (primi firmatari Sergio Nucci, Michelangelo Spataro e Massimo Bozzo) per discutere un O.d.G. sulla situazione in cui versano l'Ospedale dell'Annunziata e gli altri plessi ospedalieri cittadini.

L'O.d.G., che mette in risalto le tante precarietà dei nosocomi cosentini, intende sollecitare, una volta per tutte, le autorità preposte, in primis il governo regionale, ad assumere tutti i provvedimenti necessari al rilancio di queste importanti strutture, atteso anche che l'Annunziata è Struttura Hub e come tale va potenziato e reso fruibile nel migliore dei modi.

I promotori, che auspicano il coinvolgimento di tutte le forze di maggioranza, sono certi che da un approfondito ed articolato dibattito, prima in commissione e poi in Consiglio, prenderanno corpo le linee di intervento sulle quali dovranno muoversi le forze di governo, al fine di ridare dignità e decoro ad una struttura che, negli anni passati, ha rappresentato punto di riferimento ed eccellenza nella sanità meridionale.

 


03/02/2012

EXCUSATIO NON PETITA...

 

Mi sarei aspettato dalla responsabile dell'unita operativa di odontoiatria dell'Annunziata ben altro intervento, anche se la replica non mi sorprende: excusatio non petita accusatio manifesta.
Ciò detto, andiamo a noi. Chiedo da anni, nella sede competente, ovvero nel Consiglio Comunale di Cosenza, nel quale rappresento i cosentini e dove siede il Sindaco, la massima autorità sanitaria cittadina, che venga istituito al più presto, presso l'Annunziata, il reparto di Chirurgia Maxillo-Facciale.
Lo chiedo perché come utente, come odontoiatra e come consigliere comunale so perfettamente che all'Annunziata di Cosenza non vengono eseguiti interventi di chirurgia maxillo-facciale. A questo proposito alzino la mano quegli utenti e/o quei colleghi odontoiatri che hanno trovato risposte nel nostro nosocomio circa la riduzione di fratture condilari, o l'asportazione di ameloblastomi, o la risoluzione di schisi labio-palatine, per fare solo alcuni esempi.
Questa chirurgia, purtroppo, da noi non viene trattata e sicuramente non per colpa della responsabile Loizzo che non ha né le competenze ne le responsabilità  per farlo.
Allora di cosa si lamenta? Che non dica ai pazienti che a Cosenza esiste una unita operativa di odontoiatria? Il centro di Cosenza sarà pure ai vertici nella graduatoria regionale per la casistica operatoria, tuttavia questo fatto, del quale certo non dubito, non risolve le questioni che ho sollevato e che non coinvolgono, quindi, il servizio della Loizzo.
Ben venga, dunque, l'unità di odontoiatria ma non è l'oggetto del mio ragionamento nè quello che la gente si aspetta da un ospedale regionale, e scusate se è poco.
In ultimo una battuta che la Loizzo mi consentirà: non ho mai sentito i colleghi cardiologi cosentini lamentarsi dei politici che vogliono realizzare a Cosenza la cardiochirurgia. Che siano meno permalosi degli odontoiatri?

Sergio Nucci


02/02/2012

 

LA SANITA' NEGATA

 

Ogni notizia riguardante la malasanità suscita sempre nell’opinione pubblica grande eco. Per tanti motivi, non ultimo, per il fatto che quando si parla della salute dei cittadini ci si sente direttamente coinvolti, quasi vivessimo in prima persona il dramma di chi soffre.

E’ successo anche stavolta per le indagini che vedono coinvolte alcune cliniche private molto note del tirreno cosentino.  Nulla da dire sulla legittimità degli accertamenti, come sempre sono convinto che la giustizia farà il suo corso e che i responsabili pagheranno mentre gli innocenti potranno provare la loro estraneità. Tuttavia, una considerazione devo farla relativamente ad una clinica, la “San Luca” di Praja a Mare, molto nota in ambiente odontoiatrico, e nella quale vengono eseguiti interventi notoriamente tabù nei nostri nosocomi. È un fatto che per prestazioni un tantino complicate di chirurgia odontoiatrica, nostri concittadini aventi diritto, ovvero che sono assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale, si siano rivolti in passato (ed auguro anche in futuro) a questo centro  dal quale sono arrivate risposte a legittime richieste di assistenza.

Ripeto, non conosco le carte e non so se ci siano e quali siano le responsabilità, ma la notizia in se, per la sua cruda drammaticità, impone a chi ne ha facoltà di interrogarsi e capire perché alcune degenerazioni siano frutto, molte volte, di una sanità negata nei nostri ospedali.

Se esistono centri che erogano prestazioni in regime di convenzionamento è perché lì, l’offerta pubblica o è assente, o è insufficiente, o è (dispiace dirlo) di qualità minore.

Solo ed esclusivamente per questo.

Fanno bene le autorità a vigilare che tutto avvenga secondo i crismi della legalità, ma chi ci governa farebbe bene a garantire un’assistenza sanitaria piena ed efficiente in ogni dove. Soprattutto, ad esempio, nel nostro ospedale regionale, dove branche come la cardiochirurgia o la chirurgia maxillo-facciale latitano.

Con il movimento Buongiorno Cosenza ho chiesto al Sindaco Occhiuto di diventare parte diligente nella realizzazione di cardiochirurgia a Cosenza. Bene! A questo punto lo invito a farsi portavoce di un’altra esigenza molto avvertita dalla popolazione, ovvero dell’istituzione all’Annunziata di un reparto di chirurgia maxillo-facciale dove curare con scienza e coscienza quegli sfortunati che per chirurgie odontoiatriche, anche banali, devono rivolgersi al privato di turno o al centro convenzionato sia esso la clinica “San Luca” o l’Ospedale “Miulli” di Acquaviva delle Fonti a Bari (sic!).

Ci sono tante malasanità nella nostra regione, non c’è che dire. Una è sicuramente quella che riguarda la sanità negata dei nostri ospedali.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

13/01/2012

 

E' TEMPO DI FATTI

 

Si sono riuniti ieri in assemblea a Cosenza aderenti e simpatizzati di Buongiorno Cosenza, il movimento che fa capo al consigliere comunale Sergio Nucci.
La riunione, fortemente voluta da quanti nelle ultime elezioni hanno sostenuto la candidatura a sindaco di Nucci, ha avuto all’ordine del giorno, come unico punto, lo stato di attuazione dei punti programmatici proposti ed accettati dal sindaco Occhiuto nel turno di ballottaggio.
Nel corso del dibattito, tutti gli intervenuti hanno evidenziato come l’impegno nel turno di ballottaggio a favore dell’attuale sindaco sia stato sincero e determinato ma di come ad oggi, a più mesi da quegli accordi, non si abbia la benché minima traccia degli impegni assunti da Mario Occhiuto.
Le problematiche sollevate da Buongiorno Cosenza, come ad esempio lo spostamento delle autolinee a Vaglio lise, l’istituzione del sevizio notturno di polizia municipale, la realizzazione della cardiochirurgia a Cosenza, la linea veloce Vaglio Lise-Piazza Fera-Bilotti, sono questioni molto sentite dalla cittadinanza e che meritano l’attenzione e l’impegno promessi.
Ma non solo. Problemi come la carenza d’acqua determinata dai debiti milionari con SORICAL, o lo spinosa questione del personale del Comune, o le criticità di un settore come il commercio, tradizionalmente trainante per la nostra città, necessitano anch’essi di provvedimenti urgenti e non più differibili.
Intervenendo al termine dell’incontro Sergio Nucci ha dichiarato “Questo rinnovato entusiasmo da parte di donne ed uomini di Buongiorno Cosenza, mi inorgoglisce ed al tempo stesso mi responsabilizza ulteriormente a non abbassare la guardia ed a portare all’attenzione dei nostri amministratori i bisogni dei nostri concittadini. Lo farò, se necessario, con lo stile ed i modi che mi sono congeniali, senza tentennamenti e con continuità, nell’esclusivo interesse della nostra Cosenza.”.

 

UIfficio Stampa di "Buongiorno Cosenza"



02/01/2012

 

ANCORA UN SUCCESSO

 

Ancora un successo, l’ennesimo, domenica sera, nella città dei Bruzi, per la XIII edizione del Concerto di Capodanno.

Condotto da un’impareggiabile Anita Frugiuele, la kermesse di quest’anno, che ha visto la partecipazione dei pianisti cosentini Annachiara Muzzachi e Fabio Ciancio, si è arricchita della presenza della piccola Giada Borrelli, già nota al grande pubblico per le sue apparizioni a “Ti lascio una canzone” di RaiUno, accompagnata dal M° Paolo Luciani.

Dopo appassionante concerto a quattro mani sulle note di Faurè, Dvoràk e Barber, un crescendo di emozioni con la voce di Giada Borrelli che ha concesso per gli oltre trecento partecipanti più di un bis.

Soddisfatto il patron Sergio Nucci che a fronte della soddisfazione del pubblico ha garantito che per il prossimo anno l’impegno sarà quello di proporre il Concerto di Capodanno nel Centro storico proprio nel teatro Rendano.

Nel congedarsi dai presenti Sergio Nucci ha detto: ”Ringrazio quanti in questi 13 anni hanno collaborato alla realizzazione del Concerto rendendolo un appuntamento imperdibile per appassionati e non. La direzione artistica di Fabio Falsetta, la gratuità dell’evento, ma sopratutto la partecipazione offerta a titolo gratuito dagli artisti sono stati elementi fondamentali per la riuscita di un evento che ha come obiettivi il rilancio del nostro bel centro storico e la promozione di validissimi artisti locali”.

 


30/12/2011

 

ABBIAMO FATTO TREDICI

 

Il Concerto di Capodanno nel Centro storico spegne quest’anno 13 candeline. Sono tredici, infatti, gli anni che la kermesse musicale ideata da Sergio Nucci si tiene nel cuore del centro antico cittadino.

Programma ricco e pieno di sorprese quello di quest’anno.

Si inizia con un concerto a quattro mani dei pianisti Annachiara Muzzachi e Fabio Ciancio che interpreteranno pezzi di Faurè, Dvoràk e Barber. A seguire un cameo di un’artista cosentina, Giada Borrelli, già nota al grande pubblico per le sue apparizioni a “Ti lascio una canzone” di RaiUno, che sarà accompagnata dal M° Paolo Luciani. Il tutto nella stupenda cornice della Sala Maurizio Quintieri del Teatro A. Rendano.

Come sempre, la direzione artistica, affidata al M° Fabio Falsetta, ha puntato sulla gratuità e sulla cosentinità degli artisti nel pieno spirito dell’iniziativa: valorizzare talenti locali in una cornice tra le più suggestive del nostro Paese.

L’inizio è fissato per le ore 19,30 di Domenica 1 Gennaio 2012. Ingresso libero

 


22/11/2011

IL TEMPO E’ GALANTUOMO

 

Il tempo è galantuomo, ovvero basta aver pazienza e la verità arriva a galla puntuale, inesorabile, cruda.
Il comune di Cosenza è indebitato fino all'inverosimile. O meglio: non può indebitarsi più di così. Che significa? In soldoni, o si riducono drasticamente le spese combattendo seriamente gli sprechi, o il dissesto per Palazzo dei Bruzi diventerà improcrastinabile.

Ma in questi giorni, quello che più accalora il dibattito, non è su come fare ad uscire dalla crisi quanto di chi è la colpa.
Allora dico subito: sicuramente non mia e sicuramente neanche di Mario Occhiuto, al quale i milioni di euro di debiti iscritti nel bilancio dell'ente non possono essere addebitati. Ma giova davvero individuare le colpe o è più impellente rimboccarsi le maniche e capire da dove partire per risanare il risanabile?

Personalmente non credo, in questo campo, ai miracoli. Si deve applicare solo buon senso e rigore. Quel buon senso e quel rigore che devono albergare, in primis, in chi ha responsabilità di governo.

Mi spiego. Berlusconi per molto tempo, in maniera guascona e presuntuosa, ha affermato che le finanze dello Stato italiano godessero buona salute, lo diceva perché convinto di quelle affermazioni? Evidentemente no. Sperava, a modo suo e con la responsabilità del ruolo, di fermare gli effetti nefasti che, una pubblica dichiarazione di default, avrebbe generato nei mercati, innescando un clima generale di sfiducia e, quel che è peggio, di rassegnazione. Logico, vero? Nei cinque anni di giunta Perugini, mai, e sottolineo mai, il Sindaco, o un assessore, o un consigliere, ha espresso con crudezza e perentorietà un giudizio definitivo sulla crisi delle finanze comunali. Perché? Non certo perché le casse fossero piene e le risorse floride, solo per non creare nell'opinione pubblica, e soprattutto nei creditori, preoccupazione e diffidenza. Perugini non è certo colpevole né della congiuntura che ha vissuto, né della scarsezza di risorse dell'Ente. E' solo responsabile di aver cercato di avviare una fase di risanamento con uomini e modi sbagliati. E su questo Mario Occhiuto deve differenziarsi, ovvero sulle procedure necessarie a iniziare seriamente il risanamento e sull'establishment che deve mettere in piedi per uscire dal tunnel della crisi.

Enunciazioni? No, assolutamente. Nello specifico, a mio avviso, il Sindaco deve "rigenerare" completamente la squadra del Bilancio. La squadra non si cambia se si vince, e non si può certo dire che questa dirigenza ha vinto.
Un cambio radicale quanto dovuto, invocato da chi pensa che le responsabilità della politica vanno sempre di pari passo con quelle della burocrazia. Va costruito uno staff, utilizzando preferibilmente le risorse interne, e che
sappia ridare slancio ed entusiasmo ad un comparto ormai rassegnato.

Insomma, i musici vanno cambiati. Così come la musica. Più rigore e più regole. Stop a spese futili e improduttive.
Lotta all'elusione ed all’evasione in maniera seria, capillare ed equa e basta consentire nicchie di privilegio interne o esterne all'ente.

Si pretende, giustamente, che un amministratore, faccia il proprio dovere,  questo vale anche per chi lavora, da dipendente, per l'ente in ogni suo emanazione, considerato che non tutti (il proprio dovere) lo fanno. Se chi viene retribuito rende il servizio per il quale è pagato, allora è giusto che lo renda nel modo migliore e più produttivo per tutti.

E ancora, rendere fruttifero tutto il patrimonio comunale. Dallo stadio alle pubbliche vie, dai teatri alle aree comunali. Tutto, da oggi, deve far cassa. Gratis è un termine che per un po' di tempo deve sparire dal vocabolario dell'amministratore cosentino, con le dovute eccezioni, si intende.

Il rispetto delle regole serve a rendere migliore una società, non certo a penalizzarla o ad inibirne lo sviluppo.

Ricette banali, le mie, ma ahimè ancora non applicate. Il nuovo corso di questo Sindaco deve necessariamente partire da qui per dare la sensazione che qualcosa sia davvero cambiato.

Altrimenti sarà anche la sua, una agonia lenta e inesorabile, come quella vissuta dal suo predecessore.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


25/10/2011

 

ANCORA SULLA LAIRTE

 

Apprendo, con sincera soddisfazione, che in merito alla vicenda degli operai della LAIRTE, finiti nei giorni scorsi in cassa integrazione, la Telecom ha inteso assumere impegni ben precisi ed orientati a trovare soluzioni a tutela dei posti di lavoro oggi in predicato.

La querelle che vede coinvolte la LAIRTE e le sue maestranze merita sensibilità e attenzione da parte degli enti come la Telecom che devono, in ossequio ad una sana economia della nostra regione e al fine di garantire la sopravvivenza delle imprese calabresi, ricercare in ambito territoriale sinergie e collaborazioni, da parte della politica che deve farsi carico di supportare il made in Calabria volano di sviluppo per l’intera economia locale e, infine, da parte di chi ha il compito di assicurare principi di legalità in un settore come quello degli appalti nel quale il profitto, a volte, è a scapito di chi onestamente e diligentemente lavora.

Assieme alle donne ed agli uomini di Buongiorno Cosenza continuerò a seguire la vicenda della LAIRTE e di tutte le aziende che vivono analoghe situazioni, disponibile, se sarà necessario a far sentire ancora la mia voce.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


24/10/2011

 

ORDINARIA NON STRAORDINARIA

 

I pesanti tagli, imposti dal governo centrale, sottopongono le autonomie locali a enormi sacrifici. Il più delle volte, il mancato trasferimento di risorse comporta la riduzione o la cessazione di alcuni servizi, alcuni dei quali essenziali. Tuttavia, esistono alcuni settori che, almeno in teoria, non dovrebbero risentire della scure abbattutasi sulla finanza locale. Mi riferisco a quei servizi pagati direttamente dalla collettività (in realtà dai più indisciplinati) con i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie. L’articolo 208 del Codice della Strada sulla questione è chiaro: una quota compresa tra il 25 ed il 50% delle multe, deve essere impiegata per interventi di sostituzione, di ammodernamento, di potenziamento, di messa a norma e di manutenzione della segnaletica delle strade di proprietà dell'ente. Ciò significa che diverse centinaia di migliaia di euro - se non di più - che il comune di Cosenza incamera, a fronte delle tantissime sanzioni elevate devono, lo dice la legge, essere reimpiegate, ad esempio, nella manutenzione dei nostri impianti semaforici. Ciò da diversi anni non accade. Perché? Forse la somma raccolta per multe comminate è di scarsa entità o forse i nostri impianti semaforici non abbisognano di interventi manutentivi? Nulla di tutto ciò, eppure nessun semaforo in città si può definire efficiente. Sulla questione ho interrogato il nostro Sindaco. Si tratta, in realtà, di ordinaria amministrazione. Ordinaria non straordinaria, si badi bene, un po’ come tagliare l’erba, pulire le strade o riparare qualche cordolo, ma sufficiente a far maturare nell’animo del cittadino la sensazione di vivere in una città normale. Tornando al problema, non sta a me stabilire le cause di questa, ennesima, inefficienza, però è mio compito segnalare a chi di competenza quanto accade e sollecitare chi ne ha titolo, non solo a porre rimedio al disservizio, ma a chiarire una volta per tutte, che fine facciano i proventi delle multe che pur se incamerati prendono altre vie. Quali?

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"


13/10/2011

 

SULLA VICENDA LAIRTE

 

Ne sono convinto, di questi tempi fa molto più rumore parlare dei privilegi della casta, ma non inseguo l’audience, e ossequioso del “de minimis non curat praetor” dei nostri antenati, mi occuperò di una questione per la quale la politica con la P maiuscola, dovrebbe avere ben altra attenzione.

Innanzitutto un plauso ad una certa stampa che ha fatto quanto ha potuto per non far cadere nell’oblio le giuste rivendicazioni, non già di chi il lavoro vorrebbe trovarlo, ma di coloro che avendolo se lo vedono scippare da comportamenti a dir poco incomprensibili da parte di aziende che forse ritengono la Calabria una mucca da mungere.

Sto parlando della cassa integrazione per alcuni lavoratori della “Lairte”, una società cosentina che impiega un centinaio di operai. Non siamo a Termini Imerese né a Mirafiori, siamo a Cosenza dove anche poche decine di operai in cassa integrazione sono un problema molto più impellente della parking card ai consiglieri comunali.

I fatti sono noti, più di dieci anni fa, sollecitati dalla ditta Ceit Impianti di Chieti che garantiva le commesse sul territorio, alcuni volonterosi lavoratori misero su una azienda, la Lairte appunto, che doveva svolgere in nome e per conto della CEIT lavori per Telecom.

Le cose hanno funzionato fino al 2009 quando la Ceit ha ridotto drasticamente le commesse all’azienda cosentina, nonostante mantenesse appalti milionari nella nostra terra. Se ciò non bastasse l’azienda chietina qualche mese addietro ha presentato agli operai della Lairte una liberatoria riguardante i compensi che venivano erogati, pena, alla mancata apposizione della firma, la sospensione dei pagamenti. Commesse ridotte, liberatoria sui compensi, alla Lairte non è rimasto altro che attivare la cassa integrazione per 30 operai, i quali altro non hanno potuto fare che protestare civilmente, e denunciare che, nonostante le commesse della Telecom non fossero diminuite, loro si ritrovavano in cassa integrazione e ad un passo dal licenziamento.

Ma c’è di più, secondo gli stessi operai, la Ceit ha mantenuto le sue commesse e si servirebbe per l’effettuazione dei lavori nella nostra provincia di ditte sub-appaltatrici non in regola, non in sicurezza, e con personale all’ottanta per cento in nero.

Accuse gravissime che se provate però, meriterebbero l’interessamento della magistratura ed anche della stessa Telecom, committente degli interventi, alla quale gli operai si sono rivolti per avere rassicurazioni sull’argomento.

Ed ecco, allora, il ruolo della politica , quella con la P maiuscola.

Quello che dinanzi a fatti come questo, si interroga ed interroga gli organi deputati a vigilare affinché si faccia chiarezza, ovvero si dica se le ditte che sostituiscono nelle commesse questa bella realtà nostrana lo stanno facendo rispettando orari, retribuzioni e prescrizioni o se la loro è in sostanza una concorrenza “sleale”.

Questo chiedono quei lavoratori, questo dobbiamo chiedere noi come operatori della politica a chi le risposte deve dare.

Poi ci sarà sempre tempo per parlare delle parking card, o dell’arroganza di coloro che pensano di evadere le tasse di affissione in questa città, imbrattandola in ogni dove per pubblicizzare iniziative che restano, purtroppo, solo belle ma vane parole.

 

Sergio Nucci
Consigliere Comunale di Cosenza
Presidente Gruppo "Polo Civico - Buongiorno Cosenza"

29/09/2011

 

NUCCI: MOLTE PROGETTAZIONI, POCHE OPERE

 

«Noto attorno al sindaco grande apprezzamento per questi primi mesi di amministrazione che dimostrano un dinamismo cui non eravamo abituati. In effetti non è paragonabile alla precedente consiliatura, ed ha restituito alla città una rinnovata fiducia nell'istituzione comune». Parla Sergio Nucci, capogruppo consiliare del Polo civico-Buongiorno Cosenza, schierato con Mario Occhiuto al ballottaggio dopo avere corso da solo al primo turno. L'intesa è stata siglata in virtù di alcuni punti programmatici sui quali all'epoca c'è stata piena intesa, e che ora Nucci rispolvera, chiedendone il rispetto per continuare a sostenere questa maggioranza: dalla Circolare veloce al servizio notturno dei vigili urbani, dalla manutenzione su richiesta al reparto di cardiochirurgia, dallo Sportello unico di prenotazione allo spostamento delle autolinee.

«Sicuramente – riprende Nucci – su tutte queste iniziative sono state dette molte parole, pure confortanti, ma i punti programmatici, invece, sono stati pochi. Sto aspettando la loro realizzazione ma io puntavo sui primi cento giorni per concretizzarli molti, perché è possibile. Cardiochirurgia, a esempio, in un ospedale hub come l'Annunziata, è un fatto automatico. La circolare veloce si può fare e infatti il sindaco ci sta lavorando. Per quanto riguarda lo spostamento delle autolinee – aggiunge Nucci – è una questione di poche ore, però bisogna crederci e avere il coraggio di farlo».

Il consigliere sottolinea che si sta lavorando molto sulle progettazioni: «Vedo che c'è molta voglia di realizzare quanto meno la parte progettuale di opere sulle quali nutro seri dubbi per quanto riguarda l'effettiva cantierizzazione considerate le ristrettezze economiche in cui ci dibattiamo. E che non sono certamente tutte ascrivibili ad Occhiuto. Le linee programmatiche parlano di un piano di opere pubbliche di 500 milioni di euro. Forse – sigilla Nucci con un filo di sarcasmo – io vivo in un altro mondo, oppure quando è stato proposto il piano la crisi non si faceva sentire in maniera così forte e cruda. Sinceramente credo ci sia un sovradimensionamento».

 

Domenico Marino

Gazzetta del Sud


26/09/2011

 

CERCHIAMO SINERGIE

 

Nei mesi scorsi, dopo essere stato adibito ad aula bunker, è ritornato nella disponibilità del nostro Comune, il bocciodromo di via degli Stadi.

Nato per consentire a tanti appassionati di bocce di praticare questo sport in un impianto sportivo all’avanguardia, il bocciodromo non è mai entrato in funzione, trasformato, fin da subito, in aula bunker per la celebrazione dei maxi processi tenuti in città.

Una trasformazione radicale che, aggiunta all’incuria dei suoi gestori, ne ha stravolto ruolo e funzioni.

Oggi, dopo anni e anni, torna nella disponibilità del nostro comune, ma ci torna, come detto, assolutamente privo dei suoi connotati originari.

Nel bocciodromo, infatti, non è più rintracciabile l’originaria vocazione, ma proprio per questo può oggi rinascere e diventare qualcosa di nuovo, di utile alla società cosentina. Per far questo però occorrono fondi. Tanti. Troppi per le nostre provate casse. Allora è necessario inventarsi qualcosa.

Pensare ad un qualcosa che serva a rilanciare tutta quella zona, proponendo un’idea che la trasformi in punto di riferimento per Cosenza ed il suo hinterland. Serve necessariamente qualcuno che, a fronte della spesa necessaria al suo recupero, tragga un profitto per sé e per gli altri.

Ecco l’interrogazione rivolta al Sindaco quest’oggi, con l’invito a coinvolgere, nel piano di recupero dell’ex-bocciodromo, la Camera di Commercio di Cosenza.

La città da qualche anno non ha più a disposizione il suo quartiere fieristico, che tante belle e proficue iniziative ha visto alternarsi all’ombra delle famose cupole geodetiche di viale Magna Graecia.

Il bocciodromo, in mano ad un ente serio e solido come la Camera di Commercio, potrebbe riprendere vita.

Potrebbe diventare area espositiva e surrogare il defunto quartiere delle cupole, in attesa che si realizzi una nuova area fieristica degna della nostra città.

L’ente camerale avrebbe i fondi per rendere la struttura funzionale e fruibile, avrebbe le energie per renderla appetibile e soprattutto avrebbe la spinta del mondo che rappresenta, per trasformare quell’area da anonima e desolante in importante e trainante realtà per l’economia cittadina.

E’ una opzione, forse non l’unica, ma certo una delle più praticabili, atteso l’interesse che l’ente camerale nutre verso iniziative che favoriscano lo sviluppo economico in un momento così carico di incertezze e problematiche. Un’area espositiva diventerebbe un volano per l’economia.

Cosenza vive di commercio ed aiutare il commercio significherebbe aiutare la città intera.

Una sensibilità della politica in questa direzione, a mio avviso, sarebbe auspicabile. E sarebbe un modo di aiutare concretamente quel terziario di cui si nutre la città. Più di una sagra e più di una passerella mondana.

Sono certo che il Sindaco Occhiuto saprà cogliere questa opportunità.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


09/09/2011

 

SENZA SOLDI NON SI CANTANO......

 

Ogni buon padre, nel mandare avanti la propria famiglia, non può non tener conto dei suoi averi ed amministrarli con oculatezza e responsabilità.

Un genitore prudente, rigoroso e lungimirante queste cose le sa e, per come può, le mette in pratica.

Nelle dichiarazioni dello scorso giugno, il Sindaco Occhiuto, ha dichiarato con apprezzabili tempismo e determinazione che per vederci chiaro nei conti dell’Ente, avrebbe dato incarico ad una società internazionale di revisione contabile.

Decisione saggia, doverosa, atteso che dei conti del comune se ne parla ormai da tempo e sempre con toni allarmistici.

E’ probabile, dunque, che in questi giorni verrà dato mandato per “capire” lo stato di salute dell’Ente e se esiste la possibilità concreta di salvare questo paziente agonizzante, al cui capezzale, fiduciosi, stanno coloro che da esso dipendono.

Per intanto, al fine anche di mettere un punto su questioni sulle quali le voci corrono i libertà, mi son preso la briga di chiedere al Sindaco la situazione debitoria del Municipio nei confronti di alcune importanti società che vanterebbero, a detta di molti, crediti astronomici, e dell’entità delle anticipazioni in corso dell’ETR e della Tesoreria Comunale.

Conoscere questi numeri, grandi o piccoli poco importa, può, a mio avviso, aiutare chi, a detta di tutti, si è assunto una autentica rogna nel guidare la nostra città.

Sono certo che nei quindici giorni che il regolamento prevede le mie domande troveranno risposta.

Anche questo sarà un modo per capire se la musica è cambiata.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


06/09/2011

 

IL GRILLO PARLANTE

 

Come ogni Consigliere ho il diritto, ed aggiungo io, il dovere, “di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno e risoluzioni e fare segnalazioni su argomenti di competenza dell'Amministrazione comunale”.

Questo è ciò che ho fatto nella scorsa consiliatura - a volte con piglio polemico, altre con fare collaborativo – sempre nell’esclusivo interesse dei miei concittadini

Con le mie oltre cento interrogazioni ho stabilito un record, ma, quel che è più importante, ho suscitato nell’opinione pubblica tante simpatie e solidarietà. Ho dato vita ad un movimento civico, Buongiorno Cosenza, coagulando tante belle e fresche intelligenze ed ho affrontato la tornata elettorale a viso aperto e senza uso di droghe leggere o pesanti.

Non intendo, anche per questo quinquennio, abdicare al mio ruolo di suggeritore zelante ma costruttivo del Sindaco pro-tempore.

Sono certo che Mario Occhiuto, neofita di cose comunali, possa trarre giovamento - almeno me lo auguro - dai consigli miei e degli aderenti a Buongiorno Cosenza.

E’ per questo che non gli farò mancare, con la puntualità che mi contraddistingue, osservazioni, soluzioni (e anche rimbrotti), al solo fine di fare, anche io, la mia parte in questo percorso che qualcuno già giudica il nuovo rinascimento di Cosenza.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


27/08/2011

 

QUESTIONE RIFIUTI: NOTA DI SERGIO NUCCI

 

La proposta avanzata in questi giorni dal sindaco Occhiuto sulla impellente necessità di realizzare, nella provincia di Cosenza, un termovalorizzatore, per porre rimedio all’emergenza rifiuti a Cosenza, non può che trovarmi favorevole. Proprio nella scorsa competizione elettorale, in un assordante silenzio, proposi come  soluzione all’annosa questione igienico sanitaria la costruzione di un impianto di smaltimento di ultima generazione, la torcia al plasma compatibile con i pregiudizi degli ambientalisti più convinti. Fu uno dei punti caratterizzanti il mio programma esposto ad impietosi e frettolosi giudizi, sopratutto da una parte ben precisa del mondo politico incline alla giubilazione senza appello. Tuttavia, con la schiettezza e la linearità dei comportamenti miei e del mio movimento affrontai la questione e indicai la terapia possibile. Oggi, a distanza di pochi mesi, il problema riaffiora in tutta la sua gravità e le soluzioni collimano con le mie. Soddisfatto? Non direi, ma orgoglioso si. Orgoglioso di aver dimostrato che si possono avere le idee giuste anche se queste idee a volte non incontrano subito il favore dell’elettorato.

Idee giuste ed appropriate come quelle relative all’ospedale cittadino ad esempio. La sollecitazione ad un impegno concreto e fattivo per la cardiochirurgia a Cosenza (al momento non se ne sa nulla…) serviva a ribadire la ferma intenzione di rilanciare il nostro l’ospedale. Le vicende di questi giorni legate al pericoloso depauperamento della ortopedia e della urologia, ancora una volta confermano che i punti programmatici della mia campagna elettorale erano quelli autentici sui quali assumere impegni precisi e risolutivi. E come sempre, con le donne e gli uomini di Buongiorno Cosenza, sono qui a sollecitare interventi e se il caso, come in questa circostanza, a plaudire ad iniziative volte in questa direzione.

La campagna elettorale ormai è finita, i veleni sopiti e le contrapposizioni rimandate. Resta solo la volontà (comune?) di affrontare e risolvere le grandi e piccole questioni della collettività. Saremo affiancati gli uni agli altri? Saremo tutti in grado di anteporre agli interessi dei singoli quelli della città? Io, noi, certamente si. E queste poche righe vogliono esserne testimonianza. 

L’ho detto e lo ripeto: se ci sarà da dire bravo lo dirò senza tentennamenti così come non mi tirerò indietro se ci sarà da difendere gli interessi degli ultimi e dei senza “compari”.

E’ stato questo il mio primo impegno nei confronti dei cosentini, assunto prima come uomo e poi come politico.

E gli impegni vanno rispettati  … sempre e comunque.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


28/07/2011

 

SUL RICORSO AL TAR

 

Può apparire banale, ma credo che la decisione del TAR, per quel che mi riguarda, non rappresenti altro che la certificazione del voto popolare e l’imprescindibile esigenza del rispetto delle sue volontà.
In questo senso fa realmente giustizia di un certo modo di intendere la competizione politica che talvolta pone a rischio il reale interesse dei cittadini che hanno chiaramente espresso le loro valutazioni.
Se mi è permesso, vorrei solo ringraziare pubblicamente l’Avv. Giuseppe Leporace, a me personalmente molto caro, espressione della migliore tradizione forense cosentina, esemplare per professionalità e signorilità.


Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 

11/07/2011

 

PER IL MOMENTO IN MINORANZA

 

Nella odierna seduta del consiglio comunale, Sergio Nucci, capogruppo di "Polo Civico- Buongiorno Cosenza" ha comunicato all'aula la sua appartenenza ai gruppi di minoranza. Nel suo intervento Nucci ha detto: "Ci sono tre buone ragioni per far parte oggi della minoranza : la prima sta nel fatto che Buongiorno Cosenza non ha alcuna rappresentanza in giunta, ma visto che neanche esponenti di primo piano come gli on.li Mancini e Chiappetta non hanno rappresentanza questa circostanza non è certo determinate per la mia decisione. Cosi come non è determinante la constatazione di non essere mai stato invitato ad alcuna riunione di maggioranza ne formale ne informale. Ripeto anche questa circostanza non è determinante atteso che ci sono consiglieri di maggioranza anch'essi mai invitati a tali riunioni. Esiste tuttavia un terzo motivo sicuramente più condizionante per la mia decisione ovvero la realizzazione di alcuni punti programmatici concordati in fase di ballottaggio con il sindaco Occhiuto. Ancora è troppo presto per chieder il conto al sindaco - ha aggiunto Nucci- ma quando i tempi saranno maturi ed i punti realizzati saremo pronti a sostenere questa amministrazione entrando in maggioranza. Fino ad allora saremo attenti osservatori e prolifici suggeritori di iniziative volte al bene della collettività. Siamo certi - ha concluso Nucci - che il sindaco onorerà gli impegni assunti perché siamo ossequiosi della massima latina "Promissio boni viri est obbligatio".

 

Ufficio Stampa di Buongiorno Cosenza


18/06/2011

 

ALTRI CINQUE ANNI DI IMPEGNO

 

Accompagnato da Lidia Chiodo e Giuseppe Guarascio, Sergio Nucci, Presidente di Buongiorno Cosenza e candidato a sindaco nelle passate elezioni amministrative, ha incontrato stamane, nella sua stanza di Palazzo dei Bruzi, il Sindaco Mario Occhiuto, nell’ambito degli incontri previsti prima del consiglio del prossimo lunedì.

Durante il confronto, durato circa quindici minuti, è stata ribadita la volontà di Buongiorno Cosenza di non far mancare i propri suggerimenti all’amministrazione guidata da Occhiuto nell’unico ed esclusivo interesse della città e dei cosentini.

“Cosenza – ha detto Sergio Nucci – ha necessità di uscire da un immobilismo che l’ha pesantemente condizionata in questi anni. Per far questo bisogna, da una lato impedire che lobbies e gruppi di potere continuino a condizionare uomini e scelte e dall’altro dar spazio a tutte le energie sane della città che ci sono ed hanno bisogno di essere messe in condizione di bene operare”.

Ed ha aggiunto: “In maniera leale abbiamo sostenuto Occhiuto nel turno di ballottaggio, non solo per le sintonie programmatiche registrate, ma anche per la prospettiva politica che ci è stata rappresentata. Saremo attenti nel valutare se ciò che è stato detto in campagna elettorale sarà realizzato e solleciteremo fin da subito l‘attuazione di quei punti programmatici che il Sindaco si è impegnato a concretizzare con la politica dei cento giorni, ovvero spostamento delle autolinee, circolare veloce e servizio notturno di polizia municipale per citarne alcuni”.

Nucci ha poi detto: “Noi non abbiamo sottoscritto alcun apparentamento tecnico ma saremo pronti a sostenere le scelte di questa maggioranza, se queste saranno condivise e indirizzate al bene non dei singoli ma della collettività”.

Alla fine dell’incontro Sergio Nucci ha rivolto un caloroso in bocca al lupo al Sindaco dichiarando “Ne ha bisogno perché visti gli scenari politici del Paese le nubi che si vedono anche qui all’orizzonte sembrano essere molto minacciose”.

 

Ufficio Stampa di Buongiorno Cosenza


25/05/2011

 

CONTRO I "SEMINATORI D'ODIO"

 

Per commentare le accuse rivolte in questi giorni a Mario Occhiuto dal suo avversario, potremmo utilizzare le parole usate da Pier Luigi Bersani, Segretario del PD, per stigmatizzare Letizia Moratti ed affermare che: il candidato a sindaco di Cosenza, sostenuto da una parte del centrosinistra, disperato, ha estratto la pistola e si è sparato sui piedi. Ma questa arroganza la pagherà, sono tentativi di colpi bassi come un pugile che non sa più dove colpire.

Ma noi andiamo oltre e diciamo, in maniera convinta, che non ci stiamo a questo clima che i “seminatori d’odio” stanno spargendo nella città che amiamo.

In questi mesi di campagna elettorale abbiamo parlato di idee, di progetti, di priorità e mai trasceso il senso di un impegno.

Anche oggi, fedeli a quella impostazione, riaffermiamo il nostro comportamento lontano anni luce da un modo becero di fare lotta politica e ci indigniamo che qualcuno ancora pensi che l’ingiuria paghi in termini di consensi.

Auspichiamo che gli ultimi giorni di campagna elettorale ci riservino solo confronti sui programmi e non attacchi velenosi che lasceranno sul campo una scia di rancori, dalla quale in futuro sarà difficile liberarsi.

A Mario Occhiuto, che sta coerentemente con la linea fin qui adottata di rimanere estraneo a queste bassezze, esprimiamo solidarietà politica ed umana vicinanza.

Siamo certi che i cosentini, col voto di domenica e lunedì, sapranno premiare chi, anziché alimentare un ingiustificato clima di caccia alle streghe, si ostina a spiegare come cambierà Cosenza.

 


02/03/2011

 

IL CONFRONTO CHE NON C'E'

 

Leggo dalla stampa che il sindaco Perugini e l’assessore Lucente hanno presentato alle organizzazioni sindacali il bilancio di previsione. Concertazione e condivisione o pura e semplice propaganda elettorale? Propendo per la seconda ipotesi, e a suffragare il convincimento porto all’attenzione dei lettori un episodio a dir poco illuminante.

Parto da una notizia delle ultime ore, ovvero dalla decisione di questa amministrazione di conferire allo storico (nonché ex deputato del PCI) Rosario Villari, la cittadinanza onoraria di Cosenza. Nulla da dire sullo storico. La formazione di molti di noi negli anni del liceo risente della sua visione dei fatti. Cattedratico insigne ha offerto al dibattito culturale italiano, anche in chiave meridionalistica, una lucida interpretazione dei fatti. Davvero un illustre figlio di Calabria (è nativo di Bagnara C.). Ma il metodo seguito per il conferimento, quello, è assolutamente contestabile.

Il fatto: senza la benché minima consultazione del consiglio comunale, che per chi non lo sapesse è l’unico organismo titolato al conferimento, si è annunciato ai quattro venti che il giorno 15 marzo il Consiglio avrebbe insignito lo storico dell’ambito riconoscimento. Ma come è possibile? I fatti ed i tempi parlano chiaro. Il Presidente del Consiglio con una conferenza dei capigruppo convocata ad horas, la mattina per il pomeriggio alle diciassette (si è poi tenuta alle 17,30) dello scorso lunedì 28 febbraio, ha sottoposto ai capigruppo presenti, Filice, Bartolomeo e il sottoscritto, l’intenzione di attribuire la cittadinanza al Villari.

Già in quella sede, con la chiarezza che mi contraddistingue, ho chiesto lumi sulle motivazioni, ovvero cosa spingesse l’amministrazione a cotanto interesse, ma nessun chiarimento a riguardo è arrivato, tanto da farmi esprimere forti perplessità su modi e tempi.

Assieme al collega Bartolomeo ribadivo che in presenza di forti ed inoppugnabili motivazioni avrei accolto di buon grado la proposta, soprattutto perché convinto della statura dell’insignito.

I chiarimenti purtroppo non sono arrivati. Ho invece preso atto e non senza grande disappunto, che l’amministrazione aveva già diffuso con un’ora di anticipo - alle 16,24 per l’esattezza - un comunicato con il quale annunciava il conferimento della cittadinanza onoraria per il 15 marzo allo storico Rosario Villari. Ma come era possibile tutto ciò?

La seduta dei capigruppo era stata interlocutoria, non si era raggiunto un accordo, come i colleghi Bartolomeo e Filice e lo stesso presidente del Consiglio possono testimoniare, e ciononostante con un’ora d’anticipo il Comune diramava, tramite il suo ufficio stampa, la notizia del riconoscimento. Un vero mistero. Doti di veggenza dell’amministrazione o presuntuosa sicurezza di poter convincere le intelligenze presenti in consiglio senza la benché minima discussione?

Forse entrambe le cose, resta però la considerazione che alla luce dei chiarimenti che non sono arrivati, la decisione di conferire una cittadinanza onoraria non sembra del tutto scontata. Addirittura il fatto di averla preannunciata senza aver avuto l’amabilità di ascoltare preventivamente il consiglio per bocca dei capigruppo potrebbe irritare quanti non accettano che sulla propria testa passino decisioni prese in via unilaterale e senza alcuna condivisione.

Spiace sinceramente dover constatare che decisioni che si traducono in gesti altissima valenza simbolica - perché attribuiscono ad un uomo di valore il massimo segno di appartenenza alla nostra comunità - siano assunte con questo stile irrispettoso nei confronti dei rappresentanti della città e in definitiva di noi tutti.

E se questi modi di falsa concertazione non dovessero trovare consensi in aula quel giorno potrebbero riaffiorare malumori e contrasti tali da spingere l’insignito a girare i tacchi e ritornarsene a casa privo del prezioso riconoscimento della comunità cosentina.

Vogliamo arrivare a questo?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

13/02/2011

 

DRITTI PER LA NOSTRA STRADA

 

Non provo più grande curiosità nel leggere le notizie di cronaca politica cittadina, o meglio, non mi aspetto più nulla perché so che nulla potrà accadere.

Le idee sulla città, i programmi, le ipotesi di sviluppo per Cosenza languono sulle pagine dei quotidiani, gli unici aneliti di speranza sono solo quelli che arrivano dalla società civile che vorrebbe, per una volta, recitare un ruolo da protagonista nella vicenda amministrativa cosentina.

Sono orgoglioso di guidare un movimento come Buongiorno Cosenza che da mesi incarna queste aspirazioni della cittadinanza. Sono orgoglioso di rappresentare, e non me ne voglia nessuno, quella parte sana e buona della comunità, che vuole scrivere la parola “fine” su un modo di amministrare ed intendere la politica.

Più volte ho detto che il fallimento dell’Amministrazione Perugini non poteva essere addebitato all’uomo Perugini quanto alla rete di interessi rappresentata da alcuni uomini dei partiti che ne hanno fortemente condizionato l’azione.

Ho detto che l’unica possibilità per il Sindaco di riprendere in mano le redini del Comune sarebbe stata quella di sganciarsi dalle logiche di chi vive la politica come raggiungimento di fini personali ed elettoralistici. L’ho detto, ma, ahimè, sono rimasto inascoltato.

I silenzi di questi giorni sull’idea di città da proporre ai cosentini, a destra come a manca, confermano che l’interesse non è per Cosenza ma per gli equilibri che si devono mantenere nello scacchiere degli incarichi, delle poltrone, del potere, che riguarda papaveri…e papere.

Io non ci sto a questa logica e non ci sono stato in passato quando ho rotto con questo modo infruttuoso di fare politica. Sono sceso in campo, ci ho messo la faccia, ho coagulato forze sane di questa città ed ho presentato la mia, la nostra, idea di città.

È paradossale che certa stampa si accalori ancora sul toto-sindaco dei vecchi e nuovi raggruppamenti, e non censuri il fatto che di Cosenza, tranne lodevoli eccezioni (la mia), nessuno parli di programmi.

Credo che ai cosentini poco importi chi guiderà Cosenza se non ha in mente un programma da realizzare e soprattutto se non propone soluzioni in grado di garantire sviluppo alla nostra comunità.

Tizio o Caio, magari scelti a ridosso del termine ultimo per la presentazione delle candidature, che cosa potranno fare per una città ormai in ginocchio senza avere pensato neanche per un minuto a come risollevarla?

Come in uno scacchiere gli uni aspettano le mosse degli altri, tessendo trame nelle oscure stanze del potere, per offrire cosa? Una nuova Cosenza o un nuovo patto di potere?

I cosentini hanno capito che questo tentennare non nasce con l’intento di avviare una fase di rilancio, sanno bene che i problemi delle nostre famiglie sono all’ultimo posto nella scala valoriale di chi decide. Ed è per questo che a maggio nelle urne, i Cosentini con la C maiuscola, faranno capire tutto il proprio dissenso verso questa vecchio, becero, inutile modo di fare politica, o almeno… me lo auguro.

 

Sergio Nucci

Candidato a Sindaco di Cosenza


11/02/2011

 

EGREGIO DIRETTORE...

 

...leggo in una nota a firma di Francesco Cangemi che alcuni non meglio identificati presidenti di cooperative "infuriati", avrebbero definito l'iniziativa di alcuni loro colleghi di sostenermi nella prossima competizione elettorale, con la lista "La Voce delle Cooperative", a titolo personale. Nulla di più vero.

I presidenti ed i soci delle cooperative che mi sosterranno lo faranno a titolo personale perché non sollecitati da prebende o chimere e non avendo alle spalle suggeritori o manovratori occulti pronti a guidare le loro mosse.
Lo faranno alla luce del sole, in linea con il costume cui mi sono uniformato e cioè senza mai nascondermi e mostrando sempre il petto al fuoco nemico.
E' pero strano dover rispondere ad anonimi interlocutori.

Chi sono? Quanti sono? Non intendono partecipare al voto? Vogliono puntare sul candidato con maggiore chanches di vittoria? Chissà...
Ma poi, su cosa dovrei rispondere? Nella nota diramata congiuntamente da Buongiorno Cosenza e La Voce delle Cooperative non ho scorto alcun cenno a coinvolgimenti tout court delle cooperative in quanto tali.

Nessuno ha mai millantato e nessuno ha mai inteso far di tutte le erbe un fascio. Perché di erbe ce ne sono tante, selvatiche, aromatiche, e perché no, anche nocive.
Di una cosa si può pregiare la lista La Voce delle Cooperative e cioè di annoverare tra i promotori tanti onesti lavoratori, ai quali altri ancora si aggiungeranno, che hanno come solo obiettivo quello di fare delle cooperative, nella loro interezza, un soggetto politico che acquisti dignità ed autorevolezza per gestire in autonomia la propria vicenda lavorativa. Per troppo tempo tante inutili promesse sono state fatte per carpire il loro consenso. Per loro credo sia arrivato il momento di andare a tutelare in prima persona sacrosanti diritti e doveri contrattuali.
Sempre per dovere di cronaca devo riferire che i presidenti delle cooperative che fino ad oggi hanno aderito a questo progetto sono quelli di: Arcobaleno, Valle Verde, Castello Svevo, Eva, Alarico, Multi verde, Italia, Colle Mussano, Liceo, La cometa (continua)....
Poche? molte? Non so ma ci sono e questo  è un fatto.

Il resto...sono solo chiacchiere.

 

Sergio Nucci

Candidato Sindaco di Cosenza



26/01/2011

 

NOI SIAMO DIVERSI

 

Quando con le donne e gli uomini di Buongiorno Cosenza ho deciso di scendere in campo, l’ho fatto con il chiaro intento di marcare in maniera inequivocabile la discontinuità con metodi ed abitudini proprie della politica con la p minuscola, dei giorni nostri.

Ho inteso fin da subito proporre ai miei concittadini una idea di città, ribadire alcune priorità programmatiche e far conoscere le persone che assieme a me avrebbero dato vita all’agognato cambiamento. Su questo ultimo punto sono stato inflessibile: ho raccolto consensi ed adesioni nella Cosenza onesta, laboriosa ma soprattutto stanca di elemosinare diritti.

A loro mi sono rivolto e con loro ho rivolto alle forze sane di questa città un appello ai liberi e forti, memore della mia, mai rinnegata, storia politica e mi sono rivolto anche a quelle forze politiche che sono stanche di intrecciare trame nelle oscure stanze del potere ma vogliono realmente dare vita al rinnovamento non solo della classe dirigente ma dei sistemi di acquisizione del consenso.

Abbiamo con il nostro agire marcato la differenza con gli “altri”. Del resto, la differenza, tra me e loro, tra noi e loro è lapalissiana.

Dal primo momento Buongiorno Cosenza, le liste, i partiti ed i movimenti che mi sostengono in questa avventura hanno detto con chiarezza le proprie intenzioni. Mettendo da parte tatticismi e strategie abbiamo detto, con l’onestà e la sincerità che ci contraddistingue, cosa volevamo e come lo avremmo realizzato. E lo abbiamo fatto con il largo anticipo che una idea forte e coraggiosa merita.

Senza pensare che il proporre in anticipo il progetto lo avrebbe “bruciato”. Come San Francesco di Paola sappiamo che il fuoco brucia chi non ha fede e a noi la fede nel nostro progetto certo non manca.

In una frase: ci siamo distinti dagli altri, da quello che succede in questi giorni, perché noi, in realtà, siamo diversi da coloro che pensano che conventicole, inciuci e macchinazioni alla fine producano il miglior risultato.

Stiamo incontrando tanti uomini, ominicchi e quaquaracquà, e sappiamo che tanti altri ne incontreremo. Siamo consapevoli che il cammino è impervio e la strada lastricata da tante insidie ma abbiamo chiaro l’obiettivo finale. Ridare dignità alla politica ed alla nostra gente.  Restituire fiducia nel prossimo e garantire a tutti, favorevoli e contrari, pari opportunità e regole certe.

Non sappiamo se e quando arriveremo, ma vogliamo ribadire a donne ed uomini di Cosenza senza distinzione di schieramento, che mai per un solo istante abbiamo illuso o mentito, ragionato per proprio tornaconto o imbastito trame disdicevoli, prediletto tatticismi o esercitato ingerenze. Questi metodi non ci appartengono e non ci apparterranno mai.

A me, a noi, appartiene soltanto un grande, sconfinato amore per Cosenza. Da questo amore traiamo entusiasmo ed incoraggiamento. Da questo amore, in un contesto difficile e pieno di insidie, solo lo sprone per dire alla città che un cambiamento non solo si può immaginare, ma si può realizzare: basta soltanto volerlo.

 

Sergio Nucci

Candidato a Sindaco di Cosenza


07/01/2011

 

DALLA PARTE DEI PIU' DEBOLI

 

Sono considerati ciechi civili i soggetti che, a seguito di visita medica presso la competente Commissione Sanitaria, siano riconosciuti affetti da cecità totale o abbiano un residuo visivo non superiore ad un ventesimo in entrambi gli occhi per causa congenita o contratta non dipendente dalla guerra, da infortunio sul lavoro o dal servizio. L’accertamento dei requisiti sanitari è di competenza delle ASP e la composizione delle commissioni ASP dal 1° gennaio 2010 è integrata dalla presenza di un medico dell'Inps quale componente effettivo. Inoltre, le Commissioni possono essere integrate anche da medici specialisti qualora si richiedano particolari competenze mediche.

