Partito il "totosindaco"

Lo confesso, anche io in questi giorni leggo con morbosa curiosità le anticipazioni sui possibili candidati a sindaco di Cosenza che si confronteranno nelle prossime consultazioni amministrative del 2021.

Morbosa tuttavia irrefrenabile curiosità in quanto cosentino non lontano dalle vicende della mia città.

E leggo nomi di candidati veri o presunti tutti rispettabilissimi, ci mancherebbe. Leggo di ritorni e di novità. Leggo anche di improbabili “accordoni” – ma da noi tutto è possibile - a favore di Tizio e/o a sfavore di Caio.

Di alcuni in verità non ricordo di aver letto in questi dieci anni un solo intervento sulla città, sui problemi dei suoi abitanti, sulle criticità che ha vissuto. Nulla, ma certo sarò stato disattento io.

Insomma leggo davvero di tutto ma forse di una cosa fino ad oggi non ho letto un solo rigo: cosa in cuor loro questi candidati, ribadisco autentici o soltanto tirati per la giacchetta, immaginano per la loro città.

Non si sa ad esempio come i papabili si pongano rispetto ai dieci anni, che tra un po’ finiranno, della attuale gestione. Il loro giudizio qual è? Certo di qualcuno/a lo si consoce, fin troppo bene, ma di altri, non si capisce se si muoveranno o meno in continuità con l’attuale amministrazione e con il modus operandi che ha caratterizzato questi dieci anni di governo della cosa pubblica.

Ma non solo. Neanche una parola a come si uscirà dalle secche del dissesto targato Occhiuto. Un bilancio, quello del comune di Cosenza, che per i prossimi anni non consentirà al malcapitato/a che dovesse assumersi l’onere di guidare una città di poco più di sessantamila abitanti, di dormire sonni tranquilli.

Insomma, opinione personale, se si leggono nomi e non si leggono programmi vuol dire che la cosa è davvero preoccupante.

La stretta di mano, la pacca sulla spalla, la promessa (perche altro davvero non è possibile) di questo o quel favore, di questo o quell’incarico potranno convincere gli elettori?

Se fossi giornalista, in realtà lo sono ma solo per mio diletto, comincerei a scavare nelle idee dei futuri contendenti alla poltrona di primo cittadino.

Comincerei a chiedere cosa pensano del decennio “marchiato” Occhiuto. Come pensano di risollevare le sorti di una città allo sbando atteso che mancheranno per diversi anni le risorse. Come faranno a far funzionare la macchina comunale che conta attualmente poco più di 400 dipendenti. Cosa faranno quando si tratterà di reperire i fondi per la gara delle cooperative. Come aiuteranno i settori produttivi della città vessati, tranne poche e non lodevoli eccezioni, come non mai.

Insomma dopo l’antipasto dei nomi adesso è il momento delle pietanze, ovvero di scrivere del destino della nostra città.

Dal canto mio resto sempre dell’idea che solo una grande area civica possa intestarsi l’onere e l’onore di guidare il rinnovamento in città. E’ una mia vecchia idea, un mio credo al quale non intendo abiurare.

 

Sergio Nucci

"Buongiorno Cosenza"

 

LA SPESA SOSPESA

29/03/2020

 

Tra le tante cose belle di Napoli una mi ha sempre affascinato. Una consuetudine che si tramanda di generazione in generazione e che rende onore alla generosità e all'inventiva del popolo partenopeo.
Un segno piccolo, un fiore, ma davvero tanto efficace: il “caffè sospeso”.
Senza addentrarmi nelle motivazioni sociologiche e culturali, sulle quali più di uno potrebbe discettare molto più di me, avrei piacere di condividere questa riflessione perché credo contenga una forza incomparabile e sia una azione sempre valida per esprimere vicinanza e sostegno.
Il “caffè sospeso” è in fondo una sorta di certezza: “chi può non lascia indietro nessuno”. Pensare di questi tempi a qualcosa di analogo per testimoniare la propria solidarietà potrebbe essere una opportunità.
Penso in parole povere ad una “spesa sospesa” frutto delle donazioni dei clienti di market o piccoli esercizi al dettaglio per chi è in condizioni di indigenza.
Non è la soluzione dei problemi ma la “spesa sospesa” potrebbe essere una forma rapida e comoda per esserci, per dare anche noi una carezza.
E non servirebbe poi tanto, qualche euro e fare incontrare gente di cuore, commercianti onesti e persone che hanno necessità.
Oggi più che mai vorrei che questo messaggio venisse condiviso. Non servono like ma persone che possono e vogliono creare rete, che vogliono acquisire la disponibilità di un commerciante, diffondere tra i conoscenti l’iniziativa e soprattutto dire a chi non ce la fa che in alcuni esercizi commerciali ci sarà per loro della pasta, del latte, dell’olio, prodotti che tutti assieme avremmo contribuito ad acquistare lasciando alla cassa qualche euro.
Basterà solo la parola d’ordine “c’è una sospesa?” e dall'altra parte ricevere un sorriso ed una busta di … amore
E’ una idea o meglio uno stato d’animo. Utile? Inutile? Non so ma volevo condividerlo nella piazza virtuale.
Grazie di cuore a chi condividerà questo post.

Sergio Nucci

"Buongiorno Cosenza"

I CONTI NON TORNANO

26/02/2020

 

L'elusione intenzionale dei vincoli di finanza pubblica integra il reato di falso ideologico

 

Pubblicata oggi, 26 febbraio 2020, la sentenza della Corte dei Conti Sezioni Riunite che rigetta il ricorso del Comune di Cosenza avverso al dissesto dell’Ente.

Trentasette pagine che smontano, punto per punto, l’impalcatura difensiva sottoposta al vaglio dei giudici per confutare le accuse dell’organismo contabile.

