PERUGINI E IL DISSENSO "RUMOROSO"

11/06/2007

 

Nell’ambito dell’operazione “Diamo un nome ai sette colli di Cosenza”, dobbiamo riferire delle tristi condizioni in cui versa uno dei sette simboli della nostra città.

Parliamo di Guarassano, colle posto alla sinistra del Crati (un po’ più su del nuovo liceo Telesio) e da tempo abbandonato e da Dio e dagli uomini. Ma mentre per l’abbandono divino possiamo confidare nella preghiera, per l’intervento umano dobbiamo necessariamente ricorrere all’inflazionato strumento dell’interrogazione che, ad onor del vero fino ad oggi, ha prodotto poco o nulla se non la presa d’atto che, in questa città, qualcuno i problemi li vede e li segnala.

Ed allora, armati di tanta buona volontà e di penna e foglio di carta, abbiamo pensato bene di sollecitare il Sindaco – Ah, intendo: il suo cervel, Dio lo ripoi - e l’amministrazione affinché si dedichino con più lena, tra l’inserimento di Cosenza tra le città d’arte ed un festival cinematografico di fama internazionale, a rispondere alle tante domande che la cittadinanza insistentemente pone ed alle quali ahinoi ed ahivoi nessuno risponde (per carità di patria non riferiremo, ad esempio, di come in tempi non sospetti ci fossimo già occupati di un altro colle, il Mussano, alla destra del Crati, e dell’annesso cimitero abbandonato).

Non riteniamo che a Guarassano abitino cosentini di serie B. Né pensiamo che si annidino “pericolosi” sostenitori di schieramenti politici avversari. Al contrario siamo convinti che anche in questa parte così abbandonata della città vivano persone che meritino rispetto ed attenzione anche se nessuno penserà bene di costruire lì né un ipermercato ne due palazzi di otto piani. Ed allora chi penserà ai cari concittadini di Guarassano? Chi pulirà la mulattiera, perché tale è la strada che attraversa il colle? Chi taglierà l’erba? Chi provvederà all’illuminazione? Chi costruirà finalmente le fognature? Chi?

Conveniamo con il Sindaco e con l’amministrazione che il Consiglio Comunale debba occuparsi di altre e ben più importanti pratiche: l’adesione al CIDAC (sic!), la concessione di graziose premialità a questo o quel costruttore, ma se per una volta ci si occupasse anche dei problemi veri della città non sarebbe un male.

Se il Sindaco, uscito dalle sue stanze, facesse un giro per Cosenza si accorgerebbe che le cose non vanno per come si ostina a dire in Consiglio, e non si lascerebbe andare a perniciose denigrazioni di consiglieri perché corre il serio rischio di prendere alcune bordate di quel rumoroso dissenso ben rappresentato da Eduardo De Filippo ne “L’Oro di Napoli”.

Caro Sindaco, per concludere prendiamo a prestito le sue parole “la gente ci conosce, sa chi siamo e da dove veniamo”. E aggiungiamo noi: e meno male.

 

SERGIO NUCCI-VINCENZO ADAMO-VITTORIO CAVALCANTI-CARMINE VIZZA

Consiglieri Comunali di Cosenza - Gruppo Grande Alleanza con la Rosa nel Pugno