Attualmente nella nostra città (ed in tutta la provincia), non è operante la Commissione per l’accertamento dei requisiti sanitari degli aventi diritto perché ciechi civili o ipovedenti, ed esiste un arretrato di un anno (tutto il 2010!) di pratiche inevase e questo perché ad oggi  l’ASP di Cosenza non avrebbe provveduto a rendere operativa tale Commissione.

Atteso che il Sindaco di un qualsivoglia Comune d’Italia è la massima Autorità Sanitaria del comune da lui amministrato e in questa veste, ai sensi dell'art. 32 della legge n. 833/1978 e dell'art. 117 del D.Lgs. n. 112/1998, può emanare ordinanze contingibili ed urgenti, con efficacia estesa al territorio comunale, in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica, sarebbe opportuno un autorevole intervento del Sindaco di Cosenza affinché si scongiurino situazioni che possano implementare emergenze sociali nei cittadini e soprattutto nelle fasce particolarmente “fragili” quali i diversamente abili ed i non/ipo vedenti.

Dinanzi a tale condizione, il Primo Cittadino di Cosenza è chiamato ad assumere iniziative utili a “sbloccare”, con i poteri conferitigli dalla legge, la perdurante inefficacia del riconoscimento dei diritti dei suddetti cittadini aventi i requisiti per godere delle indennità, arrivando, se necessario, ad investire addirittura il Prefetto di Cosenza.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


02/01/2011

 

CONCERTO DI CAPODANNO

 

Grande successo sabato sera, nel capoluogo cosentino, per la XII edizione del Concerto di Capodanno.

Questa volta  l’evento di musica classica, organizzato come ogni anno da Sergio Nucci, ha fatto tappa nella sala Quintieri del Teatro Rendano. La sala gremita oltremisura ha ascoltato estasiata  l'impareggiabile esecuzione del maestro Fabio Falsetta. A lui, arrivato direttamente da Coimbra, l'organizzazione ha donato un prezioso monile di Gerardo Sacco.

Il concerto di quest’anno è stato dedicato ai 200 anni della nascita del compositore ungherese Franz Liszt, autore della famosissima “Rapsodia ungherese” e de” Il sogno d’amore”.

L'evento artistico si colloca nel solco di un percorso grazie al quale gli organizzatori, oltre a porgere alla cittadinanza l’augurio per un anno all’insegna della solidarietà e della tolleranza, attuano il tentativo di recuperare luoghi caratteristici del centro storico al cui rilancio questi appuntamenti sono dedicati.

In questo contesto ben si inserisce la presenza dei trenta studenti cinesi che, grazie al progetto denominato "Il Milione in Calabria", e sostenuto dagli istituti "Cosentino", "Tommasi" e ITG di Diamante, possono conoscere tradizioni e luoghi della nostra terra.

Plauso anche a Sergio Mazzuca della Gioielleria Scintille che, anche quest’anno, non ha fatto mancare il suo contributo inserendo nel contesto musicale un ulteriore gesto d’amore per Cosenza, stavolta da parte dell’orafo Gerardo Sacco, presente all'evento, che ha donato alla città l’opera “La Fontana di Giugno”.

Nel presentare l’edizione di quest’anno Sergio Nucci ha detto ”Ringrazio quanti in questi 12 anni hanno fatto di tutto affinché il Concerto di Capodanno nel centro storico diventasse una bella realtà. A loro va il ringraziamento dell’intera comunità cosentina che sa apprezzare gesti tanto spontanei quanto disinteressati che hanno come unica finalità il rilancio della nostra Cosenza”.


16/12/2010

 

BUONGIORNO COSENZA: BUONA LA PRIMA

 

Nonostante la città fosse bloccata imprigionata nella  morsa della neve, “Buongiorno Cosenza” riempie l’Holiday Inn e presenta le liste a sostegno della candidatura di Sergio Nucci a Sindaco di Cosenza.

In questa frase è riassunta la prima convention organizzata ieri da Buongiorno Cosenza nel noto albergo cosentino per presentare le liste civiche, diretta emanazione del movimento Buongiorno Cosenza, che nelle prossime elezioni amministrative sosterranno nella corsa a Palazzo dei Bruzi, assieme ad altre forze politiche, il consigliere comunale di Cosenza e capogruppo del gruppo misto.

Non è riuscita neanche la neve, dunque, che ha messo in ginocchio una città assolutamente impreparata a fronteggiare l’emergenza maltempo, a fermare i tanti sostenitori e curiosi che ieri non hanno voluto perdere  l’appuntamento con i candidati ed  i 10 punti programmatici che Nucci ed il suo Movimento propongono alla città e sui quali cercheranno di aggregare non solo cittadini ma anche forze politiche per una campagna elettorale che si preannuncia  infuocata  e ricca di colpi di scena.

Attualmente quattro sono  le liste a sostegno di Sergio Nucci: oltre a Buongiorno Cosenza,  Cosenza Siamo Noi, Obiettivo Cosenza e Orizzonti Democratici . Quattro compagini formate da gente libera e perbene , come viene sottolineato in tutti gli interventi, e determinate nel dare voce ad una città che sente l’esigenza di cambiare realmente le cose.

Negli parole di alcuni candidati, scelti per la circostanza (per la cronaca, oltre al segretario Claudio Macrì, Maurizio Barbiero. Adele Sammarro, Niky Pecora, Maurizio Lupinacci, Manuela Piccolo, Ciccio Calvano, Piero Filie e per chiudere Lidia Chido)  testimonianze ed impegni concreti ma soprattutto la convinzione che, per conquistare il consenso ed il sostegno, è necessario parlare al cuore della gente proponendo cose realizzabili e non libri dei sogni come si è fatto fino ad oggi.

 A condurre i lavori, il portavoce del movimento Alessandro Pasqua, che con una sapiente regia ha contribuito alla riuscita di un evento che partito sotto i peggiori auspici - considerate le condizioni climatiche - alla fine si è rivelato un successo sia sotto il profilo della partecipazione che dei contenuti.

Chiudendo i lavori  Sergio Nucci,  ha dichiarato: “Con una squadra così  qualificata e preparata è facile immaginare che Buongiorno Cosenza reciterà, nelle prossime amministrative, un ruolo da protagonista poiché sarà in grado di offrire al dibattito politico una contributo autorevole e competente”.  Ed ha aggiunto ”Siamo determinati ad andare avanti, ci vuole ben altro che le querele o la neve per poterci fermare”.

 


20/11/2010

 

IL BILANCIO "BREVETTATO"

 

Al Comune di Cosenza hanno escogitato un metodo perfetto per mantenere il bilancio comunale sempre in pareggio. Metodo brevettato che, probabilmente, visto il ruolo del Sindaco nell’ANCI e le ristrettezze nelle quali si affannano le amministrazioni locali, potrà essere esportato in tanti altri comuni della penisola. Il metodo “Cosenza” è semplice: consiste da un lato nel gonfiare le entrate, dall’altro nel non onorare gli impegni, ovvero nel non pagare i debiti.

La considerazione di quest’oggi, penosissima, parte dall’ennesimo episodio di strafottenza del potere nei confronti dell’onesto cittadino. Stavolta  si tratta di un imprenditore che a fronte di lavori di bitumazione effettuati per l’Amministrazione Comunale, già da diversi mesi, nonostante le sue continue e legittime sollecitazioni, non ha visto riconosciuto il dovuto pattuito (l’interrogazione a riguardo, la 112^, è stata presentata stamane). L’imprenditore in questione è persona seria ma, soprattutto, disposta a scoperchiare la pentola su un sistema che al Comune di Cosenza, dicono, è prassi. Fai un lavoro, eroghi un servizio, presenti una parcella, per farti “pagare” devi sudare sette camicie. E, se non bastasse, in qualche caso, devi anche accomodarti nella stanza del potente di turno che, a fronte di un assolutamente dovuto interessamento, ti ricorda che di qui a poco si voterà e questa “disponibilità potrà essere ripagata  con il voto a qualche congiunto o amico.

Triste ma vero. Questa è la realtà di questi giorni (o di questi anni?) a Palazzo dei Brzui. Non ce l’ho con dirigenti, funzionari o dipendenti del bilancio. Si arrampicano sugli specchi, tolgono qui e mettono li, proprio come con le vacche di Fanfani, sapendo bene che se la coperta è corta da qualche parte scoprirà.

Se non si paga l’IRAP per gli amministratori si spera che qualcuno (il sottoscritto) non lo scopra. Se non si finanzia il fondo di solidarietà si spera che qualcuno (il sottoscritto) non lo scopra. Se non si pagano le parcelle degli avvocati (il più delle volte giovani alle prime e retribuite esperienze professionali) si spera sempre che qualcuno (il sottoscritto) non lo scopra.

Il più delle volte va bene. Altre, come in questo caso, no. Allora prendo la penna e scrivo, interrogo, urlo la mia indignazione. L’ho fatto per cinque anni senza tentennamenti e senza cedere a lusinghe, minacce o indifferenze. L’ho fatto perchè lo dovevo alla mia città, l’ho fatto senza pensare ad elezioni o carriere. L’ho fatto perché era giusto farlo e se qualcuno ha apprezzato il mio impegno, un bravo sarebbe gradito.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


17/11/2010

 

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI BENITO FALVO

 

Con la scomparsa di Benito Falvo, se ne va una delle pagine più significative della storia di Cosenza. Abbiamo tutti perso uno dei protagonisti più genuini, per oltre mezzo secolo, della vita politica cittadina, che seppe interpretare con rigore, tenacia e coerenza i ruoli istituzionali ai quali di volta in volta la sua comunità lo ha eletto.

La sua vita, il suo rigore, la sua onestà dovranno essere esempio per le generazioni future così come lo sono da sempre per tanti che hanno condiviso le sue idee ed il suo impegno.

Al collega ed amico Fabrizio, alle sue sorelle e a tutti i suoi cari giungano le condoglianze mie e di tutto il movimento “Buongiorno Cosenza”.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


13/11/2010

 

HANNO PAGATO L'IRAP?

 

Il regolamento del Consiglio Comunale di Cosenza recita al comma 2 dell’art 29 “Le interrogazioni sono rivolte ad acquisire informazioni o spiegazioni in ordine ad un determinato atto o fatto. Esse vanno presentate per iscritto. Possono essere presentate al Sindaco e rivolte alla Giunta … (omissis)”, ovvero: il consigliere comunale per sapere deve chiedere.

In questi giorni, nel palazzo di città si sussurra che non sarebbe stata corrisposta nelle forme e nei tempi dovuti l’IRAP, cioè  l’imposta regionale sulle attività produttive. Anche le amministrazioni comunali devono versarla ed anche la amministrazioni comunali, se morose, vengono sottoposte a sanzione.

Il problema: se è vero che non è stata pagata l’imposta (ma per saperlo devo chiederlo), di chi è la responsabilità? Ribadisco: non so se si è adempiuto al versamento, e non ho altri modi per conoscere la realtà dei fatti se non chiederlo direttamente al Sindaco. Giova ricordare, a questo proposito, che quando ho rivolto agli uffici domande dirette, precise e inequivocabili, come quelle del lontano 16 marzo 2010 sui partecipanti al concorso per  dirigente, in svolgimento in questi giorni, non ho ricevuto risposta alcuna, circostanza questa che la dice lunga sulle possibilità che ha un consigliere comunale di svolgere compiutamente e senza ostacoli il proprio mandato.

Ma io non demordo. Ci sarà pure un modo per far si che i sordi sentano …

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


05/11/2010

 

PATTO FEDERATIVO TRA FLI E BUONGIORNO COSENZA

 

All’esito di un incontro svoltosi tra i dirigenti di Futuro e Libertà per l’Italia e del movimento Buongiorno Cosenza, alla presenza, per quest’ultimo, del Presidente Sergio Nucci e del Portavoce Alessandro Pasqua, e del coordinatore cittadino di FLI Valerio Zicaro, è stato siglato un patto federativo in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera.

L’accordo rappresenta la naturale conseguenza di una comune visione sull’attuale situazione della città e sulle prospettive per Cosenza: la necessità di un reale e visibile ricambio della classe dirigente, a cominciare dal candidato alla carica di Sindaco.

E’ comune convinzione che gli ultimi decenni di cattiva amministrazione hanno portato Cosenza ad una situazione di degrado oggi sotto gli occhi di tutti; mentre, sulla pelle dei cittadini, i soliti oligarchi costruivano le proprie fortune, personali e politiche.

L’obiettivo di questo patto federativo è di restituire la città ai suoi cittadini: il Sindaco e le liste che lo sosterranno non dovranno essere funzionali alle polverose logiche trasversali che non hanno mai cambiato nulla e che non cambieranno mai nulla perché asservite agli interessi personali di quegli stessi oligarchi che da, ormai, troppo tempo governano questa città.

Il patto federativo rappresenta il punto di partenza di un percorso comune, fondato sulle succitate premesse, che intende offrire proposte e soluzioni concrete alle reali emergenze che affliggono la città di Cosenza.

Si può restituire dignità ai quartieri popolari, si può rilanciare il centro storico, si possono razionalizzare le spese e ridurre le tasse, si possono garantire servizi civili (acqua, raccolta rifiuti, pulizia) se per una volta si pone al centro dell’azione amministrativa la città e l’interesse collettivo.

Oggi la speranza che questo patto federativo ai allarghi a tutte quelle forze politiche, ai movimenti, alle associazioni, ai cittadini che intendono essere protagonisti di un cambiamento reale e non gattopardesco. Intendiamo aprire una nuova stagione politica con determinazione e con la certezza di essere in tanti.

 

Valerio Zicaro

Coordinatore cittadino FLI

 

Sergio Nucci

Presidente Movimento Buongiorno Cosenza


28/10/2010

 

 

LE ACLI INCONTRANO BUONGIORNO COSENZA

 

Nel quadro delle iniziative tendenti a definire i programmi per le prossime amministrative, si è tenuto presso la sede del movimento Buongiorno Cosenza mercoledì 27 ottobre, un incontro tra le ACLI (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani) e rappresentanti del movimento presieduto da Sergio Nucci.

Dopo un’attenta analisi relativa ai problemi della città si sono individuati nei temi del lavoro, della famiglia, della giustizia, della solidarietà tra gli strati sociali, del tempo delibero e tra le, generazioni, le basi per un impegno comune in direzione delle reali esigenze dei cittadini di Cosenza.

Si è evidenziata la volontà comune di condividere un progetto di rinnovamento della classe politica calabrese partendo dalle prossime amministrative di Cosenza.

Nel corso dell’incontro le ACLI, sentinelle del territorio, hanno o ribadito che la loro mission è quella di aiutare i cittadini a formarsi una propria capacità di scelta responsabile attraverso lo strumento prioritario della formazione delle coscienze cambiando i paradigmi e i protagonisti dell’amministrazione della cosa pubblica.

“E il tempo di dare voce ad istanze che partano dal basso, dal cuore della gente senza accettare le solite soluzioni preconfezionate imposte dall’alto sulla testa di chi non ha possibilità decisionale” hanno dichiarato all’incontro “in modo da non disperdere qual patrimonio di impegno e di qualità che viene dal mondo dell’associazionismo, delle professioni e dei mestieri  e che ha sempre rappresentato una inestimabile valore oggi, purtroppo, sottovalutato e vilipeso”.

Alla fine della riunione si sono decise una serie di iniziative congiunte tra ACLI e Buongiorno Cosenza  al fine di concretizzare l’impegno assunto.

 

Ufficio stampa "Buongiorno Cosenza"


20/10/2010

 

COMUNICATO STAMPA

 

Si è tenuto ieri presso la sede di  Buongiorno Cosenza in Via Fiume 27, un incontro dal tema La città del lavoro: quali problemi, quali proposte.  Il dibattito organizzato dal comitato promotore dello stesso Movimento nato per dare la possibilità ai cittadini di esprimere la loro opinione sul modo di fare politica nella città di Cosenza, ha visto la partecipazione di numerosi esponenti della società civile e del mondo del lavoro. La professoressa Adele Sammarro coordinatrice provinciale dell’ANIEF  (Associazione Nazionale Insegnanti  e Formatori) ha parlato in merito al problema relativo alla legge 104/92 sulla invalidità civile evidenziando l’uso distorto che ne viene fatto con i relativi abusi stimolando un acceso dibattito in sala. E’ poi intervenuta  la signora Assunta Graziano dipendente della Cooperativa Multiservizi  di Cosenza che ha illustrato le difficoltà nelle quali si dibattono da tempo le 20 unità lavorative assunte. La dottoressa Lidia Chiodo  responsabile per le pari opportunità del Movimento Buongiorno Cosenza ha di seguito parlato sui problemi delle donne nell’ambito lavorativo nella città di Cosenza. Dopo numerosi e qualificati interventi dei cittadini presenti, Sergio Nucci presidente di Buongiorno Cosenza, ha concluso l’incontro illustrando le proposte del movimento sui temi  del lavoro.

 

Ufficio stampa "Buongiorno Cosenza"


11/10/2010

 

SICUREZZA IN OSPEDALE

 

La vicenda relativa al ridimensionamento della vigilanza negli ospedali cosentini, voluta dal commissario dell'azienda ospedaliera, lascia perplessi per due motivi facilmente comprensibili: da un lato perché tale decisione, come già abbondantemente segnalato,  priva le strutture sanitarie di personale idoneo alla sorveglianza ed alla prevenzione di reati di ogni tipo (minacce, lesioni, furti); dall'altro perché a causa del ridimensionamento, l'Istituto di Vigilanza cui è affidata la sorveglianza dell'azienda ospedaliera, ha proceduto al licenziamento di ben cinque guardie giurate ponendo, al contempo, le restanti unità in cassa integrazione

Concordiamo che i tagli debbano essere operati, ed anche in maniera radicale, tuttavia sarebbe più utile ridurre gli sprechi anziché tagliare i servizi grazie ai quali gli ospedali cosentini hanno mantenuto, fino ad oggi,  livelli minimi di vivibilità e per gli operatori sanitari e per quanti  - e sono molti - vi si rivolgono.

Il Sindaco può e deve far sentire la sua autorevole voce… del resto è o non è anche la massima autorità sanitaria della città?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


05/10/2010

 

IL PROBLEMA EDILIZIA POPOLARE

 

La questione della mancanza di fondi per l’edilizia popolare, da almeno dieci anni, in Calabria come nel Paese, è stata affrontata con decisione e chiarezza dal Presidente del Patto Casa, Tonino Perrelli, nel suo forte appello agli Organi Istituzionali regionali, provinciali e comunali.

Il problema sta venendo a galla in tutta la sua drammaticità acuito anche dalla persistente crisi economica che condiziona fortemente la capacità di investimento dei piccoli risparmiatori. In questo contesto il mercato immobiliare, pur in presenza di un gran numero di appartamenti di civile abitazione su piazza, accusa il brusco stop causato dall’eccesiva volatilità dei redditi delle famiglie e dalla mancata concessione di credito (mutui) da parte delle banche.

Per sopperire a tale congiuntura, i governi centrali e regionali, in mancanza di fondi, potrebbero, però, affidare la soluzione del problema ad un meccanismo privato/pubblico con la formula dell’housing sociale (costruzione di nuovi appartamenti da affittare a canone moderato a famiglie poco abbienti e a stranieri), soluzione questa sollecitata da Tonino Perrelli anche in passato.

Un’ulteriore alternativa a questa formula, che, statisticamente, è in grado di soddisfare non più del 20% del fabbisogno, potrebbe essere rappresentata dall’agevolazione, con incentivi, dell’offerta in locazione di diversi alloggi già ultimati o in fase di ultimazione, compresi i tanti uffici che sono inutilizzati.

In ogni caso, la disponibilità di alloggi liberi non dipende dai proprietari che non vogliono affittare ma da fattori quali la crisi economica, la redditività minima degli alloggi, i dubbi sulla possibilità di tornarne in possesso alla scadenza del contratto.

Nessuna penalizzazione, dunque, per i proprietari ma una politica di incentivazione e promozione della “cedolare secca” (tassazione separata del fitto e quindi non cumulabile con il reddito personale) che agevolerebbe anche la drastica riduzione del “nero”.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


28/09/2010

 

PERUGINI UN NOVELLO GHEDINI

 

E’ un Salvatore Perugini sinceramente soddisfatto quello che festeggia l’elezione di Antonio Ciacco a Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza. Non tanto e non solo per il cursus honorum del neo presidente quanto per avere, con un’incessante opera di mediazione, costruito, nelle segrete stanze di Palazzo dei Bruzi, una elezione che ai più, specie tra i suoi sostenitori, sembrava roba da fantascienza. C’è di che andare orgogliosi, non c’è che dire. Un successone quello conseguito nell’ultimo Consiglio Comunale: avere ricompattato sul nome di Ciacco (solo venti voti) la sua maggioranza.

Miglioramento prima della morte? probabilmente si. Si è trattato, quasi certamente, di uno di quegli aneliti di vitalità e lucidità che l’agonizzante ritrova prima di spirare, politicamente si intende. Perché, purtroppo per lui, la fine di questa esperienza amministrativa si avvicina a grandi passi (e nonostante quello che dice il Commissario Musi), segnata anche dall’arrogante decisione di cancellare con un voto illegittimo un O.d.G. costruito in questi anni da consiglieri di maggioranza e di opposizione, ed eliminato con un atto di imperio. La giustificazione? Gli argomenti vanno preventivamente discussi nelle commissioni. Giusto! se non fosse che i punti cassati erano iscritti da anni nell’agenda del consiglio. Ma da uomo di legge Perugini, novello Ghedini, propone e fa approvare una  legge retroattiva. Alla faccia del diritto.

Due i veri motivi del provvedimento: consentire al gettonificio di funzionare a pieno regime offrendo alle commissioni, convocate in quantità industriale e su argomenti risibili, di occuparsi di questioni più alte ed, al contempo, evitare il confronto in consiglio davanti la città che vede in tv le gesta dei suoi eletti.

Ma come umanamente dargli torto? Ogni volta che il sindaco di Gradinate in Scena si presentava in consiglio doveva, quando non impegnato in occupazioni più istituzionali (celebrazioni di matrimoni, navigazione su facebook), ascoltare un fuoco di fila di critiche e lagnanze provenienti non solo dai banchi dell’opposizione, fatto questo comprensibile, quanto dai suoi stessi sostenitori, alcuni dei quali sono già sul mercato pronti a salire sul carro del candidato con più chance di vittoria, di destra o di sinistra non importa, basta che vinca.

Con la decisione di cancellare più di trenta punti dall’agenda del consiglio e con la certezza di poter contare su un presidente spudoratamente di parte, Salvatore Perugini ed il suo sodale Franco Ambrogio sono certi che potranno condurre, nei pochi mesi che restano, una navigazione meno rischiosa. Non rinunciando a qualche intitolazione di strada o a qualche passerella mondana e riservando il taglio del nastro dei pochissimi lavori pubblici, (farina di altri sacchi), a tempi immediatamente preelettorali, perché il poco che si è fatto sarà bene farlo vedere e con tanto di pennacchi e banda in festa.

Dal canto nostro continueremo a dire le cose con la schiettezza che ci ha contraddistinto in  questi quattro anni e mezzo.

Diretti, puntuali ed impietosi verso chi aveva il dovere morale di governare con fermezza e trasparenza questa città per rimanere negli annali come esempio di buon amministratore ed ha finito, invece, per avere accomunato amici e nemici nel giudizio di aver guidato la peggiore amministrazione a memoria di cosentino.

Contento lui…

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


25/09/2010

 

LA NOTTE BRUZIA

 

L’iniziativa era lodevole, il programma pieno di attrazioni e attività, allora, che cosa non ha funzionato? Mi riferisco alla Notte Brutia della scorsa notte, la cosiddetta notte bianca cosentina.

Strade scarsamente affollate, negozi per la maggior parte chiusi e corrente elettrica che andava e veniva hanno caratterizzato questo evento notturno sul quale, a suo dire, l’amministrazione comunale aveva puntato per dare input all’economia cittadina.

Sicuramente, l’evento è stato poco pubblicizzato e, comunque, non per tempo; i commercianti non sono stati coinvolti nell’organizzazione del progetto (cosa, a mio parere, di primaria importanza), per cui hanno dato forfait.

Quello che affiora in modo impietoso è che la città ormai da tempo non segue più Perugini & Co.; ogni occasione è buona per boicottare iniziative e progetti seppur lodevoli.

Bisognerebbe prenderne atto e, molto semplicemente, avere il coraggio di mettersi da parte.

E’ un segno del destino che anche il tempo abbia fatto la sua parte con scrosci d’acqua altalenanti?

Piove sempre sul bagnato.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


23/09/2010

 

LA CITTA' OSTILE

 

La problematica della disabilità nella nostra città non trova, ormai da tempo risposte adeguate.
Chi dice di stare dalla parte dei più deboli e, al contempo, non fa nulla per risolvere le tribolazioni che ogni giorno affrontano gli ipodotati, è sicuramente molto peggio di chi scientemente decide di non occuparsi della questione. E’ quello che capita nella nostra città dove per proclami e promesse non si è secondi a nessuno ma in quanto a realizzazioni si è davvero all’anno zero.

Vivere la disabilità è un problema non solo per chi vi coesiste tutti i giorni ma per quanti sono a stretto contatto con i portatori di handicap, siano essi familiari, siano essi operatori del sociale.

Con questa amministrazione non è stato avviato nessun programma organico e coerente di lotta all’emarginazione dei meno fortunati, anzi. Prova ne è che le organizzazioni deputate ad alleviare, almeno in parte, i disagi di questi cittadini, il più delle volte, non sono state messe nelle condizioni di operare. A cominciare dalla mancanza di carburante per i mezzi adibiti trasporto dei disabili. Eppure sarebbero bastate piccole cose per rendere meno dolorosa ed angosciante l’attesa di vita di quanti hanno funzionalità ridotte.

E non esistono categorie più e meno fortunate. Cosenza è, di fatto, una città ostile per i potatori di handicap, anzi invivibile. L’elenco delle precarietà sarebbe lungo; dalle barriere, non solo architettoniche, di vie e piazze (scivoli inesistenti, passaggi pedonali ostruiti) ai mancati adeguamenti di mezzi e locali pubblici, all’insufficienza ed in alcuni casi all’inesistenza di strutture di supporto (segnalatori acustici ai semafori, strumenti di sollevamento e via discorrendo.). Su questi punti l’attenzione si sarebbe dovuta concentrare con intraprendenza e determinazione. Perché su questo argomento non c’è mediazione. Su questa battaglia non ci sono concessioni. O si adotta una politica per i portatori di handicap o non la si adotta, ed a Cosenza si è scelta la seconda via.

Vorrei, almeno su questo, essere smentito. Vorrei che qualcuno controbattesse con le realizzazioni a questa denuncia. Vorrei, che almeno per una volta qualcuno si alzasse e dicesse: per queste persone abbiamo adeguato le strutture comunali, predisposto un servizio di trasporti ed assistenza, dotato marciapiedi e strade di ausili alla deambulazione. Vorrei che qualcuno dicesse: abbiamo fatto.

Ma so che così non è stato e che quindi nessuno potrà smentirmi. Una scrollata di spalle e tutto sarà rimandato alla prossima tornata elettorale. Con tanto di fantasmagorici programmi e roboanti proclami.

Dico fin d’ora che questa sarà la buona battaglia di chi correrà per guidare Cosenza nei prossimi cinque anni. Questa sarà la battaglia di chi ama Cosenza ed i suoi figli meno fortunati.

Perché da questo impegno parte la nuova Cosenza che ci si attende dal prossimo Sindaco. Ben venga chiunque, e di qualsivoglia provenienza politica o partitica a patto che al centro di ogni ragionamento ponga davvero il cittadino ed i suoi diritti.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


06/09/2010

 

SAKINEH E' UNA DI NOI

In tutto il mondo la giovane iraniana  è diventata, suo malgrado, il simbolo della battaglia per i diritti civili e la propria autodeterminazione.

La condanna alla lapidazione per adulterio che ha subito e che potrebbe portare alla sua esecuzione nei prossimi giorni ha, per fortuna, smosso le coscienze in tutto il mondo e sta provocando reazioni forti da parte dei governi e dei popoli.

Di fronte ad eventi del genere poco può un ente locale, se non operare per sensibilizzare l’opinione pubblica del proprio territorio e inviare messaggi a livello simbolico. Così come tantissimi enti locali in Italia, credo che anche Cosenza possa e debba fare qualche gesto per dimostrare la sensibilità della popolazione, la solidarietà a questa donna e il disgusto verso forme così oppressive delle libertà personali.

Lo proporrò al prossimo Consiglio Comunale che si terrà giovedì 9 settembre.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


07/08/2010

 

UN AGOSTO SERENO

 

Per la giunta Perugini, quello che sta trascorrendo, doveva essere un agosto sereno. Sereno almeno nelle intenzioni dell'esecutivo che pensava, nell'ultimo anno che le resta, di poter inanellare, con una serie di operazioni che sarebbe giusto definire "ad orologeria", un qualche successo che potesse far risalire le quotazioni dell'amministrazione piú invisa a memoria di cosentino. Diverse le opportunità in mano a sindaco & co. e comunque idonee a modificare, almeno parzialmente, nell'immaginario del cosentino medio, un giudizio impietoso ma coerente con i risultati, inesistenti, conseguiti da palazzo dei Bruzi in questi quattro anni. A pensarci bene, peró, anche questa trovata di risevare a fine mandato i coupe de theatre si è rivelata un vero e proprio boomerang, se è vero che alle annunciazioni più che plausi sono seguite critiche. I 300 metri del viale Parco, ad esempio, restituiti alla città da pochi giorni, e dopo molti anni di chiusura, testimoniano di un “agitato immobilismo” proprio di questa amministrazione. Cosi come la presentazione della toponomastica cittadina, una manovra di chiaro stampo elettorale, che ha già sortito critiche feroci per assenze incomprensibili nel novero di tanti nomi illustri ed illustri sconosciuti, presentati seguendo la logica del doppio, e del triplo annuncio, lo stesso usato per la videosorveglianza più volte sbandierata ma nei fatti mai partita. Miracoli della comunicazione. Da noi le vacche di Fanfani qualcosa, in fondo, l’hanno insegnata. Tornando ai lavori pubblici nessuno ha ancora spiegato a commercianti e cittadini che senso ha avuto chiudere corso Mazzini dal momento che non si ha notizia circa tempi e modi sui lavori di completamento dell'area pedonale. A molti è sembrato più un dispetto che una reale esigenza. Chiacchere e distintivo. Chiacchere come quelle sul bando europeo per lo smaltimento dei rifiuti del quale non si ha traccia in Comune o come quello per l'affidamento della Città dei Ragazzi diventato una barzelletta da qualunque parte lo si guardi. Una vicenda che ha assunto i contorni di una sorta di demagogica ritorsione verso chi ha svolto con impegno e passione il proprio lavoro. Ma in realta tutte le situazioni lavorative presentano solo ombre e nessuna luce. Demetra e Multiservizi su tutti. E a nulla vale la solidarietà più volte espressa a questi lavoratori se nella stanza dei bottoni non si prendono le giuste decisioni ed a pagare si sa, sono i più deboli.... in questo caso operatori senza stipendio nè certezze sul proprio futuro.
Futuro che invece sembra garantito per i fortunati che vinceranno il concorsone per i dirigenti. Su questo a Palazzo dei Bruzi hanno le idee chiare. Soldi non ce ne sono ma caricarsi di ben 11 dirigenti fará solo bene alla macchina comunale. Tanti partecipanti, tante attese, forse anche tante promesse, di certo c'è che anche stavolta la tempistica l'ha fatta da padrone. A pochi mesi dalle elezioni ecco un bel concorso. A questo proposito devo ribadire di non aver avuto ancora i documenti richiesti molto tempo fa sui partecipanti ed i loro titoli. Vorrei fugare i sospetti che dietro questo concorso si possa celare una sorta di manovra clientelare in vista della prossima tornata elettorale.

Tanti, dunque, i problemi irrisolti per Salvatore Perugini. E pensare che questo agosto, l'ultimo, per la sua giunta, doveva esser un agosto sereno.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


06/07/2010

 

AMBROGIO E PAOLINI: UN PENSIERO COMUNE

 

Leggo sulla stampa un’interessante riflessione che l’avv. Paolini propone prendendo spunto dall’annuncio del vice sindaco Ambrogio che in città verrà realizzata la “Cittadella della cultura". Nel suo dire, articolato ed impietoso, Paolini passa in rassegna molte delle occasione mancate da questa amministrazione e, in particolare, stigmatizza il fatto che a lanciare l’idea della nuova opera è nientepopò di meno che il vicesindaco in persona che, abbandonata la sua proverbiale riservatezza, comunica alla città che l’amministrazione Perugini in quanto a proclami ed a promesse non è seconda a nessuno. Enzo Paolini non risparmia ai lettori considerazioni note, ovvero che Ambrogio naviga nelle acqua comunali, e sempre con invidiabile fortuna, da circa un ventennio. E che proprio per questo motivo può ritenersi comprimario di tante scelte, alcune azzeccate altre meno. Ma la critica più ferma è per aver iniziato, con un anno di anticipo, una campagna elettorale annunciando opere che serviranno solo a compensare, ove mai possibile, gli errori di questi anni, ovvero l’assistere inermi al progressivo impoverimento della città di ruoli e funzioni. Nonostante le critiche però, in una cosa Paolini ed Ambrogio sono sulla stessa lunghezza d’onda: entrambi immaginano una realtà nella quale il consenso passa per la proposizione di grandi opere. Su questa visione, però che entrambi sbagliano. Il perché? Presto detto: entrambi non intercettano i desiderata di una popolazione ridotta allo stremo vuoi per la cattiva amministrazione di questa giunta vuoi per le macerie che una gestione economica ed urbanistica del passato ha prodotto in città A tutti farebbe piacerei vivere in una città a dimensione europea piuttosto che nord-africana, a tutti farebbe piacere annoverare tra le proprie mura monumenti o opere o iniziative degni di interesse ed attrattiva, ma a tutti, oggi più che mai, farebbe piacere vivere in un a città nella quale i sevizi minimi non siano un privilegio ma un diritto acquisito. E’ a queste grida d’aiuto e di rabbia dei cittadini scontenti che l’amministrazione Perugini è rimasta insensibile. A questa richiesta di vedere realizzata almeno l’ordinaria amministrazione che Perugini Co. non hanno dato risposta. Pagare le tasse per una raccolta dei rifiuti a dir poco insufficiente è stata una delle cose peggio tollerate dalla cittadinanza così come mal tollerati sono stati tutti i servizi manutentivi non resi e comunque ben al disotto della decenza. Questo è mancato e di questo dovranno rispondere glia attuali amministratori, a cominciare dal Vice Sindaco che non può, come giustamente dice Paolini, iniziare una campagna elettorale sulle macerie da egli stesso provocate. Porto a suffragare la mia tesi quanto capitatomi proprio prima di accingermi a scrivere queste poche righe. Stamane, di buon ora, ho segnalato agli uffici comunali competenti, il disagio di alcuni cittadini di via Monte San Michele che, da più mesi, vivono al buio per un guasto alla pubblica illuminazione. Dalla voce del responsabile, cortese e rassegnata, ho ricevuto notizia che l’intervento non può essere realizzato perché mancano le lampadine. Io comprendo che chiunque si candidi a guidare una città debba volare alto, pensare a grandi progetti e vendere un po’ di sano fumo, ma mi chiedo e chiedo ai cosentini: in questi anni hanno sognato la luna o hanno chiesto di cambiare le lampadine fulminate? Di navigare il Crati o di riparare i marciapiedi sconnessi? Di costruire l’aeroporto o ripristinare l’asfalto danneggiato? Mi chiedo e chiedo: i cosentini pensano che in questa città ci sia davvero bisogno di inventarsi nuove chimere o c’è necessità di riqualificare l’esistente riportando decoro e vivibilità nei quartieri periferici come in quelli centrali? Non so se sbaglio a parlare di lampadine fulminate o di strade pulite, di verde curato e di rispetto delle regole ,so però che in questi anni mi sono accorto di una cosa: i cittadini di Cosenza non pensano né all’auditorium né al ponte di Calatrava, opere rispettabilissime ma che poco si conciliano con l’idea di tanti di una città vivibile ed accogliente. La campagna elettorale è cominciata, ha ragione Paolini, e con essa i proclami. Spero solo che stavolta i miei concittadini più che al fumo guardino alla sostanza . A parlare per ciascuno di noi sono i fatti, forse anche la capacità di vendere noi stessi, ma soprattutto i fatti. Il mago che non ci azzecca prima o poi viene smascherato e allora ha due possibilità: o si ritira dalla attività …. o si da alla politica.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


14/06/2010

 

AL PREFETTO ED AL PRESIDENTE DELL'ANCI

 

I sottoscritti Francesco Gaudio e Sergio Nucci, consiglieri comunali a Cosenza, espongono quanto segue.

Da circa sei mesi, Lei ricopre il delicato incarico di Prefetto a Cosenza e avrà acquisito già molti elementi relativi alla nostra realtà.

Nel Suo ruolo, ha subito impattato con delle situazioni dure, da sempre pesanti nei territori del Mezzogiorno ed oggi ancor di più a causa della fase di crisi che stiamo attraversando. Ci riferiamo in  particolare ai disagi sociali, alla perdita di posti di lavoro, all’emergenza abitativa, alle condizioni di vita di vecchie e nuove povertà e dei migranti; avrà avuto modo di rilevare la più totale assenza, in questa direzione, di ogni attività di contrasto dell’Amministrazione Comunale.

Ma oggi vorremmo sottoporre alla Sua attenzione un problema di democrazia violata e di assenza delle regole più elementari nella vita amministrativa della nostra città, che svuota di senso le istituzioni democratiche e rivela chiaramente una concezione proprietaria della cosa pubblica e autoritaria della politica e dell’amministrazione.

Sono mesi che l’Amministrazione non permette ai consiglieri di opposizione di svolgere il loro ruolo, istituzionalmente previsto, di verifica e controllo.

Non dà risposta alle interrogazioni, presentate con qualsiasi richiesta di modalità di risposta, nonostante si dovrebbe rispondere periodicamente in aula a quelle che la richiedono verbale, entro venti giorni a quelle che la richiedono scritta.

Non si evadono le richieste di documenti e atti da tempo. Ma gli atti, fatte salve le disposizioni previste dalla tutela della privacy, non dovrebbero essere tutti a disposizione pubblica? Ancor di più nei confronti di chi è stato eletto?

Per denunziare ciò, si è effettuato nel mese di settembre uno sciopero della fame di tre giorni con tanto di permanenza in tenda davanti al portone del Municipio in Piazza dei Bruzi. Senza esito alcuno!

Infine, le ultimissime determinazioni in merito ai consigli comunali. Giacciono negli ordini del giorno da molti mesi diversi argomenti proposti da consiglieri dell’opposizione; non vengono mai discussi sperando che poi siano ritirati in quanto superati ed inattuali o per pura e semplice stanchezza.

La cosa è formalmente possibile, ovviamente è rivelatrice della natura di questa Amministrazione. Formalmente, però, tutti gli argomenti non discussi devono apparire nell’ordine del giorno di ogni convocazione: non è possibile a nessuno cancellarli!

Invece, nella convocazione in seduta ordinaria del Consiglio Comunale di lunedì 14 (la prima organizzata dal nuovo Ufficio di Presidenza!), tutto il precedente ordine del giorno viene cancellato, ed anzi, con un modus operandi che sta diventando ancor più arrogante con l’approssimarsi della fine della consiliatura e della scadenza elettorale, non vengono inseriti neanche gli argomenti presentati all’Ufficio di Presidenza con le modalità ed i tempi utili. A cominciare da uno sul progetto di riconversione a carbone della centrale ENEL di Rossano, presentato a fine maggio e che evidentemente qualcuno ha inteso illegittimamente cestinare.

Tanto per metterLa a conoscenza di quanto avviene a Palazzo dei Bruzi a danno, a nostro avviso, del rispetto e della tutela degli organismi eletti e di ogni regola di funzionamento democratico delle Istituzioni. Ben saprà se i fatti raccontati meritano un intervento per il ripristino delle corrette regole e della impedita agibilità democratica.

Cordiali saluti

 

Francesco  Gaudio - Sergio  Nucci

Conisglieri Comunali di Cosenza

 


25/05/2010

 

CHE SIA LA VOLTA BUONA?

 

Presentata oggi, all'ufficio di Presidenza del Consiglio Comunale di Cosenza, la richiesta di convocazione dell’assise cittadina per la modifica del comma che disciplina la corresponsione dei gettoni di presenza ai consiglieri.

La vecchia norma, votata lo scorso 14 Marzo 2007, con i soli voti contrari dei consiglieri Sergio Nucci e Carmine Vizza, prevede la corresponsione di un gettone di presenza per ogni commissione partecipata (decisione, questa, che ha incrementato enormemente sia il numero di commissioni convocate che i conseguenti gettoni corrisposti).

La modifica proposta dagli 11 consiglieri firmatari prevede, in sostanza, un ritorno al passato, ovvero l’erogazione di un solo gettone giornaliero a prescindere se si presenzia ad  una o a più commissioni.

In un momento di austerity e di crisi economica diffusa, anche la politica deve farsi carico di rinunciare a compensi che, per quanto legittimi, si rivelano slegati dalla realtà.

Se c’è davvero la volontà di offrire atti concreti alla pubblica opinione, questa è l’occasione giusta. L’appuntamento, dunque, è fissato per il prossimo consiglio comunale che dovrà essere convocato entro 20 giorni da oggi.

Diversamente avremo assistito ai soliti spot elettorali che, man mano che ci avviciniamo alle amministrative del 2011, si intensificheranno giorno dopo giorno.  Attenzione però, la città, questa volta, sarà vigile e saprà discernere chi fa le parole da chi fa i fatti.

Leggi la richiesta.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


21/05/2010

 

COME? QUANDO? PERCHE'?

 

Solidarizzo in maniera convinta con abitanti e commercianti di Corso Mazzini che a causa dei lavori di pavimentazione del tratto tra via Adige e via Isonzo stanno subendo e subiranno nei prossimi mesi una serie infinita di disagi ed inefficienze.

E’ innegabile che l’isola pedonale costituisca forse l’unico contrappeso nella dilagante opera di “desertificazione” cui la città di Cosenza è sottoposta (per meriti altrui e demeriti propri), e il suo ampliamento rappresenti un fatto importante per l’intera città, tuttavia la preoccupazione di commercianti e residenti circa la tempistica dell’intervento, e non solo,  utilizzata a Palazzo dei Bruzi è più che comprensibile.

Rispetto alla certezza dell’iniziativa restano, dunque, tantissimi dubbi. Provo ad illustrarli, se non tutti almeno una parte:

Primo: perché non si è rimandata di qualche settimana la transennatura dell’area atteso che i lavori non sono ancora iniziati mentre i disagi derivanti dall’interedizione si?

Secondo: perché non si sono scelti mesi “morti” come la fine di luglio o il mese di agosto per realizzare l’intervento?

Terzo: si è coscienti che l’attuale congiuntura economica penalizzerà oltremisura le attività commerciali presenti nell’area?

Quarto: si è comunicata alla popolazione la tempistica dell’intervento, ovvero si è certi dell’inizio e soprattutto della fine dei lavori?

Quinto: oltre a quest’area anche altre zone dell’isola saranno interessate e in quali periodi e per quanto tempo?

Pongo queste domande stavolta non come consigliere comunale ma come semplice cittadino che vorrebbe condividere le scelte di chi ci amministra e magari consigliare percorsi alternativi, qualora alcune decisioni fossero in evidente contrasto con la logica ed il buon senso.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 17/05/2010

 

LA CITTA' DEI FURBACCHIONI

 

Capita ormai da 4 anni che alle ore 20,30 in punto e fino al mattino successivo, si interrompa il servizio di controllo e vigilanza operato dalla nostra Polizia Municipale.

La sospensione fino al mattino successivo comporta, nelle ore di “interregno”, il verificarsi di episodi disdicevoli che non vengono in alcun modo sanzionati comportando per la collettività intera disagio e frustrazione.

Dalle 20,30 ogni sera, i furbi e i senza scrupoli prendono possesso della città, ed il cittadino coscienzioso ed ossequioso delle regole si trasforma in ostaggio di chi pensa solo ai propri comodi incurante dei diritti degli altri.

Se esistesse un controllo operato dai nostri Vigili anche negli orari morti, nel centro come in periferia le cose andrebbero certamente meglio

Della questione interessai con una interrogazione il Sindaco già nel 2007, ma l'appello cadde nel vuoto.

Oggi ritorno alla carica perché convinto che ad un anno dalle elezioni, qualcuno, almeno per far vedere un minimo di impegno, potrebbe rimboccarsi le maniche e dare le risposte che la città attende.

Sollecito, dunque, nell'imminenza della bella stagione (che notoriamente favorisce l'aggregazione anche in orari notturni) l'istituzione del servizio di vigilanza notturno anche dopo le ore 20,00.

I fondi, viste le tantissime multe elevate dai Vigili, dovrebbero esserci e a sufficienza (articolo 208 comma 4 del codice della strada), diversamente, rinunciando a qualche inutile boutade di questa amministrazione, si potrebbero facilmente reperire.

Basta con le prevaricazioni del sabato sera, quando la nostra città diventa ostaggio di quanti ritengono che gli spazi pubblici siano in realtà parcheggi privati o pertinenze di pubblici locali che non pagano concessione alcuna.

Questa indecenza deve finire una buona volta.

Se c'è controllo non ci sono abusi, se non ci sono abusi nella nostra città si vive meglio.

E per questi motivi che richiedo con forza che venga re-istituito il servizio notturno da parte della Polizia Municipale.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


29/04/2010

 

CHIUDE IL "GETTONIFICIO"?

 

Ho ricevuto dalla segreteria Generale la lettera allegata.

Come si evince, nell'ultimo Consiglio ho posto la questione sul "Gettonificio", ovvero l’opportunità o meno di convocare commissioni che non tengono conto delle attuali composizione e consistenza dei gruppi presenti in Consiglio Comunale.

Commissioni siffatte, in quanto non rispondenti ai requisiti regolamentari, producono evidentemente atti nulli.

Sempre che lo scopo di queste commissioni non sia quello di elargire gettoni…

A pensar male si fa peccato....

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 

28/04/2010

 

SCHELETRI DI LEGNO

 

Camminando per Cosenza, sopratutto di questi tempi, capita sempre più spesso di imbattersi in squadre di operai comunali che potano e scapitozzano le rigogliose alberature stradali.

Ciò che lascia perplessi non è sul tipo di taglio, sul quale ci sarebbe tanto da discutere, quanto sul momento - siamo in primavera inoltrata -  che è senza dubbio inopportuno

Come tutti sanno (lo si apprende fin dalle scuole dell'obbligo) il periodo giusto per potare è quello invernale, quando, cioè, la pianta va in letargo e l'attività vitale è notevolmente ridotta. Solo allora, chi ha cura delle piante, interviene con moderazione e competenza.

Da noi, però, queste doti non sono patrimonio comune e del Comune, anzi si fa di tutto per apparire peggio di come realmente si è.

Tempo addietro, con altra interrogazione, ero già intervento sull'argomento potatura ma evidentemente anziché sollecitare una riflessione più complessiva sulla manutenzione del verde pubblico, ho acceso una sorta di sacro fuoco che vede Palazzo dei Bruzi impegnato a sfregiare in maniera indiscriminata begli esempi di alberatura stradale che, ahinoi, dopo questi interventi manutentivi si trasformeranno in storpi scheletri di legno.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


15/04/2010

 

LE IPOCRISIE DELL'AREA URBANA

 

Le polemiche di questi giorni tra il rettore Latorre ed il sindaco Bernaudo sulle quali, ovviamente, non entro nel merito, testimoniano che i tempi per ragionare serenamente e costruttivamente di area urbana non sono ancora maturi.  La Grande Cosenza, un’idea di democristiana memoria, nata tanti anni fa, e comunque molto prima che facesse capolino nei suoi attuali sostenitori, non sembra godere buona salute. La gestazione lunga e dolorosa risente di malesseri riconducibili più che a divergenze di impostazione a interessi di campanile mal conciliabili con un progetto di questa portata.

Non serve alimentare polemiche e non serve neppure ricordare la primogenitura di quell’idea. Serve ora capire quanti sono davvero disposti a spendersi per quel progetto, dichiarando ora cosa si aspettano dall’area urbana e a cosa sono disposti a rinunciare. Perché di ciò si tratta: nessuno può illudersi che in un discorso di così ampio respiro ci sia da un lato chi prende e da un lato chi da. Non funziona così, non può funzionare.

Per prima cosa va messo da parte il campanile. Le scelte che guardano da qui a venti o trent’anni non possono essere condizionate da una linea di confine. La Grande Cosenza non può e non deve avere il respiro di una stagione, magari la prossima nella quale ci saranno le amministrative, ma essere modulata per essere goduta dalle future generazioni. Questo è immaginare e costruire il futuro. Questo è il compito della politica.

Con questa premessa vorrei rivolgermi a quanti, oggi, auspicano un cammino comune che disegni una grande area urbana. Con questa premessa immagino una seria riflessione sul nuovo ospedale sul quale il Consiglio Comunale di Cosenza sarà, spero a breve, chiamato a d interrogarsi.

Siete voi, signori, seriamente e credibilmente disposti a mettere da parte la vostra appartenenza e a ragionare scevri da pregiudizi su quale sia la miglior collocazione per il nuovo ospedale?

Siete voi convinti che il nuovo nosocomio debba essere patrimonio ed al servizio di una intera area urbana collocandosi lì dove la densità abitativa cresce sempre più in maniera esponenziale?

Siete voi certi che “consegnare” l’ospedale a Rende non significhi anche creare le premesse per realizzare la Facoltà di Medicina presso l’Università della Calabria?

Io le mie riflessioni le ho già fatte ed amando Cosenza, dal profondo dell’animo, penso anche che se voglio per la mia città immaginare un futuro devo costruire intorno ad essa condizioni di vivibilità ed appetibilità che purtroppo si stanno perdendo.

Penso che immaginare una grande area urbana rispettosa di vocazioni e peculiarità non significhi mantenere un ospedale, magari in una zona difficilmente raggiungibile e comunque non utile ad uno sviluppo sostenibile. Penso che la rinuncia ad una struttura importante, se razionalmente concordata, possa rappresentare un ulteriore  passo verso la costruzione di quelli idea che molti, strumentalmente, rilanciano a fasi alterne forse solo per questioni elettoralistiche.

Ho forte il sospetto che parlare di area urbana significhi fare tattica in vista delle amministrative del prossimo anno.

Sono sostenitore del ruolo di Cosenza, sono sostenitore dell’area urbana e sono convinto che lo sviluppo passi da una seria progettazione che non guardi da qui a due o massimo tre anni. Immagino, e ne sono fiero, una città-area urbana e sono tra i sostenitori di un nuovo ospedale che si interfacci con l’università di Arcavacata diventando centro d’eccellenza e facoltà  di medicina.

Se c’è coerenza nelle nostre parole, anche le scelte che disegnano il nostro territorio  devono essere compatibili con l’idea che propugniamo e non si riducano agli angusti recinti nei quali da quattro anni annaspa la nostra città.