Nessuna sorpresa. Tutto come previsto. Solo ulteriori conferme di quanto, in tanti, negli anni, abbiamo detto e scritto, e censure, tante censure, ad un modus operandi che poteva portare solo a questo epilogo.

Tra le cose decise una più di altre, a mio avviso, merita di essere evidenziata: la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Cosenza “atteso che la delibera di approvazione del rendiconto di un comune è qualificabile come atto pubblico ex art. 479 cod. pen. sicché la non rispondenza a realtà dei dati ivi contenuti, può integrare gli estremi del reato previsto dalla predetta norma (Cass. pen. sentenza 14617/2018)”.

Chissà che qualche volenteroso giudice della nostra Procura non decida di dare un’occhiata “attenta ed imparziale” ai conti del Comune di Cosenza.

 

Sergio Nucci

“Buongiorno Cosenza”

 

LEGGI LA SENTENZA

AIUTIAMO I NOSTRI ANZIANI

07/03/2020

 

 

In queste ore, così drammatiche per il nostro Paese, gli appelli ai nostri giovani ad evitare luoghi affollati e promiscuità pericolose si susseguono con giustificata insistenza. Atteggiamenti responsabili e prudenti possono davvero fare la differenza ed impedire al virus una diffusione ancora maggiore.

Tutto giusto, per carità, ma la realtà a ben vedere dice anche altro perché la cronaca, in maniera puntuale,  continua a restituirci una mortalità che non riguarda le fasce più giovani del nostro Paese. Questi giorni di angoscia disegnano un quadro sconfortante soprattutto, se non esclusivamente, per i tanti anziani dei nostri paesi e delle nostre città.

Sono loro infatti le prime e più numerose vittime di questa epidemia. A loro dovremmo probabilmente rivolgere ancora più riguardo rispetto a quello – sacrosanto, ci mancherebbe - che dedichiamo a fasce più forti e meno vulnerabili. Ai tanti che provati dagli acciacchi degli anni non sono in grado di resistere alle insidie del virus. A loro davvero dovremmo pensare in questo momento. A loro dovremmo dedicare tempo ed attenzione.

Mi vengono in mente le tante scene nelle quali questi nostri “vecchi” fanno la fila ad un ufficio postale piuttosto che ad una banca o ad un CUP o finanche a una cassa di un supermercato. Vederli li, così soli e vulnerabili è la cosa che stringe il cuore.

E dunque rivolgo un accorato appello a quanti hanno un nonno o un parente anziano o un vicino ormai avanti negli anni di prendersene cura. Magari andando a ritirare la pensione o a fare la spesa o comunque a scongiurare che loro, soprattutto loro, possano recarsi in posti affollati e pieni di insidie.

Non c’è bisogno di ordinanze o decreti per aprire il nostro cuore in questo momento alla solidarietà verso chi è più debole e più esposto. Non aspettiamo che altri facciano quello che noi stessi possiamo fare.

Abbiamo un cuore grande come grande è il cuore di chi oggi è in trincea per sconfiggere il male. Ai tanti studenti costretti a ferie forzate chiedo di stare vicini ai propri anziani. Aiutateli ed aiutiamoci l’un l’altro.

Riempiamo di disponibilità e vicinanza questi momenti. Solo così riusciremo a passare la nottata.

Sergio Nucci

“Buongiorno Cosenza”

NON ESISTE LA TERZA VIA

22/02/2020

 

La fobia per il contagio da coronavirus non risparmia, giustamente, nessuno. Il pericolo incombente di imbattersi in chi è già stato infettato con il virus crea una sorta di latente angoscia che si esprime nei modi e nelle forme più disparate. Dalla semplice mascherina che si usa nei luoghi affollati alle aggressioni, non solo verbali, per i presunti untori dalla pelle gialla. Non c’è una misura e quel che è peggio non sembra esserci neanche una strategia da parte di chi dovrebbe sovrintendere alla salute pubblica. Tutto lasciato al buon senso e, a volte, al caso. Anche da noi la situazione non cambia. Mentre pensiamo di essere al sicuro da flussi migratori a rischio, ci rendiamo conto che situazioni di pericolosa promiscuità potrebbero nascondersi in eventi consolidati e ripetitivi. Uno di questi, la fiera di San Giuseppe, programmata per il mese di marzo, sta già facendo discutere l’opinione pubblica sulla sua opportunità. È indubbio che un evento così affollato qualche rischio potrebbe comportarlo, e proprio in virtù del paventato pericolo che possono fare le nostre autorità ?

Da un lato obbligare tutti gli espositori che verranno in città a sottoporsi al test del tampone per escludere qualsiasi contagio da coronavirus, dall’altro annullare l’evento per evitare sul nascere situazioni di pericolo per eventuali e non escludibili contagi.

La soluzione non è certo facile. Obbligare al test può essere utile se si ha la capacità concreta di controllare tutti, ma proprio tutti gli espositori. Per intenderci quelli ufficiali e quelli non censiti. Capacità che deve anche prevedere non solo il centro di verifica ma anche e soprattutto il centro di isolamento (ambulanze e barelle da isolamento). In assenza di tutto ciò resta praticabile l’altra ipotesi, ovvero evitare di dar luogo ad un evento che ha in se i crismi della pericolosità: grande flusso di individui non controllati e non controllabili,  massima promiscuità, grande facilità di diffusione del contagio.

Come si vede terze vie non ne esistono. Toccherà dunque al sindaco, al prefetto ed anche al commissario dell’Asp di Cosenza decidere, e nel breve, cosa scegliere. Noi, fiduciosi, attendiamo.

 

Sergio Nucci

"Buongiorno Cosenza"