Se c’è davvero la volontà di avviare un ragionamento su una grande, funzionale e armonica area urbana è necessario, davvero, ridisegnare i ruoli e le funzioni di ogni singola comunità, rivedere confini, vocazioni, e perché no ambizioni. Solo dopo, abbandonando le beghe da cortile, ragionare sul futuro … non il nostro ma di chi verrà dopo.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


17/03/2010

 

PERUGINI-TER

 

Il Perugini-Ter è peggio del Perugini-Bis.

E’ un esecutivo municipale che non nasce da un atto di amore per la città essendo del tutto evidente che per gli “ispiratori” della nuova giunta, Cosenza non viene prima di tutto.

Ci si attendeva, dopo tanto tentennare, un esecutivo autorevole, in grado di dare risposte efficaci ai problemi della città e di migliorare sensibilmente l’indice di gradimento, attualmente molto basso, dell’attività amministrativa.

Ma, alla fine, pur di assecondare l’altrui disegno e porre in esser un cinico e disinvolto organigramma di potere, di chiaro stampo elettoralistico, il sindaco ha sacrificato sull’altare delle convenienze la giunta di alto profilo che in tanti, me compreso, in questi mesi, gli abbiamo chiesto.

Dalle numerose critiche mosse in questi giorni da qualificati consiglieri comunali e dirigenti del PD, si evince, senza tema di smentita, che l’operazione rimpasto potrebbe danneggiare seriamente e la città e lo stesso Partito Democratico. A conferma che Perugini, alla vigilia di competizioni elettorali, pone in essere azioni o provvedimenti tanto impopolari da trascinare nel giudizio negativo non solo se stesso, ma tutta la coalizione che lo esprime, o meglio, che lo ha espresso.

E che si navighi senza meta lo si percepisce anche dalla indecisione a convocare un Consiglio con all’ordine del giorno, oltre alla surroga dei consiglieri nominati, anche il Bilancio di previsione del quale non si ha notizia né in giunta e men che meno in commissione bilancio.

Un caso o la perfetta consecutio di un’esperienza amministrativa iniziata male e che si concluderà peggio?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


13/03/2010

 

ELEZIONI E CONCORSI

 

E’ appena  scaduto il termine ultimo per la presentazione delle domande per la copertura di ben 11 posti di dirigente presso il Comune di Cosenza e se non interverrà alcun decreto “dilata-termini” nelle prossime ore avremo l’elenco di quanti ambiscono a dirigere - burocraticamente parlando - le sorti della città bruzia.

Al concorso per dirigenti ho già dedicato, ed in più occasioni, la mia doverosa attenzione ma ritengo sia opportuno rimarcare due aspetti perché nessuno un domani possa dire “tu dov’eri?”.

Il primo riguarda l’opportunità di bandire, proprio alla vigilia delle elezioni regionali, un concorso. E’ vero, nel nostro paese di elezioni ce ne sono una all’anno, ma sarebbe bastato posticipare la pubblicazione del bando di due o tre settimane per evitare che i “malpensanti”, che sono tanti e che a volte ci azzeccano, avanzassero sospetti sulla tempistica, ovvero immaginassero che qualche influente candidato al consiglio regionale potesse promettere a destra o a manca la propria autorevole intercessione, a chi di competenza, al fine di agevolare candidati degni di “attenzione”.

Nulla di più lontano dalla realtà, rabbrividisco al solo pensiero di una ipotesi del genere, ciononostante non ci provo neppure a convincere l’opinione pubblica, che alle nostre latitudini, i posti pubblici siano appannaggio dei più bravi, dei più titolati, dei più meritevoli.

E non vorrei in queste ore trovarmi nei panni del sindaco o di qualche suo sponsor-estimatore; perché, sempre alle nostraelatitudini, quando si sussurra la parola lavoro, la folla di questuanti, in virtù di un interessamento elettorale, si accalca pericolosamente sotto il balcone del potente di turno invocando, a torto o a ragione, il proprio posto, anche piccolo, di sole (in queste circostanze anche la luce riflessa fa miracoli).

E confuso tra la folla acclamante e postulante vuoi che non si riconosca anche qualche aspirante dirigente del Comune di Cosenza? Qualcuno che accampi pretese in virtù di una appartenenza piuttosto che di una sudditanza?

Proprio non vorrei trovarmi nei loro panni.

Il secondo aspetto concerne la legittimità del bando, ovvero quel comma e) dell’art. 1 secondo il quale al concorso possono partecipare “soggetti muniti di diploma di laurea in possesso della qualifica di dirigente in strutture o enti privati, con almeno cinque anni di effettivo esercizio nelle funzioni dirigenziali”, in spregio all’art. 28 del Dlgs n° 165 del 2001.

Sulla questione ho già nelle scorse settimane interrogato il Sindaco e pazientemente aspetto che mi fornisca una esauriente risposta. Ma sento anche l’obbligo di sollecitare quanti nel comma vedono rappresentata una violazione del diritto a far sentire la propria voce. Credo che più di qualche concorrente adirà le vie legali per ripristinare una norma violata.

Io, dal canto mio, nelle prossime ore mi procurerò l’elenco degli aspiranti e se è vero che da noi magia e politica vanno a braccetto, proporrò nelle prossime puntate il mio toto dirigente. E chissà che non ci azzecchi.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


26/02/2010

 

SE CAMBIA MUSICA DEVONO CAMBIARE ORCHESTRALI

 

La montagna non ha ancora partorito il topolino, ovvero Perugini non ha ancora consegnato alla città il nuovo esecutivo. La nuova giunta, che doveva già essere in piena attività da più mesi, è presente solo nell’immaginazione del Sindaco, e forse neanche in quella.

Troppi equilibri da mantenere, troppe aspettative da soddisfare. Non facile il compito e non facile conciliare  tra loro partiti o gruppi che nella prossima competizione si affronteranno l’un contro l’altro armati (leggi PD vs IDV) e che, miracolo della politica, tra qualche settimana riannoderanno le fila di un discorso mai interrotto. Come dire: si esce dalla porta e si rientra dalla finestra.

La situazione, dunque, desta qualche preoccupazione. Sicuramente negli esponenti del PD, impotenti verso  le manovre dilatorie del primo cittadino e consci che questo stillicidio svantaggerà in primis Loiero, già sotto assedio da parte di avversari di tutto rispetto come Callipo e Scopelliti.

Ma a preoccuparsi non sono solo i partiti - o meglio una parte del PD - sono anche i cosentini e a ben d’onde. La situazione in città è drammatica. Lo ha detto senza mezzi termini Piero Minutolo, uno che di città se ne intende. Non avere una giunta nel pieno delle sue prerogative e delle sue responsabilità penalizza fortemente la città ed i suoi abitanti poiché, di fatto, procrastina l’avvio di quella nuova fase annunciata ma mai decollata.

L’analisi impietosa e condivisibile che Piero Minutolo propone al suo partito è assolutamente fondata. Il giudizio spietato che la città ha di Perugini e dei suoi assessori può modificarsi solo con scelte radicali, coraggiose e soprattutto immediate. In un anno circa dalla scadenza del mandato, libero dai ricatti politici di questo o quel soggetto, assieme ad un manipolo di “eroi”, il Sindaco può avviare a soluzione alcune tra le emergenze più avvertite dalla collettività.

Per far questo però occorre coraggio. Avrà coraggio Salvatore Perugini nel liberarsi delle zavorre che per circa quattro anni hanno rallentato la sua marcia? Avrà il coraggio di rivendicare la sua autentica autonomia? Saprà resistere alle sirene ammaliatrici che in tutto questo tempo lo hanno distolto dal suo cammino? Vedremo.

Io, dal canto mio, garantisco coerenza con quanto già detto in Consiglio Comunale: sono interessato ad una fase di rilancio a patto che a interpretarla sia una giunta di alto profilo.

E confermo di non aver cambiato quella opinione.

Se Perugini vuole realizzare alcuni punti programmatici che prima che alla sua esperienza darebbero dignità alla città ha necessità,  nel più breve tempo possibile, di riproporsi in maniera credibile alla cittadinanza.

Per far questo occorre che oltre la musica cambino gli orchestrali. Se questo è il suo progetto, scevro da condizionamenti o da logiche elettoralistiche lo sosterrò con lealtà e convinzione, se così non sarà continuerò per la mia strada che, a volte, è meglio percorrere soli che male accompagnati.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza 


19/02/2010

 

SMOTTAMENTI

 

In mattinata ho presentato un'interrogazione sul pericolo di smottamenti e frane incombente su due aree della nostra città.

La prima in via Petrarca, nella zona adiacente il Liceo Classico Bernardino Telesio, dove la collina potrebbe cadere giù proprio sull'istituto scolastico.

L'incontro con alunni, genitori e studenti avuto ieri non ha tranquillizzato nessuno, anzi, l'assenza di documenti scritti la dice lunga sull'incertezza anche degli amministratori sulle reali condizioni dell'area.

La seconda riguarda il nostro cimitero, e precisamente un'ala che da oltre un anno è interessata da fenomeni di smottamento e per la quale l'amministrazione ha anche ricevuto fondi per lavori di consolidamento mai effettuati.

Per le due emergenze l'amministrazione dovrebbe fare qualcosa in più che un generico appello alla calma.

Vanno dichiarati tempi certi e modalità esaustive degli interventi e vanno rassicurate le popolazioni che i problemi sono continuamente monitorati.

Per brevità non dirò della mozione presentata ad ottobre sul rischio idrogeologico e, naturalmente, mai discussa in consiglio, né dell'assenza di risposte alle mie interrogazioni sui rischi idrogeologici presenti in città.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza 


16/02/2010

 

SOLIDARIETA' A BARTOLETTI

 

Esprimiamo la nostra convinta ed autentica solidarietà al collega Bartoletti al centro, in queste ore, di indagini riguardanti la sua attività professionale.

Nel corso di questa  consiliatura abbiamo avuto modo di apprezzare Sergio Bartoletti per doti umane, politiche ed etiche che difficilmente risultano compatibili con il quadro che emerge dalle accuse rivoltegli.

Siamo convinti che la magistratura farà in tempi brevissimi il suo corso e restituirà ai suoi cari ed alle sue occupazioni il professionista, il politico, l’amico.

 

Sergio Nucci - Ciccio Gaudio

Consiglieri Comunali di Cosenza


09/02/2010

 

IL CAPOGRUPPO DELL’UDC NUCCI LASCIA IL PARTITO

 

Con una comunicazione stringata il capogruppo dell’Udc Sergio Nucci ha comunicato sabato scorso via fax a Palazzo dei Bruzi le sue dimissioni dal gruppo e l’adesione al gruppo Misto. In più, coerente con la sua decisione, Nucci ha rassegnato anche le dimissioni da presidente della commissione Controllo e garanzia e dalle altre commissioni di cui era membro.

Perché ha deciso di abbandonare l’Udc? Quello che è accaduto a livello regionale c’entra qualcosa?

«Non è stato ininfluente, ma non per la scelta in sé. Piuttosto per tutto quello che è accaduto in questi mesi e che mi ha mostrato che il progetto al quale avevo aderito, la Costituente di Centro, non ha avuto corso. Dovevamo creare un soggetto che andasse aldilà dell’Udc e invece siamo rimasti fermi con le stesse logiche, lo stesso modo di gestire, la stessa leadership».

E le alleanze con le Regionali cosa c’entrano?

«I problemi partono dal ballottaggio alla Provincia. Il nostro slogan era stato “destra e sinistra, due facce della stessa medaglia” e il progetto portato avanti da Roberto Occhiuto era stato percepito dall’opinione pubblica come il vero rinnovamento. La logica che ci ha portato poi a scegliere una delle due parti non l’ho capita. Una volta fatta però una scelta di campo, dovevamo seguire la rotta tracciata anche alle Regionali».

Lei vuole dire che se non ci fosse stato il “congelamento” dell’alleanza con Scopelliti, il dialogo con il Pd e il ritorno poi dal Pdl, non avrebbe lasciato l’Udc? L’esito finale è stato lo stesso…

«Abbiamo dimostrato che non avevamo una linea. E oggi, tanto nel centrodestra, quanto nel centrosinistra ci etichettano come il partito dei due forni. Da democristiano non ho mai tollerato la strategia dei due forni di craxiana memoria e ora non voglio essere accomunato a chi declina quest’atteggiamento. In politica la coerenza con i principi che ci impone la coscienza deve esserci. Nell’Udc, non so per quali responsabilità, il progetto a cui avevo aderito non si è concretizzato: ci siamo comportati come un partito che non si allea per portare le proprie idee all’interno di una coalizione ma secondo criteri non comprensibili ai più. Quando non c’è interesse a far capire alla base scelte verticistiche, la base può ritenersi sciolta dall’impegno».

Lascia l’Udc con quale prospettiva futura?

«Ora devo onorare l’impegno con i miei elettori che mi hanno votato per portare avanti istanze e sollevare problemi. Continuerò le battaglie, alcune condivise anche insieme ai colleghi dell’Udc, con i quali ho instaurato un rapporto di leale condivisione. Non credo che la permanenza nel gruppo Misto indebolisca la mia azione e, sia chiaro, che non vado via perché certo utili collocazioni. Anzi, lascio l’Udc nel momento in cui tutti lo considerano destinato a conquistare il governo della Regione. Sosterrò le mie idee e cercherò convergenze: andrò dove si fa la politica che io auspico, quella dei cattolici democratici, della solidarietà, dell’individuo al centro del ragionamento».

 

Maria Francesca Fortunato

"Il Quotidiano della Calabria" del 9 Febbraio 2010


28/01/2010

 

PER L'ASSESSORE SALATINO

 

L’Assessore Salatino, in vece del Sindaco, pensa di fare per intero il proprio dovere fornendo, nei tempi previsti dal nostro regolamento, quelle che lui ritiene delle “risposte” ai quesiti posti lo scorso 12 gennaio, con un’interrogazione regolarmente depositata presso la Segreteria Generale.

Omettendo per carità di patria che tale risposta l’abbiamo appresa dai giornali, dal momento che nessuno si è degnato di notificarla, ribadiamo la nostra convinzione che in questa Amministrazione ci siano poche idee e decisamente confuse.

La riprova è che nelle dichiarazioni fornite dal suo delegato, il Sindaco aggira le domande poste ed elucubra su principi generali dimentico che prima delle parole contano i fatti, ovvero quanto scritto nelle delibere e nei verbali che abbiamo preso in considerazione.

Basterebbe una chiosa di questa natura per emettere un giudizio sulla qualità e la fondatezza delle argomentazioni addotte dal Salatino, ma correremmo il rischio di venire anche noi accomunati nel calderone dei pressappochisti, degli arruffoni, degli sprovveduti e dei fantasiosi.

Orbene ecco le nostre controdeduzioni:

a)        La richiesta dell’UDC riguarda la sottrazione di oltre € 445.000,00, dal fondo di produttività del personale, che avrebbe dovuto essere operata in nome dell’art 67 della 133/08 ma che nei fatti è stata sottratta perché “somme non utilizzate negli anni precedenti”. Non essendo possibile ridurre la spesa del personale riducendo gli stipendi, e quindi il fondo, è evidente che questa voce si può diminuire solo se si riducono consulenze e assunzioni dall’esterno e, in ultima analisi, non rimpiazzando i dipendenti che vanno in pensione.

b)       La sottrazione al fondo è stata effettuata non tenendo conto di quanto espressamente riportato nella sempre più richiamata legge 133/08 e comunque con motivazioni del tutto diverse da quelle per le quali sono state chiamate le OO SS, che non solo ci risultano essere assolutamente contrarie ma che hanno sottolineato, nell’ultima riunione di delegazione trattante (ma anche in quelle precedenti), che si sarebbero opposte con ogni mezzo ad una tale decurtazione salvo che, in questi giorni, siano sopraggiunti ripensamenti, ma della qualcosa nutriamo seri dubbi.

c)        Il fondo di produttività è stato ridotto soltanto al personale dipendente e non ai dirigenti. Ribadiamo che per un criterio di equità le somme dovevano essere ripartite eventualmente tra i due fondi.

d)       Il parere dei Revisori dei Conti è semplicemente un’adesione alla riduzione delle spese per personale, in ossequio alle osservazioni poste dalla Corte dei Conti, e si riferisce alla riduzione per “somme non utilizzate negli anni precedenti” (come si farà fronte ai decreti ingiuntivi e agli accordi sottoscritti dall’Amministrazione anche di fronte al Prefetto che comporteranno decine e decine di migliaia di euro di spese?).  

e)        E’ singolare che ai Revisori dei Conti non sia stato posto il quesito sulla legittimità delle spese legate all’assunzione di Dirigenti Esterni e di funzionari interni che, messisi in aspettativa, sono stati incaricati come esterni, pur in presenza di forti perplessità delle OO SS.

f)         Il richiamo alle osservazioni poste dalla Corte dei Conti, appare legittimo, tuttavia è difficile pensare che questa Amministrazione tenga in debito conto il parere dell’organismo contabile dal momento che le raccomandazioni, le censure, le richieste di chiarimenti che arrivano da quell’organismo vengono puntualmente disattesi.

g)        Ci sembra di ricordare che già nell’assestamento del bilancio, avvenuto a novembre, fosse stata già prelevata la somma dal fondo di produttività per coprire altre spese. Se così fosse, il parere dei Revisori fornito il 22/12/2009, così come questa querelle, sarebbero stati del tutto inutili.

h)       In quanto alla spesa per le verticalizzazioni, indicata in € 59.000 nella delibera dell’Assessore, ma non riportata nel dispositivo esecutivo, dove anzi si dichiara che l’atto non comporta spese per l’ente, l’Assessore omette colpevolmente di precisare che la verticalizzazione per dipendenti dell’Amministrazione deve necessariamente essere seguita da un concorso esterno per un pari numero di dipendenti che certamente aumenteranno, e di tanto la spesa per il personale. Inoltre le nuove assunzioni comporteranno automaticamente il reintegro del fondo di produttività saccheggiato, e saremo punto e a capo.

i)         Sollecitati dal Salatino abbiamo letto attentamente il parere delle OO SS;  orbene, dal verbale, non risultano le dichiarazioni contrarie espresse dall’UGL e successivamente pubblicate dalla stampa locale. Questo particolare pone nuovi interrogativi. Si tratta di una involontaria dimenticanza? Di una opportuna dimenticanza? Di una omissione? Di una dichiarazione falsa (ma ne dubitiamo) del rappresentante dell’UGL? Qualcuno dovrà chiarirlo.

j)         E’ bizzarro che con quelle somme il Sindaco, nonostante gli impegni assunti, non abbia provveduto a pagare le indennità ai funzionari che, a seguito del chiacchierato “concorsone”, hanno occupato i relativi incarichi.

k)       Sui lussi ai quali il Salatino si riferisce, c’è da chiarire che una posizione organizzativa costa all’ente € 15.000,00, esattamente un quinto di quanto costerà un dirigente esterno. Ovvero con il concorso messo in piedi l’Amministrazione rinuncerà a ben 50 posizioni organizzative per far posto a soli 11 dirigenti.

l)         E’ altrettanto strano che nonostante le osservazioni sulla riduzione della spesa per il personale espresse della Corte dei Conti, ci si è accaniti nel dar corso ad un concorso per dirigenti. Concorso che, si badi bene, per un ente che ha bisogno di nuove e riconosciute professionalità per i ruoli dirigenziali, consente, adducendo motivazioni risibili ed impugnabili nelle sedi opportune, la partecipazione  anche a quanti hanno maturato esperienza nei settori privati più disparati. Il che significa che potremo ritrovarci in ruoli chiave dell’Amministrazione dirigenti di attività nel settore agroalimentare, cosmetico e perché no ludico-ricreativo.

 

Il Gruppo Consiliare della “Costituente di Centro - UDC”


19/01/2010

 

COMUNICATO STAMPA

 

“Non siamo stati eletti in maggioranza e rimarremo in minoranza dal primo all’ultimo giorno”. Questo hanno ribadito Alessandra Lo Polito e Sergio Nucci, nell’incontro di questa sera con il Sindaco Perugini, svoltosi nell’ufficio del primo cittadino a Palazzo dei Bruzi.

L’incontro, franco e cordiale, è servito a ribadire la volontà dei centristi a svolgere per intero e senza tentennamenti il mandato affidato dagli elettori cosentini nella scorsa tornata elettorale.

Seppure in presenza di un centro-destra che non è stato in grado di costruire una seria proposta di governo per la città, l’UDC non intende, in questo momento,  dar vita ad un percorso politico senza avere chiara una strategia complessiva che prima che alle formule ed ai numeri guardi ai problemi dei cittadini.

Tuttavia, alla luce dell’impegno profuso fino ad oggi dall’intero gruppo consiliare, l’UDC non farà mancare a questa amministrazione il proprio stimolo ed i propri suggerimenti al fine di portare a soluzione le tante criticità che la città vive.

Nel congedarsi, Alessandra Lo Polito e Sergio Nucci hanno manifestato l’intenzione di confrontarsi su alcune questioni amministrative che meritano una più solerte e fattiva risposta.

 

Alessandra Lo Polito - Sergio Nucci


28/11/2009

 

IL PONTE SUL FIUME CAMPAGNANO

 

Nell’ultimo Consiglio, quello sulle linee programmatiche del 21 Dicembre, il Sindaco Perugini ha comunicato all’aula che entro primavera il viale parco (la parte sequestrata e quella di nuova realizzazione) sarà consegnato alla città.

Ciò significa che nella prossima primavera (ma sarà vero?) sarà possibile tagliare la città da piazza Matteotti a parco Nicola Green sull’asse nord-sud voluto da Giacomo Mancini.

A quel punto, per completare il grande boulevard che collegherà i viali parco di Cosenza e Rende, mancherebbe soltanto il ponte sul fiume Campagnano.

Per questa opera, di valenza strategica inestimabile, il Presidente Oliverio ha già stanziato 3 milioni di euro tuttavia, a fronte di questa generosa donazione, nulla si sta muovendo sia in casa cosentina che rendese.

Sarebbe bello se, per una volta, il Sindaco Perugini prendesse l’iniziativa ed avviasse un tavolo di concertazione, al quale invitare tutti i soggetti aventi titolo, al fine di rendere questo ponte non una boutade propagandistica ma un progetto concreto e realizzabile in tempi brevi.

E’ un dovere sollecitare un maggiore slancio nella realizzazione di un’opera strategica per l’intera area urbana.

E’ un diritto augurarsi che per una volta Cosenza diventi capofila di un progetto ambizioso quanto utile per la collettività.

 

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


23/11/2009

 

SIAMO ALLE SOLITE, CALIMERI...

 

Cosa avranno combinato stavolta al Comune di Cosenza? Nulla di più di quello che succede da tre e mezzo a questa parte, ovvero hanno perso l'ennesima occasione per dare un esempio di corretta ed efficiente amministrazione.

Il fatto: anche per l'anno 2009 il Comune aveva presentato progetti per il servizio civile. Una possibilità per alcuni giovani di entrare nel mondo del lavoro, partecipare ad iniziative sociali, avere la soddisfazione di guadagnare qualche euro. Senza entrare sui criteri di selezione, sui quali qualche altro organismo dovrebbe prendersi la briga di indagare, c'è da riferire che anche per quest'anno, in linea con quanto capitato lo scorso anno, i progetti presentati dal Comune di Cosenza sono stati bocciati.

Orbene, nessun dramma, una bocciatura ci può stare, ma due consecutive, e come qualcuno sussurra, su progetti identici per i due anni consecutivi, è veramente troppo.

Un ulteriore danno per la città ed anche per la giunta Perugini-Ambrogio, se si pensa che la politica in questo caso non ha grandi responsabilità se non circondarsi di collaboratori non all'altezza del compito.

Or dunque cosa fare? Per intanto attrezzarsi per i prossimi bandi (forse ce ne sarà uno a dicembre), trasferire ad altre mansioni coloro che hanno realizzato i progetti bocciati e, in ultimo, sollecitare il nucleo di valutazione del personale ad attribuire ai dirigenti punteggi in linea con i risultati raggiunti.

Immaginate se a presentare i progetti bocciati fossero coloro che nella valutazione dei risultati raggiungono il 100%. ...intelligenti pauca.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


21/11/2003

 

MEMORIA CUSTODE DI TUTTE LE COSE

 

“Memoria est thesaurus omnium rerum et custos”. La memoria è tesoro e custode di tutte le cose, ma la memoria in questa città a volte, viene cancellata dalle debolezze dell’animo umano che prevalgono sulle logiche della ragione.

Non so se compiacermi perché questa piazza diventa oggi ufficialmente il luogo del ricordo di un cosentino che amava la sua terra o perché, a 70 anni dalla morte, Cosenza ripara ad un errore perpetrato per così lungo tempo.

In realtà il tributo a Michele Bianchi era giunto già nel 1993 allorquando la commissione toponomastica presieduta da Paolo Veltri, sostenitore leale e deciso della mia richiesta al pari degli altri componenti, licenziava il piano della toponomastica cittadina poi approvato all’unanimità da un consiglio comunale che di li a qualche giorno si sarebbe sciolto.

Michele Bianchi è stato personaggio politico di primo piano nel paese ed è stato co-fondatore di un partito che dopo la sua morte si macchiò di colpe indicibili.

Qualcuno sostiene, e forse a ragione, che un Michele Bianchi in vita ed in attività non avrebbe consentito la deriva sanguinaria che il regime negli anni a venire intraprese.

Michele Bianchi è stato si fascista, e tanti lo furono per poi dimenticarlo, ma è stato soprattutto un figlio degno di questa terra e che alla sua terra ha donato ciò che ha potuto quando ha potuto.

Un meridionalista ante-litteram che guardò al meridione ed alla Calabria con l’occhio di chi deve rimediare alle ingiustizie di uno stato che aveva fino ad allora visto il sud del Paese non come una risorsa ma un problema.

Le realizzazioni di Bianchi furono tante, a Cosenza soprattutto. Opere delle quali la città tutta ancora oggi gode.

A 47 anni finì il suo percorso terreno e l’oblio degli sconfitti lo avvolse fino a quando la memoria che e tesoro e custode di tutte le cose lo ha riportato nel pantheon dei figli migliori.

Credo che il tributo odierno a Michele Bianchi sia solo un atto dovuto, tardivo certo, ma dovuto.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


18/11/2009

 

VUOI IL MIO POSTO? PRENDI IL MIO HANDICAP!

 

I parcheggi per disabili a volte sono occupati da autovetture abilitate alla sosta in base ad un contrassegno posto fuori uso dal Consiglio Comunale, giusta la delibera n° 20 del 14 Marzo 2007 .

Secondo la delibera, i contrassegni azzurri - diversi per forma, colore e diciture dai precedenti giallo-arancio - dovevano servire per adeguarsi a raccomandazioni del Consiglio Europeo e soprattutto per censire gli aventi diritti a questo tipo di servizio.

Ad oggi solo in pochi si sono dotati del nuovo contrassegno. Molti, invece, per le ragioni più svariate, usufruiscono del vecchio pass.

L’uso del vecchio contrassegno, per delibera consiliare mandato in soffitta, da un lato consente usi impropri del permesso (potrebbero non sussistere più le condizioni per il rilascio dello stesso come il decesso dell’avente diritto, il trasferimento dell’avente diritto, l’alienazione del mezzo da parte dell’avente diritto etc. etc,), dall’altro testimonia come questa amministrazione finanche sulle cose minime non riesce a offrire una parvenza di efficienza.

Vedremo se a quest’altra a pagina di cattiva amministrazione, mista a scarsissimo senso civico di chi usurpa un “doloroso” diritto, verrà posto rimedio.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza

 

 

Allego la foto di un cartello che potrebbe campeggiare benissimo anche sulle nostre strade.

Il consiglio è gratis ed è naturalmente usato in tante cittadine italiane:

 

cartello_handicap_723


10/09/2009

 

MEDICINA A COSENZA

 

Il dibattito scaturito in seguito alle dichiarazioni del Preside Andò circa l’istituzione ad Arcavacata della Facoltà di Medicina, mi spinge a ribadire una posizione già espressa nell’aula consiliare a più riprese circa la personale convinzione che il nostro ateneo, per i pregevoli risultati raggiunti in questi anni , ma soprattutto per l’innegabile ricaduta su tutto il territorio calabrese, è ormai maturo per l’istituzione della nuova facoltà.

Se si vuole imprimere alla nostra sanità una svolta epocale, ovvero se si vuole assurgere agli onori della cronaca non per il buco miliardario delle nostre ASP, o per la gestione clientelare e nepotistica di aziende ed ospedali o per le mille inefficienze, ascrivibili più che agli uomini alla politica di questi anni, è necessario cominciare a educare e “trattenere” le nostre belle intelligenze qui dove si formano. E affinché questo accada dobbiamo offrire strutture adeguate, centri di ricerca all’avanguardia e una classe politica incline più che al compromesso ed al piccolo interesse di bottega ai grandi e ambiziosi progetti che questa terra merita.

Certo, immaginare che una facoltà, di colpo, cambi le sorti della sanità locale, è troppo, ma è ragionevole pensare che, disponendo di ricercatori rigorosi, di strutture d’eccellenza, di personale motivato e gratificato, le magagne, i ricatti, gli “affarucci” che la politica oggi si consente, con arroganza e prepotenza,   subirebbero una drastica battuta d’arresto con il grave disappunto dei soliti burattinai.

Rimane tuttavia una considerazione. Per fare una facoltà di medicina, degna di questo nome, c’è bisogno di un dettaglio che non è né piccolo, né trascurabile: un nuovo ospedale.

Un ospedale, o meglio un policlinico universitario, è la condizione senza la quale non si può dar corso a questa legittima aspirazione. Il problema allora nasce se tra chi chiede la nuova facoltà ci sono anche coloro che ritengono che l’unico ospedale da realizzare nella nostra area urbana sia quello di Donnici.

Ora mi chiedo e chiedo: è compatibile la posizione di chi ritiene da un lato di volere la facoltà di medicina e dall’altro l’ospedale a Donnici?

Ammesso che la nostra area urbana avrà in futuro un nuovo ospedale, ed ammesso che verrà istituita la facoltà di medicina è pensabile un ospedale universitario a Donnici?

Non capisco come ci si ostini, e sempre per motivi di campanile (lo stesso campanile che privò la nostra università di Medicina, Giurisprudenza ed Architettura) a pensare che un ospedale fuori il perimetro cittadino indebolisca il ruolo del capoluogo.

Avere l’università a Arcavacata è stata una grande opportunità per l’intera area urbana, che chi meglio chi peggio ha sfruttato secondo le proprie capacità e secondo le proprie vocazioni. Se Cosenza ha perso quella grande occasione non è per colpa di altri ma solo per demerito proprio.

Non cadiamo nel solito becero vizio di demolire il prossimo per giustificare il nostro insuccesso.

Vorrei uscire da questa logica che ha fatto in tutti questi anni solo danni e ribadire con forza che se davvero si vuole una facoltà di medicina in primo luogo ci si unisce a destra come a sinistra e la si rivendica con convinzione ed consonanza, successivamente, ragionando scevri da personalismi, si individua la migliore collocazione, funzionale in primo luogo al compito (che è quello di centro di ricerca), infine, la si lega al territorio con infrastrutture degne di un paese civile.

Diversamente si fa un pessimo servizio alla collettività, a noi stessi ed ai nostri figli. E quel che è peggio si turlupinano, per l’ennesima volta, i nostri concittadini.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


05/08/2009

 

PALAZZI NEI GIARDINI

 

Ho letto con attenzione l’articolo del 4 agosto scorso dal titolo “Tutto in regola per l’edificio”, circa la costruzione di un fabbricato tra viale degli Alimena e via Parisio, iguardante la cronaca di un incontro tenutosi, sulla vicenda, nella terza circoscrizione.

Se fossi stato invitato, non avrei di certo fatto mancare il mio contributo alla discussione ma, avendo perso l’occasione, approfitto della vostra ospitalità per alcune semplici ma dovute riflessioni.

Partirei dalle considerazioni espresse dall’architetto Barresi, la responsabile del settore Urbanistica del nostro comune, nonché persona preparata, disponibile ed accorta, circa l’opportunità o meno di costruire un fabbricato in quel contesto. E in particolare mi soffermerei su un passaggio che credo sia attribuibile proprio alla dirigente: ”un abbandonato terreno privato nel centro della città, pieno di sterpaglia, quindi facilmente incendiabile e ricettacolodiinsetti e topi, per i quali l’ASL non poteva intervenire”. Non mi soffermerò sull’istituto della ”Ingiunzione a danno”, che, come

comprensibile, viene eseguita dal comune a danno del proprietario negligente - sarebbe fin troppo banale - ma sull’assioma introdotto con quel ragionamento: se esiste un giardinomaltenuto in area di pregio questo può certamente lasciare il posto ad un fabbricato. O sbaglio architetto Barresi? E con il pensiero raggiungo idealmente un altro giardino, mal tenuto e collocato in area di pregio anche questo.

Parlo del giardino Passalaqua in pieno corso Telesio, di fianco al palazzo della provincia. Non si può certo negare che l’area sia di pregio, (il centro storico di Cosenza a parte l’immondizia di questi ultimi tempi) è certamente di pregio, né è confutabile che il giardino sia mal tenuto e pieno di sterpaglie, dimora ambita per insetti e topi. Per la logica espressa nel consiglio della terza, appare chiaro che se qualche costruttore si prendesse la briga di proporre la costruzione di un fabbricato in quel giardino, per gli stessi principi, la concessione dovrebbe essere concessa.

Ma forse mi sfugge qualcosa, ovvero che in questa città si continua ad adottarela logica diunpeso e di due misure.Mi chiedo e chiedo: i reliquati di via Simonetta o di piazza Fera possono essere in qualche modo equiparati a quello di viale degli Alimena - via Parisio? E se si perché per gli uni si adotta un atteggiamento e per l’altro si consente addirittura l’edificazione di un fabbricato?

Così come aspetto una risposta al fatto che nel nostrocomune nonsiano stati attuati i piani particolareggiati di iniziativa pubblica, così come prescritto nel decreto regionale approvato amargine della variante al PRG, mentre si è fatto largo uso, ed a volte

abuso, degli stigmatizzati PUR, sebbene fossero preclusi dalla regione, al fine  di consentire a tanti lotti interclusi di diventare aree edificabili e nonostante la saturazione in termini di insediamento urbano conseguenza dell’applicazione degli indici fondiari

più elevati. E da tempo che affermo he sulla linea del rispetto dlle regole sarò sempre

dalla parte di chiamministra a patto, però, che chi amministra bbia ben chiaro il

principio che la legge è uguale per tutti.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza

 


 

06/07/2009

URBANISTICAMENTE PARLANDO

 

I mugugni che da più parti si sollevano sulla gestione dell’urbanistica nell’era Perugini non ci lasciano indifferenti.

In passato, e senza infingimenti, avevamo salutato fiduciosi la nomina, come dirigente dell’ufficio del piano, dell’architetto Barresi, a detta dei bene informati, persona irreprensibile e al di sopra ogni sospetto.

Pensavamo che con il tempo la professionista avrebbe fatto valere le sue “ragioni” sia all’esterno che all’interno del Comune. Per quello che registriamo, però, l’auspicio è rimasto tale.

Chi, con grande enfasi, si era candidato promettendo rinnovamento e ripristino delle regole, ben presto ha dovuto uniformare il proprio agire ad un modus operandi  ben noto in città e secondo il quale “gli amici degli amici sono amici”, favorendo circostanze che marchiano pesantemente non solo l’amministrazione ma quanti nell’urbanistica rivestono un ruolo di primo piano (escludendo, naturalmente, l’assessore al ramo che sembra ancora non essersi insediato tanto è evanescente il suo contributo). Alla faccia di chi accusava Mancini di aver cementificato indiscriminatamente Cosenza…

Ad additare al pubblico ludibrio questa gestione disinvolta dell’urbanistica, tuttavia, non sono consiglieri della o delle minoranze che potrebbero accampare ragioni di ogni tipo, quanto autorevoli esponenti della maggioranza, come l’ex presidente della commissione urbanistica Mazzuca, che svela altarini sospettati ma mai ufficializzati, circa presunte corsie preferenziali seguite da alcuni per il disbrigo “urgente” di pratiche delicate.

Gli episodi sotto la lente sarebbero diversi. Tra i più eclatanti meritano menzione la riqualificazione della Centrale del Latte, operazione lampo sponsorizzata da un imprenditore della grande distribuzione e della quale oggi non si ha più traccia; c’è poi il famoso albergo a 5 stelle, giunto in Consiglio come un missile e sostenuto da un esponente del PD cittadino, che per pubblica utilità triplica la sua cubatura arrivando a 24000 m3; si continua con l’incomprensibile silenzio sulle denuncie del Comitato Città 2000, acclarate da una apposita commissione di inchiesta e finite nel dimenticatoio della burocrazia comunale, per arrivare,  infine, ai giorni nostri con il “palazzo a cinque piani su un giardino degli anni venti” che verrà costruito tra via Parisio e viale degli Alimena senza colpo ferire, se non il giustificato allarme  del Presidente dell'Ordine degli Architetti.

Saranno coincidenze, saranno fatti concreti, fatto sta che Perugini ed i suoi non sembrano proprio aver trascurato gli aspetti “urbanistici” della nostra città.

Se a ciò si aggiunge che alcuni mal pensanti ritengono che i concorsi per dirigente vengano espletati solo per ricompensare alcuni per la disponibilità dimostrata nella gestione di alcune pratiche scottanti, il quadretto che emerge è completo.

 

Sergio Nucci - Carmine Vizza

Consiglierì Comunalì di Cosenza Gruppo "Costituente di Centro - UDC”


24/05/2009

 

NON PERSONALIZZIAMO LA LOTTA POLITCA

 

Non ci piace personalizzare la lotta politica. Non lo abbiamo fatto in passato e vogliamo continuare a non farlo, più che per riguardo dei nostri interlocutori per il rispetto dovuto alle nostre persone che hanno storia e dignità da vendere.

Se avessimo voluto scendere al livello di chi scrive certe cose, definendo falsi i nostri legittimi interrogativi, avremmo potuto rivolgere al portavoce Zunino, estensore materiale della nota che ci riguarda, alcune considerazioni quanto mai opportune.

Avremmo dovuto ricordare al portavoce dell’amministrazione (ma è tenuto a conoscere le regole dell’ente che lo stipendia?) alcune prerogative dei consiglieri. Due in particolare, i commi 1 e 2 dell’art 29 del regolamento del C.C.:

1 - Ogni Consigliere ha diritto di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno e risoluzioni e fare segnalazioni su argomenti di competenza dell'Amministrazione comunale.

2 - Le interrogazioni sono rivolte ad acquisire informazioni o spiegazioni in ordine ad un determinato atto o fatto. Esse vanno presentate per iscritto. Possono essere presentate al Sindaco e rivolte alla Giunta. Può esserne richiesta risposta scritta. Il Sindaco o l’assessore delegato entro e non oltre quindici giorni, è tenuto a rispondere. Il Consigliere può richiedere che la risposta alle interrogazioni avvenga nella prima seduta di commissione utile

Avrebbe compreso, leggendo e rileggendo questi piccoli articoli, come eventuali violazioni alla norma siano state compiute da chi in sedi e tempi diversi da quelli da noi usati, ha fornito chiarimenti e commenti ad iniziative svolte nell’esercizio del proprio mandato. Ma chiaramente, uno stipendiato di un Ente, non è tenuto a conoscere le norme che ne regolano funzioni e compiti.

Allo stesso modo, avemmo potuto rispondere al Vice-Sindaco Franco Ambrogio, che ha la delega ai lavori pubblici,  e che presumibilmente è l’ispiratore della nota che in un passaggio riguarda, con piglio velenoso  il collega Piero Belmonte,  che fin quando quest’ultimo ha appoggiato questa Giunta (ma nessuno è perfetto) lo ha fatto con coerente correttezza ed in maniera del tutto disinteressata.

Ma quale colpa si addebita a Belmonte? Quella di far parte di quel novero di consiglieri che partecipano a riunioni lampo di commissioni consiliari per intascare qualche gettone di presenza? Certo che no. I dati sugli emolumenti percepiti dall’amico Piero la dicono lunga sulle se frequentazioni “disinteressate”.

O quella di essere componente la commissione elettorale e di dividersi anche con il vice-sindaco i 320  scrutatori per la prossima competizione elettorale? Assolutamente no . Oltre al buon Ambrogio fanno parte di quella commissione i colleghi  Bartolomeo, Ruffolo e Savastano.

Allora qual è la colpa? Aver richiesto notizie circa lo stato dei lavori del suo quartiere;  lì dove ogni giorno la gente lo ferma e gli chiede ” Consigliè, ma ‘sti lavori finiranno un giorno?”

Forse è questa la vera causa di tanto livore da parte del vice-sindaco Ambrogio che naviga, ormai indenne da più di trent’anni, nella vita politica cittadina incurante di tempeste, fortunali e maremoti.

Ecco, se avessimo  voluto personalizzare lo scontro politico avremmo potuto dire tutto questo, ma noi non vogliamo farlo e per questo aspetteremo pazientemente che qualcuno risponda ai nostri interrogativi nelle sedi opportune.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


16/05/2009

 

COMUNICATO STAMPA

 

L’indiscrezione secondo la quale il Sindaco Perugini auspicherebbe il sorteggio per la designazione degli scrutatori delle prossime elezioni amministrative ed europee, non può che trovarci d’accordo.

Ne l’aver dato disponibilità a seguire il criterio sino ad oggi adottato, e cioè la designazione diretta degli scrutatori da parte dei componenti la commissione elettorale, può rappresentare una sorta di  intralcio ad una richiesta che, prima che dal Sindaco, arriva dalla società civile che intravede in questo adempimento burocratico una sorta di spartizione elettorale che poco ha a che fare con la corretta e trasparente gestione della res pubblica.

E’ questa la ragione, dunque, che spinge noi dell’UDC, dalla nostra postazione di minoranza in Consiglio Comunale, a chiedere con fermezza che per queste nomine si proceda mediante un pubblico sorteggio, e di ribadire di non essere interessati a nessuna soluzione diversa da quella prospettata.

Siamo convinti che solo così i componenti la commissione elettorale, che giova ricordarlo, oltre al Sindaco sono i colleghi Bartolomeo, Ruffolo e Savastano (i primi due candidati nelle prossime elezioni provinciali, ed il terzo promotore di una lista nelle stesse elezioni), potranno dimostrare, ove ce ne fosse bisogno, l’assoluta imparzialità delle loro scelte e la trasparenza della loro condotta nell’esercizio di un compito affidatogli dal Consiglio Comunale.

 

Gruppo Consiliare “Costituente di Centro UDC”

Comune di Cosenza

 

Coordinamento Cittadino

Costituente di Centro UDC


23/04/2009

 

PERUGINI IL CONSERVATORE

 

Salvatore Perugini è un conservatore. Non c’è alcun dubbio. Ma conservatore nel senso classico del termine, cioè uno che tende a mantenere, a perpetuare, a non cambiare (Garzanti).

Ci sono voluti circa tre anni della sua sindacatura, ma ora ne sono assolutamente convinto.

Nel suo cammino amministrativo, Perugini non ha mai fatto il gesto o dato l’impressione di modificare lo status quo che questa città quotidianamente mostra. Non ha mai mosso un dito per rimuovere incrostazioni o abolire privilegi illegittimi. Anzi, con la sua completa acquiescenza, li ha assecondati e paradossalmente alimentati.

Questa è, probabilmente, agli occhi dei suoi elettori, la colpa più grave di Perugini: non aver saputo interpretare la legittima speranza di un ritorno alle regole che in molti che lo hanno votato, avevano quel 28 maggio. Gran parte del suo elettorato pensava che certe deprecabili consuetudini sarebbero state definitivamente cancellate, ma non è stato così. E, sotto gli occhi di tutti, rimane ben visibile il fallimento dell’esperienza Perugini.

Così come rimangono intatti i tanti “privilegi” di pochi fortunati. Di quelli che hanno il parcheggio riservato sulle strisce gialle perché loro vanno a lavorare (come se gli altri andassero a divertirsi), di quelli che occupano il suolo pubblico tanto nessuno dirà loro niente, di quelli che chiudono strade o costruiscono vetrine sui marciapiedi pubblici. Di quelli che parcheggiano in terza fila, con l’assenso dei vigili, perché i propri figli escono da scuola e devono avere l’auto pronta a riportarli a casa, di quelli che hanno in concessione lo stadio ma non si sognano di pagarne la manutenzione, di quelli che usano i teatri cittadini ma che di pagare il ticket non se ne parla proprio. Di quelli che possono costruire dove e quanto vogliono tanto una scappatoia la si trova sempre, di quelli che vedono le proprie pratiche passare in commissione consiliare e/o in consiglio comunale alla velocità della luce. Di quelli che la loro strada è sempre pulita, il marciapiede rifatto e l’asfalto nuovo di zecca perché loro hanno un amico al Comune. Di quelli che hanno un posto sempre in prima fila perché il biglietto omaggio poi si rimedia. Di quelli che rubano l’acqua comunale tanto chi li scoprirà mai. Di quelli che si arrangiano in piccole o grandi consulenze tanto a pagare siamo tutti noi.

Di tutti quelli che pensano che mantenere tali privilegi sia ormai un diritto acquisito e nessuno osi mai modificarlo.

Aver conservato tutte queste “cattive abitudini” di alcuni suoi concittadini fa, dunque, di Perugini un autentico conservatore e per questi motivi lo si può tranquillamente definire come il Sindaco più conservatore che Cosenza abbia mai avuto.

 

Sergio Nucci

Capogruppo UDC – Comune di Cosenza


22/04/2009

RICOMINCIO DA TRE

 

Stamane ho presentato alla Segreteria Generale del comune di Cosenza tre nuove interrogazioni su argomenti già segnalati e mai risolti nonostante i tanti, ma tanti, ma tanti, impegni assunti nel corso di questi tre anni.

Non mi aspetto onestamente risposte esaustive; non mi aspetto in realtà risposte. E sarebbe difficile anche averne viste le continue belle parole cui non seguono fatti altrettanto incoraggianti.

Ma io continuo con caparbietà per la mia strada: onorare l’impegno assunto rappresentando le istanze della mia gente e senza fare sconti a destra o a manca.

Interpretare un ruolo con dignità ed onestà significa non derogare ai propri principi. Significa non accettare compromessi e non cercare favori.

Ticket mai riscossi, privilegi mai rimossi, promesse mai mantenute sono una parte del bagaglio di inefficienze dell’amministrazione Perugini –Ambrogio.

Un bagaglio che ogni giorno che passa di arricchisce di nuovi insuccessi e che determinerà nella città, nella prossima competizione elettorale, una debacle di proporzioni inimmaginabili per il centrosinistra cosentino.

Non basterà a questa maggioranza un comunicato stampa che critica le precedenti giunte (ma quanti della “armata” Perugini ne facevano parte?) a riequilibrare le sorti della competizione. Non basterà la misera spartizione di qualche posto da scrutatore ad incrementare un consenso che giorno dopo giorno si va assottigliando.

Ormai il tempo a disposizione è finito. Con altri comportamenti e con altri uomini sarebbe andata diversamente. Così non è stato. Magari la prossima volta….

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”

 


17/03/2009

 

IL TEATRINO DELLA POLITICA

 

La scorsa domenica, allo stadio San Vito, mentre tutti erano intenti a festeggiare la meritata vittoria del Cosenza, si assisteva ad un simpatico teatrino tra il Sindaco della città e Fabio D’Ippolito, giornalista di una emittente televisiva cosentina, ideatore e conduttore de “Il Graffiatore”,  striscia serale nella quale vengono affrontati argomenti di cronaca locale e regionale.

Già dal titolo si intuisce lo spirito della trasmissione (nomen omen). Si consente alla gente, con interventi da studio e da casa, a volte in modo fin troppo colorito, di dire la propria opinione. In una società nella quale il consenso è costruito grazie al tubo catodico, non è cosa di poco conto trovare chi offra un pulpito a coloro che non hanno voce nelle stanze dei bottoni.

Ma non è solo la gente a dire la propria. Anche il “potere” legalmente costituito ha spazio per diffondere il pensiero di chi governa a patto, però, che si presenti a farlo.

Grazie a D’Ippolito, dunque, si ha la possibilità di ascoltare la voce di amministratori ed amministrati, consentendo ad entrambi di dire cosa pensano nel modo che ritengono più idoneo. E quando i modi travalicano l’educazione ed il rispetto, onestamente, non se ne può fare colpa al conduttore.

Ciò detto, sembra fin troppo chiaro ciò che il Sindaco addebitava nella sua “cazziata”, dai toni coloriti e dagli accenti esasperati, al giornalista di Telitalia: mi arrabbio con te perché fai in modo che le critiche al mio operato non vengano a galla.

Durante il ventennio le notizie di cronaca nera erano bandite dalle pagine dei giornali e non perché non ve ne fossero ma perché c’era l’ordine di far sembrare che tutto andasse bene.

Ora, è fin troppo comprensibile che in un’epoca che ha consegnato alla storia più imbonitori che statisti, la televisione possa fare e disfare, ma è altrettanto vero che l’impietoso giudizio sulla giunta Perugini sarebbe tale con e senza portare alla luce il malumore che regna fra i cosentini.

Anche a me, ad esempio, è capitato di non aver mai varcato la soglia di alcune emittenti televisive che operano sulla città e che dei problemi di Cosenza dicono di occuparsi, nonostante, in circa tre anni, abbia interrogato per più di 70 volte questa amministrazione. Ma mai e poi mai mi sono lasciato andare a critiche o eccessi di ira nei confronti di questi “signori” dell’informazione che mi censurano filtrando le notizie da dare in pasto all’opinione pubblica.

Ma io, non me ne sono mai curato. Vivo del mio lavoro e la politica la faccio come servizio. Orbene, credo che anche il Sindaco viva del suo lavoro e per questo motivo farebbe bene a non adombrarsi per cosa dice una televisione e per come lo dice, piuttosto, farebbe bene a curarsi di cosa lascerà alla sua città quando il suo mandato sarà finito.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


11/03/2009

 

COSI' E' SE VI PARE

 

Ad una lettura superficiale, la scorsa riunione di Consiglio Comunale potrebbe apparire come una ritrovata armonia all’interno dello schieramento che sostiene Perugini & Co.

Non è così, anzi. Perugini lo scorso lunedì, ha solo siglato una tregua fino al prossimo bilancio. Del resto, la volontà di non celebrare più consigli fino a quell’appuntamento, o almeno la determinazione di rimandare di volta in volta i lavori a data da definire, esprime solo che al momento c’è l’esigenza di mantenere ben distinte le vicende comunali da quelle provinciali, al fine di non condizionare irrimediabilmente l’imminente tornata elettorale nella quale Oliverio dovrà fare i conti con avversari di tutto spessore ed intenzionati a vender cara la pelle.

La manovra economica comunale, dunque, segnerà lo spartiacque tra l’esperienza avviata dal centrosinistra cosentino nel 2006 e quello che sarà  dopo l’appuntamento elettorale.

Per intanto alcuni sostenitori della prima ora cominciano, chi apertamente chi sommessamente, a chiamarsi fuori dal gioco.

Mentre Bartolomeo e Greco hanno già guadato il fiume, Sacco e Spataro, con la dichiarazione di fedeltà all’Udeur di Mastella, hanno preannunciato il proprio passaggio a destra che, ovviamente, verrà formalizzato solo dopo il bilancio.

Restano però ancora tanti interrogativi. E tutti dipendenti da quanto Perugini vorrà “spendere”.

Chi resta con lui, a parte lodevoli e coerenti eccezioni, ambisce a qualcosa in più di quello che già ha avuto.

Perché la fedeltà se viene in qualche modo, diciamo così, incoraggiata, è più … fedele.
Dal canto suo l’opposizione, quella vera, quella che non ha mai abbassato la guardia, insiste affinché i tanti problemi cittadini vengano affrontati e risolti.

E lo fa, ora con piglio duro ora con atteggiamento più dialogante, sempre in attesa che qualcosa alla fine si smuova.

Ma il vero problema sono gli “ondivaghi” del consiglio. Quelli che, per intenderci, non disdegnano di essere presenti alle numerose commissioni che vengono programmate nel corso della settimana - perche loro “lavorano per la città” - ma che al tempo stesso non amano discutere in consiglio le problematiche cittadine quasi si trattasse di segreti di stato.

Ma come possono questi stakanovisti delle commissioni d’un tratto decretare il rinvio dei lavori consiliari? Cosa li spinge? Che forse perdano di fronte alla città la favella che li anima in commissione? O che forse si emozionino dinnanzi alle imparziali telecamere che ne esaltano le capacità lessicali e oratorie? O che forse in commissione partecipino il tempo necessario a “guadagnarsi” il sudato gettone di presenza? Un mistero che non è dato svelare.

Nel frattempo, noi dell’opposizione continuiamo a fare il nostro dovere, a dedicare a questa città il nostro tempo, sottraendolo alle nostre famiglie, alle nostre occupazioni, ai nostri svaghi. Continuiamo ad intervenire sulla stampa, a presentare interrogazioni, a partecipare ai lavori del consiglio. Senza tentennamenti e senza paure. Perché abbiamo chiesto ai cittadini il loro voto per poterli rappresentare e perché noi in quello che facciamo ci crediamo.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”

 


03/03/2009

CHI CONTROLLA IL CONTROLLORE?

 

Lo stato in cui versano strade e marciapiedi cittadini è, ahinoi, sotto gli occhi di tutti.

E a poco vale i leitmotiv cui questa amministrazione ci ha abituato: vedremo, faremo, interverremo;  mero esercizio dialettico ma nulla di più.

E’ chiaro che molte delle precarietà sono diretta conseguenza di un’assenza colpevole di chi ci amministra. E’ da tempo immemore che non si vedono per la città squadre della manutenzione impegnate in lavori di ripristino. E’ da tempo immemore che le tante emergenze cittadine non trovano una risposta. Ma se questo è il dato ascrivibile direttamente alla gestione della giunta Perugini-Ambrogio, ce ne è un altro, forse ancor più grave, legato a lavori che non riguardano in prima persona il Comune,  bensì privati che intervengono sull’impiantistica sotterranea. 

Non esiste in città un solo tratto di strada o marciapiede che non sia stato interessato da lavori legati alle reti elettrica, telefonica, idrica, fognaria etc etc., che non conservi traccia dell’intervento pregresso, e questo per un semplice, banale, lapalissiano motivo: sono rarissimi i casi in cui gli interventi di ripristino vengono eseguiti a regola d’arte. Che significa? Significa che quando la società Pinco Pallino decide di scavare una traccia sulla pubblica via (sia che lavori per proprio conto che per terzi), deve, per legge, lasciare i luoghi nello stato ante, ovvero nello stato in cui si trovavano prima di quell’intervento demolitivo, ma raramente ciò accade. Nessuno, ad onor del vero, tra quanti lavorano sulle infrastrutture sotterranee cittadine può ritenersi indenne da critiche. Ma la cosa disdicevole è che la certificazione che il ripristino è stato eseguito a regola d’arte viene rilasciata dagli uffici comunali che hanno anche il dovere di controllare i lavori durante la loro esecuzione, e che di fronte ad evidenti inadempienze possono intimare, ai responsabili degli interventi, ulteriori lavori di manutenzione. Ciò però non accade ed il motivo, come sempre, va ricercato in chi ha la responsabilità di questo aspetto della vita amministrativa.

In città in molti si sono meravigliati che i controlli sul Viale Mancini non si fossero rivelati puntuali e rigorosi.

Io mi chiedo e chiedo: siamo sicuri che gli “scarsi” controlli riguardino solo viale Mancini?

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


17/02/2009

 

IL BANDO PER LA "CITTA' DEI RAGAZZI"

 

Questa mattina i consiglieri comunali della “Costituente di Centro – UDC”, del “Popolo della Libertà” e di “Alleanza Nazionale”, hanno presentato richiesta di convocazione del Consiglio Comunale con all’ordine del giorno “Valutazione del pesante contenuto del documento ufficialmente inviato dalla CGIL al Sindaco ed al Prefetto, necessità di revoca del bando di gara e di una immediata riapertura del confronto sindacale di merito sulla gestione dei servizi educativi territoriali per l’infanzia “Città dei ragazzi e Biblioteca dei ragazzi”.

La richiesta prende spunto dall’iniziativa tesa ad approfondire il bando di gara predisposto dall’Amministrazione, organizzata il 23 gennaio u.s. dalla CGIL cosentina, in collaborazione con la CGIL regionale e nazionale, e durante la quale sono stati evidenziati lacune, errori, anomalie e  incongruenze che potrebbero inficiare la validità del dispositivo e alimentare i sospetti che vi sia stata una palese volontà di penalizzare ed escludere qualcuno.

A seguito di detta iniziativa, la CGIL ha richiesto, per l’ennesima volta, l’apertura di un normale confronto sindacale di merito sull’argomento in questione, non ricevendo, tuttavia, ad oggi, alcuna risposta dall’Amministrazione.

Il 7 febbraio la CGIL ha inviato un documento ufficiale al Sindaco di Cosenza, e per conoscenza al Prefetto ed ai capigruppo in Consiglio, in cui si richiedeva formalmente la revoca in autotutela del bando di gara, evidenziando “imprecisioni, incongruenze, errori e violazioni di legge” contenuti in esso e chiedendo la immediata riapertura del confronto sindacale di merito sull’argomento.

Non si comprende la ratio che ha ispirato il bando (pubblicato il 23 dicembre 2008, sotto l’albero!), ma è forte il sospetto - come da qualcuno pubblicamente evidenziato – che vi sia stata la volontà di escludere da questa gara le cooperative che attualmente svolgono questo servizio.

Del resto, proprio lunedì scorso, Renato Pastore, presidente di Confindustria Cosenza, ha affermato che “troppo spesso si vedono bandi con requisiti che finiscono per escludere le imprese locali”, lamentando lo sbarramento del fatturato “illegittimo perché blocca la concorrenza”.

Nel bando in questione c’è tutto questo, e forse anche di più.

Questi, dunque, i motivi che hanno spinto alcune forze di minoranza a chiedere che sia l’assise consiliare a discutere e pronunciarsi su questa vicenda.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


04/02/2009

 

PIAZZA XV MARZO

 

"Il Comune di Cosenza ha risolto il problema dei parcheggi in un modo molto originale ma certo efficace. Ha deciso, infatti,  di trasformare tutte le piazze storiche della città in aree di sosta per autoveicoli al fine di deturpare, ancor di più, i pochi angoli suggestivi della nostra bella Cosenza.

Il progetto, iniziato qualche anno fa con la realizzazione di un comodo parcheggio sull'area antistante la scalinata dei Due Leoni, può oggi annoverare anche la piazza XV marzo (quella della prefettura) dove quotidianamente è consentita la sosta a quanti intendano lasciare la propria auto sotto il vigile controllo dell'incredulo Telesio.

Nei prossimi giorni verranno definitivamente aperti anche i parcheggi nella Villa Vecchia ed in quella Nuova dove oggi la sosta è consentita solo a pochi privilegiati.

Commento a questa notizia: al peggio non c'è mai fine ovvero abbiamo toccato il fondo e la giunta Perugini si accinge a .... scavare."

 

Il Gruppo Consiliare "Costituente di Centro - UDC"


30/01/2009

 

MICHELE BIANCHI, QUADRUMVIRO FASCISTA

 

Michele Bianchi è stato sicuramente uno dei figli migliori di questa terra. Il giudizio è frutto di fatti, documentabili quanto inconfutabili, che testimoniano quanto si sia speso per la sua Calabria e le sue popolazioni.

Così come è un fatto che alcune sue realizzazioni, ancora riconoscibili, abbiano rappresentato e rappresentino, a distanza di tanti anni, la politica delle cose concrete e non dei proclami, la politica di altri tempi, la politica delle strette di mano e del sincero e disinteressato sentimento di solidarietà.

Non c’è apologia in queste parole ma la voglia di recuperare una obiettività su uomini e circostanze che hanno riguardato Bianchi ed altri che, dopo di lui, hanno dato senza chiedere e, quando lo hanno fatto, hanno ricevuto amicizia e stima.

Al quadrunviro malitese, però, la sorte non ha riservato gli onori che avrebbe meritato. Finito nel dimenticatoio di quelli che non scrivono la storia perché hanno perso la guerra, è stato ostinatamente cancellato.

Ma può la “memoria onesta” esser cancellata? Credo di no. Tant’è che già nel 1994 la sua Cosenza gli dedicò una piazza, quella antistante l’acquedotto del Merone. Fu preparata anche la targa; ci si aspettava solo che la posizionassero. Ma quel rito, dovuto quanto meritato, non ci fu mai. Neanche dopo che a luglio scorso l’amico e collega Fabrizio Falvo interessò l’amministrazione Perugini.

Nulla. Dimenticanza? Livore ideale? Opportunità politica? Cosa mai sia passato nella mente dei nostri amministratori non lo sapremo mai. Sappiamo di certo che quella targa non c’è e che Cosenza non riesce ancora ad onorare il suo Michele Bianchi.

Non dispero. Anche stavolta, con l’interrogazione odierna, riaccendo le luci delle coscienze su questa storia. Speriamo sia la volta buona.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


28/01/2009

 

MA NON E' UNA COSA SERIA

 

Leggo di una riunione dei consiglieri di maggioranza nella quale sarebbe stata addirittura decisa l’espulsione di ben tre consiglieri comunali che sostengono Perugini  & Co..

A parte una comprensibile perplessità sulla legittimità dell’iniziativa, che del resto non avrebbe precedenti (i tre appartengono al gruppo misto: da cosa mai dovrebbero essere allontanati?), resta il modo con il quale questo manipolo di assediati nel fortino di palazzo dei Bruzi, che si compone e scompone come il volo di uno stormo d’uccelli nel cielo di primavera, cerca di resistere alle sempre più insistenti lamentele che l’opinione pubblica gli indirizza per il tramite dei suoi consiglieri: in questo caso anche Furlano, Greco e Bartolomeo.

Perugini sceglie la via peggiore per incassare solidarietà e sostegno da pezzi della sua, un tempo granitica, maggioranza. Ricorre, addirittura, alle minacce, ovvero: “Chi mi dileggia è fuori” che fa il paio con la frase che Mussolini pronunciò nel ’24: “Chi non è con me è contro di me”.

Ma mi chiedo e chiedo: è dileggiare portare all’attenzione dell’amministrazione le tante precarietà che questa maggioranza non riesce a fronteggiare?

Emergenza rifiuti, traffico caotico, manutenzioni inesistenti etc. etc., sono problemi reali o li inventano, artatamente, i consiglieri di Perugini?

Pretendere che i propri accoliti collochino nella sabbia testa e coscienze non migliorerà il gradimento di questa Amministrazione, ne risolverà le tante questioni aperte.

O pensa Perugini che se i suoi dovessero addivenire a più miti consigli, noi della minoranza, perderemmo il gusto di ricordargli, puntualmente ed impietosamente, le tante cose che non vanno?

Sempre che Perugini non pensi di espellere anche noi.

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”

 

28/01/2009

 

CHI PAGA IL TICKET ?

 

Ha fatto molto riflettere la dichiarazione del promoter di Cariati Iacobino che, a proposito del concerto di Vasco Rossi del 7 Settembre 2007, ha affermato, con sorprendente candore, di aver  ricevuto un contributo da parte del Comune di Cosenza, ovvero di non avere pagato nulla per la concessione dello stadio San Vito per tutti i giorni in cui lo stesso è stato impegnato per l'organizzazione dell'evento canoro.

Giova ricordare che, in fase di approvazione della “Variazione di assestamento generale” al Bilancio di previsione 2008, l'Assessore Annamaria Nucci ha dichiarato, in maniera perentoria, che l'Amministrazione intende ricavare anche dalla riscossione dei ticket dovuti una fonte d’approvvigionamento per le casse comunali ovvero: chi usa strutture comunali deve pagare.

Ora delle due, o l'enunciazione di principio vale per tutti tranne che per Iacobino (anche per  Sabina Guzzanti dello scorso 11 Novembre 2008 Iacobino, che era associato nelle Pleiadi, non pago il ticket per il Rendano) o ci si è dimenticati di chiedergli il dovuto come avviene invece per altri organizzatori, come ad esempio il Ruggero Pegna.

Non aggiungiamo altro se non un dubbio: il concerto di Ligabue dello scorso 15 Luglio 2008, è stato organizzato dal promoter cariatese. In quel caso avrà pagato il ticket?

 

Il Gruppo Consiliare "Costituente di Centro - UDC"


26/01/2009

 

IL DILEGGIO MERITATO

 

E' stata presentata oggi al Sindaco di Cosenza, a firma dei quattro consiglieri della "Costituente di Centro - UCD" la preannunciata interrogazione riguardante il bando per la fiera di San Giuseppe.

Nucci, Bozzo Commodaro e Vizza hanno chiesto chiarimenti sulla circostanza, quanto mai atipica, che per la presentazione delle domande sia stato previsto un lasso di tempo di poche ore (delibera del 14 gennaio 2009 - scadenza termini 15 gennaio 2009).

I consiglieri comunali evidenziano che tale delibera ha generato nell'opinione pubblica più di un sospetto finendo con l'alimentare un sentimento di crescente sfiducia  verso l'amministrazione Perugini.

Il Sindaco, a questo opunto, farebbe bene a guardarsi, più che dal dileggio dei suoi componenti, dal dileggio continuo ed inesorabile che gli riservano i cittadini di Cosenza.

I consiglieri moderati, infine, invitano il Sindaco ad individuare i responsabili di questa incomprensibile decisione restituendo, a quanti volessero partecipare alla imminente Fiera di San Giuseppe, pari diritti e medesimi doveri in uno spirito di equità e trasparenza.

 

Il Gruppo Consiliare "Costituente di Centro - UDC"


24/01/2009

 

LA FIERA FANTASMA

 

Desta sconcerto la notizia che l'Amministrazione Comunale di Cosenza abbia deliberato i criteri di assegnazione degli spazi della prossima fiera di San Giuseppe, concedendo, a quanti avrebbero voluto presentare domanda di partecipazione, solo poche ore (la delibera è del 14 gennaio, la scadenza termini del 15 gennaio).

Ma desta ancor più sconcerto il fatto che da Palazzo dei Bruzi non sia arrivata una- parola-una per far chiarezza su quanto accaduto che, a pensar bene, testimonirebbe del  grado di approssimazione che regna nel palazzo di cittá ma, a pensar male.....

Non abbiamo motivi di ritenere la ricostruzione fatta dalla stampa fantasiosa o priva di fondamento ed è per questo motivo che, nei prossimi giorni, presenteremo una interrogazione al Sindaco per conoscere la versione dei nostri amministratori.


 

Il Gruppo Consiliare "Costituente di Centro - UDC"


12/01/2009

 

SULL'ADESIONE DI VIZZA

 

“Esprimo a nome dei colleghi Massimo Bozzo e Massimo Commodaro, e mio personale, la più sincera soddisfazione per l’adesione del collega Carmine Vizza al gruppo della “Costituente di Centro – UDC” che ho l’onore di presiedere.

L’ingresso dell’amico Vizza nel nostro gruppo consiliare segna un’altra tappa fondamentale nel percorso che porterà la “Costituente di Centro - UDC” a diventare, non solo nella città di Cosenza, punto di riferimento per quei cattolici e democratici che vogliono ritrovare passione per la politica.

Una passione che ha già contagiato tanti, a cominciare da Pietro Perugini, sul presupposto fondamentale ed ineludibile di rimettere al centro delle questioni l’individuo.

Con Carmine Vizza ho condiviso, personalmente, tante significative battaglie in seno al Consiglio Comunale di Cosenza. Di lui ho sempre apprezzato l’equilibrio, la modestia e la disponibilità a comprendere le ragioni degli altri. Sono certo che tutti assieme sapremo rappresentare, degnamente e compiutamente, le istanze di una comunità che ancora, su tante questioni, attende risposte.”

 

Sergio Nucci

Capogruppo "Costituente di Centro - UDC"

 


03/01/2009

 

L'ANNO CHE VERRA'

 

Il 2009 potrebbe essere per l’amministrazione Perugini l’anno della verità. Tanti sono, infatti, i nodi che il Sindaco Perugini, unitamente alla maggioranza che lo sostiene, proverà a sciogliere nei 365 giorni che lo separano dal prossimo mega concerto di capodanno, del quale, auspichiamo, possano godere tutti, anche quelli che decidono di essere ossequiosi dell’orario di inizio.

Ogni questione potrebbe rivelarsi per Perugini & C. esiziale. Si parte dalla prossima scadenza elettorale. Le voci secondo le quali alcuni consiglieri, oggi in quota Perugini, potrebbero passare nell’altro schieramento, in caso di candidatura a presidente dell’On. Pino Gentile, non sono del tutto infondate. Addirittura sono diversi coloro che ostentano la loro “intima” amicizia con l’esponente del PDL.

C’è poi un problema relativo alla rappresentanza in giunta. Alcuni assessori, ad esempio, non hanno consiglieri di sostegno, così come alcuni consiglieri non hanno assessori di riferimento. Perugini farà bene su questo aspetto ad assumere iniziative inequivocabili perché qualcuno sentendosi sottodimensionato potrebbe finire con l’estraniarsi dall’attuale quadro politico.

Le opere pubbliche per il Sindaco rappresentano una altra dolente nota. Qualche mese fa, quando vennero consegnati i lavori per il completamento di viale Mancini si parlò di appena un anno per la conclusione dell’intervento. Oggi, a qualche mese da quei giorni, si riparla ancora di un anno per la sua ultimazione: appare evidente che i tempi indicati difficilmente saranno rispettati e questo creerà non pochi malumori nella popolazione. Senza dire dell’ospedale a sud che potrebbe rivelarsi una “Mendicino2 “: ricordate l’ospedale di Mendicino mai realizzato e per il quale furono espropriati i terreni? Ed ancora. Le opere  pensate dalle vecchie amministrazioni come il planetario o il ponte di Calatrava: se ne parlerà nel 2009? Stesso discorso per l’urbanistica privata: il recupero della area dell’ex-centrale del latte ed il mega-albergo a 5 stelle, recentemente bocciato dalla Regione Calabria, che fine faranno?

Anche le vicende legate alla mobilità terranno sulle spine il centrosinistra. Il destino della stazione di Vaglio Lise, le problematiche relative al traffico cittadino sempre più caotico, il terzo svincolo autostradale e il Consorzio Cometra dovranno trovare improcrastinabilmente risposte.

Nota dolentissima ed aulentissima è quella delle spazzatura. Le ordinanze di sospensione, le proteste, i blocchi ed i disagi dovranno partorire una qualche nuova idea per offrire alla comunità risposte in linea con i costi che si affrontano, ed ai lavoratori certezze sul loro destino lavorativo. Noi ce lo auguriamo. Ma ci auguriamo in generale che vengano avviati a soluzione tutti i rapporti non ben definiti che l’Amministrazione tiene in piedi, in testa le cooperative di tipo A e B e la sfortunata Multiservizi per la quale l’unica elargizione generosa è costituita dai proclami sul suo futuro.

Nell’ambito squisitamente interno alla macchina comunale, Perugini dovrà fare i conti con i mugugni post-concorsone e con l’idea di concedere alla città un nuovo city-manager. I nomi degli aspiranti sono stati già pubblicati ed il “toto-city” è già partito. Su questa vicenda c’è la speranza, ma quella non muore mai, che le cose vengano fatte nel modo più trasparente e condivisibile possibile. Auguriamoci che non resti solo una speranza.

La lista è lunga e lo spazio concesso è poco. Concludiamo con un’espressione cara al Sindaco: “Chi vince le elezioni governa”. Giusto, ben detto. Concordiamo, almeno in questo, con il buon Perugini. Chi vince governa ma, aggiungiamo noi, ha il dovere, per mandato popolare, di risolvere  i problemi della comunità, altrimenti, ci chiediamo, cosa governa a fare?

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”


20/12/2008

 

POTREBBE ANDAR PEGGIO

 

Fa parte del nostro carattere, questo pessimismo lamentoso che non ci porta a godere delle cose che ci stanno intorno.

Sono proprio del meridionale in genere, e del calabrese in particolare, lo sconforto e la prostrazione per ciò che accade e che viene percepito non come diretta conseguenza delle nostre azioni ma come una sorta di punizione divina.

Svogliati, rassegnati e inclini al peana liberatorio andiamo avanti ed imprechiamo contro il destino baro e bugiardo.

E’, indubbiamente, un rimedio stravagante per trovare consolazione ai nostri affanni, tuttavia resta un modo che varrebbe la pena correggere.

Sarebbe ora di cambiare atteggiamento. Sarebbe il momento di invertire la rotta e di pensare in positivo dando risalto alle cose belle che ci circondano.

Perché, tutto sommato, potrebbe andare peggio.

Basta! pensare alla spazzatura che inonda la città ed alle foglie sui marciapiedi che ci fanno scivolare con le gambe all’aria. Al traffico caotico che, anche quando non è Natale, ci soffoca da mane a sera.

Basta! pensare all’acqua che non sgorga dai rubinetti; al piccolo taglieggio del bullo di turno quando si parcheggia l’auto.

Basta! pensare ai marciapiedi sconnessi o alle buche per le strade. Alle occupazioni abusive degli spazi pubblici ed ai privilegi, mai contestati, di potenti e prepotenti.

Basta! pensare al Viale Parco che non si riaprirà o alla stazione di Vaglio Lise che verrà abbandonata. Ai lavoratori che non percepiscono lo stipendio o a quanti non solo non hanno lo stipendio ma neanche il lavoro.

Basta! pensare alla lenta agonia del centro storico e del suo amianto mai rimosso o ai quartieri ghetto che non vedranno mai un recupero autentico. Ai giovani che non hanno futuro e a quelli che il futuro non lo hanno mai avuto perché per loro è stato sempre passato.

Basta! pensare ai politici indagati e a quelli indignati. A quanti per far osservare un diritto chiedono un voto e a quelli che il voto devi darglielo “a diritto”.

Basta! pensare alle cose brutte che ci fanno il sangue amaro e che rendono le nostre giornate più buie e malinconiche.

Se davvero pensassimo alle cose belle, capiremmo che il traffico è una risorsa, perche la benzina che consumiamo testimonia che non esiste una vera crisi,. E le foglie sui marciapiedi? E’ l’autunno che non vuol andar via. E l’acqua che manca? L’invito ad un uso più razionale del prezioso liquido. Potrei continuare per ore in questo esercizio di positività rimarcando la necessità di guardare le cose da un’altra angolazione.

Perché sono convito: è sufficiente affrontare la nostra vita con piglio diverso.

Perché potrebbe andar peggio…. o no?

 

Sergio Nucci

Capogruppo “Costituente di Centro – UDC”

 


15/12/2008

 

SULLE DIMISSIONI DELL'ASSESSORE PERRI

 

E’ mesto il commiato con il quale l’ex assessore Francesco Perri getta la spugna e lascia a qualcuno, cencellianamente riconoscibile, una poltrona d’assessore.

Ma non è soltanto mesto. La presentazione delle sue dimissioni, a noi che lo vedevamo quotidianamente in Comune - contrariamente a quanto accade con alcuni assessori che hanno finanche difficoltà a ricordare il proprio ufficio, tanto rare sono le visite al palazzo di città – ha destato il sospetto che questa decisione sia la risposta a comportamenti che di etico, di politico e di umano hanno veramente ben poco.

Quando gli assessori Carnevale, De Rose, Ferraro e Veltri, si videro “costretti” a firmare le proprie dimissioni, attribuimmo quella condotta ad un comprensibile istinto di sopravvivenza, e non certo degli assessori. Oggi, però, che di sopravvivenza non si tratta, riteniamo che questo ennesimo sacrificio “umano”, sia la ovvia conseguenza di un modo di amministrare non nuovo per la nostra città: non governo della “res publica” ma puro e semplice esercizio del potere.

E’ ormai assodato che, alle nostre latitudini, i governi si fanno e si disfano non secondo un principio meritocratico quanto per una convenienza del momento.

Serviva un posto in giunta? Bene, si è trovato il “volontario” di turno. Stavolta è toccato al buon Perri che, in sincerità, non può avere colpe per la drammatica situazione dei rifiuti in città.

La nostra solidarietà umana Perri se l’è conquistata, non fosse altro che per i suoi modi signorili, molto simili a chi, in passato, ha subito analogo trattamento: andar via senza sbattere la porta.

Comprendiamo la sua discrezione e la convinzione che i panni sporchi si debbano lavare in famiglia, ma quando a fare le spese di queste camarille di basso livello è la nostra città, allora  pudore e riservatezza dovrebbero lasciar spazio a ben altri atteggiamenti.

 

Il Gruppo Consiliare “Costituente di Centro –UDC” al Comune di Cosenza

 


12/12/2008

 

SU CONFORTI

 

Giuro di non avere preconcetti sull’assessore Conforti. Ritengo sia un valido professionista, svolga correttamente il suo ruolo e dedichi sufficiente tempo all’attività assessorile, tuttavia, non posso non annotare che tutto quanto l’assessore Conforti propone viene puntualmente sconfessato per i più svariati motivi, dando la sensazione ai cosentini che le cose che presenta siano il frutto di estemporanee intuizioni e non di concordati e sinergici progetti dell’Amministrazione.

Tra gli assessori della Giunta Perugini, ribadisco, Conforti è uno di quelli  che, indubbiamente, ha prodotto il maggior numero di idee (alcune anche encomiabili) ma è anche quello che ha vanta il maggior numero di progetti miseramente abbandonati.

Chi non ricorda lo spostamento delle autolinee a Vaglio Lise: un  provvedimento sperimentale molto atteso dalla città che ha vissuto lo spazio di qualche mattino.

Chi non ricorda il progetto “Piedibus”: tanti bambini “portati al guinzaglio” (l’espressione è del collega Massimo Bozzo, lo stesso che sostiene che l’assessore per i suoi spostamenti usi il tappeto volante) che vanno e vengono dalle loro scuole, l’uno legato all’altro. Non se ne sa più nulla.

Chi non ricorda il “Piano della sosta”: presentato un anno fa con tanto di conferenza stampa e del quale rimangono, disseminati per la città, distributori di ticket mai utilizzati. Per arrivare all’ultima boutade: “Trafficosenza”, che ha abortito prima di nascere. E’ di queste ore, infatti, la revoca dell’ordinanza di chiusura a traffico di via Montesanto e di via XXIV Maggio.

Non un solo esempio, dunque, per suffragare questa teoria, ma una moltitudine di episodi che ormai sono regola: quando l’Assessore Conforti assume una decisione il problema non sarà “Vediamo gli effetti” ma “Fra quanto tempo farà marcia indietro?”.

Non ce l’ho con Conforti, ripeto, si impegna ma, o non è ascoltato perché non si ha fiducia nei suoi progetti o quando li assume lo fa senza concordarli, ne’ con la giunta né con la sua granitica maggioranza.

Visto, però, che l’Assessore, imperterrito, continua ad andare avanti per la sua strada, l’unico suggerimento che mi sento di dare, non ai suoi colleghi ma agli operatori della stampa, è quello, nelle prossime conferenze stampa che avrà la compiacenza di organizzare, di porgergli un quesito: “Tra la fase ideativa e quella abrogativa quanto tempo passerà stavolta?

 

Sergio Nucci

Capogruppo Costituente di Centro - UDC

 


10/12/2008

 

COMUNICATO STAMPA

 

E' stata ufficializzata stamane la costituzione del gruppo "Costituente di Centro - UDC" presso il Comune di Cosenza.

A darne notizia è Sergio Nucci che è stato eletto capogruppo della nuova formazione dei moderati in consiglio comunale

"E' un grande onore per me assumere la guida di un gruppo nel quale l’azione politica è stata contrassegnata da equilibrio, entusiasmo e competenza. Ed è un privilegio confrontarmi e collaborare con due consiglieri che hanno offerto a questa amministrazione un contributo valido e disinteressato in direzione della risoluzione dei tanti problemi che la città vive. Sono al tempo stesso inorgoglito per gli attestati di stima ricevuti da uomini politici del calibro di Roberto Occhiuto e Michele Trematerra, riconoscimenti che costituiscono un ulteriore stimolo a continuare nell’impegno politico al servizio dei cosentini.

Sono convinto – ha aggiunto Nucci – che con Massimo Commodaro e Massimo Bozzo intensificheremo ancor di più, ove mai questo fosse possibile, il nostro impegno e la nostra azione. Nei prossimi mesi ci attendono scadenze importanti; sono certo che con il nuovo soggetto politico che si sta delineando sapremo affrontarle.

Mi auguro – ha concluso Nucci - che questo contenitore dei moderati, che già può contare su nuove adesioni  e consolidate esperienze, ben presto diventi il punto di riferimento di quei cattolici che hanno ancora voglia di impegnarsi in politica”.

 


01/12/2008

 

NUCCI PER LA CORTE DEI CONTI

 

“Ho inoltrato stamane alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Catanzaro l’interrogazione sottoscritta da tre consiglieri comunali - Vittorio Cavalcanti, Saverio Greco e Sergio Nucci - ed avente per oggetto la concessione gratuita del Teatro Rendano per l’effettuazione dello spettacolo teatrale di Sabina Guzzanti dell’11 novembre scorso.

Dopo aver atteso, inutilmente, i quindici giorni che il regolamento comunale riconosce all’amministrazione per rispondere alle interrogazioni, in assenza di qualsivoglia notizia, ho ritenuto doveroso investire del problema la Procura della Corte dei Conti di Catanzaro.

Sono certo che l’organismo di controllo sugli atti contabili degli enti pubblici disponga di strumenti più “convincenti” dei miei per ottenere risposte sulla gestione del pubblico denaro”.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


22/11/2008

 

SULLE DIMISSIONI DALLA COMMISSIONE D'INCHIESTA SU VIALE MANCINI

 

«Esprimo il mio apprezzamento per la scelta operata dai componenti della Commissione di Inchiesta su Viale Mancini, Vittorio Cavalcanti, Massimo Commodaro e Giuseppe Mazzuca che non hanno inteso, nei giorni scorsi, rassegnare le proprie dimissioni dalla commissione nella quale con grande sensibilità istituzionale ed impegno hanno svolto il compito affidatogli.

La loro decisione, irreprensibile e condivisibile, tiene di fatto in piedi la verità emersa dai lavori della commissione su Viale Parco. Verità che qualcuno - forse lo stesso che ha violato gli atti secretati della commissione - bramava, utilizzando anche le dimissioni di qualche commissario, di cancellare, affinché non si facesse luce su scomode ma al contempo veritiere ricostruzioni di fatti sui  quali troppo spesso si è favoleggiato.

Un grazie convinto, dunque, a questi tre galantuomini; a questi tre signori dai quali mi aspetto ora più che mai una intensa azione di contrasto a comportamenti equivoci o addirittura perseguibili.

Al Sindaco, invece, l’invito a rivolgersi all’autorità giudiziaria affinché individui e punisca, non tanto i buontemponi di Facebook, quanto la “Gola Profonda“ cui va ascritto il merito di aver messo su tutto questo teatrino».

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


20/11/2008

 

PER UNA NUOVA STAGIONE POLITICA AL COMUNE DI COSENZA

 

E' stato pubblicato su internet, all'indirizzo http://www.sergionucci.it/pdf/Manifesto Politico Cavalcanti - Greco - Nucci.pdf , il documento politico programmatico redatto dai consiglieri comunali Vittorio Cavalcanti, Saverio Greco e Sergio Nucci "Per una nuova stagione politica al comune di Cosenza".
Il documento costituisce la proposta di delibera che i tre consiglieri intendono presentare nel dibattito sulle linee programmatiche del sindaco, previsto nella seduta del Consiglio Comunale di fine mese e convocato proprio su loro richiesta.
Il documento si conclude con un cronoprogramma delle misure amministrative che i tre consiglieri propongono di assumere per varare una nuova stagione politica in seno all'amministrazione comunale cosentina.
Tra i provvedimenti inseriti nel cronoprogramma i più rilevanti sono la riapertura di Viale Mancini, lo spostamento dell'autostazione, l'istituzione di una linea metropolitana Cosenza-Paola, la costruzione di un parcheggio pubblico lungo Via Misasi, l'abbandono dell'attuale sistema di raccolto dei rifiuti solidi urbani, l'istituzione della Casa della Salute, l'individuazione dell'area dove dovrà essere edificato il nuovo ospedale di cui parlano da anni gli amministratori in carica e diverse altre misure per la gestione ed il controllo del traffico urbano e per la regolamentazione delle attività economiche.
Il documento può essere scaricato nella sua versione integrale.

 

Vittorio Cavalcanti - Saverio Greco -Sergio Nucci

Consiglierì Comunalì di Cosenza “Gruppo Misto”

 


02/10/2008

 

I FACCITUOSTI 9

 

Avremmo gradito che i primi ad essere informati della decisione di intitolare ad Aroldo Tieri il Cinema Teatro Italia fossimo il collega Carmine Manna ed io che il 31 Dicembre del 2006 chiedemmo al Sindaco Perugini, con una interrogazione, di “rendere al compianto conterraneo il doveroso tributo intitolandogli il Cinema Teatro Italia affinché sia consegnato alle future generazioni l’imperituro ricordo di un figlio di Calabria che, con la sua tenacia ed suo impegno, ha onorato degnamente la terra che gli ha dato i natali”.

Oggi la stampa informa che quella idea, non accolta dall’amministrazione - a comunicarcelo in Consiglio Comunale fu il Vice sindaco ed Assessore alla Cultura del tempo Giancarlo Morrone - oggi è diventata, miracolo della “conversione”, realtà.

Non riesco a trovare una motivazione a questo improvviso dietrofront, o forse la spiegazione sta in quel tentativo di riavvicinamento “politico” messo in atto da Perugini qualche tempo addietro con Rifondazione Comunista, partito al quale il Nostro era molto legato.

Sono sinceramente compiaciuto della decisione ma, al contempo, mi rammarico che qualcuno non abbia avuto l’onesta intellettuale di dare a Cesare ciò che è di Cesare.

Fatto analogo mi capitò diversi anni addietro quando pretesi che questa città ricordasse Michele Bianchi. Nei processi di rimozione in molti avevano dimenticato quanto questo statista cosentino fece per la sua terra . Anche per quella intitolazione nessun riconoscimento.

Mi consolo ricordando a me stesso quello che scrissi qualche tempo fa: il ruolo che mi sono ritagliato è quello di segnare il cammino che il solerte ed onesto amministratore deve percorrere per ben governare. Che lungo la strada qualcuno dimentichi chi l’ha indicata non è un problema, mi accontento che quel qualcuno la percorra.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

18/07/2008

 

I GEMELLI DEL GOL

 

Che questa amministrazione, visti i risultati, avesse tra gli elementi di spicco Francesca Lopez e Salvatore Magnelli in molti lo pensavano. Che fosse dai due consiglieri condizionata qualcuno malignamente lo ventilava, ma che fosse totalmente nelle mani dei due esponenti dell’Udeur questo non lo avrebbe adombrato neanche Giannantonio Stella che di Perugini è diventato il fustigatore nazionale.

La prova di quanto scrivo è che, ad una mia interrogazione al Sindaco sulla gestione degli spazi pubblici, sul rispetto della quiete e via discorrendo, rispondono le due teste d’uovo della giunta Perugini. Sono loro infatti che lanciano strali sulla mia opportuna e legittima richiesta di far osservare in città le leggi. Comprendo che per loro formazione culturale e politica la dimestichezza con i codici non sia pretendibile, ma la conoscenza della lingua italiana, quella si, me la sarei aspettata da due eletti nel consiglio comunale di Cosenza.

Sarebbe bastato, infatti, seguire la logica articolazione del mio pensiero per comprendere che dietro la mia richiesta non c’era alcuno spirito vessatorio nei confronti dei commercianti onesti e che rispettano le leggi. Tutt’altro, c’era solo l’appello di tracciare una linea di demarcazione tra quanti sono ligi al dovere e quanti, in barba ai controlli, fanno ciò che gli pare.

Mi rendo conto, tardivamente, che sperare nel miracolo della comprensione da parte dei due sarebbe stato effettivamente troppo.

Oggi, con il senno di poi, mi dolgo di aver generato, anche se involontariamente, la loro reazione. Al contempo, tuttavia, mi compiaccio di aver fatto sorridere la graziosa signora Lopez. Prometto però, che per il futuro sarò più attento. Scriverò le mie interrogazioni in due versioni. Una ad appannaggio di  Sindaco e Assessori ed una per i consiglieri Lopez e Magnelli ai quali spero, di riservare la versione più semplice.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


16/07/2008

 

APRILE NON E’ UN MESE DELL’ANNO

 

Giuro solennemente di non essere stato tra coloro ai quali il capo della segreteria del Sindaco, Avv. Enzo Aprile, ha gentilmente elargito a piene mani ingressi di favore per il concerto di Ligabue tenutosi lo scorso martedì 15 luglio.

Ignoro se a fronte degli emolumenti che percepisce dalla comunità, ovvero dei 3000 euro netti mensili, l’avv. Aprile debba anche prendersi la briga di catalogare i consiglieri attribuendo loro meriti e demeriti e, quindi, premiare i più buoni e punire i più indisciplinati, ma tant’è.

Ma delle  mansioni  di Aprile chiederò conto in altra sede, oggi quello che mi preme è ragionare sul perché ad alcuni per la concessione degli spazi pubblici non sia richiesto alcun ticket mentre ad altri il ticket sia richiesto ed anche salato.

Comprendo che ogni amministrazione ha particolari “simpatie” verso categorie alle quali rivolgere i propri favori – un tempo erano i cocchieri oggi sono i promoter e le squadre di calcio - ma stabilire un criterio, o meglio, approvare dei regolamenti sulla concessione degli spazi pubblici libererebbe anche il buon segretario dell’incombenza di recitare il ruolo di capoclasse per il quale, se ne faccia una ragione, non ha né titoli né autorità.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 

15/07/2008

 

CAPITA

 

Capita in una città come la nostra, nella quale qualcuno si atteggia a paladino delle regole e del buon governo, che per alcuni, i più furbi, le regole siano meno regole che per altri.

Capita, in questa città, che chi è ligio al dovere, paga i tributi, non mette l’auto in seconda fila, rispetta pazientemente il proprio turno, si imbatta, a volte, in qualcuno, più furbo di lui, che fa del proprio divertimento, della propria comodità, della propria libertà una limitazione delle libertà altrui.

Capita, qui da noi,  che se hai la ventura di avere un appartamento sul “salotto buono”, ovvero su corso Mazzini – così come in altre zone “ben frequentate" di Cosenza - la notte tu debba sopportare gli schiamazzi ed i bivacchi di qualche nottambulo.

Capita, troppo spesso, che chi si lascia andare ad atti e comportanti al limite della civiltà e del decoro, e che si appropria indebitamente di luoghi della comunità, non venga in alcun modo sanzionato inducendo in chi subisce inerme, giorno dopo giorno, queste appropriazioni indebite a pensare che queste si sono la regola cui uniformarsi.

Capita che un consigliere comunale rigoroso, ostinato e, soprattutto, attento noti queste cose e le segnali a chi di competenza.

Capita, infine, che il destinatario delle segnalazioni, pur ritenendole giuste e legittime non sia in grado di porvi rimedio e volga lo sguardo da un’altra parte.

Capita.

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


05/06/2008

 

AUTORITA' ED AUTOREVOLEZZA

 

Non vorremmo vestire i panni del Sindaco, o meglio, vorremmo essere sindaci di Cosenza ma non vorremmo essere nei panni del Sindaco Perugini. Con questo non vogliamo negare meriti umani e professionali che indubbiamente Salvatore Perugini ha, ma diciamo solamente che non vorremmo essere al suo posto e interpretare questo ruolo, difficile ma gratificante al tempo stesso, con i suoi modi e con i suoi tempi. Certo, ognuno è fatto a modo suo e poco si può fare sul carattere quando questo è definito, ma certo che avere affrontato l’esperienza sindacale con il suo piglio, qualche problema, prima che a lui, alla comunità lo sta creando.

A due anni dall’elezione è indubbio che Perugini venga avvertito come un Sindaco del quale è impercettibile e l’autorità e l’autorevolezza. Un Sindaco che si scosta molto dai suoi predecessori, che quando c’era da scegliere sceglievano e che, a volte, sbagliavano. Un Sindaco che paradossalmente fa rimpiangere il passato per questa incomprensibile mancanza di carattere. Non ce ne voglia Salvatore Perugini se con schiettezza gli diciamo il pensiero di questa città, e non ce ne voglia se a suffragare questo deficit di autorità ed autorevolezza portiamo un esempio su tutti che è emblematico di quanto peso abbia un Sindaco nell’amministrazione di una città. Ci correggiamo, di quanto peso abbia questo Sindaco nell’amministrazione di Cosenza. Il fatto è questo: qualche mese fa, quando ancora si tenevamo i consigli comunali, il Sindaco, nel bel mezzo dell’assise del 28 settembre 2007, ci rivolgeva un pubblico plauso per aver sollevato con l’interrogazione presentata il 24 dello stesso mese, l’illegittimità di una concessione di spazio pubblico, per creazione di parcheggi privati nella piazzetta antistante la scalinata dei due leoni. Parcheggio privato, si badi bene,  con tanto di scivolo e sbarra elettrica.

E’ passato qualche mese da quel pubblico ringraziamento e dai sentimenti di civile indignazione. Solo qualche mese per far si che la situazione, sulla piazzetta antistante la scalinata, ritornasse allo stato ex ante. Macchine parcheggiate, sbarra privata in bella evidenza,  cittadini indignati per l’abuso ed il sopruso che assistono impotenti confidando nella magistratura che sulla questione ha aperto, e pare chiuso, un’inchiesta.

Ed ecco la conclusione: fatta salva la buonafede del Sindaco che ha cercato, per come ha potuto, almeno così è parso, di dare risposta ad uno dei tanti problemi di questa città, c’è da constatare come la sua decisione di ripristinare le norme di civile convivenza non abbia trovato il benché minimo riscontro in chi, per primo, dovrebbe dar seguito alle decisioni dell’amministrazione.

Quanto è successo è la cifra esatta che anche quando su una pratica il Sindaco si impegna in prima persona e prende iniziative queste non sempre arrivano a compimento.

Potremmo ragionare sul perché ed il per come ma il quesito è solo uno: questo Sindaco, che vorrebbe ripristinare legalità e trasparenza ma che non viene ascoltato da chi gli sta intorno può essere definito autorevole ed autoritario?

 

Sergio Nucci                                                                                    Carmine Vizza

Consiglieri Comunali di Cosenza


 

27/05/2008

 

SU TRENITALIA

 

Le denunce che periodicamente Tonino Perrelli, Segretario del Patto per il Sud, lancia sulla stampa locale sullo stato di abbandono in cui versano le ferrovie calabresi, cadono puntualmente ed impietosamente nel vuoto. Nessuna voce si è finora levata a sostegno delle tesi dell’esponente pattista. Eppure, la provincia cosentina può contare su eminenti personalità del mondo della politica. Persone di alto rango e di profonda cultura sempre pronte a mettersi sotto i riflettori per stare in piena luce.

Politici di spessore che sanno come trattare con amministratori delegati e direttori generali. Uomini e donne che possono con lo schiocco delle dita cambiare le sorti delle popolazioni che governano. E’ strano, dunque, che proprio i “sempre presenti” delle feste mondane, dei salotti bene, delle tavole rotonde celebrative, delle prime file delle autorità, delle divisioni cencelliane, non dicano una sola parola su quello che Perrelli con caparbietà e lucidità denuncia.

Sorge quasi il sospetto che parli di fatti estranei alla Calabria. Che riferisca dei servizi che Trenitalia eroga in qualche altra regione della nazione.

E no cari “nominati” dalle segreterie di partito, cari cooptati dal potente di turno, dovete sapere che quello che Perrelli sta scrivendo, e ormai da tempo, è la triste realtà di quanti, e non sono pochi, si rivolgono a Trenitalia per i propri spostamenti, lunghi o brevi che siano.

Voi, eletti dalla buona sorte, non potete ignorare che le tariffe praticate al nord per treni lindi, puntuali e moderni, sono assolutamente identiche a quelle che i vostri corregionali pagano per essere trasportati su veri e propri carri bestiame. E a poco vale ammettere che a volte, alle nostre latitudini,  non si ha la benché minima cura ed il giusto riguardo per le cose comuni, perché dovere morale di una classe politica è quello di far crescere la propria comunità,  magari mandando treni puliti ed efficienti fino alla noia, e non quello di continuare ad affossare le popolazioni che hanno come loro unico torto quello di avervi, loro malgrado, eletti a propri rappresentanti.

A questo proposito vengono in mente le levate di scudi che qualcuno della deputazione calabrese ha inteso portare avanti su Alitalia. Spiace a tutti che si perdano posti di lavoro per padri e madri di famiglia, ma non può certo partire dalla Calabria, la più penalizzata tra le regioni italiane dalla politica protezionistica della compagnia di bandiera di questi anni (le tariffe più alte del Paese), la campagna di sensibilizzazione “pro-Alitalia”.

Scelte coraggiose,dunque. Proteste coraggiose. Denunce coraggiose. Peccato che intorno a noi soltanto tanti, taciturni ed orbi Don Abbondio.

 

Sergio NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza “Gruppo Misto”

 


14/05/2008

 

AL DIRETTORE DI CALABRIAORA

 

Egregio Direttore,

non mi appellerò a leggi o regolamenti per chiedere ospitalità sul Suo giornale ma ad un gentlemen's agreement tra chi, da postazioni diverse, svolge o pensa di svolgere un ruolo nella società nella quale vive ed opera.

La mia richiesta di ospitalità, in realtà superflua visto lo spazio che ha sempre riservato ai miei Crucci ed alle mie iniziative, è indirizzata ad un Suo collaboratore (uomo o donna?) che a commento di una mia foto mi definisce “transfuga”.

Il Devoto-Oli, dizionario la cui consultazione per alcuni risulterebbe salutare, definisce transfuga colui che “diserta il proprio posto di combattimento per passare alla parte avversa”.

Non so a quale specifico episodio il senza nome (uomo o donna?) si riferisca, tuttavia è opportuno chiarire, ove mai facesse riferimento alla mia attività di consigliere comunale, che mai ho abbandonato le mie radici democristiane (CO del 3/5/2006), ne mai ho abbandonato il mio gruppo - semmai altri mi hanno abbandonato il 19 Novembre 2007 -, ne, ancora, ho mai abbandonato la mia postazione di irriducibile fustigatore di questa maggioranza (lunedì ero in aula affinché  il consiglio si celebrasse).

Ciò detto, se la definizione è stimolata dal fatto che io dica sempre la verità e che questo comporti, in chi la riferisce, un senso di comprensibile frustrazione, perché incapace di analogo comportamento, me ne dolgo. Se invece è la pedissequa applicazione del teorema andreottiano “A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”, me ne compiaccio perché vuol dire che quarant’anni di DC non sono trascorsi invano.

In ultimo un suggerimento al responsabile (uomo o donna?) della definizione: se vuol sapere se sono passato in maggioranza mi consulti direttamente o mi cerchi al cellulare o visiti il mio sito www.sergionucci.it. Sarò lieto oltre che di dire la verità e di ribadire che CO è un buon quotidiano e non un giornale scandalistico. Per gli scoop deve cercare altrove.

Grazie

 

Sergio NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza “Gruppo Misto”


09/05/2008

 

SULLA BARRESI

 

Resto basito per le accuse che due degnissimi consiglieri della maggioranza che sostiene lo stimatissimo Sindaco Perugini  rivolgono oggi al dirigente dell’Ufficio del Piano di Palazzo dei Bruzi, reo, a detta dei degnissimi, di aver loro impedito l’accesso ad atti con un “comportamento che traduce una logica ed una visione privatistica delle funzioni assegnate”.

Francamente basito perché la presunta, e sottolineo presunta, colpevole risponde al nome di Sabina Barresi. Per chi non lo sapesse, Sabina Barresi è il dirigente esterno nominato per guidare il delicatissimo Ufficio del Piano, settore nel quale le ombre superano di gran lunga le luci; e che sta assolvendo al compito affidatole con l’onesta e la trasparenza che tutti unanimemente, io per primo, le riconosciamo. Non solo: Sabina Barresi gode della piena ed incondizionata stima di Perugini, al quale i degnissimi consiglieri non più di due giorni fa hanno rinnovato la piena ed  incondizionata fiducia “senza se e senza ma”. Sarebbe bastato trasferire alla Barresi un po’ di quella fiducia per evitare di iniziare una disputa la cui ricostruzione, sentite le parti, appare quantomeno controversa.

Sorge a questo punto un sospetto legittimo e cioè che dietro questa insinuazione si celi un qualche recondito pensiero. Che si voglia in qualche modo condizionare “l’incondizionabile” Architetto Barresi?

Al Sindaco il compito di verificare la fondatezza delle accuse e decidere chi tra la Barresi ed i suoi consiglieri supporters meriti più credito.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale “Gruppo Misto” di Cosenza

 


06/05/2008

 

PER GIUSEPPINA GAUDIO

 

Non sapevo che la Signorina Gaudio, così la chiamavano noi studenti del corso I del Ginnasio Telesio, fosse malata. Non sapevo che stesse combattendo la sua battaglia più importante in un letto d’ospedale. E pur sapendolo non avrei potuto far nulla, se è nulla testimoniarle l’affetto che insieme ai tantissimi suoi discepoli le ho sempre serbato.

Giuseppina Gaudio ha dato tutta se stessa a noi, suoi allievi. E lo ha fatto con la dedizione e la serietà di chi si sente investito del ruolo più importante che la società affida: l’educatore.

Ci ha insegnato i valori, prima del latino ed il greco. Ci ha insegnato il rispetto, prima dell’italiano. Ci ha guidati e quando ha potuto è stata al nostro fianco nelle ore più liete ed anche in quelle più tristi.

Come tanti della mia generazione ho lo scrupolo di non averle restituito tutto ciò che mi ha donato, ma come tanti so che, se oggi interpreto un ruolo in questa comunità, molto lo devo anche a lei.

 

Sergio Nucci

 


24/04/2008

 

COMUNICATO STAMPA

 

Comunico a quanti in queste ore si affannano ad attribuirmi una collocazione in seno al Consiglio Comunale di Cosenza che, alla riunione indetta per il pomeriggio - ed alla quale sono stati invitati tutti i consiglieri che sostengono l’amministrazione Perugini - lo scrivente non è stato invitato.

Tra le tante ragioni che potrebbero giustificare il mancato invito, sommessamente, ne suggerisco una che, seppur lapalissiana, fino ad oggi non ha goduto di alcun credito: che il sottoscritto non faccia parte della maggioranza?

Sono certo che il fiuto da Sherlock Holmes di alcuni giornalisti sarà determinante nel fare piena luce su una vicenda che sembra appassionare più dei tanti problemi che assillano quotidianamente la nostra città.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale “Gruppo Misto” di Cosenza

 


22/04/2008

 

PEGNA CHIARISCA MEGLIO

 

All’indomani del concerto di Sergio Cammariere, Ruggero Pegna si toglie alcuni sassolini dalla scarpa e dichiara “Se la mia rassegna dovesse ritornare a Cosenza farà tappa al Garden di Rende, che ha maggiore capienza e funzionalità tecnica, nessuna richiesta di biglietti omaggio e costa meno della metà del Rendano. E' stato fatto pagare il parcheggio anche al camion degli strumenti di Cammariere. Cosa che non succede in nessuna parte d'Italia”.

Queste poche ma significative parole gettano, inevitabilmente, discredito su persone e luoghi della mia città. Ed io, che di questa città sono Consigliere Comunale, ho sia il diritto che il dovere di chiedergliene conto.

Perché se è giusto vigilare su superficialità e inefficienze è altrettanto giusto non blandire la piazza forcaiola utilizzando generiche, ed a volte ingenerose, accuse.

E’ opportuno, dunque, che il Pegna, chiarisca meglio alcuni passaggi della sua dichiarazione. Che, in soldoni, risponda, con la schiettezza che lo contraddistingue, a queste poche e semplici domande. Nulla di più.

Primo. Pegna riferisce che è stata fatta pagare la sosta ai camion dell’artista Cammariere. Significa che qualcuno ha imposto il “pizzo” per la guardiana dei mezzi? Se così è stato Pegna doveva rivolgersi, senza indugio alcuno, alle autorità di Polizia e denunciare l’accaduto. L’omertà, Pegna lo sa bene, è l’alimento della criminalità.

Secondo. Pegna, non senza sorpresa, comunica che il fitto del Teatro Rendano è più caro del Garden di Rende. Qualcuno gli ha mai detto il contrario? E se si, chi è costui?

Terzo. Il Cinema Garden ha maggiore capienza e funzionalità tecnica del Rendano. Possibile che un promoter così esperto, e che conosce sia il Rendano che il Garden, se ne sia accorto solo dopo il concerto di Cammariere?

Quarto. Pegna parla di una presunta richiesta di biglietti omaggio. Questa richiesta da chi è stata fatta? E  per conto o in nome di chi? E dica: ha ritenuto di doverla soddisfare?

Risponda a queste domande il Pegna. Solo dopo, la gente potrà, se lo riterrà, condividere con lui le amarezze delle quali parla.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


11/04/2008

 

BRAVO PERUGINI

 

Trovo assolutamente opportuna e condivisibile la lettera che il Sindaco Perugini ha inviato nei giorni scorsi al Ministro dei Beni Culturali, on. Francesco Rutelli, circa l’esclusione della nostra città dal comitato nominato per celebrare il V centenario della nascita di Bernardino Telesio. Con garbo, ma con fermezza, Perugini sostiene ragioni incontestabili che dovrebbero essere sostenute, senza partigianerie, da tutta la classe politica ed in particolare da tutti i 40 consiglieri comunali di Cosenza. Quello che si è consumato nei giorni scorsi a Roma è la cartina di tornasole di quanta considerazione abbiano per la nostra terra i governanti romani e di come sia come non mai opportuna una levata di scudi unanime. A questo proposito, nei prossimi giorni, promuoverò proprio nel Consiglio Comunale di Cosenza una iniziativa atta a sollecitare l’Amministrazione a perseguire tutte le strade utili, e tra queste quella legale, a riaffermare non solo il diritto del capoluogo bruzio ad essere protagonista - e non comparsa - nelle iniziative telesiane, ma, soprattutto, ad impedire che le leggi vengano calpestate con logiche difficilmente comprensibili e poste in essere senza alcuna ratio. E’ inammissibile che proprio un organismo dello Stato non rispetti, per procedere ad una selezione, i termini previsti dalla legge e sono risibili le ragioni addotte per giustificare tale condotta. In ultimo, solo una amara considerazione: Rutelli esponente di spicco del PD corre in questi giorni per la carica di Sindaco di Roma; un cosentino, Alfredo Antoniozzi, è impegnato sempre nella capitale, ma per il PDL, per diventarne Presidente della Provincia. Che bella figura farebbe Rutelli con i cosentinti ed i calabresi trapiantati a Roma se si sapesse che proprio lui, a capo del dicastero incriminato, ha consentito questa ennesima razzia ai danni delle genti bruzie.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


06/04/2008

 

IO C'ERO

 

Egregio Direttore,

mi dolgo sinceramente di aver urtato la suscettibilità del prof Franco Calomino che oggi risponde ad alcune considerazioni espresse giorni addietro in un mio “trafiletto” e relative all’utilità, o meglio all’inutilità, della costruzione di ben tre piscine nell’ambito del progetto "Parco Acquatico del Crati" del quale il docente di Arcavacata è estensore, in virtù del mandato affidatogli direttamente dall’assessore ai lavori pubblici del tempo On . Franco Ambrogio.

Nel mio dissertare non facevo volutamente riferimento al progetto in quanto tale, poiché, oltre a non averne i titoli non ne avevo l’intenzione  ma, tirato per la giacchetta, ricordo, a Lei ed ai lettori, che il finanziamento del Parco Fluviale di Cosenza - progetto redatto su incarico diretto dell’amministrazione ad un equipe di tecnici, tra cui figuravano esperti della materia come i Prof.ri Versace, Principato e Mendicino -  fu comunicato proprio a me che a quel tempo -  era  il 1992 -  ero assessore all’ambiente della giunta Minutolo.

Ribadivo nel mio dire, se non avessi reso compiutamente il mio pensiero, che la passata amministrazione quei fondi li avrebbe potuti utilizzare non per piscine, ma per altri tipi di interventi. E, a questo punto, stimolato sull’argomento, chiedo e mi chiedo: come mai l’amministrazione non diede corso all’originario progetto che tanto interesse e consenso aveva ottenuto tra addetti e ai lavori e non?

Ma tornando a noi, mi stimola, e non poco, l'assunto con il quale il Prof. Franco Calomino conclude il suo argomentare e cioè che un regalo (il finanziamento a fondo perduto)  in quanto tale non si commenta, si accetta e basta. E magari si dice anche grazie. Un po' come se ad un barbone che non sa di cosa nutrirsi, si regalasse una raffinata cravatta di Marinellla. Il poveretto diventerebbe senza dubbio più elegante, ma continuerebbe a non sapere cosa mangiare.

 

Con immutata stima per i professori ordinari dell'Università della Calabria 

 

Sergio Nucci (estensore del trafiletto)

 

 


05/04/2008

 

SE IO FOSSI

 

Non mi cimenterò anche io nello sport del momento: dare consigli al Sindaco Perugini. Come più volte detto, Salvatore Perugini, valido e stimato professionista della nostra città, sa sbagliare da solo, e quando si impegna ci riesce pure bene. Offrire consigli, soprattutto quando non sono richiesti, è effettivamente uno dei piaceri della nostra vita, ma ne esistono anche altri altrettanto invitanti e meritevoli d’attenzione. Uno ad esempio, è il passatempo del… se io fossi.

Se, ad esempio, io fossi il Sindaco di Cosenza, tranquillizzerei senza meno l’incolpevole signor Carlo Guccione circa la possibilità di diventare assessore o vicesindaco della nostra città. Ma farei anche di più: tranquillizzerei il suo sponsor circa la possibilità non solo di salutarlo ma di frequentarlo ad ogni ora del giorno e della notte.

Se io fossi Sindaco non ascolterei, i saggi consigli di qualche interessato consigliere del PD che non solo aprirebbe  al partito  Partito Socialista ma sceglierebbe al suo interno improbabili assessori con un non troppo celato desiderio di tirare la volata magari a qualche compagno di merende dell’ultima ora. E se fossi il primo cittadino non andrei in giro per la città ad organizzare meste manifestazioni di supporto ad un partito che presenta tra i suoi candidati persone certamente rispettabili ma che esprimono, tutti assieme, i consensi di un solo consigliere comunale di Cosenza.

Se io fossi Sindaco inviterei Franco Sammarco ad entrare nella giunta che nascerà dopo il 14 aprile pregandolo di assumere, con il suo piglio deciso, deleghe di spessore e di grande impegno.

Se fossi Sindaco rincuorerei  quanti eletti al Consiglio Comunale, hanno abbandonato la poltrona di consigliere per quella più comoda di Assessore e che oggi tremano ogni qualvolta si parla di rimpasto.

Se fossi Sindaco sarei meno incline alla tolleranza con tanti accompagnatori della prima e della seconda ora, e inviterei più d’uno a visitare il paese di Pulcinella dove aria buona e cibi genuini sono la miglior cura per chi ritiene d’essere il centro dell’universo.

Se io fossi il Sindaco di Cosenza…. Ma ahivoi non lo sono.

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


03/04/2008

 

CCHIU' BEACH PPE TUTTI

 

Quando Cosenza un bel mattino si svegliò invasa da manifesti che enfaticamente annunciavano che anche la città di Telesio avrebbe avuto la sua beach, in molti, tra diffidenza e stupore, si domandarono cosa fosse mai questa avveniristica  “boutade” dell’amministrazione comunale.

Alcuni pensarono che grazie ad un sistema paragonabile per maestosità al Mose di Venezia il mar Tirreno (o in alternativa lo Jonio) avrebbe bagnato le sponde cosentine. Altri, ancora più futuristicamente, arrivarono a credere che grazie ad una sorta di magia ingegneristica la città sarebbe stata spostata addirittura in riva al mare, castello e sette colli compresi. Non passò molto tempo che l’arcano venne chiarito. Non si trattava di nessuna di queste azzardate congetture ma più semplicemente di un più ovvio progetto. Rendere i fiumi di Cosenza, o meglio le sue sponde,  idonee alla bagnabilità, ovvero rendere fantasie ed illazioni meno azzardate della realtà che si proponeva.

Perché, va detto, pensare di creare una grande beach sulle sponde del Crati è molto più impegnativo che non portare il mare a Cosenza (o Cosenza sul mare) e questo per i necessari accorgimenti, le dovute tecnologie e le opportune accortezze che siffatto progetto prevede.

Ma al Comune pensano in grande. O meglio, nella passata amministrazione, della quale facevano parte molti degli attuali esponenti di spicco della attuale maggioranza, si pensava alla grande.

Fortunatamente, prima che questa idea trovasse spazio, e peggio ancora sostenitori, avevo manifestato tutta la personale perplessità su questa opera per una serie di legittime motivazioni che molto semplicemente possono essere così riassunte. Primo: l’indispensabile risorsa. Creare una beach in riva ai fiumi (più precisamente tre piscine sotto S. Ippolito) significa disporre di grandi quantità d’acqua depurata e quindi idonea alla balneazione. Scartata l’ipotesi di depurare l’acqua del Crati ,che se non è il Sarno poco ci manca, sarà necessario sottrarre il prezioso liquido a quell’acqua  potabile che, come tutti sanno, sgorga copiosa dai rubinetti delle nostre case.

Secondo: la gestione. Provate a chiedere alla Cogeis, la società che gestisce la piscina di Campagnano, quanto costa la gestione della piscina comunale e provate anche a chiedere se sarebbero disposti a manutenere  e condurre una ulteriore piscina (o meglio tre). La risposta sarà perentoria: i costi sono proibitivi a fronte dei ricavi.

Terzo: sarà vera beach?. La città ha già la sua “beach” sia chiama Paola. E’ a 25 minuti di trenino ed eroga un servizio realmente democratico ed imparziale: l’acqua del mare che la bagna è uguale per tutti, ricchi e poveri. Con le dovute accortezze,  potenziando i trenini da e per la località del Santo, offrendo prezzi calmierati e servizi da nazione civile si disporrebbe di una risorsa ineguagliabile.

Quarto: la priorità. Anche quando si pensò a questa opera esistevano in città altre priorità. Si scelse questa perché era effettivamente di grande impatto (ma di poco costrutto).

Non credo che i cosentini, che hanno ben altri e più annosi problemi si strapperanno le vesti nel vedere come si spendono cinque miliardi di soldi della comunità. Ma tanto paga pantalone.

Fortunatamente i cosentini sapranno darsi una risposta.

Sono obiezioni di poco conto?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


03/04/2008

 

Cosenza 3 Aprile 2008

All’Assessore all’Innovazione
del Comune di Cosenza
Dott.ssa Matilde Ferraro
SEDE


Gentile Assessore,
nei giorni scorsi l’Assessore, nonché Vice-Sindaco, Giancarlo Morrone ha rassegnato le sue dimissioni dagli incarichi istituzionali affidatigli dal Sindaco Perugini.
Sempre nei giorni scorsi, ovvero il 15 marzo u.s.,  i Consiglieri Comunali Pietro Filippo, Stefano Filice e Michelangelo Spataro hanno aderito al gruppo misto in Consiglio Comunale.
Si tratta probabilmente di due notizie non degne di attenzione (nonostante l’ampio spazio che la stampa ha riservato loro) tuttavia, ritengo sia doveroso che almeno sul sito del nostro comune se ne tenga conto.
E un’operazione non troppo impegnativa: basta spostare i tre consiglieri ex Udeur li dove c’è il gruppo misto e cancellare la foto ed i dati relativi al vice-sindaco Dott. Giancarlo Morrone.
Spero che per l’aggiornamento non si debba acquisire un nuovo software in grado di produrre quei “vantaggi … operativi e di tempo ….., ma anche economici in termini di personale impiegato.”
Intelligenti pauca
Saluti


Sergio Nucci
Consigliere Comunale “eletto” del  Comune di Cosenza


P.S.: se serve, vi offro la mia consulenza gratuita



23/03/2008

 

NON SAREBBE UN MALE

 

Come gran parte degli elettori miei concittadini, anche io mi interrogo su quanto tempo dovrò aspettare prima che candidati alle prossime consultazioni ed esponenti di partito inizino a confrontarsi sui temi veri che interessano la gente comune.

Certo, è importante dissertare sul voto utile. E’ sacrosanto non tralasciare di dire la propria su quello che sarà il futuro stipendio del deputato ma se, ad esempio, si facesse capire a noi comuni mortali come verrà fronteggiata la crisi economica che ha azzerato nel nostro Paese il ceto borghese, non sarebbe un male.

Se qualcuno ci illustrasse gli strumenti per rilanciare l’economia nazionale o in che modo realizzerà   uno stato sociale veramente equo e veramente solidale, non sarebbe un male.

Se qualche politico nostrano ci spiegasse come verrà profuso l’impegno da parlamentare , una volta eletto, per rilanciare le azioni di governo delle giunte regionale, provinciale e, soprattutto, comunale non sarebbe un male.

Ma di queste cose, ingiustamente insignificanti, nessuno ne parla. Chi tra i nostri concittadini candidati ha posto Cosenza al centro del proprio impegno romano?

Le tematiche che interessano gli aspiranti onorevoli e senatori sono più terrene. E la stampa attenta ai sussurri ed alle grida dei nostri leader maximi relaziona sui “minacciosi” inviti a questo o quel consigliere, questo o quell’assessore a non risparmiarsi nel chiedere consensi. O sugli inviti, accorati e sentiti, affinché il male della politica, ovvero la nomina diretta degli scrutatori (sic!), venga scongiurato ricorrendo al mai troppo usato e totalmente imparziale sorteggio.

Sono questi i veri problemi? Sono questi i dilemmi che assillano i buoni padri di famiglia che, con quanto guadagnano, non arrivano a fine mese?

Ahinoi, stiamo eleggendo una rappresentanza parlamentare che puntualmente bacchetta su questioni minime e che, colpevolmente,  tace su questioni fondamentali.

Una classe politica nostrana che non vede l’imminente trasferimento della Banca d’Italia o la crisi informatica e la cassa integrazione per i lavoratori di Almaviva, o il pernicioso  impoverimento delle infrastrutture locali come la rete ferroviaria o quella autostradale.

Come è triste Cosenza. Se questa classe politica andasse a casa non sarebbe un male.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


18/03/2008

 

A ROSAMARIA

 

Cara Rosamaria,

mi dolgo innanzitutto se in questi due anni ho dato l’impressione di essermi defilato e di aver affrontato il ruolo di Consigliere Comunale di Cosenza intorpidito o, addirittura, addormentato.

Se altri consiglieri, in altri tempi, si fossero svegliati come ho fatto io (ma ho mai dormito?) probabilmente non dovresti oggi vestire i panni di Sherlock Holmes, per portare alla luce quello che definisci un “bando falso”.

Lungi da me, si badi, alcuna lezione di giornalismo. Non è mio compito l’estensione dell’articolo, né l’impaginazione né, tantomeno, il risalto da dare ad una interrogazione o ad una richiesta di condanna in un processo. A me solo la sottolineatura che non sono bastate le circa cinquanta interrogazioni, gli articoli, gli interventi ed anche le vignette di questi due anni – che in verità hanno sempre trovato adeguato risalto sul tuo giornale -, a far comprendere che non intendo affrontare questa stagione politica da spettatore.

Ma non ce l’ho con te. Piuttosto con chi non perde il vizio di tirare il sasso e nascondere la mano.

La mia concezione della giustizia e della legalità ha radici profonde, oserei dire familiari.

Non faccio l’investigatore, ne l’inquisitore ma ho una coscienza civica che mi impone, dinnanzi ad un reato, di rivolgermi alle autorità competenti uniformandomi all’ultimo comma dell’Art. 40 del Codice Penale che recita: “non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo” .

O no?

 

Sergio Nucci


17/03/2008

 

VOGLIA DI VERITA’

 

Un paio di mesi fa sono stato contattato da alcuni cittadini, facenti parte del Comitato Città 2000, intenzionati ad illustrarmi alcune presunte incongruenze circa la realizzazione di fabbricati nell’area che da il nome al comitato.

Nel corso dell’incontro, con dovizia di particolari, mi sono state prospettate alcune problematiche e sollevati una serie di interrogativi per i quali gli stessi non hanno ancora ottenuto risposte.

Obbiettivo dei concittadini, dunque, sensibilizzarmi e sollecitare un mio fattivo interessamento al fine di ottenere parole chiare ed esaustive sull’intera vicenda.

Come è mio costume ho, prima informalmente, poi in via ufficiale, investito della problematica gli uffici competenti al fine di ottenere informazioni utili a chiarire, a me in primis, i termini di una questione a prima vista spinosa e comunque complessa.

Per la precisione, in data 7 febbraio del corrente anno (con largo anticipo sulle inchieste giornalistiche di questi giorni), ho chiesto (leggi qui) al Segretario Generale del Comune di Cosenza, dott. Grossi, di ottenere copia dei dispositivi (legali, urbanistici, contabili etc.) della transazione tra l’Ente Comune ed i privati relativamente all’alienazione di un’area di circa 16 mila metri in città 2000 di proprietà comunale.

Ad oggi, 17 marzo 2008 (quindi ben oltre i canonici 30 giorni previsti dalla legge), sono ancora in attesa che qualcuno produca gli atti richiesti e quindi impossibilitato a compiere per intero il mio dovere di cittadino e di amministratore (a questo proposito ho già investito del disguido il Presidente della Commissione di Controllo e Garanzia).

Stante così la situazione, con il collega Francesco Gaudio della Rifondazione Comunista, al pari mio informato dei fatti e come me interessato ad approfondire tutti gli aspetti della querelle, ho rivolto in data odierna al Sindaco una interrogazione (leggi qui) a risposta scritta per sapere se le denunce apparse sulla stampa e sostenute con sicumera da un consigliere di questa maggioranza sono reali, ovvero se dietro questa pratica si celi una qualche zona d’ombra o se, al contrario, c’è la volontà di impedire a degli imprenditori di realizzare un operazione trasparente e nel rispetto della legge.

Al momento l’unica cosa certa ed innegabile è che sulla ”famosa” piscina di città 2000 ora sorge un palazzo e che sull’area che ospita i campi da tennis è in itinere la costruzione di un nuovo fabbricato.

Ma ho fatto anche di più. Per meglio acclarare i fatti e renderne edotti gli altri colleghi consiglieri, sempre con il collega Gaudio, ho depositato presso il Gabinetto del Sindaco, addirittura una richiesta di istituzione di Commissione d’Inchiesta (leggi qui). Questo strumento, così utile a ricostruire fatti e circostanze, però, per essere attivato deve essere promosso da almeno quindici consiglieri comunali. Al momento siamo in due, Francesco Gaudio ed io naturalmente, ma sono certo che in tanti, interessati solo al buon governo ed alla trasparenza degli atti, sosterranno con la propria adesione l’istanza. Istanza, è bene chiarirlo, aperta a tutti con un’unica eccezione che riguarda proprio quel consigliere che sulla stampa ha già comminato la sua condanna.

In uno stato di diritto, per chi ha formazione e cristiana e garantista le sentenze arrivano solo dopo il processo. Giammai prima.

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


07/03/2008

 

A PENSAR MALE…

 

Il suggerimento del Sindaco di procedere al sorteggio per la nomina degli scrutatori e dei segretari che dovranno operare nei seggi in occasione delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile non può che trovarmi d’accordo.

Il richiamo ad operare scelte che garantiscano pari opportunità e massima trasparenza mi trova solidale con la sua odierna sensibilità.

Sono convinto che questa decisione non nasca dalla consapevolezza di non poter dar corso alle sollecitazioni che ben identificati settori della maggioranza stanno, in queste ore, esercitando sul Sindaco Perugini per racimolare qualche posto di scrutatore o segretario.

Sostegno, dunque, all'appello del Sindaco Perugini.

Peccato, però, che non più di qualche mese fa, in occasione della nomina dei revisori dei conti (innumerevoli gli aspiranti),  non si sia uniformato a questo singolare strumento di selezione.

Andrà meglio in futuro?

 

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 

 

07/03/2008

 

SULLE DIMISSIONI DI SAMMARCO

 

La decisione di Franco Sammarco di abbandonare l’agone politico oltre a privare il Consiglio Comunale di Cosenza di una voce libera ed autorevole, tesa a spostare l’attenzione dei partiti e della politica sulle ragioni autentiche di un impegno, pregiudica, forse irrimediabilmente, la sindacatura Perugini per la quale due anni orsono si era speso senza risparmiarsi, finendo con il guidare la lista dei DS.

È improbabile che l’Avv. Sammarco ritorni sui suoi passi. Come non aveva ceduto in passato alle pressanti richieste di dirigere nuovamente il Consiglio in qualità di Presidente, non cederà adesso che ha contezza di come siano rimasti lettera morta gli innumerevoli appelli a ritrovare tra le forze di centrosinistra le tensioni di un comune sentire.

Non mi sento di condividere il suo gesto ma comprendo le sue ragioni riconducibili essenzialmente all’impotenza di chi vorrebbe ma non può.

Gli rinnovo i miei sentimenti di amicizia e di stima e mi auguro che, in un futuro non molto lontano, ci si possa ritrovare nell’esclusivo interesse della società cosentina.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


 

04/03/2008

 

L'UNITA' DI MISURA DEL TEMPO

 

Il 21 Febbraio 2007 l’amministrazione comunale diramava il comunicato, di seguito allegato (clicca qui), sull’imminente restyling del sito internet del Comune di Cosenza o meglio su “un’operazione molto più radicale sia dal punto di vista contenutistico che tecnologico, al termine della quale il sito diventerà un portale con piattaforma open source”. Nel dispaccio era riportato, non senza enfasi e soddisfazione, che il lavoro sarebbe stato concluso dopo circa quattro mesi.

Atteso che di mesi ne sono passati non quattro, bensì dodici e del tanto pubblicizzato  “restyling  grafico” (e anche di più) neanche l’ombra - semmai si è assistito ad uno scadimento nella tempestività e nella qualità delle notizie riportate - è lecito chiedersi se a Palazzo dei Bruzi utilizzano un’unità di misura del tempo differente da quella adottata per convenzione in tutte le altre parti del mondo.

Facile ironia a parte, è giusto chiedersi se il dover puntualmente disattendere gli impegni assunti con la collettività sia una regola programmatica non scritta ed alla quale ciascuno deve uniformarsi.

Il piano del commercio, l’ultimazione del cinema Morelli, il sito Internet, la riapertura di viale parco in tempi brevissimi e via discorrendo sono solo alcune delle iniziative annunciate ma mai portate a compimento.

Nei corridoi di Palazzo dei Bruzi qualcuno, a propria discolpa, addebita agli uffici preposti le responsabilità di tutti questi ritardi. Sarà vero?

Sinceramente non so rispondere. Non so se hanno più responsabilità gli Amministratori o i Dirigenti. Comunque delle due l’una: o gli uffici non rispondono adeguatamente alle sollecitazioni dell’Amministrazione ed in questo caso vanno assunti provvedimenti esemplari nei confronti di chi non fa il proprio dovere o gli amministratori non seguono opportunamente e con sufficiente impegno le pratiche di loro competenza.

Per intanto rivolgo al Sindaco l’ennesima interrogazione per conoscere i perniciosi ritardi su questa pratica.

A chi il compito di far luce?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza “Gruppo Misto”

 


 

28/01/2008

 

ADDIO ALDO

 

Aldo Di Giorgio era un dipendente comunale. Non era nè funzionario nè dirigente nonostante doti non comuni come la serietà e la discrezione. Non aveva cercato scorciatoie, nella vita come ne lavoro. Per quei suoi modi signorili e mai sopra le righe aveva conquistato il rispetto e la stima di quanti lo conobbero. Tra questi anche io che nei mesi in cui ressi l'assessoato all'ambiente ebbi la fortuna di rinsaldare un'amicizia nata nel cortile di via frugiuele dove giocavamo da bambini.

Oggi a Palazzo dei Bruzi non ci saranno bandiere a mezz'asta nè commemorazioni per Aldo. Solo un vuoto incolmabile per la sua immatura ed ingiusta scomparsa.

 

Sergio Nucci

 


 

30/12/2007

 

IL FURTO DI CAPODANNO

 

E fu così che una fredda mattina di dicembre, il 30 per la precisione, Cosenza perse anche l’elisoccorso. L’ennesima ruberia di chi, in questi anni, ha ritenuto che per esaltare il ruolo direzionale di Catanzaro fosse necessario impoverire il capoluogo bruzio, colpevole di aver avuto nel passato la lungimiranza di organizzare un servizio così utile, così essenziale, per la provincia più estesa d’Italia.

Le responsabilità di questo ennesimo scippo, oltre che dei soliti “predoni” catanzaresi, vanno ricercate nei comportamenti di una classe politica locale inconsciamente convinta che la rimozione delle buone opere cancella la memoria di chi le ha realizzate, e per questo insensibile, per molti mesi, al grido d’aiuto urlato dagli operatori cosentini dell’ elisoccorso.

Perché è un fatto che di elisoccorso se ne parla e con toni preoccupati  da almeno due anni, da quando qualcuno pensò di metterci sopra le avide mani al fine di consentire non l’organizzazione di una efficace ed efficiente cabina di regia quanto un nuovo piccolo centro di poter da poter utilizzare chissà per quali scopi.

L’intuizione di Giacomo Mancini viene così d’un tratto rimossa come se la storia potesse essere cancellata con un semplice tratto di penna.

Noi, dal canto nostro, siamo tornati in trincea a combattere questa ennesima battaglia di progresso e di diritto affinché qualcuno apra finalmente gli occhi ed esca dal torpore che nasce, più che dalle festività, da un  modo incomprensibile ed infruttuoso di far politica.

I nostri politici, stavolta, dovranno levare alta la loro voce. E fin da subito dovranno pretendere con atti concreti che l’elisoccorso rimanga a Cosenza. I nostri politici dovranno, almeno per una volta, dimostrarci di volere bene alla loro città rimanendo uniti perché su questioni così importanti non può divedere né l’appartenenza né la fede politica

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

04/12/2007

 

CONCORSI ALL'AMACO?

 

Per come dichiarato dal sindacato UGL, l''AMACO, municipalizzata dei trasporti, dal gennaio 2008 dovrà rinunciare a diversi dipendenti che, causa pensionamento, lasceranno l'azienda.

Questa circostanza provocherà una serie di disservizi dal momento che all'azienda non è affidato solo il trasporto pubblico cittadino, bensì la rimozione coatta, il controllo dei parcheggi etc.: tutti servizi che vengono garantiti proprio dal personale della municipalizzata.

Ad oggi, non c'è notizia di concorsi per coprire i posti che si renderanno disponibili in pianta organica.

E' opportuno che il Sindaco solleciti gli amministratori dell'AMACO ad indire al più presto i concorsi per la copertura dei posti vacanti. Ed è ancor più giusto che ribadisca che le procedure concorsuali dovranno essere ispirate a criteri di legalità, trasparenza ed equità.

Questo si aspettano i cosentini.

Noi,come sempre, saremo qui a vigilare.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


22/11/2007

 

ZUCCHERO FILATO

 

Il carretto passava e quell’uomo gridava..…zucchero filato. Almeno fino ad ieri.

Vado contro corrente e dico che l’intervento dei vigili che hanno sanzionato un commerciante abusivo è in perfetta linea con l’applicazione della legge. Ovvero: dura lex sed lex. Se quel commerciante non aveva i requisiti, le licenze, i permessi e quant’altro gli consentisse di esercitare, secondo legge, l’adozione dei provvedimenti sanzionatori è un fatto assolutamente ineccepibile. Ma se ciò è vero, ed è vero, è anche sacrosanto il principio che la legge è uguale per tutti, ovvero che chiunque violi le norme, i regolamenti, la legge, deve essere sanzionato.

L’ambulante con  il carretto dello zucchero filato non aveva i requisiti? Ribadisco: doveva essere multato. Ma alcuni commercianti di via Alimena, di via Misasi, di viale Trieste, di via Padre Giglio di via Monte Baldo e di via Luigi Maria Greco hanno tutti i permessi in regola per occupare il suolo pubblico e senza che qualcuno dica loro qualcosa?

Se così non è, e parrebbe che così non sia, anche il provvedimento nei confronti dell’ambulante si uniformerebbe all’asserto dominante in città: deboli con i forti e forti con i deboli.

Vorrei sbagliarmi. E vorrei che almeno le mie segnalazioni, diversamente da quelle inoltrate dalla Questura di Cosenza, avessero un seguito.

E’ chiedere troppo?

 

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


20/11/2007

 

IL LUPO E' ARRIVATO...

 

Apprendo con sincera soddisfazione che la Fondazione Rotella ha consegnato ai proprietari la documentazione attestante l'autenticità della scultura "Il Lupo della Sila" che, in tal modo potrà essere collocata, a giusta ragione, nel museo all'aperto della città dei Bruzi.

Auspico che i dubbi sollevati da alcuni cittadini, che in più di un'occasione mi misero al corrente circa le proprie perplessità sulla paternità dell'opera, siano in tal modo definitivamente fugati.

Il cammino seguito per avere tale documentazione è stato assai tribolato: basti ricordare che è più di un anno che si attende tale certificazione, tuttavia, potremmo essere ad un passo dallo scrivere la parola fine a questa tormentata vicenda.

Sarà la volta buona?

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza


19/11/2007

 

GRUPPO MISTO

 

Dal 19 Novembre 2007, giorno della ridenominazione del gruppo consiliare da Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno in Partito Soclialista, aderisco al Gruppo Misto in Consiglio Comunale.

Le motivazioni sono contenute nella lettera inviata al Presidente del consiglio in pari data.

 

Leggi la lettera al Presidente del Consiglio

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza


14/11/2007

 

GRANIERI PROCURATORE

 

Esprimiamo viva e autentica soddisfazione per la decisione della commissione competente del CSM di indicare nella persona del Dott. Dario Granieri il nuovo Procuratore della Repubblica di Cosenza.

Il Dott. Dario Granieri, in tutti questi anni che l’hanno visto impegnato nella lotta alla criminalità, si è sempre distinto per doti non comuni di serietà, professionalità e sobrietà di comportamenti.

La scelta del CSM, appare quanto mai azzeccata se si pensa che per svolgere compiti delicati come quelli affidati alla magistratura bisogna fare affidamento oltre che su inquirenti con grande esperienza e solida preparazione su uomini che abbiano senso dello stato, equilibrio ed inflessibilità.

Al Dott. Dario Granieri, dunque, giunga anche il nostro caloroso in bocca al lupo per il prossimo passaggio nel plenum del CSM.

 

 

SERGIO NUCCI E VITTORIO CAVALCANTI

Consiglieri Comunali di Cosenza


08/11/2007

I HAVE A DREAM

 

 

Stamane mi sono svegliato come sempre di buon ora e come sempre ho ascoltato in tv i titoli dei giornali locali.

Con grande sorpresa, ed un tantino di orgoglio, ho constatato che tutte le testate riportavano in prima pagina la notizia dell’anno: la nostra regione ha chiuso la stagione turistica estiva con uno strabiliante incremento delle presenze che si sono addirittura decuplicate. Merito dell’invidiabile mare pulito, dell’efficientissima rete dei trasporti, e soprattutto, dell’assoluta assenza di fatti delittuosi che fanno della Calabria un’oasi felice nel panorama nazionale.

Uscito di casa, sinceramente incuriosito, ho fatto tappa all’edicola di quartiere per acquistare i giornali e leggere approfonditamente gli articoli in tv solo segnalati. Nello sfogliare le pagine, sono venuto a sapere pure di come le tante inchieste iniziate su infondate accuse e perniciose illazioni, si siano concluse tutte e felicemente sia per gli indagati che per l’inquirente. Le cronache riportavano, infatti,  che alla festa organizzata dal togato napoletano, per la fresca nomina a procuratore generale di Catanzaro, fossero presenti, tra gli altri, il Ministro della Giustizia e gli inquisiti di ogni tempo e di ogni inchiesta, i quali  festosi, e sinceramente commossi per cotanta promozione, inneggiavano al loro procuratore prediletto.

Proseguendo la lettura mi sono imbattuto nelle notizie provenienti da via Massara, sede della giunta regionale. Se da un lato grande risalto era riservato al piano sanitario approvato con il voto unanime e convinto di tutti gli assessori, presidente in testa, dall’altro, pari evidenza, conquistava l’annunciato rimpasto che ha riguardato non certo le persone, tutte degne e riconfermate, ma le deleghe. Tra gli “spostamenti” eccellenti, i più importanti ed azzeccati sono stati quelli che hanno interessato l’assessore alla cultura passato all’urbanistica, l’assessore al turismo dirottato alla innovazione tecnologica e, in ultimo, quello alla sanità destinato al patrimonio.

A quel punto, convinto una giornata iniziata così piacevolmente dovesse, necessariamente, riservare tanto altro ancora, sono andato svelto svelto alle pagine di cronaca cittadina.

Su tutti i quotidiani, nessuno escluso, la prima del capoluogo riferiva dell’aperitivo consumato tra il Sindaco di Cosenza ed il parlamentare del PSE, ad un bar del viale Giacomo Mancini, per l’occasione interamente riaperto e completato fino a Rende (ed anche di più). Argomenti dell’incontro, oltre all’ormai consueto briefing tra vecchi amici, il porto fluviale, la metropolitana underground ed il nuovo aeroporto (con annessa pista per lo shuttle). Stante alle cronache, ad un certo punto, con evidente e comprensibile soddisfazione dei due, si sono aggiunti il vice presidente della giunta regionale, la di lui consorte e l’assessore ai lavori pubblici del comune di Cosenza.

La notizia dell’incontro, propagatasi in un battibaleno, ha costituito un fortissimo richiamo per tanti. Del resto era comprensibile che a sublimare un momento di così grande afflato non potessero mancare figure di primo piano della politica non solo nostrana. Ed eccoli arrivare in coppia,  la segretaria regionale dei verdi e l’assessore alle pari opportunità, il segretario di Italia dei Valori ed il consigliere di Italia di mezzo, l’assessore all’ambiente della provincia ed il sottosegretario alle politiche agricole, un quasi consigliere comunale ed il nipote del sindaco di Piane Crati, due ex presidenti del consiglio comunale di Cosenza, il parlamentare dell’Udeur unitamente al capogruppo degli amici di Mastella, l’ex segretaria del PDM al braccio di un consigliere provinciale autodefinitosi “oppositore pentito”, e per ultimi, mano nella mano, due teneri consiglieri comunali autosospesi.

C’erano davvero tutti, in un tripudio di effusioni, strette di mano, pacche e sorrisi. Non mancava nessuno, o meglio, mancavo solo io. E mentre sto a pensare sul perché proprio io non sono lì tra loro …..  suona la sveglia.  

Peccato …. era solo un sogno.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

06/11/2007

 

REGOLE O NON REGOLE

 

Falvo, Vizza ed io abbiamo presentato questa mattina una interrogazione al Sindaco sullo stato del commercio in città. Abbiamo in sostanza chiesto di sapere se questa Amministrazione intende mettere un freno agli abusi ed ai soprusi che si consumano quotidianamente in città da parte di chi si ritiene più furbo - o più "raccomandato" -degli altri.

In un anno e mezzo l'amministrazione Perugini si è distinta in questo settore per non aver prodotto nulla di rilevante. Ed a poco vale ergersi a paladini della legalità se si sanziona chi ogni giorno calpesta le leggi che son fatte per essere rispettate e non violate.

Non ci aspettiamo che qualcuno chieda scusa per ciò che non ha fatto, ci aspettiamo, semmai, che qualcuno cominci a fare. Sarebbe ora.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 

Leggi l'interrogazione


27/10/2007

 

I FACCITUOSTI 8

 

Lo scorso 11 Luglio presentavo al Sindaco Perugini un'interrogazione per sapere come mai nella nostra città non fosse partita la raccolta differenziata finanziata dalla Regione Calabria.

Da quel giorno aspetto una risposta ed ho motivo di ritenere che questa non tarderà ad arrivare visto che stavolta, a sollecitare, con tanto di interrogazione, è  un autorevole esponente della maggioranza, e più precisamente Francesco Rovito, che a palazzo dei bruzi è capogruppo dei verdi. Verdi, che ricordo, partecipano attivamente alla giunta Perugini con un assessore.

Che soddisfazione... Anche stavolta le mie sollecitazioni hanno colto nel segno stimolando finanche un leale sostenitore di Perugini a chiedere lumi sulla misteriosa pratica della differenziata.

E come direbbe Einstein: "La ricerca della verità e della conoscenza è una delle più alte attività umane, anche se spesso ne menano più vanto quelli che meno vi partecipano.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


25/10/2007

 

L'UOMO D'ONORE

Non ho alcun motivo di dubitare della parola del Vice-Sindaco di Cosenza, soprattutto perché giudico il Vice-Sindaco uomo d’onore. E non dubito neanche che nel nostro comune si registrino disguidi interni tali da non consentire alla posta di arrivare per tempo sulle scrivanie di assessori e dirigenti. Di questi tempi, a Palazzo dei Bruzi può accadere di tutto, e nessuno può meravigliarsene.

Sull’interessamento poi che il Vice-Sindaco dichiara di manifestare nei confronti della biblioteca non dubito minimamente, nonostante stia aspettando ansioso, quanto in Consiglio vorrà riferire in relazione proprio ad una mia interrogazione sulla biblioteca.

Ma se io mi fido e confido nel suo interessamento, evidentemente qualcun altro non si fida in eguale misura. E pur non comprendendo tale diffidenza – dal momento che il Vice-Sindaco è uomo d’onore- invito pubblicamente Giancarlo Morrone a convocare egli stesso, entro una settimana, le parti in causa per discutere proprio delle sorti della nostra beneamata Biblioteca Civica.

A questo punto sono convinto che la convocazione non si farà attendere perché il Vice-Sindaco…. è uomo d’onore.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


24/10/2007

 

VE L'AVEVAMO DETTO

 

Non scivolano via le notizie che quotidianamente leggo sulla stampa locale. Mi lasciano, al contrario, un vago senso di impotenza misto ad amarezza per ciò che poteva e doveva essere e non è stato. E questi stati d’animo non riguardano, purtroppo, solo me, ma i tanti che ogni mattina si svegliano e sperano che quel giorno sarà diverso, migliore.

Da “eletto” di questa città non posso sottrarmi ad un sentito, forse eccessivo, mea culpa. Voglio anche io accollarmi una parte di quelle responsabilità che la gente, giustamente, attribuisce alla classe politica, per come le cose vanno nella città di Telesio.

Piccole o grandi, bisogna ammetterlo, le responsabilità sono di tutti, ed assumersele può solo testimoniare la buona fede di un impegno.

Il rammarico o la contrizione, tuttavia, non eliminano i problemi ma possono, se ben orientati, spingere ciascuno di noi ad individuare rimedi, o quantomeno a provarci.

Se a qualcuno oggi può bastare dire “l’avevamo detto”, a chi come me, ha affrontato l’esperienza consiliare con il solo spirito di servizio, ciò non basta ed è per questo che, accoratamente, rivolgo al sindaco Perugini l’invito a correre ai ripari prima che sia troppo tardi, prima, cioè, che la barca affondi trascinando con se tutti noi.

Certo, noi che viaggiamo in terza classe, senza gioielli e vestiti scintillanti, perderemo meno nel naufragio, ma sempre di naufragio si tratterà.

Quando la Corte dei Conti fa rilievi così mirati ed incontestabili, quando si assiste alla dismissione della stazione di Vaglio Lise o alla chiusura della Banca d’Italia,  vuol dire che anche il tempo dei proclami e della propaganda è finito. I faremo, i diremo, i protesteremo non servono più a nulla.

Il gruppo nel quale svolgo con scienza e coscienza il mio ruolo di consigliere comunale ha in questo anno e mezzo posto con determinazione alcune questioni. Si sono sbagliati i toni? Gli animi a volte sono sembrati esasperati? Non è stata usata l’amicizia civica alla quale il sindaco uniforma i suoi comportamenti? Chiedo io umilmente scusa. Ma ciò detto, parliamo, per favore, della città.

Si vuole capire che se non si da vita ad un coinvolgimento autentico di tutte le forze sane di questa città, che stanno a destra come a sinistra, si è destinati a diventare spettatori di un inesorabile declino?

Qualcuno pensa che la logica del giorno dopo giorno, dell’inciucio e delle camarille, possa rappresentare per Cosenza “il nuovo corso”. Non è così.

Miseramente stanno fallendo i tentativi di cooptare questo o quel consigliere per sopravvivere un giorno di più. E miseramente falliranno gli sforzi di coloro che ritengono che per amministrare serva il voto in più. Nel gruppo al quale appartengo, o meglio, in tutta la minoranza, ci sono idee, progetti, amore per questa città. Basta, una buona volta, con le guerre personali. Basta con il dispetto e la vendetta. Cosenza non può più perdere tempo. Ha già perso tanto di quello che aveva e tanto altro lo perderà se non si inverte una buona volta la rotta.

E sinceramente, sono anche stanco di ripetere che l’avevamo detto.

 

SERGIO NUCCI

un Consigliere Comunale che ama Cosenza

 


 

20/10/2007

 

SOLIDARIETA' A CAMPANELLA

 

Il commissariamento del CORECOM, scaturito dall'approvazione di un emendamento all'assestamento del bilancio, la dice lunga sui metodi “bulgari” adottati da chi governa la nostra Regione.

Tra le vittime sacrificali c'è, stavolta, anche un giornalista, Mario Campanella, colpevole non solo di non chiamarsi Biagi, Santoro o Luttazzi, ma, sopratutto, di aver scritto senza reticenze di vicende scabrose di questa nostra regione.

Vorremmo che anche per lui si registrassero tante e qualificate solidarietà. Le merita lui e le meritano le inchieste che fin qui ha condotto con coraggio e senza condizionamenti.

 

SERGIO NUCCI

Consigliere Comunale di Cosenza

 


18/10/2007

 

I FACCITUOSTI 7

 

La stampa locale da notizia dell’iniziativa congiunta del Presidente della Regione Loiero e del Sindaco di Cosenza Perugini di intitolare al compianto Aroldo Tieri il cinema teatro Italia.

Un bel gesto. E’ forte però il sospetto che l’intitolazione sia dettata, più che dalla statura dell’artista e dalla sua calabresità, da motivazioni di ordine politico: a sollecitare l’intitolazione sarebbe stato il segretario regionale di Rifondazione, partito al quale l’attore era ideologicamente vicino.

Sono sinceramente contento di questa decisione perché convinto - io si -, e del valore artistico dell’attore e del sincero legame che questi ha sempre mantenuto con la sua terra d’origine

Ma io, più di altri, ho un motivo di soddisfazione in più: proprio il 31 Dicembre del 2006, infatti,  assieme al collega Carmine Manna ho rivolto un’interrogazione al Sindaco, peraltro ampiamente riportata proprio dalla stampa locale, per sapere se non ritenesse giusto rendere omaggio a questo illustre figlio di Calabria intitolandogli proprio il Cinema Italia.

In quell’occasione, un anno fa dunque, il Vice-Sindaco Morrone, in Consiglio Comunale, mi spiegò, non senza difficoltà, le ragioni insormontabili che non consentivano all’amministrazione di aderire a quella legittima richiesta.

Oggi, ad un anno di distanza, apprendo che quanto detto allora non contava, forse perché a dirlo era stato il Vice-Sindaco Morrone, e che, anzi, la decisione di intitolare il cinema Italia rappresenti un atto sentito e condiviso.

Non me ne vogliano il Vice-Sindaco se rimarco quanto poco valore abbiano le sue parole e il Sindaco se gli ricordo questa mia ennesima primogenitura.

Il ruolo che mi sono ritagliato è quello di segnare il cammino che il solerte ed onesto amministratore deve percorrere per ben governare. Che lungo la strada qualcuno dimentichi chi l’ha indicata non è un problema, mi accontento che quel qualcuno la percorra.

 

Sergio Nucci

 

 

Leggi l’interrogazione

 


11/10/2007

 

I PALADINI DELLA LEGALITA' E IL DIRITTO AL LAVORO

 

I Paladini della Legalità negano il diritto al lavoro di un disoccupato cosentino. Questo, in sintesi, è quanto sta accadendo allo sfortunato signor Claudio Falcone, che per vivere gestisce una scuola di ballo, e che dallo scorso giugno, nonostante la delibera della III Circoscrizione, non può svolgere la sua attività nella palestra affidatagli, perchè il dirigente scolastico ritiene che la prerogativa della concessione spetti al consiglio di istituto e non  già a quello circoscrizionale.

Nonostante il Falcone da diversi mesi abbia interessato della cosa l'Amministrazione, e nonostante si siano espressi favorevolmente l'Avvocatura Comunale e il Presidente della III Circoscrizione, nessuno fino ad oggi si è preso la briga di dirimere l'intera questione. 

La gestione delle palestre in orari extra-scolastici è affidata alle circoscrizioni o ai consigli d'istituto?

I nostri paladini vorranno, dopo l'interrogazione odierna (che è allegata), dire una parola definitiva sulle reali competenze?

Vedremo.

Nel frattempo qualcuno continua a non sapere come portare a casa un tozzo di pane.

 

 

CARMINE VIZZA - SERGIO NUCCI

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


 

30/09/2007

 

LA VERITA’ TRIONFA SEMPRE

 

Mentre la città attonita si interroga sulla autenticità delle botte tra il “lui e il lei” della sinistra cosentina, noi, modesti operatori della politica comunale, maturiamo il convincimento che l’aggressione alla signora Tartoni, così reclamizzata e stigmatizzata, in verità non ci sia mai stata.

Diciamolo, la ricostruzione fornita dai tre presunti “aggressori”, onestamente, ci convince un po’di più di quella circolata in Consiglio Comunale e che ci ha indotto - previa autorizzazione scritta del “padrino” di riferimento - a sottoscrivere un documento di condanna verso atti che, per come riferiti, non potevano che essere biasimati.

Alla fine, però, come in ogni bella storia, la verità trionfa ed assegna ad ognuno il ruolo che merita..

Non vorremmo certo essere nei panni della Tartoni che ha messo su questo bel teatrino, ma non vorremmo neanche vestire i panni dei dirigenti della Sarcone che, anziché attardarsi sull’aggressione “inventata”, avrebbero potuto condannare quella, che per bocca di molti, sarebbe stata l’aggressione autentica.

Nessuna violenza, dunque, almeno alla signora Tartoni, ma solo lo sfogo di elettori del Sindaco, esasperati dalle reali condizioni del nostro centro storico.

Crediamo che ai tre decisi critici non mancheranno i modi e le forme per riaffermare la loro signorilità, recapitando alla gentile presidentessa un mazzo di fiori accompagnati naturalmente da un biglietto di … lagnanze e  proteste.

E vissero tutti felici e contenti … tranne, naturalmente, coloro che le botte le hanno prese davvero.

Due firmatari “ pentiti” del documento di solidarietà.

 

SERGIO NUCCI CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


24/09/2007

 

GRADINATE … OSCENE

 

Che strano destino riserva la vita non solo alle persone ma anche alle cose. E’ il caso stavolta delle gradinate cittadine che, a seconda delle circostanze, diventano, nel migliore dei casi, palcoscenico di spettacoli o, nelle peggiori,  parcheggio d’autovetture. Alludiamo evidentemente da un lato alle scalinate di via Calabria, sulle quali si sono da poco spente le luci della tradizionale kermesse settembrina,  e dall’altro a quelle ben più suggestive dette “dei due leoni” sulle quali insiste, da qualche anno, un parcheggio d’autovetture gentilmente concesso, ad alcuni privati, dall’amministrazione Catizone con l’avallo degli uffici preposti.

Ma andiamo ai fatti. Da solerti e attenti consiglieri di questa città, ci siamo imbattuti in una situazione che dire sconcertante è dir poco. Sulla centralissima via Vittorio Veneto (ora Via Misasi) proprio sopra la scalinata “dei due leoni” che finisce sulla via Sabotino, abbiamo verificato, evidentemente con grande meraviglia, l’esistenza di un parcheggio, con tanto di sbarra elettrica, nel quale solo pochi eletti (una dozzina di autovetture circa), hanno il privilegio di parcheggiare con un esborso annuo di circa 2,50 € per auto.

Senza entrare nel merito dell’esiguità della cifra che nella città delle parking card gratuite ai consiglieri comunali può non far notizia, quel che più ci indigna è l’aver constatato con quanta “generosità” e quanta “disponibilità”, per non dire evidentemente altro, si è consentita la creazione di un parcheggio, violentando  paesaggisticamente ed architettonicamente, uno degli scorci più suggestivi di Cosenza. Nella città che si rizela perché “u’ milunaro” invade l’aiuola di piazza 25 Luglio non si è assistito a nessuna levata di scudi per il parcheggio (questo né temporaneo né stagionale) su uno slargo un tempo grazioso e attraente.

In verità, un petulante cittadino aveva pensato bene di opporsi al provvedimento comunale richiedendo addirittura l’azione della Procura, ma evidentemente i solerti giudici cosentini hanno ritenuto la cosa fin troppo misera per dedicare l’attenzione che meritava, ignorando così il proverbio che recita che è con piccoli passi che si scalano le montagne.

Poi siamo arrivati noi. Abbiamo cominciato a fare domande a destra e a manca; abbiamo chiesto documenti e visto progetti e, alla fine, abbiamo presentato al Sindaco la nostra interrogazione per sapere se conosce quanto riferito, se lo giudica come noi raccapricciante e, in caso affermativo, se non ritenga utile aprire sull’intera vicenda un indagine interna per acclarare i fatti e ricostruire tutto l’accaduto per come lo abbiamo ricostruito noi.

Perché una cosa è certa: i dipendenti comunali che non fanno per bene il proprio lavoro non sono solo quelli che non vigilano sull’esecuzione dei lavori ma anche coloro che ritengono che la cosa pubblica a volte possa diventare “privata”.

 

SERGIO NUCCI CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno


 

19/09/2007

 

QUESTI FANTASMI

 

Come dare torto ad Annamaria Nucci. Condivido in pieno le sue critiche: in questa amministrazione latita la politica intesa come esigenza di dare risposte concrete ai cittadini. Ha ragione quando dice che questi problemi non trovano risoluzione negli uffici preposti. Questa maggioranza continua ad avvitarsi su se stessa dentro e fuori il Palazzo. fuori, con le critiche degli stessi compagni del PD e dentro per alcuni consiglieri comunali impegnati nell'affannosa ricerca di posti al sole.

Comprendo il suo sfogo: perdere ore ad ascoltare le proposte che questa maggioranza è in grado di formulare farebbe perdere le staffe pure a un santo.

L’augurio che mi sento di fare da cosentino è che qualche assessore smetta il lenzuolo bianco del fantasma per dedicarsi ai problemi che affliggono la comunità.

In queste ore di ulteriore riduzione dell'erogazione idrica, nessuno che si prenda la briga di istituire un servizio di approvvigionamento con autobotte per gestire l'emergenza. L'ho detto in Consiglio: questa sindacatura somiglia all’opera di De Filippo "Questi fantasmi", che pure se conteneva una parte ironica, ne nascondeva un'altra ben malinconica e a volte tragica. E' quanto stiamo vivendo nella città. Piena solidarietà dunque al duro j’accuse di Annamaria Nucci. Anch'io al suo posto non risparmierei nessuno della mia parte politica, se mi accorgessi che è fatta di queste persone.

 

Sergio Nucci


 

05/09/2007

 

VASCO ROSSI A COSENZA. UN BUSINESS PER CHI?

 

Da più giorni lo stadio San Vito è occupato per l'allestimento delle strutture necessarie allo svolgimento del concerto di Vasco Rossi previsto per il prossimo 7 Settembre.

L’impianto sportivo è presidiato come un fortino e le possibilità di accedervi sono del tutto inesistenti.

Gli spogliatoi, secondo i bene informati, vengono utilizzati come dormitori e una società di catering preparerebbe sul posto il vitto degli operai, dei tecnici e di tutti quanti sono impegnati nella preparazione dell'evento.

La presenza del palco sul manto erboso, dal canto suo, ha comportato il momentaneo l'allontanamento della squadra di calcio cittadina che proprio in questi giorni ha iniziato il campionato di serie D.

Fin qui nessun problema se non fosse che a detta dei bene informati lo stadio sarebbe stato concesso, e per diversi giorni, all'organizzazione a titolo gratuito.

Dopo avere contattato informalmente Assessori, Dirigenti ed anche l’ufficio del Sindaco, abbiamo fatto richiesta al Segretario Generale di tutti gli atti relativi alla concessione dello stadio.

In ultimo, non contenti, abbiamo presentato l’interrogazione allegata .

Come sempre attendiamo fiduciosi.

 

Sergio Nucci

 


 

20/08/2007

 

SULLE INDENNITA’ DEI CAPI SEZIONE

 

L’Amministrazione Perugini, per salutare i dipendenti comunali andati in pensione dall’aprile del 2000 fino al 2007, nello scorso mese di gennaio, ha predisposto una cerimonia di saluto, al Ridotto del Teatro Rendano,  ripristinando una manifestazione rimasta sospesa per quasi sette anni.

L’intento era evidentemente quello di manifestare l’apprezzamento del Comune e della cittadinanza  verso dei dipendenti che avevano prestato per tanti anni servizio presso la casa comunale. Addirittura, il Sindaco Perugini ha voluto consegnare una medaglia-ricordo personalizzata al titolare o, in assenza, a un familiare come segno tangibile di affetto e riconoscenza.

Tanto affetto e tanta riconoscenza, però, mal si coniugano con il problema irrisolto delle indennità di funzione riconosciute ad alcuni capi-sezione ma corrisposte con grave ritardo e senza considerare gli interessi legali maturati; fatto questo che ha spinto i capi sezione ad adire le vie legali proprio contro l‘Amministrazione.

Diritto, quello dei capi sezione, riconosciuto finanche dal TAR Calabria e contro il quale l’Amministrazione cosentina ha fatto ricorso al Consiglio di Stato.

Non riteniamo Perugini e la sua giunta responsabili di questa spiacevole situazione, siamo convinti, però, che perseverare in questo comportamento, verso dipendenti che hanno onorato con il proprio lavoro tanti anni di servizio, vada a disdoro proprio dell’amministrazione.

Con l’interrogazione odierna, cerchiamo di far luce sulla vicenda e di orientare in senso risolutivo un contenzioso che si trascina da tempo e che non può essere certo ascritto a merito di chi non vi pone rimedio.

Aspettiamo fiduciosi che il Sindaco Perugini o l’assessore Ambrogio riferiscano in Consiglio di avere dato mandato all’Uufficio Legale di desistere nell’azione dinanzi il Consiglio di Stato. Confidiamo che verrà posto rimedio ad una decisione che a molti è sembrata addirittura irriconoscente per l’opera svolta in tanti anni di servizio proprio da quei capi-sezione. Siamo altresì certi che si vorranno sanare anche situazioni analoghe che possono costituire, se gestite in talmodo, addirittura un danno patrimoniale per l’Ente.

 

Sergio Nucci

 


 

17/08/2007

 

SULL’AREA URBANA

 

E’ fuori discussione che in questi ultimi mesi l’idea di area urbana abbia subito numerose battute d’arresto. L’ambizioso progetto di costruire un unico grande comprensorio rispondente alle esigenze della collettività tra Cosenza ed i comuni contermini, enfaticamente propagandato non più tardi di un anno fa in occasione delle elezioni amministrative, si è pericolosamente arenato prima che potesse prendere definitivamente il largo.

Individuare le responsabilità di quanto è accaduto e sta accadendo non è tuttavia semplice né può bastare la riduttiva semplificazione secondo la quale, se l’aerea urbana non decolla, la colpa può essere cercata solo oltre Campagnano dove si manifestano preoccupanti visioni dirigistiche.

Non siamo stati, e non lo siamo tuttora, in sintonia con la visone ristretta e particulare che qualcuno a Rende cerca di contrabbandare come una strategia proponibile, ma siamo altresì convinti che se non si pone mano ad un progetto di Grande Cosenza attribuendo a Rende le proprie  funzioni di guida in alcuni settori si corre il rischio, serio, di vedere mortificate le aspettative di un territorio che potrebbe essere ad un passo da un definitivo ed auspicabile decollo.

Rende non potrà, e lo sanno anche i suoi amministratori, diventare il centro decisionale dell’area urbana cosentina, ma Rende è e rimane, ad esempio, la sede dell’Università della Calabria che tanto prestigio ha ottenuto dentro e fuori i confini regionali.

La vita di una comunità, chiaramente, non ruoterà mai intorno ad un solo grande volano di sviluppo come l’ateneo, ma deve essere proprio la presenza concomitante di tanti volani, non slegati tra loro, a fare la fortuna di Cosenza e del suo hinterland.

La vera questione consiste però nel non attardarsi nel difendere interessi di parte punzecchiandosi in sterili polemiche con il solo obiettivo di procrastinare il momento della decisione.

In questi mesi anziché assistere alla concertazione su quale possibile sviluppo offrire alle nostre popolazioni ci siamo fatti intrappolare nella logica del campanile, che se a volte è frutto di un sano amore verso la propria storia, a volte è conseguenza di potentati economici attenti più alle proprie che alle altrui fortune.

Che senso ha, ad esempio, pensare ad un nuovo ospedale senza immaginare una sua dimensione di policlinico universitario, che senso ha immaginare una stazione ferroviaria senza uno scalo merci utile ad uno sviluppo organico del contesto nel quale insiste. Che senso ha non prevedere nell’ideazione e nella realizzazione dell’area urbana cosentina l’integrazione di comuni come Mendicino e Zumpano. Si tratterebbe, per il primo, di riconoscere quella vocazione residenziale che già Castrolibero, con ottimi risultati in termini di servizi e opportunità ha realizzato, per il secondo  di legittimare il ruolo industriale sviluppato in questi ultimi anni e che tanta parte dei nostri concittadini coinvolge.

Ragionare in termini di area urbana vuol dire pianificare le grandi opere interagendo. Vuol dire pensare ad un viale parco funzionale e soprattutto senza soluzioni di continuità; ad una metropolitana che si sia al servizio di tutta la popolazione e senza “percorsi preferenziali”. Vuol dire creare sinergie per fare di Cosenza, ad esempio, un grande polo turistico visto l’ingente patrimonio storico ed artistico di cui dispone.

Esaltare le possibilità e le potenzialità dei singoli territori per alcuni fino ad oggi ha significato marcare le differenze. Crediamo sia arrivato il tempo di invertire questa tendenza.

E’ in questa ottica che immaginiamo la costituzione di una grande coalizione a sinistra. Un raggruppamento che sappia fare squadra, che sappia far lavorare fianco a fianco persone con storie e culture differenti ma con obbiettivi credibili e condivisibili. E’ per questo che ci siamo imposti di guardare al costituendo Partito Democratico con l’ottimismo che solo la volontà può suscitare, consapevoli però che il pessimismo della ragione è sempre in agguato.

 

Sergio Nucci

 


 

06/08/2007

O GALLO 'NCOPPA...

 

Il Sindaco di Rende non perde occasione per marcare la differenza con il collega di Cosenza.

Bernaudo, per l’ennesima volta, sottolinea alla stampa, in occasione della conferenza  per il primo anno di attività, come lui, al contrario del collega Perugini, possa ritenersi soddisfatto del lavoro amministrativo compiuto dall’insediamento ad oggi.

Sembra quasi che i buoni risultati, o presunti tali, raggiunti nel comune di oltre Campagnano vengano sbandierati non con l’orgoglio di chi ha fatto, ma con l’arroganza del primo della classe che non perde occasione per dividere sulla lavagna i buoni dai cattivi.

Bernaudo è stato “pizzicato” in più di una occasione in questa pratica canzonante – ovvero dileggiare gli amministratori cosentini - e, ciononostante, i suoi distinguo sono passati senza suscitare una schietta e liberatoria reazione da parte degli interessati. Già dai banchi del Consiglio ci siamo permessi di suggerire agli amici di oltre Campagnano di occuparsi più delle proprie travi che delle altrui pagliuzze. Cosenza, e questo lo sta riconfermando con i fatti (e che fatti!), ha un Sindaco che sa sbagliare da solo, e senza suggerimenti .

Ognuno pensi a far bene il proprio lavoro, a compiere la propria mission, poi come qualcuno ha ricordato, fra quattro anni ci penserà il popolo ad esprimere il proprio giudizio sui fatti e sulle persone. E se qualcuno (Beraudo n.d.a.) pensa che Cosenza possa costituire il trampolino di lancio per qualche nuovo e più importante incarico politico stia ben tranquillo, perché anche su questo stanno confrontandosi in estenuanti riunioni gli strateghi del costituendo partito democratico.

Varrebbe la pena ricordare al Sindaco di Rende che non è passato molto tempo da quando gli amministratori rendesi si rivolgevano con assoluta deferenza nei confronti dei Sindaci cosentini. Quel tempo, ahinoi,  è passato ma fa male chi pensa che non possa tornare E fa peggio chi per autoesaltarsi  si confronta con una amministrazione disastrata come quella di Cosenza.

Ci verrebbe voglia di chiedere a Bernaudo, che gusto c’è a sparare contro la Croce Rossa, che gusto c’è  a fare “‘o gallo ‘ncoppa a munnezza”.

 

Sergio Nucci

 


28/07/2007

 

SAMMARC…ANDA

 

Sarà il gran caldo, saranno le imminenti vacanze, ma di questi tempi non c’è proprio voglia, in questa maggioranza, di parlare del “caso Sammarco”. Nessuno intende commentare le accuse dell’ex presidente per paura di svelare il clima che si respira nella coalizione che sostiene Perugini a Palazzo dei Bruzi.

Questo silenzio, così assordante perché proviene proprio dalla parte politica di Sammarco, non può che stimolarci a ritornare, e con maggior vigore, sulle questioni sollevate dall’ex presidente.

Questioni che nessuno ha criticato o condiviso, almeno apertamente.

Perché tanto silenzio? Perché tanta omertà? Eppure l’ex capogruppo dei DS si è lasciato andare, nell’ultimo consiglio ad inaspettate concessioni verso l’ex collega di partito: “Sammarco pone questioni serie delle quali bisognerà discutere!”. E quando?

Ad ottobre in occasione dell’assemblea del Partito Democratico? Tra quattro mura per decidere da chi devono essere riempite le varie caselle che man mano si stanno liberando? Chi sarà il Capogruppo del PD o chi siederà sullo scranno di Presidente del Consiglio o chi entrerà in giunta al primo rimpasto?

Questi sono i veri interrogativi che spingono i colleghi della maggioranza a non parlare, a non prendere posizione, tranne, naturalmente qualche sporadica eccezione.

Se ciò è vero, ed è vero, nei prossimi giorni non ci sarà alcun dibattito sull’elezione del Presidente del Consiglio. Con buona pace del Sindaco Perugini - che nulla fa, prendendo a pretesto le parole di Sammarco, per liberarsi dalla morsa oppressiva e paralizzante dei sui “tutori” che ne stanno condizionando l’azione amministrativa - si rinvierà la discussione a tempi migliori e solo dopo aver “cencellianamente” redistribuiti incarichi, prebende, onorificenze  e cotillons.

Il rinvio lascerà irrisolto il nostro dubbio: questa maggioranza non è pronta a confrontarsi sul dopo-Sammarco, o non è pronta a discutere sulle cose dette dal penalista cosentino?

Sammarco, e questo lo sanno anche le pietre, ha guidato da capolista i DS nelle ultime elezioni amministrative. Ha camminato in lungo e largo, al fianco di Perugini, a rappresentare un modo “diverso” di far politica. Si è speso senza riserve nel sostenere e difendere un progetto nel quale ha pensato non di essere comparsa ma primo attore, ed ha messo in conto che poche, e comunque ininfluenti, sarebbero state le “pressioni” del mondo esterno sulle scelte amministrative cittadine. Poi, dopo aver rifiutato un posto in giunta, è stato eletto a gran voce presidente del Consiglio (incarico da 3500 € al mese e senza lasciare il Consiglio che alimenta più di una speranza). A questo punto ha affrontato il nodo della forze “sorelle” all’opposizione. Per lui, i socialisti e rifondazione dalla parte avversa hanno significato l’”anomalia” da sanare e contro la quale si è speso in prima persona attirando i mugugni di quelli che pensavano che un allargamento della maggioranza avrebbe ridotto le poltrone da spartire. A latere, ha condotto, vanamente, le battaglie contro l’aumento delle indennità e a favore di una politica urbanistica non condizionata da interessi forti. In sostanza, è stato sui grandi temi in sintonia con le nostre battaglie.

Ma ad un certo punto qualcosa si è rotto. Sammarco si è stancato di assistere inascoltato al disfacimento del “suo” ambizioso progetto politico. Quando ha realizzato che a lui si chiedeva di metterci solo la faccia si è tirato fuori dal gioco. E a parer nostro, anche se in ritardo, ha fatto bene.

Lui che ci aveva creduto stava pian piano diventando il testimonial del fallimento.

Oggi, sull’Aventino, aspetta che qualcuno riprenda le cose che ha detto. Che gli dicano se ha torto o ragione. Che sviscerino con chiarezza ed acume politico se le cose che da tempo afferma sono condivisibili o meno.

Lui vuole saperlo, lo pretende. Ed anche noi vogliamo capire se la sue opinioni trovano sponde in questa maggioranza.

Ma, più di lui e più di noi, vogliono saperlo i cosentini che un anno fa, carichi di speranze ed attese, hanno eletto Perugini alla guida di Cosenza.

Non rispondere oggi a Sammarco non significa ignorare il compagno di avventura, isolare una voce fuori dal coro, vuol dire tradire l’impegno preso con i cittadini che ci avevano creduto, e che oggi, supponiamo, si pentono di averlo fatto.

 

Sergio Nucci

 


 25/07/2007

 

I FACCITUOSTI 6

 

Apprendiamo dalla stampa locale che la Regione non disporrebbe dei fondi necessari a far partire Co.Me.Tra, il tanto reclamizzato, tranne che nel Consiglio Comunale di Cosenza, Consorzio del Trasporti Meridionali, nato dall’aggregazione di AMACO, Ferrovie della Calabria, Consorzio Autolinee ed altre sette aziende regionali con l’obiettivo di integrare e prolungare le reti urbane.

La notizia, rilanciata dai sindacati di categoria, non sorprende, semmai è la riprova di come “funziona” la tanto decantata filiera istituzionale di centro-sinistra comune-provincia-regione.

Un funzionamento messo sotto accusa anche da Francesco Cribari - definito dal buon Perugini “un presidente capace e che lavora” – e che, in barba alla regola non scritta “mai mordere la mano di chi ci sfama”, non evita commenti al vetriolo verso i governanti regionali. Perchè è un fatto che il Consiglio d’Amministrazione dell’AMACO (del quale Cribari è presidente), voluto a suo tempo dalla giunta Catizone, venga ora sostenuto e mantenuto proprio da quella stessa classe politica che dopo aver spinto per la sua costituzione oggi abbandona ad un misero destino, invocando scarsità di fondi, Co.Me.Tra., il consorzio nato per servire l’area urbana.

Ed a proposito di quest’ultima, siamo proprio curiosi di vedere se i sindaci di Cosenza e Rende, chiamati alle loro responsabilità dai sindacati, guideranno la protesta nei confronti delle regione rea di non premiare iniziative come il Consorzio, nate per collegare il comprensorio cosentino. Perugini e Bernaudo sfileranno fianco a fianco, come un anno fa in campagna elettorale, per chiedere i soldi a Loiero? O le vicende del viale parco incompleto, della squadra calcistica,  delle “Invasioni” dimezzate, freneranno gli impeti di riavvicinamento tra i due sindaci del PD?

Intanto, consoliamoci con le rassicurazioni sull’AMACO dell’assessore Conforti: “l’azienda dimostra di essere competitiva anche sul piano della trasparenza”, nonostante proprio sulla vicenda Co.Me.Tra. tanta trasparenza non si sia registrata. Ricordiamo che sul consorzio nessuno ha ravvisato la necessità di informare nei tempi e nei modi opportuni il Consiglio Comunale di Cosenza che detiene la proprietà dell’AMACO.

Forse, in questo caso, Conforti ha esagerato. Lui che nelle vicende della municipalizzata non entra mai, e non per sua volontà, adesso afferma che l’azienda è “competitiva”. Verrebbe da domandargli se sa grazie a chi e perchè l’AMACO debba ritenersi competitiva.

Speriamo che d’ora in avanti, anziché curarsi di vicende dalle quali è escluso, Conforti si occupi dei tanti problemi a lui segnalati, perché, dopo un anno, pensare che il suo assessorato, come atto di concreto e di innegabile interesse per il territorio, ha varato il numero verde per la rimozione delle auto abbandonate è veramente un po’ poco. Sempre che, la sull’onda della politica della segnalazione dei disservizi, a Palazzo dei Bruzi non decidano di istituire il numero verde per la rimozione degli assessori.

 

SERGIO NUCCI - CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


 

16/07/2007

 

LO SCANDALO DELLE PROROGHE E DEI PROGRAMMI SENZA SOLDI

 

In un modo o nell’altro l’elisoccorso conquista l’interesse della stampa. Le gravi eccezioni mosse nei confronti della procedura adottata dalla regione Calabria  nel prorogare contra-legem la gestione del servizio, in capo all’originario assegnatario, ci ha scandalizzato. Non crediamo che tutto ciò collimi con i principi di legalità  e trasparenza  sbandierati dal presidente Loiero. Gli stessi che hanno promosso la costituzione della centrale degli acquisti regionale. La moralizzazione più che essere un obiettivo strategico della P.A. sembra essere diventata un elemento marketing, da vendere sui mercatini della politica. Tutto sembra farsi per autocompiacersi.

Francamente non ci saremmo aspettati da parte degli attuali amministratori  regionali, la continuazione di vecchi metodi, volti persino a favorire proroghe di appalti, anche miliardari, peraltro in palese violazione di legge. Cosi come non ci saremmo aspettati scelte disgregative della filiera ospedaliera regionale. Un PSR divenuto funzionale a soddisfare gli appetiti di amici, cugini o vicini di casa. Non si può pensare di rendere eccessive, sproporzionate alcune realtà specialistiche rispetto alla utenza potenziale (es .trapianti, polo oncologici,ecc) e poi trascurare l’essenziale.

L’economia,quella più reale inizia con l’ottimizzazione delle risorse umane già insediate sul territorio. Pensiamo a specializzare e a perfezionare quelle che abbiamo, anche per il dovere morale nei confronti degli operatori sanitari che hanno speso la loro vita al servizio del cittadino.

Le risorse finanziarie vanno ottimizzate, seguendo percorsi logici e razionali.  Cominciamo con l’evitare le proroghe multimilionarie dell’elisoccorso (certamente da sindacare da parte della Corte dei Conti!), ripristinando la legalità con le procedure per evidenza pubblica. Non si può prorogare un servizio per milioni di euro dal 2002 con leggi fatte apposta e con semplici delibere regionali, così come ha imposto nel dicembre 2006 l’assessore Lo Moro. Così siamo un po’ lontani dal diritto, quello vero. Da un assessore, peraltro magistrato, è naturale pretenderlo.

Quanto al servizio sanitario, progettiamolo insieme secondo i bisogni dei cittadini. Coinvolgiamo nel progetto i sindacati, le istituzioni, le categorie.  Emarginiamo quelle inutili presenze, direttamente responsabili di tante disarmonie create. La Calabria non ha bisogno dei Faillace di turno e degli altri abili scopiazzatori. Ha più bisogno del protagonismo di quegli operatori sanitari attenti conoscitori della nostra realtà. I medici e gli operatori sanitari tutti devono reclamare il buon diritto a partecipare concretamente alla elaborazione definitiva del PSR, apportando quel contributo necessario a rendere credibile il futuro sanitario calabrese.

Eviteremo così la spoliazione di Cosenza che in tanti stanno tentando di realizzare. Le recenti critiche al Piano degli interventi e dei servizi sociali, le dichiarazioni fatte dal ministro Ferrero rendono necessario un coinvolgimento severo in tutta la progettazione del welfare. Pensare che in Calabria vengano spesi meno di 10 euro a cittadini per i servizi sociali a fronte di 400 delle regioni del nord, ci incute paura. Ci obbliga però a sostenere le giuste battaglie. Noi abbiamo cominciato.

                                                                                         

CARMINE VIZZA - SERGIO NUCCI

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno


13/07/2007

 

SULLE DIMISSIONI DI FRANCO SAMMARCO

 

Le dimissioni di Franco Sammarco da presidente del consiglio comunale di Cosenza sono il fallimento di questa amministrazione e di questa maggioranza su aspetti fondamentali della politica.  L'avevamo detto che questa maggioranza era il frutto di precisi assetti e che non aveva come obiettivo fondamentale la crescita della città e la cura degli interessi generali dei cosentini, bensì soprattutto quello di coltivare la pregiudiziale antisocialista. Sarebbe, però, un commento assai parziale e sbrigativo alle dimissioni del Presidente Sammarco, la cui denuncia e' assai più ampia sul piano politico e della dimensione locale.  Il gesto politicamente estremo di Franco Sammarco, apprezzabile in un contesto in cui le dimissioni si e' soliti riceverle, e magari goderne, piuttosto che rassegnarle, testimonia il fallimento di questa amministrazione e di questa maggioranza su aspetti fondamentali della politica, che egli indica e conferma con cruda eppur rassicurante certezza in un quadro desolante e desolantemente condivisibile: l'assenza di autentica democrazia partecipativa; il ruolo distorto dei partiti, meglio delle oligarchie che ne hanno il controllo; l'incuranza degli interessi generali ed il prevalere di quelli clientelari e particolari; l'immobilismo, figlio di precise logiche conservatrici, cui consegue l'evidente incapacità di dare risposte concrete; l'irrispettosa considerazione del ruolo del consiglio comunale, relegato ad essere non il luogo del dibattito e delle decisioni, ma della informazione di scelte altrove compiute, in tal modo sfuggendosi ad un vero confronto con la città sui temi principali dell'azione amministrativa.  E che la denuncia di Sammarco abbia toccato nervi scoperti e' facile desumerlo dalle prime reazioni, soprattutto da quelle del Sindaco Perugini, che vorrebbe minimizzare il problema disconoscendo che l'unanime giudizio dei cittadini e' che la città non e' amministrata e pensando di riparare a questo spettacolo indecoroso con la burocratica sostituzione del presidente dimissionario.  Il vero problema e', invece, in quel sistema di potere che domina la vita sociale e politica di questa regione (altro che virtuosa filiera istituzionale), che i socialisti denunciano, da tempo ed in perfetta solitudine, per stimolare una riflessione che porti ad una politica davvero al servizio dei cittadini, prima che l'antipolitica ed altri fattori esterni spazzino via quel poco di buono che ancora resiste al di là di ogni ragionevole limite. A Cosenza si aggiunge l'anomalia di una maggioranza che ho trovato la sua ragion d'essere ed il suo collante nell'assurda pregiudiziale antisocialista, così indebolendo le potenzialità del centro sinistra e che sta portando la città al declino e all'abbandono.  Più che continuare a descrivere una città virtuale assai diversa da quella che percepiscono e vivono quotidianamente i cittadini, Perugini farà bene, così come ha messo in evidenza il Presidente Sammarco, a riconoscere gli errori commessi ed a trarne le conseguenti conclusioni in coerenza con il giudizio negativo della città.

 

Il Gruppo Consiliare della GARNP


 

11/07/2007

 

I BANDI "ELASTICI" DELLA REGIONE CALABRIA

 

Nei giorni scorsi, organizzata dalla Vallecrati, si è tenuta la conferenza stampa sulla raccolta differenziata “porta a porta” finanziata dalla Regione Calabria.

All'iniziativa, come è noto, ha aderito anche il Comune di Cosenza che, seppur tra mille difficoltà, è riuscito ad aggiudicarsi un cospicuo finanziamento regionale di circa cinquecentomila euro (decreto n° 11028 del 6/9/2006).

Una parte di questa cifra, e più precisamente € 168.444,00, sarebbe stata a già erogata all'Amministrazione di Cosenza nel mese di Maggio 2007.

Il fatto che sconcerta è che, a fronte della sottoscrizione della convenzione e del trasferimento della prima tranche di finanziamento, nessuna  raccolta differenziata sembrerebbe partita in città (circostanza facilmente riferibile da circa settantamila cosentini nonché dai vertici della Vallecrati).

A questo punto la domanda, anzi le domande nascono spontanee:

  • I bandi della Regione Calabria prevedono termini e norme "generici"?
  • La mancata partenza della raccolta nella città, nonostante la sottoscrizione della convenzione, è un fatto grave o è un particolare trascurabile e del quale non tener conto?
  • L'inadempienza riferita, sempre se verificata, crea un danno alla comunità?
  • Esiste qualcuno in grado di spiegare perchè a fronte di termini perentori si operi con il metodo della "approssimazione"?
  • C’è qualche uomo o donna di buona volontà disposto a far chiarezza e a dire se questi atteggiamenti sono corretti e/o addirittura legali?

Anche su questa vicenda occorrerebbe fare piena luce.

 

Di seguito alcuni documenti sui quali approfondire le notizie riferite:

 

L'interrogazione al Sindaco

 

Il BURC del 14 Marzo 2006

 

Il Decreto n° 18208 del 7 Febbraio 2007

 

La graduatoria definitiva dei comuni calabresi

Sergio Nucci

 


09/07/2007

 

CONFERENZA STAMPA PER VIA FRUGIUELE

 

Si è tenuta la conferenza stampa del Consigliere Nucci sui problemi di via D. Frugiuele. Il comunicato stampa diramato dal Comune di Cosenza è consultabile qui.

 


 

03/07/2007

 

PER PERUGINI NOTTE FONDA

 

L’autorevole distinguo dei giorni scorsi operato dal Presidente Sammarco non può, come qualcuno vorrebbe, passare sotto silenzio.

Senza troppi giri di parole Sammarco, con la schiettezza che lo contraddistingue, dice ciò che pensa: questa amministrazione, ad un anno dal suo insediamento, non ha realizzato i tanto auspicati cambiamento e rinnovamento promessi in campagna elettorale.

Le riflessioni di Sammarco fanno il paio con i reiterati appelli che vengono da sparuti settori della maggioranza come dell’opposizione a dar vita ad un governo della città realmente condiviso che ponga fine alle tante emergenze presenti e trasferisca alla gente, in modo inequivocabile, un progetto per la città ed i suoi abitanti. Un progetto nel quale prevalgano gli interessi collettivi, le proposte di sviluppo, l’affermazione dei diritti e dei doveri di ognuno.

Non c’è l’intenzione di tirare Franco Sammarco per la giacchetta, voglio però ribadire che in più occasioni la mia parte politica, forse sbagliando nei modi e nei tempi, il dialogo lo ha cercato.

In diversi, nei nostri interventi, nelle nostre esternazioni, nelle nostre attività consiliari abbiamo provato a rappresentare il disagio della gente comune nel vedere un certo ceto politico impegnato più nell’autoreferenziarsi che nel costruite sviluppo per la comunità

In diversi abbiamo evidenziato come la gente percepisca i consiglieri: impegnati a pensare solo agli onori della politica - ed il capitolo dell’indennità è un esempio -  che non agli oneri da essa derivanti. Un ceto politico che ha interpretato l’appartenenza ad un gruppo non come confronto sulle cose da fare ma come mera contrapposizione di schieramenti dove chi ha il voto in più impugna lo scettro del comando o esegue le aprioristiche chiusure che il signorotto di turno impone.

Ma le critiche non possono non coinvolgere quanti  avendo più importanti responsabilità di governo hanno consentito tutto ciò. Chi doveva e poteva prodigarsi affinché le cose andassero in un altro verso ha forse più responsabilità degli altri. Chi doveva sul ragionamento e sulla dialettica imbastire il nuovo corso, e si è lasciato trasportare dalla convenienza del momento, non può non essere additato come responsabile di questo stato di cose.

Sammarco fa capire nel suo jaccuse che nessuno può chiamarsi fuori. Lo fa dall’alto della sua storia personale per non confondersi con chi fa della politica una scorciatoia per la notorietà e il successo. La professione lo ha già gratificato e chi, come lui, vive condizioni simili sa bene cosa si prova a dover prender atto che le cose non vanno come dovrebbero e che poco o nulla si fa per cambiarle.

Il Presidente intravede anche il rischio latente che queste contrapposizioni finiscano con il minare inesorabilmente la fiducia dei cittadini verso l’istituzione comunale, perché se chi non ha nulla da chiedere alla politica si piega ai suoi compromessi, la residua speranza che un giorno qualcosa possa cambiare si spegne definitivamente.

Noi, come lui, avvertiamo questo amaro disagio. Noi, come lui, alziamo la testa per gridare che occorre cambiare per non restare omologati in questa rappresentazione farsesca della politica.

Questo disagio forse avrebbero dovuto rappresentarlo i suoi amici di partito o di coalizione. L’invito a restare presidente sarebbe dovuto arrivare da chi lo ha voluto capolista dei DS nella scorsa competizione elettorale promettendogli chissà quale impegno a favore della città.

Ma il silenzio assordante che accompagna la decisione di Franco Sammarco di lasciare il prestigioso incarico, svolto ad onor del vero con equilibrio e imparzialità, lascia sgomenti quanti pensano che cambiare si può.

Non nascondiamoci. Le dimissioni da presidente del penalista cosentino arrivano al momento giusto per soddisfare l’appetito di qualcuno del costituendo Partito Democratico che nel gioco delle spartizioni si candida fin d’ora al suo posto.

Noi, in cuor nostro, speriamo che Franco Sammarco possa ritornare sui suoi passi, anche se ci intriga molto immaginarlo al nostro fianco in trincea. E allora, per Perugini, sarà notte fonda.

 

Sergio Nucci

 


 

29/06/2007

 

IL COMUNE E IL COSENZA CALCIO

 

Il Gruppo Consiliare della Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno ha chiesto al Presidente Sammarco la convocazione di un Consiglio Comunale per discutere circa il "fattivo" interessamento dell'Amministrazione Comunale di Cosenza per la costituzione di una società calcistica che dovrebbe competere, dal prossimo anno, sotto il vessillo rossoblù.
Considerato che nel passato analogo interessamento, anziché favorire la nascita di una società calcistica seria e duratura, ha comportato la definitiva scomparsa del calcio cosentino è il caso di affrontare davanti alla città l'argomento affinché in futuro non si registrino ricostruzioni parziali e non veritiere.

Dal dibattito dovranno anche emergere le motivazioni che, dopo un'iniziale assenso, hanno determinato l'esclusione dell'amministrazione rendese dal progetto di squadra unica.

"Perchè nessun dica che non l'avevamo detto"

 

La richiesta di Consiglio

 


 

18/06/2007

 

"GOLA PROFONDA" SVELA AFFARI E INTRECCI: 20 INDAGATI


(Adnkronos) - Avrebbe raccontato di come agiva il 'comitato d'affari'. Nonché gli intrecci politici, economici e finanziari che avrebbero permesso di portare a termine business rilevanti, truffe e frodi. 

Sono queste le dichiarazioni fatte da una donna, la cui identità è ancora top-secret, alla base dell'operazione "Why Not", che ha portato ad una raffica di perquisizioni e informazioni di garanzia notificate oggi dai carabinieri del comando provinciale di Catanzaro su ordine del sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Luigi De Magistris, a politici, militari, agenti segreti e imprenditori. Le ipotesi di reato sono quelle di truffa, violazione della legge sul finanziamento ai partiti politici, associazione a delinquere, violazione della legge Anselmi sulle organizzazioni segrete, corruzione. 

Le perquisizioni hanno riguardato gli uffici del consiglio regionale di Reggio Calabria, ma anche le abitazioni e gli uffici di alcuni consiglieri, assessori regionali, imprenditori e uomini delle forze dell'ordine. Successivamente si sono estese anche a Milano, Padova e Roma. Le persone coinvolte, in base al decreto di perquisizione emesso dal sostituo procuratore De Magistris, sono 20, ma non è affatto escluso che nell'inchiesta possano essere presto coinvolti personaggi politici di livello nazionale con incarichi ministeriali.

Sulla base delle dichiarazioni della donna, soprannominata 'gola profonda', De Magistris ha individuato attraverso l'attività investigativa ''la sussistenza di condotte criminose finalizzate alla consumazione di truffe e corruzioni con riferimento, in particolare, all'erogazione di fondi pubblici''. Reati che, secondo il magistrato, sarebbero stati ''consumati, soprattutto, attraverso la costituzione di schermi-societari che consentono di spostare il denaro con maggiore facilità e creare condizioni per la realizzazione del prezzo del reato attraverso assunzioni di persone che rappresentano, in taluni casi, anche la controprestazione del delitto''.

Dall'analisi, scrive il sostituto procuratore De Magistris, ''delle compagini societarie e dei flussi economico-finanziari emerge uno scenario devastante circa la gestione di denaro pubblico e della pervicace volontà di depredare le risorse pubbliche pur di raggiungere lucrosi interessi criminali''.

Secondo il pm, dall'inchiesta ''è emersa la costituzione di vere e proprie lobby affaristiche, costituite con modalità tali da rimanere occulte e non consentendo di individuare i partecipanti alle stesse (tenuto anche conto dell'appartenenza a ramificazioni significative delle istituzioni di taluni solidali), svolgendo attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di istituzioni, amministrazioni pubbliche e di servizi pubblici esenziali di interesse nazionale''.

La Procura di Catanzaro, sulla base delle valutazioni finora acquisite, è convinta che ''artificiosamente siano state costituite una serie di societa', create ad hoc, per fare profitto illecito ed ottenere commesse nell'ambito degli appalti e delle gare e per perpetrare ingenti truffe ai danni della comunità europea nell'ambito dei finanziamenti pubblici di volta in volta confluiti presso le casse della Regione Calabria da parte dell'Unione Europea, utilizzando spesso le societa' per piazzare, quale controprestazione sinallagmatica, persone che hanno prestato loro opere in favore dei vari solidali''.
Nel frattempo, in attesa di clamorosi sviluppi, le persone che oggi hanno ricevuto le informazioni di garanzia sono Francesco Bonferroni, 69 anni, consigliere d'amministrazione di Finmeccanica; Pietro Macrì, 43 anni, presidente della società Met Sviluppo, dirigente del settore terziario della Confindustria di Vibo Valenzia; Luigi Filippo Mamone, 57 anni, dirigente della Regione Calabria; Francesco De Grano,40 anni, dirigente della Regione Calabria; Maria Angela De Grano, 37 anni, sorella di Francesco De Grano con cariche in diverse società.

Informazioni di garanzia anche al gen. Paolo Poletti, 51 anni, capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza; Valerio Carducci, 59 anni, indicato quale punto di riferimento di Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle Opere in Calabria, con ambienti parlamentari; Gianfranco Luzzo, 67 anni, ex assessore regionale alla Sanità della giunta Chiaravalloti e attuale presidente del consiglio del comune di Lamezia Terme e ora esponente dell''Italia di Mezzo''; Mario Pirillo, 62 anni, assessore regionale all'Agricoltura nell'attuale giunta Loiero; Massimo Giacomo Gennaro Stellato, 44 anni, gia' ufficiale della Gdf, in forza a Padova nell'intelligence; Gian Mario Stellato, 38 anni, fratello dell'ufficiale in servizio a Padova; Vincenzo Bifano, 46 anni, indicato come persona vicina ad Antonio Saladino; Gerardo Carnevale, 42 anni, collaboratore del consigliere regionale dei Ds Antonio Acri, 65 anni, anche lui raggiunto da un'informazione di garanzia.
A completare l'elenco, Nicola Adamo, 50 anni, già segretario regionale dei Ds e attuale vicepresidente della giunta regionale della Calabria; Brunella Bruno, 31 anni, in forza al Cesis; Armando Zuliani, 45 anni, imprenditore; Francesco Indrieri, 48 anni, commercialista; Salvatore Domenico Galati, 40 anni, collaboratore del senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli; Piero Scarpellini, 57 anni, imprenditore che avrebbe la sua attivita' nella Repubblica di San Marino.
Non risulta indagato, ma ha subito una perquisizione, l'ex presidente delle Compagnia delle Opere Giorgio Vittadini.

 


11/06/2007

 

PERUGINI E IL DISSENSO "RUMOROSO"

 

Nell’ambito dell’operazione “Diamo un nome ai sette colli di Cosenza”, dobbiamo riferire delle tristi condizioni in cui versa uno dei sette simboli della nostra città.

Parliamo di Guarassano, colle posto alla sinistra del Crati (un po’ più su del nuovo liceo Telesio) e da tempo abbandonato e da Dio e dagli uomini. Ma mentre per l’abbandono divino possiamo confidare nella preghiera, per l’intervento umano dobbiamo necessariamente ricorrere all’inflazionato strumento dell’interrogazione che, ad onor del vero fino ad oggi, ha prodotto poco o nulla se non la presa d’atto che, in questa città, qualcuno i problemi li vede e li segnala.

Ed allora, armati di tanta buona volontà e di penna e foglio di carta, abbiamo pensato bene di sollecitare il Sindaco – Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo ripoi - e l’amministrazione affinché si dedichino con più lena, tra l’inserimento di Cosenza tra le città d’arte ed un festival cinematografico di fama internazionale, a rispondere alle tante domande che la cittadinanza insistentemente pone ed alle quali ahinoi ed ahivoi nessuno risponde (per carità di patria non riferiremo, ad esempio, di come in tempi non sospetti ci fossimo già occupati di un altro colle, il Mussano, alla destra del Crati, e dell’annesso cimitero abbandonato).

Non riteniamo che a Guarassano abitino cosentini di serie B. Né pensiamo che si annidino “pericolosi” sostenitori di schieramenti politici avversari. Al contrario siamo convinti che anche in questa parte così abbandonata della città vivano persone che meritino rispetto ed attenzione anche se nessuno penserà bene di costruire lì né un ipermercato ne due palazzi di otto piani. Ed allora chi penserà ai cari concittadini di Guarassano? Chi pulirà la mulattiera, perché tale è la strada che attraversa il colle? Chi taglierà l’erba? Chi provvederà all’illuminazione? Chi costruirà finalmente le fognature? Chi?

Conveniamo con il Sindaco e con l’amministrazione che il Consiglio Comunale debba occuparsi di altre e ben più importanti pratiche: l’adesione al CIDAC (sic!), la concessione di graziose premialità a questo o quel costruttore, ma se per una volta ci si occupasse anche dei problemi veri della città non sarebbe un male.

Se il Sindaco, uscito dalle sue stanze, facesse un giro per Cosenza si accorgerebbe che le cose non vanno per come si ostina a dire in Consiglio, e non si lascerebbe andare a perniciose denigrazioni di consiglieri perché corre il serio rischio di prendere alcune bordate di quel rumoroso dissenso ben rappresentato da Eduardo De Filippo ne “L’Oro di Napoli”.

Caro Sindaco, per concludere prendiamo a prestito le sue parole “la gente ci conosce, sa chi siamo e da dove veniamo”. E aggiungiamo noi: e meno male.

 

SERGIO NUCCI-VINCENZO ADAMO-VITTORIO CAVALCANTI-CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


06/06/2007

 

LA RICHIESTA ATTI

 

Al Sig. Segretario Generale

del Comune di Cosenza

 

 

Cosenza 06.06.2007



Ai sensi della legge n° 241/1990 e s.m.i., e dell’art. 6 del Regolamento per l’accesso agli atti ed alle informazioni del Comune di Cosenza, in qualità di Consigliere Comunale, chiedo in copia conforme:

·        l'elenco di tutte le Concessioni Edilizie, oggi Permessi a Costruire, rilasciati dagli Uffici preposti di questa Amministrazione, a far data dal 1 Gennaio 2002 al 31 Maggio 2007, indicando l'avvenuto incasso dei relativi Oneri di Urbanizzazione, ovvero le eventuali motivazioni del mancato introito;

·        le somme complessive incassate, anno per anno, identificate come voce Oneri di Urbanizzazione, a far data dal 1 Gennaio 2002 al 31 Maggio 2007;

·        l'elenco di tutte le Opere di Urbanizzazione Primaria e Secondaria attuate dagli Uffici preposti di questa Amministrazione, comprensive di importi e capitoli di spesa, a far data dal 1 Gennaio 2002 al 31 Maggio 2007, indicandone, alla data del 31/05/2007, lo stato dei lavori;

·        l'elenco dei Servizi, quali incarichi con Società e/o professionisti esterni, in essere al Comune di Cosenza, periodo 1 Gennaio 2002 - 31 Maggio 2007, specificandone l'avvenuto espletamento ed il relativo saldo delle spettanze, indicando importi e capitoli di spesa, nonché eventuali attinenze, motivandole, con rilascio di Permessi a Costruire.

 


Distinti saluti

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


04/06/2007

 

CONSIGLIO DEI MINISTRI. LE DELEGHE DI VISCO

 

"Ieri è stata una giornata delicata e importante perché, prima del Consiglio dei Ministri, c'è stato un incontro tra i segretari dei partiti della maggioranza cioè una verifica della coalizione.
Dopo le amministrative, anche se qualcuno fa finta che non sia vero, sono cambiate molte cose. Per noi di Italia dei Valori sono cambiate in positivo: abbiamo triplicato i nostri voti, a dimostrazione che la politica del fare è stata apprezzata.
Dal punto di vista della coalizione è stata una Caporetto, specialmente il Partito Democratico che ha dimezzato i consensi. Ieri mattina si è discusso su come fare per rilanciare la credibilità di questa coalizione.
Abbiamo anche parlato della vicenda Visco: all'inizio sembrava che fossi io l'imputato. Io, invece, stavo denunciando l'accaduto. I fatti li conoscete: dopo le elezioni politiche Visco chiese di trasferire quattro alti ufficiali della Guardia di Finanza che stavano lavorando su delicate indagini come Antonveneta, scalata al Corriere, Parlmat. E' scoppiata adesso, sotto elezioni, la polemica ma, tuttavia, bisogna capire il motivo di quelle richieste di trasferimento. Bisogna dare una spiegazione, non si può insabbiare tutto.
Noi abbiamo presentato un Ordine del Giorno al Parlamento in cui chiedevamo spiegazioni oppure le dimissioni del viceministro Visco. All'inizio ci hanno deriso, poi si sono arrabbiati: ieri mattina ci hanno fatto presente che sarebbe potuto cadere il Governo, io ho fatto presente che il punto è la credibilità del Governo.
Si è così data delega al Presidente del Consiglio di valutare una soluzione e, evidentemente, le argomentazioni che ho portato avanti erano convincenti se è vero, com'è vero, che ha accettato le dimissioni alla delega sulla Guardia di Finanza presentate da Visco.
Il Consiglio dei Ministri, poi, ha deciso di rimuovere il Comandante della Guardia di Finanza. E' chiaro il concetto? C'è un Corpo, la Guardia di Finanza, che sente di subire un torto, lo denuncia, c'è un accertamento, tutto viene sospeso e il responsabile del torto rimette le deleghe. Viene però anche trasferito il Comandante di quel Corpo.
Se fosse un avvicendamento dovuto alla rottura del rapporto di fiducia tra i massimi organi della politica e i massimi organi della Guardia di Finanza, si potrebbe comprendere. Ma se fosse una ritorsione?
Non si è potuto trasferire i subalterni del comandante Speciale quindi si è rimosso lui stesso. Staremo a vedere, Italia dei Valori vigilerà su questa Vicenda.
La questione, più in generale, è però un'altra: noi di Italia dei Valori siamo leali ma non staremo solo a guardare. Vogliamo una totale discontinuità rispetto alla politica berlusconiana in materia di Giustizia. Invece è stato fatto l'indulto; ogni giorno vengono negate le autorizzazioni a procedere nei confronti di parlamentari ora di destra ora di sinistra, le ultime due settimana scorsa; se non ce ne fossimo accorti noi, si sarebbero ridotte a metà le pene per la bancarotta; i provvedimenti sulle intercettazioni telefoniche sono diventate censura; nel conflitto di interessi viene inserita la norma per vietare la candidatura ai condannati; il falso in bilancio non è stato ripristinato; le leggi ad personam fatte dal Governo Berlusconi sono ancora tutte lì.
Insomma, bisogna darsi una regolata. L'Italia dei Valori non può stare ancora molto ad aspettare provvedimenti su questi temi.
Il caso Visco è l'ultimo nell'ambito di un problema più delicato di rapporti tra magistratura e politica che il centrosinistra non ha in alcun modo modificato rispetto alcentrodestra.
Ve lo ricordate il caso Abu Omar? La magistratura di Milano indaga su quel sequestro di persona, il Governo dice di aver messo il Segreto di Stato quando non è vero e, presso la Corte Costituzionale, accusa la magistratura di fare pressioni!
Ieri io mi sono fatto sentire e ho detto che mi attendo delle risposte per capire se il percorso che vuole compiere Italia dei Valori è compatibile con la coalizione.
Come dicevo, una prima risposta c'è stata e, in attesa del chiarimento che ci dovrà essere, Visco ha rimesso la delega alla Guardia di Finanza, dimostrando responsabilità, e noi abbiamo ritirato l'Ordine del Giorno. Restiamo in attesa delle motivazioni per cui è stato rimosso il comandante Speciale: un atto di ritorsione nei suoi confronti non possiamo accettarlo."

 

tratto dal sito: www.antoniodipietro.com

 


30 Maggio 2007

 

LE LEGGI SON, MA CHI PON MANO AD ESSE

 

Le leggi son, ma chi pon mano ad esse. Così scriveva il Sommo Poeta, richiamando un problema che, evidentemente, rimane attuale a distanza di secoli.

Una cosa è, dunque, creare e definire delle regole, altra è applicarle, dando un senso compiuto all’azione normativa.

Nella totale inefficienza della maggioranza consiliare e nella assenza di qualsiasi idea di città, l’amministrazione guidata dal Sindaco Perugini, ed il Sindaco in particolare, un messaggio chiaro e forte lo avevano comunque lanciato: quello di lavorare ad un sistema in cui la regola, ovvero la disciplina, costituisse il punto di riferimento indispensabile dell’azione di governo, di quella dei singoli assessori, dei dirigenti, dell’ultimo impiegato comunale.

E’ stato, oggettivamente, un messaggio forte che poteva comunque costituire un elemento significativo dell’azione di governo.

Peraltro, mancando ogni altra prospettiva di carattere amministrativo e politico di questa amministrazione, veniva esaltata la visibilità del messaggio ed, in via di principio, apprezzata la direttrice.

E, però, anche su questo aspetto è prevalsa l’impostazione di chi assume che una cosa è la dichiarazione di principio, altra cosa è la pratica di governo.

Abbiamo così assistito ai proclami sulle regole a proposito della nomina dei rappresentanti del comune negli enti, ed al contempo abbiamo dovuto constatare che le prime nomine avvenivano mentre si stavano definendo le regole stesse in consiglio comunale.

Abbiamo assistito alle roboanti affermazioni sulla istituzione di un sistema di controllo della qualità dei settori e dei servizi attraverso un nucleo di valutazione dei dirigenti ed a tutt’oggi non risulta neanche che sia stato concluso il concorso per la nomina dei membri.

Abbiamo registrato l’intento dell’amministrazione a dare regole certe sull’urbanistica e poi abbiamo assistito al “crucifige” di un dirigente, costretta a subire le pressioni di chi, anziché pensare ad uno sviluppo ordinato e sostenibile, auspica forse una edificazione selvaggia che non è certo nei desideri dei cittadini.

Assistiamo oggi, con la delibera sulle indennità dei consiglieri, all’apoteosi del principio esattamente contrario a quello declamato, vale a dire all’assoluto disinteresse verso il rispetto di quelle regole, che i dirigenti comunali avevano indicato, esprimendo parere sfavorevole alla pratica licenziata dal consiglio comunale.

E’ francamente incomprensibile che nella discussione in Consiglio e soprattutto da parte del Sindaco non si sia avvertita l’esigenza istituzionale, prima ancora che politica, di rappresentare il proprio punto di vista (alla cui esternazione presumibilmente è stato indotto dagli interventi della minoranza) sulla legittimità della delibera da approvare; ed è ancora più grave che, senza spendere una sola parola, sia stato espresso un voto convintamente favorevole.

Tale indifferenza non può che condurre ad una riflessione e ad un’alternativa: o il Sindaco era ed è convinto che i pareri fossero del tutto infondati, ed allora, egli ha nella sostanza delegittimato l’operato dei suoi dirigenti.- Oppure – ciò che non vorremmo neanche pensare ma che purtroppo i fatti ci costringono a prendere in considerazione – il rispetto delle regole rimane una mera affermazione di principio, cui, poi, non seguono comportamenti coerenti.

Noi apprezziamo l’intento acchè “le leggi sian”, ma apprezziamo ancora di più che “si pon mano ad esse” e riteniamo anche che la volontà del Sindaco, su questo come su tanti altri aspetti, sia oggi fortemente condizionata da una maggioranza inidonea ad amministrare la nostra città.-

Volere, perciò, a tutti i costi preservare la “tranquillità politica” facendo uso di pratiche che nulla hanno a spartire con l’interesse generale e che addirittura si presentano come illegittime per affermazione esplicita dei principali collaboratori amministrativi del Sindaco, costituisce l’ulteriore riprova di una deriva che condurrà al degrado della città e ne impoverirà il tessuto sociale ed economico, accentuando le differenze tra i cittadini sul piano della ricchezza collettiva.

 

VITTORIO CAVALCANTI            SERGIO NUCCI      CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


28 Maggio 2007

 

MI SONO DIMESSO DA TUTTE LE COMMISSIONI

 

Ecco il testo della lettera che ho inviato al Presidente Franco Sammarco:

 

Egr. Avv. 

Franco Sammarco

Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza

Sede

Cosenza 28.05.2007 

 

OGGETTO: Dimissioni da componente le Commissioni Consiliari: Politiche dei trasporti, mobilità urbana, mobilità extraurbana, traffico, polizia municipale; Politiche giovanili e pari opportunità, innovazione tecnologica immigrazione, città multietnica e cablata, economia sociale, informazione e comunicazione; Politiche urbanistiche e di sviluppo dell’area urbana, toponomastica; Affari generali, legali, contenziosi ed istituzionali; decentramento e partecipazione, sicurezza e legalità, diritti dei cittadini e servizi connessi; attuazione statuto e politica dei regolamenti, protezione civile  

 

Egregio Presidente,

con la presente intendo rassegnare le mie dimissioni da componete delle Commissioni Consiliari in oggetto, nelle quali ero stato nominato in nome e per conto del Gruppo Consiliare al quale appartengo ovvero della Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno. Non Le nascondo che l’istituto delle dimissioni provoca in chi le rassegna una comprensibile amarezza, ma motivazioni di natura personale mi impongono un momento di approfondimento per il rispetto che porto alla mia Cosenza, al Consiglio Comunale ed al gruppo nel quale a pieno titolo porto avanti la mia azione consiliare. La prego di rivolgere i sensi della mia gratitudine a quanti in questi mesi hanno con scienza e coscienza onorato con dedizione e competenza gli impegni assunti. A quanti cioè, tra gli assessori, i consiglieri, i dirigenti e i funzionari  hanno lavorato nel solo interesse della collettività, nonostante contro la classe politica alla quale tutti apparteniamo, si sia scatenata un’offensiva mediatica molto poco rispettosa del valore, della moralità e della dedizione delle singole persone. Nel rivolgere anche a Lei il ringraziamento per il fattivo supporto, Le porgo i miei più cordiali saluti.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale

Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 

 


 

25 Maggio 2007

ESCI CHE TI ABBIAMO VISTO

 

Caro Consigliere Comunale di Rende,

ti abbiamo letto nei giorni scorsi sulla stampa mentre provavi a rispondere citando cifre, eletti, consensi, ad una nota che non aveva preso di mira sicuramente il gruppo politico al quale appartieni ma che, notoriamente, conta in termini di cifre, eletti, consensi, qualche punto in meno rispetto a DS e DL (e forse anche rispetto al PDM il cui leader è tra i 45 promotori del Partito Democratico).

Non era, lo ribadiamo, nostra intenzione offendere ne te ne i socialisti di oltre Campagnano che in tutti questi anni avete lavorato solo nell’interesse della vostra comunità.

Tu ed i tuoi colleghi, in tutti questi anni, avete sapientemente operato per l’espansione edilizia del centro rendese, per il proliferare delle attività commerciali, per l’ampliamento dell’area universitaria, per l’incremento delle abitazioni per tantissimi studenti universitari in cerca di alloggio, per il benessere delle tante imprese edili che operano a Rende e che tanto lavoro danno a tanti lavoratori e tanto benessere ai propri titolari.

Se tutto ciò non bastasse, saremmo anche pronti a riconoscere a te ed ai tuoi colleghi anche il grande merito di aver dato voce, nel vostro consiglio comunale, a tanti costruttori – notoriamente più liberal che riformisti - che hanno, e da tempo immemore, abbracciato la causa socialista portata avanti dai vostri tutors.

Concludiamo con una domanda: se i colleghi che "avete", da pochi giorni, a Cosenza non nascono politicamente da "una forza o partito che detiene tanti consiglieri e tanti consensi nell'area urbana" da chi, o meglio, da cosa nascono?

Non tenerci sulle spine. Rispondici al più presto.

Con il giusto ossequio, i tre consiglieri comunali distratti ovvero

 

Sergio Nucci, Carmine Vizza e Vincenzo Adamo

 


 

24 Maggio 2007

 

I FACCITUOSTI 5

 

L’Amministrazione risponde via stampa

 

E’ al sicuro la statuina di “San Giorgio e il Drago”

 

Niente paura per il “San Giorgio e il Drago” di Salvator Dalì e, in particolare, per la minuscola donna che era ai piedi della statua e che da tempo è uscita di scena.

Alla preoccupazione di un consigliere comunale, l’Amministrazione comunale risponde ricordando che la statuina venne rimossa non appena si constatò che, fissata al resto dell’opera solo con un perno alla punta del piede, sarebbe stata facilmente asportabile da qualche malintenzionato. Quindi, solo per ragioni di sicurezza non si trova al suo posto.

La statuina è stata custodita per qualche tempo dal rappresentante della famiglia  donatrice delle opere del Map, Enzo Bilotti, il quale ha poi affidato il pezzo a tecnici della Sovrintendenza perché si studiasse il metodo migliore per riproporla in piena tranquillità alla fruizione del pubblico. Non appena possibile farlo in piena sicurezza, dunque, la piccola donna verrà rimessa esattamente dove fu pensata dal genio di  Dalì.

 

Ufficio Stampa del Comune di Cosenza

 

 

Ed io controrispondo ai Faccituosti

 

Dice il proverbio: “Male non fare, paura non avere". E fra i miei stati d’animo non c’era certo la paura per la sorte della statuina del Dalì. Al massimo la preoccupazione che qualcuno l'avesse persa. Ma così non è, e ne sono felice. Per quello che è costata....

Passo invece, se questo può interessare, dalla gioia alla rassegnazione. Gioia, incontenibile, per aver avuto risposta ad un mio quesito in tempi rapidissimi, nonostante in una nota dell'ufficio stampa del Comune mi si chiarisse, lo scorso 26 ottobre,  che "Ad interrogazioni e interpellanze si risponde in Consiglio comunale… per come recita l’art. 29 comma 2 del Regolamento dei lavori consiliari”. Rassegnazione se penso che è più di un anno, da quando cioè è stata rimossa per ragioni di sicurezza, che valenti tecnici chiamati all'abbisogna, si arrovellano su quale sia il metodo migliore per riproporla in piena tranquillità alla fruizione del pubblico.

Confido che un giorno ci diranno come.

 

Sergio Nucci

 


 

22 Maggio 2007

 

ECCO COME E' CAMBIATA LA VALLECRATI

 

Un’altra sconfitta. L’ennesima per il Sindaco Perugini e per tutta l’Area Urbana. Stavolta a castigare il primo cittadino di Cosenza ed i colleghi di Rende, Castrolibero e Montalto, ci hanno pensato i sindaci dei piccoli comuni che fanno parte anch’essi del consorzio Vallecrati.

Oggetto della contesa l’elezione del Presidente del Consorzio. Nella tenzone il riconfermato De Rose ha avuto la meglio sull’aspirante Orlandino Greco, ma il vero sconfitto in tutta l’operazione è lui, il buon Perugini che nei giorni scorsi si era speso senza risparmio nel sostenere la candidatura di rinnovamento e discontinuità di Greco, ostentando anche certezza sull’esito del voto.

De Rose, ex sindaco di Lappano, da oggi è il “nuovo che avanza” nonostante sia al suo terzo mandato e nonostante non sia ben digerito da lavoratori e sindacati che addebitano anche alle sue gestioni le responsabilità dei gravi problemi che assillano il Consorzio.

De Rose, da esperto e navigato politico della prima repubblica, ha lavorato con giudizio ed intelligenza mettendo alle corde i quattro comuni che da soli rappresentano oltre il 70% del fatturato del Vallecrati e incassando l’appoggio incondizionato del partito dei DS e del suo segretario Franchino. Una brutta vicenda per tutta l’area urbana, un pessimo esordio per il costituendo Partito Democratico. Alla prima poltrona: zac! e riappare quella strana maledetta insopprimibile voglia di potere.

Sarà dura pensare ad una nuova formazione con questi chiari di luna. Sarà dura far capire a diellini e diessini (e ai pochi principiani) le regole del nuovo partito.

Per intanto verifichiamo che la spaccatura politica si ripercuoterà inevitabilmente anche sulla gestione della S.P.A. nella quale pari pari saranno riportati le diffidenze, i contrasti ed il clima che hanno generato l’elezione di De Rose.

Eppure c’era da aspettarsi scelte responsabili che prevedessero una politica di risanamento, guidata  da un presidente forte e condiviso sganciato da vecchie logiche. Invece il futuro che aspetta Vallecrati non sembra dei migliori. E difficilmente si registrerà una gestione innovativa e responsabile del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani. Una politica che in sostanza individui fin da subito siti idonei e disponibili nella stessa area urbana per avvicinare il luogo di smaltimento a quello di produzione.

Difficilmente con questa presidenza si realizzerà una riorganizzazione delle strutture operative volte ad una migliore efficienza del sevizio percepibile dai cittadini. Difficilmente vedremo in giro nuovi automezzi o nuovi cassonetti o l’inizio di una seria raccolta differenziata

Ma se Vallecrati piange il Partito Democratico non ride e si lecca le ferite per la falsa partenza dell’elezione del Consorzio.

Se su questioni come quelle riferite si registrano divisioni così nette e pericolose cosa succederà quando si tratterà di affrontare ben altri temi?

I segretari di DL e DS le lettere farebbero bene a spedirle prima che ad altri, ai propri iscritti spiegando con parole semplici, comprensibili, inequivocabili, che stanno tutti per confluire nel PD.

E per finire verrebbe voglia di dire: evviva il Partito Democratico, evviva l’Area Urbana.

 

Sergio Nucci

Carmine Vizza

Vincenzo Adamo

Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno

 


 

18 Maggio 2007

 

NUCCI E VIZZA SULLA FACOLTA’ DI MEDICINA

 

La volontà politica volta a limitare le occasioni di dibattito e di confronto, sembra rappresentare una malattia epidemica che colpisce, a Catanzaro come a Cosenza, i vari livelli di responsabilità politica.

A Catanzaro, sul banco degli imputati c’è il Presidente della Provincia, Michele Traversa, che animato da sacro furore si è speso, giorni or sono, e senza autorevoli repliche, a demolire l’idea che anche Cosenza possa avere la sua facoltà di Medicina. Sull’argomento, e sempre in difesa del campanile, è intervenuto ieri il consigliere regionale Giuseppe Guerriero per il quale la classe politica regionale avrebbe ben altre urgenze sulle quali attardarsi e non certo l’istituzione di una nuova facoltà in riva al Crati.

Siamo stupiti, soprattutto per il fatto che uguale impeto e impegno ce li saremmo aspettati dal consigliere dello SDI, in virtù del suo ruolo di presidente della Commissione antimafia regionale, su altre e ben più importanti questioni.

Possibile che Guerriero con i mille problemi urgenti e gravi, come le faide per le Asl, il rapporto tra etica e politica, (vedi gli avvisati che siedono in Consiglio), le questioni di trasparenza (Burc), senta la necessità e trovi il tempo per discutere e decidere sui grandi progetti che riguardano Cosenza?

A livello regionale, si approvano maxiemendamenti che ridisegnano il volto delle ASL,  e quindi della sanità calabrese, senza la minima concertazione, con il rischio, concreto di una inevitabile confusione e disorganizzazione nella erogazione dei servizi primari e Guerriero cosa fa? Ci dice che non c’è il tempo per discutere del futuro di Cosenza.

Diciamolo francamente: quelle di Traversa e di Guerriero sono indebite ingerenze.

Noi, ad esempio, non pensiamo mica di parlare delle tribolazioni, delle ingenti risorse impegnate, del grave squilibrio costi–benefici, delle guerre tra baronie locali che hanno interessato ed interessano la struttura universitaria di Germaneto.

Noi, ad esempio, non riferiamo delle omissioni politiche che hanno permesso l’istituzione di due cardiochirurgie  a Catanzaro penalizzando la città di Cosenza, i cui cittadini sono costretti, ancor oggi, alla emigrazione sanitaria.

Ma se Catanzaro piange ,Cosenza non ride.

Qui da noi, sotto accusa, ed ancora una volta, il Sindaco Perugini colpevole di aver presentato, tramite il suo assessore all’urbanistica, e solo sulla stampa, un mega progetto (un centro commerciale e tre palazzi) che dovrebbe interessare l’area dell’ex centrale del latte. Usiamo il condizionale perché ad oggi della cosa non si è mai discusso nelle sedi opportune come, ad esempio, nella commissione consiliare competente.

L’amministrazione Perugini, che tanto aveva sbandierato la partecipazione e la condivisione, ancora una volta chiede al Consiglio Comunale, in maniera frettolosa e sospetta (come nella vicenda Comac e sul nuovo ospedale) un voto su una soluzione preconfezionata chissà dove e sulla quale pesa, come un macigno, l’assenza di un sereno e costruttivo confronto nella città sull’utilità o meno di questa iniziativa commerciale-residenziale.

Tanto interesse verso via degli Stadi nasce dalla recente delusione per la bocciatura del progetto dei contratti di quartiere, o da più prosaici interessi dei quali non si capisce la natura?

Siamo fortemente preoccupati di questa deriva. Preoccupati perché  il divario che divide sempre di più la società civile  dalla classe politica,  tende ad aumentare lasciando intravedere una dirigenza politica incapace  di darsi regole di sana ed efficace amministrazione.

 

Carmine Vizza e Sergio Nucci

Consiglieri Comunali di Cosenza

 


 

17 Maggio 2007

 

C’E’ NESSUNO?

 

Apprendo dalla stampa che il Sindaco Perugini sta pensando di affidare all’esterno del Comune l’incarico di portavoce.

Poco o nulla avrei da ridire se non fosse che proprio questa amministrazione lamenta gravi ed ingiustificate carenze che l’assunzione di un portavoce non può certo colmare.

Non me ne voglia alcuno se anche stavolta assumo, e in gran solitudine, il ruolo di fustigatore del buon Salvatore, ma mi chiedo e lo chiedo soprattutto all’amministrazione: erano queste le urgenze da risolvere, i vuoti da colmare negli uffici del Comune?

Riecheggiano ancora nelle mie orecchie le parole dell’assessore Ambrogio a proposito dell’inserimento in pianta organica di uno o più geologi al fine di frenare la pesante emorragia economica cui è costretta l’amministrazione ogni qualvolta deve acquisire pareri tecnici su opere da realizzare in città (la Geocal ne sa qualcosa).

Ma penso anche alle continue e comprensibili lagnanze di qualche assessore che non dispone nel proprio assessorato neanche di un dirigente in grado di concretizzare le tante iniziative, i tanti progetti che rimangono, per questo, solo nei suoi desiderata.

Va sottolineato che la pratica relativa al portavoce se da un lato colmerà (speriamo) il deficit comunicativo del Sindaco - anche se mi è difficile pensare che potrà far meglio dell’ufficio stampa che in questi mesi ha vicariato egregiamente il ruolo scoperto - dall’altro, inevitabilmente, aprirà un pernicioso problema sull’insistente e mai sopita questione relativa ai costi della politica.

Il portavoce in pectore è persona degna e capace e, quindi, presterà la sua opera dietro lauto compenso. Per qualcuno la somma che percepirà potrà essere considerata spropositata se si pensa che da sola ammonta a quanto ha in bilancio un singolo assessorato come le politiche giovanili per tutto il 2007, per altri assolutamente irrisoria se consentirà a questa amministrazione di contrabbandarsi agli occhi degli amministrati come capace, efficiente e rispondente alle necessità della collettività.

Ma questa nomina, fa nascere anche altri interrogativi circa il tempismo con il quale il Sindaco ha commentato, ad esempio, la querelle relativa alle indennità dei consiglieri.

Mi chiedo, e lo chiedo all’amministrazione: se il buon Sindaco era così convinto che il lavoro dei consiglieri dovesse essere adeguatamene retribuito, perché all’indomani dell’insediamento di questo Consiglio non ha fatto revocare la “famigerata” delibera commissariale sul taglio dell’indennità?

Mi chiedo, e lo chiedo all’amministrazione: a tutti questi dubbi che assillano le ormai calde giornate in città, qualcuno darà mai una risposta?

 

Sergio Nucci


 

8 Maggio 2007

 

APPROVATO UN ODG DELLO SDI SULLA "QUESTIONE COSENZA"

 

ODG

Il Direttivo Provinciale dello SDI di Cosenza

 

PREMESSO CHE,

 

a quasi un anno dalla elezioni comunali di Cosenza emerge in maniera sempre più drammatica lo stato di profonda crisi amministrativa della città capoluogo.

Il sentimento di insoddisfazione dei cittadini è percepibile in ogni quartiere della città.

L’amministrazione comunale non riesce ad affrontare e risolvere i problemi ed è assente sia nelle grandi strategie sia nei piccoli interventi di ordinaria amministrazione.

A quasi un anno dalle elezioni appaiono confermate e ampiamente condivise dai cittadini le  analisi e le considerazioni che hanno ispirato la candidatura di Giacomo Mancini a sindaco e delle nostre liste al consiglio comunale.

In più la verità che sta emergendo su trame oscure tra settori del centrosinistra e settori del centrodestra e anche l’indebita ingerenza che ha avuto l’azione della DIGOS di Cosenza nella libera determinazione del consenso aumentano il sentimento di indignazione nell’opinione pubblica.

Il partito provinciale e cittadino e il gruppo consiliare al comune di Cosenza nei rispettivi interventi hanno sempre fatto prevalere sul pur legittimo interesse di parte nel far evidenziare lo stato di crisi, quello generale di preoccupazione per le sorti della città capoluogo che sta rapidamente dilapidando quei risultati conquistati con le guide socialiste soprattutto nell’ultimo decennio, che aveva fatto guadagnare livelli di ottima amministrazione apprezzati anche oltre i confini regionali.

L’attività del gruppo in consiglio comunale è sempre stata caratterizzata da spirito costruttivo con interventi qualificati ed approfonditi indirizzati all’amministrazione comunale con l’obbiettivo di risollevare la città dallo stato di crisi.

Ciononostante in consiglio comunale, a parte qualche intervento di apprezzamento di alcuni dirigenti con ruoli istituzionali nell’Amministrazione, il gruppo consiliare ha visto sempre e comunque respinte le proprie proposte e ha registrato anche ostilità sulle proprie posizioni,

CONSTATA POSITIVAMENTE

Come il sentimento diffuso di insoddisfazione rispetto ai risultati ottenuti da questa amministrazione stia provocando una serie di riflessioni critiche da parte degli organismi di alcuni partiti che pur facendo parte dell’attuale compagine di maggioranza ne evidenziano i limiti e le difficoltà e auspicano l’inizio di una nuova fase di governo con un ruolo centrale dei socialisti

 

CONDANNA FERMAMENTE

 

I continui e reiterati atti di ostilità perpetrati contro i socialisti provenienti dal partito dei Democratici di sinistra che da ultimo per bocca del segretario regionale hanno continuato ad insultare la nostra storia gloriosa e a ingiuriare  il comportamento dei nostri dirigenti. 

AUSPICA

 

constatato il fallimento dell’attuale fase amministrativa, l’avvio di un percorso amministrativo nuovo che consenta a  Cosenza di risollevarsi dalla crisi attuale e di tornare a occupare ruoli importanti.

 


 

7 Maggio 2007

 

INDIGNAZIONE A VIA FRUGIUELE

 

I cittadini di via Frugiuele questa mattina erano indignati. Il Comune aveva promesso una pulizia generale di marciapiedi ed asfalto con spazzatrici ed idranti ma al risveglio gli abitanti si sono resi conto che si trattava soltanto di...proclami.

A parte una banale spazzata (ma non si dovrebbe fare ogni giorno???) le condizioni di erbacce e terriccio erano le stesse dei giorni passati. Gli automezzi non preventivamente spostati sono rimasti al loro posto senza alcuna sanzione e le condizioni igieniche hanno subito un lievissimo miglioramento.

I cittadini continuano a chiedersi quando si metterà fine a questo stato di incuria.

 


 

17 Aprile 2007

 

IL DUBBIO E' IL LIEVITO DELLA CONOSCENZA

(ovvero lettera al Presidente Sammarco)

 

Caro Presidente,

stavolta ci rivolgiamo direttamente a Lei che è così incline ad affrontare i problemi a muso duro e senza infingimento alcuno (ne sa qualcosa il buon Perugini).

Come certamente saprà, dal primo giorno della consiliatura, abbiamo optato per il regime retributivo tradizionale, ovvero l’indennità di funzione (300 € lordi che l’Amministrazione corrisponde ai consiglieri comunali di Cosenza se sempre presenti, qualunque sia il numero delle sedute alle quali  partecipano).

Una decisione ponderata, in linea con la nostra condotta politica, che non abbiamo rinnegato neanche quando il Consiglio ha deciso (con il nostro voto contrario) di abrogare la norma che prevedeva la corresponsione di un solo gettone giornaliero (€ 30) qualunque fosse il numero di sedute alle quali si partecipava.

Lo abbiamo fatto per una questione di stile? Di dignità? Di coerenza? Faccia un po’ lei.

Eravamo convinti che quella modifica non andasse approvata per scongiurare deprecabili esagerazioni. Oggi, calendario delle convocazioni alle mani, possiamo dire: avevamo ragione.

In verità, questa maggioranza aveva sbandierato l’intento di evitare le sovrapposizioni dei lavori per consentire, a quanti lo volessero, la partecipazione alle sedute di commissione, ma così, purtroppo, non è stato.

Ad esempio, per giovedì 19 aprile prossimo venturo le commissioni convocate sono ben cinque (al mattino Ambiente, e nel pomeriggio, nel giro di un’ora,  Trasporti e Attività Economiche, Affari Generali e Bilancio) e addirittura dieci i commissari impegnati contemporaneamente nelle stesse commissioni.

La domanda nasce spontanea. Se non siamo dotati del dono dell’ubiquità (e pur essendo Consiglieri Comunali di Cosenza non lo siamo), come possiamo esser presenti ed allo steso tempo in più commissioni?

Ora delle due l’una: o i problemi sono talmente tanti che è necessario convocare a questo ritmo i commissari, o i Presidenti non concordano tra loro i lavori, impedendo di fatto il confronto costruttivo ed efficace sui problemi della comunità. In realtà, ci sarebbe anche una terza ipotesi, e cioè che le commissioni si convocano perché servono a racimolare qualche gettone in più, ma per decenza e per pudore ci siamo astenuti dal formularla.

In conclusione, non ce ne voglia se sottoponiamo a Lei la questione, ma sappiamo con quanta grinta saprà tradurre questo nostro sentimento di amarezza e di impotenza nel dovere ogni volta scegliere a quali lavori partecipare e quali disertare.

Per evitare che qualcuno di noi possa, suo malgrado, dover affrontare questi amletici dilemmi, trovi Lei, che è così ascoltato e tenuto in considerazione, un valido rimedio a questo stato di cose.

Si attivi. Noi la seguiremo.

Tanto per sua opportuna conoscenza.

 

 

Sergio Nucci e Carmine Vizza

Consiglieri Comunali “GARNP” in regime di Indennità di Funzione

 


15 Aprile 2007

 

UNA GIORNATA PARTICOLARE

 

Non c’è alcun dubbio che sabato 14 aprile ha rappresentato per il Sindaco Perugini uno dei giorni più brutti del suo mandato di primo cittadino.

A renderlo così negativo una serie di cause che possono, in breve, essere così riassunte.

Per iniziare la triste constatazione nell’apprendere, dalla lettura dei giornali, che ben tre quotidiani locali su quattro hanno “bucato” la notizia relativa al suo messaggio in ricordo di Giacomo Mancini, nell’anniversario della scomparsa. Ma come!? Lui, il Sindaco della rottura con il passato, che si lasciava andare ad un condivisibile quanto sentito ricordo di Giacomo Mancini, “in spregio ad accordi ed alleanze e con tutto quello che quel messaggio avrebbe significato” (n.d.a.), che non veniva neanche citato dai quotidiani per questo riconoscimento postumo. Neanche se a mandare il comunicato fosse stato l’ultimo degli uomini politici di questa regione.

Ripresosi dallo stupore, deve esser sobbalzato nel prender nuovamente coscienza che nella maggioranza che lo sostiene non tutti hanno un  “comune sentire” sulle vicende amministrative di Palazzo dei Bruzi. Del resto come è possibile condividere con siffatti compagni di viaggio una strategia se proprio questi, e ad ogni piè sospinto, annunciano ed a gran voce le proprie diversità (politiche) senza neanche sentire il dovere di rispettare l’accordo non scritto di lavare in famiglia i propri panni sporchi? A tenere banco, stavolta, l’ “affaire” Barresi secondo il quale, almeno a leggere le cronache locali, frange autorevoli dei DS avrebbero già defenestrato il Dirigente dell’Ufficio del Piano fortemente voluto proprio dal Sindaco.

Ma la lettura delle brutte notizie non è certo finita lì. Infatti, dopo un po’, Perugini ha  dovuto fare i conti con quelli che potrebbero essere definiti “i pizzuluni” che  i parenti/serpenti, ovvero i cugini di Rende, non perdono tempo di rivolgergli. Qualche giorno fa ci ha pensato addirittura il Sindaco Bernaudo, compagno-amico-alleato nella scorsa campagna elettorale, frenando bruscamente sul progetto dell’area urbana. Sabato, a rincarare la dose, è intervenuto un fedelissimo di Principe, Pietro Ruffolo, che ha ricordato ai cosentini che vent’anni prima, a Rende, l’allora sindaco Cecchino Principe, aveva già introdotto, per il controllo e la sicurezza del territorio, l’uso delle telecamere. A voler rimarcare che se Perugini è a corto di idee può andare a Rende a farne una scorpacciata.

Qui il Sindaco ha veramente perso la pazienza e mentre rimuginava su un’improbabile risposta al vetriolo (che non è nel suo stile) è arrivata la ciliegina sulla torta, ovvero il dichiarato forte dissenso espresso dal Presidente del Consiglio Sammarco, in Commissione Bilancio, che ha censurato, senza mezzi termini, l’atteggiamento di Sindaco ed Assessore al Bilancio rei di non averlo coinvolto nella stesura dello strumento contabile del Comune di Cosenza.

A questo punto si sono perse le tracce di Salvatore Perugini, anche se i bene informati riferiscono di averlo visto di fronte l’altare della Madonna del Pilerio, nel Duomo di Cosenza, nell’atto di accendere un cero alla patrona della città.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

Gruppo Consiliare della “Grande Alleanza con RNP”

 


6 Aprile 2007

LA VERITA’, NIENT’ALTRO CHE LA VERITA’

 

Le paventate “lacrime e sangue” sbandierate dagli amministratori comunali di Cosenza lentamente si materializzano nei portafogli dei cosentini.

E’ la logica conclusione di una campagna mediatica che, scagliandosi contro un passato reo, secondo alcuni, di aver portato le casse comunali sull’orlo del baratro, prova al contempo a cancellare dall’inconscio collettivo le imbarazzanti connivenze che gran parte degli amministratori attuali hanno con quelle esperienze da rimuovere.

Se bastassero solo le parole a creare la, o le verità, ognuno costruirebbe la propria ragione a piacimento. Ma la realtà è cosa ben diversa. La memoria arriva in soccorso di chi si vorrebbe annientare, e i tentativi di cambiar solo il nome ai padroni del vapore miseramente falliscono sotto il peso delle bugie.

E chi ha fardelli meno pesanti dei quali render conto, come ad esempio il sindaco Perugini, diventa suo malgrado, per accordi presi e riconoscenze dovute, colpevole al pari di coloro i quali per i loro trascorsi sono responsabili di questo presente.

Nel gioco delle parti, è bene chiarirlo, Perugini ha un ruolo da comprimario. Avrebbe potuto, se ne avesse avuto la voglia e la forza, liberarsi di quel tempo che ritiene scomodo, ma non può rinunciare, né agli entusiasmanti progetti ereditati dall’era Mancini, né alla squadra di governo che è figlia dell’epoca del leader socialista.

Ma i cosentini sono stufi di queste estenuanti polemiche. Non comprendono se le responsabilità del passato alle quali Perugini allude siano di natura giudiziaria o meramente politica.

Perché a seconda dell’una o dell’altra ipotesi gli scenari sarebbero inevitabilmente diversi.

Innanzitutto: c’è del dolo in questa “voragine” che condiziona così pesantemente la vita di ciascuno di noi?

Se la risposta fosse affermativa, l’attenzione dovrebbe rivolgersi più che verso i politici verso i burocrati, intendendo in questo senso i dirigenti del Comune che per legge esprimono il proprio parere sugli atti amministrativi. Fino ad oggi Perugini non ha mai tirato in ballo il personale dell’ente, ergo, parlando di responsabilità è evidente che si riferisca a quelle politiche.

Ed allora parliamo dei protagonisti delle compagini politiche che hanno sostenuto le giunte Mancini prima e Catizone poi, non prima di aver fatto una doverosa premessa: non si può giustificare la propria inattività amministrativa addossando le colpe ad altri. E soprattutto, non si può addossare la colpa a chi non può più difendersi. In questo concordiamo con Giacomo Mancini Junior. Perché non si è scelto di criticare ed attaccare Mancini quando era ancora in vita?

Eccoli, dunque, i “fieri oppositori” che con tanta solerzia approvavano con pareri tecnici, voti in giunta o in Consiglio bilanci e decisioni.

L’elenco dei “pentiti” è lungo ma è necessario.

Non possiamo non partire dal Sindaco Perugini, Consigliere Comunale dal 1997 e successivamente Presidente del Consiglio. Perugini sotto la Catizone passò addirittura dall’opposizione alla maggioranza nonostante il “responso elettorale” avesse parlato chiaro. Roberto D’Alessandro, Consigliere e Assessore della Giunta Catizone. Maria Francesca Corigliano Assessore di Mancini  e Vice-Sindaco con la Catizone.

Salvatore Dionesalvi, Consigliere ed Assessore con la Catizone ed il suo capogruppo Carlo Salatino, per un periodo Presidente del Vallecrati.

Tra i DS Maria Lucente Consigliere di maggioranza e Assessore con la Catizone, Enrico Carnevale già Presidente del Consiglio, Damiano Covelli Consigliere. L’indecisa Carmencita Furlano e per l’Udeur Salvatore Magnelli, Francesca Lopez  e l’attuale Vice-Sindaco Giancarlo Morrone.

E ancora, Amedeo Pingitore ed Agostino Conforti. Menzione a parte merita l’On. Franco Ambrogio che a fianco di Giacomo Mancini ha trascorso gran parte della sua parabola politica comunale degli ultimi17 anni (sic!). Presidente Amaco, poi assessore con la Catizone. Un esempio di rara longevità “politica”.

E senza dire dei tanti che hanno beneficiato negli anni di consulenze o incarichi pagati con quei soldi che oggi si scopre non essere più nelle casse del Comune.

Questa è la verità per dirla tutta.

Chi scrive non ha avuto né chiesto nei dodici anni di giunte Mancini prima e Catizone poi né incarichi, né consulenze, né contributi, né altro che possa accomunarci a coloro che pur avendo ricoperto ruoli di primo, secondo o terzo piano, oggi demoliscono una stagione che fu tra le più significative per la nostra città.

Una città che paga un prezzo altissimo per rancori e veleni che non si placano.

Nel “Rapporto alla città”, atto di coraggio ed onesta intellettuale avrebbero imposto al Sindaco un intervento di altro tenore.

Avremmo gradito proposte di spessore: più soldi alle manutenzioni per dare più risposte ai cittadini. Nessun aumento delle imposte che potranno essere incrementate solo dopo aver offerto ai cosentini i servizi per i quali già pagano ingenti somme. Nessun posto di lavoro perso nel rispetto anche di tutte le situazioni lavorative che oggi sono presenti in città, perché individuare ruoli diversi per cooperative sociali non può significare mettere per strada chi oggi, ad esempio, cura la pulizia dei palazzi comunali.

Più soldi ai dipendenti comunali ed ai Vigili Urbani per straordinari che a volte si rendono necessari per garantire una qualità vita migliore.

Azzeramento delle costose consulenze (non ce ne vogliano gli amici Franco Santo ed Enzo Aprile o la Dirigente esterna Capo Sabina Barresi) e riduzione del numero di assessori per dare un seguito concreto alla sbandierata politica del rigore.

Avremmo voluto sentir parlare di una filiera istituzionale già in moto per il rilancio di Cosenza o, grazie ai buoni uffici di qualche “prezioso” alleato, del reperimento di nuove forme di finanziamento per opere e attività nella città.

Avremmo gradito che non si parlasse di discontinuità o fine di un ciclo ma di come l’esperienza Mancini poteva e doveva diventare il punto di partenza di una nuovo percorso che proiettasse Cosenza verso traguardi ancora più ambiziosi.

Avremmo gradito che queste cose il Sindaco le dicesse ma non le ha dette. Tuttavia, siamo fiduciosi che a breve possa dirle, il che significherebbe consentire anche a noi di sostenere la sua azione di governo con quell’amore e quel disinteresse che fino ad oggi hanno caratterizzato la nostra attività politica.

 

Sergio Nucci                                                                           Carmine Vizza

 

Consiglieri Comunali di Cosenza

Gruppo Consiliare della “Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno”

 


 

5 Aprile 2007

 

MINACCE A MANCINI

 

"Se parli ancora per te sono guai. Conosciamo l'asilo di tuo figlio". Questo il testo anonimo recapitato per lettera al deputato dello Sdi Giacomo Mancini, capogruppo della Rosa nel Pugno in commissione antimafia. A rendere noto l'episodio e' stato lo stesso parlamentare calabrese al quale sono giunte numerose attestazioni di solidarieta'. (AGI) 

 



23 Marzo 2007

 

I CITTADINI FANNO RAPPORTO AL SINDACO

 

 

Il Sindaco Salvatore Perugini ha finito da pochi minuti la rappresentazione dell'atto unico del dramma (o era una farsa?) "Rapporto alla città". I pochi spettatori presenti non hanno risparmiato critiche alla mediocre performances del primo attore che ha palesato le carenze a tutti noi note.

C'è da augurarsi che dopo una fiasco così clamoroso il capo compagnia della Regione vorrà rivedere e l’ attore e il dramma (o era una farsa?).

Per il futuro sarebbe opportuna la rappresentazione di un nuovo soggetto “I Cittadini fanno rapporto al Sindaco”. Ad interpretarlo i tantissimi cosentini “pentiti” di aver votato questa maggioranza.

 


 

22 Marzo 2007

 

LETTERA AL DIRETTORE DI CALABRIAORA

 

Egregio Direttore,

la stampa ha dato ampio risalto all’iniziativa dell’Amministrazione Comunale di incontrare la cittadinanza presso il Cinema Italia per quello che è stato chiamato “Rapporto alla città”, ed al quale prenderanno parte il Sindaco Salvatore Perugini ed il Presidente del Consiglio Franco Sammarco.

A parte l’inusuale tempistica (non è trascorso neppure un anno dalle elezioni) e la presenza del Presidente del Consiglio Comunale (che sia una iniziativa dell’intero Consiglio che della questione non ha mai dibattuto?), la cosa che sembra ai più strana è la grande incertezza sulle comunicazioni che Salvatore Perugini rivolgerà alla città.

Confesso che anche io, che sono un po’ più addentro di altri sulle questioni “comunali”, poco o nulla so di cosa si discuterà. Ho cercato, ripercorrendo i 10 mesi di sindacatura Perugini, di trovare le ragioni per fare “Rapporto alla città”, ma non ho trovato nessun elemento che mi venisse in aiuto per comprendere una simile iniziativa.

Del resto, in questi mesi nulla di rilevante né è stato avviato né ha trovato conclusione, (leggi traffico, igiene urbana, manutenzione, lavori pubblici) ma allora perché parlare alla città? Per ribadire una “imbarazzante” continuità con il recente passato?  L’allora Sindaco Mancini ci aveva abituato a questi incontri, ma lui aveva molto da dire ai suoi concittadini. Perugini cosa mai potrà dir loro?

Le ipotesi che si fanno sul tema del giorno sono diverse ma alcune sembrano più suggestive di altre. E se mi permette Le sottoporrei a Lei ed ai Suoi lettori.

Partirei certamente dall’ipotesi fantasiosa. Sulla scia della scarsa produttività dell’Amministrazione, il Sindaco, sua sponte, ha deciso di azzerare l’attuale giunta procedendo ad un rimpasto. Vista l’importanza del gesto, a nemmeno un anno dall’ elezione, l’atto così dirompente ha bisogno del sigillo popolare che a gran voce reclama la risoluzione dei tanti problemi.

C’è poi l’improbabile. Perugini confessa  che non ha né la voglia né, soprattutto, la forza di realizzare il programma elettorale votato dai cosentini, motivo per il quale, a muso duro, affronta l’uditorio al quale candidamente dichiara che, contrariamente a ciò che si fa nella vicina Rende, procederà all’aumento dell’ICI anche e soprattutto sulla prima casa.

Esiste poi la teoria drammatica.  Accompagnato dal Presidente del Consiglio, in qualità di alter ego, il Sindaco comunica che viste le condizioni di cassa, che naturalmente né lui (consigliere comunale da 10 anni) né chi sta con lui (Assessori e Consiglieri presenti nelle giunte passate) potevano conoscere, e “riconosciuta l'impossibilità di continuare l'impari lotta contro la soverchiante” congiuntura economica, “nell'intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla” città annuncia il dissesto e si dimette.

L’ultima, infine, che definirei l’auspicabile con la quale Perugini con slancio e determinazione afferma che per governare Cosenza c’è bisogno di tutte le forze sane della città, soprattutto di quelle che fino ad oggi hanno dimostrato, anche se all’opposizione,  intelligenza e preparazione. A questo punto colpo di teatro con Perugini che ufficialmente apre alla Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno ed invita i consiglieri dalla GARNP, presenti in sala, a salire sul palco tra le ovazioni dei presenti.

In verità, egregio Direttore, non credo che nessuna di queste ipotesi troverà conferma, e probabilmente, oltre all’autocelebrazione e ai crudi  appelli ai sacrifici lacrime e sangue poco altro ascolteremo. Anche se…. vorrei tanto sbagliarmi.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

Gruppo Consiliare “Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno”

 


12 Marzo 2007

 

CHE BELLA CALABRIA!

 

Che bella Calabria quella che emerge dalle inchieste di Rai 3.

In verità è la Calabria che tutti conosciamo e contro la quale ognuno di noi fa qualcosa, o pensa di fare. La morale è sempre la solita: da noi c'è una classe politica che non riesce neppure più ad autoreferenziarsi e che trova solo puerili scuse per giustificare l'insipienza, il pressapochismo, l'inettitudine che ne caratterizzano l'azione.

 


 

23 Febbraio 2007

SI E' DIMESSO

 

Si e' dimesso Franco Sammarco. Ora vedremo cosa succederà al Comune di Cosenza.

 


16 Febbraio 2007

 

IL DUBBIO DI PERUGINI

 

"Al fine di migliorare la produttività degli uffici dei lavori pubblici e del personale, è meglio scorporare l’Assessorato al Personale dalla delega ai Lavori Pubblici, o scorporare dall’Assessorato ai Lavori Pubblici la delega al Personale?"

 


 

13 Febbraio 2007

 

DOCUMENTO DEI GRUPPI DI MINORANZA

 

I gruppi di minoranza del Consiglio Comunale di Cosenza:

 

  • preso atto dell'indecoroso comportamento dei consiglieri di maggioranza che in data odierna hanno disertato l'aula al momento della fase finale della discussione sulla petizione popolare in favore della istituzione di una facoltà universitaria nel centro storico di Cosenza;
  • considerato che il Presidente del Consiglio, con la sua decisione di sospendere la seduta, togliendo la parola ad un consigliere cui era già stata concessa, si rendeva di fatto garante degli interessi della maggioranza,venendo meno al suo ruolo istituzionale "super partes";
  • verificato che ai consiglieri di maggioranza interessano più le questioni interne al loro raggruppamento anziché la risoluzione dei problemi della città;

 

tutto ciò premesso:

 

occupano simbolicamente l'aula consiliare e decidono di non partecipare alla seduta del 14 Febbraio 2007 in segno di protesta contro la maggioranza che sgoverna  Palazzo dei Bruzi.

 

 

Fabrizio Falvo A.N.

Sergio Bartoletti Gruppo Misto

Massimo Bozzo e Massimo Commodaro UDC

Vincenzo Adamo, Sergio Nucci e Carmine Manna GARP

Francesco Gaudio RC



9 Febbraio 2007

 

VORREI DIRE LA MIA

 

Pregevole il lavoro svolto per l’onomastica cittadina dalla commissione di saggi nominata dal Sindaco Perugini. Per alcuni versi assolutamente innovativo. Salta agli occhi però, la constatazione che in una ricognizione così certosina siano assenti alcuni personaggi non del tutto estranei alla storia della città.

Non me ne vogliano gli esimi commissari se mi permetto di suggerire anch’io alcuni cosentini ai quali è giusto che la nostra comunità tributi un riconoscimento.

Ricordo che già in passato, con una mia decisa presa di posizione, feci intitolare una piazza ad un cosentino caduto nell’oblio un tal Michele Bianchi che aveva come unico torto quello di essere finito sui libri di storia.

Fiducioso per il precedente, dunque, mi accingo a sottoporre alle autorità competenti le mie indicazioni.

Comincerei con il segnalare Orlando Mazzotta, illustre avvocato del foro cosentino, che  rappresentò nel corso della carriera un esempio di probità e correttezza.

Mi farebbe piacere venisse ricordato Fausto Lio, sindaco della città negli anni settanta, che guidò il comune con serietà e passione.

Prendendo spunto da una dichiarazione del Sindaco Perugini di qualche mese fa, terrei a mente Francesco Gallina, importante giornalista cosentino recentemente scomparso.

E vado oltre, ricordando due figure (per le quali è agli atti una richiesta di intitolazione firmata da tutti i consiglieri comunali) la cui assenza nell’elenco presentato suona quasi come oltraggiosa per la comunità che li ha visti protagonisti sempre nel bene ed a favore della propria gente. Parlo di Guglielmo Nucci e Pasquale Perugini. Direttore dell’Ufficio Regionale del Lavoro e più volte membro del governo il primo,  Presidente della Regione Calabria e successivamente parlamentare il secondo.

Di loro il ricordo in città è ancora vivo tanto che in molti hanno notato che in un elenco così articolato non abbiano trovato ospitalità persone di questa moralità e di questa statura.

Che gli esimi commissari fossero certi che questa città avesse già tributato loro il dovuto riconoscimento?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

 


 

5 Febbraio 2007

CHI SA, PARLI!

 

Covelli ha indubbiamente ragione: si faccia finalmente luce su quanto è avvenuto nella città di Cosenza negli ultimi anni.

L’appello del capogruppo diessino non deve cadere nel nulla nonostante ci sia forte il dubbio, ma di questo non c’è conferma, che Covelli chieda l’intervento della Commissione Antimafia perché consapevole che questo organismo parlamentare non ha alcun potere di indagine su questioni che poco hanno a che fare con la mafia.  Al massimo, nella nostra città, potrebbero configurarsi reati di associazione a delinquere semplice, consumata tra ingordi politici in cerca di consensi e/o finanziamenti e spregiudicati operatori di natura tanto varia quanto pericolosa, ma sicuramente non di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Tuttavia, ragionando in positivo e prendendo il meglio dalle parole di Covelli, è indubbio che il forte richiamo alla legalità va colto e girato paro paro, se non alla Commissione Antimafia, almeno alla magistratura cosentina inquirente che farebbe bene, innanzitutto, ad ascoltare Covelli, che da come parla sembra essere persona informata sui fatti, ed eventualmente, se ce ne fosse la volontà, a rileggere un po’ di interrogazioni che la Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno ha presentato fino ad oggi al Sindaco Perugini e dalle quali (interrogazioni) potrebbe venire fuori qualche utile spunto per un volenteroso magistrato in cerca di fatti e non di scoop. Il tutto, naturalmente, in tempi ragionevolmente brevi, prima cioè che qualche furbetto del quartierino confonda a tal punto le carte da rendere vano l’intervento perfino del più astuto degli investigatori.

E allora,  tutti con Covelli e la buona amministrazione a conferire con i magistrati che vorranno mettere le mani in questi ultimi spinosi anni di vita politico-amministrativa della nostra città, Noi il nostro lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo e probabilmente, visto come vanno le cose, continueremo a farlo. Non ci fermeranno certo le allusioni, le velate minacce e le accuse dette e non dette. Andremo avanti come carri-armati pronti a far valere le ragioni dei concittadini che ci hanno consegnato un patrimonio di voti considerevole.

Orsù, dunque, che si faccia chiarezza. Chiarezza anche sui candidati inquisiti alle scorse elezioni amministrative, su quelli inquisiti successivamente e, con un po’ di “fortuna”, su quelli che inquisiti…. lo saranno.

 


31 Gennaio 2007

 

I FACCITUOSTI 4

 

La stampa locale ci conferma che in una trasmissione televisiva nazionale, un deputato cosentino ha affermato che sullo stemma della città di Cosenza è raffigurato un Castello.

La notizia, rapidamente diffusasi in città, ha creato un po' di scompiglio sopratutto a Palazzo dei Bruzi dal momento che  sembra che il Sindaco Perugini, per non smentire il buon amico nonché alleato, stia pensando di modificare il comma 9 dell'articolo 1 dello Statuto nel quale lo stemma della città viene espressamente descritto così: "Sette Colli su fondo azzurro attraversato in basso da un fiume".

La nuova versione, secondo i bene informati, dovrebbe essere la seguente: "Sette Colli, di cui uno con castello, su fondo azzurro attraversato in basso da un fiume".

C'è solo un piccolo problema: se poi il Castello non lo mettono sul Pancrazio?


Leggi l'articolo 

 


 

23 Gennaio 2007

 

IL CONSIGLIERE TEMPISTA

 

Credo che il mio tempismo sia incontestabile. Lo dimostra il fatto che  diverse mie interrogazioni vengono ripresentate, anche se a distanza di mesi (Aroldo Tieri – Cimitero etc.), da colleghi del consiglio a riprova, se ce ne fosse bisogno, che i problemi li conosco e li affronto con la dovuta determinazione.

Solo un appunto: qualche giornalista nel ri-pubblicare le notizie dovrebbe, quantomeno, fare riferimento a chi i problemi li ha sollevati per primo.

Ciononostante nessun problema. Se in questa città la cooperazione è necessaria per eliminare le situazioni di disagio che ben vengano i "rinforzini" e poi, come si dice…repetita juvant.

 


 

13 Gennaio 2007

 

I FACCITUOSTI 3

 

Il pesante j’accuse di Gianluca Greco Presidente della Commissione Bilancio del Comune di Cosenza, che la stampa riporta con giusto risalto, testimonia il perdurare di una tragicomica navigazione a vista che l’amministrazione Perugini sta conducendo in città.

Ad una analisi superficiale, l’amarezza e lo scoramento per lo scarso attaccamento ai lavori di commissione da parte dei rappresentanti della maggioranza, potrebbero apparire come alla base dello sfogo che Greco consegna all’opinione pubblica, ma non è così, o meglio, non è solo così.

L’esponente diessino non ha peli sulla lingua quando nel constatare nessun interesse, da parte dei suoi alleati, verso il Bilancio di Previsione, invoca, quasi a dispetto, una serie di provvedimenti, tutti politicamente rilevanti, come la chiusura della Multiservizi, il dimezzamento delle indennità ai consulenti esterni ed, in ultimo, la revoca della convenzione alla Maggioli, società che dal 2004 cura la riscossione dei tributi in nome e per conto del Comune di Cosenza.

Proprio su quest’ultima richiesta, però, si sono addensate le nubi più cupe. Il perchè è presto detto: è comprensibile che si invochino provvedimenti sulla Multiservizi, società in perdita e difficilmente risanabile; è auspicabile un maggior rigore economico nei confronti dei consulenti esterni vista anche la condizione delle casse del Comune di Cosenza, ma perchè inserire nel  ragionamento anche la Maggioli?

C’è qualche passaggio che evidentemente sfugge ma che, siamo certi, Greco, sollecitato, vorrà prontamente chiarire.

Al momento si possono azzardare solo ipotesi. Ad esempio che la Maggioli non svolga con solerzia ed efficienza i propri compiti. O forse che non ottemperi alla riscossione nei tempi o nelle modalità concordate. O che non sia del tutto chiara la natura dei rapporti esistenti tra esponenti politici e vertici societari.

Non si sa. Non rimane altro che attendere che il Presidente della Commissione Bilancio motivi la sua uscita e faccia capire anche a noi, comuni mortali, cosa c’è veramente dietro il suo intervento.

Per intanto una cosa la rileviamo: questa maggioranza qualche problemino ce l’ha.

Se alcuni presidenti di commissione decidono di rimettere il mandato o se alcuni consiglieri di maggioranza esprimono seri dubbi sull’operato di esponenti di Giunta, qualcosa che non va nel verso giusto deve esserci. I distinguo così decisi che di tanto in tanto fanno capolino tra le pagine dei quotidiani qualcosa vorranno pur dire.

Una spiegazione potrebbe forse trovarsi in una delle tante leggende metropolitane, che al Comune abbondano, secondo la quale questa maggioranza sarebbe composta da due categorie di persone: quelli che eletti dal popolo vogliono realizzare il programma per il quale hanno chiesto voti alla cittadinanza, e quelli che, forti di posizioni di privilegio, di giuste amicizie e di non meglio definibili pressioni, riescono a contrattare assunzioni in supermercati o cooperative, incarichi per parenti o amici o, magari, attenzioni particolari da parte di società che lavorano per il comune.

Al momento sono solo voci. Voci maliziose certo, ma che vale la pena di verificare se è vero che compito degli eletti è anche quello i vigilare sulla trasparenza e l’imparzialità dei comportamenti e degli atti.

Ma se a controllare sono i controllati?

 


 

9 Gennaio 2007

 

I FACCITUOSTI 2

 

Quello che mai ci saremmo augurati si sta avverando: toccato il fondo stanno cominciando a scavare.

La pericolosa deriva dell’amministrazione di Palazzo dei Bruzi si è concretizzata già fin dai primi giorni dell’anno nuovo.

Le danze le ha aperte l’assessore D’Alessandro che anziché rispondere ai rilievi mossi dal giornalista di Calabriaora circa presunte minacce proferite al telefono, ci ha comunicato con una disarmante dichiarazione che “Uno degli aspetti ai quali questa Amministrazione Comunale riserva maggiore attenzione è quello di garantire alla cittadinanza i servizi minimi essenziali, tra questi il buono stato di manutenzione del manto stradale della rete viaria cittadina”.

Sempre nella stessa nota stampa diffusa dal comune ci informano che “in attesa che ciò si realizzi (e cioè il buono stato del manto stradale) il settore manutenzione ha compiuto un dettagliato sopralluogo delle “buche” esistenti in città”.

Ma quanto siamo fortunati. A Palazzo dei Bruzi dopo circa sei mesi di attività sanno quante e quali buche sono presenti in città.

La domanda nasce spontanea: adesso che conosciamo ubicazione e numero quanto tempo ci vorrà per coprirle? Vedremo.

Ma non finisce qui. A pensar bene di gettare benzina sul fuoco ci pensa la Befana della Giunta, alias la collega Lopez che, in un simpatico siparietto a Palazzo dei Bruzi il 5 di gennaio, da regali e voti ad amministratori e collaboratori con ironica severità.

A ben leggere le note recitate c’è da capire che la consigliere Lopez ed  suoi compagni di cordata (leggi UDEUR n.d.a.) non sono affatto teneri nei confronti della Giunta se è vero che l’assessore Veltri è introvabile nel suo ufficio (regalo: manette per legarlo al posto di lavoro), che l’On. Ambrogio è uno che pensa solo a salvarsi il posto in qualsiasi condizione (regalo: un salvagente per restare a galla con ogni mare), che l’assessore D’Alessandro racconta favole (regalo: un flauto magico incantatore) e che addirittura il segretario particolare del sindaco non svolgerebbe adeguatamente i suoi compiti (regalo: agenda per tener conto degli impegni del Sindaco).

Ogni commento è superfluo …e poi dice che uno si compromette…

 


5 Gennaio 2007

 

DI PIETRO A MASTELLA

OVVERO: ANDARE D'AMORE E D'ACCORDO

 

"Se Mastella dice che sono una zavorra morale haragione. Ne sono onorato. Vuol dire che tengo fermo chi, nella maggioranza, vuol realizzare cose immorali. La mia posizione non è quella di sommo moralizzatore. Io sono solo un politico che ha ricevuto un mandato. Ma mi sto rendendo conto che nella coalizione mi ritrovo sempre in solitudine quando si tratta di difenedere la questione morale. Una questione che non è stata ancora affrontata come si dovrebbe, né durante il governo Berlusconi, né con questo esecutivo di centrosinistra. Il fatto che si discuta ancora di questione morale, infatti, è la prova che non è stata risolta. La nostra maggioranza è divisa tra chi la vuole affrontare e chi no. Basta vedere le dichiarazioni di Prodi sull'indulto: prima ha detto che è una legge che non condivideva, poi che la rifarebbe. Una schizofrenia dettata dalle contraddizioni interne.
Il nodo non è Clemente Mastella. Lui è solo uno abituato con spregiudicatezza a cavalcare nicchie di consenso per tornaconto politico. Nella difesa del comma Fuda sulla prescrizione dei reati contabili, il suo tentativo è stato quello di ingraziarsi Fuda stesso e la miriade di amministratori locali chiamati a restituire davanti alla Corte dei Conti quello che hanno sperperato per negligenza o imperizia. Mastella conta di fare cassetta elettorale. Un mercimonio della politica che lascio a chi lo pratica. Ho chiesto a Prodi di convocare al più presto una riunione programmatica sui temi della giustizia e della questione morale dove decidere cosa realizzare e soprattutto come.
In merito al comma Fuda rivendico di aver chiesto l'intervento della magistratura. Perchè non è una questione politica: ci troviamo di fronte a un falso in atto pubblico. Al Consiglio dei ministri che si è tenuto prima del deposito del maxiemendamento quel comma non c'era. Quindi è stato inserito dopo l'approvazione. E solo un funzionario governativo poteva fare una roba del genere. Il mandante politico, poi, è da scoprire. Intanto voglio il nome del funzionario che ha tradito Parlamento e Governo. E che va cacciato subito via. Ho sventato il colpo di spugna che si voleva realizzare con quel comma. Il Premier è con me e lo ha dimostrato eliminando il comma all'ultimo Consiglio dei ministri. Ha fatto una scelta di campo che gli fa onore. Il problema, semmai, è per Mastella. Se dice che la prescrizione Fuda è giusta si sta opponendo al Premier e al Consiglio dei ministri. Li sta offendendo ipotizzando che sono tutti sotto il mio ricatto, mentre è lui a porsi sempre in termini ricattatori. Vada via dalla maggioranza, se non è contento. Perchè io, invece, ho intenzione di restare e di vigilare sulla questione morale"

 

Antonio Di Pietro

Ministro della Repubblica

 


30 Dicembre 2006

 

DICHIARAZIONE DI SERGIO NUCCI

 

Preoccupa fortemente il grave atto intimidatorio perpetrato ai danni del Procuratore Antimafia Luberto del quale si conoscono l'impegno e la costanza nella lotta alla criminalità organizzata.

Luberto in un momento così delicato non può essere lasciato solo, né possono essere lasciati soli coloro i quali svolgono il proprio lavoro per costruire una Calabria migliore per noi ed i nostri figli.

Auspico che al più presto nel Consiglio Comunale di Cosenza si possa dibattere sui temi legati all'emergenza criminalità e che anche l'assise cosentina possa far sentire la sua autorevole voce di condanna verso inqualificabili gesti come quelli che colpiscono oggi Vincenzo Luberto

 


29 Dicembre 2006

 

CONCERTO DI CAPODANNO IN CATTEDRALE

 

Si rinnova, anche per il 2007, l’appuntamento con il Concerto di Capodanno che si svolgerà come tradizione nel Duomo di Cosenza il primo gennaio. Giunta oramai alla sua ottava edizione, la manifestazione si articolerà in due momenti: si inizierà con la prima esecuzione mondiale della Sinfonia sulla Divina Commedia di Dante del grande musicista ungherese Franz Liszt, nella versione originale dell’autore per due pianoforti e coro femminile. A seguire le Laudi alla Vergine Maria, estratte dall’ultimo canto del Paradiso di Dante di Giuseppe Verdi per sole voci femminili. Partecipano tra gli altri i Maestri Fabio Falsetta (direttore artistico della manifestazione), Josè Nuñes Ares, Saverio Tinto e Maria Carmela Martire.

Nato per iniziativa di Sergio Nucci, l’appuntamento musicale nel Duomo di Cosenza si rinnova grazie, soprattutto, al fattivo interessamento di Don Giacomo Tuoto che fin da subito ha contribuito alla sua crescita non lesinando consigli e supporto. Anche questa edizione sarà gratuita e vedrà come protagonisti artisti cosentini i quali si esibiranno a titolo completamente gratuito nel rispetto delle intenzioni degli organizzatori di diffondere cultura ed arte gratuitamente.

 


21 Dicembre 2006

I FACCITUOSTI

In politica come in amore tutto è consentito? Parrebbe di si stante il titolo a nove colonne che un quotidiano locale dedica ad un provvedimento adottato dalla giunta Perugini e grazie al quale la nostra città diventerebbe leader in tema di diversamente abili.

Capisco che è Natale. Capisco che si è tutti più buoni e, quindi, più generosi nelle valutazioni. Mi riesce tuttavia difficile comprendere - ma non me ne voglia nessuno: è un problema mio - come si possa dare tanto spazio e con questa enfasi ad una notizia che è in netta contraddizione con la Cosenza che noi cittadini viviamo ogni giorno.

Non è certo pretendibile che un giornalista conosca tutto della città nella quale lavora, ma vivaddio non è un mistero che proprio Cosenza, in tema di diversamente abili, è tra le ultime non solo della nazione quanto del continente.

Basta, infatti, fare quattro passi tra i marciapiedi della città per vedere che a Cosenza non c’è uno, dico uno, scivolo per carrozzine libero da auto in sosta. Non c’è uno, dico un, marciapiede in condizioni d’essere attraversato senza pericoli da parte di un diversamente abile.

Poi, indubbiamente, con il nuovo talloncino “blu” predisposto dall’Amministrazione, si schiuderà per costoro un mondo tutto nuovo; quantomeno la possibilità di avere un documento riconosciuto anche all’estero che consentirà ai possessori, che ribadisco, a Cosenza non hanno assolutamente diritto di cittadinanza, di andare all’estero e trovare (lì si) miglior fortuna.

Sono basito. Se non ci fosse da piangere mi verrebbe da ridere al pensiero che per partorire questa svolta epocale ci sono voluti ben tre assessori (capite perché si produce così poco in giunta? Per una sola delibera occorrono tre assessori) e che questo scoop sia diventato per qualcuno un titolo da prima pagina, anche se locale.

Se fosse vivo il mai dimenticato Totò direbbe: “Ma mi faccia il piacere”.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

Gruppo della “Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno”


17 Dicembre 2006

 

IN RICORDO DEL MAESTRO ARTURO VELTRI


Molti cosentini hanno sinceramente pianto per la scomparsa del Maestro Arturo Veltri, uomo di scuola e che alla scuola ed ai suoi allievi aveva dedicato tutta la sua vita. Arturo Veltri è stato un faro in questa città. Per la serietà nel lavoro, per l'attaccamento alla adorata moglie ed ai suoi validissimi figli, per la bonomia del carattere, per l'innata disponibilità verso il prossimo, chiunque esso fosse. Uomo di altri tempi e di altri valori. Modello da seguire per quanto ha saputo fare e che dovrebbe diventare esempio per quelle generazioni che sembrano avere smarrito la via dei valori autentici. Vorrei che Arturo Veltri venisse ricordato nella sua città. Vorrei che tutti quelli che hanno ricevuto un po' dei suoi insegnamenti facessero qualcosa per onorarlo. Ricordo che prima della malattia, quando mi incontrava, era sinceramente contento di riconoscere in me alcune delle cose mi aveva trasmesso. Qualcuno ha scritto che le grandi soddisfazioni il Maestro Veltri le ha avute dai suoi figlioli, ognuno dei quali nel proprio campo ha raggiunto il successo. E' vero, ma solo in parte. Tantissime soddisfazioni Arturo Veltri le ha avute anche dai giovani della mia generazione ai quali tanto ha donato e che, come me, oggi lo piangono come se avessero perso un amico, un modello ...un Maestro.

 

Sergio Nucci


 

14 Dicembre 2006

 

LA "QUATERNA" DI NATALE

 

Mentre partiti e componenti della maggioranza che governa Palazzo dei Bruzi danno pubblico sfogo a mugugni e reprimende con disinvoltura disarmante, la città si trova ad affrontare le sempre più crescenti emergenze legate al periodo natalizio.

Traffico impazzito, assenza di controlli, sporcizia ed abbandono accompagneranno i cosentini verso il nuovo anno insieme alla speranza che il 2007 sia un tantino migliore rispetto all’anno trascorso. Non c’è che dire: le attese di quanti pensavano che le cose sarebbero cambiate in meglio sono state, almeno per il momento, mal riposte. E a nulla servono i roboanti proclami che l’Unione propone periodicamente ritenendoli sufficienti a placare la delusione di quanti hanno scelto Perugini e la sua coalizione.

La forza politica alla quale appartengo, attenta e responsabile, nonostante il ruolo di minoranza, ha offerto in questi mesi analisi e soluzioni ma si è scontrata col muro di gomma di un raggruppamento che non intende fare del dialogo e del confronto le sue armi migliori. Come gruppo non demordiamo. Sarà il tempo a ristabilire la verità su questa fase politica.

La scelta della “apertura” adottata nelle scorse settimane rende anche giustizia della mia voluta assenza dal dibattito politico. Non era la mancanza di idee a tacitarmi quanto la convinzione che altri, ravvisata l’urgenza del momento e considerati i segnali di ampia disponibilità provenienti dal mio raggruppamento, avrebbero trovato modi e opportunità per aprire una nuova fase politica foriera, questa si, di risultati apprezzabili per la comunità.

Ma dinnanzi a cotanto assordante silenzio mi trovo, mio malgrado, “costretto” a riprendere il mio faccia a faccia con Sindaco e Giunta utilizzando l’efficace (?) strumento delle interrogazioni.

Ed eccomi, dunque, calato nel ruolo di consigliere più prolifico di questo Consiglio. Per le imminenti festività ho preparato una serie di quesiti su argomenti importanti e ai quali delle risposte dovranno necessariamente arrivare. Se non a me almeno ai cittadini.

Sono quattro stavolta le interrogazioni che presento all’unisono e sulle quali spero si apra un dibattito almeno in consiglio comunale.

Brevemente le illustro, a beneficio di quanti non avranno possibilità di leggere i testi integrali.

Nel malloppo di carte che ho presentato al comune, per cominciare c’è l’interrogazione che riguarda le parking-card. In commissione trasporti ho appreso della volontà dell’amministrazione di estendere le zone blu di parcheggio a molte nuove aree cittadine attualmente non interessate. Ho, a tal proposito, chiesto di sapere se l’amministrazione intenda deliberare la gratuità della parking-card per ogni residente proprietario di immobile e riferita alla prima auto di proprietà. E se ancora intenda estendere questo privilegio a quanti con la loro attività commerciale pagano l’ICI nel capoluogo ed in ultimo concedere la parking-card a costi agevolati ai residentii e/o ai componenti i nuclei familiari degli stessi, proprietari di autovetture eccedenti la prima e a quanti hanno stabile occupazione in città.

Come si evince, la proposta se da un lato mira a non gravare i nostri concittadini di ulteriori balzelli a fronte di servizi offerti ridotti al lumicino, dall’altro potrebbe rivelarsi uno strumento per favorire il ritorno in città di tanti che oggi risiedono nei comuni limitrofi.

Altra interrogazione riguarda i problemi di via Parisio e via Frugiuele. In queste vie della città la concomitante presenza della Questura e di alcune scuole, unita alla chiusura del traffico veicolare in piazza Kennedy, determinano ogni giorno disagi indicibili e non solo per i residenti.

A poco o nulla valgono le lagnanze della cittadinanza che è abbandonata a se stessa senza che nessuno faccia nulla. Sporcizia, confusione, traffico, menefreghismo, affliggono i residenti, cittadini che al pari degli altri pagano le tasse e che al pari degli altri dovrebbero avere uguali doveri ma altrettanti sacrosanti diritti. Qui l’amministrazione latita completamente. Basti dire che proprio su via Frugiuele adducendo presunti motivi di sicurezza si è consumata la sottrazione di due ampi tratti di strada che vengono utilizzati dai dipendenti della Questura per parcheggio delle auto private.

Che il Sindaco voglia finalmente mettere mano ad una situazione che nel tempo si è trasformata in privilegio ingiustificato? Vedremo.

Ho poi interrogato il sindaco per sapere, vista l’impossibilità per alcune zone di procedere ad una adeguata pulizia di marciapiedi e sede stradale se non intenda disporre sulle vie cittadine dei divieti di sosta in giorni e orari stabiliti per consentire ad operatori ecologici ed agli automezzi spazzanti di pulire adeguatamente strade e marciapiedi sui quali, per l’assoluta incuria, sta nascendo addirittura l’erba.

In ultimo chiedo di voler invertire il senso di marcia nel sottopasso di via Pasquale Rossi che oggi porta da nord a sud e verso l’autostrada in direzione opposta, e cioè da sud a nord e verso l’autostrada.

In questo modo, mentre oggi il traffico interessa sia chi entra che chi esce dalla città, attuata la modifica, interesserebbe solo chi entra favorendo chi lascia la città ed eviterebbe gli ingorghi  nella rotonda di via Pasquale Rossi.

Credo che gli argomenti sollevati manterranno desta l’attenzione di sindaco e giunta anche in questo periodo di vacanze. Anzi, sono sicuro che appena lette le interrogazioni applicheranno immediatamente dei correttivi. Se non altro per invertire la tendenza avvertita dai nostri concittadini, ovvero che questa amministrazione abbia toccato davvero il fondo.

Ma se poi comincia a scavare?

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza

Gruppo della “Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno”

 


5 Dicembre 2006

 

 

"QUESTA CITTA' NON PUO' PIU' PERMETTERSI FRATTURE DA PERSONALISMI"

Franco Sammarco DS -Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza

 

“E’ bene fare il punto e dirsi la verità. Le cose non vanno al meglio I cittadini sono disorientati. La Città, civilmente, attende… Si dirà che il punto è dinamico; le cose potranno certamente migliorare, ma oggi non vanno al meglio. In determinati settori, quelli vitali perchè legati ai bisogni primari, si segna il passo. Vè, poi eppure, un difetto di comunicazione che è un aspetto della politica ai cittadini bisogna spiegare perchè le cose non vanno al meglio. Se andassero bene, non ci sarebbe bisogno di grandi esternazioni. Ciò perchè in politica la migliore comunicazione è il risultato. Ed in politica il risultato non può che essere il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini e l’eliminazione di ogni forma al disagio. Più o meno, dovrebbe essere così. Le casse comunali sono prosciugate. L’eredità ricevuta è senza dubbio pesante. Tuttavia, lo sapevamo. Eppure ci siamo detti pronti a fronteggiare una simile condizione. Possiamo dire che eravamo consapevoli. Del resto, la politica della “pesante eredità”, è destinata prima o poi ad annoiare, perché la gente vuole, pretende, ne ha diritto, una proposta, un progetto per andare avanti, senza voltarsi continuamente indietro, per realizzare condizioni di vita dignitose per tutti, per creare effettive pari opportunità, per consentire la giusta convivenza civile, per organizzare i criteri della vivibilità. La domanda, allora, è questa: siamo in grado di garantire i cittadini nella direzione appena tracciata? Credo di si, ma solo ad alcune condizioni.

La prima: questa Città non può più permettersi fratture da personalismi: la Città ha bisogno in questo momento particolarmente che tutte le sue forze sane collaborino alla elaborazione del progetto; che le forze autenticamente democratiche e popolari trovino momenti, di sintesi comune, in, un percorso quanto più possibile unitario, evitando conflittualità spesso inutili, sempre dannose per il bene della collettività 

La seconda: questa Città ha necessità di vedere affermate la S.a cultura e le Sue risorse umane, facendo riferimento a tutte le parti sociali, al mondo dell’associazionismo e del volontariato, sul piano sostanziale e non formale. Nessun progetto, ambizioso come quello che occorre, può prescindere da una simile convinzione. Occorre, cioè, recuperare la identità stessa della Città, restituendo ai cittadini il diritto di. partecipare ed il controllo dell’azione di governo, come unica condizione per il suo sviluppo sociale ed economico.
La terza: Non è più rinviabile la scelta dei Partiti di invertire la rotta, cioè di riappropriarsi il compito della elaborazione politica, del confronto, della proposta, della ragionevolezza, della opzione verso la tutela del bene della collettività. Così evitando tentativi di condizionamento delle decisioni, ma ancor prima delle scelte, spesso ispirate più dalla necessità di mantenimento degli equilibri, piuttosto che dalla individuazione di necessità e priorità; proporsi cioè come collettori dei bisogni diffusi, piuttosto che garanti di interessi particolari. 
Ancora una volta, solo la più larga partecipazione e la più diffusa democrazia
nelle decisioni e nelle scelte, restituirà ai partiti il vero ruolo, Il resto sovrastruttura.

La quarta: la Città ha bisogno di sicurezza e legalità, rispetto delle regole e riconoscimento dei diritti dei singoli, affrancando i cittadini da soggezioni clientelari 
L’ultima: affermare la discontinuità che non è rifiuto nè disprezzo per il passato ma che vuoi dire recidere i rami secchi anche quando si è contribuito alla cura della pianta.
Nella capacità critica sta pure .l’autocritica; e la capacità critica è la condizione
per la scelta migliore, che è infine 1.a condizione per la buona amministrazione,  questo mi pare. Non da politico, men che meno da politologo, da cittadino, oggi pure Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza."

 


4 Dicembre 2006

da: www.nuovacosenza.com

 

I DS attaccano il Comune. "Preoccupa l'immobilismo della Giunta"

 

"Manifestiamo viva preoccupazione per la situazione di immobilismo amministrativo dell'esecutivo municipale". E' quanto scritto in una nota diffusa al termine dell'assemblea degli iscritti della sezione dei Ds 'G.Sarcone' di Cosenza. L'assemblea e' stata introdotta dall'intervento del coordinatore Raffaele Zuccarelli. "Criticita' gravi e serie - prosegue la nota - non vengono affrontate con la dovuta determinazione. Insomma si ha l'impressione che ci sia un difetto di progettualita' politica. Sennonche' per essere forze di governo adeguate occorre essere portatori di idee. E, allora, c'e' bisogno che il partito, attraverso i suoi organismi e le sue rappresentanze istituzionali, assuma una forte iniziativa politica attraverso la quale ricercare di individuare soluzioni e risposte. Piu' specificatamente l'assemblea ha denunciato un'allarmante questione di legalita' che tocca l'intero territorio cittadino, ma che si acuisce paurosamente sul territorio del centro storico". "E allora c'e' bisogno - conclude la nota - di sperimentare forme di comunicazione diretta e immediata tra amministratori e amministrati. E' urgente aprire una nuova fase. E il partito deve essere protagonista, vivo e vitale, di questa nuova fase"


2 Dicembre 2006

 

Minoranza o opposizione ?

 

Fra qualche giorno partirà il grande concorso a premi della Amministrazione comunale di Cosenza su: La grande Alleanza con la Rosa nel Pugno è minoranza o opposizione?'".

Per partecipare basta essere cosentini, aver trascorso buona parte della giornata nel traffico urbano, aver calpestato qualche cacca di cane, essere caduto percorrendo uno dei tanti marciapiedi sconnessi della città ed essere rimasto insaponato sotto la doccia proprio mentre l'acqua andava via.

Ai vincitori sarà offerta dall'Amministrazione una visita guidata presso gli uffici della Regione Calabria dove potranno osservare nel loro habitat vari esemplari di "Politicus Nostranus" intenti nella vita di tutti i giorni.

Per maggiori informazioni basta rivolgersi a qualsiasi Vigile Urbano della città... a patto che ne troviate uno.

 

Sergio Nucci


28 Novembre 2006

da:

 

Loiero pronto a lasciare, si scalda il ds Minniti  
Si aggrava la crisi alla Regione Calabria: i ds scaricano il governatore per puntare sul potente viceministro dell’Interno

 

di Felice Manti

 

Milano. Le strade del governatore calabrese Agazio Loiero e quelle di Margherita e Ds sono sempre più lontane. La Quercia calabrese, forte di un sondaggio già commissionato da tempo, è pronta a rompere definitivamente con Loiero e ha già in mente il suo possibile sostituto: l'attuale sottosegretario all'Interno, il dalemiano Marco Minniti. E per la Regione si annuncia una lunga fase di commissariamento. Lunga quanto basta (si parla di maggio) perché i consiglieri «incassino» il diritto a maturare la pensione.  Ieri tra i palazzi della politica calabrese si parlava già di dimissioni «già pronte sulla scrivania» di Loiero e di uno stato maggiore del Botteghino calabrese deciso ad andare fino in fondo. Voci confermate anche prima del vertice di ieri sera tra Ds, Dl e il governatore Agazio Loiero. E infatti, a tarda ora, i diessini Nicola Adamo (che è anche vicepresidente), Doris Lo Moro e Demetrio Naccari Carlizzi (Margherita) hanno annunciato le loro dimissioni. «Costruttive», le hanno chiamate.
A spingere sul braccio di ferro sono i Ds,  forti di un rapporto che vedrebbe il centrosinistra guidato da Minniti, pur senza Loiero e il suo Partito democratico meridionale, con sei punti di vantaggio sul centrodestra. Più delle inchieste della magistratura su 24 consiglieri regionali, del possibile coinvolgimento di Domenico Crea, un eletto della Margherita, nell'omicidio di stampo mafioso dell'allora vicepresidente Francesco Fortugno e della richiesta di scioglimento anticipato del Consiglio regionale avanzata dal centrodestra, poté la gestione dei Fondi Ue.
Un piatto da 8 miliardi di euro per il periodo 2007-2013 che il governatore calabrese Agazio Loiero ha deciso di far gestire direttamente a un uomo di sua fiducia, Salvatore Orlando, direttore generale del dipartimento agli Affari europei e già autore del piano dei finanziamenti per la Regione Calabria nel periodo 200-2006. Tanti soldi, tantissimi soldi per una Regione dalla disoccupazione cronica, dove politica e affari continuano ad andare di pari passo e dove le intromissioni della 'ndrangheta nel business dei fondi comunitari sono certificate dalle inchieste aperte dalla magistratura calabrese.  E così, dopo il fallimento dell'ennesimo vertice convocato a Lametia Terme tra il presidente della Regione, i 12 consiglieri dei gruppi di Ds e Margherita, e i segretari regionali dei due partiti, iniziato domenica sera e finito alle 6 del mattino di ieri, si è cercata un'ultima disperata mediazione. «L'ufficiale di collegamento» tra la Quercia calabrese e Loiero è il capogruppo della Margherita in Consiglio regionale Enzo Sculco, la cui missione si è annunciata sin dall'inizio «impossibile».  Il partito di Rutelli adesso rischia di rimanere stritolato dai due contendenti visto che la rottura tra il Partito democratico meridionale di Loiero, la stessa Margherita e i Ds metterebbe a rischio altre amministrazioni in mano all'Unione calabrese, dalla provincia di Vibo Valentia e Reggio Calabria ai comuni di Lametia Terme e di Crotone. Per Ottavio Gaetano Bruni, coordinatore regionale del Pdm e presidente di una delle amministrazioni locali «in pericolo», la situazione «è prossima al precipizio. Una rottura sarebbe una catastrofe politica - ha detto Bruni -; l'Unione calabrese si dissolverebbe e bisognerebbe allora ridiscutere subito tutti gli assetti politico-amministrativi». Come dire: se salta la Regione salta tutto.
Il nodo del contendere è la nomina a direttore generale del dipartimento regionale agli Affari comunitari di Salvatore Orlando, già collaboratore del presidente del Consiglio regionale, il ds Giuseppe Bova, decisa qualche settimana fa da Loiero. Una nomina che ha fatto imbestialire i Ds,  che prima hanno votato contro, poi hanno deciso di «disertare» le riunioni della giunta regionale.
La mossa dei Ds sarebbe in realtà legata a una resa dei conti interna alla Quercia calabrese. La «fase due» del mandato del governatore era iniziata a luglio, quando i vertici nazionali del partito, con il segretario Piero Fassino in testa, avevano deciso di rimuovere i due assessori ds, il vicepresidente Nicola Adamo e l'assessore alla Sanità Doris Lo Moro, sembra su pressioni del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Bova.  La doppia rimozione sarebbe dovuta passare come «prezzo politico» da far pagare alla Quercia per riallacciare i rapporti con Loiero, mentre in realtà avrebbe soprattutto premiato l'ala degli scontenti della gestione Adamo, ex segretario regionale della Quercia. A spezzare le ambizioni di Bova, di Guccione e la strategia in Consiglio regionale del capogruppo Ds Franco Pacenza è stata la doppia inchiesta giudiziaria sullo stesso Pacenza, seguita a ruota da quella su Adamo. L'uno-due della magistratura sui vertici Ds ha di fatto legato le mani a qualsiasi trattativa con Loiero.
Da qui la decisione di «ripensare» la guida della Regione. Per cercare di mettere come governatore il potente Minniti e assicurare ai Ds piena libertà di movimento su settori strategici come i fondi europei (destinati comunque a finire a partire dal 2013) e quello più delicato della Sanità.
felice.manti@ilgiornale.it


24 Novembre 2006

 

Dall'intervento di Sergio Nucci del 23 Novembre in Consiglio Comunale 

 

Esprimo solidarietà al Sindaco. Sono convinto che dimostrerà piena estraneità ai fatti, contestati, così com e il collega Spataro. Stessa solidarietà esprimo ai dipendenti Tesi che sono presenti oggi con la speranza che almeno su questi temi, il consiglio trovi unione e non divisione. Mi auguro che vengano ascoltate parole dei colleghi Cavaicanti e Greco. Non ci sono dietrologie, nella speranza che forse da oggi nasca un nuovo corso per il Consiglio Comunale.


 


18 Novembre 2006

 

La GARNP esprime il cordoglio per la scomparsa di Carlo Bilotti

 

Il Gruppo della Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno partecipa con profondo dolore al lutto che ha colpito la Famiglia Bilotti per la scomparsa del nostro concittadino Carlo. I nostri sentimenti di dolorosa, umana, partecipazione al lutto della Famiglia Bilotti sono ispirati dalla grande considerazione che nutriamo per Carlo Bilotti, che negli ultimi anni, nel momento forse più difficile della storia recente della nostra Città, ha saputo donare ai nostri concittadini un prezioso strumento di riscatto culturale, sociale e civile. Nella determinazione con cui Carlo Bilotti ha perseguito la creazione del Museo all'Aperto Bilotti leggiamo il tratto tipico di quei figli della nostra Terra che, pur trovandosi fisicamente lontani, continuano ad avvertire i fremiti di dolore e le passioni per il riscatto della propria comunità natia, da cui giammai si separano con la mente e con il cuore. Il Gruppo della Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno avverte oggi non solo il naturale sentimento di commossa partecipazione per la scomparsa di Carlo Bilotti, ma pure la più viva consapevolezza che occorre profondere il massimo impegno perchè l'idea di riscatto di Cosenza, sottesa al dono del MAB, possa realizzarsi ad onore di Carlo Bilotti e di tutti i cosentini che, riconosciuti in terra straniera, non hanno mai dimenticato la propria comunità. Ai familiari tutti di Carlo Bilotti giungano le nostre più sentite condoglianze.

 


14 Novembre 2006

 

Che si vada verso il disgelo?

 

Le considerazioni del Capogruppo Saverio Greco su un presunto comune sentire con gli esponenti della Margherita circa la pianificazione dei fondi comunitari per lo sviluppo regionale, con particolare riguardo al ruolo che le città devono svolgere, credo vadano intese nel loro senso più nobile e alto: una opportunità per avviare un sereno e auspicabile confronto tra forze politiche notoriamente alleate nel governo della cosa pubblica.

Non sorprende più di tanto, dunque, che su posizioni come quelle chiaramente affermate dalla GARNP possano ritrovarsi anche gli amici diellini, nonostante oggi essi siedano su banchi opposti a Palazzo dei Bruzi.

Che sia il preludio di un ragionamento più ampio e nel quale ognuno sia chiamato a portare il proprio contributo?

Staremo a vedere, per intanto constatiamo che quella che ai più appare come una “convergenza parallela” è in realtà la logica consecutio di una formazione politica affine anche se non omologabile e, comunque, non incompatibile. Ed è realmente strano che ancora oggi, nonostante l’assenza di incompatibilità ed il constatato perdurare di situazioni di disagio per la città ed i suoi abitanti, qualcuno non senta la necessità di un improcrastinabile coinvolgimento più ampio e più ragionato, che il Sindaco individua nella sbandierata Amicizia Civica.

Sul significato dei ragionamenti degli esponenti della Margherita ascoltati a Belmonte il problema era ed è uno solo: si ha intenzione di vedere la bottiglia mezza vuota o mezza piena? Nel primo caso le asprezze e le scorie di una campagna elettorale condotta sopra le righe difficilmente potranno essere smaltite, anche con il passare del tempo, nel secondo, invece, interpretazioni ampie e attente potrebbero aprire la strada a quanti nell’attuale maggioranza concorrono alla realizzazione del credo programmatico del Sindaco.

Intelligenti pauca.

 

Sergio Nucci


 

13 Novembre 2006

Crisi alla Regione Calabria

Scambio di amorosi sensi tra DS e Loiero

 

Questa la nota diffusa dalla segreteria regionale dei DS: "Il comitato politico regionale dei Ds della Calabria  condivide pienamente la posizione assunta ed il voto espresso dagli assessori regionali Adamo e Lo Moro nell'ultima riunione dell'esecutivo regionale. Dopo diciotto mesi dall avvio della legislatura bisogna convenire che non c'e' altro tempo da perdere per un autentica riforma strutturale istituzionale e per una programmazione della spesa dei fondi europei, statali e regionali finalizzata allo sviluppo ed alla infrastrutturazione dei territori, alla crescita ed alla competitivita' del sistema calabrese''.


Molto dura la posizione dei DS. Altrettanto dura la reoplica di Loiero: "La situazione di crisi non incidera' negativamente sul profilo istituzionale che doverosamente abbiamo dato all'azione di governo. Se ci sono fibrillazioni nei partiti io me ne dolgo. Forse mi dichiaro impotente politicamente nella direzione che alcuni partiti si aspetterebbero''. Continuando ha aggiunto: " Per quanto riguarda infine la posizione dei Ds, troveremo nuovi deputati a farlo per la soluzione della crisi politica che si e' creata."

E ancora: ''Registro con amarezza che queste cose avvengono in un tempo cosi' delicato, mentre noi siamo sotto assedio. Il calendario va avanti anche perche' siamo in un momento delicato per la Regione''

 

Come si legge scambio di omaggi floreali tra DS e Loiero. Quanto durerà? Avrà ripercussioni sugli altri assetti istituzionali (Provincia e Comune)?
Nei prossimi giorni il seguito della telenovela.



 


9 Novembre 2006

 

L'Adnkronos diffonde questa notizia alle ore 13 e 52 di Giovedi 9 Novembre

 

''L'ESPRESSO'', Intercettate le "Rassicurazioni" di Morrone a Pacenza


Roma, 9 nov. - (Adnkronos) - ''Tanto il gip sara' trasferito il 20 (agosto, ndr)... E' un gip distrettuale... Ti posso garantire che tutti gli amici (...) Adamuccio, Nicola (Nicola Adamo, vicepresidente ds della regione Calabria, inquisito per un giro di finanziamenti
comunitari, ndr), Rino, Spagnolo, sono (...) tranquilli. E comunque ne esci senz'altro. Io mi devo muovere, Fra'''. Sarebbero queste, scrive ''l'Espresso'' sul numero in edicola domani, le ''rassicurazioni'' fatte dal deputato dell'Udeur Ennio Morrone a Franco Pacenza, il capogruppo Ds al consiglio regionale della Calabria arrestato con l'accusa di concussione, in un colloquio intercettato dai pm che sarebbe avvenuto lo scorso 18 agosto nel carcere di Cosenza. ''Un parlamentare della Repubblica, compagno di partito del Guardasigilli -sottolinea il settimanale-, che durante una visita in carcere spiega al collega ds di stare tranquillo. Perche' e' certo che ne uscira' senz'altro. Perche', in ogni caso, della questione e' al corrente il procuratore capo. E poi comunque sanno dove se la fa, il pm 'ladro e bastardo'. L'altra faccia della giustizia; il sotterraneo rapporto tra politica e magistratura. L'ultimo atto di una storia in cui di normale c'e' ben poco, e dove gli uomini in gioco sono di prima grandezza''.



8 Novembre 2006

 

Caro Franco Bruno ti scrivo

 

Le considerazioni avanzate dal senatore Bruno, e condivise dagli oriundi Naccarato e Santelli, circa l’opportunità di modificare la legge elettorale per le elezioni regionali in Calabria mi spingono ad alcune riflessioni.

Premetto che la mia formazione politica è molto simile a quella di Franco Bruno e, aggiungo, di Piero Minutolo, anch’egli intervenuto nel dibattito.

Abbiamo solide radici nella Democrazia Cristiana e nel Partito Popolare. Partiti di grande tradizione democratica e pluralista nei quali le opinioni diverse erano elemento di ricchezza e non di contrapposizione. Ciononostante, non posso non verificare che poco o nulla trovo di democratico e anche di cristiano nel ragionamento che Bruno fa e con il quale legittima la sua posizione. Anzi, se qualcosa noto, è la consapevolezza di una resa quasi incondizionata di fronte ad una situazione che, anziché risvegliare i propositi di ragionamento e di rivalsa, di cui Bruno è capace, lo tramortisce lasciandolo impotente spettatore di eventi e di fatti che non riesce a fronteggiare.

In sostanza Bruno, e questo lo sottolinea molto intelligentemente Minutolo, vorrebbe delegare alle segreterie dei partiti, o a qualche altro espediente, le designazioni dei prossimi candidati al consiglio regionale delegittimando di fatto, e ancora una volta, l’elettorato calabrese che ha il solo torto di vivere e in una regione nella quale atti e comportamenti di una ben individuata classe politica non hanno saputo mettere freno al dilagante fenomeno della ndrangheta.

Ed ecco la medicina sbagliata della quale parla Minutolo.

Bruno ritiene che delegando a terzi la possibilità di selezionare i quadri dirigenziali, si elimina il pericolo delle collusioni e delle camarille. Ma Bruno è in buona fede quando fa queste affermazioni? Sinceramente, per come lo conosco, ritengo di si.

Il senatore cosentino della Margherita non ignora certo che nelle scorse elezioni politiche i candidati, salvo rarissime eccezioni, sono stati scelti per logiche e meriti del tutto estranei a logiche e meriti politici.

Franco Bruno sa quanta sofferenza morale hanno provato anche gli elettori calabresi che pur di votare il proprio partito hanno dovuto bere l’amaro calice di premiare i “migliori” delle segreterie politiche.

E dove sono finite le critiche alla legge elettorale del centro destra?

Se non fosse che conosco l’onesta intellettuale di Franco Bruno abbastanza per non dubitarne, penserei che dietro questi ragionamenti c’è qualcosa di utilitaristico.

Neanche un improbabile condizionamento mafioso, onestamente marginale rispetto alla popolazione calabrese, può giustificare la riproposizione del pastrocchio elettorale ideato per le passate elezioni centellinando fedeltà, subordinazione e ricompense. E a nulla valgono le assicurazioni che altre assemblee, magari quelle delle primarie, si occuperanno della scelta dei candidati. E’ passato, e spero per sempre, il tempo  dei congressi celebrati conteggiando pacchetti di tessere di iscritti immaginari.

Io non credo che questa logica ci appartenga. Non credo neanche che possa essere una logica lontanamente riconducibile a chi pensava alla riforma elettorale come ad uno strumento di maggior democrazia. È molto simile invece alla logica dei Podestà o dei Commissari Politici ma non certamente a quella cattolico-democratica degli Sturzo, dei De Gasperi e dei Moro, che, chi ha la nostra storia, deve necessariamente testimoniare con il proprio impegno.

Caro Franco, e consentimi il caro visti i trascorsi, ritengo per come ti conosco, che la tua idea fosse animata dai migliori sentimenti, tuttavia, quando il rimedio è peggiore del male si può correre ai ripari anzi, si deve fare una sana e corretta “autocritica” … ma forse anche l’autocritica non ci appartiene.

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale di Cosenza


7 Novembre 2006

 

Lo sciopero dei dipendenti della Vallelcrati

 

Lo sciopero dei dipendenti della Vallecrati, programmato per il prossimo 16 Novembre, è assolutamente legittimo. Le condizioni nelle quali operano i dipendenti della Azienda a partecipazione comunale sono al limite della sopportazione. Stipendi non pagati, condizioni di lavoro insalubri, turni massacranti sono alla base della sacrosanta protesta.

E arrivato il momento che il Consiglio Comunale di Cosenza si faccia carico della questione e che anche i soci privati della Vallecrati dichiarino i propri intenti.

Se Cosenza vuole riacquisire la sua centralità anche nel settore della igiene urbana deve chiaramente tracciare la rotta e fare in modo che su progetti e proposte  si apra un dibattito che non escluda aprioristicamente la voce delle maestranze.

 

3 Novembre 2006

 

Sul caso CalabriaOra una nota di Sergio Nucci

 

"L'acquisizione dei messaggi di posta elettronica del Direttore di Calabriaora da parte della autorità giudiziaria, viola le più elementari norme di riservatezza garantite per ogni individuo ma ancor di più per chi come Paride Leporace svolge una professione nella quale la riservatezza e la discrezione sono elementi fondamentali nella ricostruzione dei fatti di cronaca.

Lascia perplessi come una parte della magistratura anziché agire in sinergia con le forze positive della regione, e Leporace ne è un esempio, diventi protagonista di vicende come quella che vede coinvolto il Direttore Calabriaora difficilmente comprensibili se non criticabili.

Auspico che in una regione ad alto rischio criminalità come la nostra possano prevalere sentimenti di solidarietà e collaborazione e non di sterile contrapposizione che finiscono con l’indebolire l’azione culturale di una certa stampa che sostiene e testimonia le ragioni della Calabria onesta”

 


 

27 Ottobre 2006

 

A proposito del Cimitero di Cosenza

 

Con il Consigliere Massimo Bozzo dell'UDC ci siamo occupati oggi della preoccupante situazione in cui versa il Cimitero di Cosenza.

La carenza di loculi che si registra è un problema che va affrontato con urgenza e determinazione. Facciamo in modo che il triste fenomeno delle liste d'attesa rappresenti solo uno spiacevole ricordo.

Seguiremo il problema.

 


 

26 Ottobre 2006

Leggiamo in questo Comunicato la garbata risposta del Sindaco Perugini:

 

In Consiglio Comunale le risposte a interrogazioni ed interpellanze

 

Ad interrogazioni e interpellanze si risponde in Consiglio comunale. Lo precisa il Sindaco Salvatore Perugini al consigliere Sergio Nucci, autore di quasi quotidiane note, inviate anche alla stampa.
Il Sindaco Perugini ricorda al consigliere che l’art. 29 comma 2 del Regolamento dei lavori consiliari prevede, per l’appunto, risposte ai quesiti dei consiglieri nel corso delle sedute assembleari.
A rispondere possono essere sia il sindaco che gli assessori competenti per materia.
Salvatore Perugini consiglia dunque a Nucci di pazientare fino alla prossima riunione.

 

 

Ci rallegriamo per la risposta inaspettata quanto gradita.

Ci esaltiamo per il riconoscimento della nostra attività "quasi quotidiana".

Ci sorprendiamo per la non condivisibile interpretazione della norma che riportiamo:

 

Art. 29

Interrogazioni, Interpellanze, Mozioni, Ordini del Giorno, Risoluzioni

1 - (omissis)

2 - Le interrogazioni sono rivolte ad acquisire informazioni o spiegazioni in ordine ad un determinato atto o fatto. Esse vanno presentate per iscritto. Possono essere presentate al Sindaco e rivolte alla Giunta. Può esserne richiesta risposta scritta. Il Sindaco o l’assessore delegato entro e non oltre quindici giorni, è tenuto a rispondere. Il Consigliere può richiedere che la risposta alle interrogazioni avvenga nella prima seduta di commissione utile.

 

Ogni commento appare superfluo .... o no?

 


25 Ottobre 2006

 

 

LETTERA APERTA AL SINDACO PERUGINI

 

Il Sindaco, il Consigliere e la Città “Normale”

 

 

sergio nucci newSignor Sindaco,

ho pensato lungamente all’appellativo per rivolgermi a Lei. Dal “caro”, comprensibile vista la parentela, al gentile considerati i Suoi modi sempre cortesi e educati, dall’egregio troppo formale e distante, al signore, semplice ma efficace e rispondente alla realtà se si pensa che signori…si nasce.

Trovata la forma passiamo alla sostanzaSignor Sindaco, da consigliere speravo, con le mie interrogazioni e i miei interventi in consiglio come in commissione, di avere risposte sulle tante emergenze che vive quotidianamente  Cosenza.

Ad oggi, tuttavia, e nonostante l’iperattività, unanimemente riconosciuta (anche a ferragosto sic!) le risposte ai quesiti sono state veramente scarse. Motivo per il quale  ho deciso di percorrere un nuova strada che affiancasse quelle già battute: la lettera aperta.

Ed è di questo che si tratta: una lettera rivolta a Lei e per conoscenza ai nostri concittadini, fiducioso che questa possa essere una nuova formula di dialogo più semplice e diretta.

In apertura una premessa doverosa perché mi ritengo intellettualmente onesto oltre che politically-correct: Lei, signor Sindaco, è persona stimata ed apprezzata come uomo, come professionista e come politico, e certamente non Le si possono, ad oggi,  addebitare i problemi grandi e piccoli della  nostra comunità nonostante i ruoli istituzionali da Lei ricoperti in passato (consigliere comunale, presidente del consiglio, vice-presidente della provincia). Ruoli nei quali forse si sarebbe potuto spendere maggiormente per denunciare lacune, incongruenze, storture e quant’altro, sempre secondo i bene informati, La stanno limitando oggi nella sua azione di governo.

Fatta la premessa, veniamo a noi.

Signor Sindaco, la sua amministrazione, congiuntamente con la maggioranza che la sostiene, ed Ella in testa, andate ripetendo che la nostra città, ovvero Cosenza, è una città normale.

Sono tante le volte che lo avete ripetuto che anche io, ogni tanto mi sorprendo a pensare “E se fosse vero?”

Tuttavia, riflettendo e rimuginando, ripensando e valutando non sono del tutto convinto di questo assunto. Vorrei chiederLe, nella maniera più rispettosa possibile, se quello che vedo è normale, o meglio se quello che vedo rende normale la nostra città. E via dunque con le domande.

Signor Sindaco, è normale che questa città viva assediata in un traffico perenne dal mattino quando si sveglia alla sera quando va a riposare? Che questo fiume di auto rumorose e inquinanti non possa essere diretto e regolato ma debba autodisciplinarsi secondo gli usi ed i costumi degli automobilisti? Che il parcheggio in doppia, terza e quarta fila sia la regola e non l’eccezione? È normale che non si veda neanche a pagarlo oro un vigile urbano nelle zone nelle quali c’è realmente bisogno di controllo e disciplina?

È normale che in questa città le strade siano ricoperte da non più di un ricordo dell’asfalto che fu e che oggi non c’è più? Che la quasi totalità dei marciapiedi della città siano impercorribili sia perché sconnessi sia perché occupati, molte volte abusivamente dal furbetto di turno? E che la loro piena fruizione da parte dei diversamente abili sia solo una bella enunciazione e nient’altro visto come vengono rispettati gli scivoli d’accesso?

E’ normale che gli spazi verdi, al pari degli alberi cittadini miseramente abbandonati, siano diventati l’orinatoio dei cani o il luogo di appuntamenti hard-core sostituendo la naturale destinazione e cioè luoghi dove nonni premurosi fanno giocare e rincorrere i propri nipotini?

Signor Sindaco, è normale che il trasporto pubblico sia diventato una odissea per chi ha la malaugurata idea di servirsene? Che le coincidenze non vengano rispettate al pari delle corsie riservate solo sulla carta?

Signor Sindaco, è normale che si viva in condizioni al limite della decenza considerate le condizioni igieniche in cui versa la pulizia della città? Che esistano quartieri dove alla vista di un operatore ecologico si fa festa come a capodanno? Che in alcune zone della città non ci siano ancora le fogne? Che la raccolta differenziata rappresenti il solito proclama da inserire nel programma elettorale? Che le affissioni sulle mura cittadine, selvagge quanto incivili, non siano minimamente sanzionate dagli uffici preposti?

Ed ancora. È normale una città dove l’acqua corrente è per alcuni solo un bel ricordo di tempi che furono e per altri un sogno irrealizzabile? Che gli interventi di manutenzione avvengano con modalità e tempi da periodo bellico? Che i cantieri aperti dal comune restino aperti lunghi anni senza che vi sia il benché minimo controllo sullo sperpero del pubblico denaro?

È normale che in alcune zone della città l’illuminazione sia un optional non compreso nelle tasse che si versano periodicamente all’Amministrazione? Che le tasse per alcuni siano un dovere civico mentre per altri un fastidioso contrattempo del quale non tener conto?

E’ normale che le scuole cittadine, e quindi i nostri figli, i nostri fratelli o i nostri nipoti, vivano nel disagio proprio di uno stato di perenne abbandono? Che quando si ha la palestra manchi la sala informatica, quando si ha la sala informatica non si dispone di un servizio mensa che se presente è il più caro dell’area urbana?

E’ normale che una squadra di calcio diventi uno strumento politico per dar luogo a camarille della peggior risma? Che l’unica realtà sportiva di rilievo come la squadra di pallanuoto che milita in serie A1 non venga adeguatamente aiutata nonostante porti il nome della nostra città?

Signor Sindaco, Le chiedo,  è normale?

Se tutto questo, e anche di più, è normale allora ha ragione Lei: Cosenza è una città normale.

 

Salutandola “indistintamente”

 

Sergio Nucci

Consigliere Comunale

Gruppo Consiliare “Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno”


22 Ottobre 2006

da:

corriere

 

 

Attacchi dal centrosinistra, il Polo difende il conduttore

Santoro e la 'ndrangheta Un caso politico

Contestata la puntata di «annozero» sulla Calabria: «È piaciuta ai boss». Loiero: intervenga la Vigilanza

 

 

Il governatore della Calabria Agazio Loiero

MILANO — Prima ha scritto al diretto interessato. Poi l'ha urlato dalle pagine dei giornali: «Caro Santoro, il tuo annozero sulla Calabria è piaciuto alla 'ndrangheta, mentre io mi sento più isolato ed esposto». Quindi ha deciso di portare il caso in commissione di vigilanza Rai: «Perché non si può fare un processo senza difesa». Il governatore della Calabria Agazio Loiero si scaglia contro Michele Santoro. E la puntata della trasmissione di Raidue sull'omicidio Fortugno e la Locride, si trasforma in una nuova bufera politica Santoro-centrica. In parte ribaltata, però: con il centrosinistra che attacca il giornalista «mandato in esilio da Berlusconi» e l'opposizione che lo difende. Era già successo con la puntata su Napoli. Ieri la replica. «La puntata di annozero sarà piaciuta alla 'ndrangheta, non certo ai calabresi che si battono per una Calabria pulita», ha dichiarato ieri a l'Unità Loiero. Quindi ha rincarato: «Non nego che i problemi ci sono, ma la Calabria non è solo quella». Per questo Loiero ha deciso di «andare avanti»: «Sottoporremo il caso alla commissione di vigilanza Rai. Oggi chiamerò Rosa». «Rosa» è il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Un mese fa lei per prima ha scritto ai vertici Rai e alla commissione di vigilanza: «Nessun limite alla libertà di informazione, ma le trasmissioni Rai devono rispondere all'obbligo di completezza e obiettività. E Santoro credo che non sia stato né completo né obiettivo».

Santoro dal suo sito commenta: «Ci sono già tante trasmissioni tv che fanno vedere le cose belle dell'Italia. Noi preferiamo raccontare l'altra faccia del Paese». Quindi aggiunge: «Le reazioni fanno parte del mio lavoro. Anche le più violente». La vedova di Fortugno afferma: «Per molto non si è parlato, ora forse si sta sparlando. Ma va bene se questo serve a catalizzare l'attenzione del governo». E l'opposizione si chiede: «Ma come, il "martire della sinistra", messo sotto accusa proprio dai suoi?». A spezzare una lancia in favore di Santoro è l'ex ministro di An Francesco Storace. L'altra sera era ospite della trasmissione: «Io non credo che sia giusto prendersela con Santoro, ha dimostrato equilibrio. Il problema esiste e bisogna parlarne». E l'ex vicepresidente della commissione parlamentare antimafia Angela Napoli (An) aggiunge: «Coloro che oggi criticano, per lo più di centrosinistra, dovrebbero fare un esame di coscienza». Alla commissione di Vigilanza Rai non è arrivata ancora alcuna lettera di protesta di Loiero. «Aspettiamo, poi valuteremo», afferma il presidente Mario Landolfi. Che da uomo di An però aggiunge: «Registro che anche la sinistra critica Santoro e questo lo rende meno mostro sacro». Certo: «Se Storace (che era lì e ha ricoperto il mio ruolo) difende Santoro, forse la trasmissione sarà stata anche spiacevole ma rispettosa del pluralismo». Loiero taglia corto: «Qui non è questione di sinistra o destra. Santoro ha un problema di share ». Il vicepresidente Nicola Adamo chiede una verifica sui dati dell'anagrafe assistiti usati da chi «vuole presentare la Calabria come terra di sprechi e malcostume». Il sindaco di Siderno Alessandro Figliomeni aggiunge: «Santoro ha centrato tutta l'attenzione sul fatto emozionale e criminale». Per Mario Tassone (Udc) l'immagine della Calabria è stata distorta ma ci sono «elementi utili alle indagini». «Ottimo Santoro, impietoso ma vero», afferma Giacomo Mancini. E il deputato dell'Ulivo Franco Laratta: « Annozero mi ha fatto vergognare ma mi ha dato più coraggio».

Alessandra Mangiarotti


13 Ottobre 2006

Le notizie "bucate"

 

sergio

 

Ho deciso di svolgere il ruolo di Consigliere Comunale con tutto l'amore e la dedizione possibili.

Ho deciso di trascurare altri impegni per poter affrontare con la necessaria serietà l'impegno politico che i cittadini mi hanno delegato a svolgere.

Studio, mi documento, interrogo, cionocostante "qualcuno" ignora il mio lavoro bucando le notizie che servo su un piatto d'argento.

Non me ne dolgo. Questa esperienza non può riservare solo onori ma anche gli oneri di confrontarsi con intelligenze molto modeste e culturalmente limitate.

Anche questo è degrado. Anche questo è malcostume.

Chi pensa che il marcio sia solo in politica sbaglia. Nelle prossime puntate fatti e circostanze che testimoniano che prebende e benefit sono appannaggio di tante categorie della nostra comunità.

 

Il giornalista è colui che distingue il vero dal falso... e pubblica il falso

Marck Twain (1835 - 1910)

 

 

 

 

 

 

©2006 Sergio Nucci. Tutti i diritti riservati. Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 ottobre 2017.